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MUSEO CIVICO DEL 900

Vecchio Arengario. Sulla facciata ci sono 5 alto

rilievi , realizzati tra il 40 e il 42 durante il periodo

del fascismo, parallele al palazzo della giustizia

(Piacentini), utilizzati come propaganda politica.

5 alto rilievi realizzati da Arturo Martini, nasce l’11

agosto 1889, quando li realizza ha più di 50 anni ed

è un artista affermato. E’ una committenza del

comune di Milano.

Sono raffigurati gli episodi salienti della storia, sia

spirituale che civica, di Milano =

1.Sogno di Costantino > editto di Milano del 313

2.Ingresso di Sant’Ambrogio a Milano

3.Gli Sforza, riconoscibili dallo scudo e dal bugnato sullo sfondo

4.San Carlo Borromeo e gli appestati

5. Il carroccio

In cambio di questo lavoro, il comune promise a Martini un terreno in via Cimarosa di 400 mq.

Martini aveva la necessità di avere un nuovo studio per realizzare opere monumentali ma in realtà per

lunghe vicende burocratiche il terreno gli verrà assegnato nel 49, ma egli morì nel 47.

Commissione molto importante, sia dal punto di vista finanziario sia dal punto di vista morale.

Egli disse “è un lavoro che mi sta a cuore perché va in piazza, che tutti potranno vedere”.

L’ingresso di Sant’Ambrogio > entra a Milano combattendo gli eretici.

Molta delicatezza nei particolari, è presente un cane che osserva il cavallo di Sant’Ambrogio.

Patrono di Milano = molte rappresentazioni a Milano come ad esempio:

- uno in Festa del Perdono = statua barocca di San Battista Bianco

- l’altro è un’opera di Adolfo Wildt realizzato nel 1928 per l’edificio di Giovanni Muzio.

In Statale è presente il gesso, mentre l’altro è in bronzo.

Quello in statale = schiaccia i vizi capitali

(Opera di Lucio Fontana = Minerva, simbolo della sapienza. Barocca, modellazione inquieta, simile a

ceramiche che egli realizzò in quegli anni. Realizzata nel 56, stava realizzando i buchi sulla tela.)

ESEMPI DELL’ARTE CONTEMPORANEA: interventi di come l’arte sconfina con altri linguaggi

- Kendell Geers, The dustbin of history, 2001

Artista sud africano, realizzato in occasione di una manifestazione durata 10 anni, intitolata “arte all’arte”

avvenuta in Toscana.

Il titolo significa “la spazzatura dell’arte”. Egli sceglie il David di Michelangelo come simbolo per dare forma

all’incapacità di riconoscere veramente. L’artista realizza due copie del David copiando due souvenir, crea

poi due David in polistirolo e li colloca in due luoghi diversi a Volterra, li allestisce nel luogo sbagliato.

-Andrian Villa Rojas, Two Suns, New York, Marian Goodman Gallery, 2005

David sovradimensionato e addormentato : posa anti eroica

-Wim Delvoye, Montalcino, Chiesa sconsacrata di San Francesco

L’artista interviene sul pavimento. Egli vuole riflettere sulla caducità della vita in modo provocatorio e

ironico. L’artista rimane colpito dalla bellezza di questa chiesa ma nello stesso tempo colpito dall’incuria

degli affreschi (Chiesa lasciata all’abbandono). Realizza il pavimento della chiesa attraverso un lavoro di

precisione con materiali deperibili ma seguendo un impianto compositivo preciso.

Materiali: prosciutto, mortadella, salame > cortocircuito visivo

-Joseph Beuys, 7000 querce, 1982, Kassel

L’artista lo pensa per la settima documenta di Kassel.

Documenta: mostra internazionale d’arte che nasce in Germania del dopo guerra, nasce come alternativa

alla biennale di Venezia. Avviene ogni 5 anni.

Egli espone nel parco davanti al museo una sorta di barriera, composta da 7000 pietre di basalto

raggruppate a forma di triangolo a partire da una piccola quercia.

Scultura sociale: scultura che coinvolge la società per responsabilizzare il cittadino nei confronti

dell’ambiente

Scelta della quercia: è un altro modo di pensare a un’arte destinata a non terminare mai

-C.Boltanski, Personnes, 2010

Egli è un’artista parigino e nasce nel 1944, invitato a realizzare un’opera per un grande spazio (13 000 mq)

con navate in vetro-acciaio ed è la volta del Grand Palet. E’ una manifestazione che si tiene ogni anno a

Parigi chiamata “monumenta” dove ogni anno viene invitato un’artista a interagire con lo spazio.

Sono presenti una serie di “campi”(69) con dei vestiti e una “montagna” di vestiti con in cima una gru.

