STORIA DELL’ARCHITETTURA E
DELL’ARTE CONTEMPORANEA
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26-10-2018 _ 1. CLASSICISMO ROMANTICO
Siamo in pieno Settecento, epoca in cui si hanno “iperpubblicazioni” di tutti i tipi, vengono pubblicati tanti
progetti ma non vengono rappresentati.
Il termine “moderno” è un termine ambiguo: per la storiografia è un periodo storico che va dalla metà del
1400 alla Rivoluzione francese del 1789.
È poi innegabile il senso di attualità del termine moderno, inteso come “nuovo”, “contrario di antico”.
Per quanto riguarda la storia dell’arte, invece, la periodizzazione è diversa ed è proposta dallo storico d’arte
tedesco Hans Belting, secondo cui si hanno:
Premoderno (Rinascimento, Barocco, Tardo Barocco, Neoclassicismo)
Moderno (l’arte ottocentesca a partire dall’avanguardia impressionista)
Moderno classico (dal Futurismo all’arte degli anni Sessanta)
Arte contemporanea (fenomeno emergente succeduto alla canonizzazione del moderno)
Si identificano le origini del movimento moderno nell’epoca dei grandi cambiamenti della seconda metà del
Settecento (canonicamente definito come Neoclassicismo, anche se in realtà in questo periodo ci sono molti
fenomeni e non tutti imitano l’arte antica).
Si ritiene quindi determinante l’avvento della Rivoluzione industriale degli anni Sessanta del Settecento,
avvenuta in Inghilterra.
Tale svolta è preparata dal Neoclassicismo (ultima fase del periodo premoderno, secondo Belting), ma si
preferisce parlare di CLASSICISMO ROMANTICO (espressione che sembrerebbe essere in contraddizione, ma
siamo in un’epoca di grandissime contraddizioni).
Il Classicismo Romantico attinge (a differenza del Greek Revival) da eterodosse fonti: arcaiche (egizie,
elleniche, etrusche, romane), tardoantiche e bizantine, medievali e rinascimentali.
Da tali aspetti retrospettivi origina l’eclettismo storico dell’Ottocento.
Tutti i modelli vengono ripresi per essere riutilizzati in maniera creativa (si ha una mentalità storicista del
periodo che prende come riferimento anche i modelli orientali, non solo quelli di greci e romani). Si afferma
un gusto per la contaminazione, in quanto le fonti vengono fuse ripetutamente tra di loro in modo da non poter
essere definito Neoclassico.
Cresce una forte volontà di imitazione della Grecia antica, riscoperta negli anni Quaranta del Settecento (e
quindi una novità per l’epoca, inoltre prima si guardava solo al mondo romano).
Il linguaggio greco appare come una novità: c’è una riscoperta di un antico filologico, l’ordine essenziale
senza decorazioni (per esempio il dorico senza base) è una novità, per cui rientra nel Classicismo Romantico.
Nel Greek Revival, si imitano molto i modelli classici greci: gli elementi essenziali sono geometrizzati e
rappresentano una novità.
A Parigi, nel corso del secondo Settecento, sorge la nuova chiesa gotica di Sainte-Geneviève: si ritrovano
forme nuove, moderne e la grammatica greco-romana, con uno slancio al gotico. 2
L’architetto (Soufflot) infatti cerca di fondere il principio del greco-romano classico e quello del gotico
(“riunire, sotto una delle più belle forme, la leggerezza delle costruzioni gotiche e la magnificenza
dell’architettura greca”).
La sua pianta rappresentò, per la Francia, una grande rivoluzione: è a croce greca (per la prima volta questo
tipo di pianta fu utilizzato da Bramante per la basilica di San Pietro), anche se era idea diffusa che questo tipo
di pianta non andasse bene per le grandi chiese.
La novità data dalla forma della pianta è attenuata dal pronao, che dà il senso di longitudinalità: si ha un
impianto con chiari riferimenti bizantini (modelli forti delle croci greche).
Questa chiesa rappresenta il primo grande monumento del Classicismo Romantico e fu terminata in tempi
lunghissimi, per cui si hanno dei cambiamenti per quanto riguarda la maniera di progettare e costruire.
Giovanni Battista Piranesi fu un architetto e pittore veneziano (Venezia è il luogo di mediazione tra la cultura
occidentale e quella orientale) e diventò una celebrità come archeologo che rappresenta l’antico con una forza
inquietante (è il periodo della scoperta dell’inconscio e della psicologia; Jung sostiene che all’interno di
ognuno di noi ci sia un inconscio ancestrale antico).
