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Appunti storia contemporanea

Appunti personali presi a lezione del corso di Storia Contemporanea, integrati molto bene con lo studio delle slide del professore e ricerche personali svolte online. A.A. 2017-2018. Prof. Paolo Colombo, Università Cattolica del Sacro Cuore. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Storia contemporanea docente Prof. P. Colombo

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Alessia Di Leo – Prof. Colombo – A.A. 2017-2018

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Tregua incerta fino al 1854: vi sono contrasti nord-sud su presunto sfruttamento da

parte nordista e alterazione equilibrio politico. Viene redatto il Kansas-Nedraska Act,

che consiste in:

Abbattere la “barbara muraglia” indiana

 Organizzare due grandi territori nelle pianure (Kansas e Nebraska) che

 avrebbero deciso la propria posizione circa la schiavitù

Costruire una ferrovia transcontinentale

Vi sono, però, contrasti interni a partiti. La spaccatura che si viene a creare porterà

alla nascita dei Repubblicani: i contrasti per le consultazioni per il Kansas divengono

però violenti.

1860: elezione Lincoln (repubblicano): candidato regionale, nessun voto in 10 dei 33

Stati

In alcuni stati non prende neanche un voto. Il sud ha dichiarato in anticipo che non

sarebbe rimasto nell’unione nel caso in cui ci fosse stato un candidato nordista (come

Lincoln). 11 stati del Sud vogliono staccarsi dalla federazione per formare una

confederazione.

Primo cenno di guerra “totale” (coinvolge tutti gli strati della società)

Più di 650.000 morti: durata, 4 anni

 60 battaglie principali

 Circa 2000 ragazzi di 14 anni di età o anche più giovani nei ranghi unionisti

 La battaglia di Shiloh, combattuta lungo le rive del fiume Tennessee, conta più

 morti americani rispetto a tutte le precedenti guerre americane messe insieme

(23.700)

Questa guerra fu caratterizzata da forti innovazioni tecnologiche in campo militare,

bocche da fuoco di combattimento che prima non esistevano. Ciò è possibile grazie a

un nuovo sistema produttivo. Vengono utilizzate le ferrovie per spostare i militari

durante la guerra. Sta cambiando il modo di concepire la morte in guerra, vi è

spersonalizzazione dell’atto di uccidere, non si sa chi ammazza. Morte di massa.

Questo nuovo tipo di guerre ha bisogno di forti motivazioni ideologiche.

Contrasto ideologico (tipico delle nuove guerre)

 Squilibrio tra popolazioni nordista e sudista

 Forti differenze economiche

Il sud combatte per la secessione, quelli del nord iniziano a non essere più molto

favorevoli alla guerra per cui Lincoln inizia a perdere un po’ di consensi.

Il nord vince perché ha molte più risorse, materiali e popolazione rispetto al sud,

nonostante le opposizioni interne. Il nord per quanti soldati perde, è comunque sempre

in vantaggio perché ha una popolazione maggiore. Unico elemento che gioca davvero

a favore dei sudisti è una tradizione militare molto più elevata: sono più capaci,

efficienti, organizzati e motivati.

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Al nord, durante la guerra, la vita continua. Gli stati del sud vengono progressivamente

occupati. Il successo del nord dipende dalla conquista dei territori del sud. Il sud non

ha bisogno di conquistare il nord perché il loro obiettivo è semplicemente quello di

staccarsi dall’unione, mentre il nord ha bisogno di conquistare e occupare i territori del

sud perché il suo obiettivo è quello di impedire al sud di staccarsi, per cui deve

conquistarli per obbligarli a fare ciò che vogliono loro (ovvero non staccarsi).

Fra la fine del 1861 e la prima metà del 1862 le forze navali dell’Unione conquistano

importanti porti sudisti. Vi è un blocco navale, che provoca un problema per il

commercio del cotone dal Sud verso la Gran Bretagna. La Gran Bretagna, che controlla

anche l’India, spinge verso la produzione di cotone in India per cui inizierà a

procurarselo da lì, evitando di mettersi in mezzo alla guerra americana. 3/11

1863-64: total war e raids on a massive scale

L’idea di guerra totale emerge dalla strategia attuata da Sherman

La gran parte degli studiosi ritiene che la guerra civile sia il travaglio mediante il quale

nasce la nazione Americana. Questo tipo di guerra incontra tre tipi di concetti:

Concetto di guerra secessione: per gli stati che ritengono di essere sovrani e

 secedono dall’unione.

Guerra civile

 Guerra di ribellione: è un tema importante quello del concetto di ribellione,

 perché alle spalle degli stati uniti vi è una guerra di ribellione, ovvero la guerra

contro la madre patria inglese, che è il mito fondante degli stati uniti. Fino a

questo momento gli americani si identificano nel fatto di essersi liberati.

Mediante la conquista di diritti, dalla madre patria che li opprimeva. Questa idea

di ribellione ha una doppia anima perché, dai nordisti viene presentata in modo

negativo, essi infatti considerano i sudisti come coloro che non rispettano, che

si ribellanostigmatizzazione negativa da parte del nord. Il sud si pavoneggia

della sua condizione di ribellione, ancora oggi negli stati del sud è presente

questa cosa. Un altro elemento di differenza tra il Nord e il Sud consiste nel

fatto che, durante il periodo della guerra civile, il nord continua a svilupparsi e

utilizza la guerra come un motore per favorire lo sviluppo industriale e

capitalistico, costruendo la ferrovia trans-continentale, mentre il sud subisce

tutte le conseguenze negative della guerra. Un altro aspetto importante è

rappresentato dal processo d’immigrazione prevalente al nord, processo che

continua a rafforzarsi e che, cento anni dopo, si rivela essere la più grande

risorsa americana, portando alla formazione del movimento free soliers (terreno

libero), e quella grande epopea che è lo sviluppo del nord verso ovest, che

continua durante la guerra e porta progressivamente all’occupazione di terreni

che, successivamente, si trasformeranno in stati che contribuiranno alla

civilizzazione del nord del paese.

Paragone tra sud italiano e americano: Duraki, studioso americano, analizza il

paragone tra sud americano e sud italiano.

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In una certa fascia dell’élite nordista si sviluppa l’idea che deve nascere una ‘’nuova

nazione‘’: gli Stati uniti d’America come entità unica che si proponga come stato al

vertice.

Sul tema della schiavitù inizia ad esserci il problema, ovvero il pensiero che il nord ci

ricavi maggiormente in termine di profitti dalla schiavitù, ciò aumenta la percezione

del fatto che il nord sfrutti il sud.

Le condizioni per la crisi ci sono già da molto tempo, le tensioni tra stati del sud e stati

“del nord” (perché sappiamo che c’è una fascia che oscilla, e il cuore del problema è

quasi sempre la fascia che oscilla che sposta gli equilibri). Gli analisti sostengono che il

sud abbia sbagliato i tempi, aspettando ha troppo perché prima il sud era più forte,

per via del suo potere politico, mentre il nord era più debole.

La cultura sudista era molto diversa e inconciliabile con quella nordista. La cultura

dominante del nord schiaccia quella dei pellirosse, fino a renderli esclusivamente i

cattivi dei film west. Dagli anni ‘60 inizia una cultura diversa: gli hippie che, in qualche

modo, vanno a recuperare pezzettini della cultura dei nativi immettendoli nella cultura

bianca. La cultura dominante del sud schiaccia la cultura nera che è rappresentata da

una buona parte della popolazione innervata, viene schiacciata ma per altre vie,

scivola fuori e rappresenta un pezzo forte della cultura americana (esempio: musica).

Sta nascendo l’idea di guerra totale, molti storici si sono chiesti perché il sud non

abbia combattuto la guerriglia, accettare gli scontri in campo aperto avrebbe

agevolato molto il nord, tanto che il sud inizia ad utilizzare questa tattica solo verso la

fine della guerra. Il sud ha bisogno dopo la guerra di riallinearsi al nord e cerca di farlo

accentrando e razionalizzando.

All’origine della costruzione di uno stato c’è sempre un imprinting che poi viene

trascinato. Alla fine della guerra si riscontrano ragioni ideologiche: i vincitori sono

quelli che sostengono un atteggiamento più amichevole nei confronti degli sconfitti,

perché ideologicamente hanno indossato le vesti di chi la guerra non avrebbe voluto

mai affrontarla. Il nord vince la guerra, ma risolve il problema vincendola? Per vincere

il nord ha dovuto occupare tutto il territorio, ma se il sud conserva la propria

mentalità, continuando a coltivare l’idea di non voler far parte della nuova nazione e

non volendo accettare di essere stato sconfitto, avrò degli stati uniti che sono spaccati

a metàla vittoria militare non risolve il problema.

Il proclama di liberazione degli schiavi

Cautela iniziale di Lincoln

 Un “provvedimento idoneo e necessario in tempo di guerra per debellare la

 ribellione”: una misura di guerra

I neri al nord: le difficoltà e l’arruolamento

Lincoln nel ’63 decide il proclama di liberazione degli schiavi. Un’ennesima mossa di

guerra totale per indebolire l’avversario perché gli toglie 1/3 della popolazione che era

composta da schiavi. I neri vengono arruolati nell’esercito nordista dei bianchi.

Appomatox 1865

9 Aprile 1865: presa di Richmond resa di Lee ad Appomatox Court House maggio

Jefferson Davis catturato in Georgia. Vincono i nordisti si ha la resa condizionata.

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Molti studiosi ritengono dalla guerra civile nasce la società americana.

Elementi per un’interpretazione

La guerra civile come travaglio che dà origine alla nazione americana

 Concetto di guerra di secessione, di ribellione e di guerra civile

Dati sullo sviluppo industriale e sviluppo agrario (al nord)

1850-1860: aumento della produzione industriale dell’89% e triplicazione del

 consumo di attrezzi agricoli prodotti industrialmente

Linee telegrafiche: 80.000 km

 Linee ferroviarie al nord: 34.022 km

 Linee ferrovie al sud: 14.141 km

Boom di immigrazione al nord, specialmente a New York

Il nord è in un periodo di forte sviluppo. Larghi pezzi di nord se ne fregano della guerra

e, allo stesso tempo, la guerra favorisce lo sviluppo del nord. La guerra come motore

di sviluppo. Vi è, inoltre, una forte immigrazione verso nord.

