A
PPUNTI DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO
(SISTEMI DI CONTROLLO) – PRIMO MODULO
ANNO ACCADEMICO 2019-2020
S
OMMARIO
INTRODUZIONE .................................................................................................................................................... 2
LA PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI CONTROLLO DIREZIONALE .............................................................................. 3
LA GESTIONE PER OBIETTIVI: UN APPROCCIO SISTEMICO ..................................................................................... 14
UNA DEFINIZIONE DI GESTIONE PER OBIETTIVI (MBO)..................................................................................................14
LA GESTIONE PER OBIETTIVI: UN APPROCCIO SISTEMICO .............................................................................................15
LA GESTIONE PER OBIETTIVI E I SISTEMI DI CONTROLLO DIREZIONALE .........................................................................22
IL CENTRO DI RESPONSABILITA’ .....................................................................................................................................25
LA MAPPA DEI CENTRI DI RESPONSABILITA’ ..................................................................................................................27
LA TIPOLOGIA DI RESPONSABILITA’ ATTRIBUITA ...........................................................................................................28
LE TIPOLOGIE DI CENTRI DI RESPONSABILITA’ ...............................................................................................................28
CASO AZIENDALE – BULTMAN AUTOMOBILES INC. .............................................................................................. 33
CASO AZIENDALE – PIEDMONT UNIVERSITY ......................................................................................................... 43
I PREZZI DI TRASFERIMENTO ............................................................................................................................... 49
I PREZZI DI TRASFERIMENTO: DECISIONI E POSSIBILI OPZIONI ......................................................................................51
ESEMPIO E DISCUSSIONE: HORIZON PETROLEUM.........................................................................................................53
IL MODELLO DI ECCLES (M.A.P.).....................................................................................................................................58
APPLICAZIONE DEI PREZZI DI TRASFERIMENTO NELLE ORGANIZZAZIONI DI TIPO COMPETITIVO .................................62
APPLICAZIONE DEI PREZZI DI TRASFERIMENTO NELLE ORGANIZZAZIONI DI TIPO COOPERATIVO ................................64
CASO AZIENDALE – BIRCH PAPER COMPANY ........................................................................................................ 65
SISTEMI DI INCENTIVAZIONE ............................................................................................................................... 73
IL SISTEMA DI VALUTAZIONE .........................................................................................................................................74
IL SISTEMA DI INCENTIVAZIONE.....................................................................................................................................75
IL SISTEMA RETRIBUTIVO ...............................................................................................................................................77
LA MOTIVAZIONE ...........................................................................................................................................................79
PROGETTAZIONE E MECCANISMI DI INCENTIVAZIONE .................................................................................................83
MECCANISMI DI CONTROLLO ORGANIZZATIVO .................................................................................................... 86
LE DETERMINANTI DEL COMPORTAMENTO ORGANIZZATIVO ......................................................................................89
I MECCANISMI DI CONTROLLO ......................................................................................................................................92
LA PROGETTAZIONE DEL SISTEMA DI CONTROLLO ORGANIZZATIVO ............................................................................95
CASO AZIENDALE – CENTRAL HOSPITAL ............................................................................................................... 97
CASO AZIENDALE – CASO BUBBLE CLEAN ............................................................................................................103
CASO AZIENDALE – PACIFIC DUNLOP ..................................................................................................................110
1
INTRODUZIONE
Il corso si colloca in un percorso di studio e di approfondimento dei sistemi di controllo direzionali.
Approfondisce l’aspetto organizzativo per processi decisionali.
L’obiettivo è duplice
• Dimensione organizzativa dei sistemi di programmazione e controllo, quindi sul loro utilizzo come
strumenti di guida dei comportamenti organizzativi dei manager in azienda. Si parla di motivazione,
focalizzazione sugli obiettivi. Questi strumenti devono essere un punto di riferimento. Capire come
progettare strumenti di controllo direzionale che al di là del loro contenuto tecnico siano in grado anche
di porsi la domanda che tipo di messaggio diamo ai nostri interlocutori in azienda, che sostegno diamo
al loro processo decisionale, come li guidiamo verso gli obiettivi desiderati.
