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Appunti letteratura italiana Giacomo Leopardi Appunti scolastici Premium

Appunti di Letteratura italiana su Giacomo Leopardi che sono basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Biondi dell’università degli Studi di Firenze - Unifi, Facoltà di Lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura italiana docente Prof. M. Biondi

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ESTRATTO DOCUMENTO

Morali invece si, e’ rivolto ad un pubblico. La location e’

rappresentata da luoghi siderali e non specifici terreni

Zibaldone 1660: Metafora del mettersi nei panni degli

altri. Quanto sia solito l’uomo a giudicar del tutto

assolutamente e quanto per cio’ si inganni vediamoli in

cose ordinarie, Leopardi critica il giudizio assoluto di un

ego sull’altro diverso da te, non ritiene che il proprio

giudizio sia un giudizio infallibile. Mentalita’ leopardiana e’

anche scientifica, non ci sono asserzioni che non sono a

prova di errore. Spesso le generazioni non si

comprendono, il vecchio e’ per natura un laudator

temporis acti, non ha energia per il futuro, da vecchi le

energie non ci sono piu’ e il volto non guarda piu’ al

futuro. Il giovane deride, accusa, non concepisce,

condanna i gusti e i pareri del vecchio e viceversa,

conflitto generazionale ( conflitto che si estende anche tra

antichi e moderni, per Leopardi gli antichi erano la

giovinezza del mondo e i moderni la vecchiezza del

mondo) Leopardi non e’ convinto che i moderni ne sanno

piu’ degli antichi, ne sanno forse di piu’ ma in termini di

inutilita’ perche’ non sanno che farne, sono dei nani che

vedono di piu’ perche’ si arrampicano sulle spalle dei

giganti ( antichi ). Tutti e due si ingannano, sia giovani che

vecchi, e nel fatto loro hanno piena ragione. Cosi chi e’

appassionato, e chi no, chi si trova in un tal caso e chi no,

se io fossi nei suoi panni farei cosi o forse non farei cosi,

bisognerebbe sempre mettersi nel corpo degli altri per

superare i pregiudizi e i conflitti ( a chi consiglia non duole

il capo, chi da’ consigli spende poco di se’, Leopardi vuole

mettersi nel corpo e nell’anima altrui, e’ il nucleo della

solidarieta’ vera, della fratellanza, nucleo fondante che

leopardi nella Ginestra chiama uman catena)

Zibaldone 4144-4145, pagina piu’ espressiva e piu’

dolente e assoluta della teoria del male. Terremoto di

Lisbona sommerse la citta, meglio noto come ‘’disastro di

Lisbona’’, viene assunto da Leopardi come simbolo della

cecita’, della violenza, dell’assoluta mancanza di

sensibilita’ da parte della natura terrestre, l’uomo non

esiste, l’onda travolge la cattedrale mentre tutti pregano

Dio. Ogni volta che la terra trema, tutti noi siamo portati a

renderci conto dell’enorme fragilita’ di cio’ che siamo, uno

sbadiglio della terra sconvolge una comunita’ e non ci

sono sentimenti, niente che tenga. Rosseau inventa

l’ecologia, il testo che scrive sul terremoto, e’ che il

terremoto non ha responsabilita’ ma degli uomini che

hanno costruito dove non dovevano costruire . questo e’

l’evento piu’ commentato della cultura settecentesca, ha

enorme valore di simbolo. Leopardi nelle cronache dello

Zibaldone incamera la tragedia, simboleggia non l’ostilita’

della natura, bensi’ l’indifferenza, chi non conosce quel

pulviscolo che sono gli essere umani. Quando la crosta

terrestre apre le sue fauci, solleva l’onda d’urto. Non

ardirei pero’ estenderlo che l’universo esistente e’ il

peggiore dei possibili, Leopardi nega in questo Zibaldone,

dice non ardirei estendere a tutto il globo che questo e’ il

peggiore dei mondi possibili perche’ non voglio sostituire

l’ottimismo al pessimismo, nessuno puo’ conoscere i limiti

dell’infinita’ dei mali, tutto e’ male ha una relativita’ al

proprio mondo, ma chi puo’ dirlo che tutto non sia male?

(Leopardi).

GIARDINO DEI SUPPLIZI

Pagina metafora della vita che sente di vivere e per questo

motivo soffre, ecco perche’ il cemeterio di Leopardi e

diverso dai sepolcri foscoliani insaziabilmete riposeremo.

BIOGRAFIE DI LEOPARDI

1992 biografia di riferimento degli ultimi anni, ripubblicata

nell’88 con varianti e integrazioni, una biografia che si nutre

delle conoscenze delle opere ma soprattutto delle

testimonianze e di lettere ( piu’ importante volume e’ le

Lettere di Damiani, completa l’edizione dei classici della

Mondadori, volume che fa testo, Lettere di Leopardi non

accompagnate dalle responsive, mentre nell’edizione

parziale della Garzanti ci sono meno lettere, quelle

significative, accompagnate dalle voci di alcuni dei

corrispondenti di Leopardi ). Tra i corrispondenti di Leopardi

il piu’ famoso e’ l’erudito bibliotecario poi divenuto cardinale

Angelo Mai, scopritore del Somnium Scipionis simbolo della

maggiore personalita’ nel campo dove il giovane Leopardi fa

le sue prime grandi prove di valore ( filologia classica ). il

principe delle lettere e’ il poeta Vincenzo Monti, si rivolge al

suo entourage ( una specie di corte ).

* Anche il padre era a suo modo una studioso, aveva creato

una biblioteca dai grandi limiti, acquistava grandi blocchi,

con grandi mancanze tuttavia come la tragedia greca e libri

di pura erudizione, biblioteca e’ un luogo di cui Leopardi

seppe far tesoro succhiando il meglio di quella biblioteca.

Mentalita’ rigida di Monaldo, reazionario ostile ad ogni forma

di novità’ e di progresso, e Leopardi e’ nemico dell’ideologia

di Monaldo, fedelta’ al trono per diritto divino, Monaldo e’

per il legittimismo dei sovrani assoluti, c’e’ in Italia un

sovrano divino, il papa, e Monaldo e’ un papista convinto.

