PACKAGING
La produzione è interessata a disporre di imballaggi idonei ed economici, di sistemi di
confezionamento che contribuiscano a razionalizzare il ciclo produttivo. La
distribuzione chiede di prolungare la vita del prodotto di facilitarne la movimentazione,
di favorirne il successo commerciale. I consumatori vogliono essere garantiti della
confezione circa la qualità dell’alimento, chiedono praticità e convenienza
all’imballaggio ed attenzione alla salvaguardia dell’ambiente.
Il packaging è un sistema coordinato con cui si predispongono gli alimenti per il
trasporto, la distribuzione, la conservazione la vendita e l’utilizzo finale. Un mezzo per
assicurare che un prodotto raggiunga il consumatore finale nel migliore dei modi e al
minimo costo. Una funzione tecnico economica finalizzata a minimizzare i costi della
distribuzione ed a massimizzare i profitti.
Package: rappresenta l’imballaggio ovvero il contenitore che offre protezione
meccanica al prodotto
Packing: è un termine che si riferisce sia ai manufatti che alle attività concernenti
l’operazione di imballaggio del prodotto
Imballaggio-contenitore primario: materiale o contenitore a diretto contatto con
il prodotto, detto anche imballaggio di vendita o di presentazione. Es: bottiglia
d’acqua, confezione uova, scatoletta tonno, vaschetta carne fresca, vassoi per cotture
in forno, cartoncini fast-food, tappi. Deve essere sicuro per il consumatore e per
l’alimento stesso, oltre alla funzione di protezione ha anche la funzione di marketing
Imballaggio-contenitore secondario: sistema di contenimento di uno o più
contenitori primari, non a diretto contatto con il prodotto ma del contenitore primario,
detto anche imballaggio multiplo, è concepito per costituire un raggruppamento di
imballaggi primari nel punto vendita.
Se il prodotto viene rimosso dal suo contenitore secondario, non necessariamente
vengono modificate le sue caratteristiche ed il suo valore commerciale.
Es: plastica che tiene insieme 6 bottiglie di plastica. Invece i cracker sono confezionati
in polipropilene ma i 10 pacchettini sono contenuti in cartone (imballaggio secondario)
che ha lo scopo di rallentare il raffermimento del prodotto stesso. Per i prodotti secchi
come i cracker ad esempio bisogna proteggere dallo sbriciolamento, la friabilità
(rallentare assorbimento umidità), e rallentare l’ossidazione dei grassi presenti negli
oli. Altri contenitori secondari: bag in box. Sacchetto in materiale plastico (imballaggio
primario) dentro il cartone (imballaggio secondario): vini.
Imballaggio-contenitore terziario: insieme di più contenitori primari o secondari
predisposto specificatamente per il trasporto e la movimentazione, detto anche
imballaggio di trasporto. Es: pallet, cartoni, film estensibili
M.O.C.A.: materiale ed oggetti destinati al contatto con gli alimenti (imballaggi,
guanti, utensili cucina, macchine di erogazione, bicchieri, piatti
Materiali composti multistrato: tetrapak, plastica coperchio salumi in vaschetta
LE FUNZIONI DELL’IMBALLAGGIO
Sicurezza regolamentata da leggi è un prerequisito
Le altre funzioni vengono fornite dall’azienda in modo volontario e sono
Contenimento, protezione, conservazione, logistica, servizio
SICUREZZA
Materiali ed oggetti destinati al contatto diretto o indiretto con alimenti devono essere
sufficientemente inerti da escludere il trasferimento di sostanze in quantità tali da
mettere in pericolo la salute umana o da compromettere in maniera inaccettabile la
composizione dei prodotti alimentari e il deterioramento delle loro caratteristiche
organolettiche. bottigliette plastica acqua devono essere protette da fonti di luce e
calore per evitare deterioramento plastica e conseguenze sull’acqua.
Migrazione: possibile cessione di sostanze dall’imballaggio all’alimento che possono
provocare rischio per il consumatore (differenza tra bambino adulto e anziano)
CONTENIMENTO
I liquidi, le polveri, le creme e i granulati non sono “merci di consumo” se non sono
suddivisi, raggruppati o avvolti da un contenitore. Lo stato liquido è quello che
presenta le maggiori esigenze di contenimento in tutte le fasi di produzione e
commercializzazione.
PROTEZIONE
Prevenzione da danni fisici e meccanici, bisogna conoscere i fattori critici che possono
portare alla perdita di valore del prodotto commerciale.
