PROGRAMMAZIONE
E CONTROLLO
A.A. 2020/2021
IL SISTEMA DI CONTROLLO DI GESTIONE
Nelle realtà aziendali, l'attività di direzione si identifica con un processo circolare di pianificazione,
programmazione e controllo. E’, infatti, attraverso tale processo che l'idea imprenditoriale trova
concretizzazione in azioni, per mezzo di un processo che prende avvio con la definizione degli obiettivi
aziendali e che si chiude con la verifica del grado di raggiungimento degli stessi e l'eventuale adozione di
azioni correttive.
IL SISTEMA DI PIANIFICAZIONE, PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO.
Il sistema di pianificazione, programmazione controllo si può dividere nel sistema della pianificazione e nel
sistema di programmazione e controllo.
SISTEMA DI PIANIFICAZIONE: Gli compete la definizione degli obiettivi e delle azioni di lungo periodo che
trovano formalizzazione all'interno dei cosiddetti piani strategici. Il sistema di pianificazione ha lo scopo di
stabilire gli obiettivi che l'organizzazione sarà chiamata a raggiungere in una prospettiva pluriennale e, allo
stesso tempo, le soluzioni strategiche che dovrebbero assicurarne il perseguimento. Esso si concretizza in
un’analisi del contesto interno ed esterno di riferimento in cui l'azienda si troverà a competere. Tale analisi
è finalizzata alla comprensione e individuazione dei punti di forza e di debolezza aziendali, oltre che delle
minacce e delle opportunità provenienti dall'ambiente esterno di riferimento. È a partire dall’analisi
strategica che si procede con la definizione degli obiettivi strategici, sintetizzati nel relativo piano, ai quali
l'organizzazione dovrà attendere in una prospettiva di lungo periodo. L'output del processo di
pianificazione strategica, però, non è rinvenibile solo nella definizione di obiettivi e del relativo set di
indicatori potenzialmente idonei a guidare l'azienda verso il conseguimento di un vantaggio competitivo
duraturo e difendibile. Al processo di pianificazione strategica compete anche la definizione delle soluzioni
strategiche idonee ad assicurare, almeno potenzialmente, il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Pur
nella sua assoluta rilevanza ed importanza, la pianificazione strategica corre il rischio di rimanere lettera
morta se non viene tradotta in obiettivi e piani d'azione di breve periodo.
SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE: Rappresenta il processo attraverso il quale si procede con la declinazione
degli obiettivi strategici ad intervalli di tempo più brevi, rispetto a quelli previsti nell’ambito della
pianificazione. In sostanza, attraverso la programmazione, gli obiettivi strategici e di lungo periodo sono
articolati in obiettivi specifici e di breve periodo il cui raggiungimento è demandato all'organizzazione e alle
singole aree aziendali. È necessario che vi sia coerenza tra gli obiettivi di breve e quelli di lungo periodo
essendo i primi funzionali al conseguimento dei secondi.
SISTEMA DI CONTROLLO: Affianca il ciclo di pianificazione e programmazione. Esso prende avvio in sede di
definizione degli obiettivi di breve periodo, quando è chiamato a verificare la loro coerenza con quelli di
lungo periodo, per poi svilupparsi durante l'azione e al termine del periodo di osservazione. Così facendo,
esso garantisce la costante verifica del grado di rispondenza dei risultati conseguiti attraverso la gestione
aziendale con gli obiettivi di breve periodo definiti in fase di programmazione. Non solo, è nella fase di
controllo che eventuali disallineamenti tra il sistema degli obiettivi definiti in fase di programmazione e i
risultati conseguiti sono oggetto di discussione ed interpretazione finalizzate a l'individuazione delle azioni
correttive necessarie a garantirne il riallineamento oppure a stimolare un effetto apprendimento per il
futuro.
IL MODELLO DI ANTHONY
Secondo Anthony esiste un sistema di pianificazione e controllo. Il sistema di pianificazione controllo si
compone di diversi elementi collegati tra loro. Anthony suggerisce un' articolazione del sistema di controllo
in tre grandi ripartizioni: 1
1. PIANIFICAZIONE STRATEGICA: è il processo di decisione sugli obiettivi dell'organizzazione sulle
risorse da usare per il loro raggiungimento e sulle politiche che devono informare l'acquisizione,
l'uso e l'assegnazione di tali risorse.
