L’economia politica è:
- La scienza che studia il comportamento umano come una relazione fra scopi, classificabili in ordine di importanza, e
mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi (Robbins)
- La scienza che studia le decisioni di soggetti razionali che vivono in società, volta a suggerire linee di azione per miglio-
rare II benessere collettivo (Cozzi e Zamagni)
La scarsità in senso economico è da intendere in rapporto all’estensione dei desideri e dei bisogni umani… Poiché tali
desideri e bisogni sono virtualmente infiniti, le risorse disponibili per soddisfarli sono comunque insufficienti; occorre
scegliere a quale uso destinare le risorse scarse. Una risorsa è scarsa quando, a un prezzo = 0, sua domanda > offerta.
La scelta viene guidata da un criterio di efficienza. L’efficienza infatti implica che si raggiunga il migliore utilizzo delle ri-
sorse, perciò scarsità ed efficienza sono due concetti inscindibili nella teoria economica.
L’economia si interessa delle scelte razionali. In senso lato la razionalità comportamentale implica che gli individui cono-
scano i propri interessi ed agiscano nei perseguimento degli stessi. Deve sempre sussistere una coerenza fra azione indi-
viduale e scopo, ma tale scopo non deve necessariamente essere egoistico.
Dall’analisi dei fatti discende l’economia positiva, il suo scopo è raggiungere l’equità, ovvero suggerire linee di condotta
per migliorare il benessere collettivo. Offre spiegazioni oggettive e scientifiche in merito al funzionamento di un sistema
economico. La scienza economica non è una scienza neutrale.
La scienza economica normativa propone criteri basati su giudizi di valore personali.
I problemi dell’organizzazione economica: che cosa/come/per chi produrre?
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come produrre? fatti; efficienza allocativa; economia positiva per chi produrre? giudizi di valore; equità; economia normativa
LE ISTITUZIONI DELL’ECONOMIA:
Ogni società evoluta presuppone resistenza di tre istituzioni fondamentali:
Stato: Funzione coercitiva (tassa, proibisce, punisce); Redistribuzione
Mercato: luogo di coordinazione dei desideri (domanda) e della possibile soddisfazione (offerta)
Moneta: Intermediario degli scambi; unità di conto; riserva di valore
LE PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA:
SPAZIALE:
Microeconomia: studia le scelte razionali degli individui in condizioni di scarsità, ed elabora le condizioni che portano
alla allocazione efficiente delle risorse, passando dalla caratterizzazione degli equilibri di mercato, per giungere
all’equilibrio a livello di sistema economico .
(es. ragioni cui le famiglie preferiscono le automobili alle biciclette)
→
I soggetti della Microeconomia sono: Individui Agenti economici (consumatori e imprese)
→
Istituzioni Mercati dei beni (domanda e offerta, prezzi) e Stato (regole)
I microeconomisti tendono a proporre un’analisi particolareggiata di un aspetto del comportamento economico ma, per
garantire la semplicità delle analisi, ignorano le interazioni con il resto del sistema economico.
Macroeconomia: pone l’accento sulle interazioni di eventi particolari con il sistema economico nel suo complesso. Essa
volutamente semplifica gli aspetti dell’analisi che riguardano i comportamenti individuali al fine di consentire un’analisi
gestibile delle interazioni a livello di intero sistema economico.
Per dare un’idea dei fondamenti dell’analisi macroeconomica, è opportuno definire 3 concetti:
- Il Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore di tutti i beni e servizi finali prodotti in un sistema economico in un dato pe-
riodo di tempo, per esempio in un anno.
- Il livello generale dei prezzi è un indicatore del livello medio dei prezzi dei beni e dei servizi in un sistema economico.
Esprime il cambiamento medio dei prezzi. Quando questo indice aumenta, il sistema economico è soggetto all’inflazione.
- Il tasso di disoccupazione è la percentuale di forza lavoro senza occupazione.
