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Ravenna: capitale dell'impero romano d'occidente

Dal 395, morte del grande imperatore Teodosio, fino al 476 anno in cui Romolo venne deposto da Odoacre, Ravenna fu capitale dell’impero romano d’occidente. Inoltre possedeva un porto molto importante, difesa dalle grandi estensioni di pianure paludose nelle zone limitrofe. In questa fase storica l’architettura si fonde e inizia ad assumere caratteristiche peculiari; le facciate si riempiono di nicchie, arcate cieche, arcate. Ravenna, data la prossimità con l’impero d’Oriente, assume composizioni orientali quali gli ornamenti marcati da superfice esterna ed interna. Il mosaico assume una forte importanza, che non limitandosi ad essere ornamento, influisce anche nella progettazione di parti interne quali l’innesto tra navate e arco.

Battistero degli ortodossi

Edificato dal 400 al 450 prima sotto il vescovo Orso e successivamente dal vescovo Neone. L’edificio possiede una base ottagonale, quattro dei suoi otto lati sono arricchiti da absidi, su tutti i lati sono presenti finestre centinate e da archetti pensili. Il sobrio esterno costituito da mattoni a vista cela un ricco ma non sfarzoso interno. La tecnologia affidata alla copertura è quella dei filari concentrici di tubi fittili, essa al di sotto nasconde una cupola che genera all’interno un mosaico. Il battistero è suddiviso in alzato da tre livelli, le prime due comprendono un ordine di arcate, mentre quella superiore è costituita dalla sola cupola.

Chiesa di San Giovanni

Risale al 430, realizzata da Galla Placidia, infatti è la chiesa più antica del ravennate. Divenne la sede dei benedettini ed ebbe numerosi travagli. Possiede uno spazio a cielo aperto prima della facciata vera e propria che ospita un recinto quadrangolare che possiede un monumentale ingresso. La facciata è estremamente sobria con ai lati dell’ingresso due lesene che si innalzano e generano. L’interno è suddiviso in tre navate con l’assenza del transetto. L’elemento più caratteristico è il pulvino, un tronco di piramide rovesciata posta all’innesto del capitello. La chiesa fu bombardata pesantemente dagli angloamericani ed in seguito ricostruita.

Mausoleo di Galla Placidia

Costruito tra il 426 – 450 d.C., il mausoleo avrebbe dovuto ospitare Galla Placidia, la figlia di Onorio. La struttura è ambivalente, infatti può essere considerata a pianta greca con un braccio leggermente allungato come a latina. La struttura appare particolarmente sobria all’esterno essendo costituita da soli mattoni faccia a vista, mentre all’interno ospita una ricchezza decorativa fortissima. Tutto l’interno è costituito da volte a botte in corrispondenza dei bracci con una cupola che sorregge un tiburio a forma di piramide; è completamente ornata da marmi nel primo registro e mosaici in altezza. All’esterno l’unico ornamento è costituito da un ritmo di arcate cieche molto strette.

Battistero degli Ariani

Commissionato da Teodorico re degli ostrogoti data la sua fede ariana, con la volontà di far convivere le due religioni nella città. Il battistero però è più piccolo in tutto e per tutto dai suoi simili, infatti si presenta come una costruzione in laterizi a base ottagonale. A livello del primo registro correva un deambulatorio che si estendeva fino all’abside orientale, mentre il secondo registro è ritmato da finestre ad arco. L’interno è stranamente spoglio con una cupola mosaicata, in cui viene raffigurato il battesimo di Cristo. La struttura, come molte nelle vicinanze, ha subito fenomeni di subsidenza e di forti restauri.

Basilica di Sant'Apollinare Nuovo

Risale al 505 d.C. e fu anch’esso costruito da Teodorico per il culto ariano, poi consacrato a quello cattolico. Conta tra grandi navate senza un quadriportico antecedente l’entrata ma solo un nartece che in area ravennate prende il nome di ardica. La navata centrale si conclude con un sobrio semicircolare abside, mentre le pareti che dividono le navate, sorrette dalle arcate, ospitano il complesso musivo tra i più importanti del mondo. Anche se è giusto ricordare che appartengono ad un'epoca più tarda il che rende questa chiesa banale.

