LA RICERCA POLITICA COMPARATA:
Uno degli obiettivi principali dell’analisi della politica era la ricerca del modello di organizzazione politica
ideale della società, sulla base di prime classificazioni delle forme di governo, da Aristotele (Monarchia,
Aristocrazia, Democrazia) a Montesquieu (Monarchia, Repubblica, Dispotismo). Oggetto di interesse erano
anche e questioni relative al potere: gli autori effettuavano confronti tra le forme di potere del loro tempo,
analizzandone sia le modalità di conquista, conservazione o esercizio (Machiavelli), sia i problemi relativi alla
sua concentrazione e ai limiti a cui il potere stesso doveva essere soggetto. In tempi relativamente più
recenti, con lo sviluppo del liberalismo costituzionale, ci si comincia a chiedere perché le costituzioni sono
diverse, come vi influisce la natura umana, quale sia il ruolo della leadership. Montesquieu attribuiva queste
differenze al clima, alla collocazione geografica, alle origini dei popoli; Martineau e Tocqueville analizzavano
le differenze direttamente sul campo, viaggiando negli Usa; gli elitisti italiani Mosca, Michels e Pareto, si
soffermarono sul ruolo delle classi politiche, delle oligarchie e delle élite.
IL COMPORTAMENTISMO: Il comportamentismo, sviluppatosi specialmente dagli inizi del XX secolo,
rappresenta una rivolta di ispirazione positivista contro il formalismo giuridico e la subordinazione delle
scienze sociali alla filosofia politica e agli studi storici. Per un altro verso, il comportamentismo indirizza
l’interesse degli scienziati sociali verso la descrizione dei comportamenti umani effettivi e osservabili. I partiti,
i gruppi di interesse e di pressione, le amministrazioni locali, il comportamento elettorale e amministrativo, i
processi di cambiamento, sono tutti oggetto di indagine. La Scienza politica riesce dunque a sganciarsi dal
diritto, dalla filosofia e dalla storia, entrando in una fase prolifica di teorie generali nel campo socio-politico.
Si assiste a notevoli cambiamenti in campo politico: una crescente massificazione, ossia le masse si
affacciano sulla scena politica attraverso i processi di democratizzazione che nel corso del XIX secolo le
coinvolgono sempre di più, attraverso nuove forme di mobilitazione e partecipazione politica. La nascita di
costituzioni che limitano il potere politico e dividono i poteri, la crescita del suffragio, l’ampliamento dei diritti
politici, lo sviluppo di parlamenti e governi, i partiti di massa. La terza forma assunta dall’espansione della
politica è stata poi la crescita numerica degli Stati: guardare agli altri è anche un modo per conoscere meglio
se stessi, e dunque lo studio della politica usufruisce delle tecniche comparative. La scienza politica, così, fa
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