Capitolo II: Il diritto privato e le sue fonti
Diritto: insieme di regole giuridiche che vincolano e disciplinano i rapporti patrimoniali e personali tra soggetti (es. rapporto di filiazione con mia figlia, rapporto che nasce da un testamento redatto da un mio vecchio prozio).
Diritto privato: prende in considerazione sia i singoli sia gli enti privati (omogeneità, livello paritario).
Diritto pubblico: regolazione dei rapporti tra il singolo e lo stato (un altro ente pubblico).
Regole di diritto privato: devono essere osservate perché la mancata osservanza di queste regole può determinare degli effetti giuridici o degli effetti sanzionatori.
Fonti del diritto privato
Dove trovano fonte? In un elenco di fonti che rinveniamo in primo luogo nell’articolo 1 delle preleggi.
Cosa sono le preleggi? Articoli che si trovano all’inizio del codice civile. Articolo 1 indica l’elenco delle fonti del diritto (le leggi, i regolamenti, gli usi). Una regola giuridica è operante perché è prevista in una legge, in un regolamento, dagli usi.
Oggi l’elenco descrive in modo parziale l’assetto delle fonti del diritto, perché? Dal 1942: costituzione (1 gennaio 1948) che ha reso più complesso il sistema delle fonti del diritto (leggi di rango costituzionale e leggi regionali) + adesione dell’Italia ai trattati europei (servono per legittimare un mercato comune europeo) → all’Unione Europea vengono date delle competenze legislative in senso lato (porre atti fonte di regole giuridiche), l’Unione Europea delinea altre fonti, atti del diritto privato.
Le fonti dopo la costituzione
- Costituzione e leggi costituzionali
- Leggi statali
- Leggi regionali
- Regolamenti
- Usi (consuetudine, delle regole che non trovano fonte in un atto scritto, ma in una ripetizione continua di regole. Nel passato era quasi tutto un uso. Gli usi non possono essere contro la legge, possono esserci degli usi efficaci dove non c’è la legge o il regolamento oppure quando la legge e il regolamento stesso dicono “per i dettagli rinviamo agli usi”).
- Influenza di legislazione comunitaria (regolamenti: leggi dell’Unione Europea vincolanti in tutti gli Stati dell’Unione Europea + direttive: testi normativi che declinano determinati principi di regolazione di una determinata materia, non direttamente operanti negli Stati Europei. La singola direttiva impone agli stati membri di approvare delle singole regole nazionali.)
Codice civile: legge dello stato approvata del 1942, testo normativo che regola in modo tendenzialmente unitario la grandissima parte della disciplina di regole di diritto privato. Quasi tutte le regole di diritto privato si trovano nel codice civile. Esito di un processo che tutte le regole di diritto privato trovino fonte in un unico ordinato testo normativo.
I codici civili nascono in Francia e poi in Austria (forti stati nazionali). 1865: primo codice civile in Italia (processo di unificazione nazionale).
Francia: codice originario del 1804
Germania: codice originario del 1900
Italia: innovazione (codice 1865, codice 1942 che unisce il vecchio codice civile e il codice del commercio) 1942: il nostro legislatore ha deciso di introdurre un nuovo codice che tenesse conto di una serie di innovazioni (come l’elaborazione all’inizio del 900 del codice civile tedesco).
Leggi e regolamenti: fonti scritte del diritto (prima erano consuetudinarie)
Usi: consuetudine, non scritti
Leggi: approvate dal parlamento, atti normativi di rango primario per eccellenza
Regolamenti: atti normativi più specifici generalmente emanati dal governo. Il parlamento detta una legge, e il regolamento entra a specificare il contenuto della legge stessa.
I soggetti: La persona fisica
Soggetti di diritto (protagonisti dei rapporti giuridici): persone fisiche o enti o persone giuridiche.
Esempio: Contratto tra due persone fisiche: un soggetto che acquista da un altro soggetto un cellulare.
Contratto tra due persone giuridiche: un soggetto acquista un computer in un negozio retto da una società che può essere per azioni, in nome collettivo (si entra in un rapporto contrattuale con un soggetto che è costituito da una pluralità di persone fisiche).
Soggetto di diritto persona fisica
Guardiamo i primissimi articoli del codice civile che si occupano della capacità della persona.
