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Appunti lezione - Diritto privato

Appunti schematici ma esaustivi presi durante le lezioni di Diritto privato (6CFU) del prof. Camilletti (Scienze politiche, UNIMI).
Contenuti:
- nozioni generali
- il bene
- il diritto di proprietà
- l'usufrutto
- la servitù prediale
- le obbligazioni (la prestazione; luogo/tempo adempimento; inadempimento; ritardo nell'adempimento; la novazione; confusione/remissione... Vedi di più

Esame di Diritto privato docente Prof. F. Camilletti

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Appunti di diritto privato

Presi da Amelia Popa-Rolando alle lezioni di DIRITTO PRIVATO (Prof. Francesco Camilletti; Scienze Politiche,

Università degli Studi di Milano)

• DIRITTO PRIVATO = un settore del diritto che si occupa dei rapporti giuridici che intercorrono tra i

soggetti privati

- Piano orizzontale – rapporto di parità tra i soggetti

- = il ramo del diritto che regola : costituendo, modificando o estinguendo i rapporti giuridici

(possono avere contenuto: patrimoniale o non patrimoniale)

- Si occupa di relazioni inter-cives (tra i cittadini) sia che queste abbiano ad oggetto un rapporto

suscettibile di valutazione economica o non suscettibile di valutazione economica

- Es: X vende orologio a Y; diritto privato si occupa di un rapporto giuridico con contenuto

patrimoniale/economico e oggetto suscettibile di valutazione economica

- Nel diritto privato la posizione rilevante= DIRITTO SOGGETTIVO (= posizione giuridica che

l’ordinamento riconosce e tutela e che si sostanzia in una pretesa che un soggetto ha verso un

altro)

- Anche nei rapporti tra privati, possono insorgere delle conflittualità – risolte da un giudice civile

- Diritto privato= diverso da Diritto pubblico ma anche da Diritto Penale! (=individua e tipizza

tutti i comportamenti che per l’ordinamento sono considerati pericolosi e stabilisce la relativa

sanzione -> funzione sanzionatoria) 

- funzione dell’autotutela= ammessa in ambito privatistico (nell’ambito penalistico = vietata)

potestà punitiva delegata allo Stato, attraverso gli organi giudiziari

• NOZIONI CHE REGOLANO I RAPPORTI TRA PRIVATI

- La Persona = persona fisica (l’individuo/il soggetto) o persona giuridica (es: società)

- Persone fisiche: distinzione tra: capacità giuridica (Art.1 del codice civile;= capacità di

essere centro di imputazione di effetti giuridici e si acquista con la nascita) e capacità di

agire (=capacità di assumere obbligazioni ed acquistare diritti attraverso valide

manifestazioni di volontà; si acquista con la maggiore età)

- Distinguere tra: incapacità legale (soggetti che per legge non hanno la capacità agire;

nell’ordinamento composta da: minori, interdetti- privo della capacità di volere e di agire-,

inabilitati – la capacità di intendere e volere è scemata in modo rilevante-, detenuti con

pena superiore a 5 anni; le loro volontà negoziale vengono manifestati e i rapporti vengono

istaurati attraverso un rappresentante legale – nel caso del minore: il genitore, nel caso

dell’interdetto: il tutore; nel caso dell’inabilitato: il curatore; genitore e tutore sostituiscono

completamente il soggetto; il curatore affianca il soggetto bisogna valutare il grado di

capacità: un soggetto è legalmente capace quando è capace di intendere e volere; un

soggetto è legalmente incapace quando non lo è; capacità di intendere =la capacità di

percepire il valore e il disvalore delle proprie azioni in una sfera laica parallela; la capacità

di volere= determinarsi fra comportamenti antagonisti) e incapacità naturale (= soggetti

legalmente capaci che per una causa transitoria si trovano in una situazione di incapacità)

 sia gli atti compiuti da incapaci legali sia quelli compiuti da incapaci naturali sono atti

non validi

- Collocamento nello spazio dei rapporti di persone fisiche: 3 concetti:

1) La residenza = luogo dove un soggetto vive abitualmente

2) Il domicilio = luogo dove un soggetto ha il centro dei suoi affari (per persone giuridiche

solo il domicilio vale come collocamento)

3) La dimora =luogo dove un soggetto trascorre per un certo periodo di tempo la propria

vita

- PATRIMONIO (=profilo strettamente legato all’instaurazione dei rapporti giuridici; rilevanza

fondamentale; connota sia le persone fisiche che le persone giuridiche) = l’insieme di tutti i

beni, mobili e immobili, riferibili ad un soggetto nonché di tutti i rapporti giuridici attivi e

passivi, sempre riferibile al medesimo soggetto

Distinzione tra patrimonio (comprende anche i debiti) e patrimonio netto (=

rappresentato esclusivamente dalle attività riferibili ad un dato soggetto /una data

persona; non comprende i debiti)

- DIRITTO (=posizioni che vengono in rilievo); distinzione fra:

I. diritti patrimoniali (diritti suscettibili di valutazione economica; categoria costituita

da due diverse tipologie: diritti reali-diritti sulle cose e diritti di credito- diritti ad

ottenere una prestazione/ diritto verso un atteggiamento che deve avere il

debitore;

- requisiti diversi:

caratteristiche dei diritti reali

o tipici: nell’esercizio della loro autonomia volontaristica non possono costituire

diritti reali diversi da quelli tassativamente indicati dalla legge; distinzione tra:

diritti reali di godimento(proprietà, l’usufrutto, l’uso, le servitù, abitazione,

superfice, enfiteusi) e diritti reali di garanzia (pegno e ipoteca)

o assoluti: opponibili erga omnes nei confronti di chiunque per l’ordinamento

italiano: tutela il titolare di un diritto reale nei confronti di chiunque arrechi una

minaccia a questo diritto

o immediati/autodeterminati: il titolare di un diritto reale trae tutte le utilità

riconnesse all’esercizio del diritto senza che sia necessaria la cooperazione di altri

soggetti

o muniti di sequela: essendo il diritto reale un diritto che inerisce ad un bene, segue

il bene stesso, nel caso in cui questo formi oggetti di atti di disposizione

caratteristiche dei diritti di credito

o atipici: la legge non indica tassativamente quali sono i diritti di credito, ma le parti

nell’esercizio della loro autonomia possono determinarli come più ritengono

soddisfacenti per i loro interessi

o relativi: può essere fatto valere (e tutelato) esclusivamente nei confronti di un

soggetto determinato= il debitore

o mediati/ eterodeterminati: il creditore non può soddisfare il proprio diritto se non

vi è la cooperazione del debitore (tecnicamente: se il debitore non coopera, il

creditore non soddisfa il proprio diritto)

 diritti reali e diritti di credito hanno sostanzialmente caratteristiche opposte

e

II. diritti non patrimoniali (non quantificabili economicamente, es. diritto all’onore)

IL BENE

- Art. 810 del Codice civile beni= cose che possono formare oggetto di diritti; tutte le cose

suscettibili di poter formare oggetto giuridico che il nostro ordinamento qualifica come

diritto appartengono giuridicamente alla categoria dei beni

- Distinzione tra: beni di genere (= riferibili ad una determinata categoria; es: il denaro= bene

di genere per eccellenza) e beni di specie (= determinati/ individuati; es: un specifico libro

– libro di diritto del Prof. Camilletti)

- Distinzione tra: beni fungibili (= i beni che possono essere sostituiti con beni identici; es: il

denaro) e beni infungibili (= i beni che non possono essere sostituiti; es: un quadro

d’autore)

- Distinzione tra: beni consumabili (= beni il cui uso ne determina il perimento; es: un litro di

benzina) e beni inconsumabili (= beni suscettibili di un uso ripetuto senza che ciò ne

determini il perimento)

- Distinzione tra: beni materiali (= beni ontologicamente esistenti e quindi i beni suscettibili

di appropriazione fisica) e beni immateriali (= beni insuscettibili di percezione fisica; es.

un’invenzione; le energie)

- Distinzione principale (e più importante) tra: beni mobili e beni immobili (strettamente

legati al suolo; suolo, sorgenti, corsi d’acqua, alberi, edifici, mulini, bagni, altri edifici

galleggianti) hanno un regime diverso e un contenuto diverso; nel codice civile: quali

sono i beni immobili (Art.812); tutti gli altri beni (non elencati nell’articolo) sono mobili

Nell’ambito dei beni immobili, distinzione tra: beni immobili registrati (tutti quei beni

soggetti a discrezione in un pubblico registro; es: macchina, le barche) e beni immobili

non registrati (tutti gli altri beni che non sono registrati)

- le pertinenze = beni destinati in modo durevole al servizio o all’ornamento di un altro bene

cui accedono; es: il cinturino dell’orologio- bene pertinenziale per la corona dell’orologio

Il regime giuridico delle pertinenze è lo stesso del bene principale cui accedono a meno che

il proprietario del bene principale non abbia deciso di sottoporle a un regime giuridico

differente. = se si vende l’orologio, si vende anche il cinturino a meno che il proprietario

non decida di vendere solo un pezzo

- le universalità dei beni mobili = costituite da una serie di beni di per sé divisibili ma cui è

stata data una destinazione unitaria; es: una collana enciclopedica

IL DIRITTO DI PROPRIETA’

- principale diritto dell’ordinamento italiano; la sua rilevanza è stabilita nella Costituzione,

nonostante sia un diritto “privato” (Art. 42, Cost.)

