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Istituzioni di storia del cinema

Le epoche del cinema

Il cinema si divide in 4 epoche (o forse 5):

  • Cinema delle origini: l’epoca del muto. Noi oggi conosciamo solo il 20% di quanto prodotto durante tale epoca, il cinema allora non era considerato un’arte.
  • Cinema classico: metà anni venti – anni cinquanta. È la fase d’oro del cinema (a livello produttivo e a livello affettivo che si instaura tra cinema e spettatori), arrivano il sonoro e il colore.
  • Cinema moderno: 1959 al festival di Cannes vengono presentati due film che cambiano il cinema ("Hiroshima mon amour" e "400 colpi"), per molti il cinema moderno comincia nel 1962 con "Blade Runner".
  • Cinema postmoderno e contemporaneo: 1994 con "Pulp Fiction".
  • (post cinema) La quinta epoca, oggi. Il cinema si contamina con altre forme di linguaggio (Netflix). Cannes rifiuta i film prodotti da Netflix (a meno che non prevedano almeno un’uscita in sala), Venezia li accoglie sin dal 2016.

Nel periodo classico si adottano delle regole che diverranno standard, nel cinema moderno tali regole verranno scardinate e se ne adotteranno delle nuove, nel cinema postmoderno le regole verranno scardinate nuovamente. Il cambiamento delle regole del linguaggio cinematografico determina le epoche.

La cinematografia-attrazione: le origini del cinema

  • 28 dicembre 1895: la prima proiezione pubblica a pagamento del cinematografo ideato dai fratelli Lumière. I Lumière avevano già mostrato in privato il cinematografo, la vera novità è averlo reso pubblico. Tra i filmati proiettati vi è "L’arrivée d’un train en gare de la Ciotat", è un film, non un cortometraggio. I film duravano così poco perché il cinematografo poteva contenere pellicole capaci di proiettare per massimo 55 secondi.

Il cinema della cinematografia-attrazione voleva attrarre lo spettatore verso qualcosa di nuovo riguardo la tecnica utilizzata, tant’è vero che gli spettatori pensavano che il treno sarebbe entrato all’interno del caffè. Lo sguardo in macchina è una delle cose più comuni del cinema delle origini mentre è vietato nel cinema classico (lo sguardo in macchina rompe l’illusione apportata dal cinema, tranne nei documentari e nei musical nei quali è concesso), il cinema moderno riproporrà lo sguardo in macchina.

I presupposti del cinematografo

  • La giusta velocità di scorrimento delle immagini: almeno 16 fotogrammi al secondo
  • La proiezione su schermo
  • La riduzione del tempo di esposizione fotografica
  • Un materiale flessibile su cui impressionare le immagini fotografiche
  • Un meccanismo a intermittenza per la ripresa e la proiezione delle immagini

Precursori del cinematografo che creano l’illusione del movimento

  • La lanterna magica, lo zootropio, il prassinoscopio.

Esperimenti sull’impressione dell’immagine

  • L'esposizione fotografica da Niepce (esposizione su lastra di vetro) all’esposizione di qualche secondo (a partire dal 1878).
  • La nascita della pellicola: George Eastman introduce il rullo di celluloide trasparente per la macchina fotografica (1889).
  • Esperimenti fotografici sul movimento: Muybridge (1878), il fucile fotografico di Marey (1882) e lo studio del corpo umano.

I Lumière derivano quindi da questi esperimenti prima, e in contemporanea, a loro. Edison crea il kinetoscopio, sempre destinato a visione individuale, intorno al 1890. Fu Edison a stabilire la misura della pellicola cinematografica (35mm), che diventerà ufficialmente lo standard a partire dal cinema classico. I fratelli Skladanowsky, sempre nel 1895, creano il Bioskop ma non ebbero lo stesso successo dei Lumière. A loro mancò l’intuizione di aprire il loro strumento al pubblico, oltre alla complessità della macchina rispetto al cinematografo.

Il cinematografo Lumière nasce nel 1893. La novità dello spettacolo dei Lumière include:

  • La pellicola da 35 mm perforata
  • Meccanismo ad intermittenza
  • Apparecchio di riprese e di proiezione insieme
  • Velocità di ripresa: 16 fotogrammi al secondo
  • Proiezione collettiva e pagante
  • Non una dimostrazione tecnologica, ma la proposta di un dispositivo spettacolare

Dal cinematografo al cinema (1895-1914)

Il cinematografo non è il cinema: manca di un riconoscimento sociale, spazi e movimenti espressamente dedicati al cinematografo. Le proiezioni avvenivano in circhi, in strada o nei retrobottega dei negozi americani (Nickelodeon, l’ingresso costava 1 nichel). Inoltre, mancava un linguaggio specifico. Il cinema si stabilizzerà solo tra il 1914-1915 quando sarà riconosciuto da tutti.

