Storia contemporanea
Contraddizione di parole, ossimoro, la contemporaneità filosoficamente intesa è solo quello già vissuto e passato. La parola contemporanea è riservata solo al tempo che si vive, ma siamo comunque immersi in problemi di memoria nella storia. L'inizio della storia contemporanea è sempre un problema, ma è più importante capire quando finisce. Nel 1989 Francis Fukuyama scrive che l'uomo è la fine della storia; lui è di ispirazione marxiana e hegeliana (tesi, antitesi, sintesi). Con il crollo dell'Urss cade l'antitesi del capitalismo e quindi tutto dovrebbe. Ma è una cosa paradossale perché c'è un pezzo di mondo che la penserà sempre diversamente.
Possibili inizi della storia contemporanea
- Rivoluzione francese
- Restaurazione 1815
- Rivoluzione industriale (cambia il tenore di vita, i modelli di consumo, le svolte sono i momenti in cui la storia cambia)
- Rivoluzione dei mass media, cambia l'immaginario dell'umanità, cambia l'economia
- Avanguardie, percezione della realtà che cambia
- Prima guerra mondiale, l'esistenza di una guerra di morte di massa
- Seconda guerra mondiale, Shoah
- Dopoguerra, modello consumismo
Tutti questi snodi sono indicazioni di cambiamenti. L'umanità non impara nulla dal passato, e quindi dalla storia. La storia si fa perché è bello farla; la storia nel medioevo era fabulas, era una storia, si raccontavano storie del passato o del futuro. La storia ha sì qualche significato, ma se non ce la facciamo piacere non ha senso. La storia ha un senso solo dal punto di vista tecnico, delle trasformazioni e dei cambiamenti.
Interazione degli esseri umani nel luogo e nel tempo
Questo è fare storia. La storia va alla ricerca del passato, chiedendosi cosa è stato e non quello che è ora. Gli storici non sanno qual è il loro oggetto di indagine fino a che non accade. Non si formulano leggi predittive né come sono le cose e come dovrebbero essere in futuro. La storia dà la precisa percezione del libero arbitrio, noi siamo noi e la nostra circostanza. Storia insegna un altissimo grado di responsabilità. L'obiettivo è mostrare cosa è successo nel passato. Lo storico non può manipolare l'oggetto dello studio, lo storico non può affermare con certezza. La verità storica si declina (Silvio Lanaro) solo al plurale, cioè bisogna dire le verità.
Ragionare sull'800
Percezione che sia un secolo piatto, noioso, ma è l'opposto. È un travolgente susseguirsi di eventi in accelerazione. La rivoluzione francese è presente in tutto l'800, voglia di farla ripetere.
Esempi di cambiamenti
- Romanticismo (reazione all'illuminismo, quadro variegato a seconda delle aree geografiche, può essere elemento di avanzamento o di conservatorismo, è un fenomeno ambiguo, disorientante, reazione all'eccesso di razionalità e al primato francese). Porta un'idea di storia diversa rispetto alla storia precedente; la storia è uno sviluppo lento, tortuoso, complicato, non è l'idea di storia che era presente nel secolo precedente come storia progresso, innovazione con affinità con oggi. Enorme recupero del passato, del senso della storia, novità pazzesca, perché lo studio della storia nasce lì. Recupero di un passato molto romantico e dunque spesso mitico, mito come categoria del romanticismo - successivamente ripreso da Hitler. Nazione rivisitata dalla rivoluzione francese (nazione= sovranità nazionale) e Patria, terra dei patria, identità culturali e politico.
- Circolazione come editorialismo, giornali popolari, le comunicazioni sono migliorate notevolmente, invenzione del telegrafo, ferrovie, trafori. Spostamento di mezzi e persone, positivismo e illuminismo hanno portato a nuove invenzioni, pubblicazioni scientifiche. Romanzo, fonte per capire l'800, nascita del romanzo popolare di Dickens.
- Movimenti nazionali, risorgimento italiano, sconvolgimento dell'assetto geopolitico mondiale, trascinati e allibiti dalla situazione. Contrasto dichiarato con gli stati internazionali, sistemi plurinazionali, anche gli stati regionali italiani. Salta totalmente il principio dinastico (già dai barbari), l'identità del popolo è data dal re che ci governa. Es. Savoia iniziano a voler diventare italiani e non più francesi, per accorpare tutte le regioni italiane, i movimenti nazionali sono la causa della rivoluzione francese.
