Due autori legati dalla storia e dalla letteratura
La frequenza non è obbligatoria! Due autori: Primo Levi e Dante Alighieri, legati tra loro perché Dante autore di un poema, opera in versi, La Commedia, divisa in 3 blocchi. Durante le lezioni faremo i canti dell’Inferno, perché Primo Levi è autore di diversi testi, 3 fondamentali in prosa: sul moodle, legati da un filo nero, trattano tutti di un momento terribile, prima metà del novecento, la WW2, il nazismo e i campi di sterminio (vittime 12 milioni di persone, più della metà ebrei, l'altra dissidenti politici, zingari, gay e malati di mente), soluzione finale, sterminio totale di queste categorie. La superiorità della razza ariana, prima gli ebrei e poi gli altri.
Levi finisce in campo e ne esce con il bisogno di testimoniare, lo fa con le sue opere, incentrate sul tema del lager, ha scritto anche di altro, uno dei più grandi scrittori anche di fantascienza.
Il legame tra Dante e Levi
Dante e Levi perché? Quasi tutti coloro che hanno reso testimonianza hanno rappresentato il lager come un inferno e hanno riportato il collegamento con il testo dantesco, da studiare questa cosa in termini antropologici, solo alcuni hanno avuto la forza di farlo. Dante è passato e filtrato a chi è italiano per rappresentare ciò che era impensabile, inaudito, il lager. Nell'opera di Levi compaiono riferimenti anche di termini con l'opera dantesca, è stato oggetto di studio. Un uomo come Primo Levi, colto, con livello di alfabetizzazione alta, aveva incontrato spesso Dante, nel momento in cui diventa narratore, sente il bisogno di appoggiarsi a lui che aveva rappresentato l'inferno, lo faranno anche altre persone di formazione medio-alta.
Da poco tempo si è scoperto che a Dante ricorrono persone semi-analfabete, che non avevano conosciuto Dante sui banchi di scuola, usano parole dantesche, Dante è passato come un’infiltrazione, ricerca cominciata qualche anno fa. Liliana Segre, senatrice nel 2018.
Testimonianze e storie personali
Le prime interviste risalgono agli anni ’70, conservate nei centri di documentazione ebraica. Mauro Betti, arrivato come militare nel campo di Mauthausen, negli anni ’90 aveva cambiato casa, uno dei figli aveva trovato durante il trasloco una scatola da scarpe contenente il diario del padre quando era al campo. Non è stato automatico per tutti cominciare a parlare, esperienza indicibile, non rappresentabile a parole.
Viaggio nei mondi infernali: Dante e Levi
Due viaggi: quello del Dante, dura una settimana, viaggio nel mondo dei morti, va visto come narratore. La Commedia inizia con l'autore che dice a metà della vita gli è capitata una cosa, ovvero di ritrovarsi dentro un bosco, buio fitto, attraverso i rami non filtrava il sole, notte perpetua, impenetrabile, luogo particolare, contingenza temporale particolare, data particolare, 25 marzo 1300, si sa che è il mondo dei morti perché lo dice nel primo canto, la prima persona che incontra è Virgilio, poeta morto; dice che lui vivo ha varcato una soglia, la data implicita nel primo canto, ovvero il verso con cui parte, metà vita, 1300, a 35 anni.
Se questo è un uomo è insieme alla Notte, una delle più grandi opere sul nazismo, ha una storia particolare, Primo Levi lo pubblica nel 1947, appena tornato dal campo di sterminio. Se questo è un uomo racconta i primi mesi trascorsi da Levi ad Auschwitz, questa opera si apre con una prefazione. Il primo capitolo si intitola il Viaggio. Si parte subito con una data, come Dante, le prime parole di Levi portano il lettore al 1943 con un'allusione ad una cattura a carico della milizia fascista, perché in quell'anno l'Italia è sotto al regime.
- L'8 settembre 1943 viene proclamato l'armistizio, l'Italia che fino a quel momento era alleata con la Germania nazista, dichiara cessate le ostilità belliche con Inghilterra e Francia, si è cominciata la resistenza.
- I giornali pubblicano la notizia il 9 settembre e qualche giorno dopo si crea il comitato di liberazione, tutti i fascisti che intendono continuare ad allearsi con i nazisti formano la Repubblica di Salò, per ottenere potere sul suolo italiano, si creano due fronti: quello dei fascisti e quello di liberazione nazionale.
- In questo contesto storico si inserisce la storia di Levi, parla di milizia fascista, quella che si forma dopo l'armistizio.