Mausoleo di Teodorico

Il mausoleo fu eretto dall’omonimo imperatore che volle rompere con la tradizione costruttiva caratterizzata dai mattoni, infatti la struttura è fatta da blocchi in pietra d’Istria bianca con una sorprendente cupola formata da un unico blocco. Il mausoleo si sviluppa da una pianta a base decagonale da cui si elevano due ordini: il primo dato da archi a tutto sesto molto profondi ed il secondo da un deambulatorio. La cupola fu posizionata da numerose anse che permisero la sua sollevazione. Questa struttura rappresenta anche la fusione di elementi tipicamente romani (mausoleo di Cecilia Metella) e elementi ostrogoti quali le decorazioni del secondo ordine, semplici motivi geometrici in successioni chiamati a tenaglia.

Basilica di San Vitale

Fu fondata nel 532 d.C. e consacrata nel 547, si trova a Ravenna ed è quella che più di altre si ispira a grandi strutture del settentrione. Possiede una pianta ottagonale preceduta da un quadriportico, attualmente solo da un ardica. All’esterno mantiene una certa sobrietà essendo costituita da mattoni faccia a vista. Contiene una cupola dissimulata da un tiburio ugualmente ottagonale. L’interno è costituito da tre registri, il primo ed il secondo sorretto da pilastri da cui partono arcate, mentre il terzo è di sole finestre arcuate. La struttura conta due entrate che generano due differenti esperienze spaziali: la prima in corrispondenza dell’abside percepisce un senso direzionale mentre chi ha scelto l’accesso contiguo ha di fronte uno spazio concentrico.

Basilica di Santa Sofia

Chiesa della Divina Sapienza costruita tra il 532 ed il 537 dai geniali architetti Antemio di Tralles e Isidoro di Mileto, la chiesa possiede una pianta di 71 per 77 metri. Possiede una pianta rettangolare divisa in tre parti in lunghezza che generano tre grandi navate di cui una, quella centrale, molto più grande rispetto alle altre, affiancate da due esedre semi sferiche. L’ultima costruzione risale al 563 che ne fece ampliare la grande cupola tamponando gli anelli finestrati. La copertura della parte centrale è affidata ad una grande cupola con diametro di 31m. Tale immensa struttura poggia su pennacchi di quattro enormi pilastri. Conta nella cupola un anello che raggiunge 40 finestre che permettono l’entrata di tanta luce, la quale viene riflettuta dagli ori e mosaici che generano un effetto luminoso straordinario. Dopo la caduta di Costantinopoli il 29 maggio 1453 nelle mani del sultano Mehmet II, la città fu saccheggiata e la chiesa trasformata in moschea.

Il Medioevo

Con la caduta dell’impero romano, nel 568 la penisola italica venne invasa dalle popolazioni oltre Alpi quali i Longobardi, un popolo che si era stanziato nell’attuale Ungheria già dalla fine del 400. I Longobardi presto conquistarono grandi terreni sotto la guida del re Alboino. Nel 625 abbandonarono il nomadismo e fecero di Pavia la propria capitale con 36 ducati che dividevano il resto dell’impero. Si stanziarono anche nel Mezzogiorno dando origine alla regione Longobardia Major in cui furono fondate anche altre città quali Capua e Capaccio. Questo popolo governò fino al 774 quando un altro popolo proveniente dall’Europa lo sconfisse, i Franchi.

I Franchi costituirono un regno più unitario e forte, si spinsero alla conquista di mezza Europa accentrando sotto la stessa corona Francia, Germania, e parte dell’Italia. Comandati da re Carlo (768 -800) già da tempo convertito al cristianesimo riuscì a creare un grande e potente stato unitario, fino a che non fu incoronato da papa Leone III nell’800 nella basilica di San Pietro. Nasce così il sacro romano impero. Carlo Magno però voleva recuperare il mito della Roma imperiale, unificando tutta l’Europa cristiana sotto il suo regno con capitale Acquisgrana. Nella cui città fece edificare il palazzo laterano con la cappella palatina, riproponendo la tipologia della cappella di San Vitale.

L'urbanistica

Il medioevo portò quindi uno sfaldamento del grande impero con la nascita sia di stati nazionali o regionali i quali maturarono lingue proprie quali il francese, italiano, tedesco. Le città furono distrutte e inevitabilmente si spopolarono. Le campagne si popolarono e le città subirono una ritorsione su se stesse. Infatti i grandi edifici quali gli anfiteatri o i circhi vennero abitati costituendo pian piano un auto edificazione. Questo portò al borgo medioevale stretto e accavallato su se stesso. La città di Arles si accentrò nel proprio anfiteatro. Ugualmente avvenne a Lucca dove il fenomeno è ancora visibile nel palinsesto urbano.

