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DANTE

(1265-1321)

Cenni storici:

- Le istituzioni politiche più importanti politiche dell’epoca di

Dante (1265-1321): Impero, papato e comuni.

Il Sacro Romano Impero fondato da Carlo Magno tra VIII e IX secolo,

 impero vastissimo che all’epoca di dante, nella metà 1200 (giovinezza

Dante), si era ridotto e comprendeva tutta la Germania odierna, parte

della Francia (regno di Borgogna), Italia settentrionale e parte della

centrale (escluso quindi i territori della Chiesa nell’Italia centrale e il

Regno di Sicilia, in mano agli Angioini – francesi). **NB: Firenze rientra

nel Sacro Romano Impero, ma Dante vive in un periodo in cui l’autorità

di questa istituzione si è molto indebolita per via del potere del Papato

(anche se resiste fino 1800 – abbattuto da Napoleone) e dei comuni.

Il Papa, nella storia Europea non è solo la maggiore autorità religiosa

 del mondo cristiano, è anche capo di uno stato territoriale (vedi

territorio Italia centrale) e vuole essere maggiormente considerato

dalla politica Europea (=non più essere solo il capo di quel “piccolo”

territorio). —> concezione che il potere di governare gli uomini arrivi

da Dio e il Papa sia incaricato di trasmetterlo; l’imperatore deve

basarsi sul Papa, che lo deve anche incoronare. Questa contesa ha

molte conseguenze che coinvolgono anche altre componenti della

società medievale. Dante polemizza contra i Papi che sostengono la

teocrazia papale.

I comuni cominciano a esistere in Europa dall’anno 1000 e col tempo

 si rafforzano sempre di più). Comune= città che formalmente

facevano parte dell’Impero, ma di fatto avevano conquistato con il

Come avviene questo processo?

tempo forme di autogoverno.

Lentamente. Per l’Impero diventa difficile controllare capillarmente

tutto il vasto territorio—> le città, nel basso medioevo, non voglio

versare tasse per un governo lontano, che non ha un ruolo nella loro

vita—> è meglio togliere quelle tasse per migliorare proprie città. È un

esempio di comune Firenze (dal 1200)! Nel 1100, forte conflittualità

tra impero e comune: famoso episodio della guerra tra Federico

Barbarossa e Lega dei comuni lombardi, con sconfitta imperatore—>

si cercano poi accordi tra i due poteri (—> Quando arriva Dante si è

Caratteristiche della civiltà comunale:

consolidata la separazione).

ricca e prospera, ma molto conflittuale: molto guerre. Inizialmente tra

comune vs Impero; poi comune vs comune – voglia di espandersi- es.

lotte tra Firenze e Siena; infine lotte all’interno del comune fra diversi

gruppi di potere che si contendevano il governo comunale. Nelle lotte

intestine si nota l’influenza della lotta generale tra Papato e Impero—

> guelfi (pro Papato) e ghibellini (pro Impero). NB: non è un’alleanza

ideologica, ma soprattutto d’interesse per creare alleanze.

- Firenze prima di Dante: guelfi e ghibellini

Prima di Dante, molte lotte intestine fra guelfi e ghibellini. Le due

 fazioni nascono negli anni 30-40 del 200. Nella prima metà del

Duecento è città prevalentemente filopapale, per interessi e motivi

locali (= le città rivali, Siena e Pisa, erano filoimperiali). Conosce

fortissima crescita economica—> inizialmente fabbricazione di tessuti

e attività mercantili, poi si sviluppano anche attività bancarie e nuove

artigianali.

Addirittura, nel 1252, il governo di Firenze conierà una nuova

moneta: il fiorino (coniato come moneta d’oro e ciò non

succedeva dall’Impero Romano!). Per molti decenni, diventa

la moneta più importante d’Europa, era il riferimento degli

scambi europei. Firenze presta quindi soldi a tutti i sovrani

Europei, che li chiedevano per guerre.

Essendo così ricca attira l’attenzione di Papato e Impero—> imperatore

Federico II .

1

Federico II: dalla madre Altavilla aveva ereditato il Regno di Sicilia => si

trova a governare vastissimo impero. Si scontro molto con i Papi (viene

anche scomunicato. molto interessato alle arti, infatti nella sua corte di

Palermo, chiede a funzionari di mettersi a comporre poesie (—> scuola

siciliana di Jacopo—> poesia in volgare di argomento non religioso per la

prima volta!).

Nel 1246: imperatore Federico II pone Firenze sotto il controllo di

 Federico d’Antiochia, suo figlio naturale (fuori da matrimonio)—>

missione farla diventare una città ghibellina: persecuzione guelfi.

