Introduzione
“Teoria e metodologia del movimento umano per l'età evolutiva e preventiva” riguarda la metodologia, cioè il come, il quando e il perché i ragazzi che vanno dalla nascita all'età adulta (dal periodo prenatale fino all'adolescenza, considerando questo ultimo periodo come il più significativo per i cambiamenti del soggetto, sia a livello fisico che motorio che cognitivo e socio-relazionale) fanno certe cose a livello di movimento.
Ci saranno dei cenni sulla psicologia e sulla pedagogia, che verranno presentati come aspetti concettuali chiave e importanti alla fine della formazione della persona: il modulo di insegnamento di Teoria e metodologia del movimento umano per l'età evolutiva e preventiva segue quella che è la teoria dello sviluppo di Piaget. Verranno presi in considerazione le fasi dello sviluppo fisico, motorio e psico-motorio. Dal momento del concepimento, l'essere comincia ad evolvere, fino ad arrivare all'età adulta dove i cambiamenti sono evidenti in tutte e tre i campi, intesi come relazione tra corpo e relazione con l'ambiente e con gli altri.
Per sviluppo psicomotorio si intende tutto ciò che è collegato alla motricità ma anche alla persona, intesa come mente che si esprime attraverso il corpo. È un'evoluzione che non parte dal nulla. Anche quando noi nasciamo, non nasciamo tabula rasa (come dicevano nel Medioevo), ma il movimento già esiste a livello intrauterino, sia come attività spontanea che attività riflessa. L'attività riflessa poi evolve, diventa uno schema motorio, che poi diventa gioco, la massima forma di espressione del bambino. Il gioco evolve: può diventare gioco-sport e poi per qualcuno anche sport.
Si tratterà del comportamento dell'adolescente, nella pubertà e nell'adolescenza vera, e come l'attività sportiva può aiutare a superare certe problematiche legate a questo delicato periodo. Riuscire a formare e ad educare la persona da un punto di vista fisico, motorio e socio-relazionale, è prevenzione, perché la persona cresce nel migliore dei modi, perché viene mantenuta la salute; ma è prevenzione anche la sicurezza sul lavoro e l'evitare carichi troppo pesanti durante l'allenamento.
Cenni su personalità e sviluppo intrauterino
Lo studio dell'età evolutiva viene affrontato da quella branca della Psicologia che si occupa dei processi di cambiamento che si verificano durante la crescita. L'età evolutiva è quel periodo compreso tra la primissima infanzia e l'adolescenza ed è la fase in cui l'evoluzione, quindi lo sviluppo e le trasformazioni, sono più rilevanti. Dai 12 anni in avanti sicuramente si cambia, ma le trasformazioni della persona sono minori e molto meno significative per certi aspetti, i cambiamenti sono più lenti e più stabili.
Metodi di studio dell'evoluzione
- Metodo longitudinale (più usato): con questo metodo gli stessi soggetti vengono seguiti nel corso del loro sviluppo, osservando periodicamente i cambiamenti che con il tempo si producono nei loro comportamenti. È il metodo di elezione per lo studio dello sviluppo. La ricerca longitudinale, è detta anche diacronica, in quanto è utilizzata per la raccolta dei dati relativi alla variazione di uno o più fattori in tempi diversi nella vita di uno stesso individuo. Fanno parte di questo settore la storia del caso clinico che raccoglie informazioni sul passato del paziente e il metodo genetico che, a intervalli regolari di tempo e per la durata di anni, raccoglie osservazioni sistematiche di comportamenti individuali per determinare le fasi in cui si sviluppano sindromi patologiche.
- Metodo orizzontale (anche detto trasversale): prevede il confronto, in un unico momento temporale, di individui di diverse età: gruppo di bambini di anni 2, gruppo di bambini di anni 5, gruppo di bambini di anni 7, ecc. Il vantaggio di questo metodo è quello di considerare un arco di sviluppo considerevole semplicemente aumentando i gruppi di età. Il limite consiste nel fornire informazioni sulle differenze legate all’età e non sui cambiamenti che si producono con l’età. Ma il limite maggiore sta nel fatto che osservando soggetti di età diversa non si ha la certezza che l’unica cosa che cambia nei gruppi sia l’età (effetto coorte). La ricerca trasversale è conosciuta anche come sincronica in quanto si esprime nella raccolta di dati relativi alla variazione di un fattore nello stesso momento in individui, in contesti e in luoghi diversi. Alcune delle procedure trasversali sono: l'analisi ambientale, il metodo statistico, e il metodo sperimentale, che quando non può, per ragioni etiche, effettuarsi sull'uomo, si effettua sugli animali ottenendo dei dati che però hanno un valore solo analogico.