Portale del monastero di Lorsch

Tra il 774 ed il 790 fu edificato il portale che permetteva l’ingresso simbolico al monastero di Lorsch fatto costruire durante l’ascesa al potere di Carlo Magno. L’emulazione di tipologie romane è palese; il portale è composto da due piani, il primo ospita due torrette semicircolari che permettono di accedere al secondo piano e tre grandi archi di ingresso. Il secondo piano delimitato da un marcapiano ospita motivi decorativi geometrici costituiti da marmi. Il secondo piano ospitava una grande sala di ricevimento dove l’imperatore incontrava i membri del clero monasteriale.

Abbazia di Fulda

Situata presso la Germania centrale, possiede una storia significativa in quanto è la chiesa in cui fu adottata la regola benedettina. Inoltre contiene le reliquie di S. Bonifacio; in questo periodo nasce l’adorazione dei santi ed il relativo pellegrinaggio. L’architettura deve concorrere a questa nuova esigenza che caricano le chiese; così nasce la Cripta, uno spazio sotto elevato solitamente in corrispondenza del Presbiterio, questo ambiente deve permettere a tutti l’entrata ed inoltre deve rendere possibile il contatto del fedele con la reliquia. L’abbazia è fortemente ispirata alla basilica di San Pietro. Possiede tre navate ed una copertura lignea, inoltre un grande transetto sporgente rispetto al lato Ovest. L’innovazione di questo edificio consistette nel creare due absidi.

Abbazia di Centula

Con questo edificio nasce il Westwerk, la monumentale facciata d’ingresso delle chiese, cattedrali romaniche e carolinge. Il portale spesso presentava un'entrata magnifica anche molto decorata, inoltre poteva essere arricchito con due torri laterali che ricordavano le sembianze di un castello. La chiesa era preceduta da un grande quadriportico, il quale si presenta in una maniera più complessa in quanto presentava tre ingressi sormontati da cappelle, formando delle vere e proprie torri.

Architettura islamica

L’Islam oggi giorno è la religione che conta più fedeli, circa 1.200.000.000 persone concentrati tra Africa, Asia e Forlì. Pur essendo una religione relativamente giovane, infatti risale al 600 d.C., anche se si riallaccia a culti già esistenti quali l’ebraismo e il cristianesimo. Fu definita infatti la 3° religione del libro. Ebbe una storia controversa, infatti dapprima rivolta verso Gerusalemme, quindi verso il Santo Sepolcro, poi rivolta verso La Mecca. Islam significa sottomissione a Dio, è un culto iconoclasta cioè che rifiuta l’immagine e fa della parola l’unica forma di comunicazione e di verità. L’Islam partì dalla penisola arabica in cui avvenne una fioritura culturale e sociale proprio in corrispondenza della caduta che colpiva la civiltà occidentale.

Il luogo sacro dell’islam è la Kaaba, un edificio che contiene un meteorite nero considerato sacro; è il luogo in cui viene praticato il rito della deambulazione. La Moschea è lo spazio di preghiera, la prima fu la casa di Maometto a Medina anche se ben presto fu distrutta ma ne rimangono le memorie. L’architettura che produsse questa cultura è intelleggibile alla cultura che possedeva. La cultura araba non possedeva gerarchia di genere, infatti significativo è il moto dei carovanieri che procedendo uno fianco all’altro costituivano una grande linea orizzontale. Questa cultura basata sull’uguaglianza non adottò la struttura assiale quanto piuttosto quella orizzontale.

La moschea

La storia della moschea volle che in origine il muro al quale ci si affacciava simbolicamente fosse rivolto verso Gerusalemme ma poi dopo una scissione il muro divenne rivolto verso La Mecca. Questa è la ragione per cui le moschee possiedono una dimensione oblunga. Questa scissione verso Gerusalemme, in particolare verso l’ebraismo, rese la facciata a Sud quella sacra di modo da riallacciarsi alla figura di Abramo.

La moschea di Damasco

Si fonda sulle rovine della precedente chiesa di San Giovanni Battista per cui è costituita da un grande spazio aperto accentrato ad un cortile. Lo spazio interno però possiede una quantità enorme di posti dove sedere e pregare. In questa struttura è possibile individuare soluzioni o decorazioni bizantine. La cultura islamica in questo periodo recupera tutta la tradizione costruttiva occidentale, in particolar modo la struttura delle terme romane. Inoltre recupera anche le tecnologie come la muratura; oppus mixtum, testaceum.