- Capitalismo, storia economica, e il collegamento con i nazionalismi. Svolta tramite la rivoluzione industriale non è industriale all'inizio ma agraria perché l'economia è agricola, attività manifatturiere. Sostanzialmente si attivano vendite di terre che prima erano proprietà di grandi proprietari. Si crea una classe imprenditoriale agraria, si passa dal feudale smembrando le terre e cercando di farle fruttare meglio e novità scientifiche permettono un sfruttamento della terra. Molta più produzione e tramite i nuovi mezzi di trasporto permettono gli scambi di merci. Si produce di più con meno forza lavoro, chi lascia la campagna va nelle città. Trasformazione da manovali a salariati (Marx). La Gran Bretagna recinta terreni che prima erano liberi. Gran Bretagna è la favorita, alta disponibilità del carbone e dell'acciaio, quindi nascita di strumenti per la terra. Industria metallurgica per le ferrovie. Economia per la prima volta di mercato, fondamentale la circolazione di cose e persone. Legge di domanda e offerta e concentrazione produttiva. Divisione tra capitale e lavoro, compare la figura dell'imprenditore, che mette a disposizione il capitale, e il proletariato. Enorme passaggio di denaro ha creato banche d'affari, società per azioni, fino all'estremo dell'imprenditore che mette a disposizione capitali immensi, e comparsa di banche nazionali. Illuminazione a gas per esempio. Si verificano crisi pazzesche, come l'ebola, crisi speculative, scoppia la bolla speculativa, crisi di sovrapproduzione. Rivoluzione demografica, aumento del tasso di vita. Rivoluzione del 1848, rivoluzione urbana, Parigi, Vienna, Milano, addensamento di umanità fremente che scalpita.
Ruolo lavorativo delle donne nell'Ottocento
La donna lavoratrice è un'immagine ottocentesca solo se percepita come un problema da subito, esiste una versione implicita e causale della rivoluzione industriale, e si pone alla base del problema dalla produzione dalla casa alla fabbrica. Le donne si spostano quindi in fabbrica solo se si spostano in città. Si conclude che la donna può lavorare solo per brevi periodi della sua vita da giovane, non sposata, prima e dopo i figli, conseguentemente lavora in modo sotto pagato. In genere l'essere maschio o femmina è l'unica differenza tra uomo e donna nel mercato del lavoro. Alla base c'è la dottrina delle sfere separate, un concetto particolare di divisione del lavoro. Ci sono sfere separate per i due generi. Nella mentalità dell'800, questa cosa funziona.
Per un periodo le donne stanno nella loro sfera, fino alla rivoluzione industriale, successivamente sono strappate alle loro case per andare in fabbrica, ma si occupano anche di servitù e quindi stanno perennemente fuori di casa. Le donne a casa lavorano, anche per gran parte del giorno, le donne fanno lavoro tessile a cottimo.
Quando le donne sono assunte, si constata che i datori di lavoro hanno deciso di risparmiare sui costi, perché le donne si possono pagare meno. L'associazione delle donne a certi tipi di lavori viene istituzionalizzata nel corso dell'800, tramite il discorso sociale, tramite vulgata, articoli, che viene data per assiomatica.
I grandi sociologi teorizzano da tempo immemore il salario di famiglia: il maschio che lavora porta a casa un salario che non è solo il corrispettivo del suo lavoro ma porta a casa un salario che è il suo corrispettivo più un surplus che deve permettergli di mantenere la sua famiglia. A. Smith dirà “se così non fosse la razza degli operai morirebbe dopo la prima generazione” – si vede qui il rovesciamento non sono io che devo darti di più, ma se io ti do X e tu con quell’X riesci a far vivere la tua famiglia significa che in quell’X c’è il tuo corrispettivo più qualcosa, altrimenti la tua famiglia morirebbe. Da questo discorso arriva la conclusione matematica che nel momento in cui la donna si affaccia sul mondo del lavoro, partendo dal presupposto che per la sussistenza della famiglia è l’uomo che lavora, il salario femminile diventa puramente integrativo.