• Mettere a fuoco le specificità che i sistemi di controllo direzionale assumono in particolari contesti
aziendali. Devono adattarsi alle esigenze specifiche delle aziende in cui vengono utilizzati. In generale, è
possibile individuare dei fattori caratterizzanti sulla base dell’appartenenza dell’azienda a determinati
settori. Come gli strumenti di controllo direzionale devono adeguarsi per dare le migliori risposte alle
esigenze specifiche.
I MODULO
• I modelli per la progettazione dei sistemi di programmazione e controllo
• La gestione per obiettivi e i centri di responsabilità
• La gestione per obiettivi e il processo di goal setting
• I prezzi di trasferimento
• Il collegamento con i sistemi di incentivazione
• I meccanismi di controllo organizzativo
II MODULO
• Aziende di servizi
• Aziende commerciali
• Aziende pubbliche
• Organizzazioni non profit
• Aziende che operano per progetti
• Aziende sanitarie
• Piccole e medie imprese 2
L A PROGETTAZIONE DEI SISTEMI DI CONTROLLO DIREZIONALE
Cos’è un sistema di controllo?
È un meccanismo operativo dell’organizzazione che supporta l’attività di direzione, dove con attività
di direzione si intende il dirigere un’organizzazione guidandola a raggiungere gli obiettivi che si è
prefissata, che sono stati definiti e che devono essere raggiunti prendendo le decisioni giuste che
riconducano ai traguardi desiderati. Si tratta quindi di un meccanismo aziendale che aiuta chi si
occupa di direzione aziendale a prendere decisioni giuste e coerenti con gli obiettivi aziendali.
Possiamo definire il sistema di controllo come un insieme di strumenti di meccanismi, di processi
volti ad aumentare la probabilità che le persone assumano comportamenti adeguati al
raggiungimento degli obiettivi dell’azienda.
Stiamo parlando di comportamento delle persone, quindi non analizziamo i sistemi di controllo
direzionale solo dal pdv tecnico, degli strumenti, dei dati, delle informazioni, ma parliamo
dell’influenza che questi meccanismi hanno sui comportamenti. Dobbiamo fare in modo che le
informazioni che vengono prodotte diano alle persone i messaggi giusti, che le portino alle decisioni
corrette.
Le persone non possono avere un input a cui corrisponde automaticamente un output. Dobbiamo
capire in che modo la guida si traduce in modifica dei comportamenti.
Dobbiamo vedere i meccanismi di controllo non solo come sistemi che producono informazioni, che
elaborano dati, che governano strumenti come budget, reporting ecc., ma come sistemi mettono
insieme questi strumenti in un meccanismo unitario funzionale a guidare i decisori aziendali.
I meccanismi di controllo non sono gli unici elementi a guidare il comportamento delle persone
nell’azienda, ci sono altri fattori che determinano le decisioni:
• fattori individuali (etica, orgoglio, senso di responsabilità) che indirizzano una persona a fare le
cose in un certo modo per propri stimoli personali interni coerenti con ii valori di riferimento
obiettivi individuali
• appartenenza a un gruppo, ossia un gruppo che si identifica per dei valori comuni, per una
cultura professionale comune. Hanno una filosofia condivisa che li spinge ad agire in maniera
coerente con i valori del gruppo stesso, pena sanzioni formali o esclusione dal gruppo stesso. Ci
sono queste pressioni sociali che possono servire come stimolo ai comportamenti
obiettivi dei gruppi o delle unità organizzative
• meccanismi di controllo direzionale: quelli che formalmente vengono strutturati dall’azienda
stessa e che fanno in modo di indirizzare i comportamenti verso gli obiettivi dell’impresa
obiettivi dell’impresa 3
Dobbiamo fare in modo che questi tre sistemi di obiettivi si sovrappongano il più possibile. In questo
caso la decisione che viene presa soddisfa le esigenze sia dell’individuo, sia del gruppo di cui fa parte,
sia dell’impresa. I meccanismi progettati dall’azienda formano il sistema controllo direzionale,
insieme i meccanismi di influenza dei comportamenti individuali e sociali formano il controllo
organizzativo, ossia tutti quei meccanismi che congiuntamente contribuiscono a definire il sistema
di comportamento organizzativo dei responsabili aziendali.
