APPUNTI
LETTERATURA ITALIANA MODERNA E CONTEMPORANEA I SP
PRIMA LEZIONE
17/09/2021
Presentazione del corso
l'obiettivo del corso è quello di analizzare la particolare funzione della
categoria del lettore nella struttura dell'opera narrativa, vedendo sopratutto la
dimensione critica, vedendo il rapporto tra testo e lettore e vedendo come
questo si concretizza sia nelle soluzioni del testo che a loro volta producono
degli effetti sul lettore stesso, sia quando la stessa funzione dle lettore viene
presa in considerazione come espediente narrativo.
Per la considerazione della funzione del lettore facciamo riferimento a testi tra
800 e 900 e cercheremo di individuare come si inserisce il lettore nella
struttura narrativa, sia come viene prevista la fisionomia del lettore precisa da
un testo, sia come il lettore stesso si rapporta al testo anche nel modo fisico, e
i margini di manovra che il lettore ha quando si avvicina al testo.
Testi in programma:
Le sei passeggiate in boschi di Eco:
1. esplora da un punto di vista teorico
e attraverso testi, analizza la funzione del lettore, come si sviluppa il rapporto
tra testo e lettore, è uno studio critico di tipo teorico sulla funzione del lettore;
Se una notte d'inverno un viaggiatore di Calvino:
2. vedremo come la
funzione del lettore, oltre a essere presente in ogni testo, viene da Calvino
presa in considerazione come vero e proprio espediente letterario, come
elemento con ruolo attivo nella dimensione narrativa: l'autore prevede e gioca
con la funzione del lettore stesso, Il protagonista è un lettore.
DANIEL PENNAC, “Come un romanzo”:
3. Considerazione del rapporto tra
lettore e testo in un modo più pratico, la descrizione di ciò che un lettore reale
può fare o non fare nei confronti del testo durante la lettura. Diritti e doveri
del lettore nei confronti del testo.
HERMANN GROSSER: “Narrativa”: testo di narratologia, non ci saranno
domande specifiche sul manuale, serve per integrare. Utile come sostegno,
testo tecnico. Non da studiare ma utile come strumento nel momento
applicativo di analisi del testo scelto.
Ogni soluzione narrativa particolare (esempio, descrizione, rallentamento
tempo narrativo ecc..) produce un effetto sul lettore.
Nella seconda parte del corso svolgeremo delle analisi attive, applicate di testi
a nostra scelta analizzabili nella luce rapporto testo e lettore. Non è
obbligatorio ma utile. Chi lo vorrà potrà presentare un esposizione
seminariale di 30, 45 min in cui presenterà la propria analisi di un testo a
scelta, alla voce degli elementi che ora vedremo.
Secondo Eco, ogni testo va bene, perchè ogni testo prevede un lettore
particolare. Ovviamente ci sono dei testi più adatti a un analisi attiva, ad
esempio “la storia infinita”: è un romanzo che ha come protagonista un
personaggio che legge un libro da cui partono altre apertura, la lettura è
integrata nel sistema narrativo, o “al nome della rosa”.
Modalità d'esame per Letteratura italiana moderna e contemporanea
sp 2021-2022
- Esame da non frequentante: come da programma, i testi di Eco, Pennac e
Calvino, il volume di Grosser come lettura tecnica integrativa e la lettura di un
testo a scelta concordato a ricevimento, in cui sia attiva e rilevante la funzione
del Lettore.
- Esame normale da frequentante: argomenti trattati a lezione, il testo di
Eco, il testo di Pennac, il testo di Calvino e il volume di Grosser come lettura
tecnica integrativa.
- Esame con tesina senza esposizione in aula: tesina da consegnare una
decina di giorni prima dell'esame e da esporre in sintesi in sede d'esame; un
paio di domande ulteriori sul testo di Eco, in linea di massima su quanto
trattato a lezione.
Esame con tesina esposta in aula: esposizione in aula (dai 30 ai 45
–
minuti) secondo il calendario concordato; consegna della tesina in forma
definitiva una decina di giorni prima dell'esame; in sede d'esame una breve
conversazione in relazione alla tesina stessa.
PRIMA LEZIONE
Rapporto tra testo e lettore:
Partiamo da Grosser che ci fornisce delle coordinate di base del rapporto tra
testo e lettore.
