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Scienza delle finanze

Introduzione

La Scienza delle finanze, o Economia pubblica, è la disciplina economica che studia il ruolo dello Stato nelle economie di mercato, con particolare riguardo alle entrate ed uscite, rappresentate nel bilancio dello Stato.

Il ruolo dello Stato

Allocazione: utilizzo delle risorse raccolte (attraverso il prelievo fiscale) per la fornitura di beni e servizi (difesa, ordine pubblico, sanità, …) ed anche l’attività di regolamentazione del mercato.

Redistribuzione: correzione delle risorse (reddito e ricchezza), realizzata prevalentemente attraverso le entrate (prelievo fiscale) ed uscite (trasferimenti/servizi) tra la popolazione.

Stabilizzazione: attenuazione delle fluttuazioni del prodotto/reddito nazionale. Attraverso gli strumenti di bilancio, lo Stato regola il livello dell’attività economica, garantendo il pieno impiego ed il controllo dell’inflazione.

Il ruolo dello Stato può essere diretto/indiretto nella produzione e nel consumo (infrastrutture, servizi, sussidi, finanziamenti, spese per acquisto di beni, …). In base all’intensità di svolgimento delle varie funzioni e le relative priorità si può distinguere tra Stato minimo, di mezzo e interventista. Per misurare le dimensioni del settore pubblico, l’indicatore più utilizzato è il rapporto tra spesa pubblica e PIL.

Lezione 1 – Le ragioni dell'intervento pubblico in economia

Richiami di economia del benessere

  • Definizione di efficienza paretiana.
  • La condizione di efficienza paretiana nello scambio e nella produzione.
  • La curva dei contratti.
  • La scatola di Edgeworth.

Ipotesi: due individui A e B; due beni X e Y; due fattori di produzione, K e L. Efficienza paretiana nella produzione: la produzione avviene in maniera efficiente quando non è possibile riallocare i fattori di produzione per produrre unità aggiuntive di un bene senza diminuire la quantità prodotta dell’altro bene. MRTSx = MRTSy condizione soddisfatta lungo tutta la curva dei contratti OxOy ma non sufficiente a stabilire l’efficienza del sistema economico. Garantita la produzione efficiente, quale condizione garantisce anche che sia efficiente l’allocazione di risorse x e y tra gli individui A e B? (guarda la definizione di efficienza paretiana nello scambio).

Il grafico che segue è una “scatola di Edgeworth”:

  • La base (asse orizzontale; ascisse) rappresenta la quantità totale di fattore di produzione L presente in questa economia e come viene allocato per produrre bene X e bene Y.
  • L’altezza (asse verticale; ordinate) rappresenta la quantità totale di fattore di produzione K presente in questa economia e come viene allocato per produrre bene X e bene Y.
  • Punto di partenza: 1. Riallocando i fattori di produzione K e L, da 1 è possibile aumentare la quantità prodotta di X a parità di Y muovendosi lungo l’Isoquanto IQY1 oppure aumentare la quantità di Y a parità di X muovendosi lungo l’Isoquanto IQX1.

Ne consegue che 1 non è un punto di produzione efficiente in senso paretiano. Nei punti 2 o 3 invece: La condizione PE1 è soddisfatta lungo l’intera «curva dei contratti» OXOY. Ma questa condizione PE1 non è sufficiente a stabilire l’efficienza del sistema economico.

Definizione di efficienza paretiana nello scambio

Lo scambio avviene in maniera efficiente quando non è possibile allocare le risorse (i beni X e Y) per aumentare l’utilità di un individuo senza diminuire l’utilità di un altro individuo. MRSa=MRSb condizione soddisfatta lungo tutta la curva dei contratti OaOb ma non sufficiente a stabilire l’efficienza del sistema economico.

Il grafico precedente è una scatola di Edgeworth:

  • La base rappresenta la quantità totale di bene X presente in questa economia (e prodotto in maniera efficiente con i fattori K e L) e come viene allocato tra gli individui A e B.
  • L’altezza rappresenta la quantità totale di bene Y presente in questa economia (e prodotto in maniera efficiente con i fattori K e L) e come viene allocato tra gli individui A e B.
  • Punto di partenza: 1. Riallocando le quantità di beni X e Y tra i due individui attraverso lo scambio, da 1 è possibile aumentare l’utilità dell’individuo A a parità di utilità dell’individuo B muovendosi lungo la curva d’indifferenza IB1; oppure aumentare l’utilità di B a parità di utilità dell’individuo A, muovendosi lungo la curva d’indifferenza IA1.

