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Storia, documentazione e tecnica dei sistemi costruttivi

Camilla Battisti – Politecnico di Torino

Prof.ssa: Caterina Mele

Indice

  • Introduzione
  • Architettura del Rinascimento
    • Cos’è l’architettura
    • La rinascita delle arti e il ritorno all’antico
    • Uomo-Spazio
    • Primo Rinascimento
    • Il territorio e la città
    • Medio Rinascimento
    • Musica e architettura
    • Tardo Rinascimento – Manierismo
    • Architettura e proporzioni
    • Il Rinascimento a Torino
    • La sezione aurea
    • Dal Manierismo al Barocco
  • Principali elementi della fabbrica architettonica
    • Colonna e elementi verticali
    • Architrave e elementi orizzontali
    • Archi
    • Volte e coperture
    • Facciata
  • Stile architettonico
    • Stile architettonico
    • Ordini architettonici
  • Architettura greca e romana
    • Ellenismo
    • Architettura romana
    • Età paleocristiana e bizantina
    • Torino e il Piemonte romana
  • Architettura medievale
    • Date importanti
    • Rinascenza Carolingia
    • Architettura ottoniana, preromanica
    • Architettura romanica
    • Ordini monastici
    • Architettura gotica
  • Barocco
    • Diffusione internazionale del Barocco
    • Bernini e Borromini
    • Piemonte sabaudo, il trionfo del barocco
    • Guarini e Juvarra
    • Il Piemonte un caso esemplare
    • Dal tardo Barocco al Rococò
  • Architettura dell’Ottocento
    • Architettura neoclassica
    • Neoclassicismo a Torino
    • Architettura neogotica
    • Neogotico a Torino
    • Eclettismo
  • Architettura del Novecento
    • Modernismo e Art Nouveau
    • Il Liberty in Italia
    • Classicismo moderno e protorazionalismo
    • L’architettura delle Avanguardie
    • Razionalismo e movimento moderno
  • Date stili architettonici
    • Schema delle date più importanti

Introduzione

Cos’è l’architettura

L’architettura è la capacità di realizzare attraverso metodi e mezzi costruttivi spazi funzionali alle necessità del genere umano per soddisfare i bisogni, non solo abitativi, della collettività e dei singoli individui. Non è possibile progettare gli edifici senza un’adeguata riflessione sul problema dello spazio inteso sia in rapporto alla situazione geografica, al clima, ai materiali a disposizione, sia come organizzazione degli ambienti interni ed esterni alla costruzione.

Un aspetto importante riguarda le tecniche costruttive, che variano nel tempo e nello spazio secondo una diversa capacità di sfruttamento dei materiali. Lo stile di un edificio è influenzato dal contesto storico e dalle tendenze artistiche e culturali della sua epoca. Tutto ciò contribuisce a creare il linguaggio architettonico.

Uomo-Spazio

Il rapporto uomo-spazio è condizionato dalla struttura anatomica umana: l’uomo mantiene costantemente la stazione eretta e quindi ha la sensazione di collocarsi sempre al centro della realtà che percepisce. L’uomo, vivendo in verticale sull’orizzontale, percepisce lo spazio diviso in: davanti, dietro, destra, sinistra, sopra e sotto. L’edificio e la città possono considerarsi estensioni e proiezioni del pensiero dell’uomo e del ruolo che questi vuole conquistarsi nel mondo.

Il territorio e la città

Le scelte architettoniche ed urbanistiche sono condizionate da vari fattori geomorfologici. Istanbul: i quartieri si estendono lungo le coste del Corneo d’Oro e del Bosforo. Amsterdam: caratterizzata da canali artificiali perché è nata su un terreno acquitrinoso lungo il fiume Amstel. I Sassi di Matera: si distribuiscono a quote diverse seguendo l’altimetrico del territorio collinare. Nell’antichità la città è anche luogo sacro, talora sede della divinità cui è spesso dedicata.

Musica e architettura

I rapporti geometrici tra gli spazi architettonici e quelli aritmetici dei tempi musicali possono essere ridotti a semplici nozioni numeriche. Inoltre, l’architettura, concepita come un piccolo universo, riflette l’armonia del cosmo. Le culture occidentale e orientale hanno considerato per secoli la musica come riflesso dell’armonia del cosmo (Platone descrive l’universo come un grande carillon, mentre nel medioevo la cultura indiana vedeva la musica come segno d’immortalità). Alcuni edifici sacri sono stati concepiti in funzione del simbolismo musicale.

