06/04
La storia del 900 inizia ad est, non nel continente europeo.
Coinvolge degli imperi multietnici, come l’impero ottomano, che in qualche modo, con lo sviluppo delle
idee nazionaliste, innescano una guerra (la Prima Guerra Mondiale e la Secondo).
Due guerre che si fondano su degli imperi multietnici in Europa, e sviluppi a cavalli tra ‘800 e ‘900.
Potremmo dividere il ‘900 in quattro fasi:
1. Età delle illusioni: un periodo che si può inserire tra il 1900 e il 1918. Periodo in cui l’Europa
conosce un processo scientifico e sociale senza precedenti. Bellè epoque. Lo sviluppo tecnologico
offre strumenti nuovi e di avanguardia all’uomo in tanti campi. Grande ottimismo per il futuro.
Il 900 si apre con l’esposizione internazionale a Parigi (la Torre Eiffel).
Illusione perché il fatto che questo secolo sarà di progresso, i segnali ci sono, in realtà non sarà u
età del progresso inarrestabile, perché scoppia la Prima guerra mondiale. Tute quello che era stato
elaborato nei primi decenni del secolo si trasformerà in un arma contro l’uomo.
2. Età dell’odio: va dal 1918 al 1940, dove generazioni di giovani sperimentano l’odio della guerra, che
diventano dei killer grazie a strumenti di guerra che fanno milioni di morti. Dove si consumano due
conflitti mondiali. Tuttavia, questa fase è anche una fase che apre a un nuovo passaggio -> la fase
che inizia con il 1940. È il periodo di una grande disperazione, in piena guerra. Ma è anche una fase
in cui nasce la speranza.
Per quanto il continente europeo sia distrutto dalla guerra, che coinvolge tutta la popolazione. Ci
sono strumenti di distruzione di massa (non colpiscono solo le postazioni militari, ma anche le
città). Una fase di grandi disperazione, ma anche un momento in cui inizia la terza fase della storia
europea -> quella della speranza
3. Età della speranza: inizia dagli anni ’40, si deve fare conto di un altro tipo di guerra, la guerra
fredda (stati uniti vs. unione sovietica), ma anche fase della speranza perché si sviluppano le
democrazie, di welfare. Molti concetti nuovi, per quello che c’è stato prima. A livello intellettuale
elaborare un progetto di Europa liberare, che si realizzerà dopo la guerra ma dove già si
manifestano i germogli
4. Età dell’incertezza: dalla fine degli anni ’60 in poi. Iniziano ad esserci degli sfaldamenti. In unione
sovietica è il sistema comunista, trova grandi problemi di attuazione, nella competizione agli
armamenti manifesterà tutti i propri limiti. Vestendo negli armamenti trascura lo stato sociale dei
suoi cittadini, al punto tale che alla fine degli ’80 l’Unione Sovietica implode, si dimostra una sorta
di gigante d’argilla.
Incertezza perché alla fine degli anni ’70 c’è un crisi petrolifera, e si comincia a riflettere sul modello
forvista. Si riflette sul fatto che il modello americano crea sacche di povertà, soprattutto per paesi
che hanno scritto delle costituzioni democratiche, dove vengono riconosciute grandi libertà e diritti
di carattere sociale.
Va in crisi anche perché negli anni ’80 scoppia il problema dell’ambientalismo. Nascono tanti partiti
ambientalisti in Europa. Dagli anni ’60 si apre una fase dove sia il modello americano che quello
sovietico entrano in crisi.
ETA’ DELLE ILLUSIONI
Si apre una stagione di progressi ininterrotto. questa visione ottimista dell’Europa non è soltanto delegato
al positivismo e alla scienza, ma anche al fatto che l’Europa all’inizio del 900 ha delle caratteristiche
omogene condivise a livello mondiale. Non ci sono le premesse di uno scoppio di un conflitto mondiale.
Un Europa dell’illusione: da una parte culturale, la scienza e la tecnologia renderanno facile la vita dei
cittadini, una visione positiva della società, e poi ci sono alcuni elementi di omogeneità che ci fa pensare
che la guerra è l’ultimo dramma all’orizzonte.
Caratteristiche comuni:
• Transnazionalità delle aristocrazie: lo possiamo applicare a diversi aspetti della vita europea inizio
‘900. È un Europa dominata da grandi famiglie aristocratiche, ogni stato europeo guidato da una
monarchia. La caratteristiche è che sono imparentate tra di loro. Conoscono le stesse lingue. Stessi
gusti artistici e architettonici. Hanno la stessa formazione culturale.
Primo elemento di comunanza.
• Transnazionalità sociale: ci sono i contadini, gli operai, la classe borghese, l’aristocrazia. Troviamo le
stesse classi sociali, una sorta di omogeneità sotto questo tipo.