Il punto 1 quindi non è un punto di scambio efficiente in senso paretiano. Nei punti 2 o 3 invece: La condizione PE2 è soddisfatta lungo l’intera «curva dei contratti» OAOB. Ma anche questa condizione PE2 non è sufficiente a stabilire l’efficienza del sistema economico.

L'economia è pareto-efficiente quando non esistono sprechi

Se il MRS è di 3X per 1Y (ogni individuo è disposto a rinunciare al consumo di una unità del bene Y solo se compensato con 3 unità aggiuntive del bene X) e il MRT è di 4X per un Y (per ottenere una unità aggiuntiva di bene Y, bisogna produrre 4 unità in meno di bene X), allora conviene diminuire la produzione totale di Y di una unità. In questo modo si possono produrre 4 unità aggiuntive di X. Le prime 3 unità di X servono a «mantenere costante l’utilità» (via MRS) dell’individuo a cui è stata sottratta l’unità di Y; in più avanza una unità di X che può aumentare l’utilità di qualcuno.

Ne consegue che l’efficienza generale del sistema economico richiede infine anche che: Questa condizione non è soddisfatta lungo la “curva dei contratti” OAOB, ma solo nei punti in cui la pendenza delle curve di indifferenza (MRS) è pari alla pendenza della frontiera delle possibilità produttive (MRT). Poiché i punti di partenza sono infiniti (ogni punto della frontiera FP è un possibile punto di partenza per costruire una diversa “scatola”), allora ad ognuno di questi punti corrisponderà un punto della “curva dei contratti” OAOB corrispondente ad un diverso livello di utilità. L’unione di tutti questi punti costruisce la “Grande Frontiera delle Utilità (UF)”.

Efficienza paretiana

Riassumendo le condizioni di:

  • PE1 → Produzione efficiente: uguaglianza dei saggi marginali di sostituzione tecnica tra i fattori di produzione (MRST).
  • PE2 → Scambio efficiente: uguaglianza dei saggi marginali di sostituzione (MRS).
  • PE3 → Efficienza complessiva: uguaglianza di MRS e MRT (saggio marginale di trasformazione, la “pendenza” della Frontiera delle Possibilità Produttive).

L’Economia del Benessere

È l’economia del benessere che individua le condizioni di efficienza economica (ottimo paretiano) partendo da una data distribuzione iniziale di risorse. Questa ricerca di solito non consente di individuare un solo ottimo sociale, ma infiniti. Interviene allora un principio di equità sulla base del quale è possibile pervenire a una scelta.

Ci concentriamo sullo scambio e ipotizziamo che ad ogni bene sia associato un prezzo: siamo in un’economia di mercato. Poiché i prezzi sono identici per i due individui, anche la pendenza del vincolo di bilancio (pari al rapporto tra i prezzi dei beni che vengono scambiati) è identico per entrambi.

Giustifichiamo l’intervento dello Stato sulla base dei due teoremi dell’economia del benessere. Supponiamo che l’allocazione iniziale delle risorse corrisponda a W e gli individui sono soggetti allo stesso vincolo di bilancio HK. Ciascun agente sceglierà il punto sul vincolo di bilancio che gli permette di raggiungere la curva di indifferenza più elevata (quindi di massimizzare la propria utilità).

Per ciascun agente, nel paniere di consumo ottimale, la pendenza della curva di indifferenza (MRS) è identica alla pendenza del vincolo di bilancio (rapporto tra i prezzi dei beni) → quindi, nel paniere di consumo ottimale, le curve di indifferenza dei due individui avranno la stessa pendenza. Infine, poiché i prezzi sono in equilibrio (“dati”) quando domanda e offerta si equivalgono, i panieri di consumo ottimale di A e B devono corrispondere ad uno stesso punto della scatola di Edgeworth (M). Ma il punto M sappiamo essere un punto pareto-efficiente (o un ottimo paretiano). Quindi…

Primo Teorema dell'Economia del benessere

Ogni equilibrio di mercato concorrenziale è un ottimo paretiano. Allora come si giustifica l’intervento pubblico in economia? Il primo Teorema dell’economia del benessere afferma che in concorrenza perfetta il sistema economico è sempre efficiente e non sono possibili sprechi. L’intervento dello Stato può essere giustificato dall’esigenza di correggere l’esito spontaneo del mercato per avvicinarlo alla condizione di concorrenza perfetta. Quando il mercato “fallisce” l’intervento dello Stato è giustificato.