1250: tra gli anni ‘46-50 erano state inserite troppe tasse—>

 malcontento—> sfruttato da guelfi esilianti—> esercito fiorentino

sconfitto da guelfi fuoriusciti a Figline Valdarno, mentre una rivolta

cittadina caccia Federico d’Antiochia e principali famiglie ghibelline

(anche per morte Federico II)—> Firenze torna guelfa

Tra gli anni ‘50-’60: crescita economica, demografica e relativa pace

 politica. Nasce il governo di primo popolo, composto dalla media-alta

borghesia, che inizialmente rimane imparziale nelle lotte ghibellini e

guelfi.

Dieci anni più tardi, nuovo coinvolgimento: 4 settembre 1260,

 battaglia di Montaperti—> combattuta da Firenze guelfa contro Siena

ghibellina, quest’ultima era alleata con molti ghibellini fiorentini

sconfitti guidati da Farinata degli Uberti (che Dante colloca nel X canto

dell’inferno) e con truppe inviate da Manfredi (nel purgatorio), figlio

naturale di Federico II.

Perde Firenze: moltissime morti + fiorentini guelfi resi prigionieri da

Siena. Firenze ritorna ghibellina fino al ’66.

Il regno di Sicilia era degli Svevi (dinastia di Federico II)—> passa a

 Manfredi figlio naturale di Federico II

1265-66: Papa Clemente I vuole liberarsi di Manfredi e degli Svevi—>

 chiama Carlo D’Angiò, gli promette Regno di Sicilia (Passerebbe quindi

agli Angioini) —> successo con la battaglia di Benevento, il 26

febbraio 1266—> indebolimento di tutte le forze ghibelline d’Italia—>

popolo insorge e caccia i ghibellini a Firenze. Firenze ridiventa guelfa

PER SEMPRE.

1 Federico II: dalla madre Altavilla aveva ereditato il Regno di Sicilia => si trova a

governare vastissimo impero. Si scontro molto con i Papi (viene anche scomunicato.

molto interessato alle arti, infatti nella sua corte di Palermo, chiede a funzionari di

mettersi a comporre poesie (—> scuola siciliana di Jacopo—> poesia in volgare di

argomento non religioso per la prima volta!).

BIOGRAFIA

- Nasce a Firenze probabilmente nel 1265 (secondo le

informazioni fornite da lui: lo capiamo anche dal “mezzo del

FAMIGLIA cammin di nostra vita”, la vita media all’epoca era 70 anni->

35 anni nel 1300 + in un altro canto dice di essere nato sotto

la costellazione dei gemelli-> tra maggio e giugno), mentre

della morte siamo sicuri sia nel 1321.

- Famiglia di parte guelfa, non ricchissima, ma agiata.

- Dei primi anni sappiamo pochissimo, solo che perde presto i

genitori e che a 12 anni viene già scelta la moglie (si sposerà

nell’85): Gemma Donati (DONATI= famiglia aristocratica).

- Poco si sa anche sulla giovinezza e studi: studia molto

(formazione approfondita), inizia sotto la guida di Brunetto

FORMAZIONE

Latini (personaggio poi dell’inferno), che era un notaio (sapeva

quindi il latino e poteva insegnarlo) e impara degli oratori latini

(es Cicerone).

- Passa del tempo a Bologna, città che attirava studenti da

Europa e Italia—> si studiavano i classici (Ovidio, Virgilio...),

MA ANCHE la poesia contemporanea (poeti provenzali).

- Nel 1283, maggiorenne: non ha lavoro, vive di rendita dei due

poderi ereditati dal padre. Non interessato alla politica, però

essendo cittadino fiorentino è obbligato a combattere nelle

guerre (partecipa solo nella battaglia di Campaldino, di cui

PERIODO 1283-1295

parla nel canto del purgatorio).

- Si dedica allo studio e alla poesia: negli anni ‘80 si riesce a

imporre come una figura culturale di primo piano a Firenze

perché 1) sa il latino (non comune vista la sua classe) 2)

perché fa poesia in volgare insieme ad altri suoi coetanei (tipo

Guido Cavalcanti, costui spinge Dante a dedicarsi alla poesia e

ad approfondire gli studi con la filosofia). Questi giovani

intellettuali conoscono i provenzali e i siciliani, vogliono quindi

fare una poesia nuova, ma ispirata a questi modelli —> Dolce

stil novo.

- In questo periodo scrive le poesie per Beatrice (probabilmente

anche “tanto gentile…”).

- A metà degli anni 90: Vita Nova—> raccoglie tutte poesie per

Beatrice per fare una raccolta unitaria + aggiunge delle parti

in prosa che sono degli autocommenti , dove spiega cosa

voleva dire e a quale episodio del suo amore è ispirata (ricorda

infatti che è un prosimetro!).

POLITICA

- 1295: comincia carriera politica a Firenze.