- la definizione del diritto di proprietà è contenuta all’interno del Codice Civile, Art 832

- Genesi del rilievo costituzionale del diritto di proprietà: la proprietà privata non rientra nei

diritti inviolabili e individuali frutto di un compromesso ideologico, dato che una parte

della Costituente era comunista

- Definizione (Art. 832): Il diritto di godere e di disporre del bene di cui si è proprietari in

modo pieno ed esclusivo, salvo i limiti stabiliti dalla legge.

- Il contenuto: il diritto di godere attiene al profilo materiale del diritto ( si può godere di un

bene o ci si può astenere, ad esempio l’uso di una casa libertà omissiva; il proprietario

può fare del suo bene l’utilizzo materiale che più ritiene opportuno

Il diritto di disporre attiene al profilo giuridico: sarà il diritto del proprietario affinché il

proprietario formi del bene rapporti di natura giuridica: può venderlo, affittarlo ecc.

 Il diritto di proprietà è caratterizzato dalla pienezza (il proprietario ha diritto di

caratterizzare il bene per tutte le sue caratteristiche ed estensioni qualitative e

quantitative) e dall’esclusività (il proprietario essendo il titolare del diritto ha la facoltà

di far sì che gli altri possano essere esclusi; tranne nel caso di co-proprietà: ciascun

proprietario può escludere i terzi ma non gli altri co-proprietari)

- I limiti: Il divieto di atti emulativi (art. 833; la norma in esame stabilisce il divieto degli atti

emulativi; il proprietario di un bene non può compiere atti il cui unico scopo sia quello di

arrecare molestie ad altri; atto emulativo = unico fine= danneggiare gli altri ma non è di

nessuna utilità al proprietario si configura come un abuso di diritto; gli elementi

essenziali per cui un atto sia considerato emulativo e quindi vietato, sono due: 1) Natura

oggettiva: la mancanza di utilità 2) di Natura soggettiva: animus nocendi = la volontà di

nuocere un altro soggetto)

L’espropriazione per pubblica utilità (art. 834; principio già stabilito dalla Costituzione

Italiana; l’espropriazione è un atto abolitivo compiuto da un ente pubblico che per ragioni

evidentemente di pubblico interesse priva in tutto o in parte il proprietario del suo diritto;

ES: TAV; il provvedimento di esproprio deve essere ineludibilmente preceduto da una

dichiarazione di pubblica utilità dell’opera per la quale si procede all’esproprio; se manca

da parte dell’ente pubblico deputato ad emetterla questa dichiarazione, l’esproprio non

può avvenire l’esproprio deve realizzarsi attraverso un provvedimento amministrativo

che stabilisce l’indennità che spetta al proprietario in conseguenza dell’esproprio stesso –

l’ente pubblico deve indicare quanti soldi spettano al proprietario per l’esproprio;

l’indennità deve essere pari al valore di mercato che ha il bene; nel caso in cui il

provvedimento di esproprio e indennizzo sia viziato, il proprietario può impugnare il

provvedimento davanti al giudice)

- in entrambi i casi il proprietario subisce delle limitazioni al proprio diritto (nell’esproprio

possono arrivare all’ablazione/lo spogliamento del proprio oggetto)

- Giuridicamente il diritto di proprietà è un diritto elastico= quando il diritto di proprietà

convive con altri diritti reali minori; quando si stabilisce questa ipotesi alcune facoltà del

proprietario si comprino a favore del titolare del diritto reale minore, qualora questo diritto

reale minore si estingua il diritto di proprietà si ri-espande nella sua totalità e il proprietario

ritorna ad usufruire di tutte le facoltà ad esso connesso

- Il diritto di proprietà subisce delle limitazioni quando convivendo con altri diritti reali minori

alcune facoltà riconnesse alla proprietà non spettano più al proprietario ma al titolare di un

altro diritto reale

- Il diritto di proprietà nel nostro ordinamento si può acquistare in due modi diversi (modi di

acquisto= strumenti attraverso cui si diventa proprietari): a titolo derivativo oppure a

titolo originario

- L’acquisto del diritto di proprietà si verifica a titolo originario quando il diritto si consolida

direttamente in capo al soggetto che diventa proprietario senza che gli sia stato trasferito

da un altro soggetto. I modi di acquisto a titolo originario sono la cessione, l’unione o

commistione, l’invenzione, la confusione, l’usucapione (=modo di acquisto della proprietà

di una cosa o di altro diritto reale di godimento su di essa, mediante il possesso della cosa

stessa per un periodo di tempo stabilito dalla legge) – più importante

- La proprietà si acquista a titolo derivativo quando il diritto di proprietà viene trasferito da

un soggetto detto dante-causa ad un altro soggetto detto avente-causa. Nel acquisto a

titolo derivativo il proprietario originario attraverso n atto trasferisce il diritto di proprietà a

colui che acquista. Es: o per contratto o per successione a causa di morte

Il diritto di proprietà è un diritto reale assoluto = giuridicamente opponibile erga omnes= può essere

fatto valere e riceve tutela nei confronti di chiunque. L’ordinamento italiano prevede quattro azioni

finalizzate a tutelare il diritto di proprietà. Queste azioni sono comunemente definite come azioni a tutela

della proprietà o azioni petitorie o azioni reali. (Art. 948- Art. 951)

1) Azione di rivendicazione (Art. 948) = l’azione con cui il proprietario di un bene ha come scopo

quello di ottenerlo in restituzione da chi lo possiede o lo detiene (concetto possesso e detenzione

 vedi più avanti); funzione recuperatoria di un bene di cui il proprietario no n ha più la

disponibilità materiale

2) Azione negatoria (Art. 949) = l’azione con cui il proprietario fa accertare l’inesistenza (nega

l’esistenza) di diritti reali minori altrui sul bene di sua proprietà

3) Azione di regolamento dei confini (Art. 950) = l’azione che il proprietario di un fondo può

esercitare nei confronti del fondo confinante quando vi sia incertezza su dov’è collocato il confine

tra i fondi confinanti il giudice deve indicare qual è la linea di confine tra i due fondi in caso di

incertezza

4) Azione di apposizione dei termini (Art. 951) = l’azione con cui il proprietario di uno dei due fondi

confinanti chiede che a spese comuni vengano resi visibili i confini tra due fondi

 QUINDI: nell’azione di regolamento dei confini vi è incertezza sul confine stesso e

l’azione petitoria mira a individuarlo; nell’azione di apposizione dei termini non vi è

incertezza sul confine e l’azione mira soltanto a rendere visibile il confine stesso

Caratteristica comune di tutte e 4 le azioni petitorie= l’unico soggetto legittimato ad esercitarle è il

proprietario (la legittimazione attiene a un profilo processuale dell’azione; si ha il diritto di agire davanti a

un giudice per ottenere una sentenza che abbia un certo contenuto; la legittimazione= il diritto ad agire in

giudizio che l’ordinamento italiano attribuisce ad un determinato soggetto, detto appunto legittimato; nel

caso delle azioni reali questo soggetto è il proprietario; se ad un soggetto difetta questa qualifica non è

legittimato ad esercitare un’azione) e tutte sono azioni imprescrittibili (concetto di prescrizione=

l’estinzione di un diritto per l’inerzia del suo titolare prolungata per un certo periodo di tempo tutti i

diritti salvo quelli imprescrittibile devono essere fatti valere entro un certo periodo di tempo, regolato dal

Codice Civile; la prescrizione è una regola generale; per le azioni imprescrittibili: l’inerzia protratta per

lungo periodo non influenza la perdita del diritto)

PROPRIETA’ E POSSESSO

 importante tenere concettualmente distinta la proprietà dal possesso (giuridicamente sono situazioni

diverse; la proprietà è un diritto reale; il possesso non è un diritto ma è una situazione di fatto cui

l’ordinamento ricollega determinati effetti giuridici)

Art. 1140: possesso= il potere su una cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della

proprietà o di un altro diritto reale per avere possesso in senso giuridico sono necessari due requisiti:

1. di natura oggettiva (il corpus)= una relazione materiale che intercorre tra un soggetto e un bene in

virtù della quale il soggetto esercita un potere di fatto sul bene; non è sufficiente da solo a

determinare il possesso

2. di natura soggettiva (animus) = la volontà di comportarsi come se si fosse il proprietario o come se

si fosse il titolare di un altro diritto reale = comportamento uti dominus (es: io non sono il

proprietario dell’oggetto X del soggetto Y, ma mi comporto come se lo fossi)

 l’animus richiede il disconoscimento della altruità della cosa

- la detenzione= quando c’è il corpus e non c’è l’animus

- Il possesso può essere sia esercitato direttamente dal possessore (in tal caso si parla di possesso

immediato) così come può essere esercitato per il tramite di un terzo detentore e si parla di possesso

mediato.