Leopardi nasce in un ambiente totalmente conservatore,

l’ambiente e’ quello della gens Leoparda che produce nel

tempo vescovi, prelati, magistrati e anche qualche

guerriero. Quando leopardi parla di noia e ne subisce gli

effetti, si sente l’effetto della noia mortale vissuta da

Leopardi all’interno di quell’ambiente.

1)Prima lettera nel 1810 alla marchese Roberti, amica di

Monaldo che frequentava casa Leopardi e intratteneva

conversazioni coi figli in modo che si abituassero a

conversare. Biografie raccontano l’infanzia, fino al momento

in cui Leopardi cerca di rompere la prigione di Recanati,

anaffettivita’ con la madre e rapporto difficile col padre,

convinto di essere il dominus di casa. Lettere di Giordani,

colui che rappresenta l’intelligentia laica, neo classico che

sposa gli ideali rivoluziionari, era quanto di peggio potesse

augurarsi Monaldo per suo figlio. Essendo uomo di molte

risorse, prima di tutti comprende lo spessore di Leopardi e

commette errori di valutazione su quel che puo’ fare

Leopardi ma capisce che si tratta di un’eccezione. Giordani

pensava che lo scrittore italiano doveva appartenere alla

classe aristocratica, vede in Leopardi lo scrittore che ha in

mente di creare, crede che Leopardi sia ricco commettendo

un errore ( la famiglia e’ nobile ma non ricca ). Giordani ha

limiti tipici della scrittura neoclassica, che la prosa venga

prima della poesia, per Leopardi invece si bilanciano

perfettamente, la poesia e’ forma naturale di espressione di

cui non puo’ fare a meno. Leopardi si deve liberare dei

rettaggi, e’ un erudito che si distrugge il corpo, vive in

simbiosi con un’antica biblioteca, si deve liberare dalle

paternali del padre e dal tempo immobile. Giordani difende

Recanati, e’ meglio di citta’ grandi come Milano, ma gli

esempi di Plutarco non valgono perche’ Plutarco amava

Cheronea ma se ne stava lontano.

Damiani arriva all’equilibrio tra informazioni e ricerche in

loco, estese nelle diverse citta’ in cui Leopardi ha vissuto.

Leopardi giunge illibato alla tomba, puro e innocente, a

partire dalla testimonianza di Ranieri, che dedica l’intera vita

al suo amico, lui che aveva la fama del don Giovanni.

L’amicizia e’ il nucleo fondante della biografia Leopardiana,

perche’ l’amore e’ importante ma a livello di pensiero

dominante, tuttavia non e’ vissuto, mentre l’amicizia e’

l’amore terreno che si realizza. Ranieri racconta molti

episodi legati alla malattia e poco riguarca al suo genio,

mentre c’e’ chi rivaluta l’intimita’ di questa vita che da’ al

lettore l’impressione che certi segreti vengano violati, gioca

sull’autenticita’ della testimonianza

* Pantaleo Palmieri, padre che non capisce il figlio non gli

vuole bene, l’ambiente si rende conto della mostruosita’ del

corpo, descritta in maniera cruda, come sa Leopardi, virtu’

non luce in disadorno ammanto.

LIBRO SULL’ASTRONOMIA, libro erudito, e’ una selva di

citazione, testi in vario modo citati o sollecitati, che

riguardano la tradizione lunare e la divinita’ lunare ai tempi

degli Ecate Persefone, importanti anche per l’elaborazione

dell’idea di Luna, con cui dialoga quando si sveglia di notte (

critico francese afferma che Leopardi e’ l’ultimo degli antichi,

dialogo con la Luna e’ fatto alla presenza di una divinita’.

Tubercolosi malattia metamorfica, crea un sistema

colpendolo nelle apparenze che tanto amava, il primo

giudizio viene dato su cio’ che appare, leopardi muore

probabilmente per un’ipodrisia al cuore e non per infezione

colerica, la sua salute salda su un saldo sistema di malattia

che non lo fa morire, il corpo non cresce piu’, insufficienza

respiratorie e reumi di testa, gola e petto, asma e idropisia,

bronchite, gonfiore ginocchia, acutissima sensazione di

freddo. L’amicizia si esprime come amore, c’e’ un

espressionismo amoroso nel dichiarare l’amicizia, nell’incipit

di lettere dice : Ranieri mio, ti rendo un milione di baci…, ti

abbraccio come mia unica causa vivendi, t’amo come tu

solo puoi intendere. ‘’il mondo non e’ bello se non veduto da

lontano’’ 1812, estrapolazione del carteggio, Paolina grande

lettrice dei romanzi che cercano di comunicare illusione e

sono diseducativi, paolina e’ divoratrice di letteratura

romanzesca, romanzi d’amore che compensano un eterno e

deluso nubilato, e’ un caso di bouvarismo, realizzare sogni

proiettandosi nella lettura dei romanzi, salvo poi scoprire

che la vita e’ altra cosa. Un altro libro e’ ‘’leopardi’’, di De

Santis, suo primo sistematico e grande critico per

definizione ( Giuseppe Montani meno importante dal punto

di vista sociale ma e’ stato il primo critico vero di Leopardi,

prima c’era chi lo leggeva con passione e chi no )

LETTERA AGLI AMICI DI TOSCANA

Documento molto citato dei rapporti non sempre facili,

abbastanza controversi e pure cordiali tra Giacomo

Leopardi e l’ambiente fiorentino dove si fermo’ in un

momento della sua vita in cui le difficolta’ economiche si

facevano sentire e gli amici di Toscana, esponenti di una

borghesia ricca, Leopardi sente la mercede altrui, uomini

come Capponi stimavano leopardi pur non

comprendendolo, cosi come il padre Monaldo. Si allontana

da casa non perche’ mancasse di affetti, ma perche’ non

c’e’ la condivisione e l’affinita’ che Leopardi difficilmente

incontra. * Damiani sosteneva che Leopardi fosse un uomo

solo per definizione.

Maggio 1837, lettera indirizzata al padre Monaldo scritta per

mano di Ranieri, Leopardi affida i suoi occhi e mano ad altri,

e Ranieri diventa quasi alter ego, supplente di Leopardi.

