Estratto del documento

Storia dell'egittologia

L'egittologia è una disciplina giovane, quella scientifica si fa partire dalla decifrazione dei geroglifici (quasi due secoli). Fu Champollion a decifrarne la scrittura tra il 14 e il 30 settembre 1822, andando anche incontro alle ostilità di eminenti studiosi di lettere antiche anche per la sua giovane età. Nel 1824 viene aperto il museo egizio di Torino e Champollion ci rimane fino al '26. Da questo momento gli studiosi potevano fare le prime spedizioni scientifiche in Egitto ampliando le vecchie conoscenze sviluppate nei decenni precedenti (la stele di Rosetta fu scoperta e riportata in Europa durante la campagna d'Egitto di Napoleone). Nel 1828-1829 Champollion poté compiere la spedizione letteraria franco toscana che ha poi pubblicato “monumenti d’Egitto” e riportò antichità al museo egizio di Firenze di Rossellini e il Louvre. Erano opere scelte non tanto per l'estetica quanto per il loro valore archeologico e storico.

Il termine "faraone"

Il termine “faraone” non ha testimonianze prima del Nuovo Regno dove inizia ad essere usato con il significato di “Grande casa” con cui ci si riferiva al sovrano (nello stesso modo in cui si può usare “Casa Bianca” in riferimento al presidente americano). I limiti temporali si collocano tra il 3100/3200 e il 323/300 a.C. con la morte di Alessandro Magno e l’avvento dell’età tolemaica. I dati delle vicende storiche ci sono raccontati da autori classici come Erodoto. Alla fine del IV secolo al sacerdote Manetone fu commissionata l’opera “Egiziaca” dove si dividono i sovrani in 30 dinastie; l’opera non ci è pervenuta ma abbiamo delle epitomi del IX secolo d.C. anche se sono molto sintetici.

Vi sono dubbi sui numeri troppo precisi di Manetone (ad esempio la settima dinastia che contiene settanta re che governarono ognuno per settanta giorni precisi). Viene aggiunta anche una trentunesima dinastia che di fatto è una dominazione persiana che fa da ponte con l’età tolemaica.

Le dinastie egizie

  • I e II dinastia: protodinastia
  • III, IV, V e VI dinastia: Antico regno o età delle piramidi, la politica viene gestita insieme al sacerdozio di Ra (fino a 2200-2150 a.C.)
  • VII, VIII, IX, X e prima metà dell'XI dinastia: primo periodo intermedio dove il paese si frantuma, le dinastie si sovrappongono ed è un periodo quasi più attivo e fertile dei regni (fino al 2070-2050 a.C.)
  • Seconda metà XI, XII e XIII dinastia: Medio Regno (fino a 1650-1600 a.C.)
  • XIV, XV, XVI e XVII dinastia: secondo periodo intermedio con una storia molto complicata e una dominazione straniera (fino a 1550 a.C.)
  • XVIII, XIX e XX dinastia: Nuovo Regno che arriva ad espandersi a buona parte dell'Asia, dall'Eufrate fino alla Nubia (Sudan) (fino al 1070-1050 a.C.)
  • XXI, XXII, XXIII, XXIV e XXV dinastia: terzo periodo intermedio che termina con una grande rivitalizzazione da parte dei faraoni neri, chiamati così perché provenienti dalla Nubia

Gli Assiri invadono l’Egitto ma per problemi dinastici interni sono costretti a lasciare il potere ad un principe della città di Sais; il figlio di questo si rende indipendente iniziando la XXVI dinastia e si parla di Rinascimento saitico fino alla XXVII dinastia, fatta tutta da re persiani che nonostante le critiche degli Egiziani furono molto illuminati. XXVIII, XXIX e XXX dinastia sono piccoli momenti di indipendenza con pochi sovrani per ciascuna.

Le scritture dell'antico Egitto

Le scritture testimoniate in Egitto hanno vari nomi che furono creati dai Greci; il famoso Erodoto fu in Egitto durante la XXVII dinastia (persiana, V secolo a.C.). Il termine geroglifici si può tradurre come “sacre iscrizioni”. È la scrittura più antica attualmente, alcuni segni sono testimoniati a prima della I dinastia storica. È una scrittura destinata a supporti rigidi, soprattutto monumentale con un valore sacrale; è giudicata potenzialmente minacciosa, fa vivere ciò che rappresenta e alcuni segni venivano mutilati per tenerli a bada.

L’amministrazione fu da subito capillare e necessitò di un’altra scrittura, più adatta all’inchiostro fin dall’Antico Regno, i Greci la chiamarono Ieratica (sacerdotale). Era relegata all’interno dei templi dove si copiavano i testi su papiro (nel V secolo). Uno dei più antichi papiri è dell’epoca di Cheope, un verbale amministrativo per la costruzione delle piramidi. Si diffonde anche la scrittura demotica (popolare, la scrittura “laica”).