- Colui che è detentore può mutare il proprio animo e mutare la propria detenzione in possesso. In questa

ipotesi che va giuridicamente sotto il nome di interversione nel possesso. Il soggetto instaura una relazione

di fatto come detentore. Da un certo momento cessa di riconoscere che il bene è del proprietario ed inizia a

comportarsi come se fosse egli stesso il proprietario.

- Il detentore non usucapisce mai (Non può mai diventare proprietario del bene), al contrario colui che è

possessore si (Se esercita per un determinato periodo di tempo il possesso continuato del bene, ne diventa

proprietario per usucapione, acquistandone il titolo come bene originario):

Possesso di buona fede possessore di buona fede (ha un trattamento favorevole) o possesso di

malafede possessore di malafede

-differenze principali: per il possessore di buonafede il termine per usucapire è inferiore rispetto al termine

del possessore di malafede; chi è possessore di malafede usucapisce dopo 20 anni; chi è possessore di

buonafede usucapisce in 10 anni;

- possessore di buonafede si applica la regola: possesso vale titolo (vedi dopo) mentre questa regola non si

applica al possessore di malafede

- il possessore di buonafede, nel caso in cui il proprietario completi l’azione di rivendica, non è tenuto alla

restituzione dei frutti naturali e civili che il bene ha prodotto durante il possesso; mentre il possessore di

malafede non soltanto è tenuto a restituire il bene ma anche i frutti che il bene ha prodotto nel periodo del

possesso

-Quando un soggetto è possessore di buonafede: Art. 1147- Rubrica “Possesso di buonafede”= colui che

esercita il possesso ignorando di ledere il diritto altrui, quindi la buonafede si sostanzia nella inscienza della

altruità della cosa ; eccezione: se però l’ignoranza dell’altruità del bene deriva da colpa grave (= grave

negligenza) l’individuo è considerato come se fosse di malafede ; malafides super veniens non nocet = il

momento in cui valutare se il possessore è di buona o di malafede è il momento in cui inizia il possesso;

es: X inizia a possedere il cellulare di Y credendo che sia di X inizia a possedere l’oggetto

REGOLA del POSSESSO VALE TITOLO (ART. 1153) = una forma di usucapione istantanea; il possessore di

buonafede diventa immediatamente proprietario di un certo bene anche se lo acquista da chi non è

proprietario l’applicazione dell’articolo 1153 va però esclusivamente circoscritta ai beni mobili non

registrati viceversa la regola possesso vale titolo non si applica ai beni mobili registrati e ai beni immobili ;

per la categoria di beni mobili non registrati il legislatore ha stabilito che se il soggetto acquista un bene

mobile non registrato da chi non ne è proprietario ne diventa proprietario a titolo originario se acquista il

possesso del bene se è in buona fede e se sussiste un titolo astrattamente idoneo a trasferire il titolo di

proprietà (la norma regola l’ipotesi dell’acquisto a non domino ossia da chi non è proprietario;

 riguardo ai beni mobili non registrati si verifica l’effetto per cui l’acquirente da non

proprietario diventa proprietario (per una necessità di rendere spediti i procedimenti

giuridici)

- perché un soggetto diventi proprietario devono esserci tre requisiti:

1) l’acquisto del possesso del bene: deve essere stato acquistato materialmente e ci si deve

comportare come se fossi il proprietario

2) il soggetto deve essere in buonafede: ignorare di ledere il diritto del vero proprietario

3) deve esistere un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà: deve sussistere un

contratto la cui funzione sia in astratto quella di trasferire la proprietà

L’USUFRUTTO

- è un diritto reale minore di godimento il cui effetto è quello di comprimere il diritto del

proprietario

- il diritto di usufrutto è un diritto sulla cosa altrui che attribuisce all’usufruttuario il diritto di

utilizzare il bene e di trarre i frutti che produce, rispettando la destinazione economica del

bene

- allorché viene costituito il diritto di usufrutto sullo stesso bene concorrono due diverse

posizioni giuridiche: la nuda proprietà (nudo proprietario= titolare del diritto di proprietà

che viene spogliato dai frutti del suo bene) e l’usufrutto (non dispone del titolo di

proprietà ma ne può trarre i frutti)

- Art. 948 stabilisce che il diritto di usufrutto può essere costituito per legge (norme del

codice civile che stabiliscono quando c’è una disgiunzione tra nudo proprietario e

usufruttuario), per volontà dell’uomo (viene costituito a titolo derivativo gli atti di

volontà si manifestano attraverso un contratto o per successione) o per usucapione

(costituito a titolo originario)

- L’usufrutto è un diritto reale necessariamente a tempo determinato; per quel che riguarda

la sua durata bisogna distinguere l’ipotesi in cui l’usufrutto sia costituito a favore di una

persona fisica dall’ipotesi in cui l’usufrutto sia costituito a favore di una persona giuridica;

nel primo caso la durata non può eccedere la vita dell’usufruttuario; nel secondo caso non

può avere una durata superiore a 30 anni)

- I diritti dell’usufruttuario: utilizzare il bene e trarne i frutti 

- Gli obblighi dell’usufruttuario: non abusare del diritto di usufrutto non modificare la

destinazione economica del bene; nell’utilizzo del bene oggetto dell’usufrutto,

l’usufruttuario deve comportarsi con la diligenza del buon padre di famiglia alla

scadenza dell’usufrutto non soltanto sarà obbligato a restituire il bene MA sarà obbligato a

restituirlo nelle stesse condizioni nelle cui il bene si trovava quando è stato istituito

l’usufrutto tranne il deterioramento fisico = deterioramento bruso

- Le spese necessarie alla manutenzione del bene bisogna distinguere tra le spese ordinarie

(riguardano l’uso normale del bene; spettano all’usufruttuario) e le spese straordinarie

(non vengono comprese nell’uso normale; spettano al nudo proprietario)

- L’oggetto dell’usufrutto: sia un bene non consumabile si un bene consumabile (si tratta di

quasi usufrutto; dovrà restituire la medesima quantità di cose appartenente al genere su

cui l’usufrutto è stato costituito)

- Casi di estinzione dell’usufrutto: per morte dell’usufruttuario; per scadenza del termine;

per prescrizione (non uso ventennale); per perimento del bene; per confusione

(l’usufrutto si estingue quando la persona dell’usufruttuario e del nudo proprietario si

riuniscono nello stesso soggetto) ; per abuso del diritto (quando l’usufruttuario abusando

di quelle che sono le sue prerogative muta della destinazione economica del bene

LE SERVITU’ PREDIALE

- Un diritto reale minore di godimento su cosa altrui

- Quando sullo stesso bene convivono il diritto di proprietà e una servitù si verifica una

menomazione Il proprietario subisce una limitazione del proprio diritto, perdendo la

facoltà dell’uso esclusivo del bene a vantaggio del titolare del diritto di servitù

- Nell’ipotesi in cui il diritto di servitù si estingue per il principio dell’elasticità del diritto di

proprietà, il diritto di proprietà si riespande

- Definizione e il contenuto: Art. 1027 - servitù prediale (predius= fondo; predialità=

esistenza di un fondo; nelle società moderne sono ammissibili soltanto dei pesi imposti

sopra i terreni il diritto di servitù si sostanzia in un peso imposto sopra un fondo detto

“fondo servente” (=il fondo che subisce la costituzione della servitù e la conseguente

imposizione del peso) per l’utilità di un altro fondo, detto “fondo dominante” (= il fondo

che trae utilità dall’imposizione della servitù al fondo della servitù), appartenete ad un

diverso proprietario

- Caratteristiche: l’imposizione di un peso( che limita le facoltà del proprietario); il requisito

della utilità e l’appartenenza dei due fondi a proprietari diversi

- l’utilità requisito imprescindibile, così come l’appartenenza del fondo servente e del fondo

dominante a due proprietari diversi

- nel codice civile italiano definisce vari tipi di servitù (vedi dopo)

- bisogna distinguere tra:

• servitù positive (= permettono al proprietario del fondo dominante di fare un certo uso del fondo

servente; es: servitù di passaggio- permettono di attraversarlo a piedi / in macchina; servitù di

scarico) e servitù negative (=obbligano il proprietario del fondo servente a non fare una

determinata cosa; ha ad oggetto un comportamento omissivo, un non fare da parte del

proprietario del fondo servente)

• tra servitù continue (=per il qui esercizio non è richiesta una attività materiale da parte del titolare

del diritto; l’esercizio è nella cosa stessa /connaturato alla servitù) e servitù discontinue (=per il cui

esercizio è richiesta una determinata attività da parte del titolare del diritto; se il titolare del diritto

non compie una certa azione, non trae l’utilità connessa alla servitù)

• tra servitù apparenti (=servitù per esercitare le quali sussistono opere visibili e permanenti –dei

manufatti- destinate all’esercizio della servitù stessa; es: servitù di passaggio: se non c’è la strada

non esercito la servitù) e servitù non apparenti (= servitù per il cui esercizio non è richiesta

l’esistenza di opere materiali destinate all’esercizio della servitù; es: le servitù negative – se ho n

diritto di servitù di veduta o di luce nei confronti di X; non è necessaria l’esistenza di alcuna opera

materiale)

 distinzione più importante! N.B. Le servitù apparenti sono le uniche servitù suscettibili di

essere costituite a titolo originario per usucapione (=> le servitù non apparenti non possono essere

mai usucapite, poiché non hanno la possibilità di essere possedute non hanno il corpus)

