Prima parte cap. 1 - Il problema economico
L'essere umano, nella sua esistenza, deve compiere diverse scelte, tra le quali ricordiamo i suoi obiettivi e i mezzi necessari a raggiungerli. In particolare l'uomo è naturalmente incline ad avere l'esigenza di soddisfare bisogni di vario tipo e genere, che rappresentano stati di disequilibrio e che possono essere:
- Primari, quelli più importanti, come una casa, cibo, vestiti ecc.
- Secondari, come tempo libero, istruzione ecc.
L'eliminazione di tale disequilibrio comporta l'acquisizione di mezzi necessari, che permettono quindi di ottenere una utilità. Tuttavia si presenta una contrapposizione tra l'illimitatezza dei bisogni, che si manifestano sempre in termini nuovi, e la limitatezza delle risorse. Inoltre bisogna considerare che per procurarsi tali risorse, ottenere tali utilità, l'uomo deve fare sforzi e sacrifici.
Problema economico
Quindi si può definire come la ricerca del rapporto più favorevole tra il volume dei bisogni (tendenzialmente illimitati) e il volume dei mezzi (per definizione scarsi) necessari a soddisfare i bisogni. Considerando che l'uomo per soddisfare i bisogni deve consumare e che i beni di consumo devono essere prodotti, si afferma che produzione e consumo sono i due momenti fondamentali dell'attività economica umana.
La produzione è l'attività volta ad ottenere beni, il consumo è l'utilizzo degli stessi per il soddisfacimento dei bisogni. Tali momenti caratterizzano un'economia primitiva, in cui è l'uomo a produrre e consumare direttamente per sé stesso. Quando l'uomo viene inserito nella collettività, si parla di economia collettiva, la quale è caratterizzata dalla divisione del lavoro: ogni soggetto produce in base alle proprie capacità, si specializza nella produzione di uno o più beni e li utilizza come strumento di scambio (terzo momento fondamentale dell'attività economica).
Lo scambio avviene inizialmente attraverso il baratto, ovvero un bene per un altro bene. Quando però gli scambi iniziano a crescere, nasce l'esigenza di un bene che funga da comune denominatore e che faciliti i trasferimenti. Nasce così la moneta, che ha le caratteristiche di: rarità, divisibilità, capacità di concentrare molto valore in poco spazio.
Ha diverse funzioni:
- È uno strumento di scambio, quindi permette ai soggetti di ottenere altri beni e quindi soddisfare i bisogni;
- È uno strumento di misura del valore di uno o più beni. Infatti la moneta rappresenta l'aspetto originario dello scambio, ovvero l'aspetto misuratore, in funzione del quale è possibile attribuire un valore (aspetto derivato) ai diversi beni;
- Riserva di valore, ovvero la moneta stessa è un bene e il suo possesso dà il potere di accumulare valore (ha valore in sé stessa).
L'attività economica, ovvero i processi di produzione -> scambio -> consumo, viene svolta da diversi soggetti che vanno dal singolo alle aziende, le quali sono l'oggetto di studio dell'economia aziendale.
Il problema economico nel tempo e nello spazio
Il problema economico è fondato su dati che si muovono nella congiunta dimensione spazio-temporale. Nell'ottica spaziale, il problema economico coinvolge simultaneamente una pluralità di scelte, quindi lo spazio si traduce come la relazione tra il dato più rilevante e gli altri dati. Sono dati relativamente certi (relativamente perché non è detto che la qualità dell'informazione che mi è giunta sia eccellente).
Nell'ottica temporale, tali scelte sono legate a ciò che è avvenuto nel passato (dati storici, ex post) e ciò che si prevede avverrà nel futuro (dati prospettici, ex ante), quindi si fa riferimento ad una successione di dati. Per quanto riguarda i dati futuri, in quanto previsioni essi hanno carattere previsionale e probabilistico e sono legati a delle incertezze: probabilmente accadrà, ma non ne sono certo. Inoltre bisogna considerare anche quei fatti non prevedibili, detti fatti nuovi, che hanno carattere indeterministico.
Per tutelarsi da effetti sfavorevoli, il soggetto è indotto a tutelarsi attraverso quantificazioni e previsioni prudenziali, ma anche attraverso delle riserve che garantiscono di fronteggiare tali situazioni.
