Letteratura italiana
Corso e programma
Silvia Apollonio, no blackboard, materiale in corso LIMED nella pagina docenti, corso annuale: 1 semestre da lei, 2 semestre Lupo. Esame preappello alla fine di febbraio, si inizia alle 15.45 ma si finisce alle 17.15.
Conoscenza testo letterario, fornire mappa evolutiva dei principali generi. Primo modulo introduttivo, poi testo poetico, ultimo modulo sulla narrazione.
Bibliografia
- Compra manuale (a)
- Divina Commedia con canti che ci interessano integralmente con commento che ci possa aiutare a comprendere il testo.
- Più punto c
Test scritto a domande aperte e chiuse. Guarda test e correzioni precedenti -> corso LIMED, allegati 3 ottobre 2016.
Che cos'è la letteratura?
Forse non abbiamo una coscienza degli statuti della disciplina. Capire che cosa rende un testo letterario. Che cos’è letteratura per noi? È un testo scritto che dà la possibilità di una lunga durata e non è effimero. Il testo si sedimenta in una pagina e ciò rende possibile anche un dialogo nel tempo, rende possibile che altre generazioni in un tempo e contesto storico diverso leggano quelle parole. Una parola scritta che ha una persistenza ma non tutte le parole scritte sono testi letterari.
Dentro il testo letterario si sedimentano e cristallizzano le memorie di alcuni contesti letterari. Se non ha una valenza collettiva per una socialità non è un’opera letteraria. I contenuti devono essere pertinenti ad una memoria collettiva e comune. Testo che è in grado di rendere con efficacia una situazione che è comune ad una situazione.
Roman Jakobson e la comunicazione
Roman Jakobson ha studiato la comunicazione. Ogni comunicazione necessita di alcuni elementi della comunicazione:
- Emittente, chi produce il messaggio;
- Il destinatario, chi riceve e comprende il messaggio (ci possono essere anche dei riceventi al quale non è rivolto il messaggio ma lo riceve comunque);
- Il messaggio, insieme coerente e coeso di segni linguistici verbali e non verbali;
- Referente, qualcosa che sta là di fuori della realtà linguistica oggetto extralinguistico a cui si fa riferimento (argomento);
- Codice, sistema convenzionale che serve a fare esistere la comunicazione (lingua);
- Il canale, mezzo di trasmissione (voce se orale o se scritto il testo).
Tutti questi elementi sono necessari affinché ci sia una comunicazione. Nel nostro caso, il testo letterario avrà delle particolarità: nel caso in cui ci troviamo di fronte a un testo letterario, la comunicazione avviene con emittente e destinatario non sono nello stesso tempo. Nel caso della comunicazione letteraria, il testo è un elemento di separazione e distinzione.
Possibilità di rileggere sempre il testo mutando la situazione (con più attenzione, con più reazioni e sentimenti) -> la comunicazione letteraria ci permette di tornare più volte sul testo. Questi elementi possono far sì che emerga una funzione particolare. Nel momento in cui il testo si orienta su un elemento della comunicazione, avremo funzioni diverse del messaggio.
Se è rivolta verso l’emittente per dare sfogo all’emozione dell’emittente, avremo una comunicazione emotiva. Quando si privilegia il destinatario, avremo una funzione persuasiva e conativa perché si vuole convincere il destinatario o convincerlo. La comunicazione che si incentra sul referente ha una funzione referenziale o informativa, come i bugiardini dei farmaci o libretti di istruzione, riguardano l’oggetto che ci serve far funzionare.
Comunicazione su codice o canale è di tipo fatico o metalinguistica, riflessione sullo strumento linguistico. La comunicazione che si focalizza sul messaggio è la comunicazione letteraria e poetica concentrata sulla forma del messaggio stesso, non solo cosa si dice ma anche come si dice e con quali strumenti linguistici e retorici. Deve essere capace di comunicare anche in circostanze storiche diverse.
Come si fa a rendere il messaggio così potente? La comunicazione letteraria si avvale di un codice costituito dai persegni: segni che sono allo stesso tempo immagini che, oltre a denotare delle realtà extralinguistiche, valgono anche per se stesse.
Lo scrittore mette in atto le sue scelte in una serie di canti possibili che riguardano il discorso, i segni, la struttura delle singole parole, la semantica dei significati. E con l’utilizzo differente di questi elementi si costruisce lo stile di uno scrittore e il lettore deve essere esperto nel linguaggio. Se queste qualità intrinseche del testo sono fondamentali, è importante non dimenticare le dimensioni extratestuali. Il messaggio trova posto all’interno di una tradizione letteraria.