TEMPORALE: breve periodo e lungo periodo
→ → →
Teoria del consumatore; valore soggettivo domanda individuale domanda di mercato rendimento per il produt-
→Teoria
tore delle decisioni (MC=MR)
→ →
Teoria della produzione costi di produzione Teoria delle decisioni (MC=MR)
→ →
Teoria delle decisioni organizzazione industriale: forme di mercato Teoria dei prezzi nel mercato dei prodotti
Un mercato è un processo attraverso il quale le decisioni delle famiglie circa il consumo di beni e servizi diversi, delle
imprese circa che cosa e come produrre e vendere, e dei lavoratori circa quanto e per chi lavorare, sono rese compatibili
attraverso aggiustamenti di prezzi.
In una economia dirigistica, la decisione “che cosa, come e per chi produrre” è presa da
un’autorità (per esempio, da un ufficio governativo di pianificazione) che impone dettagliati
criteri di comportamento a famiglie, imprese e lavoratori.
I mercati nei quali non vi è intervento del Governo o di altre autorità sono detti mercati liberi.
La Mano Invisibile è l’azione del libero mercato che, attraverso i prezzi, spinge gli individui, orientati al perseguimento di
interessi privati, a compiere scelte economiche efficienti per la società.
Perché esistono i mercati?
1. Per risolvere alcune problematiche fondamentali che ogni organizzazione economica deve affrontare
2. Per effetto del contrasto fra bisogni umani (desideri) e disponibilità di risorse, che porta al tema scarsità-efficienza; e Implica la
specializzazione delle attività e divisione del lavoro
L’evoluzione delle società implica la specializzazione delle attività, da cui consegue la necessità dello scambio per coor-
dinare le attività produttive al soddisfacimento dei bisogni individuali. La coordinazione dello scambio può avvenire In 3
modi alternativi:
Economia di mercato, fondata sulla libera interazione di famiglie e imprese, regolata attraverso il meccanismo dei prezzi
Economia pianificata (dirigistica), gestita interamente dallo Stato che decide l’allocazione e la distribuzione delle risorse
Economia mista, forma intermedia dei due casi precedenti
Vantaggi: 1. Automatismo degli aggiustamenti; 2. Efficiente allocazione delle risorse; 3. Bassi livelli dl disoccupazione;
4. Specifica attenzione alia distribuzione del reddito
Svantaggi: 1. Produzione dl beni In quantità non adatti alia desiderabilità sociale; 2. Uso Inefficiente delle risorse;
3. Concentrazioni di imprese; 4. Eccessivo peso dl interessi Individuali; 5. Riduzione della libertà individuale
6. Difficoltà nella definizione degli incentivi Individuali; 7. Peso eccessivo della burocrazia
GLI STRUMENTI DELL’ANALISI ECONOMICA
Un modello è una semplificazione consapevole della realtà: attraverso il ricorso a ipotesi semplificatrici, esso consente
di prevedere il comportamento degli agenti economici.
I dati sono evidenze circa il comportamento degli agenti e/o dei fenomeni economici. i dati interagiscono con i modelli:
1. danno una dimensione quantitativa alle relazioni sulle quali i modelli teorici concentrano l’attenzione.
→
2. sottopongono a verifica i modelli e confrontano le teorie. SONO DATI LE TABELLE, I GRAFICI e I DIAGRAMMI
Quando una teoria economica sembra in sé avere senso e contemporaneamente, per un tempo sufficientemente lungo,
regge alla verifica dei dati empirici, acquisisce la dignità di legge economica.
Una legge comportamentale è una relazione logica non falsificata da dati empirici per un periodo di tempo sufficiente-
mente lungo.
I MODELLI ECONOMICI
L’elaborazione di un modello obbliga lo studioso a identificare tutti i fattori che determinano un comportamento eco-
nomico e a valutarne gli effetti, così da poter decidere quali considerare e quali trascurare in quanto di minor importan-
za rispetto al fenomeno che si propone d’indagare. Un’eccessiva semplificazione può condurre all’omissione di aspetti
cruciali per l’indagine. Un’eccessiva complessità può, di fatto, impedire all’analisi di fornire una risposta adeguata al
problema che si intende affrontare.