I “fallimenti del mercato”: monopolio naturale (se uno dei due individui ha un potere di mercato tale da poter influenzare i prezzi), beni pubblici, esternalità (se i prezzi non comprendono tutte le informazioni riguardo ai benefici e ai danni delle due produzioni), asimmetrie informative (se i due individui non hanno le stesse informazioni rispetto ai beni che si scambiano). In questi casi lo Stato è giustificato ad intervenire in economia per garantire efficienza, rimuovendo le cause che impediscono il corretto funzionamento del mercato.

Inoltre, possiamo chiederci: è vero anche il contrario, cioè è possibile ottenere ogni ottimo paretiano come equilibrio di mercato? Consideriamo un ottimo paretiano nella scatola di Edgeworth (per esempio, M): questo equilibrio deriva da una allocazione delle risorse iniziali (W) e da una determinata coppia di prezzi, che definisce il vincolo di bilancio cui sia M sia W appartengono.

Se per qualche ragione l’equilibrio di mercato M fosse considerato “sbagliato” (nel senso: iniquo) a fronte invece di una allocazione Pareto-efficiente “migliore” M’, cosa potrebbe fare lo Stato? LO stato potrebbe decidere di redistribuire le risorse iniziali, che determinano il punto di partenza W, in modo tale che il nuovo equilibrio di mercato non sia più M ma M’.

Ogni punto che appartiene al vincolo di bilancio che passa per M’ è un opportuno nuovo punto di partenza W’. NB: ciò è vero se e solo se le curve di indifferenza sono convesse. Quindi →

Secondo Teorema dell'Economia del benessere

Se le preferenze di tutti gli individui nel mercato sono convesse, allora ogni allocazione Pareto efficiente è ottenibile come equilibrio di mercato a partire da opportune e non distorsive redistribuzioni iniziali delle risorse. Lo Stato può intervenire in economia, oltre che per garantire l’efficienza anche per garantire l’equità, per garantire che ci sia una distribuzione equa di benessere tra gli individui che compongono la società. Lo Stato è giustificato ad intervenire nell’economia anche con finalità redistributive, quindi se l’equilibrio di mercato concorrenziale prevede una distribuzione di benessere che lo Stato ritiene non equo, lo Stato utilizzando gli strumenti di ridistribuzione opportuni e non distorsivi è giustificato ad intervenire in economia per perseguire allocazioni più eque: il fatto che utilizzi strumenti opportuni e non distorsivi garantisce che questa distribuzione equa sia anche efficiente. Preferenze convesse vale a dire che un miscuglio di beni è preferito rispetto a consumare tanto di un bene e poco dell’altro.

Il PTEB afferma che il mercato conduce ad allocazioni efficienti. Ma nel mercato sono possibili infinite allocazioni efficienti e non è possibile stabilire quale tra queste sia preferibile o, in altri termini, sia più equa. Sono efficienti allocazioni in cui un solo consumatore ha tutto e sono efficienti allocazioni intermedie. L’equità è un criterio di scelta tra queste infinite allocazioni efficienti e dipende dalle preferenze della società.

Il STEB afferma che ognuna di queste allocazioni efficienti è raggiungibile: basta che lo Stato ridistribuisca le risorse iniziali in maniera non distorsiva e l’ottimo sociale potrà essere sia efficiente sia equo.

Giustificazioni dell'intervento pubblico in economia

  • Sulla base del PTEB lo Stato può intervenire per rimuovere le condizioni che rendono impossibile la concorrenza perfetta.
  • Sulla base del STEB lo Stato può intervenire per garantire che l’ottimo sociale risponda a determinati criteri di equità distributiva.

La scelta dell'ottimo sociale

Per scegliere tra gli infiniti punti della UF quello preferito dal punto di vista dell’equità serve ovviamente un criterio (filosofico, politico). In Economia, questo criterio è sintetizzato dalla Funzione di Benessere Sociale (FBS).

