Lezione I – 28/02 Prof. Pisani
Esame
- Libro: W. Curtis, Architettura Moderna del 900
- Libro: M. Biraghi, Storia dell'architettura contemporanea, vol. I
Introduzione al corso
Guardi. Ascensione di un pallone. Venezia, fine 700. Folla di signori eleganti, benestanti. Pallone che vola sopra al bacino di San Marco. Quest’immagine è una soglia tra due epoche. Mette in luce i cambiamenti che stanno per avvenire.
J. Wright
Ritratti della metà del 700. Innovative le pose. Sono i vestiti a farci capire il loro ceto sociale. In questo caso i ritratti non sono importanti in quanto tali, ma perché hanno lo scopo di vendere i prodotti che loro producono.
Struttura e sovrastruttura
La cultura (architettura) è sovrastruttura, quindi bisogna comprendere appieno la struttura, che è l’economia. Copertina libro di Laugier. La figura femminile è l’architettura, e sta indicando una capanna, che è l’inizio dell’architettura. Gli inizi coincidono con momenti di verità. L’architettura è una norma, non un modello. L’architettura è eliminazione di ogni arbitrio. Laugier propone di guardare il passato come unico strumento possibile come metodo conoscitivo. Totalmente nuove parole d’ordine. Non esiste un singolo modello e insopprimibile.
Piranesi
Incisore importante, guardare Antichità romane. Emerge la monumentalità di Roma. Ovviamente però non è un fedele raffiguratore: le figure erano decisamente piccole rispetto alle architetture. Idea che Roma è talmente grande da essere inimitabile. Piranesi non era per nulla d’accordo con Laugier. Si vede la presa in giro della capanna primitiva di Laugier in un’incisione raffigurante la tomba di...? Importanti anche le carceri d’invenzione. Domina l’illusione, in realtà se cercassimo di ricavare la pianta ci accorgeremo di diverse incongruenze. Lui vede il mondo come labirintico e senza vie d’uscita.
Wood e Dawkins nelle incisioni mostrano la grandiosità di Palmyra e di Balbec. È un periodo in cui si intraprendono numerosi studi. Si scoprono Ercolano e Pompei. Si parla di dibattito internazionale. Per esempio, Chambers costruisce la pagoda cinese in un giardino di un committente inglese.
The architect’s dream -> l’architetto ha a disposizione tutti gli stili del passato. Se non c’è un riferimento al passato è perché non erano opere importanti nelle quali si curava l’aspetto stilistico.
Tavola Leroy. Evoluzione storica della chiesa. Si arriva fino a Sainte Genevieve. Architettura francese che fuori si presenta abbastanza classica, dal punto di vista strutturale presenta diverse innovazioni. La struttura è rinforzata con elementi di ferro.
Sorvegliare e punire. Foucault.
Lezione II – 02/03 Prof. Pisani
Premessa
Ledoux, Boullè e Piranesi sono da sapere molto bene, ciò implica uno studio individuale di cose non contenute nel libro né spiegate in classe.
Tra il ‘700 e l’800 il panorama architettonico comincia a mutare, prevedendo due linee di sviluppo differenti, che vedono come protagonisti la Germania e la Francia. Una specie in via d’estinzione: gli architetti del principe.
La prima di queste due correnti è quella seguita dagli architetti tedeschi, che furono tra gli ultimi, in questo secolo a dedicare tutta la loro carriera lavorativa al servizio quasi esclusivo di un unico committente: il sovrano.
Architetti di questo periodo sono, ad esempio, von Erlach e Hildebrandt. Negli anni considerati Berlino, ancora appartenente alla Prussia, stava crescendo drasticamente in piano architettonico, e prevedeva uno sviluppo su una linea militare, anche (e soprattutto) in campo architettonico.
Tra il 1788 e il 1793 Langhans realizza la Porta di Brandeburgo. Essa rappresenta una porta urbana, che però funziona come un arco di trionfo. Sopra all’arco ritroviamo i quattro cavalli della vittoria, un chiaro riferimento alla tradizione romana per la quale questi quattro cavalli erano segno di un trionfo militare. In questo caso quindi, appare evidente il riferimento all’arte del passato; la porta però, non si rifà granché alla tradizione romana, quanto a quella greca. In questo periodo tutti gli architetti tedeschi tenderanno verso l’architettura greca.