Tutte le scritture convivono insieme fino al IV secolo d.C. (394, ultima scrittura di sicura datazione) quando con la conquista macedone si inizia a diffondere il Greco; con i Romani si diffonde il Latino ma con poco successo. Dal II secolo d.C. si diffuse la scrittura copta che usava caratteri greci e ne aggiungeva 7 dalla demotica designando di fatto i Cristiani d’Egitto (copti appunto); è una scrittura che rende anche le vocali a differenza delle precedenti scritture. L’egiziano antico è molto vicino alle lingue semitiche e si può scrivere solo con le consonanti.

Il sovrano egizio

Il sovrano prende il nome di faraone dal Nuovo Regno, è la figura predominante e signore assoluto con una grande aura di divinità. Tutto ciò si ricava da un’infinita serie di accenni da testi scritti che si trovano soprattutto a partire dalla V dinastia. Dentro la piramide del faraone Unas si sono trovati i testi delle piramidi, copiati poi fino in età tardissima (XXV-XXVI dinastia) e ci dimostrano che già da prima circolavano delle formule (scritte anche su papiro o cuoio) che venivano recitate durante il funerale del sovrano.

Horo (Horus) è una delle divinità più antiche. La divinità del re d’Egitto è spiegata costruendo un albero genealogico precedente. Gli Egiziani furono molto “scientifici” per l’origine dell’universo. La prima scuola teologica era quella con base ad Eliopoli (oggi aeroporto del Cairo). Questo centro di culto del sole aveva vicino l’unico culto per una pietra (forse un meteorite, chiamata Ben Ben) di forma conica spiegata come testimonianza della prima collina di terra emersa alla creazione del mondo, prima vi era un caos liquido primordiale dove ci sono tutte le possibilità dell’essere.

Un giorno la divinità primordiale Atum (che indica sia un verbo negativo che ciò che è completo), chiamato anche Ra, si crea da se stesso (gli Egizi non spiegano come o perché); diversificandosi avviene la creazione, sulla collinetta compare il sole e vengono creati gli elementi dell’universo. Genera Shu (maschio, personificazione dell’atmosfera) e Tefnut (femmina, personificazione dell’umidità); generano a loro volta Geb (maschio, terra) e Nut (femmina, cielo); vengono generati Iside (femmina), Osiride (maschio), Seth (maschio) e Neftis (femmina).

Queste divinità cosmiche le considerano un’enneade (gruppo da 9 dei) a cui si aggiunge un decimo, Horo, figlio di Iside ed Osiride. Osiride è legato al mondo dei defunti, Plutarco ci narra la sua leggenda, la sostanza è che prima del primo re storico sulla loro terra regnavano gli dei, i re erano gli dei maschili; da Geb il regno passa ad Osiride che è molto amato perché aveva insegnato l’agricoltura. Seth è geloso e decide di fare una congiura, lo invita ad un banchetto e alla fine arriva un sarcofago che durante la prova calza benissimo ad Osiride, il sarcofago viene richiuso e gettato nel Nilo per essere trascinato fino al Libano dove si impiglia in una pianta di Erica. Iside inizia a cercarlo e lo riporta indietro fino al delta; con la sua magia riesce a far rivivere quella vita latente nel corpo e concepisce un figlio nella palude. Nei testi egiziani c’è anche il racconto parallelo del corpo fatto a pezzi che viene ricercato da Iside e la sorella che lo rimettono insieme creando la prima mummia.

Il figlio Horo ingaggia una lotta con Seth che culmina con la vittoria di Horo e il passaggio dell’eredità del padre che rimane re del mondo dei morti. Viene introdotta la norma morale, Osiride giudica le persone degne per avere la vita nell’aldilà. Il sovrano è l’incarnazione di Horo. In età tarda si distinguono due Horo, Horo l’antico e Horo figlio di Osiride/Iside. Ad Ermopoli si spiegava la creazione in modo diverso; l’universo secondo loro dopo la creazione era un caos acquatico che descrivono in base a cosa non è (non visibile, non creato), individuano quattro coppie di dei (Ogdoade), le dee con testa di serpente, gli dei con testa di rana, che danno origine ad un uovo poggiato sulla collinetta da cui nasce il sole.

La fiducia per la vita dopo la morte era ben radicata, in certe fasi il diritto a vivere nell’altro mondo era una concessione regale.