Il processo di immigrazione porta alla formazione del movimento freesoililer: nuove

terre aperte senza limiti ed estromissione dell’agricoltura arretrata e pre-capitalista del

sud volontà di sbarrare l’agricoltura del nord agli schiavi, nel timore che una volta

liberi aspirassero al possesso di terre

Il Nord diventa rapidamente uno “sterminato Piemonte dell’America, che chiedeva

sempre più imperiosamente la creazione di un vasto mercato nazionale americano”

dell’American dream:

Figura di Lincoln come incarnazione posizioni di Lincoln guerra

di ribellione e concetto di “ribelli” il concetto di guerra civile si adatta male agli USA

che non sono ancora “nazione” se non nelle idee di Lincoln: in realtà è guerra fra due

gruppi di stati.

Al nord sei accolto ma emarginato. In una certa fascia dell’elite nordista si diffonde

l’idea di dover far nascere una nuova nazione con un’identità unica.

La situazione è caratterizzata da relazioni fra nord e sud: alcuni stati sono schiavisti,

altri no. La schiavitù ha principalmente delle ragioni di tipo economico. Il nord non

chiede la schiavitù per ragioni pratiche e, solo in piccola parte, ideologiche. Sulla

schiavitù, però, si arricchisce il nord e non il sud perché il nord commercia schiavi e

sfrutta il sud. Il nord accumula risorse e le investe dove ha più senso investirle (es:

ferrovie, era molto più redditizio costruirle al nord piuttosto che al sud). Le tensioni fra

stati del sud e del nord.

Esistevano già molto prima del 1860 le condizioni per la crisi: il sud probabilmente

sbagliò a posticipare i tempi, conveniva farlo prima quando il nord era più debole e il

sud aveva più potere politico. Per questa guerra bisogna reclutare moltissimi soldati

8/11

INTRODUZIONE AL RAZZISMO

Il tema del razzismo è un tema forte che caratterizza tutta la storia finale dell’800 e

del ‘900, il fenomeno del nazismo non fu isolato.

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Con il termine razzismo si intende non tanto la diversità delle razze e dei gruppi etnici,

ma il ricondurre il comportamento dell’individuo alla razza a cui appartiene e a

sfruttare tutto ciò per fini politici. Questo porta ad atteggiamenti di persecuzione nei

confronti di alcune razze.

Il razzismo, però, non è una condizione che si verifica esclusivamente nell’ottocento e

nel novecento, la cultura greca è permeata di elementi razzisti in senso debole:

percepiscono le altre razze inferiori o peggiori. La cultura europea è strettamente

collegata a quella greca, per cui ne deriva che la mentalità europea identifichi nella

pelle bianca il senso di liberta, di autonomia e del logos. D’altra parte, invece, l’oriente

viene considerato come il luogo della sottomissione a un potere irrazionale dispotico.

Due miti:

Mito di un mondo libero che si contrappone a quel dispotico (greci- persiani)

 Mito di un mondo libero che si contrappone a un mix non più puro

Nell’ottocento le nazioni che si stanno costruendo un’identità cominciano a recuperare

nel passato le ragioni del loro essere nazione, agganciandosi ai miti di fondazione.

La fine del ‘700 è caratterizzata da uno sviluppo delle scienze naturali sulla spinta

dell’illuminismo. Inizia il tentativo di classificare tutto, il che porta alla classificazione

delle razze umane: si tende a connettere dei caratteri di tipo mentale a dei caratteri di

tipo anatomico. Nei tre decenni dopo il 1860 20 milioni di europei vennero sottoposti a

misurazioni antropologiche.

Biforcazione di Andrea Retzius:

Dolicocefalia quelli con il cranio allungato: nordico

 Brachicentolo quelli con il cranio schiacciato: mediterraneo

Fichte: La cultura tedesca è quella più pura e originaria, i tedeschi si identificano come

gli eredi di quella razza germanica che non si è imbastardita e non si è mischiata con

altre razze. Solo questa razza primitiva che si è mantenuta pura ha il diritto di definirsi

come un popolo.

Mito intorno all’origine dell’Europa si basa su un’invasione dal nord che avrebbe

costruito l’Europa.

La filologia nasce nell’ottocento, in concomitanza con la nascita dell’idea di un popolo

puro (razza ariana), il popolo ariano è tenuto a battesimo dal fondatore

dell’romanticismo, è ciò viene ben visto da chi vuole staccare la tradizione europea da

quella giudaica, e dalla autorità della bibbia. Si comincia a guardare in questa logica

all’ebreo come un tipo rappresentativo spirituale.

Una serie di stereotipi per i due tipi spirituali:

Ebrei = Materialisti, legalisti, attaccati alle minuzie, al denaro all’usura ecc. Ariani=

spirituali, creativi e emotivi, slancio vitale ecc.

Tutti i popoli erano ariani ma pian piano si sono creati popoli frutto di unioni

promiscue. I meno ariani degli altri, misti.

La teoria di Darwin mette fine al poligenismo, cioè l’idea che razze diverse derivino

da ceppi diversi. Afferma che tutte le razze derivano da un ceppo comune. Ne

derivano una serie di libere interpretazioni, ad esempio l’idea di selezione naturale si

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trasforma in una sopravvivenza di individui e razze che sono favorite da caratteri

ereditari. Queste diverse interpretazioni permettono lo sviluppo di politiche razziste, in

particolare l’eugenetica (igiene della razza) servirebbe a salvare la purezza della

razza.

Si inizia a pensare che ci sono razze che hanno elementi ereditari che consentono loro

di sopravvivere, consentono l’introduzione e l’ideazione di politiche di stampo razzista.

Galton è il pioniere dell’eugenetica e sostanzialmente introduce l’idea che si possa

influenzare la genetica di una razza per farla sopravvivere, decidendo chi si può

riprodurre e chi no. Darwin, invece, parla di selezione artificiale: non è più la natura a

selezionare ma altri fattori. La selezione naturale, nel caso della razza umana, è

sospesa. È la società che avvia la selezione per l’uomo: derivano da ciò due differenti

linee d’azione.

Eugenetica non interventista: il potere politico si limita a non fare niente,

 senza dare sostegno a certe tipologie d’individui, quali poveri,

tossicodipendenti, prostitute

Eugenetica interventista: si tratta di pratiche come la sterilizzazione forzata,

 la castrazione, le forme di segregazione, gli esami medici pre-matrimoniali.

Queste teorie si sviluppano inizialmente in America, per poi diffondersi in tutta Europa:

senza contare la Germania, si parla di decine di migliaia d’individui sterilizzati con la

forza anche nelle social democrazie d’Europa. Tra l’Ottocento e il Novecento tutta

l’Europa p invasa da opere alla bioflassi. Alla pulizia della razza umana. Ci furono una

serie di Stati americani che imposero delle precauzioni per attuare un miglioramento

dell’umanità, precauzioni che erano finanziate da grandi compagnie economiche.

Le teorie razziste sono alla base della cultura europea:

Mondo germanico: si sviluppa un vero e proprio ambiente culturale che

 favorisce lo sviluppo di teorie di stampo razzista. Ad esempio, Richard Wagner,

calato nella visione romantica di stampo germanico, volge la sua attenzione ai

miti tedeschi di cultura germanica. È tipico rappresentante dell’entusiasmo che

avvolge il folklore del tempo: egli vuole dare nuovo vigore a questi miti

attraverso le sue opere. Wagner ha in mente che il mondo in cui vive è

sprofondato nell’adorazione del denaro e nella superficialità materiale: tale

mondo va redento ed egli intende farlo attraverso la musica e l’arte. Concetto di

funzione salvifica dell’arte. Egli vuole rendere il mondo tedesco degno di sé

stesso, in grado di diffondere la propria cultura nel mondo. Si sviluppa

l’aspirazione a sostituire la visione ebraico-cristiana: la rivelazione non è

qualcosa di unico, ma per gli storici romantici ricorre e bisogna cogliere

quest’occasione. Il popolo tedesco deve cogliere tale occasione, riportando in

auge la sua tradizione. Si sviluppa così la concezione messianica del

razzismo. Nell’incarnazione del potere tedesco di Hitler, c’è molto di questa

concezione già sviluppatasi nell’Ottocento. Dopo la morte di Wagner, diviene

Chamberlain il punto di riferimento del circolo Wagneriano. Egli prospetta una

nuova era ariana, tanto da sostenere che Gesù non fosse ebreo. Gli ebrei,

disprezzati ma anche temuti, sono il grande tipo storico contrapposto alla razza

ariana. Già in Chamberlain c’è l’idea che se le rivelazioni non producono effetti,

può essere perché ci sono delle forze oscure e maligne che impediscono si vada

in quella direzione. Si tratta della teoria del complotto della cospirazione ebraica

atta a minare lo sviluppo e l’evoluzione del popolo tedesco. In questa logica, la

contaminazione razziale è il futuro dell’umanità, ma non è un futuro auspicabile,

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17 perché così si perdono i fondamenti della società. Il tipico razzista ottimista è

invece Adolf Hitler, convinto che vi sia una soluzione per il futuro, una soluzione

alla contaminazione raziale. È questo il grande compito del popolo tedesco:

attuare una soluzione finale, uno sterminio totale per una completa

arianizzazione del mondo e di tutti i territori appartenenti allo “spazio vitale”.

Alfred Rosemberg, principale teorico di questa visione del razzismo, parla di una

“nuova Chiesa del popolo”, parla di un cristianesimo positivo: va a recuperare la

figura di Gesù, ma non come un penitente che si sacrifica per il suo popolo, ma

come un potente trascinatore di folle, incollerito con gli ebrei poiché troppo

attaccati al denaro e lontani dallo “slancio vitale”. Hitler, nel “Mein Kampf”

esalta la comunanza di sangue, la spia vitale, l’irrazionalità, l’agire: solo la razza

ariana è il deposito della civiltà. Il razzismo va a concludere la sua parabola in

uno Stato razzista, lo stato nazista 15/11/17

PRIMA GUERRA MONDIALE

Premesse:

Fine dell’isolamento diplomatico: Francia di napoleone sconfitta dalla Prussia (1870,

guerre franco-prussiane), la Francia ci mette decenni a tornare un soggetto rilevante

deterioramento della triplice alleanza che inizia a vacillare nei primi decenni del ‘900,

Francia e Italia iniziano ad avere rapporti che prima non avevano, l’Italia tende sempre

un po’ a scivolare fuori da questo gioco, di conseguenza rafforzamento della triplice

intesa (attriti Italia-Austria), pezzi d’Italia che sono ancora sotto il dominio austriaco.