I testi indiani ponevano relazioni precise tra alcuni animali e le note musicali. Questi stessi animali compaiono sui capitelli di edifici romani. Nel Medioevo e nel Rinascimento la riflessione filosofica e teologica sui rapporti musicali si appoggia anche simbolicamente alle figure di Pitagora e Tubalcaino (fabbro considerato fondatore della musica con il fratello arpista).

Architettura e proporzioni

Suonando il monocordo Pitagora aveva scoperto che le armonie musicali si devono a rapporti di piccole unità numeriche, partendo da 1 si può progredire nel rapporto di doppio (1,2,4,8…) o in quello di triplo (1,3,9,27…). Il segreto dell’armonia poteva essere tradotto in rapporti spaziali e geometrici, ciò permise di costruire edifici in armonia con le leggi dell’universo.

La sezione aurea

Sezione aurea: parte di segmento che risulta medio proporzionale tra l’intero segmento e la parte residua. Partenone di Atene: Costruito in base al rettangolo aureo. Il modulo è il piede attico (19,24 cm) che rientra 160 e 360 volte nella larghezza e nella lunghezza dello stilobate e 70 nell’altezza della facciata. Il rapporto tra 360 e 160 è 2,25, cioè numero che regola le relazioni tra i vari rapporti armonici.

Principali elementi della fabbrica architettonica

Colonna e elementi verticali

Pilastro (o piedritto): elemento portante ad asse verticale, a pianta quadrata, rettangolare, poligonale o composita. Parasta: semipilastro che sporge appena dalla parete e ha funzione di sostegno. Lesena: semipilastro verticale che sporge da una parete muraria con funzione decorativa. Capitello: ha la funzione di concludere il piedritto allargando la base di appoggio su cui alloggiano architrave o arco, è parte della struttura portante dell’edificio. Può coadiuvare il sostegno di un apparecchio intermedio, il pulvino.

Architrave e elementi orizzontali

Trabeazione: apparecchio architettonico portante a sviluppo orizzontale che poggiando su colonne costituisce la base del tetto. Dal basso è costituita da architrave, fregio e cornice. Architrave: trave principale. Nell’architettura greco-romana costituisce la parte inferiore della trabeazione, direttamente sostenuta dal capitello. Piattabanda: elemento monolitico o di mattoni che conclude in alto una porta o una finestra. Mensola: elemento orizzontale che sporge rispetto a una superficie verticale che funge da appoggio a travi.

Archi

Arco: innovazione statica diffusa dai romani. Offre maggiore stabilità rispetto all’architrave e permette di coprire luci maggiori. Può fungere da sostegno alla parete sotto forma di arco di scarico. L’arco rampante puntella il muro dall’esterno tramite un contrafforte che scarica le spinte orizzontali al suolo.

Volte e coperture

Volta: traslazione di un arco lungo una direttrice preferenziale o la sua rotazione intorno ad un asse. Come l’arco consta di un intradosso e un estradosso, di una linea di imposta e di piedritti che sostengono l’insieme. La volta scarica il peso su archi laterali e come questi ha una chiave di volta.

  • Volta a tutto sesto
  • Volta policentrica
  • Volta a botte a tutto sesto
  • Volta a conodica
  • Volta a collo d’oca
  • Volta rampante
  • Volta a vela pianta quadrata
  • Volta ellittica
  • Volta a sesto acuto

Cupola: copertura a volta particolarmente complessa. È data dalla rotazione di un arco intorno alla propria chiave di volta.

Facciata

La Facciata è il fronte principale dell’edificio. Nella facciata possono essere presenti:

  • Porta: vano di accesso praticato nella cortina muraria per consentirne l’attraversamento.
  • Portale: porta monumentale di un edificio, che generalmente dà all'esterno. Enfatizza la sacralità o la dignità del vano di accesso; a volte è affiancato da un protiro aggettante.
  • Portico: elemento architettonico intermedio fra lo spazio esterno ed interno dell’edificio. È aperto su almeno un lato, grazie a colonne e pilastri.
  • Finestra: apertura nella cortina muraria, nasce dalla necessità di illuminare l’interno di un edificio e di arieggiarlo. È costituita da due stipiti montanti ai lati, un elemento orizzontale superiore (architrave, arco ribassato o piattabanda) e da uno inferiore (davanzale). La successione di monofore alte e strette concluse con un arco ha dato origine a bifore, trifore e finestre polifore.

Stile architettonico

Codice linguistico dell’architettura, articolato in regole grammaticali e sintattiche che si modificano nel tempo e in relazione al contesto geografico. Direttamente correlato alle capacità tecnologiche del periodo storico.