Datazione degli eventi egizi

L'egittologia si colloca tra il 3200 a.C. e il 300 d.C. Per evitare idee fantasiose è fondamentale conoscere i mezzi per situare le vicende in età faraonica; gli astronomi aiutano nella datazione. Le date si considerano certe solo dopo il 664 a.C., primo anno di regno di Sammetico I, fondatore della XXVI dinastia. Cheope ad esempio è più difficile da datare con sicurezza, i documenti sono frammentari e gli Egizi mancavano di senso della storia, ogni volta che un sovrano saliva al trono gli anni ripartivano da uno. L'aiuto viene dall'astronomia e dal fatto che gli Egizi ci hanno lasciato il calendario solare.

Questa osservazione del movimento e l'inclinazione del Sole da cui dipendono le stagioni erano chiare agli Egizi. Può essere stato usato anche un calendario lunare che scandiva i mesi. Dalla III dinastia è in uso il calendario di 365 giorni divisi in 3 stagioni da 4 mesi ognuna; la prima stagione era chiamata “Inondazione” dalla piena periodica del Nilo estremamente benefica per le coltivazioni limitrofe; la seconda stagione si chiamava “Uscita” dal ritiro delle acque oppure dallo sboccio dei germogli; l’ultima stagione si chiamava “Secca” dal fatto che era la più disagiata e mancava l’apporto di umidità. Tutti i mesi erano di 30 giorni e ogni mese era diviso in tre decadi. A questi 360 giorni ne venivano aggiunti 5 chiamati Epagomeni o “Sopra l’anno”. Erano guardati con molta attenzione, annunciavano un cambiamento; gli Egizi ne avevano paura e temevano che le forze negative potessero riportare tutto al non essere.

L’anno in realtà avrebbe 6 ore in più, recuperate dall’anno bisestile; non sono però precise e non sono bisestili gli anni del secolo (1900, 2000, 2100). Gli Egizi non facevano nulla per questo nonostante si fossero resi conto che le cose non funzionavano per bene, ogni 4 anni andavano indietro di un giorno. L’inondazione non avviene ogni anno nello stesso giorno, i fenomeni astronomici sono invece precisi; gli Egizi avevano osservato che la stella Satis (Sirio) era la più luminosa (nella costellazione di Orione, fa parte del gruppo di stelle chiamato Canis Maior). Tutte le stelle hanno una fase di tramonto. Sirio aveva una fase di non visibilità di 70 giorni e ricompariva ad Oriente vicino al 19 luglio; il giorno della ricomparsa era scelto come data del capodanno mettendo la stella in relazione all’inondazione nonostante le due cose non siano correlate.

Con il conteggio dei giorni il capodanno scala indietro ogni 4 anni e torna al 19 luglio ogni 1461 anni (ciclo sotiaco). I sacerdoti sapevano identificare il giorno di capodanno e lo segnavano su papiri che in alcuni casi sono arrivati fino a noi (è il caso del papiro ritrovato in un tempio vicino alla tomba di Sesostri II della XII dinastia e databile al settimo anno del regno di Sesostri III che ci dice che il capodanno si sarebbe svolto in autunno). Questo sistema non fu mai cambiato. Il calendario egizio è fondamentale per datare gli eventi, il papiro risalirebbe al 1877 a.C. Gli storici hanno la testimonianza di una coincidenza tra calendario civile e solare; Censorino, un retore, nel 238-39 scrive il “de die natali” come regalo di compleanno per il suo mecenate in cui descrive le misurazioni del tempo di altri popoli, tra questi ci dice che un secolo prima (138-39) in Egitto fu fatta una grande festa perché i due calendari coincidevano e indica anche i consoli in carica. Il 139 diventa un punto fermo da cui datare ciò che è avvenuto prima.

A seconda della latitudine però la levata di Sirio cambia e si arriva ad avere un errore anche di 20-25 anni, se avessimo date precise molti dubbi sarebbero risolti. L’acqua primordiale del non essere è come se stazionasse ai bordi dell’universo sempre pronte a richiudersi. L’inondazione del fiume viene vista anche come l’arrivo di acque primordiali benefiche, non si preoccupavano mai di trovare l’origine del Nilo.

Altri ausili per la ricostruzione storica

Molto importante è la stele di Rosetta, la superficie rimasta ci presenta nella parte superiore lo scritto geroglifico; si può notare la pietra scavata vicino ad Assuan. Sotto si trova la scritta demotica. Questa stele ha aiutato Champollion; alcuni segni sono raggruppati da una corda annodata (cartiglio) che mette in evidenza il nome di un sovrano. Possediamo solo la parte centrale ed inferiore; la demotica e il greco si trovano sotto perché occupano meno spazio rispetto ai geroglifici. È un documento in onore di Tolomeo VI con il quale Champollion riuscì a decifrare i geroglifici.

