3 – 6 anni (II stadio narcisistico)
La fase che va dai 3 ai 6 anni porta un grande cambiamento ovvero il passaggio dall’identificazione all’autonomia che ha inizio con la “scoperta dell’io” cioè la consapevolezza di essere un individuo e rivolgere l'interesse a se stessi, sancendo l’entrata al secondo stadio narcisistico. La personalità quindi evolve portando il bambino a interpretare anziché imitare, assimilando informazioni utili per poi utilizzarle secondo il proprio volere.
La necessità di essere al centro dell’attenzione porta però a un egocentrismo causando atteggiamenti di opposizione ed una affermazione di sé. Per quanto riguarda l’area intellettuale si ha l’inizio della fase simbolica ovvero l’attribuzione di significato a ogni azione compiuta.
Concetti fondamentali
- Animismo, ovvero attribuire al destino la causa di avvenimenti.
- Magismo, associare significati soprannaturali.
- Feticismo, conferire agli oggetti valori particolari.
Tutto questo porta molto spesso a una confusione tra mondo immaginario e realtà, quando ciò cesserà vi sarà una percezione oggettiva della realtà. Una fase molto importante che riguarda l’area affettiva è la fase edipica ovvero grazie alla scoperta del proprio sesso si ha da parte del bambino un atteggiamento di ammirazione e di gelosia per il padre e oggetto di amore per la madre.
Questa fase porta inevitabilmente a un cambiamento del rapporto con i genitori, percependo un sentimento di esclusione dalla relazione che ha il padre con la madre e viceversa. Nell’area sociale si può notare che la collaborazione è sempre meno presente, attribuendo un significato di ostacolo ai coetanei. Nei quattro/cinque anni si avvertono le prime forme di collaborazione ma con la prevalenza della gratificazione personale. È proprio a questa età che si ha un cambiamento molto importante dal punto di vista del comportamento, ovvero la presenza di irrequietezza, la necessità di muoversi e sperimentare, passando da momenti di felicità a momenti di tristezza velocemente.
Sviluppo motorio
Parlando di motricità lo sviluppo non è così sostanziale, ma cambia il significato che si dà alle azioni. Il progresso è segnato dalla capacità di un rilascio più fine, salire le scale con i piedi alternati e una coordinazione più fine. Nei quattro anni ha un’autonomia degli arti superiori rispetto al tronco, varia il ritmo, difficoltà sul piano obliquo. Nei cinque anni le UBM sono pienamente acquisite, equilibrio statico buono, coordinazione occhio-mano scarsa. A sei anni si parla di malato di bipolarismo cioè ha difficoltà di decisione e la motricità è di tipo globale. L’equilibrio a terra è ottimo, in volo migliora progressivamente e l'irrequietezza porta a una motricità imprudente.
7 – 10 anni
A caratterizzare questa fase sono le notevoli trasformazioni organiche tra cui il prevalente sviluppo dell’allungamento strutturale rispetto alla massa (proceritas I) e il prevalere dello sviluppo di massa rispetto alla statura (turgor II).
Cambiamenti nelle diverse aree
In quella affettiva si ha la risoluzione del complesso di Edipo quindi la conclusione della fase edipica che porta alla strutturazione del “super io” cioè la presenza di regole instaurate in noi stessi e create in base alle esperienze vissute. Questo modello sarà la base per la socializzazione e l’entrata nella fase di latenza dove l’interesse si sposta verso l’esterno modificando anche il significato degli oggetti, infatti vengono percepiti anche per le proprie caratteristiche e non solo per il significato attribuito. Da qui il bambino inizia a collezionare e auto-valutarsi avendo un modello di riferimento.
Il mancato bisogno di avere un rapporto con l’oggetto per ricavare informazione segna un’importante caratteristica dell’area intellettuale dove il bambino inizia a prevedere e dedurre. Anche per quanto riguarda le categorie mentali si hanno dei cambiamenti, ovvero la relazione di episodi, nei 6/7 anni è di tipo disordinato, già nei 9/10 si modificherà in unitario e sintetico. Per quanto riguarda la qualità invece, smette di essere un tutt’uno con l’oggetto diventando modo per ordinare e classificare, questo cambiamento è classificato come stadio dell'operatorio concreto, passaggio fondamentale per il ragionamento e concezione di realtà.
Nel sociale, il passaggio da egocentrismo a socio-centrismo porta a una necessità di attività di gruppo, dove le regole fanno da stimolo.