Paradigmi cinematografici

  • Paradigma della captazione/restituzione o modo di Rappresentazione Primitivo (1895-1902): non vi è una narrazione ma si presenta quello che si vede.
  • Paradigma della mostrazione (1903-1913): avvio di un processo di linearizzazione narrativa, tentativo di allungare la pellicola e iniziare a creare delle narrazioni.
  • Paradigma della narrazione o modo di Rappresentazione Lineare (1914 in avanti): la nascita del vero e proprio cinema.

Paradigma della captazione/restituzione o rappresentazione primitiva

  • Intervento minimo di chi filma sia sul profilmico (il set) sia sul filmico.
  • Una sola inquadratura (vedute monopuntali) = una porzione di spazio e ciò che si vede tra l’inizio e la fine di una ripresa, anche se all’interno si svolgono azioni diverse.
  • Macchina da presa fissa e immobile.
  • L’azione si svolge in un’unica ripresa.
  • I gestori dei locali hanno più potere del produttore: decidono quali film proiettare e in che ordine farlo.
  • Registrazione del reale o trasposizione su pellicola di numeri spettacolari collaudati (balletti, magie, trucchi…), scene di vita quotidiana o momenti importanti (es. i Lumière hanno ripreso l’incoronazione dell’ultimo zar).

I luoghi del cinematografo erano le fiere, il politeama, i teatri e i vaudeville, le strade, le piazze. Il cinema era puro divertimento. I Lumière monetizzano sulla loro macchina, assunsero una serie di operatori e li mandarono in giro per il mondo per filmare e trasmettere in Europa. Il catalogo dei fratelli Lumière comprende 1422 titoli, i loro film erano catalogabili come "vedute" perché rappresentano quello che li circondava. La macchina era fissa ma spesso veniva collocata su un supporto mobile, la vera novità, e la vera spinta, era quella di generare movimento. I protagonisti delle vedute erano la folla, il movimento e gli eventi importanti.

Georges Méliès è un illusionista e gestore del teatro parigino Houdin. Intuì che il cinema potesse aiutare nella realizzazione delle illusioni. Méliès intuì che bloccando l’inquadratura poteva generare le sue illusioni, in fase di ripresa con l’arresto/sostituzione e con la sovraimpressione. Egli fu il fondatore della Star Film.

"Le voyage dans la lune" – 1902, Méliès: film innovativo già all’epoca, vennero messi insieme più rulli e la vicenda era complessa (soprattutto per il finale). Non era comune che i film avessero una struttura narrativa, nel cinema delle origini. È un film lungo 15 minuti, il suo profilmico è molto accurato. In questo film vediamo i primi tentativi di raccordi: lo spettatore segue il percorso della navicella, dal suolo della luna scende conservando sempre la stessa direzione (le inquadrature sono 4). Raccordo di direzione, è il nome della tecnica utilizzata per costruire la successione delle inquadrature in modo che lo spettatore segua una successione logica (dall’alto verso il basso, fino all’oceano in questo caso).

A 100 anni dalla nascita del cinematografo, quindi nel 1995, venne creato un progetto celebrativo: la Lumière Company. A tale progetto parteciparono 41 registi che si resero conto dei limiti dell’apparecchio.

Paradigma della mostrazione o della linearizzazione narrativa (1903-1913)

Il cinema comincia a distinguersi dagli altri media (nascono le prime case di produzione cinematografica).

  • Nascono discorsi e pratiche sul/del cinema: il cinema inizia ad apparire nella letteratura.
  • Graduale affermarsi di regole di linguaggio condivise.

In questi anni assistiamo ai primi cambiamenti economici e organizzativi di questa nuova tecnologia:

  • Concentrazione verticale e orizzontale
    • Verticale: sotto lo stesso marchio si trovavano produzione, distribuzione ed esercizio.
    • Orizzontale: la stessa casa di produzione si espande in altri stati.
  • Nascita di ambienti appositi per la visione cinematografica: i primi cinema, accessibili inizialmente solo agli uomini. I cinema erano luoghi bui, le donne che vi entravano non accompagnate erano etichettate come prostitute.
  • Dalle vendite al noleggio.
  • Nascita delle prime star: i primi attori venivano dal teatro quindi risultano molto enfatici, nonostante le tecniche di recitazione fossero differenti. La grande novità del cinema è l’apparizione del primo piano, la mimica e l’espressività sono fondamentali negli anni del cinema muto.
  • L’emergere del regista: prima a realizzare i film erano gli operatori, ora il regista assume sempre più importanza.