CONSERVAZIONE
Possibilità che il packaging intervenga arrestando o rallentando i cambiamenti
biologici e chimici di un prodotto alimentare. Salmone sottovuoto in vassoio con sopra
film plastico. Bisogna tenere conto dell’alterazione microbica e quella fisica,
sottovuoto per creare ambiente sfavorevole agli aerobi, ma si ha un maggior sviluppo
di batteri anaerobi, la scelta dei materiali serve per evitare l’entrata di gas. Nelle paste
fresche si utilizza l’atmosfera protettiva ma devo comunque scegliere materiali
adeguati.
LOGISTICA
Qualsiasi prodotto agro-alimentare sia fresco che trasformato nelle fasi che seguono la
sua preparazione e che precedono l’acquisto da parte del consumatore finale, è
soggetto a numerose operazioni determinanti per il suo costo e la sua redditività come
la movimentazione, il magazzinaggio, il trasporto, il condizionamento e la
distribuzione. Tali operazioni possono alterare le sue caratteristiche originali. Le
caratteristiche dei prodotti alimentari influenzano la movimentazione. La fragilità ad
esempio impone cure della movimentazione e nella scelta dei materiali. La deperibilità
che è tipica di tutta la catena del freddo, prevede la movimentazione e lo stoccaggio a
temperature specifiche
Lo strumento per spostare nello spazio e nel tempo i prodotti, tranne rarissime
eccezioni, è l’imballaggio
COMUNICAZIONE
Colori, stampe, forma apparenza
L’imballaggio è stato definito silent seller (venditore silenzioso) per sottolineare la
valenza di comunicazione che è insita in qualsiasi forma di packaging (bottiglia fanta e
coca che attraggono di più i consumatori giovani). Etichette surgelati con scritta shelf-
life in base alla temperatura di conservazione (test fatti da tecnologi)
Informazioni nutrizionali, consigli d’uso
SERVIZIO/CONVENIENCE
Esempi di convenience offerta dal packaging sono le aperture facilitate, la richiudibilità
delle confezioni flessibili, la “pelabilità” di alcune chiusure, l’attitudine al trattamento
in forni a microonde. Ci sono dei forni che leggendo dei codici presenti sui contenitori
contenenti dei preparati impostano le condizioni di cottura.
FUNZIONALE
L’imballaggio funzionale corrisponde a una soluzione di packaging capace di svolgere
una funzione aggiuntiva, rispetto a quelle tradizionali di contenimento, generica
protezione, presentazione delle merci. Mette insieme la funzione di protezione e
conservazione aggiungendo un certo livello di interazione con il prodotto o il
consumatore. L’imballaggio attivo: insieme di soluzioni che consentono di
sequestrare sostanze indesiderate o cederne di utili per favorirne la conservazione. Es:
etichetta all’interno della confezione che sequestrano ossigeno in eccesso, oppure
imballaggio che rilascia sostanze antimicrobiche. L’imballaggio è
intelligente se è dotato di un indicatore che consente di monitorare
direttamente o indirettamente la qualità del prodotto. Non vengono utilizzati
nel mediterraneo perché delle variazioni di colore che indicano che è stato per
qualche giorno ad una temperatura diversa, non vuol dire che per forza la qualità
dell’alimento sia variata ma il consumatore non lo sa e quindi magari non lo compra.
ECOLOGICA
07/10/19
PACKAGING SOSTENIBILE
Cercare dei compromessi in grado di ridurre gli sprechi alimentari e l’immissione nel
mercato di packaging difficile da smaltire. L’imballaggio sostenibile è ideato,
fabbricato, trasportato e riciclato utilizzando dove possibile, energie rinnovabili e
energie pulite. Protegge il prodotto durante il suo viaggio fino all’utente finale con il
minor impatto ambientale e la minor
produzione di scarti e rifiuti derivati dal
prodotto e dell’imballaggio usato e di emissioni nell’ambiente. È ottenuto da fonti
responsabili, materie prime rinnovabili, viene recuperato efficacemente dopo l’uso, è
rispettoso dell’ambiente perché ottenuto con il minor consumo di risorse ed energia.
La scelta del materiale che lo costituisce è coerente con l’ambito del prodotto e con la
sua distribuzione. L’imballaggio sostenibile viene progettato e prodotto secondo una
prospettiva di riduzione del numero di materiali utilizzati, di riduzione del numero dei
componenti e della loro agevole separazione. Deve essere progettato e prodotto
secondo un principio di riciclabilità e si basa in via prioritaria su materiali riciclati.
