A
PPUNTI DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO
(SISTEMI DI CONTROLLO) – SECONDO MODULO
ANNO ACCADEMICO 2019-2020
Sommario
AZIENDE DI SERVIZI .............................................................................................................................................. 2
IL GOVERNO DELLA RETE TERRITORIALE NELLE AZIENDE DI SERVIZI ............................................................................... 4
IL GOVERNO DELLA CAPACITA’ PRODUTTIVA NELLE AZIENDE DI SERVIZI ........................................................................ 7
LA MISURAZIONE DELLE PERFORMANCE NELLE AZIENDE DI SERVIZI ............................................................................10
CASO AZIENDALE – BELLE AIR CHARTER ............................................................................................................... 13
AZIENDE COMMERCIALI ...................................................................................................................................... 25
STRUMENTI DI CONTROLLO ECONOMICO NELLE AZIENDE COMMERCIALI ...................................................................27
STRUMENTI A SUPPORTO DEL PROCESSO DI PROGRAMMAZIONE NELLE AZIENDE COMMERCIALI .............................30
STRUMENTI DI GESTIONE DEI PUNTI VENDITA NELLE AZIENDE COMMERCIALI ............................................................34
CASO AZIENDALE – DAKOTA – PRODOTTI PER L’UFFICIO ...................................................................................... 36
AZIENDE SANITARIE ............................................................................................................................................ 49
DEFINIZIONE DEGLI OGGETTI DI CALCOLO .....................................................................................................................52
LA GESTIONE DEGLI SCAMBI INTENI NELLE AZIENDE SANITARIE ...................................................................................54
IL GOVERNO DEI PERCORSI ASSISTENZIALI NELLE AZIENDE SANITARIE .........................................................................56
CASO AZIENDALE - CROSWELL UNIVERSITY HOSPITAL .......................................................................................... 60
AZIENDE NON PROFIT ......................................................................................................................................... 69
SUPPORTO AL DECISION MAKING ..................................................................................................................................72
LA MISURAZIONE DELLE PERFORMANCE .......................................................................................................................77
MECCANISMI DI RESPONSABILIZZAZIONE FORMALE NELLE AZIENDE NON PROFIT ......................................................80
CASO AZIENDALE - ROSEMONT HILL CENTRO PER L’INFANZIA............................................................................... 82
AZIENDE CHE OPERANO PER PROGETTI ............................................................................................................... 93
IL CICLO DI VITA DEL PROGETTO.....................................................................................................................................94
IL CONTROLLO ECONOMICO ..........................................................................................................................................98
MECCANISMI DI RESPONSABILIZZAZIONE ...................................................................................................................102
CASO AZIENDALE - PROGETTO ALFA ...................................................................................................................103
CASO AZIENDALE - SHAD ....................................................................................................................................104
CASO AZIENDALE - GMA SOCIETA’ DI INGEGNERIA ..............................................................................................107
1
AZIENDE DI SERVIZI
La progettazione dei sistemi di controllo direzionale secondo un approccio contingente si sviluppa
come segue:
1. Si mettono a fuoco le caratteristiche dei contesti organizzativi (nel nostro caso le aziende di
servizi)
2. Si analizza l’impatto in termini di variabili di input, ovvero di fattori che condizionano la
progettazione dei sistemi di controllo direzionale
3. Si evidenzia l’impatto sulle caratteristiche dei sistemi di controllo direzionale inteso in
termini di struttura organizzativa, struttura informativa e processo.
Muovendo l’analisi dallo studio delle variabili di input, le due macro-tipologie di varabili che più
rilevano nelle aziende di servizio sono
• variabili tecnologiche: rilevano la complessità dei processi produttivi, la programmabilità dei
processi produttivi e l’interdipendenza dei processi produttivi.
• variabili organizzative: rilevano la struttura organizzativa e la cultura organizzativa. 2
Le variabili tecnologiche nelle aziende di servizi
Sono caratterizzate da:
• elevato grado di complessità
• elevato grado di interdipendenza
• elevato livello di programmabilità in quanto non è possibile conoscere ex ante le relazioni di
causa-effetto tra contenuti dell’attività e impatto sull’output del servizio offerto. Inoltre, ex post
non è semplice misurare gli impatti esercitati dai processi erogativi sui risultati ottenuti.