Primo Levi: vita e opere
Primo Levi nasce a Torino il 1 luglio del 1919, nasce nella casa in cui starà per tutta la vita, se ne allontana solo in 3 occasioni. A pochi metri dalla sua casa c'è la casa editrice Giulio Einaudi, Ernesto Ferrero. Primo Levi è figlio di un ingegnere e di una che sarà accudita dal figlio per tutta la vita, Primo Levi si butta dalle scale. Famiglia ebreo, viene dalla Spagna che vive a Torino dal 1848, Primo Levi è l'unico a venir essere deportato. Levi ricostruisce la storia della propria famiglia, dopo Primo nasce la sorella Annamaria.
Nella classe di Levi Fernanda Pivano (1917-2009), rimandati a settembre insieme; l'altra è Vanda Maestro, insieme a Levi si iscrive a Chimica, entrambi si laureano nel luglio del 1941, Levi è un chimico, impiegato in una ditta di vernici, così si definisce, e l'essere un chimico gli dicono che “Sono vivi per caso”, e Levi dice che i migliori salverà la vita. Tutti i sopravvissuti sono morti e loro sono vivi per la legge del caso.
Quando Levi si laurea sono già in vigore le leggi Razziali dal 1938, le leggi per la difesa della Razza, perché Hitler aveva fatto tutta questa operazione di eliminazione della razza inferiore, con una deroga per chi aveva già iniziato l'università. Subito dopo la laurea, il padre si ammala così Levi trova lavoro con un impiego semi-legale, in una cava d'amianto con il compito di isolare il nichel, da qui nasce uno dei primi racconti del sistema periodico. Poi va a Milano dove lavora per la ricerca di un farmaco contro il diabete.
Lettura raccomandata
Leggere per domani: Oro, racconto che parla del suo periodo milanese. La famiglia scappa e va a Saint-Vincent e poi in un altro, Levi decide di darsi alla lotta partigiana, gruppo che opera sulle montagne, poi a causa di una spiata viene catturato il 13 dicembre del 1943. Viene arrestata anche Vanda Maestro. Sia lei che Levi hanno un passaporto falso.
Esperienze di deportazione
Il treno viaggiava lentamente. Le quattro persone furono Levi, Liliana Nissim, Leonardo De Benedetti e un pisano, Aldo Moscati, di tutte le persone partite da Fossoli sono tornati a casa solo 22 su 650, sulle 45 all'interno del vagone, 4.
Termine sommerso e salvato. Il primo non sopravvissuto al lager, salvato quello che è tornato a casa. Vanda sommersa, Primo salvato, Alberto, migliore amico di Primo durante la prigionia, sommerso, Henri Charles e Jean. Alberto è morto durante la marcia della morte, cadavere mai ritrovato, Charles viene nominato per ultimo in SQU.
Leonardo De Benedetti, più grande di Levi, nato nel 1898, morirà nel 1983, uomo che è tornato insieme dal campo con Levi, tornati a Torino ritroverà Levi tutta la famiglia, il padre era morto di tumore. De Benedetti scoprirà a Torino della morte dei familiari. Quest'ultimo personaggio è importante. Ka-be, infermeria, intero capitolo dedicato a essa, Levi fu ricoverato e poi dimesso, non per tutti fu così perché alcuni venivano gassati.
Il ritorno e la testimonianza
Heimweh, parola importante a pagina 45, dolore della casa. Ad A. Rimangono fino a fine febbraio compresi quelli di altri campi, ritorno lunghissimo a cui viene dedicata La Tregua, itinerario da cui sono stati ricavati due film: La Tregua e il Viaggio.
A casa sua c'erano la sorella e la su mamma, con la nipote; quando ritorna ha bisogno di raccontare ciò che ha vissuto, ma anche il dovere di riferire l'esperienza del lager. Le prime tracce delle sue testimonianze sono: nel giugno del '45 si trova in un posto dove scrive una lettera ad una donna, Bianca Guidetti, conosciuta a Torino nel '38 nella facoltà di Torino, che fu partigiana nelle montagne piemontesi, morirà nel 2014 e farà l'avvocato.
Nella lettera non dice di essere stato anche un deportato. Levi dirà che il caso è importante, come del resto tutti i deportati. Il primo biglietto fu raccolto perché lo buttò dal treno mentre andava al campo. Nel centro smistamento trova un avvocato polacco, a cui dice di avere bisogno di un pubblico per raccontare cosa era successo nel campo di sterminio, viene censurato quando dice che è ebreo (dopo un piccolo teatrino).