Gli abiti sono usati e illuminati da luci al neon e recintati da pali metallici che hanno degli altoparlanti che

diffondono il suono dei battiti cardiaci. Tutto ciò culmina nel gigantesco mucchio, alto circa 10 m, fatto con

15 tonnellate di vestiti. La gru, in cima alla montagna, prende degli abiti a caso e li rigira: vuole

rappresentare il destino, il fato che cambia le nostre vite.

-Tomas Saraceno, On Space Time Foam, Milano, Hangar Bicocca, 2012

Artista argentino che nasce nel 1973, è anche un architetto. Realizza istallazioni visionarie e sorprendenti,

fruibili direttamente dal pubblico. Egli vuole modificare gli spazi architettonici. Crea strutture aeree abitabili

dall’uomo, la sua idea di base è quella che lui vuole “vivere in mezzo e oltre al pianeta”.

Costruita con tre livelli di pellicole trasparenti dopo sperimentazioni per la sicurezza.

-Philippe Parreno, Hypothesis, Milano, Hangar Bicocca, 2015-16

Usa film, musica, scrittura e altre modalità di intervento

-Tino Seghal

Rappresentati tre custodi della biennale di Venezia; ballerini della Paolo Grassi di Milano che reinterpretano

alcuni quadri della galleria d’arte moderna … Seghal vuole sottrarsi al mercato dell’arte, sono fotografie

“rubate” nel senso che Seghal non vende fotografie ma vive l’esperienza della mostra come l’eccezionalità

di un’esperienza diretta e fisica, che ha la durata di quel momento, che può essere tramandata solo

oralmente.

-Opera di Gauguin, La belle Angele, 1889

Gauguin fa un ritratto alla moglie ragionando sulla composizione, è decentrato, la figura è all’interno di un

cerchio. Il volto assomiglia a quello di un pove

-Arthur Segal, Le peregrinazioni terrene dell’artista, 1928

Artista rumeno. Cosa succede all’opera d’arte dopo che è stata prodotta?

Il titolo deriva da uno scherzo in due atti di Gothe, è un’opera esemplificativa di come la fortuna dell’artista

è spesso legata alla legittimazione del suo lavoro.

Sono raffigurate delle scene:

In alto l’artista che conclude la sua opera, poi egli che presenta la sua opera a una giuria che rifiuta l’opera,

l’artista riprende il quadro e nell’ultima parte troviamo l’artista sconsolato.

Centro: egli porta un quadro da un mercante (gallerista) ma anche in questo caso riceve una risposta

negativa e finisce con una sconsolazione

Sotto: suicidio dell’artista, dopo la morte salgono le quotazioni dell’artista e la sua fama arriva postuma.

(es. Van Gogh)

-Ilya e Emilia Kabakov, Not everyone will be taken in the future, 2001

Non tutti saranno portati nel futuro = questo lavoro formalizza la difficoltà di far legittimare il lavoro degli

artisti.

Costruiscono una pedana con una serie di schizzi e disegni che non vengono portati nel futuro; è presente

una reale carrozza di un treno con scritto il titolo dell’opera.

Questo lavoro ci fa riflettere su domande come ad esempio: “Chi passa alla storia?” “Chi viene ricordato?”

ecc. schizzo del progetto

RAPPORTO ARTE – STORIA

Per comprendere alcune opere è necessario conoscere degli avvenimenti storici.

1) FRANCESCO GOYA, 2 MAGGIO 1808: LOTTA CONTRO I MAMELUCCHI, 1814

2) FRANCESCO GOYA, 3 MAGGIO 1808: FUCILAZIONE ALLA MONTANA DEL PRINCIPE PIO, 1814

Dittico situato a Madrid, altezza 2,50 x 3,50 m. Celebra l’insurrezione madrilena contro l’invasione

napoleonica.

Il primo quadro rappresenta la rivolta vera e propria, mentre il secondo rappresenta la rappresaglia:

i francesi fucilano senza processo tutti gli spagnoli sospettati di aver partecipato alla sommossa.

Fatto storico =

18 marzo 1808 > incarcerato il 1° ministro in seguito a una sommossa. Carlo IV abdica e suo figlio sale al

trono. 4 giorni dopo il cognato di Napoleone entra a Madrid. Il 2 maggio una folla di madrileni dà il via a una

rivolta, dopo una serie di battaglie, i mamelucchi (soldati turchi) riescono a stabilire l’ordine.

La sommossa viene soffocata nel sangue e Ferdinando VII Borbone abdica.

Il 5 maggio Carlo IV cede a Napoleone tutti i diritti che i Borboni avevano sulla Spagna.

Entrambi i quadri sono costruiti su diagonali.

1)Diagonale sullo sfondo > sono presenti degli edifici appena distinguibili della città di Madrid.

Il centro compositivo è lievemente spostato sulla destra ed è occupato da un cavallo bianco.

