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Risposte e domande storia contemporanea

Transformazione del Giappone nel 1800

In che modo il Giappone ha smesso di essere un Paese feudale a metà dell'800 e diventa una sorta di potenza segnata dagli americani? Cos'è avvenuto in Giappone di fronte a questa realtà? Com'è organizzata la società giapponese?

Il Giappone aveva le caratteristiche di un impero secolare, possedeva tratti religiosi particolari come lo scintoismo (prevedeva l'adorazione dei kami, un termine che si può tradurre come divinità) ed era sottoposto a numerose pressioni da parte degli occidentali, anche se non si può parlare di vero e proprio colonialismo. Questo impero vive una propria rivoluzione tra il 1868 e 1871; il Giappone lancia dall'alto del governo imperiale tutta una serie di riforme costruite sull'idea di dover affrontare un pericolo dato dalla trasformazione in senso capitalistico del paese, cercando sempre di preservare la propria identità culturale e le tradizioni locali.

Il Giappone fino alla metà dell'800 poteva essere definito come un paese feudale in quanto era prevalentemente agricolo e oltretutto basato su un ruolo centrale dei grandi proprietari terrieri (Dainio) che avevano la funzione di veri e propri feudatari. C'erano i Samurai, ovvero coloro che appartenevano alla casta militare dei guerrieri; l'imperatore era isolato dal resto della società, viveva a Kyoto e la reale amministrazione era affidata allo Shogun, ovvero un governo molto debole nei confronti dei grandi feudatari titolari di tutta una serie di diritti. Il ruolo dei Dainio era quello di mettere in discussione la debolezza dello Shogun soprattutto nei confronti delle pressioni europee che si sono verificate nel corso di quel periodo storico.

La soluzione a cui si pensava sfociava nella Restaurazione del potere dell'imperatore con il trasferimento della propria corta e della residenza, e nell'abolizione dello Shogun attraverso una rivoluzione. Si è parlato della società giapponese come “feudalesimo centralizzato”.

Dal 1868 al 1912 abbiamo il periodo Meiji, un momento storico del Giappone che comprendeva i 44 anni di regno dell'imperatore Mutsuhito il quale emanò tutta una serie di riforme. Nel giro di meno di vent'anni però questa politica adottata dal governo fu costosissima e portò ad una inflazione fortissima. Il sistema giapponese, confrontatosi con quello degli americani, si scoprì antiquato e la colpa fu data allo Shogun, colpevole di aver tolto potere al figlio del cielo, l’imperatore, rendendo tra l’altro ereditaria la sua carica. L’aumento delle imposte e i cattivi raccolti causarono gravi rivolte contadine, e per questo iniziò così un periodo di grande xenofobia.

Alle origini della guerra civile ci fu una rivolta dei proprietari terrieri contro il potere centrale al fine di restaurare il potere dell’imperatore, assumendo così un modello di società simile a quello europeo. Notiamo dunque una forte originalità del modello giapponese, che cerca di costruire una società ed una economia in grado di avvicinarsi a quella occidentale ma pur sempre mantenendo una propria identità anche sul piano religioso. Nel giro di alcuni anni il Giappone diventò una potenza militare ed industriale di altissimo rango. Ci fu inoltre un processo di espansione che vide come primo punto di applicazione la Cina; il Giappone aveva come obiettivi principali l'espansione militare in Manciuria e l'occupazione del sud della Cina. La storia del Giappone è importante in quanto fu un paese che divenne una delle grandi potenze mondiali, al pari di quelle europee e degli Stati Uniti, in meno di trent'anni.

Trasformazioni della società giapponese

Quali sono state le trasformazioni fondamentali della società giapponese, che cosa occorre fare in un paese feudale per trasformarlo?

Le trasformazioni fondamentali furono: la creazione di un governo di ministri, l'abolizione della feudalità per legge, applicazione nelle grandi proprietà terriere di una tassazione centrale molto forte, la creazione di un apparato industriale di tipo moderno con l'introduzione del settore tessile e siderurgico, l'istruzione elementare obbligatoria, la leva obbligatoria e la trasformazione dei Samurai in funzionari pubblici. Importante per trasformare un paese feudale è intervenire sul sistema di istruzione unificato per tutti, introdurre un apparato amministrativo unico, sviluppare l'idea di esercito unico invece dei Samurai i quali furono trasformati in funzionari. Fondamentale per il Giappone fu anche la nascita di un ceto mercantile, oltre al fatto che i feudi vengono trasformati in province e nel ’76 venne adottata una Costituzione che tenta di imitare il modello Europeo.