Chatman quando si riferisce a un'opera narrativa distingue 2 piani: uno del
contenuto e uno dell'espressione: contenuto: lui lo definisce con il termine
"storia", quello dell'espressione è "il discorso". In una opera narrativa si
distinguono questi 2 piani, quello della storia: ciò che viene raccontato e
discorso: come questo viene raccontato.
Genette: Quando si riferisce a un'opera narrativa, lui distingue il piano del
contenuto, "storia" (ciò che viene raccontato, avvenimenti, situazioni,
racconto,
personaggi), il piano del "discorso" (piano narrativo, enunciato
narrazione,
narrativo), e il piano della cioè l'atto stesso di narrare. Un
narratore insomma con la narrazione racconta eventi, situazioni riguardanti
personaggi, ambienti, azioni (storia), che viene presentata secondo un
discorso orale o scritto (discorso), che è il racconto che arriva al fruitore.
Siamo nella situazione in cui un fruitore si trova davanti a un testo.
patto narrativo:
E' importante un altro concetto: quello del (Grosser)= nella
narrazione naturale, quando qualcuno racconta qualcosa, il racconto trae
spunto da fatti realmente accaduti, nella narrativa letteraria invece ci
troviamo spesso di fronte a personaggi immaginari che vivono eventi
immaginari: ad esempio la vicenda di Renzo e Lucia: 2 personaggi immaginari
che vivono vicende immaginarie. Ma nei promessi sposi abbiamo anche
personaggi reali che vivono avvenimento immaginari, ad esempio il cardinal
Federigo. In realtà anche se nella narrativa letteraria ci troviamo di fronte a
personaggi reali e scritti mentre vivono eventi reali, il discorso non cambia
molto: nel contesto della narrativa letteraria, è come se fossimo di fronte a
personaggi ed eventi immaginari, nel senso che eventi e personaggi sono
trattai dall'autore in modo tale che non sono verificabili, l'autore prende
spunto dal personaggio reale per costruire storie reali ma facendolo integra,
inventa, aggiunge (ad esempio emozioni e pensieri che vengono scritti nella
ricostruzione di personaggi reali), è importante capire che quando siamo di
fronte a una narrazione, abbiamo distinto tra narrazione naturale (quando
qualcuno ci racconta qualcosa) e narrazione letteraria, quando uno scrittore ci
presenta un racconto letterario, il meccanismo dice Eco del fruitore verso il
racconto è simile sia che si tratti di narrazione reale che narrazione letteraria,
vediamo che anche quando uno scrittore ci presenta fatti e personaggi reali, il
problema è come il fruitore, lettore si pone di fronte a questi avvenimenti, cioè
è più importante che sia il lettore a credere a quello che lo scrittore gli
propone proprio perchè abbiamo detto anche quando la storia dei personaggi
si basano sulla realtà sono comunque assimilabili a eventi immaginari.
Cesare Segre ricorda i diritti che uno scrittore si prende nei confronti del
lettore: ci dice che lo scrittore ha 3 diritti:
Instaurazione di mondi possibili:
1. può parlare di mondi immaginari, ha la
piena libertà di inventare quello che vuole;
Alla onniscenza su questi mondi:
2. può dire tutto quello che vuole su
questi mondi, riferire pensieri dei personaggi, può chiarire circostanze più
oscure, ha completa onniscenza sul suo universo narrativo;
Lo scrittore ha il diritto a una selezione di carattere funzionale:
3. può
scegliere di dire quello che vuole dell'universo narrativo, omettere elementi,
di raccontare qualcosa o di non farlo, può invertire l'ordine di situazioni,
gestire come vuole il suo universo narrativo.
Quindi il narratore è un bugiardo autorizzato (Segre), ha il diritto di fare
quello che vuole.
Ci possono essere stando a questi diritti, delle opere che però sono più
coerenti con le regole dell'universo normale, cioè nonostante lo scrittore
possa fare quello che vuole è plausibile che per presentare il proprio universo
narrativo segua comunque alcune regole riconosciute della realtà empirica: ci
sono opere più vicina verso il reale,. Opere più realistiche e opere che si
discostano da queste regole, le opere fantastiche. Ogni narrazione letteraria è
da ascrivere alla dimensione dell'immaginario: il problema non è tanto quale è
il grado di realtà del racconto, ma se il racconto che abbiamo davanti sia
qualcosa a cui il lettore può prestare fiducia, a cui il lettore può effettivamente
credere, che sia verosimile. Lo scrittore deve quindi rispettare alcuni criteri,
la verosimiglianza, quel canone che fa si che l'opera narrativa sia credibile,
verosimile. Quindi tutta la responsabilità si sposta sul lettore che deve credere
a quel testo e quindi più il testo è verosimile meno il lettore farà fatica a
considerarlo credibile. E' quindi l'obiettivo dello scrittore stesso: punto a
produrre un testo che trovi una sorta di riscontro, che sia accolto dal lettore,
l'idea di avere credibilità verso il lettore.