I primi due aspetti sono collegati a tre elementi:
• la richiesta di servizi personalizzati implica un’elevata differenziazione dell’offerta e quindi la
difficoltà a standardizzare il processo di erogazione del servizio
• si ravvisano spesso fenomeni di congiunzione tecnica e commerciale
• la centralità dell’organismo personale nell’erogazione dei processi di servizio implica una elativa
unicità e non ripetibilità dei processi erogativi
Le variabili organizzative nelle aziende di servizi
• struttura organizzativa
o è una struttura organica in quanto è caratterizzata da un elevato grado di decentramento
decisionale. Questo implica la necessità di mettere a fattor comune obiettivi coesi e
condivisi all’interno della struttura
o con elevata articolazione territoriale: è legata alla necessità di espandere la rete
territoriale al fine di consentire una diffusione del servizio nelle aree geografiche target
• cultura organizzativa di gruppo: i risultati aziendali complessivi derivano da una sinergia
innescata dalle diverse componenti della struttura organizzativa fortemente decentrata 3
AUTOVALUTAZIONE
Quali variabili input condizionano maggiormente la progettazione dei sistemi di
controllo direzionale nelle aziende di sevizi?
Le variabili tecnologiche, in termini di elevata complessità, elevata
interdipendenza e limitata programmabilità dei processi produttivi.
Le variabili organizzative, in termini di struttura organizzativa organica con
elevata articolazione territoriale e di cultura organizzativa di gruppo.
La progettazione dei sistemi di controllo direzionale secondo un approccio contingente si focalizza
sulla messa a fuoco di alcune caratteristiche tipiche di determinati contesti organizzativi, quindi se
ne analizzano dapprima le variabili di input, in seguito le conseguenze che ne derivano sulla
progettazione del sistema con riferimento alla struttura organizzativa, alla struttura informativa e
al processo.
Gli aspetti di criticità che più caratterizzano la progettazione dei sistemi di programmazione e
controllo nelle aziende di sevizi sono tre:
• il governo della rete territoriale
• governo della capacità produttiva
• valutazione della dimensione intangibile delle performance
IL GOVERNO DELLA RETE TERRITORIALE NELLE AZIENDE DI SERVIZI
Rappresenta un elemento particolarmente importante nella progettazione dei sistemi di
programmazione e controllo in quanto, al fine di diffondere i processi di erogazione del servizio,
occorre diffondere parallelamente anche la rete territoriale nelle aree geografiche target. Ciò
implica elevati investimenti che si trasferiscono in un’elevata incidenza dei costi fissi operativi e
quindi in un elevato grado di leva operativa, ovvero in una elevata variabilità del risultato operativo
al variare dei volumi di attività.
Una volta determinato il dimensionamento della rete territoriale occorre sfruttare al massimo la
capacità produttiva così installata. Ciò tipicamente avviene attraverso un ampliamento e una
diversificazione dei servizi offerti.
Nelle aziende di servizi si distinguono tipicamente due tipologie di reti territoriali
• reti di distribuzione: occorre distribuire l’erogazione di un servizio nel territorio geografico
oggetto di azione. Esempio: trasporti ferroviari, energia elettrica, telecomunicazione. 4
Il focus è prevalentemente riposto sul controllo della rete complessivamente installata. Infatti,
all’interno delle reti di distribuzione vi sono elevati costi fissi di installazione e manutenzione
della rete distributiva. Ciò implica, in termini di struttura organizzativa del controllo, il
riferimento ai centri di spesa quali specifici centri di responsabilità per il governo della rete
distributiva. Governare la rete distributiva significa quindi valutare l’economicità della rete nel
suo complesso. Viceversa, vi è una limitata possibilità di valutare l’efficienza parziale di segmenti
della rete. Eventualmente è possibile fare riferimento a strumenti di benchmarking interno
fondati, ad esempio, su costi standard di investimento oppure su costi standard di
mantenimento.
