Istituzioni di storia del cinema – Prof. Chimento (secondo semestre)
Cinema americano dopo la Seconda Guerra Mondiale: la fine della Hollywood classica
Sono gli anni della caccia alle streghe in America. Il Congresso inizia ad indagare sulle attività comuniste negli Stati Uniti (1947), creando un clima di diffidenza e confusione nel paese e anche in ambito cinematografico. Quando nel 1952 Charlie Chaplin (simpatizzante comunista), va in Europa per proiettare Luci della ribalta, gli viene vietato il rientro negli Stati Uniti. Siamo nel periodo del maccartismo: nel mondo dell’arte i lavori non vengono più firmati dai loro artefici se considerati simpatizzanti comunisti. Questo periodo si concluderà nel 1960 quando Otto Preminger riconoscerà a Dalton Trumbo la paternità della sceneggiatura di Exodus.
Il sistema hollywoodiano si è sempre concentrato intorno ad un sistema formato da majors e minors. Le majors soprattutto detenevano il monopolio dell’intera industria cinematografica. Nel 1938 il Congresso inizia una causa contro le 5 Majors e le 3 Minor accusandole di trust. Nel 1938 la Corte Suprema condanna le Major a rinunciare alle proprie sale e alle vendite per pacchetti dei loro film, questo caso viene ricordato come “il caso Paramount”. Le conseguenze: gli indipendenti riuscirono ad ottenere un mercato di visione più ampio, mentre gli esercenti poterono attingere da più fonti. Il cinema indipendente riuscì quindi a crescere. Il sistema classico, dunque, finisce.
Quello dopo alla Seconda Guerra Mondiale è un periodo di cambiamenti e di nuovi stili di vita. Alcune famiglie iniziarono a spostarsi più in periferia, abbandonando i centri urbani. Le sale però rimasero nei centri abitati. L’andare al cinema diventò una sorta di evento, non più una parte della quotidianità. Le famiglie smisero di andarvi frequentemente anche a causa dell’avvento della televisione, crebbe quindi la proposta di film spettacolari che non si possono vedere in televisione.
Gli anni Cinquanta sono caratterizzati da un cinema “nuovo” che deve distanziarsi dalla televisione, il modo in cui lo fa è soprattutto attraverso i colori (la televisione era soprattutto in bianco e nero). Il cinema inizia ad ampliare lo schermo e ad introdurre il formato panoramico, il sonoro su più piste migliora notevolmente la qualità audio del prodotto cinematografico. Altre innovazioni di questo periodo, invece, ebbero vita piuttosto breve, ad esempio, il film stereoscopico (3D) e il film “che odora” (i cosiddetti “odorama”).
Il primo film in Cinemascope (il formato panoramico più diffuso, la pellicola sarà da 70 mm invece che 35 mm) fu La tunica – 1953, Henry Koster. Il delitto perfetto – 1954, Hitchcock è un film in 3D. Il 3D era accostato spesso a film horror o di fantascienza. Un altro esempio è La maschera di cera – 1953, André De Toth.
Il drive-in diventa subito un fenomeno sociale e un tipo di visione molto giovanile. I costi di mantenimento di un drive-in erano molto inferiori rispetto a quelli di una sala. I film che maggiormente venivano proiettati erano film indipendenti.
La censura si allenta, negli anni Cinquanta, a causa di diversi fattori:
- La Corte Suprema dichiara i film protetti dalla libertà di espressione (1952).
- L’inefficacia del codice di autocensura delle Major in seguito alla sentenza del caso Paramount: gli indipendenti non sono obbligati a seguirlo.
- Il caso Otto Preminger: il primo regista che, nei primi anni Cinquanta, con La vergine sotto il tetto (dove inserisce il termine “mutandine”) e L’uomo dal braccio d’oro (il primo film a parlare della tossicodipendenza, tematica tabù), riesce ad aggirare il codice di censura.
- 1966: fine dell’emissione dei visti da parte degli Studios, nasce la formula “consigliato a un pubblico adulto”.
Nel 1954 il 70% della produzione americana è di indipendenti. Nascono i “film exploitation”: film di basso costo, girati in pochi giorni, aventi come soggetto temi considerati di serie B (fantascientifico, horror, erotico). I registi più importanti per quanto riguarda il cinema indipendente e exploitation sono: Roger Corman (horror, fantascienza a basso budget es. ciclo di film tratti da Edgar Allan Poe come Il pozzo e il pendolo e La maschera della morte rossa), Ed Wood (considerato il peggior regista del mondo, girava film di serie Z ma dai contenuti molto audaci per l’epoca es. Due vite in una che parlava del travestitismo), Russ Meyer (regista di film erotici).
