Il mondo attuale e i processi di globalizzazione
Il termine "globalizzazione" è un termine moderno che indica un mondo unificato. Il processo di globalizzazione è un lungo processo che accompagna tutta la storia dell’umanità, perché gli uomini sono sempre stati in contatto l’uno con l’altro, cercando di superare le barriere che li chiudono. Le civiltà non invecchiano come gli uomini, esse decadono a seconda di ciò che succede intorno a loro. Le civiltà si incontrano e si scontrano, ma quest’incontro ha tante modalità:
- La sopraffazione, la guerra e la sconfitta;
- Lo scambio e il commercio, dove scattano diversi meccanismi per ottenere un mutuo vantaggio.
Chi baratta non ha interesse a sopraffare chi gli sta accanto, vuole mantenere un rapporto (talvolta si ingannano). Esiste anche lo scambio di culture, oltre che quello economico. Un esempio di scambio tra culture riguarda la tecnologia che spesso si è diffusa nel mondo guardando come facevano gli altri, imitando (es. giapponesi con tecnologia americana).
La "rivoluzione della comunicazione" è rappresentata dall’invenzione della stampa a caratteri mobili, fino all’età della multimedialità. La "rivoluzione silenziosa/invisibile", come ha affermato Ronald Inglehart, è stata la stampa a caratteri mobili, che ha fatto nascere la globalizzazione e che favorì processi economici, sociali e culturali. Non fu Gutenberg ad inventare la stampa nel XV secolo, ma i cinesi nel XIV con la xilografia, che però la tennero come una "tecnologia" elitaria. Gutenberg, invece, stampò gli opuscoli di Lutero e poi la Bibbia in tedesco. Egli, a differenza dei cinesi, traducendo questi testi in tedesco, li diffuse a tutti, e non solo ad un’élite che capiva il latino. La stampa si è diffusa, poi, in tutta Europa.
Lo sviluppo dell’industria della carta rappresentò, inoltre, un fattore essenziale per il successo della stampa, grazie al suo prezzo molto basso. Con le stampe di Gutenberg, nacque il movimento di idee che diede vita alla Riforma protestante, i cui attivisti, come Lutero, utilizzarono la stampa per comunicare le loro idee ad un largo numero di fedeli. Tutto questo portò anche all’alfabetizzazione delle masse e alla nazionalizzazione della lingua. Con tutti i libri che venivano stampati, nacque un organo di censura, "L’indice dei libri proibiti", istituito dalla Chiesa, che però non riuscì a controllarli tutti. Attraverso i libri circolavano idee, invenzioni, nuovi modi di pensare, notizie, arte, poesia, cultura, conoscenza. Insomma, tutto ciò che poteva sfuggire al controllo del potere e che poteva minacciarne la legittimità.
Nell’Europa del Seicento si colloca la nascita del giornalismo moderno, anche se la pubblicazione di opuscoli su avvenimenti di attualità era già praticata nel ‘500. La prima pubblicazione che uscì con periodicità regolare fu il mensile "Relation" (Strasburgo 1609). Le gazzette si diffusero nel corso del Seicento in tutta Europa, a conferma che la stampa ormai si articolava in una galassia di generi ed estendeva la sua influenza su crescenti fasce di opinione pubblica.
La base di tutto lo sviluppo della produzione libraria rimanevano ancora le vivaci e dinamiche città che costituivano i nodi più importanti della rete di relazioni economiche, sociali, culturali. La diffusione della stampa stava allargando il raggio della circolazione delle idee e del sapere, toccando non solo l’élite colta, ma anche i ceti popolari urbani. Fra il ‘500 e il ‘600 si assistette in Europa ad un’ondata di pamphlet in cui si prendevano di mira sovrani, pontefici e istituzioni. La stampa faceva, così, il suo ingresso nella politica, diventando, così, oltre che un mezzo d’informazione, anche un mezzo di mobilitazione politica, alimentando la retorica del complotto (complotto papista durante la rivoluzione inglese, per riportare i cattolici al trono d’Inghilterra).