• Transnazionalità costituzionale: Costituzioni di tipo liberale, le monarchie in Europa sono di tipo
costituzionale. All’inizio del 900 ha compiuto un procedimento che è iniziato il secolo scorso, da
monarchie di tipo divistico all’indomani comincia a prendere piede un processo che è la
trasformazione in monarche di tipo costituzionale, monarchie che concedono una catarda
costituzionale. Tra cui anche l’Italia: il regno di Italia, prima costituzione con l’istituto Albertino.
Queste monarchie hanno una caratteristica: il re è sceso a patti, il monarca deve concedere al
popolo una costituzione e riconoscere libertà e diritti fondamentali, in più un parlamento eletto dai
sudditi. Elementi fondamentali della nuova forma di stato.
• Transnazionalità culturale: le classi sociali iniziano a essere soggetto della lotta politica. Fa
riferimento a un concetto nuovo alla società di massa. In cui classi sociali esclusi dalla lotta politica,
grazie al diritto di voto e all’alfabetizzazione e diffusione della stampa, cominciano ad avere
coscienza di sé.
07/04
Fattori che creano una crepa dentro il sistema. La situazione è tale per cui se accendiamo i riflettori ci
rendiamo conto che nella mondo europeo ci sono delle discrepanze.
Fattori divisivi (per cadere nella Prima guerra mondiale):
1. Transnazionalità costituzionale, in Europa c sono degli stati in un cui il modello costituzionale non
ha fatto presa. Tipo la Russia di Nicola II Zarista, l’Austria di Francesco Giuseppe (il re più anziano),
la Germania di Guglielmo II. Sono tre imperi, è un altro fattore di debolezza. Questi tre imperi
sposano l’idea di monarchia assoluta, mentre tutto il resto ha abbracciato un modello liberare. Fino
ad arrivare la conseguenza più estrema: la Francia di tipo Repubblicano. È qua che iniziano le crepe,
questi modelli convivono con modelli di carattere assoluto, come in particolare la Russia (ci sono
ancora servi della gleba)
2. Abbiamo degli imperi in cui convivono popoli diversi (etnie)<. Questi imperi da un lato semplificano
la geografia Europea, l’impero è una grande entità statuale nella quale si trovano molteplici popoli
(es. antico Impero Romano).
I tre imperi, con i tre imperatori governano su grandissime realtà statuali. Vi sono tanti popoli
diversi, ma a cui viene negata l’identità nazionale. Questo mosaico di etnie diverse che stanno nei
singoli imperi, con proprie lingue e tradizioni, non è facile. Gli imperatori cercano di imporre agli
altri popoli le proprio tradizioni e lingue. Nel caso della Russia gli Zar impongono una fortissima
violenta aggressiva di russificazione, tutti i popoli in questo impero sono costretti a imparare e
usare la lingua russa.
Anche in Austria il malcontento diventa sempre più manifesto, dove questi imperi impongono un
sistema che schiaccia non solo identità e diritti ma anche identità nazionale.
Viene creato nel 1897 l’Impero Austro-Ungarico, è un tentativo di Francesco Giuseppe di evitare il
collasso dell’Impero austriaco, questa debolezza di manifesta quando si scontra con una forza
emergente: la Prussia. A metà dell’800 in Europa nascono due grandi entità nazionali: l’Impero
D’Italia e la Germania (nascita come nazione nel 1871). La Prussia è lo stato che farà da guida al
processo di unificare, in Italia è il Piemonte.
L’unificazione con la Prussia va a discapito dell’Austria, porta a una sconfitta clamorosa dell’Austria
contro la Prussia (battaglia di Sadova).
Oltre questi tre impero oscurantisti, dal modello che sposano, ce n’è un quarto: l’impero 8mano, sembra
lontano dal contesto europeo ma è determinante nel capire come l’Europa scivola nella Prima guerra
mondiale. È di un sistema autocratico, non ci sono libertà e diritti, le popolazioni che ci sono dentro sono
schiacciate e tenute sotto controllo con un sistema poliziesco.
L’Impero ottomano si allunga averso il nuovo occidente, n un impero che nel massimo fulgore arriva fino a
Vienna, pensate come riesce a penetrare nell’Europa orientale, po’ nel corso dei secoli sono anche difficili
da controllare.
Dobbiamo fare i conti col fatto che l’impero ottomano arriva fin o ai Balcani, ed è un impero pur
mantenendo un lembo in Europa è in una fase di enorme sofferenza. L’impero ottomano è stato un impero
assolut0o molto simile a quella che abbiamo fatto cenno fino a d esso.
Il fatto che sia in crisi, e sulle spoglie i paesi europei comincia a combatterci. La sia sofferenza ais basa su
una cazzo di rivoluzione che non ho capito, di modernizzare uno stato arretrato, vorrebbe creare uno stato
che assuma un modello capitalista che da la sovranità al popolo, tuttavia questo tentativo messo in atto nel
1908, produrrà un problema: il fatto che questi giovani turchi sosterranno il loro progetto di
modernizzazione in realtà costruiranno questa idea di modernizzazione su principio fortemente
nazionalista. Questo mette questa componente in contrasto con le altre popolazione all’interno della
Europa.
