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gestione del CONFLITTO → impo cogliere in esso le “opportunità” x ricentrarsi e

– ristrutturarsi, deve rimanere nei limiti della relazione x portare ad una crescita.

(impo l'autorità nella gestione del conflitto x impedire la rottura della relazione)

saper “dosare” il suo intervento sull'educando

– saper cogliere i “filtri” nell'ascolto del destinatario → cogliere: preoccupazioni, disagi...

– saper cogliere l'originalità della persona k ha davanti

La personalità umana matura attraverso l' ALETRITA' (l'altro).

La persona umana è strutturalmente assertivo, e solo attraverso l'esperienza kn l'altro può crescere e

migliorare.

EDUCARE = essere GUIDA e praticare AUTORITA'.

Fine dell'educazione: LIBERARE coloro k stò guidando, evitando così di cadere

nell'autoritarismo.

Saper cogliere il profilo originale (le qualità) di ki ho davanti.

FUNZIONI DELLA COMUNICAZIONE EDUCATIVA:

1. CONDIVISIONE → stare bene kn ki educhiamo

2. ORDINE → guidare ordinatamente coloro k ci sono affidati

3. LIBERAZIONE → liberare ki si ha davanti, facendolo divenire maturo; ovvero capace

delle proprie scelte

4. RIVELAZIONE → saper vedere ciò k l'educando non sa vedere, facendo cogliere

all'educando k vale.

5. CHIARIFICAZIONE → rendere chiaro ciò k l'educando non ha chiaro xk – esperto

6. RICENTRAMENTO / REINQUADRAMENTO → cercare di far cogliere altri punti di

vista

7. SIGNIFICATO → saper dare significato alle cose

8. INFORMARE → dare le conoscenze quando mancano

9. MATURITA' → guidare ad agire meglio (in primis x sé stessi)

RUOLO DELL'EDUCATORE:

1. AUTORITA'

2. INTERPRETAZIONE → capire la situazione

3. CONSIGLIO

4. VALUTAZIONE → valutare sempre e solo le parole/azioni e mai le persone

5. SUPPORTO → far cogliere k si vale di + dei propri limiti

6. INDAGINE → essere sempre impegnati (km educatori) a cercare e portare a cercare la

VERITA' (anke se fa paura), no coltivare la menzogna!

7. COMPRENSIONE → tener sempre presente k avendo a k fare kn la vita umana è

impossibile avere chiaro tutto (mistero).

ATTENZIONE DELL'EDUCATORE:

a) FACOLTA' DI OSSERVARE → k va oltre il semplice guardare, implica un focalizzare lo

sguardo sull'originalità della persona (no standardizzare)

b) EMPATIA

c) COMPRENSIONE

d) TENERE IL RUOLO

e) RILEVARE LE REAZIONI DEL DESTINATARIO

f) RICONOSCERE E GRATIFICARE → il percorso del nostro educando, anke se le cose a noi ci

paiono piccole

e)SITUARE IL PROPRIO INTERVENTO IN UN CONTESTO DI RELAZIONI → la pratica

educativa è sempre caratterizzata da un contesto relazionale

f) FAVORIRE IL PROTAGONISMO DEL DESTINATARIO → al fine di farlo divenire maturo e

quindi capace di agire da sé

OSTACOLI DELA COMUNICAZIONE EMPATICA:

equivoco della “simpatia” → qnd si rischia di praticare + x simpatia k x empatia

– precipitazione sul “giudizio” → non essere precipitosi nel giudicare → essere PRUDENTI

– preoccupazione x i risultati → accettare k i risultati possono non manifestarsi subito

FINESTRA DI JOHARI = dispositivo x far cogliere la complessità di ciò k si verifica all'interno

della relazione inter-personale.

→ serve x analizzare la relazione inter-personale:

DISAGIO – DISADATTAMENTO – DEVIANZA:

N.B: in approccio pedagogico ik disadattamento è normale.