Art.1: Ciascuno di noi al momento della nascita acquista capacità giuridiche quindi può essere destinatario di effetti giuridici (anche un bambino di 1 anno può titolare da un nonno la titolarità di beni).
Capacità giuridica: capacità di essere titolari di diritti (per esempio di proprietà).
Secondo comma dell’art. 1: certi diritti possono essere acquisiti da un soggetto in un momento antecedente alla propria nascita (il perfezionamento di questa acquisizione di posizioni soggettive è subordinato al fatto che questo concepito nasca). → es. nonno che sta morendo che scrive in un testamento di voler lasciare un bene al nipote che deve ancora nascere. Il nonno muore e il nipote ancora nato diventa titolare di quel bene.
Casi di un diritto al concepito: testamento (successione), donazione (un soggetto dona un bene).
!!! In entrambi i casi il perfezionamento di trasferimento di bene al concepito avviene solo alla sua nascita !!! (in caso non avvenga la nascita quell’atto si ritiene nullo, il bene rientra nel patrimonio e deve essere diviso tra tutti gli eredi).
Diritti patrimoniali: successione e donazione.
Diritti non patrimoniali: lesione integrità nascituro (nel grembo materno, es. incidente stradale).
Cessazione capacità giuridica? Nel momento della morte (si perde la totalità dei diritti).
Problema? Scomparsa → Gli effetti giuridici sono tanto più simili agli effetti giuridici della morte accertata tanto più tempo decorre dal momento della scomparsa:
- Dichiarazione di scomparsa: scompare un soggetto e si informa la pubblica autorità che non si hanno più notizie di un determinato soggetto. È possibile la nomina di un curatore che compie gli atti urgenti dello scomparso.
- Dichiarazione di assenza: dopo 2 anni della scomparsa. Non c’è più solo il problema degli atti conservativi d’urgenza. I congiunti possono chiedere una dichiarazione di assenza che determina che scattino in via provvisoria gli effetti successori (un testamento viene aperto o gli eredi vengono immessi nel possesso dei beni ereditari ai quali hanno diritto: immissione di possesso temporaneo perché 2 anni sono troppo pochi per dichiarare la morte accertata. I beni devono rimanere in un eventuale ritorno del soggetto scomparso. Non è possibile agli eredi alienare i beni, devono essere conservati liberi e pronti per un eventuale ritorno.
- Dichiarazione di morte presunta: 10 anni dalla scomparsa, i congiunti possono chiedere la dichiarazione di morte presunta al tribunale (l’erede acquisisce in via definitiva un bene).
E se tornasse il morto presunto?
- Se i beni sono stati consumati non avrà più possibilità di goderne le utilità.
- Se i beni non sono stati consumati ne diventerà di nuovo titolare a tutti gli effetti.
I luoghi della persona
Domicilio: sede dei principali affari e interessi di un determinato soggetto, luogo dove uno fa affari in senso economico e commerciale, dove si può avere uno studio.
Residenza: luogo di dimora abituale, dove si vive per esempio con la propria famiglia.
Dimora: luogo in cui si abita.
Capacità d'agire
Cos'è? Capacità di porre in essere atti validi giuridici, capacità di intendere la realtà in cui mi sto muovendo, si tratta di un ruolo attivo (es. capacità stipulare validi contratti, concludere affari, costituire una società, esercitare un diritto di voto nell’ambito di un’assemblea sociale).
Quando si acquisisce? Si acquista con la maggiore età (art.2) → si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per cui non si è stabilita un’età diversa (18 anni, fino al 1975 21 anni).
Limitazioni: interdizione ed inabilitazione → incapacità legale d’agire (es. handicap o malattie) oppure gli viene tolta la capacità (legalmente non è più capace di agire) oppure anche se in generale non gli viene tolta la capacità in generale può essere annullato il contratto stipulato dal soggetto non in grado di intendere e volere. (es. uso di stupefacenti).
Cosa si può chiedere al giudice in caso di maggiorenne incapace?
- Interdizione: art. 414, abituale infermità di mente che rende incapaci di provvedere ai propri interessi (in questo caso il giudice può nominare un tutore e il soggetto ha incapacità assoluta. Es. malato di alzheimer o grave handicap mentale)
- Inabilitazione: art.415, interdizione di grado minore per problemi più lievi. Mantiene la capacità per gli atti di ordinaria amministrazione, per gli altri atti come acquistare un bene immobile, vi è sempre un curatore nominato dal giudice.
