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Il romanzo

Il romanzo, in particolare in Spagna, ha un'importanza fondamentale perché si è plasmato e sviluppato attorno alla realtà storico-politica del paese. Storicamente in Spagna, gli scrittori erano attenti a quello che accadeva intorno a loro, per scelta o per necessità.

Influenza della guerra civile e del franchismo

La necessità è soprattutto legata al periodo della Guerra civile, combattuta tra il 1936-1939, e del franchismo, che terminerà nel 1975 con la morte di Francisco Franco.

Spagna e rapporti con altri paesi

Rispetto ad altri paesi europei, come l'Inghilterra, la Francia o la Germania, la Spagna si muove "fuoritempo" e procede sempre per la sua strada, sia in ambito letterario che in ambito politico: per esempio la Guerra civile che inizia nel 1936 e che termina l'anno dello scoppio della II Guerra mondiale oppure in letteratura, dove le correnti letterarie si manifestano prima, dopo o affatto.

La Germania è il paese con il quale ha avuto rapporti più stretti. In Germania si sono formati i pensatori e i filosofi liberali di fine XIX secolo e primi XX. Seguono l'Italia e la Francia mentre con l'Inghilterra ha sempre avuto rapporti complessi.

Date importanti

  • 1868: ‘Gloriosa’
  • 1875: Anno della restaurazione borbonica (dopo che Isabella II venne cacciata). Sale al trono Alfonso 12
  • 1898: Anno della sconfitta di Cuba, chiamata in Spagna El desastre. Forse è la data che ha maggiormente segnato la storia del paese nel suo percorso di modernizzazione. Da questo momento la Spagna smetterà di essere un impero imperio donde nunca se ponía el sol. È il culmine di un lungo percorso di regressione. Anno che rappresenta il momento più basso della storia spagnola.
  • 1898-1936: Periodo interessante dal punto di vista letterario e culturale
  • 1936-1939: Guerra civile spagnola. (Idea che la Spagna si sia creata effettivamente in questi anni)
  • 1950: Fase di paralisi, stancamento. Dopo di questa inizia un periodo di sviluppo
  • 1975: Cento anni dalla Restaurazione. Anno in cui inizia la transizione, cioè il passaggio alla democrazia detto anche democratizzazione, dopo la morte del generale e protagonista della guerra Francisco Franco

Guerra civile

Non c'è stata una sola causa, ma ci sono più concause che hanno portato allo scoppio di questa: di religione, di classe, ingerenza da parte di altre utenze di provocare un conflitto. È stata il risultato di un concatenarsi di malumori, scontri, distanziamenti tra le varie componenti politiche e sociali che è arrivato ad un punto di non ritorno. Le cause sono strettamente connesse al 1875, non possiamo limitarci ad osservare quello che avviene negli anni immediatamente precedenti ma tornare anni addietro. Spesso si guarda semplicemente al periodo e la conclusione della seconda repubblica (1931-36). Bisogna guardare dal 1868 ( ‘Gloriosa’ rivoluzione che si conclude con la cacciata dal trono della regina Isabella II).

La Spagna storicamente è una monarchia ma in due momenti della sua storia ha vissuto le ‘repubblicane’ 1873-74: prima repubblica; 1931-36: seconda repubblica.

Scontro inevitabile tra tre gruppi differenti: cattolici, anticattolici, intellettuali (che non appoggiano né una parte, né l’altra). Divisione tra i gruppi a causa di:

  • Riforma agraria
  • Laicizzazione Spagna nel 1868/1875

La Spagna è un paese arretrato: sociale, economico. Sebbene circondata da paesi che avevano già avviato da circa un secolo la rivoluzione industriale (Francia, GB). Di questa rivoluzione non vi è traccia in Spagna. Nel 1868 è la stessa Spagna nella sua struttura sociale ed economica di due secoli prima.

È una Spagna nella quale non vi è praticamente traccia di industria, se non avviata da poco in una regione periferica che diventerà il vero polmone industriale del paese, la Catalogna. Il resto della Spagna era sterminato, con steppe, non particolarmente produttive e sono in ‘terratenientes’ mano a pochissime persone che possiedono la maggior parte delle terre ed esercitano un potere enorme sulla popolazione. È un sistema dell’antico regime. Avevano un dominio pressoché totale sui lavoratori. Un dominio che non si limitava alla sfera lavorativa ma totale della vita di questi contadini che erano per lo più analfabeti (75% analfabeti alla fine dell’800).