E’ presente una contrapposizione cromatica tra i pantaloni di un mamelucco (rossi) e il cavallo bianco.

La carica della cavalleria si svolge dal fondo sinistro fino al primo piano.

Fa riferimento alle grandi rappresentazioni delle scene di battaglia:

Gros, Napoleone sul campo di battaglia, 1808 = maggior attenzione a una costruzione prospettica

La grossa novità del quadro di Goya è dal punto di vista iconografico: rispetto al quadro di Gros, nel quadro

di Goya per la prima volta viene rappresentata un’insurrezione con truppe e cittadini che combattono

all’arma bianca (con coltelli e bastoni).

2) 3 maggio > fucilazione, immediata rappresaglia del giorno dopo.

Montagna del Principe Pio = luogo prossimo alla città

Ambientazione = notturna, cambia lo scenario della luce > violenti contrasti di luce e ombra che

determinano la struttura compositiva della scena

E’ un quadro costruito su una diagonale: quella della montagna

Goya dipinge questo quadro attraverso pennellate larghe e dense di colore, definisce le forme e le figure in

maniera sommaria ma fortemente espressiva.

La diagonale taglia letteralmente in due la scena ed è rafforzata da un’altra diagonale: la diagonale dei

soldati > la loro disposizione.

-Sfondo: sagome di edifici tra cui una chiesa con il campanile che è vista come un puro sfondo

architettonico, allude all’insufficienza e all’incapacità della fede di fronte agli orrori di certi eventi della

storia e della vita; non vuole dare un’indicazione topografica.

-Frate sulla sinistra: piega il capo con le mani giunte > ultima preghiera. E’ un civile come gli altri, ucciso

insieme ai suoi compagni > un altro esempio di come la chiesa non può risolvere questi orrori

Le vittime sono chiuse tra i fucili puntati dei carnefici e la montagna brulla di terra e di sabbia dietro le loro

spalle.

I soldati sembrano una siepe “oscura” > plotone di esecuzione, Goya non ci mostra i loro volti, i soldati sono

uno strumento anonimo di violenza. Vediamo i volti delle vittime, salgono dal piazzale e attendono di

essere fucilate.

In primo piano > corpi distesi a terra in una pozza di sangue e dietro i corpi i “protagonisti” della scena

ovvero coloro che stanno per essere abbattuti.

Al centro, ma lievemente spostato sulla sinistra, c’è un uomo con una camicia bianca in ginocchio (anti-

eroe) ha le braccia aperte ed è violentemente illuminato dalla luce della lanterna > unici colori accesi della

rappresentazione. Questo uomo simboleggia il martire del popolo.

Goya, in una visione unitaria, è stato capace di unire in un unico momento, i tre momenti del martirio:

-condannati che salgono in massa

-quelli davanti al plotone di esecuzione

-quelli che giacciono a terra nel loro stesso sangue

Scritti:

-1962 > Floke Nordstrom, egli mette in rilievo come nella mano destra del personaggio con le braccia

alzate, ci sia un foro al centro del palmo aperto > allusione intenzionale dell’artista o riferimento/paragone

al sacrificio di Cristo.

-Fonte figurativa: stampa dei cinque monaci fucilati a Murviedo, Miguel Gamborino, 1818

Sono rappresentati 5 monaci (tra cui uno già abbattuto), è presente il plotone di esecuzione e il

personaggio con le braccia aperte. Goya potrebbe aver presente come fonte visiva della sua opera, questa

incisione.

Il quadro del 3 maggio viene interpretato dalla critica come primo quadro di guerra moderna.

Perché Goya dipinge il dittico nel 1814? Lo dipinge dopo la disfatta di Napoleone, quando in Spagna torna

Ferdinando.

1811 > riceve da Giuseppe Bonaparte il titolo di pittore di corte, Goya con il ritorno dei Borboni si sentiva

sospetto, forse per questo motivo fece la pubblica richiesta di realizzare le due tele (per destare i sospetti

su di lui)

Goya realizza le incisioni “I disastri della guerra”, la sua idea è quella di rappresentare, come se fosse un

fotografo, le rapine, i saccheggi, le mutilazioni ecc. Rappresenta gli atti di violenza e un’umanità degradata

a una condizione che il governo francese rendeva disumana.

Es. “Non c’è rimedio”

Riferimento al 3 maggio:

1994 > gemelli Jake e Dinos Chapman, Great Deeds agains the Dead.

“Giovane arte inglese” = allievi che si affermano negli anni ’90, la loro uscita pubblica è attraverso la mostra

“sensation” > affrontano temi come la violenza, il disagio, il sesso.. sono supportati da un gallerista

Installazione dei Chapman = tridimensionale, usano dei manichini in fibra di vetro che hanno subito la

mutilazione dei genitali e degli arti. Sembrano interessati a creare una dissonanza tra la drammaticità

narrativa della scena e il carattere artificiale (uso dei volti tipici dei manichini, anche le ferite sono fittizie).