Egli tirò fuori concetti ancestrali visualizzandoli in stampe e mostra una potenza forte che rimane tale anche se
in stato di totale rovina (le sue stampe pubblicizzano molto Roma).
In questa epoca si ha una grande apertura grazie al viaggio (Gran Tour) e nasce il turismo, che viene sostenuto
da Piranesi (che rappresenta Roma “giganteggiante” per rappresentare il grande valore dei monumenti, con
vedute grandangolari).
Egli inoltre, partendo dai frammenti di un’antica mappa romana realizzata in marmo, elabora una restituzione
grafica (topografia) di Campo Marzio, offrendo così un campionario di planimetrie creative.
Le stampe delle rovine mettono in evidenza la concezione di linea dell’architettura romana; i Romani
conquistarono il mondo con la loro tecnologia e la loro architettura pragmatica e mega strutturale che
rappresentava l’aspirazione alla purezza (eliminare gli orpelli del Barocco e del Rococò per purificare
l’architettura).
L’architettura diventa così geometria elementare, con colonne libere e una riscoperta del loro valore strutturale
(non considerato dal Barocco e dall’epoca romana, qui venivano considerate solo come ornamenti da
addossare al pilastro).
In quest’epoca si riscopre, con Marie-Joseph Peyre, la logica trilitica e si scoprono i valori espressivi di
impatto psicologico: tramonta così lo stile aulico tipico degli ambienti di corte e l’arte diventa sempre di più
intimistica e psicologica (lo stile diventa più borghese, in quanto rappresenta il quotidiano ed esprime valori
emozionali attraverso l’architettura).
L’opera di purificazione parte da Gondouin, con la sua Scuola di chirurgia: lo spazio essenziale si rifà alla
Grecia e alla Roma pre-imperiale e fu un esempio molto importante per l’architettura rivoluzionaria (influenzò
la mentalità contemporanea).
I protagonisti della poetica del sublime architettonico furono Boullée e Ledoux, operanti nella Francia
prerivoluzionaria e che arrivarono alle loro concezioni basate sulle forme geometriche elementari proprio
grazie a Gondouin. Entrambi concepiscono il monumento come simbolo dell’utile, del funzionale, diretti al
bene comune.
Etienne Louis Boullée fu professore dell’Accademia di Parigi e fu celebrato per i suoi progetti ideali e
utopistici, la cui fonte è il sentimento dell’antica sublimità spaziale e organica dell’architettura romana.
Egli sosteneva che l’architettura andasse concepita sulle basi dell’espressività della pittura. 3
La sua può essere definita un’architettura delle ombre e delle luci: le ombre danno il senso della
drammatizzazione, in linea con il gusto e lo spirito estetico del periodo (per esempio lo Sturm und Drang e il
gusto per l’espressività diretta e la violenza, non mediate dal culturalismo delle accademie).
Si ha una riscoperta della drammaturgia greca e vengono eliminate le convenzioni delle accademie: in
architettura si prediligono le forme elementari e severe, i chiaro-scuri forti (mentre in letteratura si predilige la
scrittura spezzata e lo stile concitato).
A lui si deve il progetto per l’Opera di Parigi, del 1781: il progetto nasce con una finalità reale, cioè la
ricostruzione dell’Opera. Risulta, però, un progetto troppo ambizioso: l’idea era quella di un tempio a thòlos,
sormontato da una cupola nuda e contornato da un anello colonnato.
Resta comunque un progetto di grandi suggestioni, con un linguaggio di iterazione, modularità e ripetitività
ossessiva.
La ripetitività è l’indice fondamentale del linguaggio moderno.
L’invenzione parte dai modelli classici, che vengono poi stravolti.
I disegni dei progetti visionari di Boullée sono molto suggestivi ed esprimono una pittoresca poetica di corpi
elementari; partendo dai disegni di Piranesi fa qualcosa di completamente nuovo ed innovativo.
Progetto ideale di una biblioteca (reale), 1785: è concepito su la base di grandi volte romane.
È inattuabile a causa delle sue dimensioni.
Ritorna l’iterazione del cassettone che smaterializza l’opera, che diventa così una metarchitettura.
Sono presenti dei riferimenti reale, che non sono però quelli standard dell’accademia (attingono infatti
a mondi e modi diversi).
Per lui la monumentalità non è megalomania, ma è l’espressione della sublimità della natura, la cui
magnificenza si riflette nella grandiosità architettonica. 4
Progetto per il cenotafio di Newton, 1784: è il monumento alla memoria di Newton.