Nel corso del XVIII secolo, le forme di censura e le protezioni accordate ad editori e stampatori, non riuscirono a frenare la diffusione dei libri e della stampa sia per l’élite sia per i nuovi lettori del "terzo stato". Nel processo di secolarizzazione, iniziato nel Rinascimento e assecondato dalla diffusione della stampa e dalla circolazione di idee, conoscenze e novità scientifiche che riducevano la presa della religione sulla società europea, un ruolo straordinario fu giocato dall’Illuminismo e dalla più grande impresa intellettuale dell’età dei Lumi: l’enciclopedia. Così la "luce" della ragione illuminista, contrapposta alla fede, alla superstizione, alla tradizione e al pregiudizio, marciava a braccetto con la nuova dimensione economica e industriale dell’arte della stampa. Nell’Ottocento la stampa e il giornalismo divennero un mezzo di comunicazione di massa.
Con l’avvento della Grande Guerra, nei paesi belligeranti, si adottò una forma di censura preventiva e di controllo di stampa, ma anche di propaganda. La storia dei rapporti tra giornalismo e potere politico è sempre stata contrassegnata da conflitti che hanno messo in continuo pericolo la libertà di stampa, che si fa ancora più tragica nei regimi totalitari.
- Un carattere fondamentale della globalizzazione è, quindi, la comunicazione (con la stampa). Smartphones, tablet e PC hanno unito le persone, creato una rete e dato vita alla comunicazione. Nel passato il mezzo di comunicazione principale erano i libri. Le cifre di scambio attraverso i messaggi sono, però, molto più alte rispetto alla quantità di libri che vengono stampati annualmente.
- Un altro fattore fondamentale della globalizzazione è l’elemento tecnologico, che ha dato vita alla stampa, ai moderni mezzi di comunicazione e ai mezzi di trasporto. La velocità accelera il processo delle idee e della produzione ed oggi annulla totalmente il tempo e lo spazio. La navigazione fu velocizzata e migliorata grazie alla tecnologia. I navigatori avevano, poi, bisogno di informazioni durante la navigazione e risolsero questo problema con la cartografia, una scienza che in Europa è molto praticata ed è molto utile per conoscere le terre che già si conoscono, ma non per quelle che ancora non sono state scoperte.
Gli europei erano interessati ad esplorare il Mediterraneo, e quindi avevano bisogno di nuovi metodi di navigazione, perché gli islamici erano arrivati fino in Francia ed in Austria, ed i viaggi per terra verso il Medio Oriente non erano più possibili. Il mare diventa un’opportunità incredibile. Sia il processo d’innovazione della comunicazione e dei trasporti ci spiega la natura dell’uomo. L’uomo è sempre in movimento, deve sempre cercare qualcosa. La curiosità è tutto ed è insita nell’uomo. Essa non si può mai appagare.
Il concetto di globalizzazione si differenzia dal periodo precedente perché nel 1400 si inseriscono una serie di fattori (comunicazione e trasporti). Tutto ciò è stato fatto per il guadagno, perciò il commercio è la chiave di tutto. Senza circolazione delle idee la conoscenza muore, perciò la socializzazione delle idee è fondamentale. Il capitale umano è il motore della storia e della civiltà. L’inquinamento del cervello umano è il tipo di inquinamento peggiore. Spesso lo fa la politica e la religione.
1400-1500 ———>>> nuove idee + necessità di guadagno ———>>> comunicazione (stampa) e trasporti (navigazione) || nuovi mezzi di comunicazione = globalizzazione
La globalizzazione è un fenomeno di natura complessa che ha a che fare con la comunicazione. Oggi la globalizzazione non trova il suo cuore pulsante solo nell’Occidente, cosa che accadeva fino a venti anni fa, ma anche in Oriente (Cina, Giappone). La globalizzazione ha tre fasi:
- Da prima dell’invenzione di Gutenberg alla navigazione. Essa è stata definita la fase del commercio che dura fino alla completa esplorazione del mondo con i viaggi di James Cook. La scoperta geografica completa avviene nel 1700.
- Nell’Ottocento inizia la seconda fase: l’incrociarsi dei sistemi di velocità nella stampa (torchi a vapore), la diffusione della stampa quotidiana e le reti: la rete ferroviaria (1828-9) quando un giovane operaio delle miniere arriva ad inventare l’applicazione del vapore come energia per muovere un carrello ed inventa la macchina a vapore. Da lì a poco la macchina a vapore sarà impiegata anche nella stampa e nelle miniere; e la rete telegrafica, una rete elettrica su fili di rame. La comunicazione telegrafica fu accolta con grande favore e largamente utilizzata non solo per usi militari e diplomatici, ma anche nel mondo degli affari e poi in quello dei giornali. Con il tempo le reti ferroviarie nazionali si integravano e si connettevano con le tratte intercontinentali della navigazione a vapore, mentre la rete telegrafica, grazie ai cavi sottomarini, varcava gli oceani e collegava i continenti. Alla fine dell’Ottocento un italiano rompe questo vincolo: i messaggi si possono inviare senza necessità dei fili, grazie a Guglielmo Marconi e all’invenzione della radio. Tutto ciò ha portato a conseguenze a catena sull’economia, la società, la politica e l’intero sviluppo delle relazioni umane e sociali a livello mondiale. La rete dei trasporti e delle comunicazioni superava ogni ostacolo e conferiva alle merci, agli uomini, ai capitali e alle notizie una mobilità e una velocità sconosciute.