‘’Ho perduto tutto, sono un tronco che sente e pena’’, e’ un

lancinante addio agli amici di Toscana che erano solidali e

comprensivi, alcuni pero’ mostravano inimicizia ( come nel

caso del Tommaseo, e meno Visseux e Capponi che

ritenevano fosse una nera depressione, non

comprendevano lo stato d’animo Leopardiano ). L’umana

compagnia e’ l’unico antidoto al dolore, come espresso

nella Ginestra col tema della social catena. De Santis e’

stupito dall’emergenza del tanto privato dolore, spesso

leopardi parla di dolore universale, in questo caso parla del

dolore suo. Sono pietoso racconto dei casi della sua vita e

quasi ritratto dell’anima dello scrittore il quale

accompagniamo nella sua dolorosa peregrinazione per

varie contrade d’Italia. Schopenhauer conosce Leopardi, lo

cita nella sua opera e aveva assunto Leopardi a campione

del pessimismo, De Santis ritiene invece che sia molto

diverso, Schopenhauer non crede nella storia e nei grandi

ideali, Leopardi e’ pessimista, non crede nella vita MA ti fa

amare la vita, valore della socialita’ e’ attribuito a Leopardi

nonostante tutti i veli neri che la coprono. Manzoni e’ molto

piu’ freddo nelle lettere, quasi si potrebbe parlare di

anaffettivita’, in Leopardi invece e’ tutto un vibrare di

affetto, in stato di confidenza assoluta, dolore e amore

sono la doppia poesia delle lettere leopardiane. Pochi, sono

i giudizi che da’ Leopardi sulla letteratura e filosofia del

nostro paese, non si parla effettivamente di letteratura e

rarissimamente parla di se’ come poeta, metaforicamente ci

sono diversi tavoli, anche qui Leopardi usa le opere come

tavoli, non c’e’ posto per letteratura e filosofia. Raro che

parli di poesia, lo fa in una letterina al cugino, Giuseppe

Melchiorri, che sapendo che Leopardi era poeta gli chiede

di scrivere poesie, ma leopardi lo stoppa dicendo: avete

creduto che io fossi come tutti quell’altri che fanno versi ( e

non poesia ), io invece sono molto dissimile e inferiore a

tutti, Leopardi non fa poesie a richiesta e su domanda,

leopardi nello scrivere ha sempre seguito l’ispirazione ( o

frenesia ), sopraggiungendo la quale in due minuti io

formava il disegno e la distribuzione di tutto il

componimento, c’e’ bisogno di uno stato commotivo, la

parola frenesia e’ una scarica dentro il corpo che lo

attraversa, ha a che fare con lo slancio e l’amore, e’ un

orgasmo mentale, in due minuti il disegno, pero’ il labor

limae, la poesia e’ un fatto intuitivo, se non si e’ giovani

dentro, non si attiva ( questo e’ il suo metodo ).

9 Febbraio 1813, Diario 16 aprile 1813

Mari estrapola dal saggio sugli errori popolari di Giacomo

Leopardi, saggio sulle leggende e sui miti ( mito della Luna )

e si immagina che a un certo punto non basti piu’ la

scrittura, s’immagina un Leopardi invasato portato a ululare

alla luna e ad aggredire animali anche se qui c’e’ una

vittima umana, tema del rapporto tra Giacomo e gli errori

degli antichi e Mari l’ha accolta, libro parodico che e’

esercizio molto alto di critica, uno entra nel corpo linguistico

di un altro e per quello che riesce a imitarlo, leopardi era in

grado di produrre dei falsi antichi. Leopardi viene

suggestionato e ispirato dalla solitudine di Tardegaldo, si

accorge che il fratello si e’ distaccato, vede che si e’

allontanato nel suo mondo e usa questo diario privato, la

madre e’ definita madre dalle mille orecchie e padre dai

mille occhi, Giacomo si sottrae, costruisce il suo mondo e

Orazio tenta di entrare nel suo mondo. Tardegaldo esalta la

possibilita; che i miti ci raccontano che gli uomini si possono

trasformare, esalta ipotesi di mutazione e cambiamento.

OPERETTE MORALI

Le prime operette nel numero di venti dalla storia del genere

umano fino al dialogo di Timandro ed Eleandro furono

realizzate rapidamente nel corso del 1824. Costituiscono il

primo nucleo storico editoriale del libro e furono eseguite

una dopo l’altra con celerita’ nonostante la loro complessita’

( Le operette morali sono una prosa d’arte, i contenuti sono

stati in parte anticipati e discussi nel corso dello Zibaldone).

Il proemio e’ storia del genere umano storia in termine di

storia mitica, la storia dell’umanita’ attraverso miti e non per

Leopardi lo storicismo, storia dei popoli e delle societa’, e’

una storia inventata e mitica, parla in termini di dei, di giove,

di Afrodite e della popolazione che abita l’olimpo omerico.

Gli dei a volte scendono sulla terra perche’ hanno procreato

gli uomini e vedono con disappunto e dispiacere che queste

creature che hanno messo al mondo sono infelici, non

contenti. Cercano di migliorare il loro tenore, senza riuscirci

ma attraverso una serie di espedienti, uno di questi e’

l’amore.