- Dal 2004 nomina di amministratore di sostegno (in casi di infermità fisio-psichica con impossibilità di provvedere ai propri interessi, anche in via temporanea).
Perché si è aggiunta la nomina di un amministratore di sostegno?
Gli strumenti dell’interdizione ed inabilitazione sono molto duri. È una figura duttile che non “demoralizza” l’incapace. Viene aiutato solamente in determinati ambiti, non in tutti. (es. può essere aiutato per prendere decisioni in banca e basta). Per taluni atti può bastare l’assistenza dell’amministratore, per altri l’amministratore si sostituisce all’incapace. L’amministratore aiuta SOLO per gli atti menzionati, per gli altri il soggetto conserva la sua capacità. (art. 409)
!!! Interdizione dell’incapace da non confondere con l’interdizione giuridica, legale che è una sanzione accessoria a chi è condannato da almeno 5 anni, con la quale resta la capacità SOLO per i principali atti non patrimoniali (matrimonio, riconoscimento figlio naturale..) !!!
Soggetti incapaci di agire? Minorenne, maggiorenne con dei problemi di vario tipo. L’incapace persegue i propri interessi tramite un proprio rappresentante.
Un minorenne può essere capace? NO, MAI. Tuttavia capita che il minorenne vada al ristorante, vada al supermercato etc. (in questi casi alcuni sostengono che per gli atti di ordinaria e minuta amministrazione anche il minorenne è capace, altri sostengono che semplicemente a nessuno verrà mai in mente di annullare un atto di acquisto). Nell’ambito della contrattazione minuta quindi anche il minorenne pone in essere atti giuridici.
La potestà dei genitori sui figli
- Diritto-dovere di mantenere, educare i figli.
- Potere di amministrazione beni dei figli, ma talora autorizzati da un giudice.
- Usufrutto legale su beni figli.
- Rappresentanza legale.
Persona giuridica
I soggetti non perseguono i propri interessi solo uti singoli, ma anche in gruppo (pluralità di persone fisiche si mettono insieme per perseguire un unico fine, in questo caso si costituisce un soggetto di diritto autonomo). Questi soggetti vengono detti enti.
Gli scopi degli enti
- Di lucro: fenomeno societario.
- Non lucrativo: mondo del non profit (associazioni, fondazioni: art.14 e seguenti).
Associazione: ruolo centrale quello dell’elemento persone, pluralità di persone che si mettono insieme per perseguire un determinato scopo non di lucro. “Tanto più si è, meglio è”. (es. associazione che gestisce un cineforum in una determinata città). Ruolo centrale dei partiti politici e sindacati (associazioni a tutti gli effetti, non riconosciute). I partiti politici infatti perseguono un fine politico, non di lucro.
Organi dell’associazione? Assemblea (decide delle linee e scelte che l’associazione deve perseguire: nomina amministratori, bilancio, ammissione/esclusione associati). Gli amministratori sono coloro che agiscono per conto dell’associazione (l’assemblea li controlla).
Fondazione: ruolo centrale quello del patrimonio (può nascere anche destinando una somma per perseguire uno scopo tramite una fondazione, es. pittore che dà dei soldi per valorizzare i suoi ritratti una volta deceduto). Nell’ambito dei beni culturali, sono quasi tutte fondazioni quelle che gestiscono i musei. Manca l’assemblea, ruolo cruciale dell’amministratore (un’autorità amministrativa li controlla).
Comitati: enti costituiti da più persone che si mettono insieme per raccogliere dei denari che devono essere utilizzati per uno scopo non lucrativo.
- 1 fase: pluralità di persone che chiede offerte.
- 2 fase: una volta raccolti i soldi fondano in vincolo di destinazione.
Nascita enti
Con un accordo. Nella fondazione però ci può essere un atto unilaterale.
- Atto costitutivo e statuto
- L’atto costitutivo è il contratto o l’atto unilaterale di fondazione: deve avere requisiti specifici (davanti a un notaio, ci vuole massima sicurezza siccome nasce una nuova persona giuridica a tutti gli effetti). Deve essere riportato nome, finalità, sede, patrimonio. A volte con delle limitazioni d’entrata molto strette (es. nei club esclusivi).
