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BACKGROUND STORICO SPAGNA

1492 Scoperta dell’America e fine della “Reconquista”, ossia il periodo dal 722 al 1492 in cui i

regni cristiani del nord della Penisola iberica riconquistarono i regni del centro-sud occupati dai

musulmani. L’ultimo regno a essere riconquistato fu quello di Granada.

1469 Unificazione del territorio spagnolo con il matrimonio dei due sovrani cattolici Fernando

d’Aragona e Isabella di Castiglia (unione delle corone).

Cinquecento-Seicento Dinastia degli Asburgo (los Austrias). Nell’era del colonialismo e

dell’espansionismo verso il Nuovo Mondo la Spagna conobbe un periodo di splendore grazie ai

flussi di metalli preziosi e di materie prime provenienti dalle colonie. Durante gli anni della Riforma

protestante (1517) gli Asburgo (in particolare Filippo II) tentarono di allontanare la Spagna

dall’Europa con un approccio di chiusura verso l’esterno per evitare la diffusione del

Protestantesimo e allo stesso tempo difesero strenuamente il Cristianesimo ricorrendo anche a

persecuzioni di protestanti, musulmani ed ebrei. Da un punto di vista culturale e letterario, la

Spagna del Cinquecento fu particolarmente fiorente, tanto che si parla del “siglo de oro”. Tuttavia

nel Seicento l’economia spagnola si trovata in una posizione di arretratezza rispetto alle altre

potenze europee.

Settecento

1700-1714 Muore l’ultimo sovrano degli Asburgo senza lasciare eredi e scoppia la Guerra di

successione: sia gli Asburgo che le casate di Francia (i Borbone) e di Baviera reclamavano la corona

spagnola, ma Carlo II in punto di morte aveva nominato suo successore Filippo, il nipote del re di

Francia Luigi XIV. Se Filippo fosse salito al trono, la Francia avrebbe guadagnato una grande

egemonia, rompendo di fatto gli equilibri europei e in Spagna era diffuso il timore che le due corone

potessero unirsi sotto a un unico monarca. Filippo era supportato dalla corona di Castiglia, mentre

l’altro pretendente principale, Carlo, era appoggiato dalla corona di Aragona. La guerra si conclude

con il trattato di Utrecht si riconferma Filippo come nuovo sovrano di Spagna, con la clausola di

non unire le due corone di Francia e Spagna. Con Filippo si apre la dinastia dei Borbone, ma la

Spagna perde i territori italiani e i Paesi Bassi. Da questo momento i sovrani borbonici tentarono di

mantenere una vicinanza con la Francia e una rivalità con l’Inghilterra.

Carlo III (1759-1788) Re borbonico molto stimato durante il periodo dell’Illuminismo che avvia

una serie di migliorie strutturali: ordina la costruzione di fognature, viali, teatri e fa installare la

prima illuminazione. Carlo III tentò di risollevare l’economia spagnola. Con Carlo III si avvia il

cosiddetto “dispotismo illuminato”, volto alla centralizzazione del potere del sovrano. Il figlio Carlo

IV non prosegue il progetto del padre e lascia il governo nella mani della moglie Maria Luisa di

Parma. La donna intratteneva una relazione adultera con il primo ministro Manuel Godoy e le

dinamiche familiari e governative sono ben esemplificate nel dipinto di Goya (il pittore di corte di

quel periodo), commissionato proprio dalla stessa famiglia reale e intitolato “La famiglia di Carlo

IV”. L’opera fu criticata al tempo per la realizzazione quasi grottesca dei membri della famiglia, in

particolare dello stesso sovrano, tuttavia è significativo perché posiziona al centro del dipinto la

figura di Maria Luisa, che era di fatto la potenza dominante.

Ottocento

1807 Godoy firma il trattato di Fontainebleau con Napoleone, che autorizzava il passaggio delle

truppe francesi in Spagna per invadere il Portogallo e in cambio alcuni territori conquistati

sarebbero stati destinati a Godoy.

Nel frattempo, il figlio di Maria Luisa e di Carlo IV, Fernando VII, tenta di destituire Godoy e inizia

a ottenere l’approvazione del popolo, sempre più ostile nei confronti del sovrano e del primo

ministro sia per l’incapacità di Carlo nel detenere il potere, sia per la crisi economica che colpiva la

nazione. In un primo momento Fernando tenta la congiura (il cosiddetto complotto dell’Escorial),

ma viene scoperto prima di metterla in atto. Con il trattato di Fontainebleau scoppia il malcontento

generale e si diffonde il timore di un’invasione napoleonica della Spagna, poiché le truppe francesi

nel territorio spagnolo aumentavano sempre di più e la loro presenza autorizzata da Godoy si stava

trasformando in una vera e propria occupazione e quando il primo ministro se ne rende conto sposta

la corte a Aranjuez.