Obiettivi di
Obiettivi gruppi o unità
individuali organizzative
Obiettivi
dell’impresa
Perché spesso questa sovrapposizione non si realizza? Perché si verificano delle incongruenze
• Problema di informazione: non si conoscono esattamente quali sono le attese dell’azienda o i
comportamenti che l’azienda richiede, quindi non si è in grado di definire una linea d’azione
coerente. C’è quindi inconsapevolezza delle priorità aziendali e degli obiettivi veri che l’azienda
deve perseguire e il contributo che ciascuno può dare ad essi.
Esempio: direttore di produzione che si preoccupa di massimizzare l’efficienza del reparto,
quindi spinge per saturare la produzione, però si trova a operare in un’azienda con un mercato
matura e una saturazione della domanda. Questo genera un’eccedenza di magazzino con tutti i
suoi rischi e costi.
Esempio: direttore commerciale che vende a clienti poco solventi o utilizza la dilazione
commerciale quando l’azienda si trova in una situazione di liquidità scarsa.
• Insufficiente motivazione: non c’è più tutta la buona fede del caso precedente. Si è consapevoli
dei comportamenti corretti da porre in essere per raggiungere le finalità aziendali ma non viene
data loro la giusta priorità. Risulta più forte lo stimolo a perseguire obiettivi individuali o sociali,
piuttosto che perseguire gli obiettivi organizzativi. Ci si trova quindi a privilegiare scelte che non
sono giuste per l’azienda.
• Limiti nelle capacità e conoscenze: pur conoscendo gli obiettivi e i comportamenti richiesti
dall’azienda, non si ha la possibilità di realizzarli. Il problema non può essere affrontato dai
sistemi di controllo. 4
I primi due punti possono essere risolti con un corretto intervento del sistema di controllo
direzionale: fornire correttamente le informazioni utili al processo decisionale, individuare gli
obiettivi che ciascun operatore deve privilegiare, individuare ricompense ecc. Questi aspetti
possono aumentare l’incidenza, l’allineamento dei sistemi di obiettivi.
Una volta definita la funzione principale del sistema di controllo direzionale, occorre vedere come
progettare questo meccanismo. Il problema è che non esiste un sistema di controllo ottimale da
applicare a ciascuna realtà aziendale. Si è quindi sviluppato in letteratura un filone di contingecy
theory in cui gli studiosi esaminano le relazioni tra fattori di input (ambientali, di contesto o anche
relativi all’organizzazione) e il sistema di controllo che consente di meglio supportare l’attività di
governo aziendale. La contingency theory mette in relazione i cosiddetti fattori di input, fattori di
scenario interno o esterno all’azienda, con il sistema di controllo. I fattori di input definiscono quindi
le caratteristiche del sistema di controllo che così può essere messo in grado di generare alcuni
output, quindi di produrre i risultati aspettati.
Vediamo un modello di riferimento significativo sviluppato da Brunetti del 1979. Definisce
l’articolazione e le componenti del sistema di controllo, ii fattori di input che devono essere utilizzati
per progettare il sistema di controllo e i fattori di output, ossia i benefici che il sistema può fornire.
SISTEMA DI CONTROLLO
INPUT OUTPUT
DIREZIONALE
STRUTTURA
VARIABILI AMBIENTALI GUIDA E INDIRIZZO
ORGANIZZATIVA
VARIABILI TECNOLOGICHE STRUTTURA INFORMATIVA MOTIVAZIONE
VARIABILI STRATEGICHE PROCESSO COORDINAMENTO
VARIABILI ORGANIZZATIVE FEEDBACK
Vediamo come è fatto un SISTEMA DI CONTROLLO DIREZIONALE. Ha tre elementi, due statici
(struttura organizzativa e informativa) e uno dinamico che stabilisce il funzionamento del
meccanismo (processo).