Altro esempio: Il fu mattia pascal: tratta la storia di un personaggio che muore
e che poi torna, all'uscita molti critici lo hanno criticato perchè la storia era
inverosimile. Pirandello aggiunse una postilla in cui si racconta una vicenda
simile nella realtà a quella successa nel fu mattia pascal. Quindi nonostante
fosse dimostrata dallo stesso Pirandello che era stata una storia realmente
accaduta, l'effetto verso il lettore era stato negativo.
Il fatto che si cerchi di ottenere questa credibilità, viene confermato da
particolari espedienti in cui anche a livello narrativo l'autore cerca di dare al
lettore anche a livello di dettagli di contorno elementi per far capire che la
storia che sta narrando è vera, per dare maggiore verosimiglianza alla storia,
aspetti di verosimiglianza: il manoscritto ritrovato, il fatto che lo scrittore ci
dica che è stato testimone diretto dei fatti, che ha sentito raccontare la storia
di un altro personaggio e che si passi poi la parola a questo personaggio
stesso ecc..: Tutti questi espedienti sono un segnale di quando sia importante
che il testo abbia dei caratteri di credibilità e verosimiglianza, perchè il
giudice della credibilità. Della verosimiglianza di un testo è proprio il lettore.
Il lettore deve quindi credere al racconto, deve stringere quello che viene
Patto narrativo.
indicato come il
Digressione 1: quando si parla di patto narrativo, si parla di un
atteggiamento da parte del lettore nei confronti del testo in cui il lettore è
disposto a credere al testo stesso, a dare credibilità al testo: so che è un testo
immaginario ma faccio come se fosse qualcosa di credibile, come se fosse
reale/verosimile. “è un po' come se lo scrittore dicesse voi non credete a
quello che vi racconto e io so: ma una volta stabilito questo seguitemi con una
buona volontà cooperativa come se io vi stessi dicendo la verità”: quando il
lettore sospende la incredulità, sa che ha davanti un testo che è un racconto
immaginario e sulla base degli aiuti che il testo stesso dà di verosimiglianza, è
disposto a credere, sta al gioco dell'autore stesso.
Digressione 2: rapporto tra lettore e testo: il lettore deve stipulare questo
patto narrativo però ogni lettore ha il diritto di porsi nei confronti del testo in
modo diverso, il lettore collabora con il testo in modi molto diversi. Cosa fa il
lettore quando si avvicina al testo: nel processo di lettura il lettore si deve
porre in modo attivo, cioè deve compiere quelle che vengono chiamate
"inferenze": il testo non può essere completo, non è possibile che venga
presentato tutto dell'universo narrativo qualcosa viene omesso, il lettore è
chiamato a fare un lavoro attivo nei confronti sia di quello che c'è o che non
c'è, deve interrogare il testo in modo costante, deve farsi delle domande verso
il testo e darsi delle risposte: l'atteggiamento del lettore potrà portare a
inferenze pertinenti o non pertinenti.
Esempio: (Grosser)= Promessi sposi: don Abbondio quando incontra i bravi
"egli tenendo sempre il breviario aperto...di coloro": il lettore può chiedersi in
modo pertinente: magari ha paura don Abbondio? Se ci facciamo sta domanda
facciamo un'inferenza pertinente, domanda che porta una conclusione
pertinente.
Manzoni poco dopo scrive :"Don Abbondio (il lettore se ne è già avveduto) non
era nato con il cuor di leone: il lettore che effettivamente ci ha pensato se
aveva paura, trova in questa frase la conferma della sua inferenza. Il testo da
conferma di qualcosa non scritto ma previsto che il lettore si chiedesse. Anche
il lettore che non si fosse fatto la domanda, viene informato con questa frase.
Ciò rappresenta quel ruolo attivo che il lettore deve avere nei confronti del
testo. Se il lettore si fosse chiesto "di che colore ha gli occhi don Abbondio"
sarebbe stata una domanda non pertinenti.
Il lettore abile, (Grosser) è quello che si fa il maggior numero di domande
pertinenti e riesce a compiere il maggior numero di inferenze pertinenti
rispetto al testo che ha davanti.