1808 Motìn de Aranjuez: un levantamiento popular (sollevazione popolare) volta all’abdicazione

di Carlo IV in favore del figlio Fernando e alla destituzione di Godoy. Il popolo sostenitore del

principe Fernando assale la corte di Aranjuez e solo l’intervento di Fernando impedisce il linciaggio

di Godoy, che viene risparmiato. Il re Carlo si vede costretto ad abdicare e Fernando viene nominato

sovrano.

Napoleone, tuttavia, che voleva invadere anche la Spagna, non accetta l’ascesa al trono di Fernando

e per risolvere la questione, convoca sia Carlo che Fernando a Bayonne. Fernando accetta l’invito

sperando di convincere Napoleone ad accettarlo come legittimo sovrano, ma Napoleone lo costringe

ad abdicare in cambio di denaro e nomina il fratello, José I Bonaparte come re di Spagna.

La notizia del trasferimento a Bayonne dei due reali viene interpretato dal popolo come una resa

alla Francia napoleonica, scatenando una violenta reazione patriottica: la popolazione insorge,

dando inizio alla Guerra d’indipendenza spagnola.

1808-1814 Guerra d’indipendenza spagnola: fu una vera e propria guerriglia, ossia un serie di

brevi azioni militari, sabotaggi e attacchi a sorpresa in ambito urbano che di fatto costituiscono un

continuo logoramento. Duranti gli anni di combattimenti si crea intorno alla figura di Fernando VII

il mito del “Deseado”, ossia un sovrano costretto forzatamente all’esilio di cui il popolo attende

con fervore il ritorno. L’immagine del sovrano legittimo vittima della tirannia napoleonica divenne

la motivazione principale per combattere, ma Fernando era in realtà ben diverso dalla sua figura

mitizzata che si era diffusa nell’immaginario collettivo. Da un lato vi erano le truppe francesi

aiutate da “los afrancesados”, ossia tutti coloro che in Spagna simpatizzavano per la Francia

napoleonica; dall’altro lato vi era il popolo spagnolo, aiutato da militari e dall’esercito britannico

che puntava a ridurre l’egemonia francese.

1812 Costituzione di Cadice. Dopo la nomina di José Bonaparte come sovrano, i cittadini

spagnoli si rifiutarono di riconoscerlo come re, poiché illegittimo, e colmarono il cosiddetto “vacìo

de autoridad” organizzando delle Giunte Provinciali (Juntas Provinciales), coordinate dalla Junta

Central, che costituiva il massimo organo di governo opposto alla figura di José primero. La

Costituzione liberale definiva la Spagna una monarchia costituzionale e designava come unico

sovrano “el Deseado”, ossia Fernando VII. Inoltre, era un documento piuttosto all’avanguardia per

il tempo, in quanto garantiva la libertà di stampa, la sovranità nazionale, la divisione dei poteri in

legislativo, giudiziario ed esecutivo, l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge e il

riconoscimento dei diritti individuali. La guerra fu vinta dagli spagnoli grazie all’intervento del

duca di Wellington, il quale provocò rovinose sconfitte alle truppe napoleoniche, costringendole alla

ritirata.

Napoleone rinuncia alla sottomissione della Spagna e concede a Fernando la corona.

1813 Fernando VII torna firma un trattato di pace con la Francia in cui promette di perdonare los

afrancesados e nel 1814 torna in patria. Il ritorno di Fernando fece crollare quelle aspettative di

prosperità e giustizia che si erano create negli anni della Guerra d’indipendenza, poiché Fernando

era molto lontano dalle posizioni liberali della costituzione di Cadice ed era invece favorevole

all’assolutismo. Dopo il suo ritorno in Spagna, Fernando annulla tutte le riforme avanzate dalla

Corte di Cadice (libertà di stampa, soppressione dell’inquisizione e la confisca dei beni

ecclesiastici), dissolve il Parlamento, rifiuta la Costituzione di Cadice e inizia a regnare come un

monarca assoluto.