Ispirazione:

-Manet viene ispirato dal quadro di Goya > La fucilazione di

Massimiliano d’Asburgo, 1867

il quadro riguarda la fucilazione dell’imperatore, avvenuta in

Messico. Manet riprende da Goya l’inquadratura laterale del

plotone di esecuzione, che diventa quasi il protagonista della

scena. Riprende anche la camicia bianca. La fucilazione però

avviene di giorno.

Un soldato, sulla destra, è estraneo a questo momento

drammatico e sta controllando senza alcuna emozione il fucile

improvvisamente inceppato. L’imperatore è affiancato dai

generali. Viene quasi a mancare la diagonale: è presente un

muro sul quale si affacciano un gruppo di ragazzini, dipinti con la stessa pennellata di Goya.

- Picasso, Massacro in Corea, 1951

Il quadro è dipinto da Picasso dopo il conflitto in Corea, avvenuto nell’estate del 1950

E’ presente una contrapposizione tra il plotone e le vittime (femminili)

E’ un quadro monocromo, come quadro contro la guerra.

3) DELACROIX, LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO, 1830

Conservato al Louvre. Dipinto da Delacroix all’età di 32 anni.

Al centro > una donna a seno scoperto che impugna la bandiera francese.

La donna è in posizione più elevata rispetto agli uomini che hanno appena combattuto per le tre giornate di

Parigi (27-28-29 luglio)

Avvenimento storico: 1830 > rivoluzione borghese a Parigi

25 luglio = Re Borbone Carlo X scioglie la camera dei deputati e vieta la libertà di stampa

Delacroix non partecipa all’insurrezione ma raccoglie appunti, impressioni in vista di quello che lui definisce

un soggetto moderno in grado di celebrare le tre giornate di Parigi.

Delacroix tiene un diario dove annota riflessioni e racconta le esecuzioni di alcuni suoi quadri:

il quadro inizialmente è intitolato “La barricata” e successivamente “28 luglio” ma sei anni dopo, egli da il

titolo “La libertà che guida il popolo”. Parla di un quadro allegorico sugli avvenimenti di luglio, proprio

perché la figura della donna rappresenta la libertà.

Personaggi =

-Figura alla sinistra della libertà: bambino con pistole in entrambe le mani. Anni dopo Victor Ugò si

ricorderà di questa figura per il personaggio di Gravosch nei “Miserabili”.

-Figura alla destra della libertà: borghese con il cilindro e in mano ha la carabina, forse è l’autoritratto di

Delacoix

-operai, studenti > lavoratori pronti al sacrificio della vita

-ai piedi della libertà: uomo con una blusa azzurra con un fazzoletto in testa (operaio 800esco oppure un

contadino per il fazzoletto sul capo)

-figura a sinistra: rappresenta il corpo di Ettore trascinato da Achille nell’Epopea di Omero

-omaggio a Gericault, la Zattera della Medusa (naufragio al largo delle coste del Senegal) > ripresa del

calzino

Colori= tinte scure ma ripresa del colore vivace della bandiera > il blu e il rosso ripresi in alcuni indumenti

dei personaggi

Delacroix non rappresenta un momento preciso ma vuole rappresentare il popolo, la barricata e la bandiera

francese (tricolore rivoluzionario). Struttura piramidale dove il vertice è la donna: è una popolana scalza

ma idealizzata perché ha il seno scoperto. Essa guida il popolo alla vittoria. Dipinti simili di Goya=

Dipinti dedicati alla disperata lotta per l’indipendenza della Grecia contro il dominio turco; per esempio:

-I massacri di Scio, 1824

-La Grecia morente a Missolungi, 1826

4 dipinti di altri artisti sullo stesso avvenimento (25 luglio) =

-Cogniet, Scena del luglio 1830

-Georgin, La bandiera tricolore, 1830 (incisione)

-Victor Schnetz, Scontri fuori dall’Hotel de Ville, 1830 (stessa composizione di Delacroix)

- Lecomte, Scontri a Rue de Rohan, 1830

Trascrizione pittorica:

-Auguste Barbier, poeta

- Planche ritiene che sia una trascrizione pittorica di Carlotte, figura reale che colpisce tre guardie prima di

essere anch’essa uccisa

-il poeta Heine individua una sorta di Frine, famosa per la sua bellezza nell’Atene del IV secolo

Critiche: la tela è grigia, i cadaveri verdastri sembra di averli davanti ai nostri occhi. La libertà è una donna

popolana, si vedono i peli sotto le ascelle.

Nonostante ciò il quadro viene acquistato dallo Stato l’anno successivo per 3000 franchi e viene collocato

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher verdena6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Bignami Silvia.
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