Dopo la storia del genere umano, ci imbattiamo nella forma

piu’ frequente delle operette, non la forma storica, ma il

dialogo, operette improntate ad una modelizzazione

dialogica ( Platone sicuramente e’ un modello). Operette

improntate alla tonalita’ dell’ironia e del sarcasmo, il riso

delle Operette, quasi per vendicarmi della virtu’ Leopardi ha

concepito operette alla maniera di Luciano intrise di questo

liquido un po’ corrosivo, ironia e sarcasmo dominanti in tutte

le operette. C’e’ sempre una tensione critica che porta

Leopardi a ribaltare il vero, a ribaltare i pregiudizi o giudizi

della societa’, ribaltare le verita’ acquisite, e’ un continuo

ribaltamento. Ad esempio nelle Operette si mostra

continuamente che l’uomo e’ una creatura sedicente, ma

nella realta’ e’ piu’ imperfetta del creato, il primo punto e’ la

1) imperfezione dell’uomo, operette trionfo linguistico della

ipotassi, modello classico. Si passa poi al dialogo tra Ercole

e Atlante, si utilizza la scrittura del paradosso, Leopardi

ribalta i discorsi che fanno tutti, Leopardi intuisce che si va

in una civilita’ nella tecnica ( nonostante mancassero gli

elementi per fornire questa intuizione, eppure e’ esatta ) e

nelle Operette altro non si fa che battere implacabilmente

che l’eternita’ attraverso il dialogo tra Ercole e Atlante, un

semidio e un titano, ercole e Atlante mandati da Zeus e

hanno chiesto a Ercole di dare una mano ad Atlante che

sostiene la terra sulla propria schiena, Atlante dice che non

c’e’ bisogno di questo soccorso, la terra si e’ fatta talmente

leggera che potrebbe giocarci a palla, e’ una terra vacua e

svuotata, non ha quindi piu’ peso specifico, c’e’ un silenzio

che viene dal mondo senza gente, Leopardi ha una

concezione della terra svuotata, il punto di vista delle

operette e’ antagonistico, la terra viene vista dal cielo e non

dalla terra, ‘operazione di Leopardi e’ quella di staccarsi

dalla terra e di vederla come da un’ipotetica astronave,

vederla lontanissima come un punto dall’universo ( Leopardi

relativizza, mettendo tra se’ e la terra una distanza siderale,

se la terra e’ un pulviscolo tutti i discorsi umani vengono

azzerati, e’ un procedimento di annientamento del valore

dell’umanesino determinato dalla critica

dell’antropocentrismo, la terra gli appare nella sua solitudine

copernicana e l’uomo non e’ piu’ il cnetro intorno a cui

ruotano ma un punto che ruota intorno ad altri mondi, cio’

produce il gelo siderale, si va in cieli lontani e disabitati,

spazi sanza gente che da’ a Leopardi l’assoluta solitudine di

analisi di un mondo disabitato dove tutta la cultura, poesia

sono niente, procedimento paradossale e ironico delle

operette, chiaramente i contemporanei non accettavano

questa visione, visione che svaluta qualsiasi discorso

inerente alla cultura. Uomo sfrattato dall’universo e posto in

un punto marginale dove si perde. Operette tendono

sistematicamente alla comicizzazione dell’antico, sull’antico

si ride, si ride degli dei, di Ercole e di Atlante, persino ad un

certo punto della morte che viene messa in gioco con un

dialogo con la sua sorella, la Moda, perche’ Moda e Morte

rappresentano quanto siano effimere le cose, la moda e’

una modalita’ degli uomini e delle donne di atteggiarsi, per

cui l’abito diventa una divisa che seleziona gli uomini

eleganti appartenenti alla societa’ degli ottimati. Per

Leopardi e’ moda anche il fatto che gli uomini scelgano di

curarsi e mostrarsi in un crto modo, ad esempio il

risorgimentale spesso mostra un volto con barba, quasi

simbolo di appartenenza, la moda e’ la facolta’ che uomini e

donne hanno di ritoccare la propria immagine. La moda e’ il

risultato della fine dell’innocenza, i corpi nudi prima non

avevano bisogno di maschere, la moda e’ il voler sembrare

quello che non si e’ e la brevita’ di certe cose, sorella di chi

non passa mai di Moda. La morte purtroppo non e’ una

moda, non e’un omaggio ad essa, le Operette ti fanno

amare la vita.

Proposta di premi fatta dall’accademia dei sillografi, e’

un’operetta in cui si immagina che una delle tante

accademie italiane, l’accademia dei sillografi ( inventata ),

leopardi immagni che le estensioni di silloi ( iscrizioni

burlesche ) si mettono insieme, l’accademia da’ il mandato

di costruire una macchina, un automaton, si tratta di

un’operetta misogina, la donna viene assunta come

esempio di fedelta’. La macchina deve creare una donna

fedele, cosi per creare un amico fedele, per Leopardi

purtroppo si trattava piu’ di donna indifferente che infedele.

Dialogo del folletto e lo gnomo, i folletti si dissero spiriti

dell’aria, si prendevano gioco degli uomini, sono quegli

spiriti che a cui hanno a lungo creduto le superstizioni

meridionali. Sono spiriti dell’aria, spiriti giocosi ma anche

spiriti un po’ bassi mentre gli gnomi sono spiriti della terra, e’

il custode delle miniere auree, il custode dell’oro e delle

cose preziose che la terra tiene nel suo grembo, qui

Leopardi strizza l’occhio all’esoterismo, gli gnomi sono gli

spiriti che presiedono e occupano come custodi e guardie le

viscere della terra, per parlare degli uomini bisogna dare la

parola a chi uomo non e’, l’uso che si fa di queste figure

disincarnate e’ quello di dare a loro la parola per distanziare

il rapporto con l’uomo, e’ la regola delle operette, tono tra lo

scherzoso e il diffamatorio, e’ un dialogo per comicizzare la

situazione, il sarcasmo e’ il contrario del linguaggio del

pathos. Gnomo e folletto parlano di una terra disabitata

dagli uomini, visti da una distanza astronomica, questione di

punti di vista, Leopardi assume quello di assoluta

estraneita’, esercizio che gli viene dalla grande meditazione

solitaria di un uomo veramente sole.

Dialogo di malambruno e farfarello, malambruno e’ il nome

fantastico dato dall’auote a un mago, malambruno evoca un

demonio, uno spirito del male, Malambruno evoca le

potenze delle tenebre, c’e’ un avvicinarsi di questi temi ma

senza prenderli sul serio. Leopardi, dalla visione

materialistica, non considera l’esistenza di un diavolo

creatore, quando si avvicina a queste potenze non si

avvicina con l’ansia e la paura o la religiosita’ di chi ci crede,

ci gioca, gioca col fuoco e le potenze delle tenebre

( Leopardi lesse malleus maleficarum, libro delle streghe,

era manuele delle streghe per riconoscere la stregoneria),

Leopardi e’ un nemico giurato degli errori antichi ma si serve

di quella fauna che altri terrebbero a distanza per giocarne

in questo teatrino delle operette

Dialogo delle Natura e dell’Anima, non si parla dell’uomo in

generale come nel precedente, si perde quella frigidita’ e

gelo degli spazi precedenti ( dove non c’e’ nessuno c’e’ il

freddo ), qui la temperatura sale , Leopardi che quel freddo

dev’essere compensato e scrive un dialogo in cui i

personaggi sono due, uno e’ se’ stesso che prende nome

‘’un ‘anima’’ e ragiona con la natura, e’ la natura grande

protagonista, la natura ipse che si manifesta e si manifesta

in una forma affettuosa nei confronti dell’anima. Tema il

destino delle grandi anime, destino degli uomini e delle

grandi anime e’ quello di vivere infelici, qual’e’ il motivo,

perche’?