Quando torna a Torino deve fare un lavoro, il chimico, manda curriculum a giro, e il 21 gennaio 1946 viene assunto come chimico in una fabbrica di vernici, lo racconta anche in Cromo, in cui dice che aveva il compito di raddrizzare non so cosa riguardo alle vernici, in questo racconto spiega del suo bisogno di scrivere, precisa anche del suo incontro con la futura moglie che sposerà nel 1947. Dal gennaio '46 a giugno: scrive e si arriva così al giugno quando rincontra il de Benedetti. Il 21 febbraio 2019 è stata ritrovata una lettera che Levi spedì ai cugini rifugiati in Brasile, perché nessuno ascoltava cosa diceva, datata 26 dicembre 1945.
Levi contatta De Benedetti e decidono di provare a vedere la reazione della comunità scientifica riguardo alle condizioni igieniche dei campi di concentramento. Modalità della testimonianza caratterizzata dal trauma, il contatto con chi è stato deportato è strano, si tende a non interromperlo, sembra che ci dica tutto, poi alla fine ad uno sembra che sia stato riferito solo una parte.
La pubblicazione e l'impatto culturale
Levi e De Benedetti, poco sani di mente, scrivono l'organizzazione dell'infermeria del lager, sulla rivista Minerva Medica, non ci sono tracce di recensioni riguardo a questo articolo. Levi consegna il Sul fondo ad una casa editrice (Einaudi), c'è tanto di Dante in questo come nei Sommersi e salvati; purtroppo Cesare Pavese rifiuta la pubblicazione del libro, Levi ci rimase male. L'11 ottobre del 1947 esce Sul fondo con il titolo, Se questo è un uomo, perché non ha un impatto forte, mentre Se questo è un uomo è quasi provocatorio. Come immagine di copertina scelgono un particolare di Francesco Goya.
Nel 1949 la De Silva viene venduta ad un'altra casa editrice che rifiuta di ristampare il libro di Levi, Giulio Einaudi lo chiama per tradurre degli articoli scientifici. Calvino spingerà per pubblicare il libro di Levi. Nel 1947 cambia fabbrica e diventerà direttore generale nel 1966 e andrà in pensione nel 1977. Nel 1958 viene pubblicato Se questo è un uomo e anche la Notte.
La rampa dei Giudei, dove veniva fatta la selezione, a sinistra gas, a destra no.
Il viaggio di Dante
Protagonista Dante. Dante personaggio e autore, viaggiatore e autore (torna dal viaggio e scrive). Il primo nell'attraversare i 3 regni oltremondani è accompagnato da una guida, fino al Purgatorio da Virgilio, duce, maestro di poesia, di etica, incarnazione ragione umana, sufficiente a Dante per attraversare l'inferno e arrivare al purgatorio, poi entrerà in scena Beatrice.
Dante perde la via che conduce alla salvezza dell'anima, noi quando leggiamo la Commedia, leggiamo un viaggio verso la salvezza. Nei primi versi c'è un'alternanza di pronomi. Dante come un profeta, quindi una visione profetica del viaggio, autobiografia, chi aveva come riferimento? Le sacre scritture, Aristotele e Virgilio. Il secondo è l'uomo ombra.
L’Inferno parte dai dettagli e lo forza per descrivere uno spazio irrealistico. I due precursori di Dante: San Paolo ed Enea. Dante rincuorato da questo racconto parte per il suo viaggio. Parte dall'inferno, luogo di punizione per i maledetti, coloro che hanno rifiutato la grazia, si sono sottratti alla visione provvidenziale della vita, la vita non è un viaggio ordito da Dio, non c'è pentimento, non c'è accettazione della grazia e quindi a causa del loro libero arbitrio si autocondannano.
L'inferno dantesco
Dante ha già fatto un po' di strada, ha incontrato alcune anime. L'incontinenza: l'eccesso, l'abuso di qualcosa legittimo, fruito oltre il limite, hanno impegnato la vita nell'amore carnale. Dante descrive l’Inferno come una grossa buca a forma di cono, i peccati meno gravi come i peccatori si trovano nella parte alta dell'inferno, a scendere più si impenna la gravità, al fondo c'è Lucifero, Angelo che per superbia è stato punito.
Dante spinto nella selva da tre fiere, interviene Virgilio. L'oscurità rappresenta la mancanza di Dio, mentre la luce è Dio; l'inferno è oscurità e gli occhi di Dante si devono adattare a questo nuovo ambiente, fatica fisica; Dante attraversa l'inferno da vivo.
L’Acheronte, poi i primi cinque cerchi, in cui sono punti per incontinenza, poi la città di Dite (sinonimo di Satana), i primi che incontriamo sono gli eretici ed epicurei, poi canto IX, dati questi incontri si trovano ad un passo dal baratro. Dante propone a Virgilio di fare una sosta produttiva, così Virgilio comincia una dissertazione sulla struttura dell’Inferno, spiega in che modo la grazia di Dio ha ripartito i peccatori per punirli in base al peccato compiuto, infatti essi sono collocati in un determinato luogo proporzionato al loro peccato. Quindi l'inferno è comunque un luogo in cui regna Dio, in quanto esso stesso per come è organizzato è trionfo di Dio.
