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Scienze politiche

Introduzione alla politica

Che differenza può fare la politica? Vari regimi politici, anche simili, possono presentare differenze: pace-guerra, libertà-oppressione (omosessualità, giornalismo), uguaglianza-disuguaglianza (servizi, istruzione, sanità, giustizia).

Aristotele e i filosofi greci

Aristotele e filosofi greci considerano la politica come strumento per costruire una società migliore, per rendere migliore l'uomo. Si chiedono quale sia la migliore forma di governo per realizzare ciò. Ne deriva che:

  • La politica è strettamente legata alla morale, alla virtù;
  • Politica e società sono la stessa cosa, la società si autogoverna, non c’è distinzione tra società civile e classe politica, le relazioni sono orizzontali, non verticali.

Le principali opere politiche di Aristotele sono "Politica" ed "Etica Nicomachea", volte alla comprensione della politica. Divide cose umane, spiegabili solo parzialmente, da cose divine, scienze e discipline che studiano fenomeni sempre veri. Delle "cose umane" analizziamo l’organizzazione della società, i costumi dell'uomo, come creare uomini virtuosi.

Aristotele pensa che ogni persona tende naturalmente a vivere in una comunità, dalla famiglia (unità minima per sopravvivere), al villaggio (unione di più famiglie -> suddivisione funzionale dei ruoli necessari alla sopravvivenza), alla polis (aggregazione di più villaggi, comunità politica). La comunità politica è perciò naturale: "l'uomo è un animale politico, dotato di ragione".

All'interno di ogni comunità vi sono diversi rapporti di potere:

  • Famiglia -> paterno (potere che il padre esercita nell'interesse dei figli);
  • Servo-padrone -> dispotico (relazioni in cui gli interessi tutelati sono quelli del padrone, il servo non ha diritti; il rapporto è fondato sulla violenza, il servo viene punito se non obbedisce);
  • Politica -> politico (rapporto complesso che unisce governato e governante, nell'interesse di entrambi; la legittimità si basa sul consenso).

Il fine ultimo della politica è il bene comune, migliorare gli individui, renderne possibile la realizzazione. Punti fondamentali del pensiero di Aristotele sono:

  • Visione benevola della natura umana;
  • Identificazione del bene comune come fine ultimo della politica.

Politica come: convivenza pacifica, stato naturale, arte di governo.

Hobbes e il Leviatano

Hobbes: "Il Leviatano", 1951. Tre anni prima finisce la guerra dei trent’anni con la pace di Vestfalia. Lo scrive perché vuole si eviti di scatenare altre guerre di religione. Osserva due problemi:

  • La religione può essere causa di guerra, bisogna separarla dalla politica;
  • La politica può essere violenta.

Ha una concezione negativa dell'uomo, dell'antropologia: non tende naturalmente a vivere insieme pacificamente, ma è mosso da bassi istinti: sete di guadagno (competizione per risorse scarse -> conflitto), ansia di sicurezza (paura, nessuno può essere sicuro, siamo tutti uguali, il più debole può uccidere il più forte, siamo una minaccia gli uni per gli altri "homo homini lupus"), vanagloria (desiderio di essere conosciuti e rispettati).

Elabora quindi la concezione di Stato di natura: non c’è morale, non c’è legge, l'etica non si applica alla politica. Soluzione: bisogna rispettare la pace, i patti presi, e tutti gli individui devono rinunciare a ciò che possiedono. Per risolvere il disordine che caratterizza la natura serve un artificio, il leviatano, composto da tutti gli individui, che fanno un patto di unione: rinunciano a parte della propria libertà per creare un essere dal potere immenso, mantengono una sfera privata di libertà, ma nel pubblico seguono regole, ecc.

Il Leviatano (lo Stato) risolve i conflitti che caratterizzano lo stato di natura e rappresenta gli interessi di tutti. Per Hobbes quindi, la politica serve per promuovere la pace e l’ordine. Tuttavia, se gli individui sono così deboli e lo Stato così forte, si potrebbe pensare che essi siano in un rapporto di sottomissione nei confronti dello Stato. Questo problema viene risolto con il principio di rappresentanza: gli individui non sono sottomessi allo Stato, poiché essi hanno sottoscritto un patto di unione e non di sottomissione, ragion per cui il Leviatano, ovvero lo Stato, opererà per gli interessi degli individui. La politica è quindi, nella visione di Hobbes, lo strumento di pacificazione delle relazioni, strumento che richiede però sacrificio.