Declino dell'impero cinese

In che modo ha smesso di esistere l'impero cinese?

La Cina, come anche il Giappone, non è mai stata colonizzata perché è un impero che oltre ad essere geograficamente enorme, ha uno sviluppo demografico notevole, e si basa su strutture politiche ed amministrative fortemente centralizzate. La dinastia regnante era quella mancese e la maggioranza della popolazione cinese era di etnia han, ovvero coloro che nutrivano sentimenti di diffidenza nei confronti di questa dinastia regnante. La struttura sociale della Cina era molto particolare in quanto un ruolo sociale molto importante e accreditato, apparteneva ai grandi proprietari terrieri, inoltre la Cina aveva un sistema di amministrazione centrale fortissimo (la struttura non era feudale).

Uno degli aspetti più importanti nel processo di formazione dei mandarini era svolto dal ruolo della cultura Confuciana, cultura che mette al centro la virtù dell'uomo, vista come un valore fondamentale. Il problema era rappresentato dalla debolezza istituzionale al centro che si doveva confrontare con un immenso paese nel quale i potentati locali non erano disposti ad accettare la sovranità del governo imperiale. Ci fu una rivolta a base contadina egualitaria che durò dal 1851 al 1864 durante la quale si intrecciarono motivi diversi: ostilità nei confronti del governo centrale, ostilità nei confronti delle aperture con l'Europa e con gli europei, ostilità nei confronti della secolare presenza cristiana nella Cina dell'epoca. Questo movimento fu guidato dal giovane Hong Xiuquan che riuscì a staccare una vasta porzione della Cina dal controllo dell'impero e proclamò il “Regno Celeste della Grande Pace”. Si parlò di rivolta dei Taiping. Chang Kai Shek, che emerse come leader indiscusso della componente comunista, perseguì con successo l'epurazione dei comunisti dall'esercito, acquisì il controllo di Shangai e Canton e collocò il governo a Nanchino, riunificando nella propria persona le cariche di capo dello stato, del partito e dell'esercito.

Verso la fine dell'800 si ha un'accelerazione della crisi in quanto il potere imperiale viene messo nelle mani di una donna (l'imperatrice vedova Cixi) e perché si riteneva che la Corte imperiale avesse iniziato a sostenere alcune organizzazioni di carattere xenofobo, come “La società del pugno per la giustizia” che gli occidentali chiamavano “La Lega dei Boxers”. Si parlò della rivolta dei Boxers (1900) che si consolidò nel nord del paese con forti caratteristiche xenofobe anti-giapponesi e anti-missionarie e che fu duramente repressa a Pechino e a Tianjin da una missione militare internazionale, cui partecipò anche l'Italia, fu la prova evidente del regime semi-coloniale in cui viveva la Cina. Nel 1905 Sun Yat-Sen, giovane cosmopolita esule in Giappone, fondò la Lega cinese, dando l'avvio a quel processo che avrebbe portato in sette anni alla nascita della Repubblica e alla fondazione del partito nazionalista. Il programma prevedeva la cacciata della dinastia mancese, la creazione della Repubblica, la restaurazione della sovranità cinese contro il dominio degli Occidentali e la perequazione dei diritti sulla terra. Nel 1911 con la rivolta militare l'impero cessò definitivamente di esistere e dalla Lega cinese ebbe origine il partito nazionalista (Guomintang). Il governo cinese è protezionista.

Guerra dell'Oppio

Il punto di svolta importante nella storia cinese fu “la guerra dell’Oppio”. In che cosa consiste e perché si chiama così?

Il rapporto tra le potenze europee e quelle asiatiche fu un elemento fondamentale per la storia degli ultimi due secoli. Ci fu una continua pressione da parte dei paesi europei perché volevano che Cina e Giappone accettassero l'apertura dei loro porti asiatici. Il governo imperiale giapponese impose un totale rifiuto, mentre quello cinese concesse l'uso da parte degli europei di un unico porto, quello di Costozza. A far aprire i porti del Giappone ci pensarono gli americani attraverso numerosi bombardamenti intorno al 1850. La Gran Bretagna intanto forzò ancora la Cina per l'apertura di altri porti, ma questa forzatura sfociò nella guerra dell'Oppio. Le guerre dell'Oppio furono in realtà due conflitti, svoltisi dal 1839 al 1843 e dal 1856 al 1869 rispettivamente, che contrapposero l'Impero Cinese al Regno Unito al culmine di dispute commerciali tra i due paesi. In risposta alla penetrazione commerciale britannica che aveva aperto il mercato cinese all'oppio dell'India britannica, la Cina inasprì i propri divieti sulla droga, e ciò scatenò il conflitto. La sconfitta dell'Impero Cinese in entrambe le guerre costrinse il paese a tollerare il commercio dell'oppio e a firmare con gli inglesi due trattati che prevedevano l'apertura di nuovi porti al commercio e la cessione di Hong Kong al Regno Unito. Da questi eventi si fa iniziare l'era dell'imperialismo cinese.