Ombre – 1959, John Cassavetes il primo capolavoro del cinema indipendente, uno dei primi film moderni a tutti gli effetti mai girati. In questo film, l’aspetto musicale è molto importante. L’ultima inquadratura dichiara che “the film you have just seen was an improvisation”, sconvolgente visto che il cinema di Hollywood era abituato a sceneggiature molto serrate. Cassavetes inventa il cinema improvvisato, Ombre non ha una sceneggiatura ma un copione molto basilare: un gruppo di giovani che bighellonano per le vie e i locali di New York e si ispira alla beat generation. La musica jazz è fondamentale, il jazz è uno stile basato sull’improvvisazione. Questo film è come se fosse una grande improvvisazione jazz ad immagini improvvisate che definisce una grande tappa per il cinema moderno. Molte scene sono girate in strada e la cinepresa ha uno sguardo quasi documentaristico. In alcune scene si vedono i passanti che passano proprio davanti alla cinepresa e questo ci fa capire quanta libertà ci fosse per i registi indipendenti del periodo.
Lo stile cinematografico americano sta cambiando
- Costruzioni narrative più intricate es. Viale del tramonto – 1950, Billy Wilder già dall’inizio del film si percepisce la sua modernità: la voce narrante che sentiamo è quella del morto che, all’inizio parla in terza persona, dopodiché si sposta alla prima persona. Il film è quindi il racconto di un morto raccontato dal morto stesso. Il film parla degli orrori all’interno del cinema di Hollywood in chiave cinica e inquietante. La protagonista è una diva del cinema muto, ormai caduta in disgrazia. Il protagonista, invece, è uno sceneggiatore: siamo di fronte a un meta film a tutti gli effetti. Il titolo originale “Sunset Boulevard” è il nome di una strada di Los Angeles che attraversa tutta la città (Hollywood compresa).
- Uso della soggettiva (inquadratura soggettiva = noi spettatori vediamo quello che vede un personaggio, siamo i suoi occhi, permettendoci di avere lo stesso punto di vista di un personaggio). Una donna nel lago – 1947, Montgomery è un film integralmente girato in soggettiva, lo spettatore vede costantemente quello che vede il detective del film. Il regista è anche l’attore principale, nella locandina vediamo scritto “you and Robert Montgomery solve a murder mystery together” perché appunto noi saremo, nella visione, gli occhi del protagonista.
- Long take e piani-sequenza (piano-sequenza = un’inquadratura che esaurisce un’intera sequenza, oppure una sequenza realizzata in una sola inquadratura, senza stacchi di montaggio; long take = un’inquadratura lunga ma che non esaurisce una sequenza). Orson Welles, già in Quarto potere si dimostra abile in queste tecniche. L’infernale Quinlan – 1958, Welles l’inizio del film ci mostra un uomo che posiziona una bomba sotto un’automobile, l’inquadratura cambierà soltanto quando l’auto esploderà. Questa sequenza ci trasmette molta suspense e ci coinvolge (il piano-sequenza segue lo scorrere del tempo reale).
- La signora di Shanghai – 1947, Welles è un film con un celebre finale, quello del labirinto degli specchi, dove si vedono i protagonisti specchiati che generano una moltiplicazione dei punti di vista, portando sia i personaggi che gli spettatori a confondersi.
Anche i generi cambiano
- Western: John Ford e Howard Hawks. Sentieri selvaggi – 1956, Ford la storia di John Wayne che torna a casa dopo la guerra civile. La nipote viene rapita dagli indiani e lui, con i suoi compari, parte alla ricerca della ragazza. Il protagonista è un personaggio complesso con il quale, da un lato, instauriamo empatia ma allo stesso tempo ci accorgiamo del suo lato razzista. L’inizio e il finale del film sono molto interessanti: all’inizio vediamo che, durante i titoli di testa, viene inserita l’ambientazione (Texas) e l’anno in cui è ambientato. La Monument Valley, che vediamo nell’incipit del film, non è in Texas. L’“errore geografico” è inserito per dare un alone leggendario al film: il Texas è lo stato in cui sono ambientati la maggior parte dei film western, la Monument Valley è la location per eccellenza dei film western. L’unione dei due aspetti rimarca il fatto che nonostante siano due luoghi fisicamente lontani, la potenza del cinema è in grado di unirli. Ford crea quindi un’opera meta-cinematografica che unisce tutti gli aspetti del western. Anche la prima scena nella quale osserviamo una donna aprire una porta offrendoci la visione della Monument Valley è una metafora: stiamo entrando in un mondo fittizio. Il finale è circolare rispetto all’inizio: Ford gioca con gli aspetti narrativi del cinema, la porta si chiude, il mondo fittizio finisce.