È concepito come una sfera, metafora della Terra come fu concepita da Newton, al cui centro c’è
un’immensa lampada che riproducesse il trascorrere delle ore del giorno in maniera suggestiva.
Il tutto contornato da una doppia cintura di cipressi che ricordano i monumenti e i mausolei romani.
L’architetto elabora una nuova e suggestiva arte di combinare le masse e si rifà alle immagini
dell’antichità, ma elaborandole in forme moderne.
Attribuisce drammaticità alla scena, l’architettura diventa tattile.
Claude-Nicolas Ledoux sostiene la volontà di fare architettura come arte; l’architettura è polivalente e
possiede un’espressività comunicativa (ma di una comunicazione completamente nuova).
Egli lavorava per la “bella società”: la comunicatività si ha quindi su altri piani.
Teatro di Besançon, 1778-1781
L’idea è quella di un grande occhio all’interno del quale introdurre l’immagine della sala.
Incarna perfettamente gli ideali degli illuministi, secondo cui il teatro era un edificio essenziale per la
società ed erano assertori di una nuova laicità che si trovava in opposizione all’oscurantismo
(orientare la società verso il progresso).
Il teatro è quindi la vera scuola della società, rappresenta il momento di confronto collettivo con i
grandi temi (per i Greci era sacro).
Gli illuministi lo concepiscono come il tempio laico dove poter imparare la virtù ed i costumi sociali
(luogo di apprendimento), mentre prima era considerato come baracca in cui ridere.
Il teatro progettato da Ledoux rispondeva alle logiche illuministe: l’occhio è l’equivalente di una
statua per il tempio greco ed è importante perché era fondamentale che all’interno si vedesse bene
(ecco perché esiste). 5
Progetto per la città ideale di Chaux, 1774
Nel 1773 viene incaricato di progettare un insediamento produttivo presso la foresta di Chaux
(occasione per elaborare il piano ideale per una piccola città; era ispettore delle saline reali).
Ripropone le grandi abbazie medievali francesi, molto razionali. Viene realizzato solo in parte
(l’ingresso delle saline reali, con portico/propileo concepito come invito a forma di esedra). Si evince
un gusto per le rocce di ispirazione naturale. L’andamento è quasi palladiano, la geometria molto
elementare scende parecchio nel dettaglio (astrazione geometrizzante delle forme architettoniche e del
sistema decorativo), ad esempio i cubetti dei conci vistosi delle colonne (ordine architettonico
bugnato di ispirazione manieristica).
{VS George Dance, Carcere Newgate (Londra): è un riferimento ai modelli antichi interpretato in chiave
moderna, di potente ispirazione piranesiana.}
I suoi progetti irrealizzabili verranno guardati molto dai maestri moderni.
Egli ha lo scopo di stimolare l’immaginazione del pubblico, anche con umorismo, e sconvolgere il borghese.
Oikema (o tempio dell’Amore)
Si rifà a Piranesi.
L’architettura è molto iconica e ideogrammatica: vuole trasmettere qualcosa di educativo, non
percependosi la forma fallica che si vedrebbe invece in pianta. 6
La Rotonde de la Villette, 1785-1787
È la cinta di Parigi, in gran parte ora abbattuta.
Il linguaggio sintetista è di ispirazione manieristica: i pilastri sono a sezione quadrata e rastremati, il
cilindro è posto sul parallelepipedo senza elementi di mediazione.
L’architettura rivoluzionaria si fonda sul sintetismo linguistico e su assemblaggi compositivi innovativi
(geometrizzanti e meccanicistici), assemblati come se fossero macchine (non ci si rifà al corpo umano).
Si rovescia il classicismo barocco che impone la gradazione di imponenza dal basso verso l’alto (qui si
sovrappone una parte imponente).
(l’antico come modello etico) Jean-Louis David fu uno dei primi artisti moderni (a Roma espose sotto il
portico del Pantheon).
Nel 1784 espone Il giuramento degli Orazi: l’opera causò uno sconvolgimento dell’arte.
Del disegno preparatorio si persero le basi delle colonne, perché lo spirito moderno procedeva verso la
semplificazione.
È ambientata in periodo pre-augusteo: si impone lo spirito del tempo portando ad una maggiore
semplificazione.
La muratura cruda incornicia meglio la scena (è moderna). Le movenze e le pose dei personaggi sono storiche
e architettoniche: la statica metaforica è espressa in maniera molto chiara e distinta. 7
Nel 1789, con la Rivoluzione, diventa illustratore dei valori fondati da essa su modello della storia romana.