Il problema economico riferito alle aziende
Anche per le aziende si pone il problema economico, quando, fissato un obiettivo, si dispone di mezzi limitati da impiegare in possibili soluzioni tra loro alternative. Considerando le aziende produttrici di beni o servizi, il problema economico si basa su elementi come:
- Obiettivo dell'azienda: nel lungo periodo, l'obiettivo dell'azienda è l'aumento della ricchezza, ovvero la massimizzazione del profitto;
- Sottobiettivi: sono obiettivi minori che devono essere raggiunti in funzione del raggiungimento dell'obiettivo principale (es.: incremento delle vendite);
- Mezzi a disposizione: sono limitati e sono costituiti dalla ricchezza, propria o di terzi (quest'ultima soggetta ad interessi), necessaria ad acquisire i fattori che permettono il raggiungimento dell'obiettivo;
- Soluzioni alternative tra cui scegliere: è un insieme di soluzioni da valutare dopo aver individuato gli obiettivi ed i mezzi a disposizione.
Le scelte vengono compiute in base ad una serie di dati ambientali, che sono:
- Dati di mercato, ovvero per ogni mercato con cui si entra in contatto valutare scarsità o abbondanza di ciò di cui abbiamo bisogno, valutare le caratteristiche e la concorrenza sui nostri mercati di sbocco, valutare il mercato dei capitali, nei quali le aziende acquisiscono prestiti, denaro ecc...
- Progresso tecnologico, che è in continua evoluzione;
- Stato delle istituzioni, ovvero una valutazione delle caratteristiche del Paese/mercato in cui opero: c'è libertà di scambio? C'è una politica protezionistica?
Le scelte devono essere collocate nella dimensione spazio-temporale anche nel caso delle aziende. Per quando riguarda la dimensione spaziale, l'azienda considera un insieme di dati (tecnici, economici, ecc.), ovvero i dati ambientali. Nella dimensione temporale, considera invece le conoscenze maturate, l'esperienza acquisita, i vari dati a disposizione e anche aspettative e previsioni future.
Aspetti oggettivi, soggettivi ed extra-economici del problema economico
Il problema economico coinvolge 3 aspetti:
- Oggettivo: caratterizzato da elementi qualitativi e quantitativi e della loro relazione;
- Soggettivo: ha origine della personalità umana, si tratta quindi di impulsi, sentimenti, bisogni, giudizi ecc. (ad esempio il bisogno di avere una determinata cosa è legato alla soddisfazione che si riceverà dall'utilizzo);
- Extra-economici: l'individuo fa parte di una collettività regolata da un complesso di norme che fermano l'ordinamento giuridico. Per tale motivo, un individuo può incontrare vincoli od opportunità in base all'ordinamento, che ad esempio può favorire o meno un'iniziativa economica, imporre vincoli amministrativi all'esercizio di una determinata attività, stimolare lo sviluppo di aree depresse ecc.
Cap. 2 - L'origine dell'economia aziendale
L'economia aziendale è oggetto di osservazione da parte di più discipline. Tra quelle dell’economia politica ricordiamo la macroeconomia e la microeconomia, accanto alla disciplina dell’economia aziendale.
- La macroeconomia riconosce l'azienda come parte del più ampio sistema economico, il quale, nella sua globalità, è l’oggetto di studio della macroeconomia, per la ricerca degli equilibri e delle leggi che lo regolano (ad es. quanta pressione fiscale c'è). Non vengono quindi studiate le singole unità aziendali.
- La microeconomia considera l'azienda come oggetto di osservazione in quanto unità di cui studiare il comportamento. Il comportamento è concepito come effetto di un funzionamento complesso, che però non è indagato direttamente, ovvero non è oggetto di studio della disciplina: la microeconomia infatti studia solo il comportamento del produttore e del consumatore (teoria del produttore e del consumatore).
- L'economia aziendale studia le aziende nel loro funzionamento, nelle loro manifestazioni di vita e condizioni di esistenza, con finalità conoscitive e di controllo. Strumento fondamentale dell’economia aziendale è quello contabile, che permette di rappresentare la realtà aziendale.
Nascita dell'economia aziendale
L'economia aziendale nasce con Zappa, il quale nel 1926 nella zona di Venezia, grazie all’opera “Tendenze nuove negli studi di ragioneria”, ne delinea le caratteristiche e fonda tale disciplina come una scienza autonoma ed unitaria dove sono riunite le discipline minori dell’organizzazione, gestione e rilevazione. Tali discipline risalgono ad un’epoca antecedente rispetto a quella di Zappa.