Fernando VII

Il regno di Fernando VII viene generalmente suddiviso in tre periodi:

1814-1820 Periodo absolutista: caratterizzato da una forte repressione e chiusura culturale (stallo

per quanto riguarda la vita scientifica), vengono chiusi i giornali, le università, c’è una censura

pervasiva e quasi nessuna libertà di espressione. Los afrancesados, contrariamente alla promessa

fatta, vengono mandati in esilio e qualsiasi tentativo di opposizione alla monarchia viene duramente

soppresso. Fernando si interessò più alla politica interna che alla politica estera, infatti la Spagna

rimase in secondo piano nel panorama internazionale, considerando che si trovava già in difficoltà

economiche a causa della guerra che era appena terminata. Nel 1820 un gruppo di soldati che

doveva recarsi nelle colonie spagnole a reprimere i nazionalismi e i movimenti indipendentisti si

ribella agli ordini di Fernando VII in un “pronunciamento liberal” che costrinse il sovrano ad

allentare la presa.

1820-1823 Trienio liberal: il re giura sulla Costituzione di Cadice, che torna così in vigore.

Anche la censura viene diminuita e viene concessa maggiore libertà. In questo periodo si assiste ad

una scissione nel gruppo dei liberali, che si dividono così in:

-doceañistas (o moderados): erano i liberati più moderati che erano fedeli alla Costituzione del 1812

e cercavano un compromesso con il sovrano

-veinteañistas (o exaltados): erano i liberali più progressisti che ritenevano che la Costituzione di

Cadice fosse ormai obsoleta e che bisognasse proporre nuove riforme e una nuova costituzione

liberale.

La situazione politica del trienio liberal era particolarmente instabile a causa di questa divisione

interna nel movimento liberale e Fernando ne approfitta per interpellare la Santa Alleanza e

ristabilire l’assolutismo. Interviene quindi l’esercito francese de Los Cien Mil Hijos per restaurare

la monarchia assoluta.

1823-1833 Ominosa década: Fernando annulla tutte le riforme del triennio precedente e inizia la

persecuzione e la repressione dei liberali. Uno dei periodi più bui per la Spagna, definito anche il

decennio nefasto. L’avvento del decennio nefasto costringe moltissimi intellettuali di pensiero

liberale all’esilio in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, causando un impoverimento del Paese dal

punto di vista culturale. Nel frattempo il fratello di Fernando, Carlo, aspira al trono, visto che il

sovrano aveva solo una figlia femmina, Isabella e secondo la legge salica in vigore gli eredi al trono

potevano essere soltanto i figli maschi, quindi lui sarebbe dovuto essere il successore. Fernando

attraverso la Pragmàtica Sanciòn abolisce la legge salica, permettendo alla figlia di salire al trono

dopo la sua morte. Carlo, che vede la propria strada sbarrata verso la corona, raduna un gruppo di

sostenitori e si giunge alla guerra civile (guerre carliste).

Nel 1832, ormai vicino alla morte, Fernando fa una serie di concessioni: permette agli intellettuali

esiliati di tornare in patria, concedendo l’amnistia.

Nel 1833 muore Fernando e il potere passa nella mani della moglie Maria Cristina, dato che Isabella

era ancora troppo giovane per governare.

1833-1839 Guerra civile composta da una successione di guerre carliste tra i sostenitori di Carlo

(l’erede legittimo) e i sostenitori di Isabella. Si conclude con la sconfitta delle forze carliste.

1833-1841 Reggenza di Maria Cristina: la forza predominante erano i liberali, ma nel contesto

delle guerre carliste si ripresenta la stessa situazione di instabilità del trienio liberal: in particolare i

progressisti (exaltados) e i moderati. I progressisti presiedevano il governo e iniziarono ad avviare

una serie di iniziative volte alla confisca dei beni ecclesiastici e nobiliari per ridistribuirli in maniera

più equa attraverso la vendita all’asta (manovra di desamortizaciòn), alla riduzione dei poteri del

sovrano, alla libertà economica e alla costituzione di un corpo di milizia nazionale che garantisse il

rispetto delle libertà. Inoltre, tenta di risollevar l’economia spagnola con una riforma agraria che si

rivela, però, fallimentare.

1841-1843 Il regno di Maria Cristina aveva generato molto malcontento, tanto che il potere

venne affidato al progressista Espartero. La reggenza di Espartero durò soltanto tre anni in cui

applica un certo radicalismo politico e venne stroncata da una sollevazione militare organizzata dai

moderati. 

1843-1868 Isabella viene incoronata regina e a differenza della madre, la giovane simpatizzava

maggiormente con le idee dei moderati, che divennero la forza politica dominante. Vennero

avanzate diverse riforme:

-Creazione della Guardia Civil

-Riforma fiscale

-Si completa la desamortizaciòn 

-Viene proclamata la Costituzione del 1845 moderata

1868 Gloriosa rivoluzione: visto il fallimento del regime moderato di Isabella e il malcontento

popolare verso il modo in cui il Paese veniva governato (la Spagna si trovava in una situazione di

crisi politica, agraria, fiscale ed economica), nel 68 ci fu una sollevazione di massa appoggiata dal

popolo, dai militari e dai politici per detronizzare la regina. L’ammutinamento militare porta a un

governo provvisorio con la reggenza del generale Serrano e nel frattempo le varie forze politiche

cercano un nuovo re.