- Statuto approvato dall’assemblea che regola la vita e l’attività della persona giuridica (es. ci può essere scritto come entrare o uscire dall’ente).
La personalità giuridica
Avviene per il tramite di un atto chiamato riconoscimento. In questo modo l’ente avrà personalità giuridica. Il processo di riconoscimento è una scelta. Un ente riconosciuto avrà molti più controlli. Le fondazioni devono farsi riconoscere.
Si acquisisce anche autonomia patrimoniale (patrimonio considerato separato dal patrimonio dei singoli associati, dei fondatori, o membri.)
Finalità riconoscimento? Lasciare separati il patrimonio dell’ente e quello delle persone singole. Con il riconoscimento gli organi pubblici possono controllare l’ente nel caso in cui ci siano vicende patologiche nella vita dell’ente (fondazione per sapere quali sono i suoi scopi, la sua consistenza patrimoniale etc. in questo modo potrà controllare anche la corretta amministrazione da parte degli amministratori). Il prefetto può arrivare persino a rimuovere gli amministratori. La fondazione deve essere per forza riconosciuta perché non c’è il controllo da parte dell’assemblea, quindi c’è bisogno di un controllo pubblico esterno.
Associazioni non riconosciute
Anche nel caso di mancato riconoscimento non c’è la completa rilevanza per i singoli associati delle vicende patrimoniali dell’ente. I creditori possono andare a rivalersi sugli associati ma solo su quelli che in concreto hanno stipulato il contratto dal quale nasce un debito. (solitamente il comitato direttivo o il tesoriere). Si parla di autonomia patrimoniale imperfetta.
Comitati non riconosciuti
Tutti i membri rischiano, il creditore può chiedere soldi a tutti. Perché a differenza delle associazioni che sono molto numerose, i comitati invece sono limitati.
!!! Anche gli enti non riconosciuti sono a tutti gli effetti autonomi, c’è un fondo comune, una rappresentanza processuale a capo degli amministratori, forme di autonomie tra i patrimoni !!!
Come si riconosce l’ente non profit? Nel passato era un processo molto complicato. Oggi solo grazie all’iscrizione nel registro delle persone giuridiche con domanda al prefetto (controllo certamente più leggero).
Capacità della persona giuridica
Problema di persona giuridica d’incapacità non c’è perché gli atti sono compiuti dagli amministratori che sono per forza soggetti capaci. Tuttavia nel passato si riteneva che per l’acquisto di beni immobili ci doveva essere un’autorizzazione dallo stato perché il legislatore non vedeva di buon occhio un gran patrimonio in mano di un ente che non lo metteva sul mercato.
Estinzione della persona giuridica
- A volte lo dice lo statuto stesso.
- Generalmente si estingue quando lo scopo si raggiunge.
- Vengono meno gli associati.
I beni vengono liquidati, resi in denaro e successivamente devoluti ma mai in una logica di lucro (non se li ripartiscono gli associati). Può intervenire l’autorità amministrativa per decidere come devolvere i beni.
Capitolo III: L'efficacia temporale delle leggi
Capo secondo delle preleggi: art. 10-16 (quando la legge entra in vigore)
Art. 10: leggi e regolamenti divengono obbligatori nel 15esimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione (periodo di vacatio legis di 15 giorni se non la dispone la legge stessa, la legge stessa potrebbe disporre dei determinati termini)
Problema del potenziale conflitto da leggi diverse che si succedono nel tempo (es. divorzio/matrimonio).
Criterio per gestirlo: art.11 correlato all’art.15 (se ci sono 2 leggi in conflitto la regola che trova fonte nella legge più recente è quella che prevale perché evidentemente è espressione della volontà del legislatore più vicino a noi. Nel conflitto tra regole di pari livello prevale il criterio cronologico. La regola successiva abroga la regola precedente.)
Le disposizioni delle leggi devono essere conformi alla disposizioni costituzionali (il criterio cronologico non fa riferimento se le leggi non trovano fonti in atti di pari livello). Una legge successiva prevale sull’altra solo se trovano entrambe fonte in atti di pari livello. Al contrario la legge successiva è una legge in contrasto con la costituzionale.
Quindi...
- 2 regole con fonti di pari livello? Prevale la seconda.
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