- Le modalità d’acquisto delle servitù: le servitù prediali, come la proprietà e come

l’usufrutto possono essere acquistate a titolo derivativo (si verifica o per contratto o per

successione a causa di morte) o a titolo originario( le servitù si acquistano per usucapione –

la servitù viene posseduta per un certo periodo di tempo una servitù apparente-;

per destinazione del padre di famiglia= la modalità di costituzione in cui due fondi

originariamente appartenenti al medesimo proprietario in cui uno dei due fondi ha un

rapporto di servizio con l’altro cessano di appartenere al medesimo proprietario il rapporto

di servizio si trasforma in una servitù, ove il fondo che era a servizio diventa il fondo

serviente e il fondo che era servito diviene il fondo dominante – es: fondo A e fondo B appartengono

al medesimo proprietario; sul fondo A sorge il deposito del proprietario P; per arrivare alla strada pubblica, P deve

attraversare sia A che B fondo B si pone in un rapporto di servizio del fondo A; GIURIDICAMENTE il fondo B arreca un’utilità

al fondo B; quando P muore, A viene ereditato da X e B viene ereditato da Y il rapporto di servizio si trasforma in una

) e nel caso di servitù

servitù in cui il fondo B diventa il fondo servente e il fondo A diventa il fondo dominante

coattive per sentenza dell’autorità giudiziaria- servitù coattive= servitù imposta; la

sentenza- che deve avere un contenuto ben preciso, ovvero indicare le modalità di

esercizio della servitù stabilendo il minor aggravio possibile a carico del fondo servente + la

sentenza deve anche indicare l’indennizzo monetario che il titolare, proprietario del fondo

dominante, deve al proprietario del fondo servente, perfetto della limitazione del diritto di

proprietà che gli viene imposto - del giudice gli impone la servitù – es: proprietario del fondo A

deve passare per fondo B per arrivare alla strada; il proprietario del fondo B si rifiuta di concedergli la servitù il proprietario

del fondo A deve andare dal giudice

- Le modalità di estinzione della servitù

1) Per prescrizione conseguente al mancato esercizio ventennale della servitù

2) Per confusione = si verifica quando il proprietario del fondo servente diventa anche

proprietario del fondo dominante ( l’estinzione per confusione è il fenomeno giuridico

inverso alla costituzione della servitù per destinazione del padre di famiglia

LE OBBLIGAZIONI E I CONTRATTI

LE OBBLIGAZIONI

-originano un diritto di credito; anche i diritti di credito sono diritto a contenuto

patrimoniali diritti patrimoniali e diritti atipici

- a differenza dei diritti reali (che sono indicati nominativamente dal codice civile perché

sono diritti tipici), i diritti di credito non sono indicati nominativamente; vengono solo

menzionate le caratteristiche delle obbligazioni

- sono diritti relativi = il titolare può far valere il suo diritto esclusivamente nei confronti del

suo debitore

- sono diritti eterodeterminati/mediati = il creditore per soddisfare il proprio diritto

necessita della cooperazione del debitore; il debitore deve eseguire la prestazione per cui è

obbligato il debitore che esegue la prestazione è adempiente; viceversa se il debitore

non esegue la prestazione o non la esegue correttamente è inadempiente; l’esecuzione

della prestazione= adempimento; la non esecuzione = inadempimento

- da un punto di vista soggettivo, il diritto di credito è caratterizzato dalla presenza di

almeno due soggetti/due parti l’ordinamento qualifica questi soggetti come creditore

(=il titolare del diritto di credito; colui che ha diritto di esigere l’adempimento della

prestazione da parte del debitore; qualificato anche come legittimato attivo= è il soggetto

che ha la legittimazione ad esercitare il proprio diritto di credito nei confronti del debitore)

e debitore (=soggetto obbligato; colui che in virtù del rapporto obbligatorio, è tenuto a

eseguire una certa prestazione; viene anche qualificato come legittimato passivo = è il

soggetto che è il destinatario della pretesa creditoria)

- Il rapporto obbligatorio, da un punto di vista oggettivo, è caratterizzato dall’esistenza di

una prestazione (=il comportamento che il debitore deve tenere a favore del creditore per

essere tecnicamente adempiente; Possono avere diversi contenuti: prestazione di fare;

prestazione di dare; prestazione pecuniaria; contenuto negativo/prestazione omissiva)

- LE NORME CHE REGOLANO LA STRUTTURA DEL RAPPORTO OBBLIGATORIO

• ART. 1173- indica ai privati quali sono gli istituti idonei a costituire questo vincolo,

ovvero le fonti delle obbligazioni: due fonti tipiche, nominate, indicate: il contratto

(distinzione tra: Obbligazioni connesse alla fase fisiologica del contratto - obbligare

le parti ad eseguire le prestazione che formano l’oggetto del contratto- rispetto alle

obbligazioni connesse alla sua fase patologica – obbligazioni in caso il contratto non

venga adempiuto, sulla parte inadempiente grava l’obbligazione di risarcire il

danno) e i fatto illecito (= viene definito dal codice civile Art. 2043 come-

qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto obbliga

colui che lo ha commesso a risarcire il danno stesso Art. 1173= la commissione

di un fatto illecito è fonte di una obbligazione risarcitoria) e con una formulazione

atipica indica anche ogni altro fatto o atto idoneo a produrre le obbligazione in

conformità con l’ordinamento giuridico (principali: il POSSESSO – obbliga il

possessore di malafede a restituire i frutti civili o naturali che l’oggetto ha

prodotto; 3 istituti giuridici:

1) ripetizione dell’indebito oggettivo e soggettivo = l’indebito può configurarsi come un indebito

oggettivo : questa fattispecie ricorre allorquando un soggetto esegue in favore di un altro soggetto

una prestazione che non è oggettivamente dovuta; dall’esecuzione di questa prestazione sorge

l’obbligazione di colui che ha ricevuto (accipiens) di restituire a colui che ha pagato (recipiens)

quanto questui ha effettivamente pagato ;

indebito soggettivo (Art. 2036): la fattispecie ricorre quando un soggetto esegue una prestazione in

sé oggettivamente dovuta ma la esegue in favore di chi non è il suo creditore; colui che non è il

creditore ha percepito qualcosa di non dovuto: l’accipiens ha l’obbligazione di restituire ciò che gli è

stato pagato ma che non era dovuto

 entrambe implicano un’obbligazione restitutoria

2) gestione degli affari altrui= quando un soggetto (il gestore) pur non essendovi obbligato

intraprende la gestione di un affare altrui – Art. 2028; derivano delle obbligazioni sia per il gestore

sia per il gestito (interessato): le obbligazioni del gestore, nel momento in cui questi ha iniziato la

gestione dell’affare altrui, questi è obbligato a continuarla finché l’interessato non sia in grado di

provvedervi da se stesso iniziando il gestore ad occuparsi dell’affare altrui crea nell’interessato

l’affidamento che qualcuno si stia occupando del suo affare

le obbligazioni del gestito: 1) indennizzare le spese sostenute dal gestore nel suo interesse; 2)

subentrare nelle obbligazioni che il gestore ha assunto nel suo interesse

3) arricchimento senza causa (Art. 2041)= la fattispecie ricorre quando un soggetto si arricchisce in

danno di un altro soggetto senza che lo spostamento patrimoniale da un soggetto ad un altro sia

supportato da una causa in senso giuridico; l’obbligazione a carico del soggetto che si è arricchito:

indennizzare il soggetto che si è impoverito in relazione all’arricchimento che ha ricevuto

LA PRESTAZIONE

= connota il rapporto obbligatorio da un punto di vista oggettivo e costituisce il comportamento

che il debitore deve porre in essa per essere adempiente

- in virtù del principio di atipicità che connota le obbligazioni, il codice civile non da un elenco

di tutte le possibili prestazioni; l’articolo 1174 si limita a indicare quali caratteristiche deve

avere una prestazione per poter formare oggetto di un rapporto giuridicamente qualificato

come obbligatorio

1) deve essere suscettibile di valutazione economica/ requisito della

patrimonialità = il comportamento a cui tenuto il debitore deve essere

monetizzabile/deve avere un valore in denaro

2) deve corrispondere a un interesse del creditore anche di natura non

patrimoniale = la prestazione può formare un oggetto giuridico valido

anche se il creditore dall’ottenimento della prestazione non si arricchisce (X

soddisfa il suo interesse di svago andando al cinema, interesse storico,

interesse di cultura ecc.)

