Appunti Storia contemporanea - Marta Pessina
STORIA CONTEMPORANEA
PERIODIZZAZIONI DEL NOVECENTO
è un concetto fondamentale dal punto di vista metodologico, lo storico lavora attraverso
—> la periodizzazione = attraverso la delimitazione cronologica degli eventi, dei processi, nel lungo periodo
è uno strumento ed è un requisito metodologico del lavoro dello storico, della pratica storiografica
il novecento pone dei problemi anche da questo punto di vista
è un secolo, quindi un periodo di tempo compatto, dura 100 anni, ma la periodizzazione del novecento fa leva su una serie di
fattori che arrivano a spostare la durata del novecento, a modificare il periodo storico che può essere identificato con questa
periodizzazione
il novecento non dura per alcuni storici 100 anni:
alcuni lo definiscono
- secolo lungo
- secolo breve
- secolo spezzato
c’è una durata cronologica di 100 anni alla quale non corrisponde la durata definita dalla periodizzazione degli storici
il novecento fa parte della storia contemporanea
il concetto di contemporaneità è flessibile, fluido, ed è un concetto che fa leva e risponde a un approccio di tipo storico
lo storico definisce la storia contemporanea in vario modo
1. J. BURCKHARDT, 1871 = considera la storia come “un resoconto di ciò che un’epoca trova notevole nelle altre epoche”
può riguardare anche i processi della storia antica
cosa rende la storia contemporanea per Burckhardt e Croce
la storia è sempre contemporanea per lo storico che la pratica perché affronta il passato, vicino o
lontano nel tempo, con approcci, con interpretazioni che risentono della contemporaneità, della
quale si trova a vivere
lo storico guarda il passato con gli occhi del presente, il presente cambia continuamente, quindi
hanno un approccio al passato che continua a cambiare
2. B. CROCE, 1915 = “ogni storia è sempre storica, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi
entrano, essa è storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fattori
propagano le loro vibrazioni”
il presente è la dimensione nella quale lo storico si trova a costruire interpretazioni del passato con
approcci al contemporaneo
3. G. BARRACLOUGH, 1964 = “la storia contemporanea comincia quando per la prima volta prendono forma visibile i
problemi che sono attuali nel mondo oggi”
è una definizione problematica che non fa riferimento a scansioni cronologiche, ma che fa
riferimento a un concetto dell’emersione di problemi le cui ripercussioni si propagano fino
all’attualità
la periodizzazione appartiene alla sfera della memoria, anche nel vissuto del personale
- in generale, la periodizzazione risponde a un bisogno di orientamento temporale che non riguarda soltanto lo storico, ma
di cui si serve professionalmente, è necessariamente storica rivolta al passato, ripercorrerlo
- significa scandire cronologicamente, significa credere perché certi fatti sono accaduti e quando 1
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- significa ragionare su termini di temporalità
- fissare la durata temporale di un processo attraverso
—>a quo (inizio)
—> e ad quem
individuare i mutamenti che fanno epoca e storia
il secolo è l’unità fondamentale della periodizzaizone storica
lo è per ragioni di carattere semantico, non è solo un concetto temporale, al secolo viene attribuito un significato particolare
—> si identifica in ciascun secolo un particolare motivo di progresso storico
il XX secolo fatica a rientrare in questa accezione progressistica del concetto di secolo, ossia, costituisce un paradosso in
quanto fa prevalere una visione negativa per molti aspetti catastrofica dell’evoluzione storica
per molti aspetti contraddice la visione storica di progresso della civiltà
anche se questa visione negativa non è l’unica possibile
le principali periodizzazioni del novecento che connotano il XX secolo come distruttivo, oscurano i fattori di progresso e
avanzamento nella civiltà che nel novecento sono avvenute
la lettura negativa e positiva devono convivere, perché il novecento è stato entrambe le cose
come si periodizza?