Il periodo del Sessennio democratico (1868-1874) si caratterizza per una forte instabilità politica:

1868-1873 La prima fase vede la formazione di una monarchia costituzionale con la reggenza di

Amedeo di Savoia, votato come candidato migliore. In seguito all’ennesima guerra carlista Amedeo

abdica e le Cortes spagnole, ritenendo impensabile la ricerca di un novo re, proclamano la

Repubblica nel 1873.

1873-1874 Nasce la Prima Repubblica spagnola, che dura poco più di un anno. Si trattava di una

regime democratico altamente instabile in cui si succedettero cinque diversi presidenti e che era

stato proclamato senza appoggio né da parte del popolo né da parte dei politici, considerando che il

partito repubblicano aveva poco seguito. Il governo repubblicano avanzò una serie di riforme:

-separazione tra Stato e Chiesa

-abolizione della schiavitù in alcune colonie

-regolamentazione del lavoro minorile

La fine della Prima Repubblica spagnola viene segnata da una serie di eventi bellici e politici:

l’ultima guerra carlista, il cantonalismo spagnolo (un movimento avanzato dai repubblicani

federalisti che volevano suddividere lo Stato in cantoni indipendenti) e le cospirazioni militari che

aspiravano al ritorno di un sovrano borbonico, in particolare Alfonso XII, il figlio di Isabella.

1874 Fine della Prima Repubblica e ritorno alla monarchia: inizia il periodo della Restaurazione

borbonica. La caduta del regime repubblicano avviene in seguito al pronunciamiento militar a

Sagunto che sancisce l’incoronazione di Alfonso XII.

1898 Guerra contro gli Stati Unita e perdita delle ultime colonie spagnole: Cuba, Porto Rico e

Filippine

Novecento

1902-1931 Governo di Alfonso XIII, una monarchia con il sovrano come capo assoluto

dell’esercito e interessato alle questioni di politica interna. Tuttavia, il periodo di reggenza era

particolarmente instabile a causa di diversi fattori:

-tensioni tra i movimenti politici opposti, tra cui liberali e conservatori

-crisi economica che si diffonde a partire dalla Prima guerra mondiale, in cui la Spagna si dichiara

neutrale (quindi perde la posizione di produttrice di materiale bellico per le potenze coinvolte)

-crisi sociale dovuta dai sempre maggiori movimenti operai repressi con la forza

-crisi nazionale data dalla diffusione di ideali patriottici e nazionalistici nelle comunità autonome

spagnole (Catalogna), che rivendicano la propria indipendenza

Per far fronte a una situazione di crisi su più livelli, Alfonso XIII chiede aiuto al generale Primo de

Rivera, che organizza un colpo di stato appoggiato dallo stesso sovrano.

1923-1930 Dittatura militare di Primo de Rivera, che tenta di risolvere i problemi del Paese

intervenendo con una serie di migliorie: ordina la costruzione di opere pubbliche, sistema le

infrastrutture, modernizza l’economia. Tuttavia, l’intervento risoluto del generale non basta per

risollevare la Spagna dalla crisi e Alfonso XIII è così costretto a indire le elezioni nel 1931, con

l’obiettivo di far vincere la monarchia.

1931 Elezioni: i partiti di sinistra, nonostante le divergenze, si organizzano in un unico partito

attraverso el pacto de San Sebastiàn, per vincere sulla destra. La monarchia ottiene più voti in

provincia e nelle campagne (i voti venivamo manipolati dai proprietari terrieri), mentre in città

ottiene più voti la repubblica. Alfonso si trova costretto ad abbandonare il Paese e viene proclamata

la Seconda Repubblica spagnola, che durerà fino all’inizio/alla fine della guerra civile.

1931-1939 Il periodo della Seconda Repubblica è scandito da una continua alternanza al potere

tra forze di destra e di sinistra:

-1931-1933 bienio rojo o reformista: governo di sinistra che ha come obiettivo quello di

proclamare una nuova Costituzione e avanzare una serie di riforme.

A dicembre del 1931 viene approvata la nuova Costituzione, che era molto all’avanguardia per

l’epoca. Stabiliva che la Spagna era uno stato laico e unitario con lingua ufficiale il castigliano, ma

concedeva uno statuto di autonomia in alcune regioni particolari (Catalogna ecc). Si separavano

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atlas18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Rota Ivana.
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