Sviluppo motorio
Per quanto riguarda l’area motoria a 7 anni si ha la fase di proceritas I con associato un equilibrio in movimento quasi corretto, lateralità anche negli arti inferiori. A 8 anni, fase di turgor II, si osserva un apprendimento rapido, dimostrazioni di forza, ricerca di una figura di riferimento, la corsa è precisa. Nei 9 – 10 – 11 anni lo sviluppo motorio è sempre meno visibile ma in continua progressione.
11 – 17 anni adolescenza
Questa fase è caratterizzata da grandi cambiamenti e una serie di situazioni particolari che andranno a incidere sulla scelta dello stile di vita. Studiosi sottolineano i cambiamenti biologici, altri ne rilevano le difficoltà date dai problemi socioculturali, non altro questo periodo crea delle problematiche dal punto di vista dell'adattamento. Studi sociologici affermano che gli adolescenti siano più ribelli, instabili emotivamente e sessualmente, altri ne affermano il contrario, queste affermazioni sono del tutto semplicistiche e generalizzate.
Da considerare invece è ciò che accomuna gli adolescenti, ovvero l’attraversare un periodo di grande cambiamento e quindi la necessità di stabilire la propria identità. In questa fase importante è la differenziazione nello sviluppo sessuale e fisico tra maschio e femmine, al contrario di quello intellettuale che non ha disuguaglianze. La crisi puberale infatti nelle femmine è in anticipo di due anni rispetto ai maschi, tutto ciò è dato dalla funzione dell’organo ipofisario che dà inizio alla produzione di ormoni, portando alla crisi di crescenza o proceritas II intorno ai 12 anni femmine/14 anni maschi, con 6/8 mesi di ritardo si ha il turgor III.
Differenze nell’area corporea tra maschio e femmina
I maschi crescono mediamente di più nella fase puberale, aumento della massa muscolare, cuore e polmoni più sviluppati, pressione più alta, maggior trasporto di ossigeno, battito cardiaco più lento, maggiore resistenza agli sforzi fisici.
Area affettiva
Per quanto riguarda l’area affettiva l’interesse è concentrato su di sé, portando a un’osservazione personale trovandosi “brutto” a causa della rapidità dei cambiamenti che porta lo sviluppo. Questo porta inevitabilmente a un cambiamento e a uno stato di disagio verso le relazioni con i coetanei e una concezione della pubertà negativa. I due aspetti che simboleggiano il passaggio dalla preadolescenza alla pubertà sono:
- Per le ragazze le prime mestruazioni.
- Per i maschi le prime polluzioni.
La mestruazione (menarca) per le ragazze è più di un semplice fatto fisiologico, simboleggia la maturità dello sviluppo organico, che porta però soprattutto nelle prime volte a sensazioni dolorose e di disagio che può incidere sull’attività sportiva, può essere evitato grazie a un comportamento aperto della famiglia. Nel ragazzo invece il passaggio è segnato dalla comparsa delle polluzioni notturne, cioè l’uscita di liquido seminale durante il sonno, al contrario delle ragazze questo non comporta un sentimento negativo in quanto è più libero di parlarne con i suoi coetanei ma non con la famiglia.
La mancanza di informazioni adeguate può portare a normalissimi ritardi, i tratti comuni dei soggetti con maturazione sessuale tardiva sono: atteggiamenti meno controllati, esibizionismo, irrequietezza, prepotenza e permalosità. Questo passaggio porta a una fase di ricerca dell'identità e di egocentrismo, differente da quello dei 3-6 anni (affermazione di sé) in quanto si ha una ricerca di un’identità dell’io e il ruolo all’interno della società, “trovandosi in scena” ovvero tentare di recitare un ruolo, sperimentando e ricercando quello che più s'addice. Se dal punto di vista affettivo il ragazzo è egocentrico dal punto di vista sociale, vuole essere indipendente dalla famiglia ma cerca di uniformarsi ai suoi coetanei.
Punto di vista intellettuale
Dal punto intellettuale si hanno tre aspetti fondamentali ossia: compiere operazioni più complesse e formali, strutturare ipotesi e lo sviluppo del senso critico. La strutturazione delle ipotesi e la distinzione dal reale al possibile diventa un bisogno.
Motricità
La motricità si differenzia in tre periodi:
- Primo periodo, prepuberale, si ha un miglioramento quantitativo e qualitativo.
- Secondo periodo, puberale, c’è la rottura di questi equilibri e si ha quasi un regresso dal punto di vista motorio soprattutto nelle ragazze. Nei ragazzi questo sviluppo rapido porta a una difficoltà di gestione dell’equilibrio e dei movimenti fini.
- Terzo periodo, postpuberale si ha il ripristino degli equilibri con una maturità motoria quasi adulta. Da questo punto in poi il miglioramento motorio dipende dall’allenamento.