Politica come: convivenza pacifica, artificio.

Machiavelli e la sua visione ciclica

Machiavelli: "Il Principe" e "I Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio". Ha una visione ciclica della storia: le comunità politiche attraversano momenti di splendore e decadenza, in quelli di decadenza può emergere una persona che riporti lo Stato allo splendore. La politica è regno della fortuna, del caos. Soluzione: la buona politica, che mira a creare l'ordine, si basa sull'esercito e sulle buone leggi (che creino un esercito di cittadini -> combattono per se stessi, per la propria libertà). Combattere è virtuoso, la buona politica è esercizio della virtù, della guerra.

Politica come: conflitto.

La scienza politica

Premessa: la scienza politica, in quanto scienza, si basa su affermazioni che devono essere comprovate nella realtà. Sforzo deduttivo: si parte da ipotesi per trovare una legge verificabile nella realtà (≠ induttivo: da esperienze a legge). Lo scopo della scienza è quello di spiegare, non di indicare ciò che sia meglio, cioè osservando i fenomeni individuarne le relazioni di causa-effetto. È scorretto un approccio normativo (indicare quale sia la cosa migliore), i giudizi devono essere valutati attentamente. Vi sono due tipi di giudizi:

  • Di fatto: osservazione obiettiva della realtà, può essere confermata o smentita (il politologo si basa sulla realtà -> es: le democrazie non si fanno guerra tra loro);
  • Di valore: presuppone la conformità o meno di un fenomeno a una norma, cioè esso può risultare buono o cattivo.

Definizione empirica di politica

Definizione empirica di politica:

  • Indica caratteristiche necessarie e ricorrenti: la politica deve dare una risposta alla convivenza, gestisce i rapporti tra individui diversi, attraverso le regole rende conforme e prevedibile il comportamento di altri.
  • Stabilisce confini con altri ambiti: economia (gestione dei lavoratori); sociologia (fake news); etica e morale (etica della convinzione -> opinione di ogni persona su giusto/sbagliato VS etica della responsabilità -> leader politico è responsabile per molte persone diverse -> valori diversi [giustizia vs sicurezza, es: attacco fra due Stati]).

Tre ambiti della politica

Possiamo distinguere tre ambiti della politica: politics, polity, policy.

Politics (politica vera e propria)

Politics: insieme delle architetture del potere, di processi, azioni o attività riguardanti l’ottenimento e l’uso del potere; cioè riguarda i rapporti tra attori politici (partiti, leader, elettori, gruppi di pressione).

Caratteristiche del rapporto politico:

  • La politica punta all'interesse pubblico, diversamente da attori economici che mirano alla massimizzazione dell'utile (investimenti per i vantaggi dei cittadini, non per il profitto);
  • Pluralismo -> le decisioni sono prese da più attori (partiti) VS Monismo -> rappresenta una sola porzione di società (re, famiglia, classe sociale);
  • Ricerca del consenso anziché della soluzione ottimale;
  • Rapporto politico si basa sull’autorità e non sullo scambio (come nella polis).

Ciò che sta in tutte le definizioni di politica è la ricerca del potere -> capacità di cambiare il comportamento di altri. La specificità di tale potere si esplicita nella presenza di un’autorità; chi subisce l’autorità non ha altra scelta che obbedire. La politica stabilizza questo legame nel tempo, è necessario che chi comanda ottenga la conformità di chi è comandato. Come fa il potere a perdurare nel tempo? Sono necessarie due condizioni:

  • Potestas (potere vero): risorse di varia natura (economiche, ideologiche/convinzioni -> le ideologie hanno il potere di definire ciò che è bene o male, fisiche di coercizione -> istanze economiche, giuridiche).
  • Auctoritas: legittimità -> 3 forme
  • Credibilità e carisma dell’autorità (es: pago le tasse perché poi mi mandano le cartelle o perché ritengo che sia giusto?). Weber ritiene che tutte le forme politiche debbano possedere una legittimità carismatica (principio carismatico). Il governato crede che il governante possieda delle caratteristiche superiori alle sue. Il leader carismatico può fare quello che vuole, l’apparato amministrativo è costituito da dipendenti.
  • Legittimità del potere determinata dalla tradizione (es. Luigi XIV). L’apparato amministrativo sarà costituito da servitori, dalla corte.
  • Legittimità legale: legittimazione determinata dalla legge, che ci impone di obbedire, ma pone dei limiti a colui che governa, che dunque ha un potere tendenzialmente limitato. Vantaggi -> chi è governato è tutelato. Amministrazione pubblica composta da burocrati competenti, funzionari di Stato ed esecutori della legge (es: magistrati).