I testi arrivano a noi con tutta questa tradizione che si portano dietro. Altro rapporto è poi quello con il contesto entro il quale i testi sono nati: la società, la storia, la cultura, le ideologie -> riconoscere la storicità di un testo e inserirla dentro un preciso contesto storico per capire in maniera adeguata il senso preciso che l’autore voleva dare.
Italo Calvino e i classici
Italo Calvino si è a lungo interrogato sui nostri classici, testi considerati pietre miliari della nostra cultura e che costituiscono una ricchezza per chi li ha letti e amati e per chi li legge per la prima volta messi nella condizione migliore per gustarli. Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire. (Calvino)
Il testo letterario e la comunicazione poetica
Un testo è letterario quando è costruito, formato e ha una funzione poetica rilevante. L’atto comunicativo si concentra sul linguaggio stesso e gli elementi formali stilistici utilizzati fanno in modo che anche in un contesto diverso il messaggio abbia la potenza per poter continuare ad avere senso e significato per essere attivato anche in tempi diversi.
Persegni: segni che oltre al valore semantico, hanno anche un significato rilevante che attivano nel lettore riflessioni e sentimenti. Noi lettori dobbiamo essere capaci di leggere questi segni. Di fronte a un classico ci possiamo porre in modi diversi, come immedesimarci e imporci con lo stesso punto di vista del poeta.
Possiamo anche immaginare alcuni testi considerando quale sia il contesto, le circostanze e costruendo dei possibili scenari in quei testi, diventando così proprietari, facciamo in modo che il testo risponda alle nostre sollecitazioni e aspettative. Cerco di capire un testo e mettermi in ascolto di questo testo. Questo tentativo di comprensione più rispettoso richiede che il lettore abbia un’etica precisa.
Ezio Raimondi e la lettura
Ezio Raimondi ci ha proposto delle riflessioni che ci spiegano come il lettore si può porre davanti a un testo -> lettura come incontri tra uomini dove il lettore comprende uno slancio intimo verso l’autore. La lettura non è mai un monologo o un discorso univoco, è un incontro con un altro uomo.
Quando leggiamo, ci sono due persone in dialogo, l’autore e il lettore. Nella lettura abbiamo la rivelazione della storia più profonda di un’altra persona. Questo incontro riguarda anche la nostra coscienza affettiva e in certi casi può arrivare a valere un atto d’amore. Nell’atto della lettura la solitudine diventa socievolezza -> atto di rifiuto delle relazioni con altre persone che diventa un atto di grande intimità con un autore e una persona che è esistita.
Nel momento in cui il lettore si avvicina al testo, strumento di comunicazione di un altro essere umano, e riesce a attivare un proprio contesto e ascolto si avvicina a due testo scritto e si impegna a mettersi il più possibile in contatto con i significati ma anche con la logica creativa di questa parola. Il lettore deve cercare di avvicinarsi riconoscendo il confronto e le distanze che esistono ma deve fare uno sforzo di comprensione che è atto per riconoscere la storia e tentare di comprendere la logica che ha portato alla creazione di quell’opera. Rispettare responsabilmente il testo.
(Fotocopia sulla pagina docente) -> viene chiesto di riflettere sul futuro della letteratura.
Lezioni americane di Italo Calvino: appunti per il nuovo millennio
Cinque lezioni dove Calvino riflette su alcuni valori importanti per la letteratura. Secondo Calvino, in questo mondo sempre più in movimento e dinamico c’è qualcosa che solo la letteratura può dare: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità.
Calvino sta scoprendo solo allora la pesantezza e l’opacità del mondo.
Leggerezza
Secondo Calvino, anche lo scrittore non deve offrire una visione diretta del mondo delle cose nella loro pesantezza ma in un modo riflesso (come Perseo come l’autore che accetta la proposta di uno sguardo obliquo, riflesso). Calvino vuol dire che bisogna cambiare approccio e guardare il mondo con un’altra ottica, le immagini di leggerezza che cerco non devono lasciarsi distogliere dalla realtà, non propone la costruzione di un mondo immaginario e lo esamina attraverso immagini più leggere e riflesse. Propone la possibilità di affrontare problemi pesanti della vita e della storia. Propone lo sguardo di un bambino, un modo inedito e indiretto.