Plutarco è la lettura principale, con “storie parallele”: Bruto fa giustiziare i suoi figli i littori portano a
Bruto le salme dei sui figli: il dualismo è ricalcato anche dalle luci del quadro.
Egli si fa artefice dell’educazione rivoluzionaria, con la Morte di Marat, 1793, martire e cristo della
rivoluzione (cristo caravaggesco).
“Spoglio, austero, sigillato nel segno di un'immagine nitidissima e ferma, il Marat di David resta
indubbiamente uno dei momenti più alti di tutta l'iconologia rivoluzionaria, un momento che in nessun'altra
opera pre e postnapoleonica lo stesso David è più riuscito a eguagliare.”. 8
8-11-2018 _ 2. ARCAISMO E SINTETISMO
(intorno al 1400)
Dopo il tardo Medioevo inizia il Rinascimento .
Nella metà del Settecento Roma resta il “Seminario delle arti”, un luogo di formazione dove convergono tutti
coloro che sono appassionati d’arte ed architettura, intenzionati a studiarle.
Oltre che verso Roma, c’è uno spostamento d’interesse verso il sud Italia, con la riscoperta della Magna
Graecia, di Pompei ed Ercolano che dagli anni Trenta del Settecento determinano questo “Shock Culturale”, si
riscopre anche la Sicilia (con Agrigento, ecc), ma soprattutto Paestum che fa diventare Napoli anche un
importante polo culturale. Francesco Piranesi pubblica un’opera in francese sull’estetica a cui associa le opere
di Omero.
La riscoperta del mondo arcaico è una scoperta graduale di un Dorico Antico, e gli studiosi creano per studio i
vari calchi delle opere antiche.
Il tardo Settecento scopre la “virilità quasi primordiale” del “Dorico primitivo” dei templi di Paestum,
equivalente alla poesia omerica. Il gusto protoromantico sposta gli ideali architettonici del Greek Revival
dall’Atene classica alla Magna Graecia arcaica.
Ad opporsi a questa tendenza, ma con lo spunto delle opere classiche, troviamo il conte svedese Carl August
Ehrensvärd (1745 – 1800), colonnello di marina e architetto dilettante che nel 1780-1782 viaggia in Italia.
Si ispira a Paestum per realizzare il progetto della villa a Mälby per von Carlson.
Nello stesso anno (1785), nel progetto per il cantiere navale di Karlskrona sproporziona le caratteristiche del
tempio di Paestum.
Progetta dei finti templi da parco ispirati a quelli di Paestum, essi sono molto grandi ma le colonne hanno
proporzioni minime (espressione di forza che viene compressa).
Johann August Arens (1757, Amburgo - 1806, Pisa) progetta fra il 1790 e il 1792 per il duca Carlo Augusto,
sotto la supervisione di Goethe, la Römisches Haus.
Questa ha forti rimandi alla cultura romana, ma esibisce nella postica loggia inferiore un ordine dorico dalle
tarchiate proporzioni, fortemente rastremato e scanalato.
L’artista riscopre la bellezza del gotico, ma non facendolo rimandare ad altro, col valore nazionale e possiamo
definirla “natura tedesca”.
Anche l’arte si evolve in pari passo con William Blake, che ci dimostra la connaturata unione di arte
figurativa e letteratura (egli stesso è sia grande artista che poeta).
Egli scrive ed illustra le sue opere.
I temi principali sono l’orrido, la paura, il sublime; concepisce opere di carattere profetico, proponendosi
appunto come profeta della modernità con tendenze nuove.
Nel tardo Settecento anche Abilgaard ha la sua posizione nell’arte, una delle sue opere, Filottete ferito, è
realizzata durante il suo periodo di studio a Roma e raffigura una scena della tragedia greca. 9
Questa scomposta reazione è nuova, è una sofferenza immensa, in una posizione che sarà poi imitata da tanti
artisti.
Il SINTETISMO è un filone molto importante, Ledoux (come Boullée) si ispira alla stessa arcaica Roma
repubblicana dei secoli VII-VI a.C. e costruisce le sue visioni innovative tramite creazioni nuove: il suo
dorismo non è filologico e brutalista (come il “Giuramento” e il “Bruto” di David), ma è sintetico, geometrico
e astratto.
La sua architettura è di estrema sintesi, infatti la derivazione dal manierismo e dalle colonne dei pronai
sintetizzano in un modo completamente nuovo il tempio.
È una visione modernistica dell’arcaismo.
Ledoux
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