- Metodo longitudinale-sequenziale: questo metodo permette di superare il limite dell’effetto coorte. Con questo metodo gruppi di soggetti di età diversa vengono seguiti longitudinalmente sino a che l’età di ciascun gruppo non si sovrappone parzialmente a quella che avevano, all’inizio della ricerca, i gruppi di età successivi.
Attualmente le ricerche vengono condotte attraverso il metodo longitudinale che permette di descrivere lo sviluppo secondo una prospettiva generale, non limitata cioè all’infanzia o alla fanciullezza, ma estesa a tutta la vita (Psicologia dello sviluppo). Interessandosi dell’intero arco della vita, non solo si occupa di argomenti quali le strategie della memoria e le differenze individuali nell’intelligenza, ma anche di temi quali l’attaccamento, le interazioni familiari, l’amicizia, l’amore e la perdita.
Aspetti considerati nello sviluppo
- Ereditarietà e ambiente
- Crescita fisica
- Attività motoria
- Linguaggio
- Formazione della personalità
- Intelligenza e apprendimento
- Relazioni familiari e sociali
Sono tutti aspetti che riguardano il rapporto tra la persona e il mondo circostante che è costituito da oggetti, da altri, e dall'Io, in uno scambio continuo che porta alla crescita e ai cambiamenti, condizionati ovviamente dagli aspetti genetici. Attualmente le ricerche sull’intelligenza, a lungo influenzate dalla teoria di J. Piaget, attribuiscono grande importanza ai fattori storici, cioè alle esperienze dei singoli individui. Nello studio della personalità, infine, assume sempre più importanza il modo in cui interagiscono e si influenzano reciprocamente i fattori genetici, ambientali e situazionali. Nel rapporto continuo che c'è con l'ambiente, ognuno avrà un suo modo di comunicare e relazionarsi. Ogni individuo ha un suo sviluppo differenziale: di fronte ad un evento ognuno si comporterà in maniera diversa, ognuno avrà una sensibilità ed una fisicità diverse, ognuno avrà quindi un modo di interagire con l'ambiente diverso.
Lo sviluppo individuale del soggetto avviene come interazione tra accrescimento pondero-staturale e maturazione. L'accrescimento pondero-staturale è l'accrescimento della massa, del peso, e della statura, cioè quegli elementi molto importanti che fanno da indicatore per capire se un feto cresce bene o meno. La maturazione invece è l'aspetto funzionale, il come si funziona, e riguarda il comportamento, sia come neurofisiologia che come aspetti comportamentali. L'ambiente condiziona la fisiologia stessa e l'aspetto funzionale del soggetto, e questo crea presupposti diversi poi per uno sviluppo diverso e comportamenti diversi da zona a zona.
Il movimento, l'attività motoria e lo sport influiscono nell'educazione e nella prevenzione. Chi pratica sport sviluppa l'intelligenza, riesce meglio ad organizzare il proprio corpo inteso nella sua totale complessità. Lo sviluppo individuale avviene attraverso stadi. In ogni stadio si manifestano determinate e specifiche caratteristiche. Ogni superamento di uno stadio dà dei cambiamenti che poi si rifletteranno sullo stadio successivo. Lo sviluppo è una continua, costante, reciproca influenza tra:
- Maturazione organica
- Apprendimento
- Influenza reciproca tra i due
Ogni volta per avere un cambiamento, un miglioramento ed un apprendimento ci deve essere una modifica del proprio comportamento, inteso come fisicità, intelligenza, affettività, capacità relazionali. Lo sviluppo inoltre è determinato dall’interazione fra: fattori genetici e fattori ambientali. Ad esempio, già solo la differenza di altezza e statura porta ad avere degli stimoli visivi diversi e quindi una conoscenza diversa (punti di vista diversi) e punti di azione diversi.