- L’uomo che uccise Liberty Valance – 1962, Ford in un piccolo villaggio del Far West arriva un uomo comune (non un cowboy) che si trova faccia a faccia con il cattivo (Liberty Valance) e gli spara. Alla fine abbiamo il cambiamento del punto di vista e ci viene riproposta la stessa scena iniziale ma dalla prospettiva della verità: l’uomo che realmente ha ucciso Liberty Valance è John Wayne, il cowboy, non l’uomo comune. Questa struttura narrativa mette in discussione anche il ruolo dello spettatore stesso che si ritrova costretto a cambiare il proprio punto di vista (narrazione molto moderna).
- Musical: Cantando sotto la pioggia – 1952, Donen e Kelly è un film ambientato nel passaggio dal cinema muto a quello sonoro, il cinema inizia quindi a ragionare sul suo passato (film meta-cinematografico). È un film spettacolare nelle scenografie, nelle coreografie e nei costumi. Gene Kelly, il protagonista, è un ballerino moderno. Quando Kelly incontra la donna, il tempo si ferma: il suo sogno è quello di ballare con lei e questa scena porta lo spettatore all’interno del mondo della fantasia.
- Storico-epico: DeMille e David Lean.
- Spionaggio: James Bond.
- Fantascienza: il caso L’invasione degli ultracorpi – 1956, come allegoria della minaccia comunista. Il genere fantastico diventa una modalità di denuncia sociale e politica.
- Commedia: inizia ad essere più irriverente e ad avere meno problemi con la censura es. A qualcuno piace caldo – 1959, Billy Wilder con Marylin Monroe, un film che tratta in chiave comica il tema del travestitismo. La commedia alleggerisce il tema.
Alfred Hitchcock (1899 – 1980)
La sua carriera fu molto lunga. Già nel suo primo periodo inglese, che comincia con Numero tredici (1922, incompiuto) a La taverna della Giamaica (1939), fa film molto interessanti. Nel 1940 inizia la sua carriera hollywoodiana, che si divide in quattro fasi:
- Collaborazione con David O. Selznick, da Rebecca - La prima moglie (1940) a Il caso Paradine (1947).
- Indipendente al servizio delle Major, da Nodo alla gola (1948) a La finestra sul cortile (1954).
- Debutto televisivo con Alfred Hitchcock Presents (1955-1962).
- I progetti più coraggiosi e la fine della carriera, da L’uomo che sapeva troppo (1956) a Complotto di famiglia (1976).
Le tematiche e lo stile di Hitchcock
- Uomo innocente risucchiato in un vortice di colpa e sospetto, un tema che fa riferimento a un ricordo di infanzia: da bambino venne mandato al commissariato dal padre senza capirne il motivo e venne messo in cella per qualche minuto. La guardia gli disse “questo è quello che succede ai bambini cattivi”, Hitchcock si sentiva però innocente e questo tema verrà ripetuto frequentemente nei suoi film.
- La donna mentalmente fragile, ma anche molto profonda. Sono i personaggi con i quali lavora maggiormente sotto il punto di vista psicologico.
- Il doppio.
La suspense per Hitchcock: “Per produrre suspense, nella sua forma più comune, è indispensabile che il pubblico sia perfettamente informato di tutti gli elementi in gioco. (...) Noi stiamo parlando, c’è forse una bomba sotto questo tavolo e tutt’a un tratto: boom, l’esplosione. Il pubblico è sorpreso, ma prima che lo diventi gli è stata mostrata una scena assolutamente normale, priva di interesse. Ora veniamo al suspense. La bomba è sotto il tavolo e il pubblico lo sa, probabilmente perché ha visto l’anarchico mentre la stava posando. Il pubblico sa che la bomba esploderà all’una e sa che è l’una meno un quarto – c’è un orologio nella stanza -; la stessa conversazione insignificante diventa tutt’a un tratto molto interessante perché il pubblico partecipa alla scena. Gli verrebbe da dire ai personaggi sullo schermo: ‘Non dovreste parlare di cose così banali, c’è una bomba sotto il tavolo che sta per esplodere da un momento all’altro’. Nel primo caso abbiamo offerto al pubblico quindici secondi di sorpresa al momento dell’esplosione. Nel secondo caso gli offriamo quindici minuti di suspense”. Spesso, nel cinema di Hitchcock, conosciamo molti più elementi dei personaggi, per questo ci troviamo molto coinvolti nella narrazione.