- La terza fase è quella nella quale siamo immersi: la rete internet e le telecomunicazioni (radio e telefono). Tuttora assistiamo ad un’innovazione continua delle tecnologie. L’intelligenza artificiale diventerà inevitabilmente un’intelligenza indotta, poiché è ciò che l’uomo immette nel computer. L’uomo, però, è insostituibile, niente è comparabile alle miliardi di combinazioni all’interno del cervello umano. Oltre al cervello l’uomo ha, poi, anche emozioni e corpo. All’inizio del ‘900 c’erano 2 miliardi di persone, attualmente sono 7,8 miliardi di persone. Ciò che ha triplicato la demografia è stata l’espansione della globalizzazione, portata dall’Europa. Essa portò la rivoluzione alimentare, la rivoluzione agraria, la rivoluzione industriale e la medicina. Ciò ha permesso di diminuire la mortalità, data soprattutto dal parto e dai primi giorni di vita. Altri fattori di morte erano la guerra, considerata l’igiene del mondo, e le epidemie di massa.
Incontri e scontri di civiltà
L’Europa, continente vasto di civilizzazione cristiana con a monte l’influenza della cultura greca e romana, subisce nell’alto medioevo, un processo di accerchiamento. Il Sacro Romano Impero è una composizione omogenea ma conflittuale (tra politica e religione) ed incapace di sostenere l’avanzata da parte dei turchi-ottomani (Islam). L’Islam, a differenza dell’Europa, è molto più omogeneo (non ha conflitti interni tra politica e religione), ed ha solo la divisione in sunniti e sciiti. La religione è un dato importante della cultura europea, che è conflittuale al suo interno:
- Chiesa-stato (lotta alle investiture, crociate);
- Scoperta empirica-osservazione religiosa (Keplero, Copernico, Newton...)
In Europa si vede bene lo scontro e la divisione tra potere religioso e potere laico. Nell’Islam, invece, è tutto unito. Questo rende l’Islam una potenza più compatta, poiché priva di conflitti interni. L’Islam vincente è quello turco-ottomano (sunnita), ed è questo tipo di Islam che domina il Mediterraneo sopra le potenze marinare italiane, spagnole e francesi, fino ai suoi ultimi assalti vincenti nelle coste europee del 1830. L’espansione islamica in Europa arriva fino ai Pirenei da una parte, e dall’altra insidia Vienna. L’Islam nel giro di pochi secoli, grazie alla compattezza del potere militare e di quello religioso, si espande dalla penisola arabica, e arriva in tutta Europa e in nord Africa. La pirateria islamica nel 1801 fece, però, un errore: affondò e saccheggiò una nave americana. L’America inviò una flotta che abbatté la base della pirateria islamica.
La civiltà cristiano-occidentale europea, a questa invasione, reagisce nel commercio e nella cultura. I mercanti si trovano bloccata la via sul Mediterraneo e via terra a causa dell’insediamento islamico. L’unico sbocco rimasto è l’Atlantico, luogo ignoto secondo la credenza del tempo, che i mercanti iniziano a percorrere per rafforzare ed espandere i commerci e la cultura. Portogallo, Spagna e Olanda (più tardi anche l’Inghilterra) sono i protagonisti di questa reazione. Il Portogallo era rivolto verso l’Atlantico, la Spagna era riuscita a riconquistare il paese dagli islamici e a risollevarsi (Reconquista) ed infine l’Olanda aveva porti importanti, ma soprattutto aveva accolto gli ebrei, scappati dalla Spagna, un grande capitale umano. "L’uomo sviluppa le sue facoltà in relazione alle tecniche di sopravvivenza e condizioni ambientali avverse", ed essendo gli ebrei sempre stati cacciati e perseguitati, hanno avuto modo di sviluppare grandi facoltà, diventando così capitale umano.