La disciplina della rilevazione risale al XIII secolo (1200) e consisteva nel conoscere i risultati dell'attività aziendale attraverso il metodo della partita doppia. I primi libri con la tenuta della contabilità attraverso p.d. sono stati rinvenuti soprattutto nell'area della Toscana e altri pochi anche nella zona di Venezia: all'epoca erano due realtà che avevano visto un intenso sviluppo economico.
Il metodo della partita doppia venne descritto da fra' Luca Pacioli nel 1494 nell'opera "Summa de arithmetica, geometria, proportioni e proportionalità". Nel trattato XI di tale opera, Pacioli descrive in modo compiuto il metodo della p.d. Quest'opera fu uno dei primi libri a stampa e ciò ne agevolò la diffusione in tutta Europa, nella quale la p.d. venne resa identificabile come metodo di tenuta dei conti italiano.
Inoltre l'opera era scritta non in latino, ma nell'italiano del tempo, il che ne facilitò la comprensione da parte di tutti e non solo dai ceti più istruiti. Il metodo della p.d. era utile per rappresentare sia la struttura del capitale dell'azienda, sia i risultati. Ancora oggi è utilizzata in tutto il mondo per la tenuta della contabilità, anche se sono nati software gestionali che agevolano e aiutano quest'ultima.
La classificazione dei conti si evolve nel tempo e nasce la disciplina del controllo, di cui si occupa la ragioneria. Zappa considera le varie discipline come parti di una disciplina più grande, che è appunto l'economia aziendale. Nell'economia aziendale quindi le discipline che la compongono sono:
- L'organizzazione, che si occupa della determinazione e del coordinamento delle forze economiche del sistema aziendale, ad es. assunzioni di dipendenti, relazioni tra di loro ecc.
- La gestione, che si occupa di prendere decisioni e mettere in atto le operazioni necessarie.
- La rilevazione, che si occupa della determinazione dei fenomeni aziendali e di disporre informazioni alla base delle decisioni.
Le discipline sono tutte collegate tra di loro: ogni problema o fatto che si verifica, implica momenti organizzativi, gestionali e contabili.
La definizione di azienda nel tempo
La definizione di azienda è passata attraverso diverse fasi.
- Francesco Villa (1801-1884), esponente della Scuola lombarda, il quale, nella sua opera, sostiene che la trattazione contabile debba cercare di riflettere la realtà.
- Giuseppe Cerboni (1827-1917), che fu ragioniere generale dell'Italia per oltre 16 anni. Egli elabora un modello complesso, la logismografia, che è una teoria che riflette un’idea dell’azienda come somma di diritti ed obblighi riferiti al proprietario e i suoi corrispondenti, infatti egli esprime una concezione giuridica dell’azienda e dei rapporti che si svolgono in essa. Per definire l'azienda, Cerboni considera due aspetti:
- Oggettivo, in cui distingue la sostanza amministrabile (il patrimonio) ed un’azione amministrativa (svolta dall’amministratore);
- Soggettivo, ovvero il comportamento di coloro che gestiscono il patrimonio aziendale (il proprietario, l’amministratore, ecc).
- Fabio Besta (1845-1922), nato in Valtellina, il quale studia a Venezia e diventa poi docente di ragioneria. Scrive un'opera chiamata "La ragion" nella quale definisce l'azienda come somma di fenomeni, negozi e rapporti da amministrare (concezione statica). Pur non credendo alla riconduzione della realtà aziendale ad una scienza unitaria, Besta fa per la prima volta riferimento ad una concezione sistemica zappiana dell’azienda. Si sviluppa con Besta la tenuta dei conti con metodo patrimoniale, ovvero misurare il patrimonio aziendale. Pensa inoltre che i problemi delle aziende non siano mai uguali, ma che ogni tipo di azienda abbia problemi diversi rispetto ad un'azienda di un altro tipo.
- Gino Zappa (1879-1960). Egli vide un mutamento della realtà aziendale: infatti, nella prima metà dell'800, l'Italia era ancora un Paese agricolo in quanto la Rivoluzione Industriale arrivò solo nella seconda metà dell'800, grazie alla famiglia Legler che decise di aprire nel bergamasco una azienda tessile sfruttando il vicino fiume Brembo e la ferrovia di Ponte S. Pietro per procurarsi i materiali di cui aveva bisogno. In memoria di questa famiglia sorge, nell'edificio dove si svolgeva l'attività, la fondazione Legler, che si occupa di conservare gli archivi delle attività economiche storiche del bergamasco. Con la nascita delle attività produttive, cresce l'importanza dei costi e dei ricavi per giungere alla determinazione del reddito. Avviene quindi un passaggio da sistema patrimoniale e sistema reddituale. Nelle aziende il problema economico è centrale, per cui Zappa definisce l'azienda come coordinamento economico in atto per soddisfare i bisogni umani (concezione dinamica, non più statica). L'azienda si basa su due aspetti fondamentali:
- Coordinazione e complementarità spazio-temporale delle operazioni aziendali.