Rapidità
L’autore interviene sempre decidendo di comprimere certe azioni o dilatandole. Nella lettura non dobbiamo correre per arrivare alla fine del racconto ma perderci all’interno. Il tempo riguarda anche lo scrittore: scrittore che scrive di getto e poi impiega tantissimo per limarlo.
Esattezza
Preferisce scrivere che parlare perché ha la possibilità di tornare sul testo e rileggere e modificare non per raggiungere la perfezione ma per eliminare le insoddisfazioni. La letteratura è lo strumento dove il linguaggio riesce a essere ciò che dovrebbe essere. Forse solo attraverso la lettura attenta e responsabile potremmo cercare di rispondere in maniera positiva all’inesattezza della realtà.
Visibilità
Saremo sempre meno capaci di costruire delle immagini astratte. La letteratura ci fa evocare immagini che ognuno di noi si crea grazie ai caratteri scritti sulla pagina.
Molteplicità
Presenza di molteplici mondi e relazioni, identità. I vari mondi che possono esistere nella letteratura possono essere germi e semi di possibilità future, prima pensate nella lettura e poi perseguite con obiettivi futuri.
Il testo scritto e il contesto
Lunedì 10 ottobre 2016, il testo scritto deve avere l’efficacia necessaria per essere fruito anche in un contesto diverso. Testo poetico: risultato di scelte che coinvolgono i piani del significato e significante.
Elementi del testo letterario
Elementi che fanno di un testo un testo letterario: contenuto, significato, parla al singolo. Significante: forma esteriore delle parole e dell’aspetto. Il testo poetico deve fornire una sintesi di significati importanti e concetti rilevanti, emozioni, sogni, aspettative e deve anche possedere una ricchezza nella capacità educativa ed emotiva del lettore in modo che ogni incontro con un nuovo lettore possa far scaturire qualcosa di memorabile affinché questo messaggio continui ad essere valido. Il linguaggio deve continuamente parlarle. Il testo non è univoco ma polisemico, cioè può assumere sfumature di significato diverse. Implica lo sforzo di comprensione e un coinvolgimento che riguarda la sfera emotiva, entrare in sintonia con quel testo -> doppio canale di comunicazione.
Paradosso dell’interprete: siamo di fronte a un oggetto che sembra distante ma che ci comunica ancora oggi, quel testo continua a parlare tramite la nostra lettura.
Il lettore dovrà individuare il senso letterale del testo: Dante (Convivio) -> anche quando un testo può avere più significati, la cosa importante è fissare ciò che il testo dice perché è dentro ciò che dice il testo che sono rinchiusi gli altri significati/sensi. Prima dobbiamo capire cosa dice il testo attraverso il senso letterale -> il lettore deve essere competente.
Il lettore deve essere in grado di comprendere i modi di cui il testo è fatto e gli strumenti grazie ai quali quel testo ha assunto una dimensione poetica.
Elementi strutturali del testo
Elementi: il genere = codice basato su interazione di vari elementi di contenuto e di forma. Scelta tra poesia, prosa, scelta dei personaggi, della trama… Tutti questi generi possono variare nel corso del tempo quindi devono essere analizzati con un’ottica storica. Ex: tragedia deve avere un finale tragico e col tempo è stato fuso con la commedia per poi diventare tragicommedia. Il lettore competente deve essere informato di questi sviluppi storici.
Utilizzo anche di forme metriche, determinati generi si esprimevano con strutture predefinite ex: i poemi cavallereschi erano tutti scritti in ottave. Il testo letterario è costituito da più livelli che riguardano gli artefici di uno scrittore per far in modo di orientare il messaggi e farlo arrivare.
Livelli di analisi
Livelli di analisi: livello fonologico, morfologico, lessicale-semantico e sintattico.
Livello fonologico
Riguarda il suono, effetti musicali/sonori -> allitterazione: ripetizione di un suono all’interno di più termini presenti. Onomatopee: parole che richiamano con il loro stesso tessuto fonico la realtà a cui si riferiscono. Paranomasia: accostamento di parole che hanno sonorità simile (ex amore -> armi). Omoteleuto: in questo caso, abbiamo l’uguaglianza delle terminazioni delle parole.
Livello morfologico
Le diverse parti del discorso: individuare la presenza di determinati pronomi + uso di determinati modi e tempi verbali per vedere come nel tempo il punto di vista può servirsi di modi e tempi verbali diversi + uso degli aggettivi.
