Appunti di letteratura spagnola Iaccarino
Il 1898 è la data indicata dai manuali come anno simbolico per l'inizio del Novecento letterario spagnolo. Nonostante la perdita delle colonie ed il crollo del vecchio impero coloniale, il '98 non ebbe conseguenze sui mutamenti culturali analoghe a quelle della guerra civile. Ma sicuramente in questo anno vi saranno numerosi sviluppi per la letteratura spagnola. Molti scrittori del primo Novecento nascono ovviamente nell'Ottocento. La loro letteratura risente della cultura di fin de siècle, ma vuole appartenere al commencement de siècle. Il vecchio ed il nuovo si confrontano in tensione.
Profilo storico del Novecento
L'Ancien Régime della Restaurazione resiste fino al 1923, anno del golpe del generale Miguel Primo de Rivera, sopravvivendo perfino al duro colpo del 1898 (la perdita delle ultime colonie: Cuba, Portorico, le Filippine), conseguenza della sconfitta nella guerra contro gli Stati Uniti. La nuova colonizzazione nell'Africa settentrionale non compensa la perdita delle vecchie colonie, specialmente perché l'annessione territoriale di parte del Marocco produce resistenze e ribellioni. Sempre minore diventa la capacità dei governi che si susseguono durante il regno di Alfonso XIII (1902-1931) di affrontare i problemi crescenti.
- 1916 sciopero generale, riflesso nell'aumento del ceto operaio, nell'incremento demografico e da un esodo massiccio verso le grandi città.
L'unità nazionale viene minacciata da movimenti separatisti, rigogliosi specialmente in Catalogna e nei Paesi Baschi, dove la borghesia modernista non si sente più rappresentata dall'arretratezza del governo centrale. La Spagna non partecipa alla prima guerra mondiale, sfrutta la neutralità per rafforzare la propria economia.
- 1923 peggioramento della guerra in Marocco consente a Primo de Rivera, incoraggiato dalla presa di potere di Mussolini in Italia, di instaurare attraverso un colpo di stato e con l'accondiscendenza del re, una dittatura, inizialmente tollerata perché si credeva di aver trovato in lui un dittatore illuminato, aperto alla modernizzazione. Primo de Rivera, però, sospende la Costituzione, proibisce i partiti politici, annulla lo statuto speciale della Catalogna, impone la censura. Ma riesce anche a porre fine alla guerra in Marocco, favorisce l'occupazione, emanando un programma di lavori pubblici.
- 1930 protesta guidata da intellettuali e studenti porta al tracollo del suo regime.
- 1931 repubblica viene proclamata grazie ad un accordo tra la sinistra borghese ed i socialisti (patto di San Sebastián). Il re va in esilio, ma senza rinunciare ai suoi diritti, infatti, la monarchia sarà ripristinata dopo la dittatura di Franco.
La seconda repubblica spagnola si propone di trasformare, non radicalmente, il paese. Separa Stato e Chiesa, abolisce i privilegi dell'esercito, avvia la riforma agraria, concede lo statuto di autonomia alla Catalogna, stabilisce la parità di diritti di entrambi i sessi, garantisce libertà di stampa. Ma la destra si coalizza, con l'appoggio delle forze armate e della Chiesa. La destra risponde con due movimenti di stampo fascista: le Juntas de Ofensiva Nacional-Sindacalista (JONS) e la Falange, fondata da José Antonio Primo de Rivera, figlio del precedente dittatore. Questi raggruppamenti confluiscono nel Movimento Nacional. Nel 1934 vince la forza di destra.
- 1936 inizio l'ultima fase della repubblica. L'omicidio del deputato monarchico Calvo Sotelo dà il pretesto definitivo al golpe insurrezionale approntato dai militari. Scoppia la guerra civile, durata quasi tre anni. Trionfa il generale Francisco Franco, che instaura una dittatura, durata quasi trentanove anni e che comporta il ripristino della situazione precedente alla seconda repubblica. C'è un ritorno all'ordine. Franco non partecipa alla seconda guerra mondiale. Numerosi sono i movimenti contrari alla dittatura (il movimento nazionalista basco e la Chiesa, che smette di schierarsi dalla parte del regime), ma bisogna aspettare la morte del dittatore perché si ritorni alla democrazia. Nel 1978, con il ripristino della monarchia di Juan Carlos di Borbone, viene approvata la costituzione liberale ancora oggi in vigore.