- Riceve i primi incarichi tra il ’95-’97, non sappiamo nulla fino al

1300.

- 1300: eletto al priorato, una delle più importanti istituzioni del

comune fiorentino.

Nuova divisione: guelfi bianchi vs guelfi neri

Com’erano i nobili? Per buona parte del 1200 la politica era stata in mano agli

aristocratici (=milites/magnati), che nell’esercito fiorentino erano nei ranghi

della cavalleria (i cavalieri si lanciavano per primi nei campi di battaglia—>

ammirati per eroismo). Solo i ricchi possono essere cavalieri (costo

addestramento, cavallo…). Erano aristocratici di vecchio stampo (=derivano

loro ricchezza da feudi), vecchi feudatari dell’impero che si erano trasferiti a

Firenze, ma mantenevano i feudi nelle campagne, sfruttavano le ricchezze e

risorse che offrivano. Ceto molto violento e arrogante verso quelli inferiori.

Divisi in fazioni (guelfi e ghibellini inizialmente).

Ai borghesi inizia infastidire il loro atteggiamento e infatti il popolo riesce a

prendere più potere (vedi prima governo popolo)—> nel 1293-1295:

Ordinamenti di Giustizia di Giano della Bella (=esponente del ceto popolare

fiorentino che propone una riforma dei meccanismi elettorali): i membri del

ceto nobile non possono essere eletto a nessuna carica politica meno di primo

piano=> esclusione degli aristocratici dalla vita politica.

Reazione del ceto magnatizio? Si divide.

Ceto magnatizio

Nuovi nobili, arrivati recentemente dalle campagne

attorno a Firenze, diventati ricchi non per i feudi,

Vecchia aristocrazia bensì per le attività mercantili. Grazie a buoni

feudale, intransigente, matrimoni erano passati da borghesi a aristocratici.

vuole assolutamente Non vedevano male gli Ordinamenti, perché per le

cambiare questa professioni che svolgevano non erano un gran

riforma. Riuniti attorno problema, potevano fare accordi con membri di ceti

a famiglia dei Donati. popolari, che invece potevano essere eletti

(potevano influenzare da esterno). Riuniti attorno a

famiglia dei Cerchi.

GUELFI NERI: alleati GUELFI BIANCHI: filopapali, ma non vogliono

con Papa Bonifacio VIII aumento influenza papale a Firenze. Comprendono

(in due episodi di Guido Cavalcanti e Dante* (*nonostante sia

Malebolgie), aumento imparentato con i Donati, probabilmente i Cerchi

di autorità papale a favoriscono la sua elezione a Priore

Firenze

Nel 1300 quando Dante è Priore iniziano risse tra le due fazioni—> il collegio di

Priori decide di mandare in esilio i più estremisti delle due fazioni, mantenendo

i moderati. Tra gli estremisti bianchi c’è Cavalcanti (nella Commedia però con il

nome del padre). Arriva poi un nuovo collegio, che condizionato dai capi dei

guelfi bianchi, fa rientrare gli estremisti bianchi esiliati—> i neri organizzano

complotto. Ottobre 1301, Dante partecipa a una delicatissima missione

diplomatica per aprire trattative con il Papa. Nel mentre, quest’ultimo invia a

Firenze, come paciere, Carlo di Valois, fratello del re di Francia—> il 1

novembre 1301 Carlo entra a Firenze con le sue truppe, che si porta con sé i

guelfi neri esiliati—> notte 4-5 novembre, i neri fanno il colpo di stato:

costringono governo bianco a fuggire dalla città + processi per condannare

esponenti del partito bianco: Dante accusato di baratteria (=corruzione), non si

presenta a processo (lo avrebbero ucciso in prigione) e viene condannato a

morte—> dal 1302 inizia ufficialmente l’esilio (non tornerà mai più).

Esilio (1302-1313)

Durante l’esilio, durato vent’anni, D. cerca rifugio in molte città e corti

 dell’Italia centro-settentrionale; si guadagna da vivere facendo il

segretario dei principi o l’ambasciatore

Trova ospitalità dapprima ad Arezzo, assieme ad altri esuli Bianchi, poi a

 Verona presso Bartolomeo della Scala (1303); torna poi in Toscana, dove

riallaccia i rapporti con gli altri fuoriusciti Bianchi, e collabora ai loro

tentativi di rientrare a Firenze con la forza → vari tentativi che culminano

nella sconfitta nella battaglia della Lastra (20 luglio 1304). Ma Dante, che

si era opposto a tale soluzione, a quella data aveva già rotto i rapporti

con «la compagnia malvagia e scempia»; cerca probabilmente di

ottenere il perdono dai Neri, senza successo.