I principali poli produttivi

  • Francia: Pathé, Gaumont, Film d’Art.
  • Italia: Cines (Roma), Ambrosio (Torino), Itala, Notari (la cui direttrice era una donna).
  • Danimarca: Nordisk.
  • Stati Uniti: la guerra dei brevetti e la nascita dell’oligopolio (la Motion Picture Patents Company – MPPC, 1908).

Si ricerca la chiarezza narrativa:

  • Dall’imbonitore (uomo che descriveva le scene nelle sale cinematografiche) alle didascalie (dei pannelli posti sulla pellicola post scena, per chiarificare quanto stava succedendo durante il film).
  • La musica, suonata dal vivo nelle sale cinematografiche (singoli pianisti o intere orchestre).
  • Il colore.
  • La sperimentazione sul montaggio tramite i raccordi: il montaggio è la tecnica che permette l’unione di inquadrature, le regole con il quale il montaggio si sviluppa sono i raccordi.

Il montaggio

  1. Montaggio contiguo: comprende le tecniche che garantiscono continuità spaziale entro la vicenda.
    • Raccordo di direzione: dal fondo dell’inquadratura verso il primo piano, dall’alto verso il basso o viceversa. Es. Rover (1905) che raggiunge il bambino scomparso seguendo un percorso che va da destra verso sinistra, dal fondo verso il primo piano.
    • Raccordo di sguardo: vedo un personaggio che guarda qualcosa e subito dopo vedo quello che sta guardando es. Grandma’s reading glass (1901).
    • Doppio raccordo sullo sguardo campo/controcampo: due attori che dialogano. Per far comprendere il dialogo (gli attori vengono inquadrati uno alla volta) è necessario un raccordo di direzione, es. gli occhi di un attore guardano verso sx, allora nella seconda inquadratura l’altro attore dovrà guardare verso dx per far comprendere che i due si stanno guardando e stanno dialogando.
    • Raccordo sul movimento: dare continuità, tra un’inquadratura e l’altra, rispetto al movimento di un attore, o di un animale es. se un’inquadratura termina con la visione parziale del busto dell’attore, quella dopo dovrà mostrare la parte superiore del busto dando un senso di continuità.
  2. Montaggio analitico: prevede la suddivisione di uno spazio in porzioni più piccole al fine di indirizzare lo sguardo dello spettatore. Vi può essere una sequenza di inquadrature più ravvicinate restando sullo stesso asse (zoom) oppure l’inquadratura specifica i dettagli di ciò che il personaggio sta guardando (inserti tipici nella soggettiva) es. Mary Jane Mishap – 1903, Smith.
  3. Montaggio alternato: alterno due inquadrature diverse per far capire allo spettatore che le azioni si svolgono contemporaneamente ma in spazi diversi. L’effetto è ottenuto alternando le inquadrature dell’una e dell’altra azione es. Le cheval emballé – 1908, Gasnier.

Le ricerche sul montaggio degli inglesi: Hepworth – "Explosion of a motor car" e la “Scuola di Brighton” formata da londinesi in vacanza a Brighton che decidono di girare alcuni film, che risultano molto sofisticati per quanto riguarda il montaggio es. "The big Swallow" – 1900, "A kiss in the tunnel" – 1899. "The phatom ride", la corsa fantasma, la macchina da presa viene posta su mezzi di trasporto e in movimento ma la macchina di per sé sta sempre immobile, vuole dare allo spettatore l’illusione di viaggiare. "A kiss in the tunnel" risulta moderno anche per la scelta del tema trattato: era vietato mostrare affetto in pubblico, nel buio del tunnel però i due amanti si sentono legittimati a baciarsi. "Mary Jane Mishap" – 1903, "Fire!" – 1901 (il film d’azione dell’epoca). Questi film sono tutti creati dalla Scuola di Brighton. La scuola di Brighton si distinse per la componente attrazionale e comica e per la complessità delle situazioni resa attraverso il montaggio, oltre che per l’affinata tecnica di montaggio. Le regole sul montaggio erano ancora da definire, sono i primi anni del cinema. Queste regole diventeranno tali con la crescente familiarità con il linguaggio cinematografico.