La politica dei giri di valzer: Quando l’Italia comincia ad avere dei rapporti con la

Francia, la Germania dirà: non è un problema sensato, ‘’qualunque marito senato

accetta che la moglie conceda dei un giro di valzer a qualche galantuomo e non è

questo che mette fine al matrimonio‘’. In questa metafora c’è un senso di

paternalismo superiore che la Germania mostra nei confronti dell’Italia, ciò segnala un

aspetto che comporterà una frattura tra Italia e mondo tedesco.

Motivi di tensione in Europa:

Acutizzarsi dei conflitti economici: in particolare la riduzione del distacco

 Inghilterra e Germania, quest’ultima cresce economicamente tanto da arrivare

all’livello dell’Inghilterra e ciò genera crisi.

Crisi del sistema di alleanze Bismarckiane: Bismarck dopo la vittoria sulla

 Francia, mette insieme una serie di alleanze che dovrebbero garantire un certo

equilibrio in Europa, ma tale sistema adesso tiene vacillando.

Disgregazione dell’impero turco.

 Atteggiamento delle opinioni pubbliche: irredentismo, nazionalismo,

 bellicismo. Parte un’elaborazione teorica, dottrinale della bellezza della guerra,

le opinioni pubbliche ruotano intorno all’idea che la guerra sia il momento di

affermazione di una nazione.

Sopravvalutazione della propria forza militare, errata concezione

 dell’conflitto che sta per esplodere: idea di guerra breve.

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All’inizio del conflitto la Germania ha in mente di fare la stessa cosa che poi ripeterà

durante la seconda guerra mondiale, ovviamente non ci riescono, la tecnologia infatti

permette di pensare alla manovra di aggiramento ma non di riuscire ad applicarla.

La prima fase è rappresentata da una guerra non guerreggiata. Una serie di appigli

diplomatici che l’Italia adotta per non scendere in guerra; dentro la repubblica italiana

intanto vi sono conflitti politici riguardanti l’interventismo. I neutrali che si dividono in:

Neutralisti socialisti: il cui motto è ‘’ne aderire ne sabotare’’.

 Neutralisti massimalisti: che vogliono l’intervento in guerra

 Neutralisti riformisti: contrari all’intervento in guerra.

 Neutralisti liberali: incarnati dalla figura di Giolitti, che sostiene una strategia

 di neutralità condizionata, al fine di ottenere vantaggio dalle altre nazioni grazie

alla non parte dell’Italia.

La faccenda si risolve dopo un anno di trattative, tenute in sede extraparlamentari.

Sonnino, il re e Salandra si schierano con la triplice alleanza.

1916: anno delle offensive:

Scontri immani dove vengono conquistati pochissimi km di territorio.

 Guerra di logoramento, le condizioni dei soldati sono inimmaginabili

 Nel frattempo gli stati in gioco hanno capito che devono intervenire in tutti gli

 ambiti, economia, approvvigionamento. La Germania è costretta ad inventarsi

un nuovo modo di fare guerra a causa del problema delle materie prime,

nascono così le guerre sottomarine, mediante le quali la Germania tenta di

guadagnare posizioni e di bloccare i rifornimenti degli americani verso

l’Inghilterra.

In Italia circa 5/6 milioni di mobilitati, non si riescono a calcolare i caduti precisamente.

1917: intervento degli stati uniti che appoggiano l’Inghilterra e quindi la triplice

intesa. Fine della dottrina Monroe, l’America inizia ad entrare nell’ottica che la

frontiera non finisce in quella che è la nazione, un’America che inizia a guardare anche

fuori. Affermazione delle democrazie: si elaborano punti di politica internazionale e

democrazia che l’America inizia a concepire nel caso in cui vincesse. Nello stesso

anno, a seguito della rivoluzione, la Russia esce dalla guerravantaggio per gli imperi

centrali. Battaglia di Caporetto: prussiani nuovo modo di combattere. Gli imperi

centrali non sono messi bene, Italia prende il Piave bloccando lo sfondamento. Gli

imperi centrali implodono su se stessi effetti della rivoluzione russa, affermazione

dei soviet anche in Germania, l’opinione pubblica cambia direzione, l’imperatore se ne

va, viene fondata la repubblica di Weimar che tratta la resa perché viene formata

prima della guerra. La Germania cede trattando la resa e si rende causa del trattato

pesantissimo che verrà imposto alla Germania. Sul fronte centrale-meridionale, la

Germania implode su sé stessa a causa dell’uscita della Russia dal conflitto e dello

scarso appoggio dell’opinione pubblica.

Vittorio veneto: Italia sconfigge l’Austria. Fronte orientale cede e la guerra finisce. La

guerra finisce con una resa senza condizioni, questa è una guerra che non risolve i

problemi, anzi li lascia aperti. La Germania viene talmente colpita che i problemi

vengono rinfocolati, molte forze non sono soddisfatte di ciò che è successo, inoltre

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dopo la guerra crollano i 4 imperi plurinazionali (impero tedesco, austro-ungarico, la

Turchia, impero zarista).

Ciò comporta:

Esaltazione degli egoismi nazionali

 Mobilitazione di grandi masse: disordini (le terre non vengono ridistribuite, non

 c’è lavoro) La fascia più danneggiata è quella dei ceti medi

Lo sviluppo industriale pompa (ipertrofismo industriale) di

 crisi

sovrapproduzione

Necessità di fermare la rivoluzione: paura dei rossi (Germania di Weimar è un

 continuo rinfocolarsi di rivoluzioni sovietiche).

Leed, sostiene che questa è una guerra che cambia molte cose, cose che prese

singolarmente sembrano marginali ma nella totalità hanno una rilevanza importante.

Morte di massa: battaglia della Somme (eserciti britannici e Francesi che cercano di

sfondare i tedeschi). Più di un milione fra morti, feriti e dispersi. Ci sono novità che la

rendono possibile: primo teatro bellico a vedere l’utilizzo dei carrarmati, si parla di una

capacità di fuoco in movimento sui campi di battaglia. Il carrarmato consente lo

sfondamento del filo spinato. Possibilità di sparare a lunga distanza. Bombardamenti a

tappetto. Progettato con obbiettivi psicologici: si inizia a concepire una morte

invisibile, tale cannone non verrà mai trovato dall’intesa. Rapidamente le forze in

gioco si rendono conto che non si possono più fare barriere per proteggere le trincee. Il

filo spianto nasce in America per risolvere problemi pratici (contenere gli animali),

esso impone nella guerra mondiale una morte atroce.

Compare una novità tecnologica: i sommergibili, che diventano un’arma decisiva

nella Prima Guerra Mondiale. Molti stati se ne dotano, Italia, Giappone, Francia e

Germania.

In fondo, quella dei sommergibili è una forma di attacco agli Stati Uniti. Anche quello

di morire a causa di un sommergibile è segno di nuovo modo di percepire la morte,

nuovo modo di morire.

Un altro elemento simbolico di questa guerra è il gas, le armi chimiche. Il primo uso

importante delle armi chimiche (il Gas) è la prima guerra mondiale, per la prima volta

fu usato l’Iprite, gas prodotto a Ipres, Francia; solo l’Iprite causò 5000 morti.

L’orrore causato della Prima Guerra Mondiale porta ad un protocollo del 1925 contro le

armi chimiche, ma bisognerà aspettare il 1900 per la firma di alcuni paesi a vietare la

produzione di armi chimiche.

Nella Seconda Guerra Mondiale non si usano i gas (se non nei campi di

concentramento), già nella Prima Guerra Mondiale il gas è un problema perché

sparando il gas questo si diffonde, il gas è un’arma a doppio taglio difficile da gestire

in una guerra in movimento. Si fa un abuso di armi chimiche nella guerra del Vietnam,

perché servono a deforestare.

I gas causano gravi conseguenze sull’ambiente, causano inquinamento chimico.

La morte di massa è una morte spersonalizzata, spersonalizza lo scontro.

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La Prima Guerra Mondiale mette definitivamente a punto le armi a ripetizione (sono la

mitragliatrice) anche questa è una forma di spersonalizzazione della morte; un’altra

forma sono le bombe a mano. C’era un’estetica militare della guerra, come ad

esempio le uniformi dei militari questo perché la guerra antica si basa sulla visibilità

del soldato, i reggimenti di un paese devono essere facilmente riconoscibili dai

reggimenti degli altri paesi. Inoltre l’elmo deve alzare la statura del soldato in modo da

renderlo più autorevole.

Le novità della prima guerra mondiale

Una grande novità introdotta durante questa guerra sono gli aerei, una vera e propria

tecnologia agli esordi. Gli italiani sperimentano l’aereo come mezzo di guerra nella

guerra libica del 1911, gli eroi sono confinati in unità speciali dell’esercito, la

situazione rimane uguale fino alla prima guerra mondiale. I primi aerei avevano una

scarsa autonomia, bisogno di continue riparazioni, bisogno di aiuto per il decollo.

Il primo uso rivoluzionario dell’aereo è la ricognizione delle linee nemiche, per

calibrare il tiro dei bombardamenti. Mando qualcuno prima a vedere dove devo

sparare così da poter utilizzare le coordinate per sparare nel posto giusto. Per la prima

volta si modifica totalmente la geografia della guerra, si possono raggiungere più

facilmente le zone nemiche. La guerra sta cambiando molto velocemente grazie alla

tecnologia. Devo riuscire a impedire la ricognizione da parte dei nemici o devo riuscire

ad abbatterli.

Evoluzione dell’arma aerea: guerra dei caccia. Si creano gli aerei da caccia, armati,

che possono fermare o abbattere gli aerei di ricognizione. Quando si tratta di amare un

aereo, la prima soluzione a cui pensarono era che il pilota si portasse un’arma. Col

tempo, si capisce che bisognerebbe montare sull’aereo un’arma a ripetizione, dando

così un ventaglio di colpi che garantisca più possibilità di colpire il nemico.

Vengono immaginate unità aeree staccate dall’esercito, questo permette molta più

flessibilità. L’ideale sarebbe, ovviamente, poter bombardare dall’aereo ma per

conseguire questo obiettivo bisogna necessariamente cambiare le caratteristiche delle

bombe. Le prime nazioni che si interessano ai bombardieri sono la Russia e l’Italia. In

Italia, Caproni crea i migliori bombardieri della guerra.

Il mezzo in competizione con l’aereo era il dirigibile, aveva più autonomia e riusciva a

volare più in alto e veniva utilizzato dai tedeschi per bombardare la Gran Bretagna nel

1916. Il problema dei bombardamenti sulla Gran Bretagna non era tanto quello della

devastazione, ma quello dello shock psicologico dei cittadini che sentivano il nemico

sempre presente. Gli inglesi non hanno nulla con cui controbattere per cui iniziano ad

armare i caccia per arrivare alle altitudini dei dirigibili tedeschi. Con il passare del

tempo, i dirigibili si rivelano obsoleti, questo fu un duro colpo per la Germania che

investì per moltissimo tempo su questa nuova tecnologia.