- Dinamismo degli accadimenti economici.
- Aldo Amaduzzi (tutt'oggi vivente ed ex docente in pensione dell'Università degli studi di Bergamo) il quale semplifica il sistema reddituale nato con Zappa, che è poi quello che utilizziamo noi oggi. Egli definisce l'azienda come sistema di forze economiche (fattore umano) che sviluppa nell'ambiente di cui è parte un processo di produzione o di consumo o di produzione e consumo insieme, a favore del soggetto economico (ovvero l'individuo verso cui sono rivolte le intenzioni dell'azienda) e degli individui che cooperano nell'azienda.
I caratteri distintivi dell'azienda
I caratteri distintivi dell'azienda si dividono in:
Fondamentali:
- Essere un sistema in cui i fatti hanno carattere economico;
- Essere un sistema sovraindividuale.
Peculiari:
- Avere un carattere previsivo delle operazioni aziendali;
- Avere carattere probabilistico (in riferimento ai fatti indeterminabili);
- Avere un'economia con carattere dinamico ed evolutivo.
Caratteristiche del sistema aziendale
L’azienda può essere considerata come particolare sistema economico. Il concetto di sistema è definibile come complesso di elementi materiali e non, che dipendono gli uni dagli altri per formare un tutto organizzato. Tale concezione permette di considerare l’azienda come unità fondamentale del più ampio sistema economico e anche di studiare le parti che compongono una azienda e la loro reciproca coordinazione.
Gli studi sui sistemi hanno origine negli anni 50, grazie all'opera di biologo tedesco Von Bertalanffy, "teoria dei sistemi". Tale teoria aveva l’obiettivo di trovare una comune metodologia che consentisse di indagare i sistemi presenti nelle più diverse realtà, ad es. sistema solare, aziendale, ecc. L’approccio metodologico con cui può essere studiato un sistema consiste:
- Nel quantificare gli elementi che compongono il sistema.
- Nel definire le caratteristiche degli elementi, ovvero qualificarli.
- Nell’analizzare le relazioni che si instaurano tra gli elementi quantificati e qualificati.
Quando il numero degli elementi e delle relazioni è particolarmente elevato, siamo in presenza di una unità di un sistema complesso.
Numero delle relazioni tra le parti di un sistema
Per calcolarlo, bisogna ipotizzare che N siano le parti che compongono il sistema, poi applicare la formula (N x N-1).
Esempio:
- Una famiglia è composta da A e B. 2 x (2-1) = 2 x 1 = 2 relazioni: padre verso madre e viceversa.
- Se arriva il primo figlio, gli elementi diventano: A B C. 3 x (3-1) = 3 x 2 = 6 relazioni: padre verso madre, padre verso figlio, madre verso figlio, il tutto viceversa.
Classificazioni dei sistemi
La teoria dei sistemi ha quantificato una serie di possibili:
- Fisici, come ad esempio il sistema solare.
- Socioeconomici: sono istituiti e retti dall’uomo per soddisfare i bisogni umani ed è fondato sulla scelta tra soluzioni alternative nell'utilizzo dei mezzi limitati per raggiungere gli obiettivi. Tutto ciò che è sociale si riferisce alla presenza del fattore umano, il quale ha 2 modi di porsi nei confronti delle aziende: infatti le aziende mettono a disposizione dell’uomo ciò che è necessario per soddisfare i suoi bisogni; dall’altro lato, l’uomo è essenziale per la vita delle aziende: esse infatti non nascono spontaneamente, ma vengono create, gestite, portate avanti dall’uomo.
- Deterministici: In questo sistema, le relazioni sono sempre prevedibili. Ad A succede B e a B succede C ecc. Un esempio sono le imposte: se il reddito è x, l’IRES è sempre il tot%. È quindi caratterizzato da aspetti prevedibili, deterministici.
- Indeterministici o stocastici (sinonimo: probabili).
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