Le fasi della pianificazione sono:
• definizione degli obiettivi di fondo;
• analisi del business in cui l'azienda opera (business: combinazione di prodotto, mercato e
tecnologia);
• analisi delle risorse interne disponibili;
• identificazione delle alternative strategiche;
• formulazione di una strategia di portafoglio;
• formulazione dei piani operativi di lungo periodo.
Le caratteristiche della pianificazione strategica sono:
• decisioni irreversibili nel breve periodo;
• elevata creatività e basso grado di sistematizzazione;
• grado di incertezza elevato;
• uso di informazioni sia interne che esterne;
• processo di competenza dell’alta direzione.
2. CONTROLLO DIREZIONALE: è il processo attraverso il quale i manager assicurano che le risorse
siano ottenute e usate efficacemente ed efficientemente per il raggiungimento dei fini
dell'organizzazione. Il controllo direzionale è, quindi, un processo focalizzato su efficacia e
efficienza.
Le caratteristiche del controllo direzionale sono:
• processo che ha origine dagli obiettivi e dalle risorse definite nella fase di pianificazione
strategica che sono assunti come dati.
• Sistema totale, comprende tutte le aree dell'organizzazione;
• sistema coordinato e integrato;
• uso di informazioni monetarie;
• processo periodico;
• processo che coinvolge alta direzione e line.
DIFFERENZE TRA PIANIFICAZIONE STRATEGICA E CONTROLLO DIREZIONALE
PIANIFICAZIONE STRATEGICA CONTROLLO DIREZIONALE
• •
È svolta da una parte del management Abbraccia tutti gli aspetti delle operazioni
aziendale; aziendali;
• •
È un processo complesso (creativo); È un processo standardizzato -> processo
• continuo, fatto in certi momenti;
È un processo discontinuo; •
• È un processo periodico;
Dati raccolti ad-hoc per supportare •
specifiche decisioni; Dati raccolti in maniera sistematica nel
• tempo;
Si serve di informazioni interne ed esterne, •
di natura monetaria e non monetaria. Si serve di informazioni interne e di natura
monetaria. 2
3. CONTROLLO OPERATIVO: è il processo attraverso il quale si assicura che compiti specifici siano
svolti efficacemente ed efficientemente. È centrato su compiti individuali che possono essere
facilmente programmati.
Si svolge entro uno schema di procedure e di regole ben definite. I dati impiegati sono, spesso, in
forma non monetaria e sono calati sulle specificità dell'area per la quale vengono determinati.
L'informazione prodotta deve essere precisa e tempestiva. È ripetitivo e il livello di creatività è,
sostanzialmente, nullo.
I punti di forza del modello di Anthony.
• PRAGMATISMO: la distinzione del modello ricalca il processo di governo attuato dai manager
aziendali.
• ADATTABILITA’: Facilità di traduzione in norme operative e procedure impiegabili in strutture
gerarchiche.
I punti di debolezza del modello di Anthony.
• RIGIDITA’: della separazione gerarchica tra livelli.
• STRUMENTALITA’: Del controllo direzionale rispetto alla pianificazione strategica.
• ECCESSIVA FOCALIZZAZIONE: Su informazioni monetarie e interne.
• SCATOLA NERA: Il sistema rende noti input e output ma non i rapporti di causa-effetto.
• SCARSO FOCUS: Sugli aspetti comportamentali.
IL SISTEMA DI PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO OGGI.
Il sistema di programmazione e controllo viene interpretato come un insieme di regole e di principi
finalizzati a supportare e ad orientare i processi decisionali aziendali verso il perseguimento degli obiettivi
dell'organizzazione. Quindi, il sistema di programmazione e controllo diviene uno strumento di governo e
guida dell'azienda. Ad esso sono riconosciute diverse finalità:
• monitoraggio e supporto dell'attività decisionale: i sistemi di programmazione e controllo si
sostanziano in una serie di procedure e strumenti che forniscono informazioni atte a rendere il
processo decisionale più efficace. Essi consentono di valutare i programmi operativi di gestione dal
punto di vista economico-finanziario e di valutarne la validità e la fattibilità. Inoltre, essi forniscono
informazioni utili per l'azione futura.
• Coordinamento: lo scopo del sistema di programmazione e controllo è anche quello di coordinare
le attività di gestione. Ciò si realizza definendo obiettivi e operando controlli sul loro grado di
raggiungimento a livello di unità organizzative o di centri di responsabilità.