Quasi tutti i presupposti su cui si basava la guerra vennero sconvolti. Non vi era più

una linea di fronte, non ci sarebbe più stata una guerra di posizione. Si può colpire

ovunque, continuamente, a distanza.

Le fabbriche non dimenticano le varie invenzioni o innovazioni, ma le modificano per

adattare ad un uso di tipo civile. 17/11/17

Patto di Londra del 1915: patto segreto d’alleanza fra Gran Bretagna, Francia,

Russia e Italia con il quale l’Italia aderiva all’Intesa e si impegnava a entrare in guerra

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contro gli imperi centrali. Gli accordi prevedevano come compensi territoriali a favore

dell’Italia: il Trentino, il Tirolo del Sud (Alto Adige). Trieste, Gorizia, l’Istria e la

Dalmazia, ma escludevano Fiume.

I contenuti esatti del Patto di Londra saranno resi noti solo nel 1920, perché il crollo

dell’impero zarista fece saltare fuori dagli archivi russi il Patto di Londra.

L’idea che si diffonde nell’opinione pubblica è quella di una vittoria mutilata,

avrebbe dovuto essere una vittoria molto corposa ma invece mancano dei pezzi.

D’Annunzio, personaggio molto influente sulla popolazione per via della sua posizione

di scrittore e giornalista, anziché gioire per la vittoria esprime le sue preoccupazioni

riguardo alle insidie che essa potrebbe portare con sé. Si tratta di un chiaro attacco al

presidente americano Wilson e ai suoi “quattordici punti” che, sostenendo

l’autodeterminazione dei popoli, negherebbe all’Italia alcuni dei territori concordati

durante il Patto di Londra.

La fine della guerra non basta a spegnere gli antagonismi.

Nell’opinione pubblica si diffonde l’idea che il patriottismo che è stato sostenuto

durante la guerra viene tradito da coloro che prendono le decisioni.

Mito della vittoria mutilata: la vittoria italiana era qualitativamente diversa e migliore

rispetto alla vittoria degli altri perché dovuta esclusivamente al valore e al sacrificio

degli uomini e non alla ricchezza e alla forza del numero. I frutti legittimi della vittoria

si identificano nell’espansione territoriale maggiore possibile.

24 Maggio 1919, D’Annunzio prepara un discorso, rivolgendosi a un’opinione pubblica

in cui è diffusa l’idea della vittoria mutilata, che sarà poi vietato dalle autorità. Nel

discorso sostiene ancora le ragioni della vittoria mutilata, affermando che avere

pretese maggiori non è irragionevole ma, anzi, la giusta conseguenza dello sforzo

militare e della purezza degli animi dei soldati italiani. La realtà era che, ovviamente, il

sacrificio italiano non era stato assolutamente maggiore di quello degli Alleati, ad

esempio i francesi contavano più del doppio dei morti. In secondo luogo, non era vero

che l’Italia avesse combattuto sola contro l’Austria-Ungheria: fino al 1917 la maggior

parte delle forze austroungariche erano riversate sul fronte orientale, ovvero contro la

Russia. Quando, ritiratasi la Russia, le forze si erano riversate solo sulle forze italiane,

esse erano state sostenute dagli alleati. Inoltre, non è assolutamente vero che l’Italia

si trovasse nella posizione di un paese sconfitto:

L’Italia era considerata una potenza di secondo piano e scarsamente affidabile, per

colpa dell’esosità delle richieste italiane e soprattutto da una linea un po’ furbastra e

poco coerente della delegazione italiana a Versailles.

La diffidenza verso l’Italia risaliva al tempo della negoziazione del Patto di Londra. Già

nel 1915, la richiesta di territori balcanici aveva creato dissapori, soprattutto della

Russia, tipicamente protettrice dei popoli balcanici. Sonnino ritiene che i territori siano

davvero indispensabili, mentre il suo predecessore pensava diversamente, ritenendo

che tali territori potessero essere più un problema che un vantaggio. Contrari erano

anche altri esponenti dell’esercito, preoccupati all’idea di dover difendere un territorio

troppo ampio. L’espansione dei territori come obiettivo principale della guerra era

sentito principalmente dalle frange più estremiste del nazionalismo.

Dopo che Wilson lancia i “14 punti” e dopo che sono state rese note le condizioni del

Patto di Londra, si dovette fronteggiare l’ostilità di un nazionalismo estremo. Gli stessi

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“socialisti massimalisti” trovano nella retorica Dannunziana degli strumenti che

possono utilizzare a loro favore.

Il termine ‘’vittoria mutilata ‘’ compare il 24 ottobre 1918: sta per avere inizio

l’offensiva italiana contro l’esercito austro-ungarico, che di lì a poco porta allo

sfondamento di Vittorio Veneto, sull’corriere della sera compare un articolo, un

lungo componimento poetico in metro libero, con dei toni piuttosto inquietanti, scritto

da D’annunzio che allora è anche un pubblicista, l’Italia sta essenzialmente per vincere

la guerra e D’annunzio, invece di gioire per la guerra, esprime le preoccupazioni per le

insidie che la vittoria può portare con sé, denunciando dentro la pace che sta

arrivando degli elementi negativi. D’annunzio grida l’opposizione ad ogni

compromesso che limiti le aspirazioni nazionali, facendo un trasparente attacco a

Wilson e ai suoi punti che, esaltando l’idea dell’autodeterminazione nazionale,

porterebbero alcune delle terre che l’Italia pesava di acquisire non sotto la sfera

italiana, ma ad una possibilità di autodeterminazione statuale.

Questo clima avvelena tutto il rinascimento italiano, questo patriottismo ferito trova

piena rappresentazione nella formula di vittoria mutilata di D’annunzio. Ma perché

funziona vittoria mutilata? Pesca dalla società a cui si sta rivolgendo il tema dei

mutilati che sono simbolo di questa guerra, l’associazione nazionale mutilati ed

invalidi viene costituita nel 1917, si passa da linguaggio colto a linguaggio corrente,

viene fuori un vero e proprio mito della vittoria mutilata, alcune premesse:

Vittoria Italiana migliore di quella degli altri perché dovuta al valore e non al

 denaro, alle capacità e al sacrificio degli uomini.

Si attribuisce agli alleati la consapevole volontà di raggiungere i propri scopi

 defraudando l’Italia

I fronti legittimi si identificavano con la massima espansione della costa

 orientale

Non era vero che l’Italia avesse combattuto da sola contro l’Austria e l’Ungheria,

inoltre durante la disfatta di caporetto l’Italia stava per soccombere e gli alleati la

aiutarono.

Era in parte vero che gli altri grandi erano tutt’altro che ben disposti vero le richieste

dell’Italia che era poco considerata poco delle altre nazioni, ma questo atteggiamento

era motivato da un atteggiamento troppo furbastra da parte di Sonnino a Versailles

‘’guardate che ce ne andiamo‘’, e dalle richieste troppo onerose da parte dell’Italia.

Socialisti massimalisti trovano nella retorica di d’annunzio dei punti che useranno per

avvalorare la loro tesi riguardante la guerra non andava fatta.

La febbre della vittoria mutilata si esaurisce in pochi mesi.

Trattato di Rapallo: Istria e Italia

Esattamente come la Germania, in Italia si diffonde l’idea che la sua sia una battaglia

persa, una pace persa (in maniera simile alla Germania che aveva subito il Diktat).

Il fascismo si presenta come il realizzatore della vittoria, si presenta come un

movimento giovane, fatto per i giovani; il fascismo propaganderà l’azione, il

giovanilismo. Inizialmente, si rivolge soprattutto ai militari della Prima Guerra

Mondiale. Si collegherà soprattutto a specifici corpi militari, che andranno così a

confluire nel fascismo.

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Questa faccenda si sviluppa nel dopoguerra: è un periodo tendenzialmente di crisi

economica, crea un sistema di riconversione delle industrie (la cui produzione durante

la guerra era stata molto alta).

Ci si rende conto che non si può continuare lo sviluppo senza lo Stato: solo lo Stato ha

i mezzi per permettere lo sviluppo dell’economia del paese (queste sono premesse del

“totalitarismo”).

Nel 1922, l’opinione pubblica si orienta sempre di più verso l’istituzione di sistemi

autoritari, c’è bisogno di qualcuno che prenda decisioni. Giappone e USA, che sono

entrati molto tardi nel conflitto, sono coloro che ne traggono più vantaggio, di fatto gli

USA diventano il centro della finanza mondiale.

Si diffondono quasi ovunque gruppi paramilitari composti di ex militari; è così che

nascono le S.A e le S.S. (La Repubblica di Weimar si chiama così perché a Weimar

erano presenti dei gruppi paramilitari).

La guerra ha fatto maturare uno spirito di solidarietà che rafforza i gruppi di classe,

come i gruppi contadini: questo implica che i gruppi del basso siano sempre più attivi.

In questo periodo si diffonde la paura della rivoluzione: si riaccendono spesso dei

focolai rivoluzionari; inoltre, vengono fuori i limiti del parlamentarismo. La vittoria

mutilata, il Diktat e la revisione dei Trattati, indicano un mal funzionamento del

parlamento: tutto questo porta alla sfiducia nelle istituzioni.

Finita la guerra nascono i partiti di massa, che sono partiti a struttura rigida: c’è

un’ideologia precisa, un’appartenenza politica precisa.

Le strutture parlamentari iniziano a mostrarsi arretrate rispetto alle esigenze di

periodo: è proprio qui che entra in Italia il fascismo.

Nel 1919, l’Italia procede con le votazioni a sistema proporzionale, con risultato molto

frammentato.

Giolitti cerca di ricompattare il sistema, di neutralizzare le forze più spigolose, questo

significa che non ha capito che non può annullare la presenza di forze opposte

accorpando i fascisti alle forze parlamentari. 24/11/17

Alle ultime elezioni politiche che precedono l’incarico di Mussolini (maggio 1921)

partecipano 15 partiti, numero molto alto per gli inizi del Novecento. Il fascismo sale al

potere approfittando di una sorta di vuoto costituzionale, nel senso che il sistema

politico non riesce ad affrontare le sfide che si trova di fronte. Il fascismo sfrutta un

vuoto di potere.