Il romanzo
Peter Brooks ha dedicato uno studio alle trame: intenzionalità e progetto nel discorso narrativo (1984). Sottolinea l'importanza delle narrazioni per la vita di ogni essere umano: le nostre vite sono infatti incessantemente intrecciate alle narrazioni, alle storie che raccontiamo o che ci vengono raccontate, a quelle che sogniamo o immaginiamo o vorremmo poter narrare. Tutte vengono rielaborate nella storia della nostra vita, che noi raccontiamo a noi stessi in un lungo monologo, episodico, spesso inconsapevole, ma virtualmente ininterrotto. Noi viviamo immersi nella narrazione ripensando e soppesando il senso delle nostre azioni passate, anticipando i risultati di quelle progettate per il futuro, e collocandoci nel punto di intersezione di varie vicende non ancora completate. L'istinto narrativo è antico in noi quanto la più remota delle forme vitali.
Il genere letterario che è da sempre utilizzato per soddisfare il bisogno narrativo dell'uomo è il romanzo. Il romanzo nasce nel Medioevo e si stabilizza in prosa nel '700 in Inghilterra. Ma il romanzo aveva già fatto una straordinaria apparizione in Spagna, nel 1605-1615, con la pubblicazione della prima e della seconda parte del Don Chisciotte.
Spagna 600 e Inghilterra 700
Chi sostiene l'assoluta originalità e il primato del novel inglese si sforza di eliminare dal quadro generale l'opera di Cervantes. (Davis) Il Don Chisciotte non fa parte del romanzo in quanto forma autoconsapevole. Il critico Davis nega che esso sia un romanzo, non in assoluto, ma in quanto forma consapevole (Cervantes non dice esplicitamente che sta scrivendo un romanzo). Inoltre nessuno parlava del Chisciotte fin quando Fielding (scrittore inglese) non l'ha riscoperto. Il Chisciotte ha avuto un successo immediato, tradotto quasi immediatamente in tutti i paesi, ma è vero che è stato riscoperto dagli inglesi. Se si pensa al Tristram Shandy di Sterne si vede subito che esso si ricollega a quella linea di scrittura ironica che era di Cervantes. Questa tesi è quantomeno discutibile anche perché successivamente, se si pensa ai personaggi dei grandi romanzi dell'800 (come Emma Bovary, l'idiota di Dostoevskij) si vede come si ricolleghino al Don Chisciotte e senza di esso probabilmente non ci sarebbero stati o non avrebbero avuto queste caratteristiche.
La vera storia del romanzo di Margaret Doody
La Doody smonta l'idea che il romanzo sia nato come esclusiva dell'Inghilterra perché ciò che ha detto Davis sembra quasi significare che gli inglesi siano stati gli unici a scrivere romanzi. C'è qualcosa di magico nel modo in cui gli inglesi si siano convinti che il novel sia nato in Inghilterra nel '700. Hanno cancellato i predecessori, un tempo pienamente riconosciuti, e le linee genealogiche proposte che avevano dato troppo risalto all'origine straniera del romanzo che invece andava dimostrata. (La vera storia del romanzo, Doody) La Doody è molto ironica. Introduce un aspetto interessante che riguarda l'esistenza di linee genealogiche. È vero che nel '700 in Inghilterra il romanzo fa una comparsa forte, ma dicendo che si diffonde solo in Inghilterra, si cancella un'intera tradizione europea. I presuntuosi inglesi cancellano un'intera storia per dimostrare la superiorità del romanzo inglese. La Doody afferma che forse non è un caso che questa operazione di cancellare il passato venga fatta nel periodo in cui l'impero britannico è in ascesa e questa si lega al tramonto dell'impero spagnolo. Il primato storico, economico, politico passa anche per il primato letterario. C'è un nesso tra il romanzo e le interpretazioni che vengono date del romanzo e la storia.
Il fatto che il Don Chisciotte non appartenga al genere romanzo è vero solo da un punto di vista terminologico. Cervantes è stato autore anche di una raccolta di novelle. Fonda il genere della novella in Spagna e, nel prologo di questa raccolta, che si intitola Novelas ejemplares, rivendica terminologicamente il primato di questo genere. Ciò non avviene per il Don Chisciotte. Sappiamo che non è un romanzo cavalleresco, anche se c'è ironia su di esso. Non si tratta di una storia né di un racconto. A questo proposito c'è una battuta abbastanza nota in Spagna tra gli storici: "Nessuno si svegliò la mattina fermamente deciso a partecipare alla guerra dei 100 anni". Ciò significa che quasi tutte le cose più importanti si sanno dopo. Cervantes, quindi, non sapeva che quello fosse un romanzo, ma sapeva fosse qualcosa di singolare e nuovo. Non esisteva una tradizione letteraria in cui inserirsi. Una parte della critica lo giudica pre-romanzesco, ignorando però le caratteristiche fondamentali del romanzo: il realismo e la lingua (la forma).