Dialogo della terra e della Luna, dal 24 al 28 Aprile 1824,

dialogo lucianeo, dialogo che vede la terra e la Luna vicine

di casa che dialogano in maniera scherzosa e il tema e’

sempre quella degli uomini, microesseri che l’hanno abitata

e si credono i re del mondo

La scommessa di Prometeo, e’ una scommessa scritta dal

30 Aprile all’8 maggio, scommessa di Prometeo sulla

superiorita’ degli uomini sulle altre creature e perde la

scommessa, passa attraverso una serie di esperienze in cui

Prometeo che cala sulla terra, scommette con un suo

collega e perde tutte le volte perche’ gli uoini gli danno

prova di essere inferiori anche agli animali, ma la parte piu’

famosa e’ quando Prometeo calla dall’alto in una citta’ che

rappresenta l’Europa, ovvero Londra. Scende e vede che

intorno ad una casa di Londra, in quartiere residenziale si e’

accumulata una folla, ci sono uomini dell’ordine pubblico, il

sir che abitava quella casa si e’ suicidato e prima ha ucciso

due bambini, e’ un uomo dell’alta societa’, sembrerebbe

felice, li uccide per portarseli con se’, ha una sua verita’ di

cronaca, li’ Prometeo si rassegna e perde la scommessa.

Leopardi tocca un punto profondo, una nevralgia molto

acuta che colpisce certi uomini, operetta che merita una

lunga analisi. Nella Dolce Vita di Fellini, il regista mette al

centro della storia l’uomo londinese, compie l’estremo

gesto. Steiner

Dialogo di un fisico e di un metafisico

Ritorno al tema della qualita’ della vita, non si tratta di una

riflessione sull’esistenza in quanto tale ma riflessione se

valesse la pena vivere. Abbiamo da una parte il fisico,

scienziato che si occupa delle cose relativamente al corpo,

e il metafisico, filosofo che si occupa delle cose oltre la

fisicta’. Ci sono tematiche di carattere filosofico,nel presente

la poesia e’ in decadnza e la filosofia prendera’ il suo posto,

Leopardi cattura la filosofia e la poesia si filosofizza, filosofia

nutre e rafforza il tessuto della scrittura. Fisico si fa

portatore dell’idea che vale la pena vivere sempre e

comunque, mentre il metafisico dell’idea che vale la pena

solo se la vita a sua volta vale la pena di essere vissuta.

Tommaso Giannotti, in un saggio intitolato ‘’sul

prolungamento della vita’’, si preoccupa di prolungare la vita

dei papi affinche’ questi possano giungere al soglio anziani.

La vita, per valere la pena di essere vissuta, dev’essere

vera: Leopardi e’ nemico dell’ozio, bisogna provare

sentimenti forti, anche di dolore,, che vanno contro il non

senso della vita, la vita dev’essere vissuta al massimo

livello. Il pessimismo viene tradotto in azione vitale, viene

rivaluata l’efficacia dell’esistere, l’esistenza deve lasciare

traccia o non vale la pena.

DIALOGO DI TORQUATO TASSO E DEL SUO GENERE

FAMILIARE

E’ la punta di diamante letteraria del libro, , si tratta di un

soliloquio, il genio e’ lo spirito di Tasso che si realizza nelle

notti di Tasso. Un dialogo durante l’infermita’ mentale,

dialogo che ha come tema principale le potenti sensazione

d’amore: Tasso era innamorato di Eleonora d’Este, la

dolcezza della memoria sopraffa il poeta prigioniero ed e’

intensa la forza del sentimento nonostante l’amata sia

lontano. La rimembranza rende piu’ bello cio’ che e’ stato

vissuto.

Dialogo della natura e un islandese

Si tratta della formulazione piu’ compiuta del pensiero

relativo alla natura: l’islandese prende le sembianze di un

uomo in fuga dalla vita, capita in Africa sotto l’equatore di

fronte alla natura. La natura e’ una figura di pietra con volto

di medusa, indifferenza di fronte agli essere umani, e’ una

natura matrigna o meglio una natura che non si interessa..

una natura carnefice, progettata esternamente al progetto

umano

Il Parini ovvero della Gloria

E’ un trattato umanistico e neorinascimentale, il Parini

costituisce un esempio di grande etica letteraria e si tratta

di un maestro morale del 700 ( citato da Foscolo nei

Sepolcri ). E’ un trattato sulla scrittura e sul rapporto tra

scrittori e la societa’ presente e futura, la prosa moderna e’

una prosa gazzettistica e giornalistica, la nobilta’ letteraria

si riflette nel modello del Parini. La gloria e’ il premio post

mortem per quello che puo’ valere, , nel mondo moderno le

carte di uno scrittore non possono sollecitare l’opinione

pubblica, hanno bisogno della promozione, gli scrittori che

non hanno fama sono penalizzati dal fatto che non vogliono

mostrarsi, nella societa’ moderna il soggetto si deve auto

presentare. Parini stesso, da povero fu costretto a

insegnare, la grande letteratura rischia di essere

marginalizzata.

Dialogo di Federico Ruisch e delle sue mummie

Ruisch e’ uno studioso olandese, compie studi sull’anatomia

e inventa un liquido che iniettato nelle vene pietrifica. Testo

dove e’ presente un clima di aria quiete e serenita’, inno alla

dolcezza del crepuscolo della vita come fine di dolore e

preoccupazioni. Ogni anno matematico le mummie si

risvegliano e cantano un inno alla morte, Leopardi guarda

da vicino la morte negli occhi spenti, pensiero sul tema del

distacco e sulla separazione dal peso della vita. Critica

all’epicureismo che sdrammatizza la morte ( quando c’e’ la

morte noi non ci siamo), la filosofia leopardiana e’ infatti una

filosofia che accompagna verso la morte, dopo un’attenta

meditazione , strana speranza nella quiete e nel piacere

della morte. Imperfetta sintonia e sincronia tra prosa e

poesia, la morte mette a nudo tutto quello che e’ la natura

umana, e’ la poesia del transit. Tensione poetica e noetica.