Nell’opinione pubblica era diffusa la volontà di stabilizzazione politica, dopo l’uscita

dalla guerra e dalla crisi di riassetto sociale che caratterizza l’Italia nel dopoguerra. Dal

punto di vista costituzionale il Re, che attribuisce l’incarico a Mussolini, segue una

linea riconosciuta valida dal punto di vista legale e costituzionale.

I fascisti intervengono contro gli scioperanti, sindacati e partiti di sinistra.

Marcia su Roma nel 1922, avviene in maniera pacifica senza che lo Stato si opponesse.

A livello elettorale il partito fascista prende pochi voti, quando Mussolini sale al potere

controlla un partito che non è maggioritario.

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Il fascismo si presenta alle elezioni attraverso delle liste e quando sale al potere con

compagini governative che prevedono la collaborazione con altre forze politiche, per

formare un governo di coalizione.

Dal punto di vista dell’impiego della violenza politica, il fascismo fu innovativo. Iniziò

con lo squadrismo per poi passare ai delitti politici (Matteotti).

Il fascismo, in quanto regime totalitario, cerca di entrare in tutti gli ambiti della vita

sociale. Vi è un’ambiguità ideologica: il fascismo si presenta come democratico e

aristocratico, come progressista e conservatore, come bellicista e come portatore di

pace. Una posizione di questo tipo ovviamente porta qualche problema.

Mussolini raggiunge l’obiettivo di governare senza essersi impegnato in programmi

precisi. Il fascismo è caratterizzato dall’ideologia dell’anti, è sempre contro

qualcosa.

Hitler salirà al potere dopo essere stato dichiaratamente una forza anti-sistema. Entra

poi nella logica di Weimar, il partito si costituisce, partecipa alle elezioni e riceve il

potere dal cancelliere Hindenburg che segue vie legali.

La Repubblica di Weimar nasce nel ’19, in seguito alla fine della Seconda Guerra

Mondiale. Vi era una frammentazione partitica molto forte, non vi erano maggioranze

ma il partito leggermente più forte era la SDP.

La Germania si impegna a pagare le prime riparazioni di guerra che vengono ridotte

nel tempo. Per pagare le riparazioni di guerra bisogna ottenere consenso, si cercano di

evitare pesanti interventi in termini fiscali e di spesa pubblica. La Germania decide di

continuare a stampare sempre più soldi, generando inflazione.

Gli Stati Uniti finanziano la ripresa della Germania.

Weimar è schiacciata dalle pressioni delle sinistre estreme e dalle destre. Nel ’24 parte

il piano che prevede che la Germania avrebbe potuto far fronte ai propri debiti se

avesse fatto ripartire la propria macchina riproduttiva. I debiti, con il tempo, si

ridussero e, inoltre, gli Stati Uniti finanziarono la Germania con prestiti a lungo

termine.

Nel 1924 parte il piano Daws: questo è il momento in cui la Germani torna in

possesso della Ruhr.

Accordi di Locarno: accordi riappacificanti tra la Germania e gli altri Stati con la

definizione dei confini e con l’ammissione della Germania alla Società delle Nazioni.

Nel giugno del ’29 secondo piano americano per finanziare la Germania, Piano

Young. Si pensa di sfruttare al meglio il boom economico che caratterizzava gli USA. Il

periodo del dopoguerra fu un periodo di boom economico per gli Stati Uniti. È l’inizio

dell’isolazionismo

Nel 1910-1915 c’è una forte emigrazione di italiani in America: esplode il

proibizionismo. Ci sono livelli di benessere mai visti, con un’enorme produzione

industriale. I flussi finanziari andavano dall’Europa all’America, l’America esportava

materie prime e importava prodotti finiti.

Gli USA hanno elargito ampi finanziamenti che poi richiedono indietro, i paesi europei

devono restituire i debiti. Gli USA hanno una grande disponibilità di capitale:

producono moltissimo ma devono trovare qualcuno che consumi, perciò pensano di

investire i loro capitali in Europa. La Germania, nonostante le vessazioni di guerra,

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ogni volta che riceve dei flussi di finanziamenti con i 2 piani americani si riprende per

poi crollare di nuovo.

Dopo il crollo della Germania c’è l’ascesa di Hitler.

La Germania, con i finanziamenti americani, paga i debiti a Francia e Inghilterra, che a

loro volta devono restituire dei debiti agli USA. L’agricoltura è stato un settore

portante degli USA, ma negli anni 1920-1930 entra in crisi perché il surplus di capitale

americano non ricade sui contadini, gli USA hanno investito capitale sulle industrie.

Hoover decide di risanare l’agricoltura.

Nel corso degli anni ’20 molti americani dispongono di capitali che investono in azioni.

L’enorme crescita dei guadagni delle imprese convince tutti che la crescita sarebbe

stata infinita: le azioni producono guadagni quindi gli investimenti aumentano e il

prezzo delle azioni sale. È così vantaggioso investire azioni che conviene investire

anche se non si ha disponibilità economica: coloro che non possono permetterselo si

fanno prestare soldi dagli agenti di borsa, che in cambio ne ottengono interessi. Gli

agenti a loro volta non hanno soldi da prestare, quindi li chiedono alle banche: questo

meccanismo funziona per qualche anno, fino a causare la crisi del ’29. La crisi

scoppia perché si investe con soldi che non ci sono, sono presi a prestito. I Titoli

speculativi iniziano a scendere e gli agenti di borsa chiedono di acquistarlo per farlo

risalire: il 24 ottobre gli investitori vogliono vendere titoli e non acquistarli. Cresce la

sfiducia nel mercato azionario e molti titoli azionari vengono venduti. In questo

periodo c’è un grande disequilibrio di ricchezza.

L’elevata ricchezza porta ad un’enorme produttività che non riesce a riassorbire

(sovrapproduzione): questo causerà povertà. In questo periodo gli USA sono in

isolazionismo e protezionismo: la dinamica economica internazionale è schiacciata e

gli USA non possono chiedere aiuto all’Europa. Roosevelt troverà la soluzione con il

New deal. 29/11

SECONDA GUERRA MONDIALE: GUERRA TERRORISTICArinnovo delle tecnologie

belliche

Le Forze Alleate fecero molti bombardamenti sui territori italiani.

Milano è una città che subisce bombardamenti molto pesanti, per esempio nel 1940

subito dopo l’inizio della guerra, da parte degli Inglesi. Milano era considerata un

obiettivo molto importante perchè era una delle città industriali più sviluppate d’Italia,

era un nodo di comunicazione dal punto di vista ferroviario. Ha una struttura molto

particolare fatta a cerchi concentrici, gli esperti delle bombe individuano nel centro

storico l’obiettivo migliore per un bombardamento perchè capiscono che lì vi sono

case più vecchie e immaginano di poter produrre un effetto molto più devastante di

quello che produce il semplice bombardamento attraverso la “tempesta di

fuoco”bombardare un agglomerato urbano con determinate caratteristiche urbane,

come per es: case fatte con materiali facilmente incendiabili che genererebbero

incendi giganti da distruggere tutta la città. Per fortuna le case erano vecchie ma

costruite con materiali per lo più ignifughi, per cui l’idea della tempesta di fuoco non

andò a buon fine. I nemici volevano colpire i civili.

Alessia Di Leo – Prof. Colombo – A.A. 2017-2018

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Prima le fabbriche erano all’interno della città, non come adesso che sono in zone

periferiche o fuori città, per cui colpire le industrie significava colpire i civili.

I bombardamenti sulle città italiane avevano un obiettivo politico ben preciso: spingere

l’Italia a un armistizio. Si stava battendo una guerra psicologico-politica per far uscire

l’Italia dall’alleanza con la Germania e fare un armistizio con gli Alleati.

La difesa italiana nei confronti dei bombardamenti non fu mai realmente efficace.

L’Italia entra in guerra con una dotazione bellica e tecnologica arretrata rispetto agli

avversari. Sono stati fatti anche scelte politiche molto sfavorevoli per la guerra, es: si

rifiutò di investire sugli studi per i radar per cui l’Italia combatte una guerra, che era

una guerra principalmente aerea, senza aver sviluppato questo tipo di tecnologie

quindi essendo dotata di aerei che sparavano “alla cieca”.

Gli attacchi sull’Italia erano sostanzialmente notturni, partendo dall’Inghilterra e

avevano poco tempo per i problemi di autonomia dell’aereo che doveva riuscire a

tornare indietro prima di finire il carburante, inoltre era difficile individuare l’obiettivo

di notte per cui questo tipo di tecnica venne abbandonata facilmente.

Milano nei primi anni di guerra non viene quasi mai attaccata con bombardamenti

aerei.

Mussolini nel ’43 viene sfiduciato dal Gran Consiglio e il Re accetta le sue dimissioni,

nominando il suo successore Badoglio. Da questo momento gli attacchi aumentano e

si registrano i primi pesanti bombardamenti su Milano. La notte tra il 12 e 13 agosto

viene fatto un attacco da più di 500 aerei che colpirono sostanzialmente il centro della

città. Gli incendi divampano ma senza mai riuscire a produrre quell’effetto devastante

della tempesta di fuoco. Viene colpito circa il 50% degli edifici, il 15% diventa inagibile,

una buona parte della popolazione diventa senza tetto. Vengono particolarmente

colpiti i monumenti e La Scala.

I bombardamenti si susseguono senza una logica bellica. Si calcolano una 60ina di

bombardamenti su Milano in tutto.

Ulteriori città che vennero bombardate:

1. Dresda: è una città tedesca devastata dai bombardamenti degli Alleati. Non è

una città simbolo del nazismo, non è una città particolarmente industriale né

una città di importanza militare, per cui la popolazione non si aspettava che

potesse essere bombardata. I bombardamenti sul fine della guerra rispondono a

una prospettiva che gli alti comandi inglesi e americani mettono in atto per

favorire l’avanzata dell’alleanza rossa (russi): creano così un enorme massa di

profughi che quindi, mettendosi in viaggio, intasano le vie di comunicazione e

danneggiano le truppe naziste. I bombardamenti radono al suolo la città di

Dresda. La struttura delle case del centro storico di Dresda, fatte principalmente

in legno, provoca un diffondersi degli incendi che vengono prodotti con apposite

bombe esplosive ed incendiari. Le bombe esplosive vengono slanciate per

creare dei veri e propri varchi all’interno delle città così che il calore che si

forma all’interno di questi varchi richiama aria fredda dalle periferie che

alimenta l’incendio e lo sostiene facendolo durare giorni di fuoco.

tempesta

Per effettuare la tempesta di fuoco era necessario bombardare una città con

strade strette e case fatte con materiali sensibili al fuoco, come appunto il

legno. Si adotta un bombardamento a due tempi, a doppia ondata, nel senso

che viene effettuato un primo bombardamento che obbliga i pompieri ecc a

Alessia Di Leo – Prof. Colombo – A.A. 2017-2018

27 uscire, così che parte il secondo bombardamento che uccide tutti così che sarà

davvero difficile domare il secondo bombardamento.