isolando una serie di fattori caratterizzanti, di rilevanze, i processi che hanno inciso particolarmente un certo momento storico
può essere di carattere
- ideologico-culturale
- internazionale
- socio-economiche
- …
per periodizzare lo storico si avvale di riflessioni e di intellettuali che non sono storici di professione, per interpretare il
periodo storico di cui si occupa
IL NOVECENTO COME SECOLO VIOLENTO
il novecento viene definito come “secolo violento”
questa visione negativa del novecento trova riscontro in una serie di evidenze storiche (secolo di Aushwitz e di Hiroshima)
secolo nel quale la modernità avanzata da origine a una serie di dinamiche che aprono la strada la ritorno della barbarie
ci sono alcune opere storiche che identificano il novecento come:
- Robert Conquest, il secolo delle idee assassine
- Tzvetan Todorov, il secolo delle tenebre
la violenza non nasce nel novecento, quello che lo storico cerca di capire in cosa di differenzia la violenza del novecento da
quella di sempre
la violenza è una costante storica, ma un parametro che dimostra la diversità della violenza del novecento sono le guerre
mondiali, non paragonabili a quelle precedenti in quanto hanno causato un numero di vittime mai viste e dimostrano questa
caratteristica del “secolo violento”
in cosa si differenzia qualitativamente la violenza novecentesca?
la violenza novecentesca colpisce le popolazioni civili, non limitandosi alle minoranze combattenti, i cittadini armati (che lo
svolgono come lavoro)
nasce in relazione al novecento questo termine, concetto di
—> “guerra ai civili” 2
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se si prendono in considerazione
- prima guerra mondiale (5%)
- seconda guerra mondiale (2/3 delle vittime sono civili)
- guerra civile Jugoslavia (la quasi totalità delle vittime è costituita dai civili)
c’è un escalation di vittime civili sul totale delle vittime prodotte da questi conflitti
la violenza novecentesca è così distruttiva perché si lega:
- dimensione dello stato = organizzata e pianificante burocraticamente, responsabili di stermini e rappresaglie delle
popolazioni civili
- dimensione ideologica = è legittimata da un progetto di carattere ideale in senso distorto, è un disegno presso il quale si
cerca di ottenere la distruzione di minoranze etniche, religiose ecc… e l’affermazione di una
nazione
violenza commessa in nome di un’ideale superiore
è una violenza che si cerca di giustificare in nome di concetti che la rendono possibile,
convincendo le popolazioni che devono essere coinvolte della necessità storica di queste
operazioni distruttive
la violenza novecentesca non passa solo attraverso le guerre, ma anche alla categoria di rivoluzione, stati che hanno
un’ideologia rivoluzionaria tendono a condurre operazioni di sterminio di gruppi sociali in nome di un ideale superiore che
coincide con il successo della
—> rivoluzione = è un processo storico che legittima e giustifica la guerra
IL NOVECENTO COME SECOLO DELLE GUERRE TOTALI
il novecento viene anche definito come il secolo delle “guerre totali”
le guerre sono la matrice prevalente della violenza che assume questi caratteri tragicamente inediti
di una guerra nuova, che assume una dimensione di massa sconosciuta
la novità è che durante le due grandi guerre del secolo, la guerra non ha come obiettivo l’ingrandimento dei propri confini, la
conquista di territori, ma ha una finalità illimitata, assoluta, che coincide con lo sterminio del nemico
oggi può apparire quasi normale e scontato, ma prima del novecento non si era mai verificato storicamente, dove il nemico
doveva essere annientato, rimosso, cancellato dalla storia
si manifesta attraverso una serie di momenti
questo ha come conseguenza una serie di elementi che possiamo isolare:
1. totalità della guerra si riferisce alla totalità dello sforzo prodotto dagli stati belligeranti, sforzo totale che attinge alle
risorse civili, industriali, simboliche ecc… che uno stato belligerante può mettere in campo, coinvolgendo totalmente la
società
guerre combattute all’ultimo sangue, non soltanto sul fronte militare ma anche dal
—> fronte interno = civili che diventano protagonisti della storia grazie alle guerre, vittime e colpite direttamente dalle
vicende belliche ma anche soggetti, le masse popolari diventano soggetti della storia