Uno dei più importanti e famosi registi dell’epoca fu Edwin S. Porter (americano): fu il primo ad inserire le didascalie nelle immagini. Esempi: "Life of an American fireman" – 1903 è uno dei primi film con un accenno di spessore psicologico, ci racconta i valori del protagonista e lo definisce come un uomo semplice che pensa alla propria famiglia. Oltre alla vicenda narrata, il regista vuole raccontare qualcosa in più sulla vita del suo protagonista. Dopo il pompiere entra in azione. Porter mostra la scena da due prospettive diverse: prima dall’interno della stanza, poi dall’esterno della casa ma non utilizza il montaggio alternato. Altro esempio: "The great train robbery" – 1903, Porter anche in questo caso non utilizza il montaggio alternato. In questo film si vede un inseguimento tra briganti e borghesi che non risulta possibile a livello temporale. La mancanza di intuizione di Porter estranea lo spettatore moderno, l’obiettivo di Porter era solo quello di impressionare il suo pubblico. "Uncle Josh at the moving picture show" è un fondamentale documento storico: ci comunica le categorie di film che andavano in voga all’epoca, ci comunica un aspetto sociologico (esiste un’etichetta sul comportamento in sala e Uncle Josh non la conosce) ed è una metafora dell’esperienza cinematografica (durante la visione di un film si sospendono le nostre abitudini di vita sociale così da immergersi nelle vicende del film).

"The big shallow" – 2010 un film girato completamente con il cellulare, vince il premio di un concorso internazionale. Il regista prende un modello del passato e lo aggiorna. Questo ci insegna che le immagini che ci precedono sono serbatoi dai quali attingere per rimodularle.

Il linguaggio cinematografico

Inquadratura = porzione di spazio che sta davanti alla macchina da presa e che viene ritagliato dal marscherino posto di fronte all’obiettivo o porzione di pellicola impressionata in continuità, senza stacchi. L’inquadratura quindi può essere di due tipi, a seconda che si prenda in riferimento lo spazio o il tempo.

Inquadratura dello spazio

  • Campi e piani posso suddividere lo spazio all’interno dell’inquadratura in diversi modi:
    • Campi: tengo in considerazione lo spazio, l’ambiente circoscritto dai bordi dell’inquadratura.
    • Campo lunghissimo es. un paesaggio.
    • Campo lungo.
    • Campo medio.
    • Totale: l’inquadratura totale di uno spazio.
  • Piani: tengo in considerazione la figura umana.
    • Figura intera: la totalità del corpo umano.
    • Il piano americano inquadra la figura dalle ginocchia in su. Americano perché nei western si inquadrava dalle ginocchia per mostrare le pistole.
    • Mezza figura: dal fianco in su.
    • Primo piano: dalle spalle in su.
    • Primo piano particolare: un particolare del volto.

Inclinazione e angolazione

  • Inquadratura frontale: la macchina da presa è alla stessa altezza dell’oggetto filmato.
  • Inquadratura dall’alto o plongée: quando la macchina da presa è al di sopra dell’oggetto filmato.
  • Inquadratura dal basso o contro plongée o inquadratura della morte: la macchina da presa è al di sotto dell’oggetto ripreso.
  • Inquadratura obliqua: la macchina da presa è obliqua rispetto all’oggetto filmato.

La successione di inquadrature determina delle macro unità dell’inquadratura stessa:

  • Scena: un episodio narrativo che si svolge in un unico tempo e un unico luogo es. dialogo.
  • Sequenza: unità d’azione dove ci possono essere salti sul piano del tempo e/o dello spazio.

Inquadrare il tempo

  • Découpage classico: la successione del tempo è ottenuta attraverso un montaggio impercettibile di inquadrature come flashback, flashforward, ellissi... È tipico del cinema classico. Dal cinema moderno il découpage diventa più complesso, senza magari una logicità delle sequenze es. Hiroshima mon amour (flusso di coscienza).
  • Il piano sequenza o long take: inquadratura la cui durata equivale a un’intera sequenza, senza stacchi, particolarmente utilizzato dal secondo dopoguerra. Il piano sequenza permette allo spettatore di immedesimarsi e di renderlo partecipe, più di quanto non lo siano i personaggi, e spinge lo spettatore all’attenzione.

Nel cinema classico è vietato non vedere i volti dei personaggi mentre parlano, è vietato anche far passare i personaggi davanti alla macchina da presa.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaia_1999 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di storia del cinema e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Piredda Maria Francesca.
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