L’imballaggio sostenibile si dispone a un allungamento della propria vita e di quella del
prodotto, include l’essere riutilizzabile tra i propri principi, così come eventuali altri usi
prima del fine vita. L’imballaggio sostenibile, infine, deve prevenire la produzione di
rifiuti, ed essere pensato per ottimizzare stoccaggio e trasporto.
è possibile trovare il punto ottimale, se ho un sistema di confezionamento
sottodimensionato, ho più impatti ambientali dovuti allo spreco di cibo perché non
correttamente conservato, se invece ho overpackaging, l’alimento sarà protetto ma
l’imballaggio avrà un maggior impatto ambientale. Per trovare il punto ottimale
bisogna conoscere le caratteristiche degli alimenti e degli imballaggi. L’Innventia AB
Model cerca di rappresentare questo concetto: il più delle volte, lo spreco di prodotto
derivato da una riduzione eccessiva degli imballaggi (underpackaging) ha un impatto
sull’ambiente molto maggiore di quello derivato da un eccesso di packaging
(overpackaging)
caffè
Negli spinaci ha un elevato impatto la conservazione domestica nel freezer. Quindi non
è sempre vero che il packaging è il principale responsabile dell’inquinamento.
How green is your packaging?
Un interrogativo introdotto di recente per sottolineare gli sforzi intrapresi per
corrispondere, attraverso la scelta del materiale e della forma di un imballaggio, ad
obiettivi di PROTEZIONE AMBIENTALE; con particolare riferimento alle problematiche di
inquinamento legate sia alla produzione che allo smaltimento degli imballaggi usati.
FUNZIONE ECOLOGICA DEGLI IMBALLAGGI
Una delle sfide nella progettazione di imballaggi, vista la difficoltà e il costo per
separare i diversi materiali, sarà quella di produrre manufatti prevedendo l’impiego del
minor numero possibile di materiali
sviluppo sostenibile
Prevenzione: riduzione, in particolare attraverso lo sviluppo di prodotti e di
tecnologie non inquinanti, della quantità e della nocività per l'ambiente sia delle
materie e delle sostanze utilizzate negli imballaggi, sia degli imballaggi nella fase
del processo di produzione, nonché in quelle della commercializzazione, della
distribuzione, dell'utilizzazione e della gestione post-consumo. La riciclabilità di un
prodotto nasce ancora prima del prodotto stesso e presuppone cambiamenti nella
progettazione, nella scelta dei materiali, nella produzione e nella distribuzione.
FOTO SINISTRA: etichetta, tappo e bottiglia con materiali diversi in quella a destra tutti
uguali
Produrre tutte e tre in PET è difficile perché ci sono delle difficoltà tecnologiche, ma
sarebbe un passo avanti in fase di smaltimento
PepsiCo ha adottato, al pari delle altre, una politica di riduzione degli imballaggi. Il
volume dei materiali utilizzato per la produzione degli imballaggi è stato ridotto del
35% per le confezioni in alluminio, del 28% per le bottiglie in plastica, del 25%
per quelle in vetro. La società ha agevolato il riciclo degli imballaggi dei propri
prodotti anche attraverso l'uso di etichette compatibili con l'imballaggio stesso,
evitando l'uso di etichette adesive e in cartone.
Barilla: Nel 2001 attraverso un’operazione di restyling è stato alleggerito il peso del
vasetto di vetro delle salse, bisogna fare attenzione allo spessore del vetro che se
troppo sottile non resisterebbe agli sbalzi da sterilizzazione e raffreddamento
Il concetto di eco-sostenibilità ossia di riduzione dei costi (anche ambientali), comporta
un ripensamento del prodotto e connota tutto il suo ciclo di vita: dal design alla
produzione, al marketing, alla comunicazione, fino alle implicazioni sociali che i
cambiamenti d'uso di un prodotto o di un servizio comportano
Strategie di ripensamento
Importanti risultati sono già stati ottenuti dalle imprese italiane negli ultimi 10
anni:
il peso delle lattine di alluminio è diminuito del 9%, quello delle vaschette per
alimenti del 10%
quello dei fogli del 28%
Nello stesso periodo, l'industria degli imballaggi in acciaio ha ottenuto una riduzione
del
30% nel peso della scatoletta da "mezzo chilo".
Dal '90 ad oggi la diminuzione del peso e dello spessore delle bottiglie da 1,5 litri
in plastica per acqua minerale e bibite è stata molto sensibile: si è passati nella media
da 45 g e 0,3 mm, a 38 g e 0,27 mm
La prevenzione, intesa come riduzione della quantità e della nocività del materiale
utilizzato negli imballaggi, rappresenta il primo obiettivo, nella scala gerarchica
della gestione dei rifiuti della normativa vigente.