Livello lessicale
Arricchire la portata semantica delle parole (singoli significati delle parole) attraverso i suoni + la posizione delle parole + accostamenti di parole che normalmente non si trovano vicine. Il compito del lettore è quello di conoscere il significato dei termini che ha di fronte tenendo conto anche del contesto storico e linguistico del tempo -> non dobbiamo banalizzare, ma bisogna informarsi sul significato dei singoli termini.
Livello sintattico
Riguarda la struttura più ampia della frase. Possiamo capire se il testo predilige una struttura paratattica con più coordinate o ipotattica con subordinate. Prevalenza di paratassi per rendere il testo più semplice e ipotassi per rendere il testo più complesso e artificioso. + disposizione delle parole per aggiungere significato: poliptoto: ripetizione di parole simili con funzioni diverse. Anastrofe: inversione di due termini ex: d’Africa il mare.
Iperbato: si separano due termini che dovrebbero stare vicini. Chiasmo: disposizione incrociata. Enumerazione: disposizione in serie di elementi. Anafora: ripetizione all’inizio di termini identici. Climax o anticlimax: serie in crescendo o diminuendo di termini. Enjambement: figura di ritmo che riguarda l’aspetto metrico e sintetico, non perfetta corrispondenza tra figura metrica e sintattica, la frase continua nel verso successivo.
Caratteristiche del testo poetico
Il testo poetico deve essere scritto in versi, in rime e densamente percorso da figure retoriche.
Verso
Esistono vari sistemi di versificazione. Nella lingua italiana i versi son definiti in numero delle sillabe (sillabazione) e all’accentazione: base al esistono parole piane (ex strada), tronche (ex città) o sdrucciole (accento sulla prima ex tavolo). Per il verso dobbiamo contare il numero di sillabe del verso e il nome assunto dal verso sarà dato dall’accento dell’ultima parola. Ex il settenario è un verso che ha l’accento sulla sesta o ex endecasillabo vuol dire 11 sillabe, ma esistono endecasillabi piani, tronchi o sdruccioli a seconda dell’accento dell’ultima parola cioè accento sulla decima -> ex avremo endecasillabi tronchi se l’ultima parola sarà tronca. L’endecasillabo ha almeno due accenti: a maiore: se hanno un secondo accento sulla sesta, a minore: se hanno un accento sulla quarta.
Le rime
Rima: strumento espressivo che serve a legare tra loro i versi e consiste nella perfetta identità fonica della parte finale del verso:
- Baciata AABB
- Alternata ABAB
- Incrociata ABBA
- Invertita ABC CBA
- Replicata ABC ABC
Le rime possono avere delle caratteristiche specifiche: ricche -> si aggiunge qualcosa in più ex regi/pregi. Derivativa -> esiste tra termini che sono anche collegati da un punto di vista etimologico ex degna/indegna. Equivoche -> in rima tra loro ci sono parole che hanno forma identica ma di diverso significato ex porta/portare. Frante -> riguarda termini che hanno solo l’identità fonica, scritti in modo diverso su parole distinte ex oncia/sconcia/non ci ha. Ipermetre -> la rima interessa delle parole sdrucciole ex tempesta/restano.
Figure retoriche
Retorica come arte del dire. Figura retorica: fenomeno in cui sia riscontrabile uno scarto, un allontanamento dalla forma normale del discorso. Scarto che può avvenire sulla forma o sul significato. TASSOnOMIE: metaplasmi, metatassi… METASEMEMI: metafora: sostituzione di una parola con un’altra il cui senso letterale non cambia, sineddoche: esprimiamo una nozione con parola che denota un’altra parola con relazioni di quantità, metonimia: descrizione di un’entità che corrisponde ad un’altra entità, relazione di qualità (autore per l’opera, contenente per il contenuto).
METALOGISMI agiscono sulla logica: litote: negazione del contrario attraverso la perifrasi, iperbole: eccesso e esagerazione della realtà, ossimoro: unione paradossale di due termini, sinestesia: trasferimento di significato a livello sensoriale.
Che cos'è una parafrasi?
Mercoledì 12 ottobre 2016: Che cos’è una parafrasi? Traduzione dentro la stessa lingua che deve essere resa con una terminologia più attuale. Passaggio da un registro poetico letterario ad uno invece più corrente. Traduzione di un testo condotta usando la sua stessa lingua -> no passaggio da una lingua ad un’altra. È una trasformazione del testo che mantenga però la perfetta proporzione degli elementi -> non è un riassunto. Mantiene fedeltà al testo di origine. Modifica e conserva tutti gli elementi per spiegarli in maniera comprensibile.
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