Un ulteriore elemento qualificante le reti distributive si realizza nel caso di utilizzo della rete
distributiva per l’erogazione di servizi diversificati. In queste situazioni emergono rilevanti
fenomeni di congiunzione tecnica e commerciale che impattano sul sistema di misurazione n
quanto si rende necessario impiantare sofisticati sistemi finalizzare ad imputare i costi della rete
distributiva ai diversi servizi erogati.
Un ultimo elemento qualificante riguarda le situazioni in cui si aprono a nuovi operatori esterni
segmenti della rete distributiva. Tipicamente, avviene l’apertura del cosiddetto ultimo km,
ovvero della parte finale di rete che connette l’utente finale alla rete medesima. In queste
situazioni emerge l’esigenza amministrativa di cosiddetta separazione contabile dei diversi
segmenti di attività, fenomeno denominato con il termine unbunlding contabile.
• reti commerciali: occorre dotarsi di nuove unità locali a stretto contatto con i clienti. Quindi
l’espansione della rete territoriale tramite la rete commerciale avviene con l’apertura di nuove
unità locali a diretto contatto con i clienti. Esempio: banche assicurazioni, punti vendita delle
grandi distribuzioni.
In questi casi occorre governare levati costi di apertura di nuove unità locali, quindi gestire al
meglio le unità così installate. Si pongono così diverse esigenze:
esigenza di valutare la convenienza ad aprire una nuova unità locale di erogazione nel
territorio geografico target.
esigenza di valutare l’economicità della gestione delle unità locali attive nel territorio odi
riferimento.
esigenza di governare i rapporti tra la corporate centrale e la periferia rappresentata dalle
diverse unità locali di business.
A differenza delle reti distributive, nel caso delle reti commerciali emerge l’esigenza di valutare
l’economicità della gestione delle unità locali di business. Il focus non è tanto riposto
sull’economicità della rete complessiva quanto sul controllo delle singole unità organizzative
locali. A tal fine si fa tipicamente riferimento ai centri di ricavo o di profitto quali particolari
tipologie di centri di responsabilità utili per la responsabilizzazione e la valutazione delle unità
locali di business. Il riferimento ai centri di ricavo avviene quando il grado di decentramento
decisionale attribuito alle unità di business riguarda tipicamente leve quali prezzo di vendita,
volumi o mix di vendita. Viceversa, si fa riferimento ai centri di profitto quando si delega un
5
obiettivo complessivo di risultato che, oltre ad includere i ricavi, riguarda anche alcune
fattispecie di costi governabili dall’unità locale d business.
In secondo luogo, occorre governare i rapporti tra la corporate centrale e la periferia. Ciò
tipicamente avviene attraverso la definizione e l’implementazione di una accurata politica dei
prezzi di trasferimento volta a governare le relazioni di scambio tra i servizi centralizzati e le
unità locali di business.
Un esempio di regolazione dei rapporti tra centro e periferia si ha nel caso di reti di agenzie. Di
seguito si riporta la struttura di conto economico di agenzia. La prima riga evidenzia i ricavi
controllabili dall’agenzia in termini di prezzi di vendita, attività e mix di vendita, quindi si
rappresentano i prezzi di trasferimento che regolamentano l’acquisto di servizi centralizzati da
parte dell’agenzia locale. In terzo luogo, si evidenziano costi controllabili a livello di agenzia, ad
esempio il costo del lavoro. Quindi, il margine lordo di agenzia si calcola come differenza tra i
ricavi, i costi di trasferimento e i costi controllabili. Esso rappresenta un margine fortemente
controllabile a livello di agenzia e quindi tipicamente utilizzato per la valutazione delle
performance del direttore di agenzia. Segue un addebito di costi generali relativi o a costi di
agenzia o a costi centrali e di struttura, quindi si evidenzia un margine netto di agenzia che
rappresenta una configurazione di redditualità pena utilizzata per valutare non tanto le
performance del direttore di agenzia, quanto le performance dell’agenzia intesa come oggetto
di calcolo complessivo.