2. in un ottica storica la guerra viene considerata non solo come barbarie ma anche come fattore di trasformazione sociale,
culturale che da origine a una società di massa nel novecento, che prende forma non solo grazie all’avanzamento della
democrazia, ma anche grazie alla partecipazione forzata delle ultime alle guerre mondali nel novecento
IL NOVECENTO COME SECOLO DELLE IDEOLOGIE DI MASSA
il secolo delle guerre totali si trova ad affrontare la sfida dell’integrazione delle masse nella storia politica
il problema dell’opinione pubblica è un problema che si sviluppa nella politica novecentesca
nasce il problema di come integrare le masse
lo strumento principale è 3
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—> l’ideologia politica = si rivolge alle masse, ideologia di massa non intesa al singolare
il novecento infatti viene considerato come il secolo delle ideologie di massa
le ideologie rispondono a questa esigenza di integrazione delle masse nella sfera politica
l’ideologia empiricamente è considerata un sistema di valori e di principi semplificata perché ha come obiettivo il
coinvolgimento delle masse, fa leva su criteri non solo razionali ma anche emotivi, ha una valenza anche irrazionale
l’ideologia cerca di sollecitare un consenso basandosi su elementi di carattere emotivo, simbolico, istintivo, in quanto le
masse possono essere analfabete
la funzione dell’ideologia ha la stessa funzione delle religioni, incarnando una speranza laica di salvezza nella storia
(comunismo 1917)
la politica diventa una questione religiosa, vissuta e giustificata in termini sacrali
—> sacralizzazione della politica
la crisi delle fedi tradizionali religiose, origina un risveglio di religiosità nella dimensione politica
queste ideologie sono vere e proprie religioni politiche
IL NOVECENTO COME SECOLO DELLA GUERRA CIVILE
dal punto di vista dello scontro generato dall’ideologia comunista nel corso del novecento, il XX secolo è stato considerato da
alcuni storici delle ideologie come il secolo della “guerra civile”
una guerra civile ideologica, dove le ideologie sono protagoniste
- comunismo
- fascismo
- nazismo
sono fattori che hanno innescato scontri, guerre, ma che hanno dato a loro volta origine ad altri conflitti (seconda guerra
mondiale è nato dall’espansionismo hitleriano)
le ideologie trasformano la guerra in guerra civile, in quanto si combatte per un valore, un ideale non solo per l’allargamento
di confini
diventano guerre di religione
vincere significava garantire la salvezza del mondo, il futuro del mondo
questa interpretazione del secolo della guerra civile è stata proposta per prima da uno storico tedesco
—> Ernest Nolte = storico tedesco
ha diviso il novecento cronologicamente da due momenti:
- dal 1917, nascita dello stato comunista, rivoluzione d’ottobre
al 1945, combattuta tra ideologie radicate nel continente europeo, in particolare il comunismo sovietico e il nazional
socialismo tedesco, ideologie legati a stati nazionali che diventano stati ideologici
—> fase della guerra civile europea
- dal 1945, fine della seconda guerra mondiale
al 1991, fine della guerra fredda, caduta dell’Unione Sovietica
—> è considerata guerra civile mondiale, la fase dello scontro tra due ideologie, comunismo e democrazia liberale di
stampo occidentale che si identifica con la potenza americana
secondo Nolte la vera radice, il vero momento di nascita di questa guerra civile è costituito dalla rivoluzione d’ottobre (1917)
nascita di uno stato bolscevico come la Russia che si trasforma in Unione Sovietica
questo stato si identifica come un’ideologia comunista che mira ad esportare la rivoluzione socialista dall’Unione Sovietica al
mondo
si presenta come una rivoluzione socialista mondiale, innesca una serie di reazioni secondo Nolte che danno vita a movimenti
politici, partiti e poi regimi ideologici di segno contrario, legittimati dall’anti comunismo, dall’anti bolscevismo
il principale di questi regimi è 4
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—> il regime nazista in Germania = è un’ideologia opposta al comunismo, nata in risposta al comunismo, per negazione
se il comunismo è un estremismo universalistico, legato alla classe
il regime nazista impone un estremismo basato sul concetto di razza, di nazione, non un concetto universalistico ma
particolaristico