Il MacGuffin: “E’ una scappatoia, un trucco, un espediente (...) in realtà il MacGuffin non è niente.” Anche la valigetta di Pulp Fiction è un MacGuffin: qualcosa che noi seguiamo ma che è un espediente per rappresentare qualcos’altro, in realtà la valigetta non è nulla se non un modo per raccontare quanto è necessario fare.
Nel periodo americano, Hitchcock collabora con Dalì. Io ti salverò – 1945, Dalì è chiamato a lavorare per creare delle scenografie che rimandano alla psicanalisi e al mondo dei sogni. Nodo alla gola – 1948 è ricordato per essere il primo film interamente girato in un unico piano-sequenza. Ai tempi, però, non esisteva una pellicola abbastanza lunga per contenere la lunghezza di un intero film. Il film è fatto da raccordi invisibili, non è un reale e unico piano-sequenza. Il delitto perfetto – 1954 è la sperimentazione del regista per quanto riguarda la tecnologia del 3D.
I capolavori
- La finestra sul cortile – 1954, racconta di un reporter costretto a stare a casa a causa di un infortunio e inizia a spiare i vicini. Tema = voyeurismo. Lo spettatore vede per la maggior parte del tempo quello che vede il protagonista, e gran parte del film è girata in soggettiva. Il protagonista si immagina quello che sta accadendo nei vicini, come se si stesse inventando un film. Soprattutto spierà con maggior interesse una coppia di mezza età e inizierà ad immaginare l’uccisione della donna da parte del marito. Il protagonista è un voyeur, Hitchcock pone lo spettatore nel punto di vista del guardone così che anch’egli lo diventi. Il protagonista è costretto ad essere seduto e guarda una finestra, anche noi spettatori siamo seduti e guardiamo uno schermo. La finestra è come uno schermo sul mondo, sui vicini e sulle storie che lui si immagina.
- La donna che visse due volte – 1958, è un film che recentemente è stato considerato come il film più bello del mondo. Tema = doppio. La trama: un detective viene ingaggiato da un amico per indagare su sua moglie. Il motivo dell’indagine è il seguente: la moglie è come se fosse perseguitata dal fantasma di una sua antenata che si suicidò quando aveva l’età che ha la donna. La moglie inizia a comportarsi, vestirsi e pettinarsi come la sua antenata. Il protagonista (nella clip) guarda in basso e la modalità di ripresa ci fa capire che il personaggio soffre di vertigini effetto vertigo, un effetto che ha creato lo stesso Hitchcock mettendo insieme due modalità di ripresa: contemporaneamente utilizza un carrello in avanti (la cinepresa viene diretta verso l’oggetto che vogliamo inquadrare) e uno zoom all’indietro (la cinepresa rimane ferma e lo zoom inquadra l’oggetto in maniera ravvicinata). Questo è un altro segnale di come il cinema stia cercando di rinnovarsi in questo periodo.
- Psycho – 1960 è il film che porta il cinema americano nella modernità. La cinepresa, nell’incipit, si avvicina alla finestra fino ad entrare nella stanza. La donna in lingerie è già un elemento moderno (la censura classica non lo permetteva) e di sfida dei confronti della censura. Nei primi 20 minuti del film la cinepresa segue la ragazza: che prende una borsa piena di denaro (MacGuffin), scappa e arriva al motel dove verrà uccisa. Questo film è un grande esempio di cinema moderno che rompe le convenzioni del cinema classico: la protagonista muore nella prima parte del film e quindi il nostro punto di vista cambia; fino al 1960 era abitudine entrare nella sala del cinema anche a film già iniziato, Hitchcock vieta, per questo film, di entrare a proiezione iniziata; è un film in bianco e nero, gli attori sono poco noti, fu infatti un film girato in maniera semi-indipendente, a basso budget, nel quale nessuno credeva. La scena dell’omicidio della protagonista è tra le più iconiche del cinema.
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