L'uomo produce e riproduce. (Marx) La donna fornisce bambini al futuro mondo del lavoro. La questione del salario di famiglia è considerato come una bandiera, una cosa molto importante. Raggruppamento dei lavori della donna. I datori di lavoro contribuiscono alla divisione tra uomo e donna nelle fabbriche. Spesso gli imprenditori non assumono le donne convinti di far bene, moralmente pensano che la donna non deve sottoporsi a lavori faticosi. I sindacati sono essenzialmente maschili, essi si basano sull'uguaglianza, le donne sono concorrenti sleali, quindi non vengono tutelate. In più il luogo non è salubre né morale, viene un'ideologia dell'elogio della casalinga (ideale di rispettabilità e della famiglia dell'alto verso il basso, modello per tutte le classi).
Avvento della legislazione per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, per il lavoro minorile associata a quella delle donne entrambi meritevoli a diritti. Donne e bambini non godono degli stessi diritti dei maschi. Lavorando ai livelli occupazionali più bassi, rimangono escluse dalle norme legislative. Il risultato più sorprendente, quindi standard di lavoro diversificato per sesso, ottennero come effetto il rafforzamento e la divisione del lavoro, ma si rafforza la distinzione uomo/donna sotto il punto di vista anche legislativo. Il legislatore conferma il ruolo della donna come riproduttrice. Le donne non sono sullo stesso livello degli uomini.
Unificazione italiana
Metà dell'800, tre guerre di indipendenza, la prima fu un fallimento, quella del '59 fece il botto, e nella terza Prussia e Italia alleati, l'Italia perde contro l'Austria, ma la Prussia vince e l'Italia acquisisce il Veneto. Processo acceleratissimo, circa in un anno, sostanziale mancanza di continuità storica, frattura storica, due assetti diversi si conseguono. C'è una scarsità di elaborazione dei fenomeni in atto. Manca un confronto che viene fuori dalla guerra sabauda con Napoleone III. Le caratteristiche di conseguenza sono:
- Centralizzata
- Autoritaria
- Militare
Si fa l'unità in un anno, ma manca ancora Roma capitale che verrà conquistata tramite la Breccia di Porta Pia. Le soluzioni da adottare: assenza di dibattito sulle misure istituzionali da adottare, l'esempio più evidente è lo statuto albertino. Modello statutario, il Piemonte vicino alla Francia assume un modello napoleonico, profondamente centralizzato. Tutto viene uniformato con questo schema.
Si va in prospettiva all'identità italiana, assenza pressoché totale di dibattiti politici dalle sedi istituzionali. Avviene con l'aiuto dello straniero, infatti la seconda guerra di indipendenza viene vinta perché l'Italia è alleata con i francesi. La terza guerra di indipendenza fa vincere all'Italia il Veneto, voglia di espansionismo francese perché Napoleone aveva intenzione di espandersi in centro Italia. Tutto questo avviene in un quadro diplomatico guidato dalla diplomazia inglese. Tante forme di aiuto straniero. L'unificazione si basa su un'ambiguità politica. Garibaldi fa l'operazione nel sud Italia, ipotizzando anche aiuti da parte dello stato piemontese, si dice che vengano finanziate le operazioni e le armi. Il sud Italia chiede autonomia. Garibaldi è repubblicano ma poi dà le sue conquiste al re. Il presupposto del nuovo stato è che si modelli sulla monarchia piemontese. In linea di massima il Piemonte è una scelta quasi obbligata, l'unico stato che ha davvero voglia di fare le guerre d'indipendenza, inoltre ha intenzione di espandersi economicamente e territorialmente, e ha bisogno di un mercato. I Savoia si accreditano come italiani. Conseguenze durature: modello piemontese di stampo francese, viene spalmato su una penisola che viene accanto a una struttura sociale differente.
Seconda metà '800: in Sicilia
Mafia: etimologia: origine araba in quanto interconnessioni con arabi. Maias: sfacciato, prepotente, maha: cava di pietra dove si nascondevano i fuorilegge fuori da città, marfud: participio passato di rifiutato. Mafia o simili ci sono in tutta Italia. Differenti origini della mafia ma presente in tutti i dialetti con comune derivazione araba. Dizionario 1868: mafia: neologismo per indicare azione parole o altro di chi vuol fare il 'bravo' (alla Manzoni: coraggioso, spavaldo). 1903: mafioso: valente, eccellente, la mafia ha accezione positiva all'inizio. Luigi Capuana in una conferenza del 1894: gentile, bizzarro, squisito, tutto ciò che è chic. Nell'800 anche accezione negativa: nel dramma “mafiosi della diacria” 1863 in cui descrive società palermitana per indicare il bullo, belloccio con aria spavalda. Filippo Gualtierio, prefetto di Palermo che 1865 affronta ciò dice “mafia è un complesso di piccole associazioni rette da segretezza che tendono a sostituirsi alla legge”. La mafia è contro lo stato razionale e centralizzato come quello piemontese. Da 1200-1800, Sicilia è vittima di conquiste militari che si succedono in modo sostenuto (spagnoli, francesi, autonomia, re sabaudo) e quindi produce sentimento di sfiducia nei confronti del potere imposto perché esso è percepito lontano rispetto al popolo e disinteressato. Il governo dopo unità così come quelli precedenti non tenta di comprendere la realtà antropologica dei territori conquistati, ma prevale il pregiudizio antropologico sulla natura dei siciliani.