sono due vie opposte, ma che sono legate da un filo invisibile, il filo dell’azione e della reazione
la tesi di Nolte sostiene in sostanza che la rivoluzione d’ottobre, lo sterminio di classe, la violenza rivoluzionaria dell’Unione
Sovietica abbia preceduto quella nazista e l’abbia preparata, quasi giustificata
questa tesi viene molto contestata dagli altri storici
nella seconda metà del novecento, con la guerra fredda c’è una risposta di tipo democratica, gli Stati Uniti dopo il 45
continuano questa resistenza contro il comunismo, non più in forma totalitaria ma in forma democratica
la guerra fredda secondo Nolte è il continuo della guerra civile europea su scala mondiale
IL NOVECENTO COME SECOLO BREVE
accanto all’interpretazione di Nolte c’è un’altra interpretazione che vede il novecento come un secolo di guerra civile
ideologica, innescata dal comunismo ed è l’interpretazione fornita da uno storico anglosassone
—> E.J Hosbawn = autore di una storia del novecento, un volume che conclude un ciclo di opere iniziato per fasi precedenti, è
l’ultimo di una serie di volumi che ripercorrono la storia del mondo dal 700 ad oggi e s’intitola in inglese
—> The age of extremes (eta degli estremi)
il sottotitolo in inglese è:
A short Century (il secolo breve)
secondo lui il novecento è un secolo breve inizia nel 1914 e finisce nel 1991
adotta questa periodizzazione breve perché secondo Hosbawn è il secolo del comunismo, il secolo principale di queste
ideologie di massa che hanno innescato guerre civili ideologiche
il novecento inizia quando si innescano le dinamiche che portano alla nascita di uno stato comunista, nel 1917 e si conclude
con la sua scomparsa, nel 1991
il 1914 è un temrine oscillante
al proprio interno, secondo Hosbawn il novecento si divide in tre periodi:
1. 1914 - 1945 —> età della catastrofe = caratterizzata dalle due guerre mondiali, dalla grande crisi economica del 29, l’età
dello scontro tra il fascismo e
—> l’antifascismo (frontiera del progresso, forze comuniste, partiti comunisti
occidentali che combattono soprattutto dopo il 1941, il nazismo tedesco)
2. 1945 - 1973 —> golden age, l’età dell’oro = trentennio storico caratterizzato dalla crescita economica, dal miglioramento
delle condizioni di vita, dalla fine del mondo agricolo, che ha una rapidità e
un’intensità senza precedenti
in questo trentennio affondano le radici le trasformazioni economiche e
sociali del mondo attuale
emerge la contemporaneità novecentesca, il mondo del benessere
è la fase di progresso accelerato della storia e di allargamento del benessere
a masse popolari che fino a questo momento erano costrette alla miseria
è l’età espansiva
3. 1973 - anni novanta —> la frana = nuova epoca di disordine mondiale, la fine della guerra fredda, la fine del
bipolarismo, un mondo dominate da due super potenze che si incrina e che da
origine a un nuovo sistema internazionale multipolare, dove ci sono soggetti nuovi, emergenti che contrastano, per 5
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esempio, la leadership americana, cercano di scavalcare economicamente gli Stati uniti (Cina)
resta dominante, secondo Hosbawn, il ruolo del comunismo, è l’asse ideologico attorno al quale gira l’intero novecento
il comunismo determina degli scontri, delle polarizzazioni tra
- comunismo e anti comunismo
- fascismo e antifascismo
il comunismo fa parte del fronte antifascista che vince la seconda guerra mondiale
lo è non solo dal punto di vista ideologico, ma da tutti i punti di vista, anche economico sociale
la presenza del comunismo ha condizionato le democrazie occidentali nel corso del novecento, ha in qualche modo costretto
gli stati democratici anche durante la fase della guerra fredda ad attuare riforme di carattere sociale che andasse incontro alle
necessità delle masse popolari
qual è il paradosso di questa visione centrata sul comunismo?
con la caduta del comunismo e con la caduta dell’Unione Sovietica (1991), secondo Hosbawn, si assiste a un ritorno, sulla
scena della storia dell’ultimo decennio del novecento ma anche negli anni successivi, del
—> nazionalismo = fenomeno storico che era stato protagonista della storia del mondo fino al 1914 fino alla prima guerra
mondiale
come se la storia fosse tornata indietro fino alle origini della prima guerra mondiale, che scoppia come
scorno di na
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