Ordini architettonici

La creazione e la codificazione degli ordini architettonici si deve alla Grecia classica e la sua diffusione all’impero romano.

  • Ordine dorico: Considerato dai greci come l’ordine per antonomasia. Caratterizzato da una colonna a rocchi con scanalatura a spigoli vivi (dai 16 ai 20), da un capitello formato da abaco ed echino e da una trabeazione decorata a metope e triglifi. La relazione proporzionale tra altezza e diametro della colonna si è modificata nel tempo nel senso di uno snellimento del diametro. L’ordine Dorico denota forza e solidità e viene accostato a divinità come Minerva, Marte ed Ercole.
  • Ordine ionico: Si deve ai popoli Ioni (570 a.C.). La colonna è più sottile di quella dorica, meno rastremata, ma con un numero maggiore di scanalature (20-24) separate da un listello piatto. Dotata di base articolata che può poggiare su un plinto. Il capitello ha l’abaco caratterizzato da volute raccordate a un fregio ad ovuli e dardi. La trabeazione presenta un fregio liscio o a fasce sormontato da un Cymation decorativo con ovuli e dardi su cui poggia una fila di dentelli. Sopra il Geison e poi la Sima. L’ordine Ionico è considerato un intermedio tra quello dorico e quello corinzio, è accostato a divinità come Giunone, Diana e Bacco.
  • Ordine corinzio: Nasce per risolvere il problema della colonna d’angolo dell’ordine ionico. È stata soprattutto la cultura romana a diffonderlo, spesso nella versione composita (intersezione delle volute ioniche con il resto della decorazione vegetale). Le colonne sono più slanciate di quelle ioniche, e l’ordine è caratterizzato da ridondanza ornamentale. L’ordine Corinzio denota leggerezza, dolcezza, bellezza ed è collegato ad elementi vegetali, è accostato a divinità come Venere, Proserpina e Flora.
  • Ordine tuscanico: È detto così perché preferito dagli Etruschi. Si caratterizza per una evidente sobrietà di ornamentazione che riprende i caratteri essenziali dell’ordine dorico con ulteriori semplificazioni nella colonna liscia e priva di decorazioni.

Tavola sinottica degli ordini con i rapporti proporzionali secondo Vitruvio:

Architettura greca e romana

L’architettura greca ci ha lasciato come principale eredità gli ordini architettonici e la loro sintesi formale e armonica nel tempio, ma anche elementi di urbanistica razionale (es. modelli delle città coloniali, il bouleuterion - aula consiliare del governo democratico -, l’agorà - centro della vita cittadina – e il teatro, primo edificio dedicato al divertimento).

Tipologie dei templi classici, classificazione

  • Tempio in antis: le pareti laterali sporgono in avanti formando con due colonne un vestibolo (pronao), presto si aggiunse un vestibolo posteriore (l’opistodomo) sprovvisto di accesso alla cella (Tempio a doppio antis).
  • Tempio prostilo e anfiprostilo: le colonne diventano quattro davanti (pronao) e poi altrettante nel vestibolo posteriore.
  • Templi peripteri e dipteri: edifici più grandi e complessi con il naos (cella interna, cuore del tempio), circondati sui quattro lati da molteplici colonne. Peripteri: se il giro di colonne è uno solo – Dipteri: se i giri di colonne sono due o più.
  • Tholos: tempio a forma circolare con la cela attorniata da colonne.
  • Monoptero: tempio circolare senza cella.
  • Ulteriore classificazione riguarda il numero di colonne del pronao, un tempio è detto tetrastilo se le colonne sono 4, pentastilo se le colonne sono 5, esastilo se le colonne sono 6, ecc…

Ellenismo [322 a.C.–14 d.C.]

Indica l’arte e l’architettura greca e romana da Alessandro Magno ad Augusto (circa 322 a.C. - 14 d.C.). Dopo la morte di Alessandro Magno, il suo impero si disgregò nei numerosi regni dei Diadochi, e la tradizione artistica della Grecia classica accolse in sé le influenze provenienti dall’oriente.

Quando Roma nel II secolo a.C. conquistò gli staterelli e le colonie nell’Italia meridionale, ne assorbì anche la cultura. Agli elementi di cultura greca e orientale si aggiunsero quelli di origine italica come l’arco a sesto acuto (di origine etrusca).