Abilità motorie
Le due terminologie spesso vengono confuse ma hanno significato invece nettamente diverso. Le skill (abilità motorie) sono sequenze motorie apprese e automatizzate attraverso le ripetizioni e interiorizzazioni progressive in funzione delle esperienze (Carbonaro), il tutto riassumibile con la parola prassia (movimento volontario finalizzato). Ogni azione compiuta può essere definita abilità motoria, classificate a seconda delle loro caratteristiche.
Classificazione delle abilità motorie
- Abilità discreta: Ovvero caratterizzata da un inizio ed una fine con durata breve (calciare, lanciare).
- Abilità seriale: Ossia una concatenazione di abilità discrete che eseguite in modo corretto porta al risultato basato (ginnastica artistica, salto in alto).
- Abilità continua: Un’azione prolungata nel tempo e in modo ciclico senza un inizio e fine (nuoto, corsa).
Classificazione secondo la situazione ambientale
- Closed skill (chiusa): Sviluppata in un ambiente prevedibile (la prestazione dipende dal soggetto che le esegue).
- Open skill (aperta): Sviluppata in un ambiente non prevedibile (le prestazioni dipendono da fattori esterni non prevedibili, quali: avversari, compagni di squadra).
Classificazione in base alla dimensione cognitivo-motorie
- Motoria: Non c’è presa di decisione ma il controllo motorio è massimo (salto in alto).
- Cognitiva: Presa di decisione massima, controllo motorio minimo (scacchi).
La fascia intermedia tiene conto sia del controllo motorio che cognitivo (azioni di situazione).
Classificazione in base al tipo di movimento
- Locomotorie: Azioni che prevedono lo spostamento del corpo in modo funzionale (camminare).
- Non locomotorie: Azioni che prevedono l’utilizzo di tutto il corpo ma non uno spostamento nello spazio (tirare).
- Manipolative: Azioni che prevedono l’utilizzo di un oggetto (lanciare, ricevere).
Per quanto riguarda la prospettiva sull’efficacia dell’esecuzione di un individuo si intende osservare e valutare il livello di un individuo nelle sue abilità, questo è possibile tramite:
- Massima sicurezza, ovvero ridurre l’effetto del caso, quindi mantenere il livello di prestazione costante, più una persona è abile e meno tende a essere soggetta all’influenza del caso.
- Dispendio di energia minimo, ossia ridurre al minimo e conservare l’energia fisica e mentale.
- Tempo minimo di movimento, dove in molti casi un tempo di esecuzione minimo può portare a un vantaggio di prestazione.
Anticipazione
Una modalità per far fronte ai lunghi ritardi della presa di decisione è l’anticipazione, ovvero prevedere cosa sta per succedere nell’ambiente così da riuscire ad eseguire in anticipo l’elaborazione dell’informazione e modificare solo i parametri esecutivi. L’anticipazione può essere divisa in due tipi:
- Anticipazione spaziale: Permette di prevedere ciò che avverrà nell’ambiente.
- Anticipazione temporale: Richiede la previsione di quando un evento avverrà nell’ambiente.
L’anticipazione però ha dei costi, ovvero nel caso in cui l’elaborazione anticipata sia sbagliata implica l’inibizione del movimento che era stato progettato, dove il tempo richiesto è in media di 40 ms e successivamente si deve avviare il movimento corretto ripartendo dall’elaborazione dell’informazione. Tutto ciò quindi porta non solo alla scomparsa del vantaggio che si poteva ottenere, ma nel caso in cui il movimento anticipato sia già avvenuto, ad un ritardo della risposta corretta. Nella maggiore parte delle volte i costi dell’anticipazione sovrastano i benefici, per questo la modifica della strategia di gioco porta all’effettuare la finta.
Apprendimento motorio
Un’esperienza di apprendimento è una situazione nella quale si cerca in modo volontario di migliorare la prestazione nell’esecuzione di un dato movimento. L’apprendimento invece non è materialmente percepibile in quanto è un processo interno, quindi ciò che si va a valutare è la prestazione del soggetto relativa all’apprendimento. Il parametro quindi che ci dà informazioni sull'apprendimento è la stabilità dei livelli di prestazione dell’individuo.
La preparazione dell’esperienza di apprendimento è basata su alcuni concetti, in primis sostenere la motivazione, strettamente correlata al risultato, attendo così più impegno, per più tempo e con più concentrazione. Il coinvolgimento dell'allievo, il condividere lo scopo può portare ad un aumento della motivazione, quindi è importante andare a definire gli obiettivi (goal setting) che possono essere relativi al risultato, alla prestazione o al processo e stabilirli secondo dei parametri.
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