Per i romantici tedeschi il Don Chisciotte costituiva un modello per la forma del romanzo. L'altro autore di riferimento, secondo Shelley, era Goethe. Al di là di queste rivendicazioni nazionali possiamo dire che il romanzo è un genere europeo che nel corso dei secoli ha scandagliato i grandi temi esistenziali soddisfacendo l'istinto narrativo umano.
L'arte del romanzo di Kundera
Nel modo che gli è proprio, secondo la logica che gli è propria, il romanzo ha scoperto uno dopo l'altro i diversi aspetti dell'esistenza: con i contemporanei di Cervantes, si chiede cosa sia l'avventura; con Samuel Richardson, comincia ad esaminare quello che accade "dentro", a svelare la vita segreta dei sentimenti; con Balzac, scopre come l'uomo sia radicato nella storia; con Flaubert, esplora la terra fino ad allora incognita del quotidiano; con Tolstoj, studia l'intervento dell'irrazionale nelle decisioni e nei comportamenti umani. Il romanzo sonda il tempo: l'inafferrabile attimo passato con Marcel Proust, l'inafferrabile attimo presente con James Joyce. Interroga, con Thomas Mann, il ruolo dei miti che, venuti dal fondo dei tempi, guidano a distanza i nostri passi. Con costanza e fedeltà il romanzo accompagna l'uomo dall'inizio dei tempi moderni, esso fino d'allora è pervaso dalla passione del conoscere che l'ha spinto a scrutare la vita concreta dell'uomo e a proteggerla contro l'oblio dell'essere. (L'arte del romanzo, Kundera)
Questo passo offre in maniera sintetica una sorta di storia del romanzo e le questioni che esso ha cercato di affrontare. Kundera mostra progressivamente come il romanzo si occupi dell'io spostandosi dall'esterno (l'avventura) all'interno (la psicologia). Si sviluppa una sorta di "inward eye" (occhio interiore). A partire dall'800 non basta più raccontare la storia di un individuo, ma bisogna capire come l'individuo ragiona. Si arriva poi a non interessarsi più di ciò che accade al di fuori dell'individuo.
Es: il protagonista di Amore e Pedagogia è Avito. Non ci interessa capire il suo rapporto con il mondo, ma solo il suo modo di ragionare. Si è dunque all'interno del protagonista. Un po' alla volta perdono di importanza le trame perché non ci interessa più la storia, ma l'io. Questo avrà delle ripercussioni sui concetti di spazio e tempo. Anche qui ci interesserà soltanto lo spazio interiore dell'io ed il tempo soltanto nella misura in cui l'io lo percepisce. Il modo in cui l'io percepisce il tempo, soprattutto agli inizi del 900, cambia totalmente.
Romanzo dell'800
Per capire le innovazioni del romanzo del '900, bisogna capire come funzionava il romanzo nell'800, il secolo del romanzo realista. Auerbach, in Mimesis, ci insegna che l'800 vive una stagione del romanzo realista prima e naturalista poi. È significativo che a partire dall'800 il romanzo inizi ad essere una rappresentazione seria, problematica e tragica della realtà.
Auerbach in Mimesis, distingue due modelli mimetici relativi al realismo nella storia occidentale:
- Di origine classica, rinviando ad una visione gerarchica e moralistica della vita.
- Di origine giudaico-cristiana, visione più egualitaria.
Auerbach dimostra che col processo linguistico che inizia nel XVI secolo e giunge a compimento solo nell'800 entrambi questi modelli, fanno posto ad un nuovo paradigma.
- Egualitario, distrugge per la prima volta tutte le gerarchie tra le classi sociali, gli stili, i tipi di azioni e rende possibile raccontare in maniera seria la vita ordinaria delle persone comuni.
Fino ancora al '700 vigeva la divisione degli stili. Non si poteva parlare seriamente delle persone comuni. Auerbach definisce il terzo modello in molti modi: realismo tragico su base storica oppure parla di moderno realismo serio.
La prima cosa che si evidenzia nel realismo tragico su base storica è l'importanza di una divisione storica. Il passo più chiaro inerente al nuovo realismo ottocentesco è questo: la rappresentazione seria della realtà quotidiana che si colloca su uno sfondo storico, ma non si tratta più della storia passata, ma contemporanea. Il secondo aspetto riguarda la serietà: si può raccontare il quotidiano.