Detti memorabili di Filippo ottonieri

Tonalita’ e stile aforistico dei pensieri, i detti memorabili

sono cose dette da uomini illustri degni di futura memoria.

Filippo ottonieri e’ un filosofo con tutte le caratteristiche di

Leopardi, luoghi atopici e fiabeschi, non c’e’ spazio per il

storicismo, uso mitico del tempo e dello spazio. Filosofo

socratico apparentemente nullafacente perche’ pone

domande a persona affaccendate, libere dai vincoli sociali e

del lavoro (Leopardi e’ critico ) Leopardi critica anche la

filosofia rinunciataria epicurea che si abbandona al piacere.

Ottonieri e’ uno spirito satirico, linguaggio aforistico tipo di

chi ha vissuto e diviene filosofo disilluso della vita

Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez

Atmosfera libera solo sognata di imbarcarsi sugli oceani.

Descrizione del momento in cui le caravelle si immettono

nella dimensione del nuovo mondo. Angoscia per il

possibile ammutinamento delle caravelle: gli uomini temono

si essersi imbarcati in un oceano senza fine, chiedono di

tornare indietro se in tre giorni non avessero visto terra.

Inno della vita come rischio, scoperta, esplorazione.

Elogio degli uccelli

Elogio delle creature del cielo, animalismo leopardiano,

felicita’ degli uccelli, esseri umani che hanno sconfitto il

sentimento di pesantezza della vita.

Cantico del gallo di Silvestre

Testo sacro, immagine mitica del gallo a cui viene affidato

l’epilogo conclusivo. Invito agli uomini a destarsi dal sonno

in cui hanno dimenticato i dolori. L’alba li trova nuovamente

nei dolori e pensieri del giorno prima, vita come stato

violento e immagini vane, come nella storia del genere

umano, l’amore si presenta come immagine vana ma

necessaria.

Storia del genere umano

Operetta storica e non dialogica, il dialogo che a un certo

punto diventa dominante non e’ presente nell’antefatto che

e’ affidato a una storia cosmogonica, storia del cosmo,

universale. Conclusione del gallo e’ diversa da quella della

storia del genere umano, e’ un finale dal carattere biblico, la

Bibbia e in questo caso i salmi e in particolare il cantico dei

cantici e’ il modello del gallo silvestre( si ispira a una vaga

aurea di religiosita’ biblica) mentre il modello della storia del

genere umano e’ il modello greco. Operette sono

strettamente vincolate a modelli formali, c’e’ una

formalizzazione che a volte consente a quella comicita’,

leggerezza, tipica di alcuni dialoghi di subentrare nel

modello antico. Quella delle Operette e’ una prosa intrisa di

pensiero, la difficolta’ e’ una difficolta’ sintattica, sintassi

ipotattica e con diramazioni sintattiche derivate dai periodi

reggenti, il pensiero come filosofia e’ il nutrimento della

prosa. Con Leopardi comincia una tradizione di scrittura

filosofica e di riflessione, di meditazione, di fiosofia morale

non esclusivamente speculativa, ovvero speculano in piena,

investono un capitale di pensiero sulle tematiche che sono

la teoria del piacere, felicita’ infelicita, amore e noia,

intensita’ dl tempo. La filosofia non ha posto la questione

dello stil in primo piano, la trattatistica filosofica e’ tecnica,

mentre con Leopardi la filosofia diventa parte integrante

della letterature, diventa parte delle ‘’belle lettere’’, lettere

non piu’ belle ma anche pensose, di pensiero, speculative.

La filosofia nelle operette diventa piu’ bella, filosofia che

nutre la prosa e prosa che estetizza la filosofia. Il pensiero

come stile, protagonisti della filosofia italiana, libro

pubblicato da Mondadori,2008, e’ una storia originale della

filosofia non fatta attraverso i filosofi tradizionali ma

attraverso gli autori, la filosofia dantesca

Nell’ottonieri pagina che ci spiega come Leopardi concepiva

la filosofia, modello dell’uomo che non rinuncia

all’esperienza del vedere e del conoscere, e’ il modello neo

socratico, modello supremo della curiositas filosofica,

modello nato attraverso il movimento dinamico di un uomo

come socrate portatore di una disgraziata immagine di se’,

non benedetto dalla sorte, che s’interroga continuamente e

l’ironia che accompagna il porre le domande, e’ quell’umore

che accompagna uomini alla ricerca dell’essere senza mai

porre come ostacoli verita’ rivelate ( religiose ) o verita’

imposte per dogma. Il filosofo e’ l’uomo libero dai giudizi

preconfezionati, e’ colui che costituisce i giudizi di volta in

volta dialogando, tutto e’ oggetto investita di filosofia che a

sua volta e’investita di stile. Il pensiero come lo immagina

Leopardi ha bisogno di tempo, ma questo e’ sottratto, dice

Leopardi, perche’ l’uomo si aliena nella ragione economica,

la filosofia diventa un pensiero terrestre che accompagna

l’uomo nella sua giornata, Leopardi da’ grande importanza

alla funzione mediatrice di Cicerone, e’ il vettore latino che

porta il pensiero antico. Leopardi critica l’individualismo,

l’uomo che si separa dall’universo mondo e cerca la

salvezza per se’ solo, come nel caso dell’epicureismo e

dello stoicismo. Lo zibaldone non si pone problema della

forma, e’ una nebulosa che si espande, la nostra

intelligenza non ha la forma di un libro, scrivere non e’

facile, e’ facille scrivere currenti calamo, la scrittura nello

Zibaldone e’ rizomatica, le Operette invece danno un sigillo

formale, attraverso il travaglio della forma.

Prosa eloquente, prosa dall’espressivita’ comunicativa, un

tempo erano coloro che erano in grado di conquistare il

consenso, la prosa dei leader e la prosa dal podio

Prosa speculativa, esclusiva ma allo stesso tempo

escludente, conquista le menti attente a seguire

l’argomento e non gli animi caldi. Il discorso sulla prosa e’

svolto in maniera sistematica, come antologista l’occasione

lo chiama a fare una scelta della migliore prosa italiana e ci

da’ un libro di sue letture, ci da’ una serie di prosatori

eloquenti e scientifici capaci di fare dei ritratti, prosatori

filologici, il discorso sulla prosa e’ per certi aspetti

professionale sente la missione di ricreare la prosa italiana.