Disadattamento = situazione k si verifica quando non vi è corrispondenza tra qll k siamo

– richiesti ad essere/fare e quello k riusciamo ade essere/fare.

Per l'uomo l'adattamento non è normale km x gli animali, xk è libero (e non è obbligato ad

adattarsi).

Cogliere nel disadattamento una “sfida a trasformarsi”; k non vuol dire adattarsi!

Trasformarsi chiedendosi se qll k mi chiede la situazione è propria o impropria, giusta o

ingiusta.

Disagio = è la “ cronicizzazione” del disadattamento

– quando subentra?

Quando mi adatto alle aspettative k mi vengono proposte, ma non le sento mie.

Nel disagio la persona rinuncia a reagire → rinuncia alla sua dignità

(l'educatore deve: guidare alla “conquista di sè” portando l'educando a capire k VALE)

Devianza = il disagio diviene devianza quando si infrange la LEGGE.

– Educatore deve tenere presente sempre ke: nell'adolescenza la trasgressione è normale, xk

indica il passaggio dall'età infantile all'età adulta: da un'obbedienza passiva (quella infantile

e quindi un'obbedienza subita) ad un' obbedienza attiva (quella adulta e quindi legata a

motivazioni). Ma oggi a causa della mancanza di una “moralità comune” (regole

comportamentali condivise) la trasgressione viene vista km: infrazione/infrangere di leggi, k

comporteranno poi delle conseguenze.

L'educatore deve: incanalare la trasgressione al fine di non far emergere comportamenti

illegali; e deve tener presente k: il comportamento illegale non da IDENTITA'.

LEGGE → è espressione della comunità (patto comunitario), è ciò k viene stabilito dalla

comunità.

→ ki la infrange va incontro a sanzioni → ki la infrange simboleggia k non

appartiene alla comunità

→ non è assoluta = xk è stabilita dall'e.u e può essere anke sbagliata

→ ci sono leggi k permettono “obiezione di coscienza” = riconoscimento k un atto

legale viene visto kn termini impropri

In educazione bisogna mirare a: EDUCARE ALLA CREATIVITA'

- CREATIVITA' = capacità di esprimere originalità e condivisione

- CONFORMISMO = porta all'impersonalità; ad adeguarsi a comportamenti già preventivati, va

contro ai concetti di “educazione”

- ANTI-CONFORMISMO = porta al: “non condividere” e al narcisismo

L'educazione è sempre a rischio di conformismo e anticonformismo, ma l'educatore deve essere

capace di non far conformare il suo educando e sé stesso senza entrare nell'anticonformismo ma

deve guidare secondo un'educazione alla creatività.

DISAGIO E DEVIANZA INQUIETANO?

→ il “paradosso” della fatica di vivere nella società + avanzata; motivazioni:

a) oggi vi è la società + scolarizzata della storia

b) ampio accesso di informazione

c) alti livelli di salute → k dovrebbero condurre a vivere bene e non a comportamenti nocivi sul

piano fisico-psichico-morale (comportamenti impropri)/spreco di umanità → come educatori

non dobbiamo rassegnarci a qsto xk non è normale !!!

Il DISADATTAMENTO è normale e va assunto km “sfida a diventare migliori”

→ comportamenti impropri = comportamenti a-progettuali → non riconoscono un futuro

→ riconoscendo un FUTURO ci custodiamo nel presente e evitiamo comportamenti k possano

danneggiare questo futuro.

Educazione: domanda il riconoscimento di un futuro → e l'educatore deve far riconoscere k vi è un

futuro al suo educando.

Oggi: xk fatica a riconoscere un futuro?

1. Narcisismo

2. Crisi della paternità

3. Il fenomeno del branco

1. NARCISISMO → Il narcisista è l'egocentrico k fa del suo piacere la sua soddisfazione.

E' incapacità di affrontare la frustrazione e di cogliere k vi è un futuro, ha

scarsa auto-stima in sé.