• Responsabilizzazione: il sistema di programmazione e controllo è di supporto alla delega.
Nell'ambito dello stesso, infatti, ogni persona viene responsabilizzata al raggiungimento di certi
obiettivi.
• Orientamento (direzione di marcia): fissando gli obiettivi ed esplicitando le priorità dell'attività
aziendale si finalizza il comportamento degli individui in modo tale che esso sia il più possibile
coerente con la missione e gli obiettivi aziendali.
• Funzione motivazionale: responsabilizzando le persone in termini di obiettivi che siano da essi
condivisi e, in certa misura, interiorizzati, aumentano le probabilità che il loro comportamento sia
in linea con quello strumentale al raggiungimento degli stessi.
• Apprendimento: il controllo offre importanti occasioni di apprendimento e stimoli al cambiamento.
Il confronto tra i risultati programmati con quelli effettivi, l'analisi dei loro scostamenti, la ricerca e,
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soprattutto, la comprensione profonda delle cause che hanno determinato i risultati più o meno in
linea con quelli previsti, permettono accumuli di esperienza.
• Diffusione di una cultura meritocratica: il sistema di programmazione e controllo rappresenta un
mezzo per favorire la diffusione di una cultura meritocratica all'interno delle organizzazioni. Infatti,
garantendo la formalizzazione degli obiettivi e monitorandone il raggiungimento attraverso
misurazioni obiettive ed imparziali, esso consente di attivare meccanismi di incentivazione
finalizzati a premiare coloro i quali, attraverso le proprie decisioni ed azioni, hanno contribuito
fattivamente al perseguimento degli scopi ultimi dell'organizzazione.
LE DIMENSIONI DEL SISTEMA DI CONTROLLO DI GESTIONE.
Il sistema di controllo presenta 4 dimensioni: STATICA E DINAMICA / MATERIALE E IMMATERIALE.
La dimensione statica è rappresentata dalla struttura organizzativa e da quella informativo-contabile,
adottate dall’azienda per favorire l'attività di controllo direzionale.
La dimensione dinamica è rappresentata dal processo attraverso il quale si svolge il controllo.
SOLUZIONI SOLUZIONI
ORGANIZZATIVE INFORMATIVE
PROCESSO DI
CONTROLLO
La dimensione materiale è l'insieme delle procedure e dei documenti formali sintetizzati in manuali e report
interni.
La dimensione immateriale è l'insieme degli elementi del sistema di controllo meno visibile che ne possono
influenzare il funzionamento in maniera significativa.
IL SISTEMA DI CONTROLLO DI GESTIONE Sistema di
controllo
Dimensione Dimensione
materiale immateriale
Ruolo Modalità di
Dimensione internamente
Dimensione statica gestione del
assegnato al
dinamica controllo
controllo
Soluzioni Soluzioni Processo di
organizzative informative controllo 4
La dimensione dinamica del controllo. Sistema di
controllo
Dimensione Dimensione
materiale immateriale
Ruolo Modalità di
Dimensione Dimensione internamente gestione del
statica dinamica assegnato al controllo
controllo
Soluzioni Soluzioni Processo di
organizzative informative controllo
1. PROCESSO DI CONTROLLO: Il processo di controllo è la sequenza di attività da porre in essere con
l'obiettivo di fornire informazioni utili ai manager per l'assunzione di decisioni.
Il processo di controllo si realizza mediante:
• Meccanismi di feedback: misurano i risultati conseguiti e intervalli predefiniti e li
confrontano con gli obiettivi per definire gli interventi correttivi.
L’iter di feed-back:
− a fine anno precedente: definizione obbiettivi -> elaborazione dei programmi
d’azione (strettamente legati agli obbiettivi).
− ad inizio anno nuovo: attività di gestione (si svolge l’attività come
precedentemente programmato) -> rilevazione dei risultati effettivi -> confronto
tra obbiettivi e risultati (tra obbiettivi posti a fine anno 31/12/2020, con risultati
ottenuti alla fine dell’anno programmato 31/12/2021).
Vantaggi del meccanismo di feedback:
− Visione completa della gestione in rapporto agli obiettivi;
− certezza delle informazioni raccolte;
− apprendimento ex post.
Limiti del meccanismo di feedback:
− impossibilità di attivare tempestivamente interventi correttivi idonei;
• Meccanismi di feed-forward: misurano i risultati intermedi e li proiettano a fine periodo per
verificare la probabilità di raggiungere l'obiettivo e definire le azioni correttive.