Mentre la prosa e’ il tessuto che tesse il filo di tutti i giorni, la

poesia e’ un’annunciazione rara che avviene e molto

spesso non avviene. Tra i prosatori il modello della prosa

speculativa e’ Galileo che non e’ affatto chiuso, i dialoghi di

galileo sono modello di prosa d’arte di scienza inarrivabile.

Pagina di prosa scientifica che ci dice che l’autore Leopardi

e’ cultore anche della prosa scientifica e di questa conosce

la difficolta’,prosa anche capace di assimilare il sentimento,

la passione e l’emozione, Leopardi non rinuncia alla fallacia

del linguaggio del sogno, sa che saranno smentiti ma non

rinuncia mai a farli entrare in gioco con lo spessore

filosofico, in alune operette la bellezza dell’illusione e’ un

dato irrinunciabile, in altri, Parini, Ottonieri, prevale la

filosofia, il vecchio e’ filosofo mentre il giovane e’ poeta, il

filosofare viene al crepuscolo dell’esperienza, uomini come

Tasso non saranno mai filosofi, vivranno sempre il pathos

magari ricorrendo ad alterazioni della personalita’

( alterazioni alcoliche nel caso di Tasso ).

Storia del genere umano

Gli dei vedono le creature infelici e intervengono per

accontentarli, Leopardi s’inventa completamente la storia, e’

una storica fantastica, Leopardi disprezza la storicita’ degli

storici, gli essere umani sono stati creati da dei in un mondo

dove non c’erano confini e mali, e tutti potevano andare

dove volessero, poi e’ subentrata la noia, gli dei

intervengono di nuovo, creano i mari, i dorsali, per rendere

piu’ vario il paesaggio e incoraggiare gli uomini a vedere

una nuova realta’ e a spendersi nella ricerca ed

esplorazione ( vedere che la realta’ non corrisponde mai ai

propri desideri ). Il fantasma d’amore e’ sempre accanto

agli dei, il fatto che venga inviato agli uomini e’ una tantum.

Le operette rimasero edite mentre il libro dei pensieri in pare

dipende per i contenuti dallo Zibaldone, ma non li porto’ a

termine. Tra le operette e i pensieri ( pensiero,

l’argomentazione, la profondita’ dialettica ). Le operette si

riflettono in se stesso, si offre alla discussione e lo stesso

Leopardi introduce negli ultimi testi un dibattito, una

discussione, una serie di riflessioni pro e contro questo

libro, Leopardi e’ capace di sostenere la critica in forma di

autocritica, sono un libro autoriflessivo piu’ che

autobiografico. Messaggio delle operette puo’ essere

equivocato in termini di negativita’, libro che porta sfiducia in

un secolo come l’otocentro dedito alla filantropia, secolo

che ha voglio di riscatto. Leopardi cerca di rifondare una

lingua classica, di riprendere i miti che di fatto negano la

coscienza storica del XIX secolo. Primi lettori sono tuttavia

disorientati sia dalla prosa che dai contenuti, prosa che

tocca argomenti culturali, filosofici e scientifici.

A proposito della scienza, e’ importante analizzare l’operetta

di Ruisch, l’anatomo patologo, e l’operetta che affronta il

tema astronomico, gli spazi cosmici, anche le formule piu’

sfortunate come pessimismo si legavano all’aggettivo

cosmico, Leopardi guarda a spazi immensi e sterminati,

sguardo astronomico, visione non piu’ geocentrica, c’e’ una

critica all’antropocentismo, l’uomo viene fatto scendere dal

trono: Copernico mette a nudo la verita’, la terra non gode

della centralita’ dela quale si e’ illusa per secoli. Dialogo di

Ruisch momento molto alto, dialogo e’ un vero e proprio

attimo di poesia, e’ un apax: la morte garantisce la fin delle

sofferenze e delle pene. Poesia che scandaglia il mondo

ignoto per definizione, il mondo del non essere, lo spirito si

sente spegnere il desio, il desiderio legato all speranza di

raggiungere cio’ che si e’ raggiunto, arriva la fine

dell’affanno, l’uomo vive, sente di vivere, morte toglie

affanno e temenza ( terrori e paure ). L’unico modo

dell’uomo per vivere e’ quello di convivere per non essere

sopraffatto dalle forse piu’ grandi di lui, mettersi insieme

significa costituire una societa’ ( nei Pensieri tuttavia lo stare

insieme in societa’ viene criticato, in particolare il

machiavellismo in societa’, l’opera leopardiana si muove

costantemente e i suoi temi non hanno sempre lo stesso

significato, nei Pensieri c’e’ lo sguardo malevolo degli altri,

nelle Operette maggiore capacita’ di superare l’aridita’

sentimentale che produce risentimento, Leopardi non vive

nell’epoca delle masse ma l’ottocento segna l’affacciarsi ad

un’identita’ collettiva, ma ci sono dei valori aristocratici,

come la cultura leopardiana, non po’ essere condivisa, e’ un

guadagno personale, Leopardi si rende conto che molti

sanno, ma sanno poco, la societa’ di cui parla Leopardi

ridimensiona tutto, Leopardi parla di machiavellismo, e’ una

societa’ basata sugli equilibri della forza)