La Spagna araba

La dominazione araba in Spagna risale alla conquista avvenuta dopo lo sbarco del generale Tariq il 30 Aprile del 711 che dopo circa un mese riuscì a sconfiggere il reggente Rodrigo comandante visigoto e conquistare l’Andalusia. Il nome stesso significa lotto, terreno visigoto. La città più importante che fortificarono fu Cordoba la quale conobbe un vero e proprio periodo arabo. Ora le soluzioni più tipicamente arabe si notano ed è possibile riconoscerle. Anche provenienti dal mondo arabo, soluzioni architettoniche come l’arco moresco così definito perché portato dai mori, ovvero gli arabi, anche se come soluzione fu scoperta dai visigoti anche se non utilizzata.

La moschea di Cordoba

Fu la più grande moschea mai costruita con uno spazio ipostilo sterminato, costruita intorno ai primi anni del 700 si presenta come un rettangolo che conta 180x130 metri con un enorme spazio aperto che funge da cortile. Presenta 19 navate che a loro volta possiedono 12 doppie arcate fatte di mattoni e pietre, conta infatti un totale di 859 colonne. La particolarità di questa moschea fu il fatto che possiede il mihrab non rivolto verso La Mecca ma verso Damasco. Inoltre nel 1300, dopo aver scacciato i mori dalla penisola iberica, edificarono una chiesa al centro del grande spazio conservando gli spazi ed i muri perimetrali ma distruggendo la parte interna.

L'architettura ottoniana

Con il nome di architettura ottoniana si fa riferimento a quel periodo tra l’887 e l’anno mille, periodo in cui Carlo il Grosso fu deposto. Nell’Europa occidentale si ebbe una fioritura edilizia.

Chiesa di San Ciriaco

Rappresenta un edificio di questo periodo e corrente culturale. La pianta è a croce latina, la chiesa possiede un magnifico Westwerk con due alte torri percorribili. Nelle facciate vennero realizzati molti ritmi dati dalle paraste e dagli archi e colonne. La chiesa è divisa in tre navate spartita dal ritmo di una colonna e un pilastro che reggono capitelli sempre più ricchi e decorati con iconografie religiose o pedagogiche. L’interno della struttura è composto da tre registri, il primo un sistema arcato, il secondo un matroneo e quello più superiore un cleristorio.

Abbazia benedettina di San Michele

Questa abbazia fu realizzata dal 1010 – 1033 voluta dal vescovo di Colonia, uomo colto e viaggiatore che visitò Roma ed altre città italiane. Infatti egli stesso entrò a far parte del progetto inserendo sue impressioni dell’architettura italica e romana. L’architettura ottoniana è una cerniera tra corrente romanica e architettura gotica. La chiesa possiede una forte simmetria con le due torri angolari poste nell’incrocio tra navata centrale e transetto, anche la ricerca della proporzione è molto spiccata, infatti le navate sono quadrati che generano i lati più lunghi delle altre navate più piccole (in pianta, quadrati delle coperture). Questa soluzione è a metà strada tra le possenti murature romaniche e le slanciate strutture gotiche.

Duomo di Treviri

Venne realizzato sopra un palazzo del 100 d.C. di origine romana. Con l’intento di creare un collegamento con il vecchio impero. Possiede un imponente Westwerk anche se non simmetrico con due poderose torri angolari differenti tra loro. Lo stesso coro che aggetta rispetto all’edificio si presenta diviso in tre registri in altezza, dove nei primi due lesene continue ritmano il tutto mentre negli ultimi due, due serie di finestre diverse e con ritmi diversi permettono alla luce di entrare. L’interno ospita una serie di possenti colonne costruite con granito dell’Odenwald, materiale caratteristico della zona.

Duomo di Spira

Uno dei maggiori esempi di architettura romanica, in particolare ottoniana, fu edificata intorno al 1027 – 1106 con dimensioni molto grandi, tutt’oggi è l’edificio più grande della città. Ciò che caratterizza questa architettura è l’immenso westwerk che non fa emergere una facciata con il monumentale ingresso. La prima costruzione “Spira I”, possedeva una copertura piana lignea, mentre nel rimaneggiamento fu costruita un orditura fatta da capriate lignee che fossero di scarico sui pilastri con volte a crociera, questa soluzione fu una vera svolta perché rese possibile le cattedrali gotiche che poi vennero a seguire. Fu costruita su ordine di Corrado II poiché l’aveva scelta come luogo di sepoltura, anche se poi furono...

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher grammaticomirko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Ceccarelli Francesco.
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