Gilly è invece un architetto molto importante, non tanto per le sue opere architettoniche realizzate (morì a 28 anni quindi riuscì a realizzare una sola opera) ma perché fu maestro di grandi architetti tedeschi. Le sue opere architettoniche, seppur realizzate solo su carta, sono generalmente istituzioni o architetture industriali, rappresentazione dunque, di un nuovo mondo, in continua evoluzione. Molto importante è il progetto non costruito del monumento a Federico II, il cui scopo è ovviamente commemorativo. Federico II è il principale responsabile della crescita di Berlino, e il modo migliore per realizzare un’opera in suo onore è facendo in modo che l’architettura culmini con un tempio greco, visto come la perfezione in campo architettonico.
La sola opera che riuscì a costruire fu il Mausoleo per la famiglia von Hoym. Sulle sue scie si formano poi i due architetti più importanti di questo panorama tedesco: Klenze e Schinkel.
Monaco di Baviera
In questa città, in questi anni, l’architetto riveste un ruolo in primo piano sul panorama della città. I due principali architetti sono Klenze e Gartner, quest’ultimo importante per aver costruito la Chiesa di Ludovico. Gartner propone un’architettura eclettica, ovvero per ogni opera architettonica vi è uno stile del passato che ben si adegua: ad esempio, se vi è la necessità di costruire una chiesa bisogna adottare lo stile romano, mentre se bisogna progettare una biblioteca, lo stile migliore è il fiorentino; solo nel caso in cui non esista un riferimento storico perché la funzione è nuova allora l’architetto è più libero di sperimentare; in questo caso dunque, lo stile migliore è quello del presente, ed è un modo per l’architetto per dimostrare il suo spirito innovativo, per esempio usando largamente il vetro.
Di Klenze è invece l’Hermitage di San Pietroburgo; questo ci fa capire quanto Klenze fosse apprezzato e conosciuto anche nel panorama internazionale. La sua opera però, si concentra principalmente a Monaco, dove realizza edifici rappresentativi per il Principato borghese. Alcuni esempi sono la Pinacoteca di Monaco e la Residenza del sovrano. Entrambe le opere citate si rifanno al ‘400 italiano, ma per la maggior parte dei suoi lavori Klenze predilige il riferimento al mondo greco, che aveva studiato attraverso numerosi viaggi in Sicilia e a Paestum; si recò anche ad Atene, dove gli venne chiesto di realizzare alcuni progetti; al tempo la Grecia era protettorato del figlio di Ludovico di Baviera. Un’altra sua opera è la Gliptoteca (luogo in cui vengono conservati i gessi) che però, non sono modelli originali del mondo greco, ma sono copie rifatte per essere studiate a Monaco. In questo caso la struttura presenta un portico richiamante il mondo greco, ma le edicole sono palesemente un riferimento al ‘400 fiorentino. È quindi evidente che gli architetti di questo periodo non intendono copiare spudoratamente le opere greche (l’architettura greca era unica e impareggiabile), ma c’è un certo grado di flessibilità. Lo scopo degli architetti di questo periodo è dunque quello di adattare l’architettura greca alle nuove esigenze.
Sul retro della gliptoteca ritroviamo delle serliane e l’interno ha un carattere completamente diverso allo stile greco: ci sono fatti le grottesche che si riferiscono al mondo romano. Egli dice: “Non c’è mai stata, né ci sarà mai, più di un’arte del costruire, ossia quella che è stata portata alla perfezione dell’epoca di prosperità e di civiltà della Grecia... L’architettura greca solamente ha le qualità che la rendono universale. L’architettura può e deve essere l’architettura del mondo e di tutte le epoche. Come Palladio divenne grande e immortale attraverso l’ispirato adattamento dell’architettura romana alle esigenze del suo tempo, io mi sforzerò di fare lo stesso con le opere dei greci: è l’unica via per essere qualcosa di più di un imitatore.”
Altra opera importante sono i Propilei di Monaco, una porta urbana della quale possiamo scorgere un riferimento diretto all’ingresso dell’acropoli di Atene (già richiamato dal nome stesso). Le due torri affiancano il vero e proprio portico, realizzato con sei colonne libere doriche, senza basamento. Altrettanto importante per l’esplicito riferimento al mondo greco è Ruhmeshalle, che riprende la forma della stoa. In questo periodo acquista importanza l’idea legata al termine Walhalla, il paradiso immaginato dalla mitologia dell’Europa del nord.