Ci hanno trasmesso elenchi di loro re senza però il fine di fare storia, non conosciamo gli anni di regno effettivo o chi succedeva dopo un sovrano. Alcuni elenchi meritano di essere conosciuti perché famosi e in ordine corretto come la lista nel tempio di Abido, fatto costruire da Seti I (XIX dinastia), raffigurato insieme a Ramesse (futuro Ramesse II) ancora molto giovane (presenta il capo rasato e una folta treccia) che tiene in mano un papiro. C’è un elenco di sovrani prima di Seti I ridotti di numero per indicare in quale tradizione vuole inserirsi il suo regno. Il primo re storico era Nemer ma non c’è una testimonianza archeologica, è forse un nome ufficiale da connettere ad uno già conosciuto. Sono gli antenati gloriosi riconosciuti da Seti, vengono esclusi i sovrani dei periodi di mezzo, i conquistatori stranieri e figure scomode come regine e la famiglia di Akhenaten. È una forma di legittimazione del proprio regno.

Nesut indicava il termine “sovrano” e viene usato dopo la morte, prima erano chiamati re dell’Alto e del Basso Egitto. Il papiro di Torino è di fatto un gruppo di coriandoli, probabilmente è stato trasportato in un’anfora a cavallo. Questi frammenti, dopo lo studio di Gardiner, sono stati anche incollati sul vetro e ogni studio successivo deve spostarli virtualmente poiché è impossibile staccarli senza distruggerli. Fu scritto durante la XIX dinastia, dietro vi sono conti che permettono la datazione; questo elenco termina alla XVII dinastia e comprende anche dei e semidei che furono i primi sovrani. Nell’elenco dei re storici il papiro ha pochissimo, solo il nome di intronizzazione e quanti anni di regno; ogni tanto l’elenco si ferma e viene fatto un conteggio degli anni totali di un gruppo.

Manetone ha preso l’idea del raggruppamento in dinastie dagli Egizi stessi. Per alcuni re abbiamo anche il nome della casata e la capitale. Ci sono moltissimi nomi di re e può rivelarsi difficile collocarli. Almeno in un punto viene fatta una somma più ampia dal primo re a quel punto per un totale di 955 anni; è un calcolo verosimile per la fine dell’Antico Regno. La somma è lì perché si ipotizza fossero sensibili alla fase di passaggio della fine dell’età delle piramidi. Manetone ha sicuramente consultato liste regali.

Gli Annali sono un’altra categoria di elenchi, uno dei più famosi è la pietra di Palermo. Riferiscono gli eventi anno per anno. È una lastra di basalto scritta da entrambe le parti. Si pensa sia stata scritta alla fine della V dinastia. Recentemente altri frammenti sono stati trovati per VI e VII dinastia. È suddivisa in fasce orizzontali e caselle, una fascia ha la titolatura di un re ad identificare i suoi anni di regno; vi sono segnate le azioni di culto degli dei di ogni sovrano e una registrazione dell’altezza massima del Nilo in cubiti per scopi fiscali; ogni anno è specificato da un segno chiamato “renepet”.

La titolatura ufficiale di un re è di cinque nomi dalla IV dinastia. I nomi nel cartiglio (dell’elenco di Seti) sono gli ultimi due, nome di intronizzazione e il nome figlio di Ra “nome della nascita”.

L'importanza degli elenchi dinastici

Tutti i re d’Egitto sono stati scritti in questi elenchi, anche quelli di cui sappiamo solo il nome. Il papiro di Torino arriva alla XVII dinastia (manca forse solo la XVIII). Gli elenchi hanno sempre uno scopo preciso. La stele degli antenati risale indietro in una famiglia di sacerdoti di molte dinastie. Gli Egizi sono arrivati fino a Cartum, non hanno superato la quarta cateratta del Nilo (su sei partendo da nord), la prima si trova vicino ad Aswan. Vicino alla quarta c’era la sede del Nuovo Regno nella regione Kush appena conquistata. Nel Medio Regno controllavano direttamente solo fino alla seconda cateratta (parte settentrionale della Nubia, dove si trovavano guarnigioni dei soldati, Vamat).

L’Egitto proprio inizia ad Aswan e il capoluogo era Elefantina, sull’omonima isola. Adesso la zona di Abu Simbel è un grande lago e gli edifici sono stati spostati più a nord. L’acqua a nord di Aswan è diminuita rompendo l’equilibrio dell’inondazione annuale e il livello dell’acqua.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 27
Appunti Egittologia Pag. 1 Appunti Egittologia Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Egittologia Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Egittologia Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Egittologia Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Egittologia Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 27.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Egittologia Pag. 26
1 su 27
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/02 Egittologia e civiltà copta

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MatteoGhirlanda20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'Antico Egitto e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Rosati Gloria.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community