Canto XI e riflessioni su "Se questo è un uomo"
Primo Levi nei Sommersi e Salvati dedica un capitolo a cosa accade quando il suo libro venne pubblicato in Germania nel 1961 e ricevette una serie di lettere, cercando di fare un riassunto. Il libro SeS fu pubblicato nel 1986; lei è partita dalla relazione con il popolo tedesco in generale e la prospettiva di Levi sul popolo, come si è modulata la relazione, chi sono stati gli interlocutori.
I documenti di Levi sono riservati, l'archivio è privato, lui fu un grande scrittore di lettere, era in rapporto epistolare con tante persone. Relazione con i tedeschi aveva avuto un impatto forte nella sua produzione successiva, anche nel Sistema periodico.
Poche lettere sono in italiano, la prima è in italiano, lui non sa bene in che lingua scrivere; lei degli anni ’70 scrive in tedesco. Ilgli chiede di scrivere in francese, poi dalla seconda metà primo scambio con un tedesco avviene quando il libro non è stato ancora pubblicato in Germania; nel ’58 venne pubblicato da Einaudi con molte modifiche, e comunica che la Fischer volevo i diritti d'autore per il libro. Avendo paura che il traduttore traduca male, scrive una lettera per capire con chi ha a che fare.
Heinz Riedt, risponde con un buon italiano dicendo che si era arruolato con i partigiani di Padova durante la guerra, quindi questa rassicurazione è importante per Levi. Rimane un problema, Levi aveva conosciuto un tedesco da caserma, spicciolo, rude, mescolato ad altre lingue, pieno di ordini, con parole che avevano avuto uno slittamento semantico, sarà in grado questo traduttore di rendere le parole? Quindi inizia un rapporto epistolare in cui l'uomo manda due capitoli per volta a Levi, da qui si sviluppa anche un rapporto di amicizia.
Levi fa un autocommento al suo racconto, in questo carteggio si ritrova delle riflessioni che ritroveremo nei Sommersi e Salvati. Questo libro guarda SQU con distanza, ma lo aveva già fatto in questo carteggio del 1958. Siamo nel punto in cui i campi vengono bombardati, Levi si trova nel campo. Riedt non sa bene come tradurre “Ferro vivo”, Levi propone di sostituirlo con membra d'acciaio, materia viva, anticipazione del Sistema Periodico.
Hety-Schmitt-Maass, donna importante nel rapporto con Levi, legge SQU, più tardi del 1961. Nel 1966 lei legge il libro e scrive a Levi una lettera lunghissima, in cui dice che lei è figlia di un disertore, si è sposata con uno che lavorava nella fabbrica dove Levi contribuirà nel periodo di prigionia.
La donna mette Levi in relazione epistolare con una serie di persone a patto che mandino tutte le loro lettere, vuole creare una specie di dibattito su certi temi. Hermann Langbein, storico austriaco, presidente del comitato internazionale di Auschwitz, si era già sentito con Levi.
Ferdinand Meyer. Nel SP c'è una storia in cui ha un corrispondente tedesco, il cui personaggio reale è Meyer, in Vanadio, lavoro letterario. HSM si mette in contatto con Meyer, perché Levi aveva nominato Panwitz (morto); HSM vuole uno scambio di lettere. Meyer era un civile, un ingegnere chimico che si alzava e andava a lavorare nella fabbrica all'interno di Auschwitz.
Da questa lettera Jean Amery accusa Levi di essere un perdonatore; l'obiettivo di Levi è conoscere un punto di vista sconosciuto, ovvero quello di un ingegnere chimico civile che lavorava in quell'ambiente, diverso dai diari dei militari tedeschi. La lettera di apertura di Levi va interpretata così; non ha sempre questo atteggiamento nei confronti di queste persone.
Vanadio, penultimo racconto del Sistema Periodico, sul finire del 1974, problema di asciugatura di vernici, Muller fa un errore nella lettera, stesso errore che faceva il suo capo di laboratorio, sospetta che potrebbe essere lui, così fa delle ricerche. Levi dichiara che questo racconto è uno di quelli più falsi. Levi dice di essere simile a Funes, personaggio di un racconto di Borges; quindi Levi si vuole rappresentare come un personaggio di memoria maniacale, ci gioca su questa cosa.
Nei Sommersi e Salvati riflette sulla memoria, qualcosa di fallace; negli ultimi anni capisce che la gioventù è molto lontana come contesto storico e sociale da quello in cui lui aveva vissuto. Elementi sono tipo dei funzionamenti, non delle metafore.
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