Ogni soggetto ha una propria curva di crescita e l'auxologia è una specialità medica che studia e cura la crescita fisica della persona nell'età evolutiva. Si avvale di un approccio multidisciplinare che coinvolge molte specialità mediche (pediatria, endocrinologia, fisiologia, epidemiologia, neurologia) e non (dietologia, antropometria, ergonomia, economia, socioeconomia, antropologia, igiene, sociologia), con lo scopo di studiare le capacità di crescita e sviluppo di un essere umano nei diversi ambienti, considerando tutti i possibili fattori.
L'accrescimento corporeo è un insieme di fenomeni che caratterizzano la trasformazione progressiva dell'organismo, dal concepimento, all'età adulta. Si tratta di un processo dinamico e asimmetrico in quanto i tempi di sviluppo dei diversi organi e apparati sono diversi. Il processo dell'accrescimento dipende da molteplici fattori, i più importanti sono:
- Fattori genetici: il principale determinante è il potenziale genetico dei genitori (statura, corredo cromosomico, differenziazione delle fibre veloci o delle fibre lente)
- Fattori endocrini: molti ormoni sono implicati nel corretto sviluppo somato-psichico, quelli più importanti sono l'ormone della crescita (GH), gli ormoni tiroidei (T3,T4), i glucocorticoidi, gli ormoni sessuali e l'insulina.
- Fattori nutrizionali, l'alimentazione
- Fattori socioeconomici
- Fattori ambientali e geofisici
- Condizione psicologica
- Ipocinesi (assenza di movimento) e peso
Valutazione dell'accrescimento
La valutazione dell'accrescimento viene valutata secondo due “metodi”: variabili e interpretazione. Le variabili da prendere in considerazione sono:
- Statura: prima dei 2 anni si misura la lunghezza supina mediante un infantometro; dopo i due anni, invece, si misura l'altezza mediante uno statimetro.
- Peso corporeo: rappresenta l'insieme della massa magra e di quella adiposa. La misura del peso viene fatta con una bilancia che assicuri un'approssimazione massima di 0,1 kg.
- Circonferenza cranica: viene misurata con un nastro flessibile posto in regione frontale; le misure effettuate durante le prime ore di vita non sono molto affidabili a causa della deformazione subita dal cranio del neonato durante il passaggio attraverso il canale del parto.
- Pliche cutanee: vengono misurate con un plicometro. Le più importanti sono la plica sottoscapolare e quella tricipitale.
- Velocità staturale e ponderale: la prima rappresenta l'incremento staturale avvenuto in un determinato periodo di tempo (per esempio 6 mesi), la seconda rappresenta l'aumento di peso in un determinato periodo di tempo.
Nell'interpretazione tutte le variabili ottenute devono essere confrontate con le carte auxologiche: si tratta di grafici in cui sono rappresentate le curve di accrescimento normale (comprese tra il 3° e il 97° percentile). Con la prima misurazione si individua il percentile di appartenenza del bambino a cui corrisponde una determinata curva di accrescimento. In situazioni normali le misurazioni successive giacciono sulla medesima curva.
Processi di sviluppo
Come struttura somatica, alla nascita l'individuo è completo, ma se è meno maturo impiegherà più tempo per svilupparsi. Quindi abbiamo che:
- Crescita: è un processo quantitativo di aumento del volume e riguarda il peso, la massa e la statura
- Differenziazione: è un processo qualitativo di differenziazione, grazie alle esperienze che si fanno, delle espressioni della propria fisicità e delle capacità relazionali
- Maturazione: è la velocità di crescita, che evolve e cambia a seconda del periodo in cui il soggetto di trova e dall'esperienza delle fasi, degli stadi precedenti
- Sviluppo: è l'interazione tra i tre aspetti crescita, maturazione e differenziazione
- Si ha quindi apprendimento, inteso come adattamento sia posturale che fisico delle varie funzioni rispetto all'ambiente.