Frutto dell'eccesso di maternità → cercare solo esperienze k ci fanno stare

bene. (la maternità rimanda all' “IO” = Simbiosi kn l'altro (il figlio);

implica un obbedienza passiva).

2. CRISI DELLA PATERNITA' → acquistare la capacità di darsi dei LIMITI.

Padri: amano il figlio in modo diverso rispetto alla madre;

xk scopo: porre i figli ad affrontare l'alterità; la vita; il

mondo col fine di compiere conquiste e cogliere le sfide

della vita.

L'alterità rimanda a: regole – doveri – autorità.

(paternità rimanda al “NON IO” = l'alterità).

Educatore: deve educare tenendo presente il concetto di “paternità” senza affogare nella “maternità”

(= nell' assecondamento); cercando di incentivare il desiderio della CONQUISTA e AUTOSTIMA.

3. IL FENOMENO DEL BRANCO → nel branco l'aggressività diviene violenza e non forza.

In educazione: MAI negoziare kn il capo-branco; ma

puntare ad abbatterlo !!! come?

a) colpire il capo branco → fargli cogliere k non conta nnt

b) valorizzare i singoli soggetti del branco

c) introdurre il capo-branco nel gruppo senza xò potergli +

permettere di esercitare il suo dominio.

Differenza tra: Branco e Gruppo:

BRANCO → non vi è responsabilità personale

– GRUPPO / SQUADRA → vi è responsabilità e ognuno ha la propria personalità

L'essere umano deve appropriarsi della CAPACITA' DI DECIDERE xk è connotato da:

ASSERTIVITA' (= affermazione di sé, caratteristica del comportamento umano che consiste nella capacità di

esprimere in modo chiaro ed efficace le proprie emozioni e opinioni senza tuttavia offendere né aggredire

→ l'educatore può attraverso l'educazione alla corporeità introdurre il concetto di

l'interlocutore)

“OPPORTUNITA” attraverso il modello proposto dalla SQUADRA → dove ogni soggetto ha:

responsabilità e personalità.

Lo sport fa crescere la capacità di confrontarsi agonisticamente; dove il 1° agonismo non è quello

kn gli altri ma quello kn sé stessi (xk ci rende così capaci di compiere scelte).

→ è importante alimentare l'agonismo/competizione kn sé stessi xk così saremo capaci di saper

decidere nella vita !!! xk in quanto esseri liberi; la libertà implica sempre un “prender decisioni” e

quindi implica sempre un “rischio”.

L'EDUCAZIONE TRA AGENZIE EDUCATIVE

Agenzie Educative:

FORMALI → la Scuola

• → = Ambienti deputati ad educare e k conferiscono un titolo riconosciuto (es.

diploma).

→ fa acquisire il “sapere” e il “saper fare con competenza”

→ tutto ciò k è formale è COMUNE

NON FORMALI → il Lavoro

• → = Ambienti nn connotati in chiave educativa; ma k straordinariamente

praticano forme educative; cioè ambienti il cui scopo specifico non è

l'educazione.

INFORMALE → la Famiglia

• → ambienti k educano attraverso il vissuto ordinario ( la “quotidianità”)

→ 1° luogo k ha la piena totalità dell'educazione

→ non comporta il riconoscimento di un titolo

Connotato principale x essere educatore: MATURITA' → k rimanda alla capacità di praticare libertà

→ gli educatori devono saper mettere in campo una “maturità umana” senza affidarsi/consegnarsi

ad esperti (es. psicologi); essi possono essere solo utili x fornire i mezzi adeguati.

“non si impara sui libri, ma si impara vivendo”


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DETTAGLI
Esame: Pedagogia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie e dello sport (Facoltà di Medicina e Chirurgia di Roma e di Scienze della Formazione di Milano) (MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micheladelucca di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Mari Giuseppe.

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