1304: si rifugia a Treviso, dove inizia a lavorare al Convivio e al De vulgari

 eloquentia (Convivio= opera di carattere enciclopedico, con commenti

sulle poesie; De vulgari= opera in latino sulle lingue volgare. Entrambe

incompiute per occuparsi della Commedia). Torna poi in Toscana, prima in

Lunigiana (1306), al servizio dei Malaspina, e poi nel Casentino.

Segue con grande partecipazione la missione in Italia dell’imperatore

 Enrico VII (1310-1313); spera che questo possa sottomettere Firenze e

permettergli di rientrare nella sua città, ma la missione fallisce per la

morte improvvisa di Enrico nel 1313.

Probabilmente in occasione della discesa di Enrico VII compose il trattato

 politico Monarchia, in cui sostiene il primato temporale dell’imperatore

Nel 1315 rifiuta una possibilità di rientrare a Firenze pagando una multa e

 sottoponendosi a un’umiliante richiesta di perdono. Il rifiuto dell’amnistia

determina una nuova condanna a morte per lui e per i figli - Torna a

Verona, dove trova Cangrande della Scala (fratello minore di

Bartolomeo), presso la cui corte resta parecchi mesi

Nel 1319 si sposta a Ravenna, presso Guido da Polenta → qui muore nel

 settembre 1321, al ritorno da un’ambasceria a Venezia

COMMEDIA

Cronologia

 Esatta cronologia non si sa, ma si pensa sia stata scritta durante l’esilio

(dal 1302), così come le altre sue opere (tranne Vita Nova).

Comincia l’inferno probabilmente intorno al 1307-08.

 Ci lavora fino a poco prima della morte.

 Date precise per varie sezioni (basate su riferimenti a personaggi/eventi

 storici contemporanei interni + indizi esterni, ovvero la

circolazione/pubblicazione. Dal 1914 ci sono documenti che non

riguardano Dante, dove vengono citati versi Commedia=> circolava già):

Inferno concluso e circolava entro il 1914 (data ricavata dal

o riferimento alla morte di un Papa di quell’anno)

Purgatorio: concluso entro il 1316

o Paradiso entro il 1321, ma diffuso dopo la morte

o

Terzina dantesca

Interamente scritta in terzine (strofe di tre versi) di endecasillabi (= versi

 in cui l’ultimo accento cade sulla decima sillaba, e generalmente

composti da 11 sillabe)

In ogni terzina, il primo verso rima col terzo, mentre il secondo rima con il

 primo e il terzo della terzina successiva

Lo schema di rime proprio della terzina dantesca (ABA, BCB, CDC …

 YZYZ) è detto ‘rima incatenata’, perché grazie alla rima ogni terzina è

concatenata sia a quella che la precede sia a quella che la segue—> tono

continuato, collegamento tra vari versi e terzine.

Introdotta per la prima volta da Dante, verrà poi ripresa da autori

 successivi. 1)Per| me| si| va| ne| la| ci|ttà| do|len|te

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

11

2) Lu|ci|fe|ro| con| Giu|da,| ci| spo|sò

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

3) O|ra| cen| por|ta| l’un| de’| du|ri|mar|gi|ni

1 2 3 4 5 6 7 8 9

10 11 12

Come si classificano i versi? Si conta 1) e 2) sono uguali (=entrambi

il numero di sillabe E si guarda qual è endecasillabi) perché l’ultimo

l’ultima sillaba accentata. Sono accento cade sulla decima sillaba.

considerato uguali due versi quando 1) endecasillabo piano (maggior

hanno l’ultimo accento sulla stessa parte)= accento cade sulla

sillaba, anche se hanno numero di penultima. 2) endecasillabo

sillabe diverso. NB endecasillabo 10° tronco.

accentata; settenario 6°… 3) endecasillabo sdrucciolo

Volgare

Nessun poeta prima di D. aveva mai scelto il volgare per un’opera cha

 affronta temi così importanti (Da pochissimo si faceva poesia in volgare):

provocò perplessità in molto eruditi, ma contribuì in maniera

fondamentale alla nascita della nostra letteratura nazionale (dà dignità al

volgare)

Il volgare gli permise a di rendere un’opera che tratta temi alti (morale,

 filosofia, poesia, storia, scienza… ma soprattutto il tema religioso della

salvezza dell’uomo) accessibile anche a chi non conosce il latino (donne,

ceti borghesi)—> grande circolazione.

La lingua della Commedia è il fiorentino della fine del Duecento, con

 arcaismi (=parole non più usate al suo tempo) e latinismi (=parole in

volgare, recuperate dalla forma più vicina alla radice latina) per

conferirgli solennità, ma anche prestiti da altre lingue volgari, soprattutto

settentrionali (poche meridionali).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AnonymousGal di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Navone Matteo.
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