Da questo problema nasce uno dei temi che sarà tra le cause della guerra civile: la Riforma Agraria. Si chiede una ridistribuzione delle terre, che vengano confiscate e attraverso leggi nuove in modo che il contadino sia proprietario della terra che coltiva (‘Jornaleos’ perché lavoravano a giornata).

Laicizzazione della Spagna

Vi erano pochissime città: Madrid (500 mila abitanti alla fine dell’800); Barcellona (poco più grande di Madrid). Per il resto è un insieme di piccolissimi ‘pueblos’ che sono a distanze di 3-4 km che all’epoca però era una distanza enorme. Contesto di arretratezza, dove domina un aspetto fondamentale: quello religioso. La Spagna è la culla del cattolicesimo. Quando questo potere assoluto (= capacità di influire sulla mente delle persone) si inclina e si rompe, la reazione è fortissima. Tutto questo avviene proprio nel 19º secolo. La Spagna vive soprattutto dal 1860 un percorso di secolarizzazione (= laicizzazione).

Già in precedenza alcuni governi avevano messo in atto delle misure che tendevano a togliere potere alla Chiesa. Il potere sul quale si erano concentrati era quello economico. Terreni e beni ‘immobili’ erano in mano alla Chiesa o istituzioni religiose. Diversi governi nel 1836 e nel 1868 danno vita alla ‘desamortización’ sequestro da parte del governo di beni di proprietà della Chiesa. Questi beni non vengono messi a disposizione del popolo, ma vengono rivenduti a chi li poteva acquistare quindi quelli più ricchi. Si fa non tanto per dare beneficio al popolo ma come forma di attacco alla Chiesa Cattolica (non al cattolicesimo in quanto fede, ma alle gerarchie religiose).

Crea una profonda insoddisfazione perché il popolo era cattolico, a causa della sua ignoranza e analfabetizzazione mal digeriva gli attacchi alla loro unica certezza che era la religione. Queste desamortización ottengono un risultato diverso da quello che speravano, rafforzano nel popolo il sentimento di vicinanza alla religione. Il popolo non riceve nessun beneficio ma legge un attacco forte verso la chiesa.

La svolta del krausismo

La parte cattolica rimane molto cattolica e per contrasto si crea una parte della società che è fortemente anti-cattolica (non vuol dire che erano atei, ma si ribellavano alle gerarchie religiose e alla Chiesa come forma di potere). Tutto ciò avvenne nel 1861 perché un professore dell’università di Madrid che aveva una borsa di studio in Germania per filosofia tedesca e per importarla in Spagna, si era infatuato di un filosofo meno conosciuto ‘Kraus’.

Questo crea il ‘Krausismo’. La filosofia che sta alla base di questo processo di laicizzazione della Spagna. È una filosofia molto complessa ma che difende sostanzialmente un’idea: l’uomo sia al centro del mondo, non Dio e che possa entrare o possa sperare di avvicinarsi a Dio attraverso le sue azioni (non più solo la preghiera, ma anche una possibilità di entrare in contatto). Riprendeva in parte Lutero. Non controllando più l’anima delle persone, la Spagna si muove verso la Tappa Liberale.

Rivoluzione gloriosa

Nota come la ‘Gloriosa’ o più semplicemente ‘la settembrina’. Avviene nel 1868. La Spagna vive un periodo di grande crisi economica, anche se aveva rapporti e importava ricchezze dal continente americano. Ma è stata capace di spendere queste enormi ricchezze che ha acquisito dal controllo delle colonie americane.

Nei secoli precedenti buona parte di queste risorse erano state sperperate per dare soddisfazione ai grandi appetiti della corte spagnola. La Spagna spende molto in guerre, ma la novità è che le guerre si combattono in questi anni all’interno dei propri confini.

Indebolimento economico e rivoluzione del '68

Tra le cause dell’indebolimento economico:

  • Guerre: Agli inizi dell’800 la Spagna era stata a lungo sotto il controllo dei francesi di Napoleone. ‘Dos de Mayo’ 2 maggio 1808, momento della ribellione contro le truppe napoleoniche francesi.
  • Guerre oltreoceano: Le colonie si stavano via via rendendo indipendenti quindi questi denari non vengono più spesi.
  • ETA: Nel 1814, si arriva alla causa scatenante che sarà uno dei più grandi problemi interni della Spagna dell’800: ETA ossia il movimento terroristico basco. Ha fatto migliaia di vittime, ha tenuto in scacco per molti anni il governo spagnolo.
  • Carlismo: Il re Fernando VII esce vincitore nel 1814, ultimo re assolutista spagnolo. Muore nel 1833 e non aveva figli maschi. Solo una bambina, Isabella. Decide di far abrogare la legge salica, in vigore dai primi anni del '700, che stabiliva le regole di successione al trono e prevedeva che il re dovesse essere un maschio. Così avrebbe potuto mettere Isabella al trono. I monarchici però erano moltissimi e si ribellano contro questa decisione di Fernando, chiedono che venga ristabilita la legge salica e che quindi sul trono salga il legittimo erede al trono: il fratello di Fernando, Carlos María Isidro. Questo dà origine al Carlismo, che si impone nella zona nord. Nascono le guerre carliste.
  • No industrie: A differenza di altri stati, la Spagna non venne inserita in quel processo di industrializzazione. Venne costruita una rete ferroviaria che collegava però solo Madrid a Barcellona.

L’economia era prevalentemente agricola. Tra il 1865-68 si vive in Spagna un periodo di grande carestia, dovuto soprattutto alla siccità. L’indebolimento del popolo, ribellione come la Rivoluzione del ’68 che parte dalla città di Cadice e che viene assecondata da altre città del sud come Siviglia, Granada per poi risalire verso nord. (Stesso percorso che farà il generale Franco quando inizierà il percorso di risalita verso il nord negli anni della guerra civile.) Si parte da sud per risalire verso la capitale, punto focale.

Rivoluzione popolare appoggiata dai militari. Si conclude con la cacciata di Isabella II che si rifugia in Francia. Inizia questo periodo che si chiama ‘Sexenio Democrático’.

Sexenio democrático

È un periodo lungo 6 anni: dal 1868 al 1874 in cui non vi è più la monarchia in Spagna e quindi si dà origine alla I repubblica. (Lo stesso avviene successivamente con la II repubblica nel 1931-36. La fine di questa coincide con il tentativo di colpo di stato, il cui fallimento provoca lo scoppio della guerra civile).

Ultimo sovrano prima del sexenio: Isabella II; primo sovrano dopo il sexenio: Alfonso XII. Isabella II era considerata inadatta, si lasciava influenzare eccessivamente, era dissoluta – più occupata a incontrare i suoi amanti che ad occuparsi di politica. Questo non fa che aumentare l’antipatia nei confronti della regina. Cose positive: acquedotto e reti idriche a Madrid; prime reti ferroviarie.

In questi anni dobbiamo mettere in risalto 3 momenti:

  • Problema fondamentale dal punto di vista politico, sebbene si parli di tre grandi gruppi politici (progressisti, conservatori, moderati). Il problema era che non erano uniti o compatti, il cui pensiero politico si concretizzasse attorno a idee fondamentali. All’interno vi erano decine e decine di piccoli gruppi che non riuscivano a mettersi d’accordo nemmeno nelle questioni più rilevanti.
  • In questo sexenio quindi non si ha nessuna stabilità politica, al punto che la restaurazione della monarchia avviene in modo indolore (rivoluzione x cacciare Isabella x cacciare i borboni per mettere punto finale sulla monarchia che non aveva particolari colpe, per poi restaurarla dopo soli 6 anni).
  • Gobierno Provisional che si succedono nei primi anni, fino al 1871, Amedeo I d'Austria (Italiano, casata dei Savoia). Si trasferisce a Madrid per diventare re di Spagna. Non sapeva la lingua, né i costumi o le usanze e le tradizioni. L’antipatia è reciproca, Amedeo non ama il suo ruolo e gli spagnoli non vogliono un re italiano. Sostanzialmente non fa nulla per stabilire un feeling con gli spagnoli. Il suo regno si esaurisce in poco più di due anni (1871-73)

Prima repubblica

Creata senza che in Spagna ci sia sostanzialmente un repubblicano. È un’immagine di facciata. Si continuava a vivere all’interno di una moltitudine di piccoli partiti e movimenti che stabilivano piccoli accordi personali che si esaurivano rapidamente per poi finire nel caos politico. Non vi era un quadro politico stabile che portasse ad una decisione politica decisiva. Si ritorna al re, Alfonso XII, seguito da Alfonso XIII. Fallimento del Sexenio Democratico.

Restaurazione e il fallimento della prima esperienza repubblicana

Il 1875 segna il fallimento del sexenio democratico ma fallisce soprattutto la prima esperienza repubblicana e sul trono ritornano i Borboni con la figura di Alfonso XII i quali erano sul trono di Spagna dall’anno 1700.