Cos'è il quotidiano? Il quotidiano è la vita comune delle persone comuni dell'800: i borghesi. Fino al 1868 non c'è traccia del romanzo realista in Spagna. Il romanzo realista in Spagna è rappresentato da Benito Perez Galdos, ma nessuno lo ricorda. Questo scrittore era un grande lettore della Commedia umana di Balzac e in generale del romanzo europeo, si rende conto che in Spagna manca un romanzo che rispecchi quelle caratteristiche e decide che è arrivato il momento di crearlo. In tutta la sua sterminata produzione dagli anni '70 dell'800 al 1816 si dedica alla costruzione di questo genere. Si verifica anche la crisi della forma di romanzo realista.
Caratteristiche del romanzo dell'800 dal punto di vista delle tecniche narrative
- Scrittura trasparente: immagine di Stendhal secondo cui il romanzo è uno specchio. Se nell'800 questo specchio è rivolto verso la realtà, nel '900 lo scrittore gira lo specchio su se stesso → rappresentazione dell'io. Altri riprendono l'idea illusoria dello specchio, la deformazione.
- Il narratore deve essere onnisciente e palese, cioè, a volte interviene per commentare, ma contemporaneamente crea un universo autonomo e il più possibile credibile, facendo in modo che i suoi personaggi costituiscano il centro della scena.
- Rapporto con le arti della sfera pubblica (pittura e teatro). Scott e Balzac teorizzano il rapporto tra forma drammatica e romanzo. Il rapporto col teatro si verifica tramite il dialogo. Il lettore deve capire dai dialoghi alcuni punti della vicenda, quindi, c'è maggiore partecipazione. Il lettore non può essere passivo e accogliere ciò che il narratore gli dice. Ma deve agire nella storia. Balzac riprende questa tecnica sottolineandone la modernità ed utilizzandola nella Commedia umana, Galdos la riprende a sua volta. Il rapporto con la pittura si trova nelle descrizioni.
Calvino C'è una storia della visività romanzesca scrive a proposito di Flaubert del romanzo come arte di far vedere persone e cose, che coincide con alcuni momenti della storia del romanzo, ma non con tutti. Da Madame de Lafayette a Constant il romanzo esplora l'animo umano con un'acutezza prodigiosa, ma le pagine sono come persiane chiuse che non lasciano vedere niente. La visività romanzesca comincia con Stendhal e Balzac, e tocca con Flaubert il rapporto perfetto fra parola e immagine (il massimo d'economia col massimo rendimento). La crisi della visività romanzesca comincerà mezzo secolo dopo, contemporaneamente all'avvento del cinema.
La crisi della visibilità romanzesca comincia già nei romanzi di cui ci interessiamo, visto che l'esterno non ci interessa o ci interessa poco, vedremo che le descrizioni acquistano uno spazio diverso. Il rapporto con la pittura è inteso come rapporto completo con l'arte. Nei nuovi romanzi queste descrizioni sono molto caricate da un punto di vista simbolico. Le descrizioni ci sono, ma vanno quasi sempre lette in chiave simbolica. Con i nuovi romanzi il sistema di caratteristiche descritte comincia ad entrare in crisi. I motivi sono storici e culturali (scoperte e teorie sul tempo e sulla psicologia).
Saggi di Gyorgy Lukács sul realismo (1850)
Il romanzo del XIX secolo non è un'entità unitaria. Esistono due stagioni del realismo ottocentesco, legate da un rapporto dialettico, fatto di continuità e di rotture. La grande differenza tra la prima (realismo) e la seconda (naturalismo) stagione del romanzo ottocentesco è il "romanzesco". Con il naturalismo si tenta di eliminare in tutti i modi il romanzesco, ma è impossibile annullarlo completamente, lo si può solo limitare. Esso, infatti, resiste attraverso:
- Personaggi: il romanzesco permette di rendere i personaggi interessanti per il lettore. Anche un personaggio contrassegnato da una patologia sarà di fatto romanzesco.
- Fait divers (fatto di cronaca): la vita delle persone comuni è di fatto anti-romanzesca e anti-narrativa, quindi, per renderla accattivante, è necessario inserire avvenimenti veri, che concilino romanzesco e naturalismo, che rompano la monotonia della vita quotidiana.
- Tranche de vie (quadro di vita vissuta): si trova in Zola. Gli episodi di vita quotidiana vengono osservati come se li si vedesse per la prima volta, con freschezza, senza la ripetitività solita.
- Straniamento: può essere stilistico (Flaubert e Tolstoj) oppure strutturale (Verga e Zola). Nel primo caso Flaubert utilizza uno stile impetuoso, ricco di frasi brevi, fa uso un uso anomalo dei tempi verbali, quindi, crea uno straniamento rispetto alle regole stilistiche canoniche; nel secondo caso il narratore regredisce in un
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