Essere italiano in che cosa consiste? Discorso dell’italiano

sui costumi uno dei testi piu’ citati da Leopardi, il saggio e’

una scrittura sperimentale, un testo forse un po’ incoerente

ma pieno di osservazioni interessanti ed empiriche, e’ il

frutto della conoscenza di un giovane di due ambienti sociali

come Roma e la propria regione. Il giudizio e’ che in Italia

non c’e’ una societa’, ci sono microambienti, sa che la

Francia e’ un paese con un’identita’ molto piu’ robusta, ha

avuto una grande rivoluzione che ha rifondato una nazione,

i Francesi hanno un senso di appartenenza alla nazione, la

fierezza di una nazione,l’Italia non e’ una nazione, Leoardi

coglie in questa geografia le caratteristiche come

l’individualismo, non c’e senso della nazione, gli italiani

magari sentono piu’ vicini il loro paese e la loro regione che

non lo stato. Critica l’aristocrazia italiana di sfaccettati e

nullafacenti dediti alle forme, rimasugli di un tardo

feudalesimo. Giudizio critico sul popolo di locandieri, di

trattori, un popolo incline alla servitu’ turistica, citta’ che fa

delle rovine la sua fortuna, fonda la sua immagine sulla

rendita di posizione, Roma e’ ridotta a una citta’ che e’ in

vendita, una civilta’ museificata. Saggio parla di questa

debolezza strutturale condita di osservazioni e curiosita’,

cita costantemente Madame De Stael e il suo Corin,

romanzo in cui fa un viaggio in Italia e la descrive con molti

particolari, il modus vivendi di roma e un vero amore per il

nostro paesee Leopardi e’ indotto a scrivere, sono gli

stranieri che ci inducono a scrivere sul nostro pese. Gli

italiani sono un popolo che non credono a nulla, popolo

scettico che ha fedi e superstizioni, ma e’ un popolo filosofo

che e’ arrivato al disincanto finale, hanno visto passare

troppe acque e fiumi, hanno bevuto il fiele della decadenza

e non credono piu’ a nulla, italiani realisti. Gli italiani si

dividono costantemente uno contro l’altro, guelfi contro

ghibellini, frammentazione e vocazione alla maldicenza, e’

un disegno di societa’ stretta

Dialogo plotino e Porfirio, porfirio vorrebbe suicidarsi, il

suicidio sembra giustificato dal fatto che la natura da’

all’uomo il diritto di spegnere la condizione di affanno,

mentre Plotino nega questo, non sul fatto dialettico, bisogna

continuare a vivere insieme, adduce a motivazione

sentimentale, la condivisione umana e’ passionale,

conviene stare insieme

Pensieri libro costruito, anche se molti pensieri sono stati

elaborati in corso d’opera nello Zibaldone. Prevale nei

pensieri una visione totalmente negativa sia dell’esperienza

vissuta che dell’esistenza umana, i pensieri nascono dalla

vita in societa’, la vita nel rapporto mondano con i propri

simili, vita di un essere umano che si misura costantemente

poiche’ giudicato dalla convivenza con gli altri. Il leopardi dei

Pensieri distilla, distillazione amara e in alcuni casi tossica

( affermazioni di totale negativita’). Nei pensieri esperienza

della vita e traduzione dell’esperienza in un massimario di

verita’, il lettore si pone nelle condizioni di accettarle o di

reagire, ponendo delle obbiezioni.

1)Dialogo galantuomo e mondo ( galantuomo colui che

sceglie di vivere secondo i dettami della virtu’ e il mondo

che dialogando col galantuomo gli da’ definizioni per potere

vivere al mondo, il galantuomo deve adorare se stesso, da

galantuomo deve diventare scellerato

2)Per la Novella Senofonte e Machiavello per studiare il

rapporto in societa’ Leopardi usa due classici, Senofonte e

Machiavelli poiche’ Senofonte aveva scritto una Ciropedia,

sia Senofonte che Machiavelli vengono assunti come filosofi

che hanno toccato il tema del vivere politico e si sono fatti

consiglieri del principe, autori di scritti anche pedagogici

( come la Ciropedia ), due autori che si sono costruiti

un’identita’ di super consulenti di uomini di potere, opere

che consigliavano al principe su come gestire il potere, sono

due scrittori politici per definizione e sociali, l’idea che allora

sta nel dialogo galantuomo. Per leopardi Machiavelli e’ un

consigliere di frode, principe non puo’ che sopravvvivere sul

calcolo, l’impostura, la frode. Visione totalmente negatvo del

potere, corregge discorso sulla societa’, non e’ del tutto

malvagia, teorizza la societa’ stretta. Nella novella prevale

che machiavelli ha consigliato il principe nell’ars politica, ha

consigliato l’abolizione totale dei paradigmi morali,

machiavellismo in societa’ significa questo, Leopardi

estende il discorso del principe a livello sociale. Cortegiano,

libro piu’ letto hdel rinascimento, fu edito in modo tale che

molti ci misero le mani, accoglie apporti e suggerimenti che

ne fanno un libro straordinariamente collettivo, Leopardi e’

lettore critico, afferma che si tratta di un autore molto

ridondante, e’ una prosa ricchissima e forse ampollosa.

Bisogna privarsi della morale, ottenere la morale soltanto

come finzione,e’ vero o non e’ vero che il giovane bennato

( non nato bene ma che si e’ conquistato attraverso gli studi

l’aristocrazia )

L’odio, il distillato tossico dei sentimenti umani, e’ il piu’

diffuso, variamente dosato e mascherato, libro nasce dalla

violenta persuasione della sua esperienza, ne e’ rimasto

cosi commosso da doverlo scrivere, i lettori ammetteranno

che quello che scrive e’ vero solo se hanno esperienza, il

giovane ama e crede ancora nell’amore delle donne ( e’ un

libro misogino )tanto che le donne vengono sfruttate dalla

societa’). Mondo come lega dei malfattori, costoro si

alleano spontaneamente tra di loro, i buoni sono solitari e

non capaci di alleanze, non capaci di interessere tra di loro

legami, mentre i malfattori sono campioni nel sapersi

associare. Societa’ affine ai malfattori, quando cade in

disgrazia e’ difeso dalla societa;’, fenomenologia che sta nel

primo pensiero e sta li’ come una specie di prologo, dove

questa societa’ e’ definita con una parola ‘’ lega ‘’ di

malfattori. L’uomo virtuoso non e’ abile a creare relazioni, la

societa’, culturale e scientifica, vive di relazioni. Anche la

societa’ in letteratura deve vivere di relazioni, un letterato,

anche se grande e dotto, deve vivere di rapporti per farsi

conoscere. La societa’, lega di malfattori e briganti, e’ anche

lega di corporazioni di letterati, il paradosso e’ che c’e’ il

rischio di essere trascurati perche’ in societa’ si vuole

trionfare sugli altri, si vuole vincere. Tutto e’ legato alla


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere moderne
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandroderozan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Biondi Marino.

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