Ciò è servito per introdurre i 3 livelli di lettura che delinea Grosser.
Grosser individua 3 livelli di lettura:
Lettura ingenua:
1. è un errore, è quella lettura di chi si immedesima
talmente nel testo, entra talmente nella situazione narrativa non solo da dare
fiducia al testo, ma crede proprio che sia vero, lettura che prende per vera la
storia che gli viene proposta anche nei suoi aspetti fittizi. E' un atteggiamento
rischioso: siamo di fronte a un lettore ingenuo che prende per vero ciò che gli
viene raccontato.
Lettura disponibile:
2. in cui il lettore sa che ha davanti un testo
parzialmente fittizio, però è disposto a credere che sia verosimile. A
sospendere le proprie facoltà critiche. La storia la si prende per vera, non la si
scambia, ci si comporta come se fosse vera, il lettore presta la propria
credibilità, per permettere una maggiore immedesimazione nei personaggi e
vicende. Questa lettura conferma la disponibilità del lettore a essere benevole
verso il racconto, accetta la storia come se fosse vera, sa che non è vera.
(=patto narrativo).
Lettura critica:
3. in cui il lettore è portato a analizzare le cose, è una lettura
che spesso infrange la struttura del testo narrativo, è un tipo di lettura si fa
qualcosa che infrange l'integrità del sistema narrativo così come è stato
pensato dall'autore, si va avanti e indietro, non è quella che l'autore si aspetta.
Non è necessariamente negativa: fruire il testo non secondo le sue regole ma
secondi propri metodi, interessi, spesso la lettura critica è lettura seconda, è
un passaggio di lettura che avviene dopo quella disponibile. (si legge un libro
una seconda volta si saltano alcune pagine, si passa dall'inizio alla fine ecc..).
Se la prima lettura garantisce un effetto particolare: un romanzo poliziesco
una prima volta proverò suspense, sorpreso dal finale e seguirò tutti i
momenti che il testo prevede, successivamente potrò verificare che il testo sia
stato corretto e apprezzerò dei meccanismi di scrittura che hanno costruito gli
effetti che ho avuto nel corso della lettura disponibile: se ho avuto un piacere
estetico nella lettura disponibile nella lettura critica posso apprezzare
l'efficacia del meccanismo narrativo.
Anche Eco sottolineerà questi due livelli di lettura.
Lettura disponibile: Questa disponibilità, quanto il lettore possa essere
disponibile verso il testo, non dipende solo dal lettore e dagli espedienti dal
testo, ma anche da alcune circostanze particolari: Cappuccetto rosso è una
favola, accettiamo che il lupo parla, perchè siamo nel genere della favola,
quindi sarà molto facile per il lettore sapendo che è di fronte a una favola
prestare la propria disponibilità al racconto. Come il drago che parla in un
fantasy o la presenza di nani elfi ecc.. proprio perchè sappiamo che siamo in
un genere letterario in cui questi elementi sono considerati plausibili
(presenza della magia in un fantasy).
Quindi quando siamo in un certo genere letterario siamo disponibili anche in
base ad alcuni elementi specifici. Questo vale anche per alcuni periodi,
tradizioni di tipo culturale, in cui alcuni tipi di narrazione potevano essere
meno credibili. Quindi la credibilità, la stipula del patto narrativo dipende
anche da una serie di elementi collaterali. Eco parlerà che quando ci troviamo
di fronte a cappuccetto e al lupo che parla l'autore ci specifica che il lupo
parla, è un elemento significativo però per il resto usa tutte le nozioni che il
lettore ha dell'universo del reale, prende a prestito per costruire il proprio
racconto le nozioni che il lettore deriva dall'universo reale: si dice che il lupo
parla ma può anche darci qualche dettaglio estetico del lupo ma non ce lo
descrive perchè noi ce lo immaginiamo come lo vediamo nella realtà, anche il
bosco non ce lo descrive perchè lo immaginiamo normalmente, sottolinea
l'elemento dell'eccezionalità (il lupo che parla) ma per il resto si basa su
elementi che sono propri dell'universo reale del lettore.
Coordinata circa il rapporto tra testo e lettore:
Schema della comunicazione narrativa (Chatman): Funzioni del testo, funzioni
contenute/dipendenti dal testo cioè autore implicito, Narratore, Narratario e
Lettore implicito, quelle esterni sono elementi esterni al t
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