Un ultimo elemento particolarmente rilevante nel governo delle reti commerciali è dato dalla
valutazione del servizio erogato a livello delle unità locali di business. Questo è un elemento
particolarmente rilevante in relazione all’elevato grado di autonomia decisionale assegnato a
ciascuna unità locale di business. Data la natura intangibile del servizio occorre necessariamente
adottare un accurato sistema di valutazione delle performance in grado anche di evidenziare il
contributo offerto dal personale che opera a livello di agenzia nel contribuire al raggiungimento
delle performance dell’agenzia nel suo complesso.
AUTOVALUTAZIONE
Come declinare la responsabilità di gestione delle reti territoriali nel disegno della
struttura organizzativa del controllo? 6
Occorre distinguere le reti distributive rispetto alle reti commerciali. Tipicamente
infatti le reti distributive rappresentano un centro di spesa, mentre le reti
commerciali rappresentano un centro di ricavo o di profitto.
IL GOVERNO DELLA CAPACITA’ PRODUTTIVA NELLE AZIENDE DI SERVIZI
Tre fattori tipicamente generano un’elevata capacità produttiva e di conseguenza generano
significativi costi fissi di struttura. Questi fattori sono:
• presenza di una rete distributiva
• presenza di una rete commerciale
• presenza o meno di una capacità di offerta massima non ulteriormente espandibile
Questi fattori si combinano variamente nei diversi settori di attività.
RETE CAPACITA’ DI
SETTORE RETE DISTRIBUTIVA COMMERCIALE OFFERTA MASSIMA
ENERGETICO Sì Sì No
TELECOMUNICAZIONI Sì Sì No
AUTOSTRADE Sì No No
SERVIZI FINANZIARI No Sì No
SERVIZI DI TRASPORTO Sì No Sì
SERVIZI ALBERGHIERI No Sì Sì
In ogni caso, la presenza di almeno uno di questi tre fattori genera la necessità di installare una
determinata capacità produttiva e quindi impatta sulla presenza di alti costi di struttura.
Una volta compresi ii fattori sottostanti la necessità di installare una determinata capacità
produttiva nelle aziende di servizi, giova metterne a fuoco le specifiche esigenze di governo.
• Esigenza di dimensionare correttamente la rete complessiva, quindi i costi ad essi connessi,
facendo riferimento non solo alle unità organizzative locali, ma anche alla rete
complessivamente intesa.
• Esigenza di misurare e governare i costi di dei processi erogativi
• Esigenza di ottimizzare i ricavi
I sistemi di programmazione e controllo possono supportare il soddisfacimento di queste esigenze
con una serie di tecniche specifiche
• Analisi costi-volumi-risultato, analisi di break even, aiuta a dimensionare correttamente la
rete
• I sistemi di misurazione dei costi orientati all’attività, activity-based costing, aiutano a
misurare e quindi a meglio governare i costi dei processi erogativi
• L’ottimizzazione dei ricavi è supportata dalle tecniche di revenue management, altrimenti
definire come yield management 7
Esigenza di dimensionare correttamente la rete complessiva – analisi costi-volum-risultati
Tipicamente l’analisi costi-volumi-risultato aiuta all’interno delle aziende di servizi a svolgere una
riflessione di tipo statico che consente di
• definire i valori soglia minimi in termini di volumi di attività di equilibrio, necessario per
raggiungere il pareggio economico, oppure per realizzare il livello obiettivo di profitto
• calcolare il prezzo di equilibrio, anch’esso connesso o a un obiettivo di pareggio economico,
oppure a un obiettivo di profitto.
L’analisi costi-volumi-risultato può essere utilizzata anche in modo dinamico svolgendo al what-if-
analysis, finalizzata a verificare cosa succede al reddito a fronte di alternativi scenari di utilizzo della
capacità produttiva.
In ogni caso, l’analisi statica e l’analisi dinamica consentono di formulare ex ante l’impatto di
determinati obiettivi di attività in termini di redditività con riferimento alla copertura dei costi fissi
installati mediante una determinata capacit&
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