- per poter formare oggetto di un rapporto obbligatorio in senso giuridico, sempre ai fini

della ricorrenza di una obbligazione in senso giuridico, l’obbligazione deve essere munita

del requisito della coercibilità (= il creditore riceve tutela giuridica di fronte

all’inadempimento altrui; quando il debitore non adempie, il creditore ha il diritto di

ottenere una sentenza dal giudice di obbligazione dello svolgimento della prestazione O di

un rimborso)

- ci sono delle particolari obbligazioni che pur non essendo obbligazioni in senso giuridico

rientrano pur sempre nell’ambito dei rapporti obbligatori obbligazioni naturali; ciò

deriva dal fatto che l’obbligazione naturale pur non essendo giuridicamente coercibile

qualora sia spontaneamente adempiuta dal debitore genera l’effetto giuridico della

irripetibilità da parte del debitore di ciò che ha spontaneamente pagato( non può più

chiedere indietro ciò che ha pagato)

- 3. Ipotesi di obbligazioni giuridicamente incoercibili: 1) Pagamento di una prestazione

contraria ai buoni costumi

- 2) Pagamenti dei debiti di gioco

- 3) Pagamenti del debito prescritto

Tipologia delle obbligazioni

1. Obbligazioni di fare: l’oggetto delle prestazioni= Il debitore dovrà tenere un certo comportamento

attivo (fare qualcosa) nell’interesse del creditore obbligazioni di fare fungibili (la persona del

debitore è sostituibile senza che ciò comporti alcun pregiudizio per il creditore; per il creditore è

irrilevante se la prestazione è adempiuta dal debitore o da un’altra persona) e le obbligazioni di

fare infungibili (la persona del debitore è insostituibile; la prestazione deve necessariamente essere

adempiuta dal debitore) mentre le obbligazioni di fare fungibili sono suscettibili di esecuzione in

forma specifica, le obbligazioni di fare infungibili non sono suscettibili di esecuzione in forma

specifica e in caso di inadempimento del debitore, il creditore può ottenere solo il risarcimento del

danno

ulteriore distinzione: distinzione tra obbligazione di mezzi (il debitore ha correttamente adempiuto

alla propria prestazione nel momento in cui ha impiegato nell’eseguirla la diligenza richiesta

dall’obbligazione stessa, indipendentemente dal raggiungimento o meno da parte del creditore del

risultato che si era prefisso; N.B. Ai fini del corretto adempimento il raggiungimento del risultato da

parte del creditore è irrilevante) e obbligazione di risultato (il debitore ha correttamente

adempiuto l’obbligazione/la propria prestazione, quando il creditore ha soddisfatto il proprio

interesse -> quando il creditore ha ottenuto il risultato per cui l’obbligazione era sorta; N.B. Ai fini

del corretto adempimento il comportamento che ha avuto il debitore è irrilevante; conta soltanto il

risultato)

che rileva in relazione alla diversa indagine che bisogna compiere per accertare se il debitore sia o

meno adempiente

- questa distinzione (obbligazioni di mezzi e di risultato) ha un’importanza fondamentale per

quel che attiene la responsabilità risarcitoria cui va incontro il debitore nel caso in cui sia

inadempiente

! Art. 1218: norma che cristallizza il principio di responsabilità del debitore – il debitore inadempiente

deve risarcire al creditore il danno principio generale stabilito dalla norma= per regola generale il

debitore inadempiente è obbligato a risarcire il danno che subisce il creditore ; eccezione: il debitore può

offrire una prova liberatoria che lo liberi dall’obbligo di risarcire il danno conseguente al suo

inadempimento se dimostra che l’inadempimento è dovuto a un fatto a lui non imputabile

- la prova liberatoria che liberi il debitore dall’obbligo è costituita da fattori diversi a seconda

se si tratta di un’obbligazione di mezzi o di risultati;

il fatto non imputabile che il debitore deve provare assume un connotato diverso nelle

obbligazioni di mezzi rispetto a quelle di risultati

- nelle obbligazioni di mezzi il debitore per esonerarsi dall’obbligo di risarcire il danno dovrà

provare l’assenza di colpa ; Il fatto non imputabile che scrimina l’inadempimento è

l’assenza di colpa; l’adempimento si identifica con la diligenza del debitore

- nelle obbligazioni di risultati il comportamento del debitore è irrilevante; contando solo il

risultato; il fatto non imputabile si sostanzia in qualcosa di estraneo al comportamento del

debitore e precisamente, nel caso fortuito (un evento straordinario e imprevedibile

connesso a un fatto dell’uomo), nella forza maggiore (un evento naturale straordinario e

imprevedibile che rende impossibile l’adempimento) o nel factum principis/ fatto principale

(un ordine dato dalla legge, dall’autorità amministrativa o dall’autorità giudiziaria che

rende impossibile l’adempimento)

- se nell’obbligazione di risultato il debitore prova che l’inadempimento è causato da uno dei

tre motivi sopramenzionati, è esonerato dal risarcimento dei danni

2. Obbligazioni di dare: il comportamento del debitore consiste nella consegna di un bene; anche

nelle obbligazioni di dare bisogna distinguere tra obbligazioni di dare che hanno ad oggetto un

bene fungibile e le obbligazioni di dare che hanno ad oggetto un bene infungibile;

- Nelle prestazioni di dare fungibile, il bene oggetto della consegna può essere sostituito

- Nelle prestazioni di dare infungibile, l’oggetto della consegna non può essere sostituito

Questa distinzione ha un’importanza per quel che riguarda un particolare modo di estinzione delle

obbligazioni (vedi infra) consistente nella impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non

imputabile al debitore

- Tale modalità estintiva delle obbligazioni si applica infatti solamente alle obbligazioni che

hanno ad oggetto la consegna di un bene infungibile le obbligazioni di dare fungibili non

si estinguono mai per sopravvenuta impossibilità della prestazione stessa

nell’ordinamento italiano le obbligazioni pecuniarie (le obbligazioni che hanno ad oggetto il

pagamento di una somma di denaro) non diventano mai impossibili per un fatto oggettivo

- Le obbligazioni di consegnare una cosa certa e determinata implicano anche in capo al

debitore l’obbligazione accessoria di custodire il bene stesso fino all’avvenuta consegna

- Le obbligazioni di fare e di dare costituiscono la categoria “OBBLIGAZIONI POSITIVE” (= in

queste due tipologie l’adempimento del debitore si realizza attraverso un comportamento

attivo/commissivo

- Esiste anche la categoria delle “OBBLIGAZIONI NEGATIVE” dove l’adempimento del

debitore si realizza attraverso un comportamento omissivo; il debitore si obbliga a non fare

o a non dare

- NB: Alle obbligazioni negative non si applicano le norme sulla mora del debitore ; sono

insuscettibili di essere adempiute in ritardo

- Un’ulteriore categoria di obbligazioni è rappresentata dalle obbligazioni accessorie, di cui la specie più

importante è quella delle obbligazioni di garanzia

- le obbligazioni accessorie accedono ad una obbligazione principale; questa accessibilità determina

l’effetto giuridico per cui l’obbligazione accessoria segue il medesimo regime giuridico dell’obbligazione

principale cui accede l’estinzione così come la risoluzione o l’invalidità dell’obbligazione principale

determinano la stessa sorte dell’obbligazione accessoria

- Le principali obbligazioni accessorie sono quelle di garanzia (= seguono la sorte del credito che

garantiscono)

Obbligazioni:

1) Facoltative : dedotta una prestazione principale e il debitore si libera solamente eseguendo la

prestazione principale;

- È però nella facoltà del creditore di liberarlo con l’adempimento di una diversa prestazione

2) Alternative: (più importanti)= l’oggetto del rapporto obbligatorio è costituito da due diverse

prestazioni e il debitore si libera eseguendo alternativamente l’una o l’altra; NON PUO’

eseguire una parte dell’una e una parte dell’altra

- La scelta su quale prestazione eseguire spetta di regola al debitore, salvo che la scelta per volontà

delle parti non sia rimessa al creditore o affidata a un terzo

- Con la scelta l’obbligazione da alternativa diventa semplice

- non esiste una prestazione principale e una secondaria o subordinata; tutte le scelte possibili sono

considerate prestazioni principali

- quanto al regime dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione per fatto non imputabile al

debitore bisogna distinguere tra l’ipotesi in cui:

a) una delle due prestazioni diventi impossibile prima che il debitore abbia scelto:

il rapporto obbligatorio diventerà un rapporto obbligatorio semplice è il debitore sarà tenuto ad

adempiere l’unica prestazione rimasta possibile

b) l’impossibilità subentri dopo la scelta: il rapporto obbligatorio è già diventato

semplice per effetto dell’avvenuta scelta e il fatto che la prestazione sia diventata

impossibile libera il debitore 

- l’ipotesi più semplice: se una delle due prestazione obbligatorie alternative è illecita il rapporto

obbligatorio è ab origine semplice e il debitore è obbligato ad eseguire la prestazione lecita

Diligenza nell’adempimento- Art. 1176

- diligenza= a. il livello di cura e attenzione che l’ordinamento richiede ad un soggetto che tiene un

determinato comportamento

- b. uno status psicologico richiesto ad un individuo

- c. la categoria speculare è la negligenza, che è un comportamento colposo

- distinzione tra due diversi criteri di comportamento:

1) obbligazione normale o civile ( primo comma) : il debitore deve impiegare la diligenza rchiesta al

buon padre di famiglia, che altro non è che l’uomo medio (= concetto di normalità; parametro astratto di

normalità)