C'è un processo globale di crescita con interazione delle sfere biologica, ambientale, psicologica e sociale: lo studio dello sviluppo di una persona necessariamente deve prendere in considerazione tutte le forme e le sfaccettature di questa. Lo sviluppo generale dell'organismo è geneticamente programmato, ma la realizzazione finale del programma genetico dipende dagli stimoli ambientali. L'ontogenesi è l'insieme dei processi mediante i quali si compie lo sviluppo biologico di un organismo vivente (dall'embrione al momento del concepimento allo stadio adulto): dipende sia dal genoma che caratterizza l'organismo sia dall'ambiente nel quale il processo si svolge. Tale processo di sviluppo, per mezzo dell'informazione codificata nel patrimonio genetico (che presenta caratteristiche peculiari che differenziano ciascun essere vivente dall'altro), porta alla formazione di un individuo. Le situazioni che si vivono orientano i caratteri genetici. Il programma genetico è realizzato solo con una interazione ottimale con l'ambiente: l'educazione deve favorire l'integrazione normale.
Come possiamo intervenire in modo positivo sullo sviluppo auxologico e fisiologico di un bambino?
Con l'allenamento: l'attività motoria, volontaria e finalizzata, con grado di sollecitazione funzionale al di sopra di quello normale (supercompensazione), volta a sviluppare progressivi adattamenti per il miglioramento della resistenza strutturale dell’apparato locomotore, della funzionalità del sistema nervoso e degli apparati cardio-circolatorio e respiratorio. Il carico fisico è la base dell’allenamento.
L'allenamento è un processo pedagogico-educativo complesso che si concretizza con l’organizzazione dell’esercizio fisico, ripetuto in quantità e intensità tali da produrre carichi progressivamente crescenti, i quali stimolino i processi di supercompensazione e migliorino le capacità fisico-psichiche tecniche e tattiche dell’atleta, al fine di esaltarne il rendimento in gara. Esistono le fasi sensibili, cioè quel momento ideale per l'allenabilità delle capacità funzionali e coordinative.
Il processo di allenamento nell'età giovanile, dall'infanzia all'adolescenza, può trarre giovamento da quelle che sono comunemente note come le "fasi sensibili". Fermo restando che, il concetto stesso di allenamento e allenabilità, nelle prime fasi della vita di un individuo è da interpretare nel giusto modo, quindi mai da intendere come l'impegnativa (e spesso esasperata) ricerca del miglioramento di una performance, quanto l'utilizzo prevalente di attività ludico-sportive, volte a stimolare un armonioso sviluppo psicofisico. È naturale tuttavia che, conoscendo quali sono le prerogative, le caratteristiche (ed anche i limiti) di ciascun individuo nelle varie tappe evolutive, ci consente in egual modo di ottimizzare il tipo di lavoro, di carico, o di compito motorio da somministrare. Questo non soltanto renderà il lavoro più agevole e sicuro, ma ripagherà stimolando in modo massivo proprio gli ambiti motori che, più di altri, godono del "giusto momento" per essere sollecitati.
Le fasi sensibili pertanto individuano quali prestazioni godono del miglior margine di allenabilità e miglioramento nelle varie età. La corretta e tempestiva stimolazione è quella che può portare i massimi benefici. Interventi tardivi invece non consentiranno un analogo sviluppo quand'anche tempo ed impegno profuso fossero maggiori. In altri termini la corretta conoscenza delle fasi sensibili permette di avere il miglior risultato con la minima spesa (ovviamente in termini di lavoro). Inoltre questo servirà da ulteriore stimolo anche per i bambini o per i ragazzi, sia perché gratificati nel notare l'aumento delle loro abilità, sia perché non subiranno stress funzionali o emotivi derivanti da un lavoro non idoneo o dalla frustrazione di non apprezzare evidenti miglioramenti.
Fasi sensibili nei bambini
- Dalla tarda infanzia sino alla fanciullezza (3/8 anni): è fortemente consigliata la stimolazione delle capacità coordinative. Nella fascia 5/6 anni bisognerà prevedere anche attività che stimolino la discriminazione percettiva.
- Nella fascia dai 7 agli 8 anni sarà opportuno sollecitare la maturazione del senso dell'equilibrio e il controllo della lateralità.
- Intorno agli 8/10 anni assistiamo alla maturazione della discriminazione cinestetica, frutto della perfetta integrazione fra informazioni tattili e cinestetiche. Questo elemento ci consente di sfruttare al meglio l'ottimale apprendimento tecnico della gestualità. In questa fase è sconsigliato superare le 3 sedute settimanali dedicate all'attività motoria, senza tuttavia eseguirne meno di tre per stimolare efficacemente queste capacità.
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