• Struttura organizzativa: insieme di individui o di unità organizzative le cui performance sono
sottoposte a un processo di misurazione formale e che quindi si qualificano come centri di
responsabilità. La struttura organizzativa del sistema di controllo direzionale si modella sulla
struttura organizzativa aziendale e, in particolare, prende come nodi della sua rete, come punti
di riferimento per le sue attività, quelle unità organizzative che hanno la qualifica di centro di
5
responsabilità. Il centro di responsabilità è un’unità organizzativa costituita da un gruppo di
persone che opera sotto la guida di un responsabile impiegando determinate risorse assegnate
per ottenere obiettivi predefiniti. A questi centri viene assegnata la responsabilità di raggiungere
un dato obiettivo in modo autonomo, delegando ai responsabili la scelta di come raggiungere
l’obiettivo combinando le risorse messe a disposizione dall’azienda. Abbiamo un binomio
inscindibile tra autonomia decisionale e responsabilità: puoi decidere come agire nell’ambito
della tua sfera di autonomia per raggiungere i risultati di cui sei responsabile. I centri di
responsabilità costituiscono la struttura organizzativa del sistema controllo direzioinale. Su
queste l’organizzazione esprime una forma di controllo detta controllo di mercato. Possono
essere più o meno numerosi a seconda di quanto il centro di controllo è pervasivo nell’azienda.
• Struttura informativa: insieme degli strumenti che rilevano, elaborano e rendono disponibili le
info necessarie per supportare l’attività decisionale dei responsabili. Sono il contenuto tecnico
contabile, la dimensione quantitativa del sistema di controllo. Questi strumenti sono noti:
contabilità generale, analitica, responsibility accounting, sistema dei costi standard, budget e
reporting… L’insieme di questi strumenti rappresenta la struttura tecnica del sistema dii
controllo
• Processo di controllo direzionale: componente dinamica. Come giorno per giorno questo
sistema si svolge, in che modo le info vengono prodotte, elaborate ed erogate all’interno
dell’organizzazione. È una sorta di sposta alle domande chi fa cosa, quando, chi è il responsabile,
quali sono le tempistiche delle varie fasi. Nel processo di controllo direzionale c’è una fase dii
programmazione, di budgeting, rilevazione e misurazione e reporting e valutazione. Ciascuna di
queste fasi avrà un suo set di strumenti, dei responsabili che si occupano di elaborare i dati ecc.
Un sistema di controllo direzionale deve essere in grado di fornire un OUTPUT efficace. I fattori di
output possono essere così dettagliati:
• Guida e indirizzo: un buon sistema di controllo deve essere in grado di aiutare i responsabili di
mettere a fuoco gli obiettivi che l’organizzazione intende perseguire e il contributo che ciascuno
deve portare al raggiungimento di questi obiettivi.
• Motivazione: un buon sistema di controllo deve fornire un contributo, cioè un output, in termini
di motivazione, deve spingere le persone a dare priorità al raggiungimento degli obiettivi
aziendali, deve elevare la tempestività e l’efficacia dei processi decisionali mettendo i titolari dei
centri di responsabilità nelle condizioni di indentificare e scegliere le alternative di azione che
maggiormente si prestano ad avvicinare l’organizzazione ai propri obiettivi
• Coordinamento: un buon sistema di controllo deve mettere i responsabili in condizione ad
anticipare i problemi di coordinamento con le altre unità organizzative risolvendoli prima che si
presentino. Infine, deve anche mettere le persone nelle condizioni di apprendere dai propri
errori, stimolare processi di apprendimento organizzativo ed individuale che nascono dal
confronto tra risultati attesi ed effettivamente conseguiti. 6
Per generare correttamente l’output, il sistema di controllo deve essere generato in coerenza a
determinati INPUT. Gli autori che si sono occupati di contingency theory hanno individuato
numerose variabili da mettere in relazione con la progettazione del sistema di controllo: ne sono
state selezionate alcune particolarmente significative che definiscono il quadro di riferimento per
progettare correttamente i sistemi di controllo. Sono raggruppate in 4 macro-aree: ambiental
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