Formazione delle due Repubbliche tedesche

Inizio Guerra Fredda: quando e attraverso quali passaggi è avvenuta la formazione di due Repubbliche tedesche (federale e democratica)?

L'Unione Sovietica perseguiva due obiettivi: concorrere al controllo di tutta la Germania e acquisire le risorse in termini di materie prime e di infrastrutture industriali funzionali alla ricostruzione dell'Unione Sovietica. Alla Conferenza di Londra del febbraio 1948, furono gettate le basi per la ricostruzione di un governo della Germania ovest con la costituzione di un Consiglio parlamentare, presieduto da Adenauer, che aveva il compito di scrivere la nuova Costituzione, sia pure sulla base dei presupposti definiti dal governo militare alleato.

I sovietici si trovarono nella scomoda posizione di controllare la parte della Germania più povera in termini di risorse di materie prime e nella quale era incuneata la capitale dell'ex Terzo Reich che, a sua volta, era stata divisa in quattro zone di amministrazione, come il resto della Germania. La reazione sovietica alle iniziative occidentali fu di mettere in atto azioni di tipo ostruzionistico, con controlli precisi nei collegamenti via terra fra la parte occidentale della Germania e Berlino. Si basava sul presupposto che Berlino ovest sarebbe caduta in mano sovietica per mancanza di approvvigionamenti, senza mettere in atto azioni di occupazione della parte occidentale. La sfida fu raccolta dal governo americano attivando un ponte aereo capace di trasferire a Berlino ovest 2000 tonnellate di viveri al giorno. A questo punto, l'obiettivo residuale dei sovietici era di costringere gli occidentali ad abbandonare Berlino. L'occasione fu offerta dall'annuncio della restaurazione e della libera circolazione del marco (18 giugno 1948), che costituiva le monete in circolazione di diversa emissione, sovietica compresa, ed era estesa a Berlino. Si trattava di un passaggio obbligato per fare affluire anche in Germania gli aiuti Marshall. Furono aboliti inoltre i razionamenti e il controllo sui prezzi.

La via d'uscita fu offerta da Stalin che pose a condizione della chiusura del blocco una nuova edizione della Conferenza dei ministri degli Esteri che decidesse del destino globale della Germania. Truman accettò e come nelle previsioni, la Conferenza si tenne senza risolvere nulla, se non ponendo qualche vincolo alla piena integrazione politica di Berlino ovest alla futura Repubblica Federale Tedesca. Tre giorni dopo la fine del blocco (20 maggio 1949) entrò in vigore la nuova costituzione e nell'agosto successivo furono celebrate le elezioni che videro la vittoria del partito di Adenauer. Il primo ottobre fu proclamata la Repubblica Democratica Tedesca, della quale Pieck era il presidente e Ulbricht il segretario di partito.

Terza repubblica Francese

Parlare della Terza repubblica Francese e di come si conclude

Il primo decennio di vita di quello che poi si consolidò come Terza repubblica francese fu assai incerto. Anzitutto perché essa nasceva dalla sconfitta militare che aveva portato con sé la perdita dell'Alsazia e della Lorena (unite al Reich tedesco e che saranno una delle tante ragioni di contrasto che porteranno alla Guerra Mondiale), e l'obbligo del pagamento di 5 miliardi di franchi oro. Alle elezioni per l'Assemblea nazionale vinsero i realisti con una maggioranza schiacciante. La soluzione immediata fu promuovere alla presidenza del Consiglio Thiers, che era un monarchico in grado di ottenere anche l'appoggio dei repubblicani e che poteva evitare lo scatenamento della guerra civile. Il dualismo fra la Francia più profonda e conservatrice e Parigi esplose il 18 marzo 1871 con la Comune di Parigi, proprio quando la sede dell'Assemblea nazionale veniva trasferita da Bordeaux a Versailles, simbolo del potere monarchico.