Fattori economici
Tutto 1800 è agricolo (tranne per la rivoluzione industriale). La Sicilia lo è ancora di più perché è la principale fonte di sostentamento, popolazione è formata da una buona parte contadina con eccezioni ridotte. In Sicilia sopravvive il latifondo: poche grandi famiglie nobili dal medioevo, hanno unito serie di terre fino '800. Inizio 800 nel regno delle Due Sicilie e fine latifondi, ma nella realtà sussiste ancora e quindi conserva di poteri, autonomie, libertà, diritti e svincoli da potere centrale perché queste famiglie sulle loro terre esercitano tutto il potere o quasi: concessione di terre e amministrazione giustizia da sé. I baroni stanno nelle città, con palazzi bellissimi, vita qualitativamente superlativa e quindi latifondi lontani lavorati dei contadini cfr. Verga – Malavoglia. Sganciato esistenza dai loro latifondi che però li fanno vivere di rendita. I baroni delegano ad altri gestione delle terre che recuperano entrate da braccianti.
Conseguenze sociali
Quale attaccamento alla terra ha il bracciante? Centro/nord Europa concessione di terra ai singoli, già nel '500 -'600 etica del contadino che gestisce la sua terra. Così si attuano una serie di trasformazioni che fino a '800 è agraria è possibile creare rivoluzioni come Francese o industriale. Barone delega: stratificazione sociale: basso: lavoratori, servi della gleba, in alto baroni. In mezzo notabilato: impiegato, avvocato, artigiani non superiori ai contadini. Classe media si va a costituire grazie a intermediari fra baroni e livello basso: gabellotti dal contratto di GABELLA. Contratti da 4 a 8 anni. Quindi per contadini è il gabellotto che riscuote il prodotto il potere. Gabellotto non è un ricco, ma gente disposta a fare questo lavoro per avere un'entrata anche loro. Livello medio del bracciantato: no acculturati, no alfabetizzati, poco più che animali, malattie e solo lavoro unica prospettiva. Per riscuotere quindi anche metodi violenti i gabellotti.
Mafia
IN ORIGINE non fu subito un movimento politico o a delinquere, era solo un fenomeno sociale, negli anni '70 del 900, dopo il sacco di Palermo, speculazione edilizia di Palermo mafia acquisisce accezione di movimento a delinquere. Chi finisce col tenere ordine su territori: i gabellotti con la violenza anche se reati fra braccianti. I baroni pretendono che gabellotti mantengano ordine e non attuino tumulti e scioperi. Continui movimento di insurrezione in Sicilia in quanto i contadini non erano felici della situazione creatasi (1820 -37 -60 – 66 ecc.). Posizione di intermediario del gabellotto fa di questo il nascente borghese che manca in Sicilia e il futuro mafioso.
Indagine sulla mafia
Due elementi sull'indagine della mafia: Questione della doppia morale: secondo alcuni studiosi l'origine della mafia->momento in cui si sovrappone il sistema statale basato sul Monopolio Della Forza Legittima contro realtà legata alla logica feudale. La doppia morale consiste nel concetto di illegalità e in quello di autosoccorso. Il concetto al quale poi ci si ricollega è la logica del patto di fedeltà: fedeltà in cambio di protezione. I legami di potere sono carichi di legami interpersonali. ESSE: “la formazione del tipo mafioso è da guardarsi alla luce della mancanza di legittimazione sommata alla coercizione fisica di forze non statali. Mafioso non ha legittimazione dei bravi feudali. Duplice morale: pretesa statale e sub culturale.” Gaetano Mosca: spirito di mafia: tendenza a non interpellare giustizia formale per
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