- la diligenza si valuta in astratto avendo un parametro, un modello anch’esso estratto

2) esercizio di una attività professionale (secondo comma): - a chi svolge un’attività professionale

viene chiesto un livello d diligenza diverso

- nell’esecuzione di una prestazione professionale il livello di diligenza deve valutarsi avendo

riguardo all’attività esercitata ( il parametro di riferimento è concreto, la diligenza si valuta in

concreto quanto più è difficile la prestazione, tanto maggiore deve essere il grado di diligenza

- MA: con l’articolo 2236 il modello subisce una deroga; la norma regola la fattispecie particolare

della: responsabilità del prestatore d’opera risponde solo per dolo (= intenzione di sbagliare) o

per colpa grave (particolare trasandatezza) per la soluzione di problemi tecnici di particolare

complessità/difficoltà

- La norma (2236) è funzionale allo sviluppo di tecniche nuove nelle prestazioni professionali

LUOGO DELL’ADEMPIMENTO (ART. 1182)

- DOVE il debitore è obbligato ad eseguire la prestazione; la norma colloca nello spazio la prestazione

cui il debitore è obbligato e a tal fine individua 3 criteri generali e 3 criteri sussidiari/speciali che in

relazione al tipo di obbligazione collocano l’adempimento in un certo luogo

- CRITERI GENERALI

1. Volontà o accordo delle parti (= il riferimento è al principio di autonomia nel rispetto del buon

costume)

2. Pur in assenza di un accordo delle parti il luogo è desumibile in base alla natura della

prestazione

3. Criterio di collegamento= il luogo dell’esecuzione viene individuato in base agli usi negoziali

(fonte normativa secondaria fondata su una consuetudine diritto pubblico)

- CRITERI SUSSIDIARI o SPECIALI (art. 1182)

1. L’obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata : va adempiuta nel luogo in cui la

cosa si trova va quando l’obbligazione è sorta si prescinde da domicilio, residenza, e dimora

del debitore e del creditore

2. L’obbligazione pecuniaria : vanno adempiute al domicilio che il creditore ha quando

l’obbligazione è scaduta.

- L’eccezione si pone nel caso in cui tra il momento quando l’obbligazione pecuniaria sorge e quello

in cui scade il creditore muta il proprio domicilio e l’adempimento al nuovo domicilio diventa

eccessivamente oneroso per il debitore il debitore quindi si libera adempiendo al proprio

domicilio previa comunicazione al creditore

3. Tutte le altre tipologie di obbligazioni diverse dalle prime due: vanno adempiute al domicilio

che il debitore ha quando l’obbligazione scade

IL TEMPO DELL’ADEMPIMENTO (quando la prestazione deve essere eseguita)

- Norme per la collocazione temporale per la prestazione:

- Art. 1183-1186: la regola generale in ordine al tempo dell’adempimento è che qualora le

parti non abbiano indicato un termine per l’adempimento stesso la prestazione è

immediatamente esigibile; l’esigibilità della prestazione

- Una prestazione si ritiene giuridicamente esigibile quando è scaduta, quindi quando non è

sottoposta a un termine che impedisce al debitore fintanto che questo termine stesso non

sopravviene di richiedere l’adempimento

- Può succedere che per gli usi, per le modalità d’esecuzione della prestazione o per il suo

luogo di adempimento sia necessario apporre un termine per l’adempimento

Quando si verifica tale ipotesi, il termine viene in principalità stabilito in base all’accordo

delle parti; in caso di disaccordo tra le parti, il termine viene stabilito dal giudice

- Qualora le parti stabiliscano un termine per l’adempimento questo termine si presume

stabilito a favore del debitore a meno che le parti non lo abbiano richiesto a favore del

creditore

- Se il debito è a favore del creditore, fino alla scadenza del termine stabilito a favore del

creditore, il debito non può essere adempiuto

- Il termine però può essere anche previsto a favore del creditore, e quindi il creditore potrà

legittimamente rifiutare la prestazione da parte del debitore

- Qualora il termine sia fissato a favore del debitore, nel caso il debitore adempisse

anticipatamente il suo credito prima della scadenza, non può farsi restituire ciò che ha

pagato ( non può ripetere ciò che ha pagato), poiché esegue un pagamento dovuto;

può però ottenere in restituzione ciò di cui il creditore si è ingiustificatamente arricchito nel

periodo intercorrente tra quando il pagamento è stato fatto e quando il pagamento

avrebbe dovuto essere fatto per la scadenza del termine può chiedere indietro gli

interessi

LA DECADENZA DAL BENEFICIO DEL TERMINE (Art. 1186)

- Quantunque il termine sia stabilito a favore del debitore il creditore può esigere

immediatamente la prestazione qualora il debitore diventi insolvente o non presti le

garanzie promesse

- (le parti stabiliscono un termine a favore del debitore la prestazione non è esigibile

finché il termine non scade il creditore però può far decadere il debitore dal beneficio di

non pagare subito in due casi: qualora il debitore diventi insolvente oppure non dia le

garanzie promesse

- In questi casi, poiché la situazione patrimoniale mette in pericolo il diritto di credito,

l’ordinamento attribuisce al creditore l’opzione di far decadere il beneficio del termine

- Da chi deve essere eseguita la prestazione? Chi è il destinatario del pagamento?

- Art. 1180: Il creditore non può rifiutare l’adempimento del terzo a meno che non abbia

interesse a che la prestazione sia adempiuta personalmente dal debitore

- L’interesse del creditore a che la prestazione sia adempiuta personalmente dal debitore e

non da un terzo ricorre o per le prestazioni di fare infungibili o quando per l’identità e le

qualità personali del debitore stesso la sua persona è insostituibile

- Art. 1188-1191: la fattispecie giuridica diversa: il destinatario del pagamento (verso quale

soggetto deve essere rivolto l’adempimento); soggetti legittimati a ricevere il pagamento

1. Il creditore = legittimato attivo, primo soggetto destinatario del pagamento

2. Il rappresentante del creditore= colui che agisce nel nome e nel interesse di un altro

soggetto in virtù di un potere conferitegli tramite procura

3. La persona indicata dal creditore (L’ipotesi del adiaectus)= il soggetto che il creditore

indica al suo debitore come destinatario del pagamento

4. Il soggetto autorizzato dalla legge o dal giudice a riceverlo; può succedere che sia la

legge o il giudice a indicare al debitore qual è il destinatario del pagamento

- Il pagamento fatto/ l’adempimento realizzato a favore di uno dei soggetti indicati dal primo

comma dell’articolo 1188 libera il debitore il debitore che paga a una delle quattro

persone sopramenzionate adempie correttamente l’obbligazione a suo carico è estinta

- Il secondo comma: pone l’ipotesi in cui il debitore esegua la prestazione nel confronti di un

soggetto che non è legittimato a riceverla il debitore non è liberato (il rapporto credito-

debito non è estinto; deve eseguire una seconda volta il pagamento)

 vi sono due eccezioni, in funzione delle quali il debitore è liberato e il rapporto

obbligatorio estinto anche se il pagamento viene fatto ad un soggetto che non era

legittimato a riceverlo QUANDO

a) il creditore ratifica il pagamento fatto a chi non era legittimato a riceverlo (la

ratifica= strumento giuridico di rilievo; rappresenta una dichiarazione unilaterale e

recettizia- indirizzata a un soggetto determinato e produce effetti quando perviene

nella sfera di conoscibilità di questo soggetto- , attraverso cui un soggetto rende

efficace nei suoi confronti un atto giuridico che altrimenti non lo sarebbe)

b) nonostante il pagamento sia stato fatto a soggetto illegittimo il creditore ne ha

comunque tratto vantaggio nonostante il pagamento sia stato fatto a un

soggetto non legittimato a riceverlo purtuttavia tale pagamento ha recato un

vantaggio patrimoniale al creditore stesso

- Art. 1189 regola un’ipotesi particolare – una deroga alla norma appena esaminata in

quanto disciplina l’ipotesi del pagamento al creditore apparente (colui che appare essere il

creditore ma non lo è); Il debitore che paga al creditore apparente in base a circostanze

univoche è liberato se era in buonafede

 Il pagamento al creditore apparente determina quindi la liberazione del debitore e la

conseguente estinzione dal rapporto obbligatorio è considerato un pagamento corretto

quando ricorrono una serie di circostanze due natura oggettiva e una natura soggettiva

- Prima circostanza: situazione di apparenza (natura oggettiva) = sovrapposizione tra il vero e

il verosimile, nel senso che una determinata situazione appare come vera anche se vera

non è; quando il diritto tutela l’affidamento del debitore sulla situazione di apparenza

abbiamo una prevalenza del virtuale sul reale

- Seconda circostanza: tale situazione di apparenza derivi da circostanze univoche (natura

oggettiva) = deve trattarsi di una apparenza oggettiva; apparenza è oggettiva quando

qualsiasi soggetto che si fosse trovato al posto del debitore per effetto della situazione di

apparenza avrebbe pagato al creditore apparente anziché a quello reale (deve essere un

errore in cui sarebbe caduto chiunque si fosse trovato al posto di colui che ha pagato al

creditore apparente)

- Terza circostanza: il debitore sia in buonafede (natura soggettiva) = il debitore è in

buonafede quando nel momento in cui esegue il pagamento al creditore apparente ignora

di ledere il diritto di un altro creditore. Nel caso di malafede il debitore non è liberato.