Gli ebrei hanno la finanza ed il controllo della moneta, che prima avevano principalmente i banchieri fiorentini, senesi e lucchesi, e con ciò sono riusciti a finanziare le nuove rotte per il commercio. Gli ebrei sono pochi (17 milioni) perché si devono unire tra di loro, considerandosi la stirpe eletta. A differenza degli ebrei, che si considerano pochi ed eletti, le altre due religioni monoteiste, Islam e cristianesimo, espandono la loro religione evangelizzando. Gli spagnoli ed i portoghesi, infatti, approfittano delle nuove rotte nell’Atlantico per evangelizzare. L’obiettivo del cristianesimo è l’evangelizzazione, ovvero far convertire, con le buone o con le cattive, in chiunque si imbattessero. La Cina nel frattempo si è chiusa in se stessa con la muraglia cinese. La chiusura indica l’idea di una difesa della propria esistenza e di superiorità, togliendo la possibilità di scambi con altri paesi. La chiusura è, quindi, un errore. Infatti la "salvezza" degli ebrei fu proprio quella dell’esodo, della dispersione degli ebrei in molteplici parti del mondo, consentendo loro di imparare molte lingue, di conoscere tutte le monete. Gli ebrei avevano creato un network.
L’Europa aveva una grande forza: la cultura, che spazia dall’arte alla curiosità scientifica. Essa esplose dando come conseguenza l’espansione coloniale. Oggi, però, viviamo in una fase di declino della cultura europea perché non abbiamo più una visione chiara da esportare nel mondo. Le visioni hanno un senso solo se hanno dei fondamenti ideali e se sono in grado di imporsi, seppur andando in contro alla persecuzione. La persecuzione di una visione, fa capire che essa è pericolosa perché vera e popolare. Se le visioni sono elitarie o invisibili, creano una fase di declino.
Giordano Bruno fu vittima di persecuzione perché portatore di idee sia giuste che sbagliate. Egli voleva, però, affermarle ad ogni costo. Giordano Bruno condannò il giustizialismo, il governo dei giudici è il peggiore dei governi. Spesso si pensa che l’armonia e l’ordine creino la forza. Ciò che invece porta la forza è la guerra. L’Europa è cresciuta sui conflitti, ma dentro questa conflittualità si affinano poi le idee.
Le religioni e il processo di secolarizzazione
I banchieri senesi si lasciarono scappare l’affare della decima, chiesta al Papa, dai banchieri fiorentini. I fiorentini, rispetto ai senesi, avevano circa 40 postazioni bancarie e mercantili nel Mediterraneo, in confronto alle 3/4 dei senesi. In più i fiorentini avevano un’industria fondata sulle arti (tintura della lana). La Chiesa, così facendo, non toccava più direttamente il denaro, considerato il male, perché lo facevano i banchieri per loro. Fino al 1500 i più grandi banchieri dei Papi sono i Medici. Un Papa dei Medici, Leone X, è il più giovane cardinale della Chiesa (per falsificazione documenti di nascita). In questo periodo, Lutero ha già scompaginato la Chiesa con l’avvio della riforma protestante di cui la stampa è la protagonista, l’altra riforma è la finanza perché la Chiesa ha bisogno di denaro che serve per fare le chiese, i documenti, l’organizzazione burocratica della Chiesa, per tenere il Vaticano.
Savonarola era un uomo favorevole ad una società pauperistica, perciò venne scomunicato tre volte dalla Chiesa, anche se questa scomunica non ebbe successo, perché più lo colpivano e più andava avanti, fino ad ottenere il consenso anche dai figli delle famiglie potenti e ricche. I francescani trovarono una soluzione: inventano i "Monti di pietà", in cui i ricchi e/o i poveri portano i loro beni per avere un piccolo prestito e si autoalimentano facendo del bene. Ad un certo punto si rendono conto, però, che se non si fa pagare un piccolo interesse, i "Monti di pietà" chiudono. I "Monti di pietà" erano diventate delle vere e proprie banche ed i francescani dei banchieri di Dio contro l’usura degli ebrei. I francescani ce l’hanno con gli ebrei perché il tasso d’interesse degli ebrei era più alto.
Nel frattempo Lutero solleva il problema del denaro. Per lui il denaro è il male, soprattutto quello che finisce a Roma, poiché strumento di corruzione. Il Papa
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