I provvedimenti che furono adottati dai comunardi abolivano la tripartizione e divisione dei poteri, affermavano il principio del controllo popolare della giustizia, sostituivano la polizia col popolo armato, laicizzavano l'istruzione, appiattivano lo stipendio dei funzionari su quello degli operai e prevedevano la riorganizzazione della Francia come Federazione di piccoli comuni. Si trattava di un esperimento rivoluzionario che indusse Thiers a chiedere la liberazione di 100000 soldati da parte di Bismarck per liquidare la Comune. Per circa 15 anni questa Terza Repubblica è stata una realtà politica instabile che portò nel 1877 al tentativo per opera del generale Mac Mahon di realizzare un colpo di stato militare che però fallì.

I comunardi fucilarono sessanta ostaggi, fra i quali l'arcivescovo di Parigi, mentre l'esercito guidato dal generale Mac Mahon sterminò 20000 comunardi, mentre altri 10000 furono processati e deportati. Solo intorno alla metà degli anni '80 si arrivò ad una stabilizzazione della Repubblica. Alle elezioni politiche del 1876 e poi a quelle reiterate l'anno dopo la netta vittoria dei repubblicani bloccò gli ultimi tentativi di restaurazione monarchica del presidente della Repubblica Mac Mahon, che rassegnò le dimissioni nel 1879 a seguito della vittoria repubblicana anche al Senato. Nel 1880 il ritorno del Parlamento da Versailles a Parigi, l'amnistia ai comunardi, la reintroduzione del 14 luglio come festa nazionale con associato inno della Marsigliese ebbero un valore simbolico e di sostanziale stabilizzazione. Furono varate innovative riforme come la liberalizzazione della stampa e il riconoscimento del diritto di pubblica riunione, mentre per il diritto di associazione si dovrà arrivare al 1901.

Impresa di Fiume

Cosa rappresentò l'impresa di Fiume? Chi ne è stato il protagonista? In che anni avviene?

Complessa fu la questione della definizione territoriale con l'Italia. Il presidente Wilson si oppose drasticamente alla cessione della Dalmazia settentrionale all'Italia perché questo avrebbe leso il principio di nazionalità nei Balcani, perché parte prevalente della popolazione non era italiana. L'Italia aveva aggiunto la richiesta di Fiume sulla base del principio di nazionalità. La rottura delle trattative provocò la caduta del governo Orlando (giugno 1919) e la sua sostituzione con quello di Nitti, ancora più debole. Intanto in Italia si diffondeva, alimentata da correnti nazionalistiche e combattentistiche, ma con eco dilagante nell'opinione pubblica, il mito della “Vittoria Mutilata”, espressione di derivazione dannunziana, ossia di vittoria pagata a caro prezzo e che gli alleati non avrebbero voluto riconoscere e ripagare.

Vista l'incapacità politica di risolvere il problema, Gabriele D'Annunzio, eroe della guerra, a capo di militar dissidenti, di arditi, di futuristi e di sindacalisti rivoluzionari si presentò a Fiume, accolto da una folla festante e senza che la guarnigione italiana distanza osasse fermarlo con la forza (settembre 1919). A Fiume veniva riconosciuto lo status di porto libero e nel frattempo era stata costituita una Repubblica autonoma, denominata Repubblica del Carnaro, incubatoio dottrinale e politico della futura Italia fascista. Solo col trattato di Roma del gennaio 1914 Fiume fu annessa all'Italia.

Germania e la prima guerra mondiale

In che modo la Germania ha perso la prima guerra mondiale, e quindi in che modo la Germania è uscita dalla Guerra? Cosa volevano dire gli ultra conservatori tedeschi affermando che la guerra non l’avevano persa, ma che era stata una pugnalata alla schiena da nemici interni?

La Germania aveva ormai esaurito le sue forze. Furono i massimi capi militari dell'esercito tedesco a chiedere la chiusura del conflitto ma il cedimento militare degli alleati impedì alla Germania stessa di trattare un armistizio onorevole; l'Austria tentò invano ad ottobre di trasformarsi in Federazione di stati, quando ormai la dissoluzione politica e militare era in atto. L'offensiva portata dalle truppe italiane comandate dal generale Diaz sul Grappa e il passaggio del Piave costrinsero l'Austria a chiedere l'armistizio il 29 ottobre.

Dopo la conquista di Vittorio Veneto e di Trento, l'armistizio fu firmato a Villa Giusti il 3 novembre per entrare in vigore il giorno successivo. I negoziati tedeschi non avevano alternative poiché non esistevano più le condizioni di resistenza da parte della Germania; intanto il Kaiser era fuggito in Olanda, mentre l'ultimo imperatore d'Austria, Carlo I, abdicò.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandro.lora-1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Scavino Marco.
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