2. Tokyo: man mano che il fronte pacifico americano si avvicina a Tokyo, i

bombardamenti si intensificano. Gli ultimi bombardamenti avvengono in pieno

giorno senza possibilità di risposta da parte dei giapponesi. Vi è una piena

tempesta di fuoco, anche a causa della carta usata come materiale di

costruzione. Si producono con bombardamenti tradizionali danni analoghi o

superiori a quelli delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Stiamo

parlando del febbraio del 1945, nell’arco di un paio di settimane si calcolano

1600 incursioni aree su Tokyo. Diversamente da Hiroshima e Nagasaki, questi

bombardamenti napalm e incendiari furono fatti con una strategia a lungo

termine per distruggere le capacità del Giappone. Secondo alcuni critici tali

bombardamenti servirono molto più per mostrare a un alleato (Russia), presto

nemico, quanto fossero potenti gli USA. Un protagonista diretto die

bombardamenti dichiarò che supponeva che, se avesse perso la guerra, sarebbe

stato processato come criminale di guerra. 1/12

LA PROPAGANDA NAZISTA

Nel 1931 è ben chiaro quale sia il concetto di propaganda per i nazisti: deve adeguarsi

al livello minimo di comprensione dei cittadini, utilizzando quindi dei simboli molto

semplici.

Nel 1933 ci sono le elezioni al Reichstag che portano alla vittoria di Hitler.

Goebbels considera la propaganda come la più moderna arte creativa, “deve

conquistare il cuore di un popolo e conservarlo.” La propaganda deve arrivare ai

sentimenti delle persone così che, arrivando al cuore delle persone, si riuscirà a

piegare un’intera popolazione nei confronti di una forte ideologia.

Tutte le idee contenute nel Mein Kampf sono descritte attraverso azioni simboliche. Il

regime nazista procura una vera e propria esplosine di sentimenti attraverso un largo

uso dei simboli. Il regime nazista aveva l’inclinazione a servirsi di canali visivi per

esprimere in forma immediata messaggi di potere.

Simboli:

La Svastica: rappresenta l’antagonismo rispetto a tutto ciò che non è tedesco,

 che è disgregatore o ebraico. È uno dei simboli più antichi della storia umana. Si

ritiene che la patria della svastica sia l’India: nella simbologia dell’antica civiltà

indiana essa era ampiamente diffusa come amuleto propiziatorio. È un simbolo

in relazione con il sole ed il suo culto: se gli uncini sono in senso orario, indica il

sorgere del sole, la creazione. Se sono in senso anti-orario indicano la morte e la

distruzione. Hitler ha preso un simbolo storico e molto semplice e l’ha

trasformato nell’emblema della bandiera nazionale tedesca.

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28 L’Aquila: rappresenta il trionfo della monumentalità (come metafora del

 comando). Per ragioni di natura biologica i grandi rapaci predatori

rappresentano il mondo divino in contrapposizione al mondo umanosimbolo

per eccellenza del cielo e della divinità. Grazie alle qualità fisiche simboleggia

forza, altezza, virilità. È un uccello guerriero, simbolo ricorrente del pensiero

politico tedesco. Per Hitler l’aquila svolge la funzione celebrativa del trionfo del

potere.

Luce, fuoco, rosso: rappresenta l’incessante rinascita, la continua crescita e

 sviluppo. La fiamma simboleggia la vittoria della luce sulle tenebre, del sole

sulla notte; contiene in sé le forze mistiche del sole apportatore di vita,

dispensatore agli uomini di forze ed energia vitale. Assume significato di

purificazione/distruzione, la perenne rinascitarogo dei libri. Diventa un simbolo

importante durante le manifestazioni, “l’ideale sarebbe stato se le adunate si

fossero svolge solo al sopraggiungere dell’oscurità, quando i sensi degli uomini

sono disposti ad essere influenzati”.

Cattedrali di luce (di Speer): salgono fino a 8-10 km di altezza nel cielo buio,

 circa 150 riflettori giganti. Fanno di Speer il padre dell’architettura luminosa, lo

scenografo del regime. Intervista a Speer: “a volte, alta nel cielo, passava una

nuvola in mezzo alle colonne di luci e immergeva le folle convenute in uno stato

d’animo quasi surreale come se una mano magica le avesse trasferite d’incanto

in un fantastico castello di cristallo o in un duomo gotico”.

Rogo dei libri: Berlino, 10 maggio 1933. Avvenne in Bebel Platz, la piazza

 davanti all’università per cui aveva una forte carica simbolica. Vennero

accatastati migliaia di libri di autori tedeschi e stranieri contrari al glorioso

avvenire del regime. La cerimonia venne diretta da Goebbels e si svolse

secondo un copione prestabilito. Erano presenti anche gli studenti, suddivisi in

corporazioni, percorrono Unter den Linden con le fiaccole in mano per poi

lanciarle sulle masse di libri, incendiandole. Ci sono macchine da presa che

filmano da ogni angolo, Goebbels prende parola e spiega il significato della

cerimonia. Fu un evento simbolico su scala nazionale (cinema e radio). Si

amplia, così, l’effetto emotivo dell’accadimento.

Bandiera: la luce, il fuoco e il colore rosso come sfondo della bandiera. In essa

 erano, quindi, racchiusi il rosso della rinascita, posizioni alte e dominanti come

l’aquila, la svastica ritratta nel entro che celebra l’uomo ariano. Lo spazio serve

ad accogliere persone vive che possono officiare i riti. Nella mente di Hitler, il

Reich si sarebbe dovuto mettere sullo stesso piano delle grandezze del passato,

sia che vincesse sia che perdesse. Il nazismo vede nel simbolo un qualcosa di

eterno.

DA WEIMAR A BERLINO, Gleichschaltung terrorismo della fase iniziale

11 marzo ’33: profonda trasformazione delle strutture dello Stato, Goebbels e il

Ministro della Propaganda. 12 marzo ’33: legge che abolisce la bandiera nera, rossa,

oro della Repubblica di Wemar.

23 marzo ’33: il nuovo Parlamento approva l’attribuzione a Hitler dei pieni poteri per

quattro anni.

Creazione del Fuhrerprinzip e della Reichskulturkammer

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Fuhrerprinzip: principio del capo. “esiste un principio aristocratico della natura tale per

cui certi individui sono chiamati a dominare sugli altri”. Il controllo della situazione

rimane sempre saldamente in mano a Hitler.

All’organizzazione centralizzata della RKK (Reichskulturalkammer, Camera della

Cultura) fanno capo 7 camere di settore, ognuna delle quali si divide a sua volta in altri

gruppi specifici.

RKK Camera Teatro

Letteratura Stampa

Musica Belle Arti

Radio

Arte degenerata

Movimenti artistici condannati come “degenerati” durante il regime nazista:

Dadaismo, cubismo, espressionismo, impressionismo, nuova oggettività, surrealismo.

La mostra iniziò a Monaco e si postò in 11 città della Germania e dell’Austria. Fu la più

grande e più visitata tra le mostre d’arte mai organizzate in quel periodo. 650 opere di

112 artisti. Diversi tra gli artisti i cui lavori furono condannati, che erano in vita a quei

tempi, morirono nell’Olocausto. Picasso fu il più degenerato dei degenerati.

La passione per il cinema

Forse nessun altro regime ha saputo sfruttare il cinema nella sua funzione di mezzo di

comunicazione di massa e di creazione del consenso quanto il nazismo. Hitler e

Goebbels erano due grandi esperti di cinema. Goebbels è quasi ossessionato dai film.

Le ragioni dell’entusiasmo di Goebbels: da giovane aveva scritto qualche

sceneggiatura, ed era rimasto affascinato dalla scena e dai suoi attori. Hitler ha una

predizione particolare per i cartoni animati della Disney: già nel 1937 nell’archivio

privato di Hitler, Berghok, si contano numerose avventure di topolino.

Lui stesso osava definirsi “il burattinaio, quello che nel Reichstag ha in mano tutti i fili

e fa muovere le marionette”. La macchina propagandistica, a partire da quel

momento, diviene inarrestabile: la ricetta di Goebbels è molto schematica: semplicità

e ripetitività come armi essenziali per influenzare l’opinione pubblica. Questo principio

conduce a una drastica riduzione dei contenuti e a un linguaggio radicale, intollerante

e battagliero. L’aspetto più evidente, comunque, è il continuo appello al mondo dei

sentimenti. Si parla di passioni. Hitler ha una predilezione particolare per i cartoni

animati della Disney: infatti già nel 1937 nell’archivio privato di Hitler, Berghof, si

contano numerose avventure di Topolino, come ad esempio i Pirati del formaggio o La

corsa dei cani. Il 20 aprile 1939, in occasione del suo cinquantesimo compleanno,

Goebbels gli regalerà altri 18 titoli. Per via trasverse viene importata dagli Stati Uniti la

versione disneyana di Biancaneve.

La donna nazista

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L’ideale femminile del nazismo: donna alta, allegra, laboriosa e bionda-nordica,

sempre al focolare domestico e circondata da molti figli.

Leni Riefensthal

È ricordata come la regista di Hitler, la portatrice dell’estetica del bello. Nata il

22.08.1902. Si avvicina al mondo sello spettacolo con la passione per la danza. A

causa di infortunio al ginocchio è costretta ad un lungo periodo di riposo. Casualmente

si avvicina al mondo del cinema e rapidamente esprime il suo desiderio di recitare. Da

subito familiarizza con tecniche e processo di montaggio.

La Bella Maledetta” assiste

Nel 1932 in piena scesa, grazie al suo film “ ad un discorso

di Hitler a Berlino.

Non aderì mai al partito come tesserata. Disse a riguardo “mi impongono di

sentirmi colpevole. Ma di cosa? Non ho mai avuto la tessera del partito e in quanto a

Hitler ne sono stata affascinata non più di migliaia di altre persone”. Ambiguo e

contrastato il rapporto con Goebbels (insensibile al suo corteggiamento?). ha

scatenato gelosie in seno al Partito: singolare che i film fossero commissionati ad una

donna con procedure eccezionali contravvenendo alla struttura gerarchica

dell’apparato cinematografico e ella censura.