I DATI ECONOMICI
Una serie temporale è una sequenza di valori assunti da una stessa variabile in differenti istanti o periodi dl tempo.
Indica il modo in cui una variabile cambia nel tempo. Questa informazione può essere riprodotta con un diagramma.
Una serie sezionale di dati rappresenta – a una determinata epoca o a un determinato periodo di tempo – i valori di una
variabile riferiti a individui o a gruppi di individui diversi.
I dati di una serie temporale e di una serie sezionale possono essere integrati e analizzati per un campione di paesi.
I dati di un campione si riferiscono alle osservazioni pluriperiodali di una stessa variabile per gli stessi individui o gruppi.
I NUMERI INDICE
Un numero indice esprime un dato relativamente a un suo valore base o valore di riferimento.
Il tasso d’inflazione è misurato attraverso il tasso annuo di crescita dell’indice dei prezzi al consumo. Ha 2 vantaggi:
1. rendere confrontabili i tassi nazionali d’inflazione
2. rispecchiare le diversità dei comportamenti di consumo tra le famiglie europee
I DIAGRAMMI, LE CURVE E LE EQUAZIONI
Un diagramma di dispersione rappresenta simultaneamente i valori osservati di due variabili.
La pendenza della retta permette di dare una dimensione quantitativa alla relazione tra valori osservati.
L’econometria è la branca della scienza economica finalizzata alla definizione quantita-
tiva delle relazioni economiche attraverso l’uso di dati empirici. L’econometria fornisce
quindi criteri e metodi per decidere quale tipo di curva interpolante rappresenti meglio
i punti di un diagramma di dispersione.
Il grafico mostra una relazione lineare positiva o diretta (rappresentata da un’equazione di 1°
grado) tra due variabili Q e P, con (Q = f(P) = =200P- 200, la relazione Q = f(P) stabilisce che a
ogni valore di P corrisponda un definito valore di Q. Per es, se P = 1, Q = 0; se P=2,Q = 200. La
definizione di una relazione del tipo Q = f(p) implica solo che, una volta noto o ipotizzato il valore di f, si possa dedurre il valore di Q.
- Una relazione lineare negativa. II grafico mostra una relazione lineare negativa tra P e Q, al crescere di P, Q
diminuisce. La pendenza della retta che la rappresenta è costante e negativa (pari a -100). La forma algebrica .
della relazione Q = f{P) è Q = -100P + 300 e la pendenza della retta che la rappresenta è -100, ossia è negativa
- Una relazione di secondo grado del tipo RT = -aQ2 + bQ tra due variabili, il ricavo totale {RT) e la quantità
venduta (Q) di un bene. La pendenza della curva cambia da punto a punto. Nel tratto da 0 a C, un incremento
di Q provoca un incremento di RT: la pendenza della curva è quindi positiva. Nel punto C, ossia nel punto
massimo della curva, la pendenza della curva è per definizione nulla, il tratto a destra di C è caratterizza-
to da una pendenza negativa: al crescere di Q, RT diminuisce.
LE VARIABILI NOMINALI E REALI
I valori nominali sono misurati ai prezzi correnti.
I valori reali risultano dalla correzione dei valori nominali in base al tasso d’inflazione misurato attraverso l’indice dei
prezzi. La distinzione tra variabili nominali e reali è applicabile a tutte le variabili espresse in moneta. Non è invece appli-
cabile a variabili espresse in unità fisiche o reali, come la produzione annua di lavatrici o di automobili.
I prezzi reali sono indicatori di scarsità economica. mostrano, infatti, se e in che misura il prezzo di un bene è aumentato
rispetto al livello dei prezzi in generale. Per questa ragione, i prezzi reali sono talvolta chiamati prezzi relativi.
Quando i prezzi dei beni e dei servizi aumentano, il potere di acquisto della moneta si riduce: 1 euro consente di acquista-
re una minor quantità di beni e servizi.
Il potere d’acquisto d
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