I monumenti che vengono realizzati in questo periodo a Berlino sono un riferimento ai grandi tedeschi del passato e si rifanno all’idea di Walhalla. Lo scopo di queste architetture è rivendicare l’unità della Germania e il senso di appartenenza alla nazione. Viene quindi indetto un concorso per realizzare un’opera architettonica che possa contenere i busti di generali, sovrani, ecc. Sia Schinkel che Klenze partecipano al concorso. La prima idea di Klenze era un Pantheon, ma poi fu scelto un suo secondo progetto. Questo venne costruito a Regensburg, nella campagna bavarese, in prossimità del Danubio. Esso è chiaramente un Partenone dorico, con vista panoramica; le scalinate che consentono di arrivare in cima non si rifanno al mondo greco, che invece prevedeva solo uno stilobate. Le scale servono a evidenziare la monumentalità dell’opera. Anche gli interni non fanno riferimento al mondo greco, in quanto l’interno del Partenone greco era accessibile ai soli sacerdoti (era quindi molto spoglio), mentre qui è pensato per essere aperto al pubblico.
Da questo momento della storia (1813 circa) all’epoca nazista, cresce sempre di più l’idea di nazionalismo tedesco, che quindi enfatizza il valore militare della città. In questi anni Napoleone occupa in larga parte la Germania, in particolare la Prussia (e quindi Berlino); la successiva liberazione da Napoleone crea uno spirito nazionalistico popolare, da cui derivano molti riferimenti architettonici al Walhalla.
Altro progetto importante dell’epoca, che presenta questo riferimento, è il Monumento alla liberazione di Klenze. Nell’interno sono presenti le figure allegoriche della grandiosità della patria. Anche in questo caso l’ubicazione appare insolita, in quanto l’architettura si trova su una roccaforte di fianco al Danubio. Anche in questo caso, come nei precedenti, il riferimento al mondo greco è solo “estetico”, in quanto la struttura era realizzata in ferro, un metodo all’avanguardia.
Il legame tra Schinkel e Klenze sta nel fatto che ebbero lo stesso maestro, furono entrambi architetti di corte, incaricati di dare un volto nuovo alle città, che divenissero così l’emblema della nazione (l’architettura ha un ruolo chiave nella definizione della città). Schinkel arrivò ad essere un architetto di corte grazie alla regina, per la quale progettò la camera da letto e, poco tempo dopo, il mausoleo. Il mausoleo assume caratteri del passato greco, anche se il frontone in ferro battuto ricorda l’epoca palladiana; il primo progetto che egli propose però, era gotico. Egli infatti non era animato da un forte spirito nazionalista, e preferiva di gran lunga lo stile gotico a quello greco.
La stessa sua passione per il gotico la si ritrova nei dipinti che realizza; particolare è l’esempio del Duomo milanese, che però viene inserito in un contesto fuori città, naturale, vicino a Trieste. Un’altra grande opera gotica dipinta ma non realizzata è il Monumento alle guerre di liberazione, che lui aveva concepito come una grande cattedrale gotica; quest’idea influenzerà le generazioni successive, tra cui il Bauhaus.
L’unica occasione che ebbe per costruire un’opera gotica fu quando gli fu commissionata la Friedrichswerder Kirche, una chiesa medioevale distrutta durante la seconda guerra mondiale ma ricostruita fedelmente. Un’opera importante di Schinkel è lo Schloss Tegel, una grande residenza privata a qualche km da Berlino; lo schema si presenta come un castello con torri, ma il palazzo in stile rinascimentale ha una pianta a L. Anche in questa caso vi è un rimando è al mondo greco, anche se non nell’aspetto architettonico: all’interno infatti, c’è una grande collezione di gessi greci, a cui il cliente Humboldt, un professore di lingue classiche, era molto legato. Si può dunque vedere come anche nel piccolo si voglia ricostruire un nazionalismo e un’idea di cultura della Germania (Prussia).