W = W (UA, UB) Indica il criterio in base al quale è possibile ordinare tutti i possibili stati sociali. Rappresenta i giudizi di valore di una società (di chi la governa) sulla distribuzione delle utilità.

Lo Stato può garantire sia efficienza che equità

Ma da cosa dipende la scelta del punto ottimo P? Possibili criteri:

1. FBS egualitaria

Il benessere collettivo è massimo quando ogni individuo della collettività gode dello stesso livello di benessere.

  • W = W (UA, UB) → UA = UB

Se vedo quattro individui che hanno quattro utilità diverse, il benessere sociale per me è nullo perché tutti hanno utilità diversa: il benessere sociale è il benessere che si crea quando tutti gli individui hanno la stessa utilità. Graficamente la funzione di benessere sociale non è una curva ma è data da una serie di punti che stanno sulla bisettrice: nel punto H tutti gli individui hanno U=20, nel punto P tutti gli individui hanno U=50 quindi P>H. Il punto H>E perché nel punto E uno dei due individui sta meglio ma non hanno la stessa utilità così come il punto Q. L’egalitario ci dice inoltre che se guardiamo il punto H e il punto Q, è preferito il punto H: perché nel punto Q stanno meglio entrambi ma non hanno la stessa utilità.

2. FBS rawlsiana

Il benessere collettivo è massimo quando è massimo il benessere dell’individuo che sta peggio (max-min).

  • W = W (UA, UB) → W = min (Ui), i = A, B

Se l’utilità degli individui è 20, 30, 50, 100 il benessere collettivo è pari a 20 perché al rawlsiano non interessa tanto che tutti abbiamo lo stesso livello di benessere ma che il benessere della società sia dato dal benessere dell’individuo che sta peggio. Possiamo avere un individuo povero e 3 individui ricchi, oppure 4 individui poveri uguali: per il rawlsiano queste due situazioni sono identiche perché il livello di benessere della società è dato dall’individuo che sta peggio. Graficamente le curve di indifferenza date dalla FBS hanno questa forma: se aumenta il benessere di un solo individuo ma non dell’altro, non cambia il benessere sociale; per cambiare il benessere sociale devo aumentare il benessere di entrambi. Lo spigolo di queste curve di indifferenza è sulla bisettrice, però non è detto. Il rawlsiano potrebbe preferire che ci sia una distribuzione a favore di una categoria di persone o dell’altra: poniamo che A=individui femmina, B= individui maschi. Se il rawlsiano ha una certa preferenza per il benessere delle femmine allora la semiretta lungo cui ci sono gli spigoli delle curve di indifferenza è inclinata a meno di 45 gradi; questo vuol dire che un guadagno di una unità di utilità da parte di una femmina vale di più rispetto al guadagno di una unità di utilità da parte di un uomo (al contrario se fosse più inclinata). Nel caso rawlsiano sulla bisettrice a 45 gradi che pesa allo stesso modo il benessere di tutti gli individui, il punto di ottimo sociale sarebbe lo stesso dell’egalitari. Se invece la bisettrice fosse stata meno inclinata, sarebbe stato un punto che associava più utilità alla donna rispetto agli uomini.

3. FBS benthamiana (utilitarista)

Il benessere collettivo è massimo quando è massima la somma delle utilità (felicità) dei singoli individui che la compongono.

  • W = W (UA, UB) → W = UA + UB

L’utilitarista dice che non è importante come è distribuito il benessere ma è importante la somma di questa utilità. Quindi che l’utilità sia distribuita in questo modo 20, 30, 50, 100 (=200) o che sia distribuita in questo modo 0,0,0,200 (=200) per l’utilitarista è la stessa cosa perché quello che conta è la somma delle utilità, non importa come sia distribuita. Graficamente la curva di indifferenza associata a questa funzione di benessere sociale ha questa forma: dal punto di vista del benessere sociale, un punto in cui un individuo ha tutto e l’altro non ha niente oppure una soluzione intermedia sono esattamente la stessa cosa. A seconda della forma della frontiera delle utilità UF, questo individuerà il punto di massima utilità sociale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anna221095 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Balduzzi Paolo.
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