Leni vs Magda (moglie di Goebbels)

La donna nazista per eccellenza, croce d’onore della madre tedesca. Dal matrimonio

con Goebbels ebbe sei figli.

2° SEMESTRE

Il processo di Norimberga

28 Aprile 1945: l’Armata Rossa entra a Berlino e due giorni dopo Hitler si

 suicida nel suo Bunker

7 maggio 1945: la Germania si arrende senza condizioni agli Alleati. L’atto

 generale di capitolazione, per insistenza del governo sovietico, viene firmato a

Berlino.

8 maggio 1945: nel sobborgo berlinese di Karlshorst, viene firmato l’atto di

 resa senza condizioni alla presenza dei rappresentanti delle potenze vincitrici

Deve essere chiaro che tutti hanno sconfitto la Germania.

Il processo di Norimberga sottolinea la necessità di affermare il principio di

responsabilità individuale. La guerra è stata caratterizzata dalla volontà di

sconfiggere le dittature totalitarie attraverso la democrazia liberale.

Con la liberazione della Germania, si diffondono le notizie sui Lager. Le informazioni e

le immagini diffusesi a seguito dell’ingresso delle truppe alleate nei campi di

concentramento accentuano il problema di punire i responsabili di due

istituzione

Tribunali militari internazionali, quello di Norimberga e quello per l’estremo Oriente a

Tokyo.

Grazie alla loro attività sono codificati principi e concetti fondamentali per il diritto

internazionale penale, fra i quali innanzitutto quello della responsabilità individuale, in

conseguenza del quale si riconosce una soggettività internazionale anche agli

Alessia Di Leo – Prof. Colombo – A.A. 2017-2018

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individui. Comincia ad affermarsi l’idea che, nel diritto internazionale, possano essere

riconosciuti come responsabili gli individui.

Quest’idea era già sorta dopo la prima guerra mondiale, con il Trattato di Versailles del

1919 che sanciva l’istituzione di un Tribunale Speciale Internazionale composto da 5

giudici, rappresentanti delle potenze vincitrici, che avrebbero posto in “stato di

pubblica accusa Guglielmo II Hoenzollern, ex imperatore di Germania, per offesa

suprema contro la morale internazionale e la sacra autorità dei trattati”. Il Kaiser non

fu mai processato in quanto i Paesi Bassi, ove si era rifugiato, si rifiutarono di

estradarlo, cosa che fece anche la Germania per gli altri ufficiali tedeschi.

Tornando alla seconda guerra mondiale, ci fu l’Accordo di Londra. 8 agosto 1945, le

quattro potenze vincitrici (Francia, UK, USA e Unione Sovietica) si accordano per

istituire un tribunale che giudicasse i responsabili della guerra e delle sue

conseguenze. Questo accordo prevede la responsabilità individuale, che era un

aspetto innovativo perché fino a quel momento gli individui non erano soggetti del

diritto internazionale. Ne derivava un Tribunale Internazionale, nato da un accordo

tra Stati, che esercitava la propria giurisdizione sugli individui.

All’accordo di Londra era allegata la “Carta”, cioè lo Statuto del tribunale, atto a

regolare le modalità di svolgimento del processo e definire i reati da punire.

Lo Statuto del Tribunale di Norimberga. Erano previste tre principali categorie di

crimini:

1. Crimini contro la pace

2. Crimini di guerra

3. Crimini contro l’umanità

La responsabilità degli imputati poteva trovare attenuanti per il fatto di aver agito su

ordine di un superiore ma la carica degli imputati, fossero stati essi capi di stato o

funzionari dell’apparato governativo, non poteva essere presa in considerazione dal

Tribunale né come attenuante della pena, né come esimente dalla responsabilità.

Con la condanna degli individui responsabili dei crimini commessi durante la Seconda

guerra mondiale, quindi, per la prima volta, i Tribunali affermano che esiste un sistema

di giustizia internazionale tale da creare nel singolo individuo diritti ed obblighi di

diritto internazionale, senza necessità di mediazione da parte degli Stati.

La sentenza del Tribunale di Norimberga

I crimini contro il diritto internazionale sono commessi dagli uomini e non da entità

astratte e, soltanto punendo gli individui che commettono tali crimini, le norme del

diritto internazionale possono essere attuate. Gli individui hanno doveri internazionali

che trascendono gli obblighi nazionali di obbedienza imposti dal singolo stato. Chi viola

le leggi di guerra non può ottenere l’immunità quando agisce obbedendo all’autorità

dello stato se lo stato, nell’autorizzare l’azione, si muove al di fuori della sua

competenza secondo il diritto internazionale.

L’individuo deve rispondere prima agli obblighi internazionali a prescindere da quelli

nazionali.

Hans Kelsen, giurista austriaco, difende il ricorso a norme penali internazionali

retroattive sulla base di tre argomenti: aspetto legale, aspetto psicologico, aspetto

morale. Legalmente l’idea che non ci possa essere un crimine se non c’è una legge è

valido nel diritto nazionale ma con importanti eccezioni, esempio: non sempre si

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applica quando la nuova legge è favorevole alla persona imputata (se una legge gioca

più a favore dell’imputato si tende a essere più elastici sull’applicazione della

retroattività). Non si applica, inoltre, alle norme di diritto consuetudinario.

Sostanzialmente, secondo Kelsen ci sono dei casi in cui le leggi possono essere

considerate retroattive; per Kelsen il non essere a conoscenza di una legge non scusa

la sua violazione; ma la conoscenza di una legge creata dopo la commissione di un

reato non può essere possibile.

Secondo Kelsen ci sono delle azioni illegali che sono così immorali che è impossibile

non essere a conoscenza della violazione della legge.

Si sceglie Norimberga come sede del Tribunale perché è la città simbolo della

Germania; Norimberga è sotto l’influenza statunitense e ha un palazzo della giustizia

ancora in piedi. Ma le ragioni sono soprattutto simboliche (Norimberga simboleggia il

partito nazista).

Il processo di Norimberga dura circa un anno (novembre ’45- ottobre ’46); è un

fenomeno di grandissima rilevanza. Per quanto riguarda la composizione della Corte,

essa è composta dai rappresentanti dei paesi vincitori, divisi in modo equo. I tedeschi

sono presenti solo in veste di imputati.

Ci sono 4 capi di imputazione: Controllo totalitario della Germania e utilizzo del potere

per aggredire paesi stranieri, crimini contro la pace, crimini di guerra, crimini contro

l’umanità.

Hitler, Gobbles e Himmler si suicidarono prima del processo.

““In nome nella sacra memoria di

Giorno 102: Arringa del procuratore sovietico.

milioni di innocenti, vittime del terrore fascista, per il bene della pace mondiale, per la

futura sicurezza delle nazioni, presentiamo agli imputati un conto completo che deve

essere pagato: un’azione in nome dell’umanità in quanto tale, la giustizia sia fatta”

Giorno 113: Si presenta il problema dell’affidabilità delle fonti e del

negazionismo

I sovietici presentano un film sulle atrocità commesse dai nazisti ancor più tremendo

di quello presentato qualche giorno prima dagli americani.

Goring commenta affermando che questa prova non è attendibile, essendo in un

periodo di guerra, i cadaveri nei filmati possibilmente sono stati uccisi da loro stessi (i

sovietici), affermano che i russi sono capaci di tutto.

Giorno 122: Da questo giorno iniziano le difese dei singoli imputati

Analizziamo tre tipi di imputati: Imputato nazista, imputato artista e imputato militare.

Herman Goring (imputato nazista). È il capo dell’aviazione tedesca, il creatore della

Gestapo e dei campi di concentramento, nel 1945 avrebbe chiesto a Hitler di

assumere il pieno comando, il Fuhrer lo disconosce, addirittura Hitler l’avrebbe espulso

dal partito prima di morire.

Giorno 306: Nel suo ultimo appello, Goring rinnega Hitler, protestando a gran voce la

propria innocenza, chiamando Dio e il popolo tedesco testimoni del fatto di aver

sempre agito spinto da un puro patriottismo.

Alessia Di Leo – Prof. Colombo – A.A. 2017-2018

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Verdetto: colpevole per tutti e quattro i capi di accusa. Sentenza: condanna a morte

“sono lieto di non essere stato condannato

per impiccagione. Reazione al verdetto:

all’ergastolo, perché chi è punito con il carcere a vita non è un martire ”.

Goring riuscirà a suicidarsi, nella notte del 14 marzo, inghiottendo cianuro solo poche

ore prima dell’esecuzione mediante impiccagione che considerava infamante per un

maresciallo del Reich. Il cadavere verrà comunque impiccato il giorno seguente.

Karl Donitz (imputato militare). Capo della marina, Hitler lo sceglie come suo

successore alla presidenza del Reich, tratta la resa finale dell’8 maggio e governa fino

al suo arresto da parte dei britannici (23 maggio 1945). Sarà colui che ricostruirà la

marina dopo il Diktat.

Giorno 189: Donitz avvia la propria difesa, dichiarando che, come ufficiale, non era

nella posizione di decidere se una guerra fosse di aggressione, ma solo di obbedire

agli ordini. Nei giorni successivi cercherà più volte di giustificare gli ordini di

affondamento e il mancato rispetto delle norme internazionali sul soccorso dei

naufraghi nemici sostenendo che bisognava comprendere le circostanze in cui si

verificavano i combattimenti.

Verdetto: Le prove non dimostrano che Donitz fosse a conoscenza dell’aspirazione per

la guerra di aggressione, o che abbia preparato o contribuito a iniziare la guerra.

Sentenza: 10 anni di carcere Reazione al verdetto: fa segno di non volersi esprimere

Albert Speer (imputato artista). Sfrutta manodopera a costo zero dai campi di

concentramento, nel 1943 ricopre il ruolo di ministro per l’armamento e le munizioni,

alla fine del 1943 i rapporti con Hitler si incrinano a causa della pessima visione che

Speer va formandosi sull’andamento della guerra.

Giorno 267. Verdetto: colpevole, in particolare per la sua partecipazione al

programma di impiego di manodopera proveniente dai campi di concentramento. A

titolo di circostanza il tribunale gli riconosce di esserci opposto alla politica di Hitler

della terra bruciata, sabotandola consapevolmente con proprio rilevante rischio

Da come stanno le

personale. Sentenza: 20 anni di carcere. Reazione al verdetto: “

cose non potevano comminarmi una pena più lieve, non posso lamentarmi ”.