Una nuova coscienza ecologica negli individui e nelle aziende produttrici valuta
l'ecobilancio di ogni materiale, ossia il suo ciclo di vita dall'estrazione o dalla
materia prima fino al suo riciclaggio. In questo modo si calcolano i costi
economici, ma anche quelli ambientali, per produrre un oggetto e per smaltirlo.
L'obiettivo è progettare imballaggi che inquinino meno possibile e producano meno
rifiuti.
Riciclo: trattamento di rifiuti da imballaggio mediante processo di produzione, identico
a quello originario o di altro tipo, per ottenere prodotti uguali a quelli iniziali o altri
prodotti o materie prime seconde.
Risparmio di risorse e di energia
Le più recenti indagini effettuate in Italia dimostrano come la disponibilità degli italiani
verso la raccolta differenziata sia alta. Questo sistema, che rappresenta un grande
segno di civiltà, permette di ridurre notevolmente il volume di rifiuti che, altrimenti,
andrebbero smaltiti in discarica e consente di recuperare materiali che possono
ritornare ad avere una "nuova vita. Riciclare significa conseguire un doppio risparmio:
di risorse e di energia. Pensiamo che per fare una lattina nuova partendo dal
materiale riciclato occorre solo il 5% dell'energia che servirebbe se si
partisse dalla bauxite.
Nel 2012 circa il 50% di tutto l’alluminio grezzo prodotto in Europa Occidentale derivi
da materiale recuperato e riciclato e che addirittura in Italia la percentuale arrivi al
90%, con andamento costantemente in crescita. I vantaggi derivanti da questa
attitudine del metallo leggero sono di tutta evidenza, l’alluminio secondario è
equivalente al metallo primario ottenuto dal minerale, anche dopo numerosi cicli di
vita.
Attraverso il riciclaggio meccanico i rifiuti da imballaggio diventano vere e proprie
materie prime, dette "seconde" proprio perché hanno le stesse identiche
caratteristiche di quelle estratte dalla natura. Non tutti sanno, ad esempio, che da
bottiglie in PET riciclate si ricavano fibre a fiocco e a filo (maglioni pile), e che altre
plastiche, come PVC e polietilene, vengono riciclate per produrre nuovi manufatti
come tubi, panchine, flaconi per prodotti chimici.
I processi di riciclaggio sono perfettamente integrati con i processi di produzione,
tanto che nel materiale di partenza ormai spesso non sono più presenti solo le materie
prime, ma anche una buona percentuale di materiale recuperato.
Tutto il vetro, la carta, il legno può essere riciclato. I colori di questi materiali si
mescolano nella raccolta differenziata. Se si separassero anche per colore, bottiglie e
fogli riciclati potrebbero essere anche bianchi.
Riciclare il polistirolo negli anni Ottanta era troppo costoso e complicato. Negli ultimi
anni invece, due danesi hanno dimostrato il contrario, realizzando una macchina che
prima cuoce il polistirolo a 230°, quindi lo spinge in tubi della sezione sempre più
stretta, fino a ottenere una specie di spaghetto. Questi spaghetti di polistirolo vengono
triturati in palline che a loro volta possono trasformarsi in nuovi imballi di tutte le
forme.
Perché non tutti gli imballaggi sono riciclabili?
Alcuni sono troppo leggeri e contengono una percentuale troppo bassa di materiale
che rende antieconomico il riciclaggio meccanico. È il caso, ad esempio di imballaggi
poliaccoppiati: spesso la loro destinazione migliore è essere avviati a impianti di
termovalorizzazione: se bruciati insieme, plastica e alluminio, hanno un ottimo potere
calorico.
La plastica e la carta riciclata non possono essere utilizzati a stretto contatto
con gli alimenti, vetro e alluminio sì.
Recupero: può identificare o un processo di riciclaggio meccanico dell'imballaggio
usato che diventa materia seconda (procedimento ampiamente diffuso nell'industria
dove lo scarto di un produttore diventa materia prima per un altro), oppure
l'avviamento al riciclaggio energetico o termovalorizzazione (combustione per
produrre energia termica ed elettrica).
Per valorizzare al massimo il potere calorifico degli imballaggi usati è fondamentale
che siano separati. I rifiuti possono essere bruciati tutti insieme nell'inceneritore o
essere selezionati e trattati (triturati, compattati, essiccati) per diventare un
combustibile più efficace. Ogni materiale ha un valore maggiore se raccolto
separatamente.
Esempi su slide 69-70
Riutilizzo: ovvero q
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