 Se ricorrono queste circostanze il credito è estinto e il debitore liberato; il diritto deve

tutelare il vero creditore il quale avrà diritto di chiedere in restituzione al creditore

apparente ciò che questo ha percepito dal debitore

N.B. l’azione di richiesta dei soldi da parte del creditore non è un’azione di ripetizione

dell’indebito ma è un’azione diversa (non agisce per farsi restituire ciò che ha pagato

ma ciò che un altro ha percepito)

- Art. 1190- il pagamento fatto al creditore incapace (= minore, interdetto, inabilitato) non

libera il debitore a meno che ciò che è stato pagato è andato a vantaggio dell’incapace (se

il pagamento fatto si è risolto con un vantaggio per l’incapace, il debitore è liberato)

- Art. 1191: il pagamento eseguito dall’incapace= il debitore incapace non può ripetere ciò

che ha pagato in quanto ha estinto un debito esistente

L’INADEMPIMENTO DELLE OBBLIGAZIONI

- Premessa: con responsabilità del debitore il codice civile nell’articolo 1218 intende la

responsabilità contrattuale che non va intesa solo come la responsabilità che deriva

dall’inadempimento di un contratto, ma come la responsabilità che deriva per il debitore

dall’inadempimento di ogni obbligazione che non trova la sua fonte in un fatto illecito

- Art. 2043: Qualora la responsabilità deriva da un fatto illecito ricorre l’ipotesi della

responsabilità extra-contrattuale (non nel contratto; vedi infra) o civile (contrapposta alla

responsabilità penale) o da fatto illecito (l’azione da cui deriva è illecita) o aquiliana

(introdotto nell’epoca romana da Aquilio) in funzione della quale viene imposto il

risarcimento del danno

- Art. 1218: il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è obbligato a

risarcire il danno che deriva al suo creditore, a meno che non provi che l’inadempimento o

il ritardo nell’inadempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione

derivante da un fatto a lui non imputabile

- l’articolo 1218 illustra quali fattispecie bisogna sussumere nel genere inadempimento

dell’obbligazione; l’inadempimento occorre quando la prestazione non viene eseguita

(inadempimento totale) , quando la prestazione non viene eseguita correttamente

(adempimento irrituale) o quando la prestazione viene eseguita in ritardo (ritardato

inadempimento)

- L’inadempimento del debitore obbliga al risarcimento del danno

- Il danno è costituito dalla diminuzione d’utilità patrimoniale del creditore, sia che siano già

acquisite al suo patrimonio sia che potessero essere acquisite al patrimonio in futuro

- Il danno risarcibile cui ha diritto il debitore- Art. 1223- i danni risarcibili sono:

1) Il danno emergente = la diminuzione (la perdità) di utilità già esistenti nel patrimonio

del creditore;

2) il lucro cessante =il mancato guadagno, ossia con la mancata prensione di utilità

patrimoniali future che mancano in conseguenza dell’inadempimento del debitore

purché tra l’inadempimento e il danno intercorra un rapporto casuale, un nesso causale o

nesso eziologico

 il danno, nella sua duplice componente, deve essere conseguenza immediata e diretta

dell’inadempimento, ossia tra inadempimento e danno deve intercorrere un rapporto

causale tra il comportamento del debitore inadempiente e il danno deve esserci un

rapporto di immediatezza; se il danno si fosse verificato anche senza inadempimento

manca il nesso causale e quindi non è un danno risarcibile

- le teorie elaborate per determinare il rapporto causale o consequenziale tra danno e

inadempimento:

1) teoria della condicio sine qua non- teoria della causalità adeguata

2) teoria della sussunzione sotto leggi statistiche o scientifiche di copertura

3) teoria del più probabile che non (vedi infra)

- (art. 1218): la prova liberatoria= la prova, in senso giuridico, che il debitore può fornire, per

esonerarsi dall’obbligazione di risarcire il danno; il debitore può evitare di risarcire il danno

se può fornire una prova se l’inadempimento è dipeso da un fatto sopravenuto a lui non

imputabile che ha reso la prestazione impossibile 

- MA esistono obbligazioni che per natura non diventano mai impossibili il debitore non

sarà mai liberato (es. la restituzione di denaro)

- Distinzione tra obbligazioni di mezzi (=il fatto non imputabile si identifica con l’assenza di

colpa) e obbligazioni di risultato (=il fatto non imputabile è il caso fortuito, la forza

maggiore o il factum principis)

La responsabilità degli ausiliari

- Il debitore che nell’adempimento della prestazione si avvale nell’opera di terzi risponde dei

fatti dolosi o colposi di questi, che evidentemente danneggiano il creditore ( il debitore

risponde dei danni che esso compie e lo deve risarcire) 

- Il rapporto obbligatorio ha come caratteristica la relatività il creditore può far valere i

suoi diritti esclusivamente nei confronti del debitore

Le clausole di esonero dalla responsabilità (art. 1229)

- È nullo qualsiasi patto che elimina o limita la responsabilità del debitore per dolo o per

colpa grave sono validi quelli che la eliminano per colpa lieve

- Clausole di regola contenute in un contratto con cui si stabilisce che il debitore in caso di

inadempimento non risarcirà alcun danno al creditore (clausola di esonero totale) o glielo

risarcirà in una certa misura (clausola di esonero parziale)

- Le clausole sono nulle qualora fossero previste in caso di dolo o colpa grave (poiché

altrimenti sono un disincentivo all’adempimento della prestazione)

Il ritardo nell’adempimento (ovvero la mora del debitore)

- L debitore è in mora quando è in ritardo nell’eseguire la prestazione; la legge a questa

situazione di ritardo riconnette una serie di conseguenze, che sono i cosiddetti effetti

giuridici della mora del debitore:

- Perché gli effetti giuridici si producano è di regola necessario l’atto di costituzione in mora

(= una dichiarazione unilaterale- proviene dal creditore- recettizia – perché indirizzata al

debitore ritardatario- e formale – perché l’intimazione per essere idonea a costituire in

mora il debitore e quindi a far sì che si producano gli effetti giuridici della mora deve

necessariamente essere redatta per iscritto- con cui il creditore intima al proprio debitore

ritardatario di eseguire la prestazione avvertendolo che non è più disposto a tollerare il suo

ritardo)

- La costituzione in mora serve a superare la presunzione di tollerare il ritardo

- La regola generale prevede la mora ex homine/ex persona (mora i cui effetti si producono

per un’attività dell’uomo)

- 3 ipotesi in cui gli effetti della mora si producono automaticamente dal giorno in ci

l’obbligazione scade senza necessità dell’atto di costituzione della mora ipotesi di mora

automatica/ mora ex re

- le ipotesi ricorrono quando:

1) l’obbligazione deriva da un fatto illecito ( scopo: sanzionare il debitore che ha commesso

un fatto illecito)

2) il debitore ha dichiarato per iscritto di non voler adempiere ( se il debitore dichiara di

non adempiere mai inadempimento irreversibile)

3) si tratta di una obbligazione da adempiere al domicilio di creditore (= obbligazioni

pecuniari) (siccome il debitore deve attivarsi da solo per l’adempimento)

- tanto che si tratti di mora ex homine quanto che si tratti di mora ex re, l’ordianamento

connette vari effetti giuridici: 

1) Art. 1218: il ritardo nell’adempimento è una forma dell’inadempimento il

risarcimento del danno da ritardo a meno che il debitore non provi che il ritardo è

dipeso da un fatto a lui non imputabile

2) Art. 1221:effetti della mora sul rischio: il debitore in mora non è liberato dalla

sopravvenuta impossibilità della prestazione derivante da un fatto a lui non imputabile

a meno che non provi che l’oggetto della prestazione sarebbe comunque perito anche

presso il creditore 

3) Art. 1224: questo effetto è limitato alle sole obbligazioni pecuniarie il debitore in

ritardo nel pagamento di una somma di denaro dal giorno del ritardo deve

corrispondere al suo creditore gli interessi moratori e gli interessi moratori sono dovuti

a prescindere dalla prova del danno; il debitore deve pagare questi interessi anche se il

creditori non ha subito alcun danno dal ritardo; tale obbligo incombe sul debitore

perché l’ordinamento italiano stabilisce una presunzione insuperabile/assoluta per cui

nelle obbligazioni pecuniarie il creditore subisce sempre un danno dal ritardo del suo

debitore ( perché il denaro produce automaticamente dei frutti civili ovvero gli

interessi e quindi per la durata del ritardo il creditore non ha potuto ottenere gli

interessi)

 Gli interessi moratori hanno una funzione di risarcire il danno da ritardo nelle

obbligazioni pecuniarie; sono dovuti nella misura legale: a meno che fra le parti non

fossero stati stabiliti interessi convenzionali in misura maggiore. In tal caso gli interessi

moratori sono dovuti nella stessa misura degli interessi convenzionali

Istituti che disciplinano i modi di estinzione diversi dell’obbligazione diversi dall’adempimento