Tratti comuni del linguaggio formale ellenistico sono:

  • La tendenza alla monumentalità e la dimensione paesaggistica;
  • L’ingegnosa disposizione urbanistica degli edifici e la metodica pianificazione;
  • La decorazione e l’ornamentazione complessa ricca di dettagli e di elementi formali.

Architettura romana

L’architettura romana fonde le tradizioni dei popoli ellenistici assoggettati con le creazioni proprie degli Etruschi e dei Romani stessi: l’arco su pilastri, la volta, la cupola. È prevalentemente architettura e ingegneria civile con la realizzazione di edifici e strutture di pubblica utilità come terme, teatri, anfiteatri, basiliche, fori (l’equivalente dell’agorà greca), mercati, acquedotti.

Teatri e anfiteatri

Dal punto di vista architettonico, la differenza tra il teatro greco e quello romano è che la gradinata del primo si appoggia su un declivio naturale, mentre nel teatro romano l’inclinazione è ottenuta con strutture artificiali. La struttura del teatro consta di una zona centrale, l’orchestra, destinata al coro, cui si accede da rampe laterali. Dietro l’orchestra sono rialzati il proscenio e la scena. La cavea contiene gli spettatori.

L’anfiteatro è invenzione romana, nasce dall’accostamento di due teatri sul lato della scena. La struttura ellittica è sostenuta da file sovrapposte di archi.

Colosseo: [Roma, 80 d.C.] (anfiteatro) misura 188 m di diametro maggiore e 156 m di diametro minore, poteva ospitare 45000 persone sedute, fu inaugurato nell’80 d.C. All’esterno presenta tre ordini di arcate su pilastri cui sono addossate semicolonne e una cornice di diversi ordini dal basso dorico, ionico e corinzio. Il materiale di costruzione è il travertino. L’edificio aveva 80 fornici numerati che servivano agli spettatori per entrare. Le gradinate in basso erano riservate ai senatores, mentre quelle più in alto erano per il popolo. Le gradinate potevano essere coperte da un immenso velario diviso a spicchi e sostenuto su 240 pilastri sistemati in appositi fori del cornicione superiore.

Acquedotti e ingegneria civile

Gli acquedotti si configurano come opere di architettura finalizzate al trasporto dell’acqua. Gli acquedotti romani introdussero la novità di far scorrere l’acqua non a livello del suolo, ma in alto su ponti ed arcate con il vantaggio di superare agevolmente dislivelli ed asperità del terreno, e conferire all’acqua capacità di spinta utile alla distribuzione. Il sistema permetteva all’acqua di restare pulita evitando infiltrazioni. Bacini di decantazione all’inizio e alla fine della condotta miglioravano la qualità dell’acqua, che poi veniva immessa in un serbatoio di distribuzione detto castellum e da qui mandata nelle tubature di derivazione ai singoli impianti.

Architettura per il culto

Il tempio romano deriva da quello greco. La differenza più significativa è la collocazione, di solito su di un alto podio raggiungibile attraverso una scalinata. Molti edifici templari romani vennero distrutti e i loro materiali reimpiegati per la realizzazione di basiliche cristiane. La forma basilicale delle chiese cristiane deriva dalla basilica romana, luogo destinato a funzioni civili e amministrative della città e dello stato.

Pantheon: [Roma, 27 a.C.] Impostato su di una pianta circolare. Dedicato alla celebrazione di tutte le divinità fu voluto dal console Marco Vipsanio Agrippa, generale di Ottaviano Augusto (27 a.C.). Danneggiato da un incendio nell’80 d.C. fu restaurato da Domiziano, e poi a causa di un altro incendio ricostruito da Adriano (125 d.C.). L’edificio in origine faceva parte delle terme di Agrippa. Impostato su di una pianta circolare, un cilindro sormontato da una cupola, ha un pronao di 16 colonne monolitiche in granito rosa-grigio di ordine corinzio alte più di 12 metri. Le colonne si dispongono su un fronte di 8 a formare tre navate. La travatura bronzea del portico fu asportata nel Seicento da papa Urbano VII e riutilizzata per il baldacchino di San Pietro di Bernini e per i cannoni di Castel Sant’Angelo. La muratura del corpo cilindrico ha uno spessore di oltre 6 m e un diametro di oltre 43, l’altezza interna è di 43 m. La cupola è in calcestruzzo alleggerito con pietra pomice e culmina in un oculo di 9 m di diametro. Sul corpo cilindrico ci sono 2 ordini di archi di scarico. L’interno è movimentato da sette nicchioni alternati a otto edicole con timpani triangolare e rotondo.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher CamyBomba di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Mele Caterina.
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