L’iter di feed-forward:
− →Elaborazione
definizione degli obbiettivi di breve termine dei programmi
→ →
d’azione Attività di gestione Stima dei risultati prevedibili in assenza
d’interventi correttivi (per valutare se continuare così com’è stato programmato o
→
se “correggere la rotta”) Confronto tra obbiettivi e risultati prevedibili (AZIONI
CORRETTIVE dei programmi d’azione ed in condizioni eccezionali anche degli
obbiettivi, ma solo in seconda istanza).
Vantaggi del meccanismo di feed-forward:
− possibilità d’intervenire in tempo e “correggere la rotta” per favorire il
raggiungimento degli obbiettivi. 5
Limiti del meccanismo di feed-forward:
− Incertezza in merito alle proiezioni a finire -> che deve essere ridotta cercando di
avere più informazioni possibili sul mercato (l’incertezza non può essere azzerata
ma solo ridotta)
− Sistema più complesso.
2. STILE DI CONTROLLO: è il modo con cui le diverse attività del processo di controllo si svolgono è
influenzato significativamente dallo stile di controllo.
È il modo con cui avviene:
• La formulazione degli obbiettivi e dei programmi;
• La valutazione dei risultati;
• La scelta degli interventi correttivi.
Lo stile di controllo dipende dalla considerazione data agli aspetti sociali, umani e motivazionali del
controllo.
A seconda dello stile di controllo adottato dall’impresa si avrà un differente:
• Grado di partecipazione dei subordinati alla formulazione degli obbiettivi-> più c’è
partecipazione più ci sarà motivazione nel raggiungerlo;
• Grado di difficoltà degli obbiettivi. Un obbiettivo è motivante quando è difficile ma
raggiungibile;
• Modo di valutare le prestazioni.
È fondamentale la coerenza tra stile di controllo e stile di leadership aziendale, ovvero il tipo di
comportamento adottato dalla direzione nei confronti dei collaboratori.
Il controller deve prima di tutto osservare il contesto in cui si trova e a quello adattare il sistema di
controllo e lentamente attuare il cambiamento.
LO STILE DI CONTROLLO “STRETTO” e “LARGO”: Stile di controllo della
MOTIVAZIONE INTERNA
Stile di controllo della PRESSIONE
ESTERNA (Si tiene conto del fatto che, per
essere raggiunto, un obbiettivo
(Vi è imposizione) necessita di motivazione)
Stile di direzione AUTORITARIO CONSULTIVO
BUROCRATICO PARTECIPATIVO
STATICO
(Poiché se si opera in un
ambiente statico, che dunque
non varia, l’imprenditore riesce a
controllare l’ambiente da sé
Ambiente DINAMICO
senza bisogno del contributo
altrui)
PARTECIPAZIONE Bassa Alta 6
GRADO DI DIFFICOLTÀ DEGLI Non si tiene conto degli aspetti Si tiene conto degli obbiettivi
OBBIETTIVI motivazionali (non si riflette su motivazionali
come dev’essere l’obbiettivo
poiché non è comunque
motivante)
OBIETTIVI E VALUTAZIONE Utilizzo fiscale Utilizzo elastico (es. se non viene
raggiunto si riflette sulle
responsabilità)
La dimensione statica del controllo (soluzioni organizzative).
Sistema di
controllo
Dimensione Dimensione
materiale immateriale
Ruolo Modalità di
Dimensione Dimensione internamente gestione del
assegnato al
statica dinamica controllo
controllo
Soluzioni Soluzioni Processo di
organizzative informative controllo
La struttura organizzativa del controllo.
S’intende la distribuzione della responsabilità economica nell’ambito dell’organizzazione. Deve assegnare le
responsabilità economiche all’interno dell’organizzazione.
Ogni manager è responsabile per un’area aziendale. Il sistema di controllo deve essere progettato in modo
tale da misurare gli effetti economici delle attività per il quale il manager è responsabile.
Per definire la struttura organizzativa di controllo occorre partire dalla struttura organizzativa aziendale
stabilendo:
• Quali sono i ruoli che operano in tale struttura;
• Quali relazioni ci sono tra i vari ruoli.
Tale struttura si articola poi in centri di responsabilità. Deve dunque esserci coerenza tra la struttura
organizzativa del controllo e quella aziendale. Gli obbiettivi possono essere assegnati
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