- Ipotesi tipiche nel cui il rapporto obbligatorio si estingue anche se il debitore non ha

adempiuto

1) La novazione: art. 1230-1235 = può assumere due diverse tipologie:

a) oggettiva: ricorre allorquando debitore e creditore estinguono l’obbligazione

originaria sostituendola con una nuova obbligazione diversa per l’oggetto o per il

titolo (mediante un accordo tra debitore e creditore l’obbligazione originaria si

estingue senza essere adempiuta; l’obbligazione viene novata attraverso una nuova

obbligazione diversa per oggetto o per titolo;

se la modificazione non riguarda l’oggetto o il titolo non si è difronte a una

novazione ma soltanto a una diversa modalità di adempimento della stessa

obbligazione;

 per individuare se c’è un effetto novativo va capito se l’obbligazione originaria è diversa

per il titolo (= quando viene cambiata la causa giuridica del rapporto obbligatorio) o

per l’oggetto (= quando o viene modificata la prestazione o viene modificato il bene

oggetto del rapporto obbligatorio)

- il secondo comma stabilisce una regola che è espressione del principio generale: la volontà

di estinguere l’obbligazione originaria deve risultare in modo non equivoco: non deve

esserci un dubbio che le parti vogliano sostituire l’obbligazione (volontà di

novare/rinunciare al diritto del creditore) non si presume mai che il creditore rinunci ai

suoi diritti; la rinuncia ai diritti deve avvenire in maniera espressa (non equivoca)

- la novazione ha un effetto estintivo dell’obbligazione originaria per cui SE l’obbligazione

originaria estinta era assistita da delle garanzie, in virtù del principio delle obbligazioni

accessorie, anche le garanzie si estingueranno a meno che le parti non stabiliscano che

le garanzie assistano anche la nuova obbligazione 

- Novazione su titolo nullo e titolo annullabile (art. 1234): se era nulla l’obbligazione

originaria è nulla anche la nuova obbligazione; questo per il principio di ciò che è nullo è

privo di effetti

 nel caso in cui l’obbligazione era annullabile (sulla distinzione tra nullità e annullabilità-

gli effetti giuridici si producono fintanto che non interviene una sentenza costitutiva del giudice che

dichiara il rapporto annullato - vedi infra) la nuova obbligazione è valida solo se il debitore ha assunto il

nuovo debito conoscendo il vizio che rendeva annullabile l’obbligazione originaria

b) soggettiva: crea una modificazione del rapporto obbligatorio dal lato passivo (

attraverso la novazione soggettiva muta la persona del debitore e il creditore deve

dichiarare espressamente di liberare il debitore originario)

2) La confusione = il rapporto obbligatorio si estingue allorché la qualità di debitore e

creditore si riuniscono nella medesima persona

3) La remissione del debito = un atto con cui il creditore rinuncia al proprio credito nei

confronti del debitore; trattasi di una dichiarazione unilaterale e recettizia con

contenuto abdicativo attraverso il quale il creditore dichiara di rinunciare al proprio

diritto di credito nei confronti del debitore;

- nel silenzio del debitore, la rinuncia si presume accettata MA il debitore può manifestare

entro un congruo termine la propria opposizione alla remissione del debito; se ciò avviene

il rapporto obbligatorio non è estinto e il debitore rimane tale nei confronti del creditore

4) La compensazione (secondo più importante- Art. 1241)= quando due soggetti sono

reciprocamente obbligati l’uno nei confronti dell’altro in base a titoli diversi i rispettivi

crediti si estinguono per le quantità corrispondenti si compensano

- La compensazione è un modo di estinzione del rapporto obbligatorio anche solamente

parziale la compensazione può estinguere l’obbligazione anche per una sola quota; chi

rimane debitore sarà tenuto all’adempimento del credito residuo

- 3 diverse tipologie di compensazione:

a) La compensazione legale: perché operi la compensazione legale (affinché questa

estinzione dei rispettivi crediti avvenga automaticamente per effetto di legge) è

necessario che i rispettivi crediti abbiano tre requisiti; devono essere crediti

omogenei (due crediti sono omogenei quando hanno ad oggetto un bene

appartenente al medesimo genere ; es: crediti di obbligazione pecuniaria);

liquidi (quando il credito è determinato nel suo ammontare/in una somma

numerica)

ed esigibili (devono entrambi essere due crediti esigibili quando l’obbligazione da

cui derivano è scaduta)

- La compensazione (anche quella legale) deve essere sempre eccepita dalla part. Se la parte

chiamata in giudizio del pagamento del suo debito non eccepisce (non fa valere davanti al

giudice) l’estinzione stessa non opera e la sentenza del giudice che accerta la

compensazione legale è una sentenza dichiarativa (N.B. La sentenza dichiarativa permette

al giudice di limitarsi ad accertare/ a dichiarare un effetto giuridico che si è già verificato;

- La sentenza dichiarativa ha effetti retroattivi

- La sentenza costitutiva= una sentenza che produce essa stessa un effetto giuridico

modificativo nella sfera di una delle parti

b) La compensazione giudiziale: (= la pronuncia del giudice a determinare l’estinzione

dei rispettivi crediti) opera quando i crediti sono omogenei ed esigibili, mentre non

è richiesto che siano liquidi essendo sufficiente che siano di facile e pronta

liquidazione (=pur non essendo il credito espresso in un’entità numerica, tale

liquidazione può essere operata dal giudice facilmente, mediante un semplice

calcolo matematico) la compensazione giudiziale origina una sentenza

costitutiva in quanto l’effetto costitutivo si verifica con una sentenza

- gli effetti non sono retroattivi ma operano dal momento stesso in cui la sentenza viene

pronunciata

c) La compensazione volontaria: (debiti che originano da obbligazioni scadute) =

le parti possono decidere di estinguere per compensazione i loro rispettivi crediti

anche se uno di essi o entrambi non hanno entrambi il requisito dell’omogeneità,

della liquidità o dell’esigibilità; trattandosi di una compensazione su base

volontaristica si può prescindere dai tre requisiti

5) L’impossibilità sopravvenuta della prestazione per causa non imputabile del debitore

= l’obbligazione si estingue quando il suo adempimento viene estinto per un fatto non

imputabile al debitore; l’impossibilità deve essere oggettiva

LA CESSIONE DEL CREDITO

- Art. 1260->1267

- Il diritto di credito nel nostro ordinamento può essere ceduto come qualsiasi altro diritto

- La cessione del credito può avvenire sia a titolo gratuito sia a titolo oneroso il cedente

qualora la cessione sia a titolo gratuito non ottiene alcun corrispettivo dal cessionario;

viceversa nella cessione a titolo oneroso il cedente ottiene un corrispettivo dal cessionario

- Con la cessione del credito, il diritto del credito stesso viene trasferito dal creditore

originario (cedente) al nuovo creditore (cessionario) con la conseguenza che il debitore

ceduto dovrà eseguire la propria prestazione a vantaggio del cessionario

- Con la cessione del credito si realizza una modificazione del rapporto obbligatorio dal lato

attivo – cambia la persona del creditore (a differenza della novazione soggettiva quando il

lato è passivo- cambia la persona del debitore)

- L’accordo di cessione ha una struttura bilaterale in quanto per il suo perfezionarsi è

sufficiente l’accordo del cedente e del cessionario mentre all’accordo di cessione non

partecipa il debitore ceduto

- Il consenso del debitore ceduto non è richiesto in quanto l’accordo di cessione non incide

sul contenuto dell’obbligazione che egli deve adempiere (per il debitore ceduto è

irrilevante)

- Lo strumento attraverso cui il debitore ceduto viene reso edotto/viene informato

dell’avvenuta cessione è la notifica (=un atto con cui il cessionario comunica al debitore

ceduto di essere diventato il destinatario del pagamento)

- La notifica nell’ambito della cessione del credito ha una duplice e rilevante funzione:

1) Indicare il destinatario del pagamento ( il debitore ceduto che in assenza di notifica

da parte del cessionario ha pagato all’originario creditore cedente anziché al nuovo


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ameliapr

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8 mesi fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti schematici ma esaustivi presi durante le lezioni di Diritto privato (6CFU) del prof. Camilletti (Scienze politiche, UNIMI).
Contenuti:
- nozioni generali
- il bene
- il diritto di proprietà
- l'usufrutto
- la servitù prediale
- le obbligazioni (la prestazione; luogo/tempo adempimento; inadempimento; ritardo nell'adempimento; la novazione; confusione/remissione del debito; compensazione; cessione del credito)
- i contratti (tipologie contrattuali; struttura del contratto; elementi accessori/accidentali del contratto; patologie/vizi del contratto; contratto di vendita)

CONSIGLIATO: l'acquisto degli appunti del seminario facoltativo - oggetto del seminario compra-vendita, il mutuo /contratti tipici; il pegno e l’ipoteca/diritti reali e le locazioni generali


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ameliapr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Camilletti Francesco.

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