Importante è anche il museo delle antichità (Altes Museum) progettato da Schinkel, contenente opere del passato greco e romano. Da fuori, l’edificio presenta un grande portico e l’intero volume è sormontato da un cubo centrale, che nasconde la cupola interna, negandola all’esterno. Attorno al fulcro centrale, ci sono diverse gallerie rappresentanti varie epoche del passato. Sempre lungo il fronte principale, oltre il portico, un grosso ingresso lascia intravedere due rampe di scale simmetriche, che alludono a un percorso ascensionale per entrare nel museo. Dall’interno si apre così, una veduta sugli edifici “del potere” collocati su tutta la piazza. È importante notare come il museo muti la sua funzione: esso non è più un luogo della sola élite, ma è aperto a tutta la classe dirigente alto-borghese, per la quale lo studio dell’antico sta diventando parte imprescindibile della formazione.
Ulteriore opera è il teatro drammatico Schausielhaus, che viene collocato nella piazza dei gendarmi. Questo esempio assume importanza perché mette in luce come i riferimenti al mondo greco diventino sempre più liberi. Il piano generale di Schinkel prevedeva la riqualificazione del centro di Berlino attraverso più interventi; la nuova Berlino si sarebbe trasformata da città caserma a nuova Atene sulla Spree (fiume di Berlino), alludendo al fatto che la città in questione sarebbe diventata la nuova culla della cultura umanistica.
A Schinkel viene, inoltre, commissionato un viaggio in Gran Bretagna insieme a Beuth, direttore di un museo berlinese di arti prussiane. Durante il viaggio l’obiettivo era quello di informarsi sui nuovi musei e sulle nuove tecniche espositive per ricercare un linguaggio che fosse all’avanguardia. Entrambi però, furono più colpiti da altre architetture; il loro interesse era rivolto agli elementi della modernità, quali ciminiere, industrie, fabbriche, e allo studio dei materiali impiegati, principale è il ferro.
Nel viaggio non si limitano alla visita delle città più importanti, ma visitano anche le parti peggiori della Gran Bretagna; in questo Paese infatti, non solo si era all’avanguardia e innovativi sulle tecniche di sviluppo, ma si era oltrepassato il limite: sono questi gli anni dell’utilitarismo, in cui l’età media raggiungeva a stento i 30 anni. Fortunatamente, poco più tardi, saranno approvate delle leggi a protezione dei bambini. Di ritorno dal viaggio, Schinkel diventa direttore del Bauakademie, dove passerà gli ultimi anni della sua vita.
Nella costruzione di questo edificio è ben visibile il rimando alle architetture viste in Gran Bretagna: ad esempio, l’uso del mattone anziché il rivestimento in pietra. La struttura presenta un cavedio centrale che permette alla luce di filtrare, mentre i tamponamenti esterni sono realizzati in terracotta e ceramica, materiali che si usano e si producono all’interno della scuola di arti applicate. Nel frattempo, il suo interesse per le tecnologie inglesi cresce, e inizia a costruire numerosi oggetti in ferro; ne sono esempio le colonnine in metallo utilizzate nel palazzo del principe Alberto. Shinkel avrà modo di lavorare anche a Berlino.
Unter den Linden (letteralmente “sotto i tigli”) è uno dei più importanti viali alberati della Berlino di oggi e di ieri. Lungo questa via Klenze realizza il Neue Wache, un edificio non esattamente militare, ma più di rappresentanza: questo lo si deduce dalle dimensioni e dall’ubicazione insolita. Quest’edificio presenta uno schema semplicissimo, ma originale; si tratta di una tipologia composta: un edificio a scopo militare, come desumibile dalle poche finestre e dalle quattro torri d’angolo, incontra il pronao greco.
Si può quindi concludere sostenendo che Schinkel si trova a metà tra due mondi: è ancorato al passato ma aperto alle innovazioni moderne.
Nascita di un nuovo genere: l’architettura dell’utilità pubblica
Come già anticipato, esiste un secondo modo di intendere l’architettura in questi anni. L’architettura, specialmente a Parigi, viene concepita come veicolo per il rinnovamento della vita urbana; ci troviamo in un’epoca in cui nascono nuovi tipi: il museo, il teatro pubblico, la biblioteca pubblica, la banca moderna. L’architettura viene ora vista come disciplina sociale: ne è un esempio il Panopticon.
In questo panorama, di particolare importanza è l’architetto parigino Durand, attivo negli stessi anni di Schinkel. Egli fu influenzato da due grandi maestri, Leroy e Boullè.
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Storia dell'architettura 2 - Appunti completi
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