La scienza politica riguardo la politics studia:

  • Natura del potere
    • Forme e modalità di partecipazione al potere (democrazia, autoritarismo);
    • Risorse (potestas) (es: strumenti per ottenere il consenso -> coazione (violenza), distribuzione dei beni economici);
    • Legittimità (auctoritas) carismatica, tradizionale, giuridico-legale; in base a queste forme lo Stato si può organizzare in modi differenti.
  • Distribuzione del potere
    • Più o meno eguale: più o meno centri di potere (centrale -> FR VS federale -> USA);
    • Pochi partiti o un partito solo.
  • Limiti e modalità di esercizio del potere: chi possiede il potere ha dei limiti (es: rispetto delle libertà fondamentali) -> logica della stabilizzazione del comando (es: democrazia limiti forti imposti al potere).

Due filoni di studio riguardo l’esercizio del potere

  • Regimi politici: studiano le architetture del potere (es: diritto costituzionale), le loro modalità di funzionamento, i tipi di regime (regime parlamentare, presidenziale, semi-presidenziale). Studio statico, poiché i regimi politici cambiano più lentamente; si basano infatti sulla costituzione o sulla tradizione.
  • Attori e processi: partiti e i leader politici, gruppi di pressione, elettorato. Chi agisce in politica, secondo quali principi e modalità. Studio molto più dinamico.

Polity

Polity: definizione di identità e confini di una comunità politica. Qual è il principio che rende una comunità politica tale? Qual è il legame che definisce la comunità?

Identità:

  • Nazionale: storicamente il principio di nazione ha permesso la formazione di alcuni Stati, unendo comunità differenti; al tempo stesso tale principio ha anche creato delle difficoltà (es. Jugoslavia).
  • Religiosa (es: Israele, India e Pakistan).
  • Linguistica: una comunità politica può essere definita in diversi modi, talvolta incoerenti (mix etnico-religiosi possono creare problematiche).

Eccezioni:

  • Forme politiche multinazionali (es. impero austroungarico -> non era fondamentale la tua nazionalità, ma ciò che contava era la fedeltà all’imperatore. Questo tipo di forme di governo sono molto rare nella storia);
  • Forme politiche multilivello (es. Unione Europea -> governance divisa tra diversi centri di potere).

La maggioranza delle politics avrà molteplici elementi di frattura. Chi sono i cittadini, coloro che hanno dei diritti e dei doveri? (es: qual è il principio che ci rende italiani?)

  • Ius sanguinis: figlio di genitori italiani;
  • Ius soli: nasce in un determinato territorio (es. FR).

Confini

Confini (creare un gruppo significa escludere altri individui; i confini costituiscono, definiscono lo Stato):

  • Sacralità dei confini: in Europa i confini sono frastagliati, poiché rispecchiano delle ferite dei vari paesi, e risultano quindi testimoniare la sacralità dello Stato. Il suo valore è fondamentale; differenzia chi è dentro e chi si trova fuori, chi è amico e chi è (potenzialmente) nemico. Gli Stati non accettano ingerenze (principio di Vestfalia), i confini sono fondamentali e devono essere controllati dallo Stato.
  • Grado di chiusura: presenta una sorta di ipocrisia -> la comunità politica vanta un determinato controllo dei propri confini, che nella realtà può anche essere basso (es. Corea del Nord vs USA).

Lo Stato

Il locus tipico della comunità politica è lo Stato (nato nel 1500, si impone come forma politica dominante). Da esperienza europea si diffonde in tutto il mondo, viene esportato grazie alla colonizzazione. Non ci sono forme politiche differenti dallo Stato oggi, qualsiasi comunità politica che vuole autonomia rivendica un proprio Stato (persino l’ISIS ha rivendicato un califfato, uno Stato).