L’entrata trionfale nelle strade di Madrid di Alfonso XII avviene senza particolari resistenze. Il 1875 si ricollega direttamente al 1898 (anno del desastre, anno orribile perché chiude una fase di grande impero spagnolo che era durata per oltre 5 secoli). Il 1898 è la tappa conclusiva, non è l’anno della guerra di Cuba ma l’anno in cui tutto termina.

Periodo 1875-1898

È un periodo importante che funziona come se fosse una sorta di incubatrice: di questi cambiamenti quasi nulla si concretizza in questi 23 anni ma tutto si genera. In realtà è un periodo in cui si avviano profondi cambiamenti ma non è un periodo di cambiamenti. Con Alfonso XIII entra in gioco un personaggio fondamentale, un politico conservatore che si chiama Antonio Cánovas del Castillo. Quest’ultimo ha saputo dare alla Spagna una buona stabilità politica: la Spagna per funzionare doveva avere alcuni punti fissi e fermi e uno di questi per Cánovas de Castillo è la monarchia (l’elemento centrale attorno al quale tutto ruota) e in secondo luogo il rispetto del parlamento (in spagnolo “las cortes”).

Per dare questo equilibrio Cánovas raduna tutti i partiti politici (o movimenti) in due grandi blocchi:

  • Moderati (o conservatori)
  • Progressisti

Tutto viene compattato dentro questi grandi due blocchi. Per convincere tutti i partiti Cánovas inventa il turnismo, alternanza pacifica al potere di questi due grandi blocchi (5 anni governa uno e 5 anni l’altro).

Politica e caciquismo

Se questa capacità di Cánovas de Castillo di dare ordine e stabilità politica alla Spagna rappresenta la luce, esistono poi delle ombre:

  • Caciquismo deriva da “cacique” che significa “capo del villaggio”. Nell’800 in Spagna esistevano moltissimi ‘pueblos’ isolati uno dall’altro, abitati da una popolazione di agricoltori analfabeti e che era totalmente dominata dai proprietari terrieri (terratenientes) perché chi aveva la terra aveva in mano la vita dei lavoratori e quindi il potere. Terrateniente = cacique e il prete (il cura) perché la poca componente educativa e culturale era nelle mani della Chiesa. Quindi lo spirito e la terra erano le componenti che dominavano la vita degli uomini, delle città e in maniera assolutamente totale nei ‘pueblos’.
  • Pucherazo tradotto in italiano sarebbe “broglio elettorale”, è la forma attraverso la quale si concretizza il turnismo voluto da Cánovas de Castillo. Sostanzialmente dice agli abitanti del pueblo che cosa devono votare, da Madrid (dal centro) arrivano le disposizioni e tutto trova un suo equilibrio.

Tutto questo arriva fino al 1897 anno della morte di Cánovas, il quale viene ucciso da un anarchico spagnolo mentre sta aspettando un treno su una panchina in stazione. Siamo in un momento terribile perché nel 1898 termina la guerra di Cuba. Questi anni della restaurazione sono stati gli anni in cui hanno cominciato a farsi sentire alcune ideologie politiche, alcune filosofie nelle quali gli intellettuali cominciano a farsi carico di quello che vedono come un inevitabile cambiamento perché la Spagna entra in un momento di grande conflitto ideologico:

  • Da una parte abbiamo la Spagna eterna, la parte di paese che ha questa formazione/cultura cattolica
  • Dall’altra parte c’è un certo numero di intellettuali e professori che sentono la necessità di interrompere, di svoltare. In alcuni vi è una presa di coscienza di un’arretratezza della Spagna che non può più continuare. In questo momento si accelera in modo determinante questo percorso di implosione della Spagna, cioè dal grande impero di arriva al piccolo e arretrato stato periferico.

Nel 1898 si raggiunge il punto più basso della storia contemporanea del paese. In quegli anni in Europa siamo nell’epoca dei nazionalismi che porteranno allo scoppio della Prima Guerra Mondiale che è l’emblema della guerra di espansione: tutti vogliono espandersi, tutti vogliono essere una grande potenza, un impero.

La Spagna, che si muove sempre fuori tempo, arriva al suo punto minimo di potenza nel momento in cui tutti cercano di aumentare la propria potenza e per questo alcuni intellettuali cercano di dare una svolta soprattutto culturale, educativa e sociale. In quel momento la Spagna è un paese vecchio e arretrato e deve cambiare tutto.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinamantello di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Succio Marco.
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