L’arringa finale, Giorno 270

“Se voi dite che questi uomini non sono colpevoli sarebbe come dire che non c’è stata

guerra, non c’è stato massacro, non ci sono stati crimini ” R. Jackson

Giorno 274: I giudici del tribunale condannano le SS dichiarandole un’organizzazione

criminale.

LA SENTENZA, giorno 337, 1° ottobre 1946

12 imputati condannati a morte mediante impiccagione

 3 imputati assolti

 a 7 imputati vengono inflitte pene detentive comprese tra i dieci anni e l’ergastolo

Giorno dell’esecuzione, 15-16 ottobre 1946

I cadaveri dei gerarchi vengono poi cremati nei forni del lager di Dachau e le loro

ceneri gettate nel rio Conwentz. I giudici di Norimberga utilizzano le identiche atrocità

Alessia Di Leo – Prof. Colombo – A.A. 2017-2018

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commesse da parte dei tedeschi, con le condanne a morte e la dispersione delle

ceneri.

La riconciliazione: un problema non solo tedesco

Come fare a uscire dal nazismo in Germania, essendo sempre esistente la Germania?

La Germania usciva da una forma di regime nuova: il totalitarismo, che aveva

penetrato ogni momento della vita dei suoi cittadini necessari passaggi che

erano

permettessero al popolo tedesco di riconciliarsi al suo interno come società civile così

da poter essere successivamente riammesso all’interno della comunità internazionale.

Gli americani hanno interesse nel recuperare i tedeschi per inserirli nella comunità

internazionale. La precisa intenzione degli alleati era quella di usare il processo per

produrre una rieducazione della società tedesca, istituendo il processo come uno

spettacolo monumentale di verità e giustizia.

In questo tempo non è scontato che fotografie e filmati possano essere falsificati, essi

manifestano la realtà.

Perché il processo di Norimberga potesse essere l’elemento su cui sviluppare la

riconciliazione sociale tedesca occorreva che esso fosse vissuto come legittimo da

parte della popolazione. Questo tipo di processo è legittimo a livello del diritto

internazionale, a livello di interpretazione storica e politologica non lo è: i giudici

appartenevano ai paesi vincitori, anche nell’organizzazione non erano stati coinvolti

rappresentanti dello stato tedesco (in realtà i giudici dovrebbero essere imparziali).

Qualcuno ha interpretato questo processo come l’intenzione di paesi vincitori a

svolgere un processo sicuro, visto che la Germania non è ancora pronta a giudicare il

nazismo.

Buona parte della popolazione avrebbe voluto un processo in collaborazione con i

tedeschi.

IL PROCESSO RICONCILIATIVO. È composto di due fasi:

1. Collective Amnesia (1950-1960): fase in cui sia possibile per le vittime, per i

perpetratori dei crimini di guerra e per i colpevoli di tacito assenso, lasciarsi alle

spalle il passato e resettare la propria memoria al fine di potersi dedicare al

futuro. Questa fase fu prevalente dall’immediato Dopoguerra fino all’inizio degli

anni ‘60, quando verrà sostituita, complici i processi Eichmann (1960) e

Auschwitz (1963), dalla successiva fase di “Collective Memory”.

Il Processo di Norimberga fu fondamentale al proposito per vari motivi:

Riguardò imputati di una ristretta èlite

 Si preferì alla testimonianza delle vittime l’uso di prove tangibili anche

 dotate di una forte carica emotiva (documentari, foto)

Progressiva vittimizzazione della popolazione tedesca nei confronti del

 regime nazista: dimenticare evitando il sentimento di responsabilità

collettiva.

Nei processi Eichmann e Auschwitz, per la prima volta si hanno vittime sopravvissute

che raccontano quanto avvenuto, si svolge una rivisitazione emotiva di quanto provato

dalle vittime: i colpevoli per la prima volta ascoltano quello che le vittime hanno da

dire. Negli anni successivi si ha una rivisitazione della questione facendo leva sulle

nuove generazioni.

Alessia Di Leo – Prof. Colombo – A.A. 2017-2018

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2. Collective Memory (1960-1980): Ricordare il passato accettandone la

responsabilità storica = azione di ricordare il passato, accettandone la

responsabilità storica senza permettere però che essa rappresenti una

destabilizzazione della società e riuscendo a vivere il passato storico come un

monito per il futuro.

Nel 1952 la Germania riconosce il danno causato e versa dei primi risarcimenti,

verserà nuovi riconoscimenti negli anni ’90, dopo la riunificazione tedesca, nel 2013

sono state ritrovate le opere d’arte confiscate da Hitler e restituite ai paesi ai quali

appartenevano.

PROCESSO EICHMANN: HANNAH ARENDT E LA BANALITÀ DEL MALE

Eichmann aveva ricoperto una carica burocratica relativa alla logistica necessaria al

trasporto degli ebrei dai paesi d’origine ai campi di concentramento (in particolare

Auschwitz). Scappa a Buenos Aires, viene intercettato dai servizi segreti Israeliani nel

1960 e viene processato.

Nel processo Eichmann, Hannah Arendt individua degli aspetti importanti.

Eichmann obietterà sempre di non aver mai ucciso nessuno, ma semplicemente

eseguito gli ordini: la Arendt vede in questo un passaggio in cui viene abbandonata la

capacità di pensare, la mancanza della quale non consente di discernere il bene dal

male e fa commettere gravi crimini.

L’azione di Eichmann non è morale perché è immorale in partenza, Eichmann ha perso

la capacità di razionalizzare, ha scorporato il tema della persecuzione ebraica dalla

drammaticità: come si fa a giudicare qualcuno che non è capace di distinguere il bene

dal male, e quindi è incapace di intendere e di volere? È questo che ci dice la Arendt.

GUERRA FREDDA E LE SUE STRATEGIE

Alla fine della Seconda guerra mondiale si vengono a contrapporre due blocchi con

ideologie differenti: Stati Uniti e Urss.

L’esplosione della bomba atomica fu fondamentale per lo scoppio della guerra fredda.

La bomba atomica costituisce un elemento di novità, un evento unico nella storia mai

avvenuto prima. La condizione che deriva è in qualche modo eccezionale: ci si trovava

davanti ad un possibile utilizzo di un’arma molto potente e distruttiva.

Bertrand Russell si interessa già dai primi anni ’50 applicando la “teoria dei giochi” alla

situazione che si è venuta a verificare Chicken Theory: chi non riesce a tenere la

tensione del conflitto è quello che soccombe.

Viene inoltre applicata la Brinkmanship, cioè la strategia che consiste nel tenere

l’avversario sul filo del rasoio, facendogli credere di non aver intenzione di cedere. È

un gioco a somma zero: un gioco che non conviene a nessuna delle parti.

In realtà, gli attori della Guerra Fredda non sono solo USA e URSS, per due motivi:

1. Il gioco politico internazionale è caratterizzato dalla suddivisione in due blocchi:

gli Stati che si alleano all’Urss e quelli che si alleano agli Usa;

2. Kruscev e Kennedy si incontravano per concludere alcuni accordi: questo

significa che se uno dei due leader avesse deciso di fare qualcosa, non era detto

che questo sarebbe successo perché erano in gioco molti altri Stati: non si

poteva essere sicuri di quello che sarebbe successo (questa può essere

considerata come una strategia).

Alessia Di Leo – Prof. Colombo – A.A. 2017-2018

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Durante la guerra fredda si gioca in maniera random in modo da ridurre al minimo la

prevedibilità e la razionalità. Il conflitto deve essere ad altissimo tasso ideologico e

alto livello di irrazionalità, solo così si può vincere. Usa e Urss non si affrontano mai in

maniera diretta dal punto di vista militare.

La guerra fredda non inizia davvero con la fine della seconda guerra mondiale, è già

dal 1917 che compaiono i modelli contrapposti tra Usa (che in quell’anno entra in

guerra nella prima guerra mondiale) e Unione Sovietica (rivoluzione leninista). Nel

mondo ci sono per la prima volta due grandi potenze, sono perciò due modelli

contrapposti. L’Urss vuole esportare nel mondo il comunismo, mentre gli Stati Uniti

vogliono esportare gli ideali democratici e industriali.

A Yalta le due potenze si spartiranno Berlino in due zone di potenza.

L’atomica è stata sganciata sul Giappone per far finire la guerra prima, in modo da non

sprecare forze militari Statunitensi e Giapponesi.

Secondo caso strategico

Kean manda un telegramma a Washington di 8000 parole, su come l’America deve

interpretare le azioni della Russia. Kean in sostanza afferma che la Russia si sente

accerchiata, dato che la Russia voleva allargare il suo potere al massimo. Si diffonde

un senso di paura.

L’Urss avrà sempre l’obiettivo di uscire da questo accerchiamento e il confronto avrà

un alto tasso di irrazionalità, ne viene l’impostazione americana della dottrina del

containment, che consiste nell’impedire che il Comunismo si espanda oltre i confini

dove si è affermato, e contenerlo nei paesi dove si è affermato ma non è rilevante.

Un passaggio decisivo è costituito dal Piano Marshall, mano tesa da parte degli

americani ai paesi del blocco occidentale, uno stanziamento da miliardi di dollari.

Per gli Usa il Piano Marshall è una scommessa per vedere se la Russia e i paesi dell’Est

accettino gli aiuti economici. La Russia rifiuta gli aiuti con i suoi paesi dell’Est. Con

questa scelta si creano i due blocchi. Il Piano Marshall è un evento dal punto di vista

economico clamorosamente nuovo.

I due blocchi si compattano e si contrappongono: le scelte di campo sono obbligate

per tutti.

Sono anni in cui bisogna schierarsi o con gli Usa (Occidente) o con gli Urss (Oriente).

Tutti fanno scelte di campo, tranne uno, l’Italia.

Terzo caso strategico

24 giugno 1948: Blocco di Berlino. Stalin effettua un’azione di forza, vuole che gli

alleati se ne vadano. Ci sono varie vie di accesso a Berlino, Mosca chiude gli accessi, e

non rende possibile comunicare, rifornire. La risposta è un ponte aereo, 257 mila voli

si impegnano a rifornire la città di tutto ciò che serve, due milioni e mezzo di

tonnellate di merci verranno inviate.

Stalin ha perso la partita, il blocco partito a giugno viene smobilitato, il blocco si

consolida attorno agli Usa.

Il tempo è una variabile decisiva. Gli avversari si stanno testando reciprocamente, si

dà distanza all’avversario per evitare che si arrivi allo scontro.

29 agosto 1949: L’Urss fa esplodere la prima atomica fine del monopolio americano.


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aleppia

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e delle relazioni internazionali
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aleppia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Colombo Paolo.

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