Definizioni di Stato

  • Più alta espressione di potere politico. Lo Stato non riconosce alcun rivale, nessun’altra forma di potere può competere con lo Stato. Chi sfida l’autorità dello Stato è fuori legge (Mafia vs Stato -> entrambi hanno potere coercitivo, ma lo Stato si definisce come legittimo). La caratteristica principale è la sua capacità di imporsi su qualsiasi forma alternativa. I cittadini devono rendere conto solo allo Stato. Il potere spirituale (papato) è stato un ostacolo e una forma alternativa di potere che ha causato attriti. Lo stesso vale per il potere sociale (feudalesimo), basato su scambio e rapporto di fedeltà.
  • Istituzione che detiene il monopolio legittimo della violenza (Weber). Lo Stato può accettare che esistano dei centri di potere che abbiano forme di violenza (organizzazioni criminali), ma non può accettare che essi siano legittimati e considerati normali. Lo Stato è regolamentato dalla legge, che dunque lo legittima.
  • Arbitro ultimo nella soluzione delle controversie (Hobbes, Leviatano). Lo Stato è pacificatore, garantisce una vita pacifica (magistratura, polizia).
  • Organizzazione che controlla la popolazione su un dato territorio.

Caratteristiche dello Stato

  • Diverso da altre organizzazioni: si occupa di politica (caratteristica che solo lui possiede); regola la società civile; è superiore a tutti.
  • Autonomo, quindi sovrano: la sovranità impone l’assenza di interferenze ed ingerenze.
  • Centralizzato: la titolarità del potere è unica; un solo governo, un solo capo di Stato, ecc. (es. Francia; eccezioni -> Stato federale, es: USA).
  • Le sue parti sono coordinate: essendo centralizzato, le sue parti (dicasteri, ministeri) sono coordinate e collegate alla burocrazia, un apparato complesso; sfruttano un meccanismo amministrativo più efficiente di quello medievale -> storicamente la burocrazia è fondamentale per la costituzione dello Stato.

Evoluzione dello Stato

Evoluzione dello Stato:

  • Nasce nel 1500 da un processo di consolidamento amministrativo e territoriale. Può nascere per espansione o aggregazione. In che modo il sovrano riesce a maturare capacità amministrative? Vengono innescate dalle guerre, con le quali i sovrani si espandono. Necessitano quindi di eserciti, professionisti della guerra. Nascono i grandi eserciti e i soldati professionisti. In seguito anche le forze di polizia interna e la magistratura.
  • Stato-Nazione: fine '700 Stati assoluti -> rivoluzioni francese ed americana -> il leviatano deve concedere il diritto di rappresentanza alle persone, il sovrano deve ascoltare le esigenze del popolo. Chi è il popolo? Il popolo è definito nel concetto di nazione.
  • Espansione e crisi (1900): prima lo Stato si limitava alla giustizia e alla difesa, poi si adopera anche per la società e l’economia -> partecipa alle grandi imprese nazionali, fornisce dei servizi sociali (welfare, istruzione, sanità pubblica) per far fronte ai drammi causanti dai conflitti mondiali, ma dagli anni '70 per finanziare i servizi si indebita, rischiando il fallimento.

Due metodi di analisi della polity

  • Prospettiva Statica: analizziamo la comunità politica in un dato momento -> festività laiche, eventi importanti per la polity, modalità di inclusione ed esclusione (cittadinanza) -> ripercussioni forti sulla vita dei cittadini e della società intera, divisibile in vari gruppi, tra i quali emergono quelli su base etnica.
  • Prospettiva dinamica: come cambia la polity nel tempo.

Aspects interni: in che modo i politici manipolano (in modo positivo, usano) la retorica, la storia e le politiche per cambiare la polity (es: plurilinguismo in un paese -> inserimento del bilinguismo), dunque le cause che portano al cambiamento delle caratteristiche che definiscono un gruppo.

Aspects esterni: impatto del cambiamento delle polity sul contesto internazionale -> possono contrarsi o espandersi (il mondo è frammentato in quasi 200 Stati, le relazioni internazionali cambiano di conseguenza). Viceversa, le relazioni internazionali modificano le polity -> la comunità internazionale può creare o eliminare le polity, stabilendone i confini (es: ex Jugoslavia realizzata artificialmente).

Policy

Policy: politiche pubbliche; decisioni, provvedimenti presi dagli attori politici; essenza del governo, risultato ultimo della politica, output della politica. La società ha delle richieste da fare alla politica e la modalità con cui essa gli risponde costituisce le politiche pubbliche.

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Appunti_Unicatt di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Locatelli Andrea.
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