Questa rivoluzione in realtà ottiene il risultato opposto, rende l’impero ottomano più bollente.
Non è un caso che alle porte della Prima guerra mondiale questa bo ba multietnica che è rappresentata da
un impero ottomano porti allo scoppio consecutivo di due guerre (le guerre Balcani) che ci fanno capire che
la realtà dellEuropa pacificata, omogenea, non esiste, perché questo lembo dell’impero ottomani, che è
l’impero del sultano non riesce a cagare, comincia ad alimentare gli appetiti di nazionalità che si trovano in
quell’area. Le guerre balcaniche vedono la Grecia la Serbia il Montenegro, la romani la tua mamma
buttano, stati interessati ad impilare i loro confini.
Qui giocano in questa lotta sulle soglie di questo impero di merda ottomano un ruolo determinante la
Russia e L’austro Ungheria, che vogliono allargare la propria area di potere. Queste avranno un effetto
particolare, non soltanto segneranno il crollo dell’impero 8MANO, esce dall’Europa, ma uscirà rafforzato
uno stato che sarà determinante nello scoppio della Prima guerra mondiale: al Serbia. È tra i paesi quel che,
sull’onda delle guerre balcaniche, ne esce maggiormente rafforzata, acquisisce maggiore territorio alle
spese impero 8mano.
Perché questo è importante per la Prima guerra mondiale? Il nazionalismo servo per creare un area
balcanica di lingua slava porterò lo scontro tra la Serbia e l’impero austroungarico, che poi brucerà in tutta
Europa. La Prima guerra mondiale scoppia ai margini del continente, nasce dove ci sta un impero di grande
debolezza, porta ad alimentare un riscatto di popoli che stanno ai suoi confini, ad alimentari gli appetiti dei
popoli che stanno in questa zona.
Una guerra (dei Balcani) che porta al rafforzamento della Serbia, che sarà protagonista dello scoppio della
guerra.
3. L’Europa continentale comincia a essere dominata dai nazionalisti e imperialisti. In Europa in questa
fase politica si scatenano appetiti che riguardano gli allargamenti dei confini nazionali che sono
alimentati da un forte desiderio nazionalista, che non è quello che invece ha dominato la storia
europea del secolo precedente. Il nazionalismo precedente era di tipo patriottico, che in qualche
modo mirava a creare stati sulla base della conquista di libertà e di diritti.
10/04
I nazionalismi di inizio 900 si sono mutati e trasformati in un vero proprio imperialismo, guerrafondaio. Una
involuzione del nazionalismo, avvenuta a fine 800 con alcune ricerca scientifiche (es. Darwin e l’evoluzione
della razza), positivistici, vengono piegati ai fini della potenza nazionale.
Pangermanesimo: riunire tutte le popolazione sotto la lingua tedesca
Panslavismo: promotore di questa idea di unire una grande nazione di paesi slavi (che si concretizza alla
fine della Prima guerra mondiale) è la Serbia.
Il nazionalismo non fa esente l’Italia. Nascono movimenti nazionalismi che spingono per sfidare le potenze
europee per concludere il risorgimento nazionale.
A inizio 900 nasce il movimento nazionalista che fa pressione pubblica, non guarda solo al progetto
risorgimentale come un progetto non ancora concluse (aree ancora prive impero austroungarico) ma ha
messo in atto anche un progetto di colonialismo. Cerca di conquistare le coste africane che non sono
ancora sotto il controllo della Gran Bretagna e la Francia. Dà l’idea che l’Italia possa entrare nel consenso
europeo.
Anche il Belgio conquista una parte dell’africa nera, del Congo.
La rincorsa alla politica coloniale si traduce all’idea del protezionismi. L’economia europea era dominata dal
libero mercato, il nazionalismo si manifesta non soltanto con l’idea di rimarcare territori stranieri ma anche
l’idea del controllo dei prodotti interni, il protezionismi, che vengono portati all’estero.
Non soltanto idea di razza superiore, o di espandersi, ma anche il tentativo di schiacciare altre etnie con
l’uso della forza e strumenti di controllo economico.
Un'altra crepa che si manifesta in questo contesto che sembra omogeneo (Europa inizio 900)
4. Cortocircuito, uno spacco tra un progresso scientifico e una grande arretratezza sociale. L’era i cui
aumentano i consumi, in cui si forma una ricca borghesia che comincia a mettere in moto i consumi
di massa. È l’epoca della grande pubblicità, dei giornali, la stampa si diffonde (per orientare
l’opinione pubblica, sia per i consumi e le scelte politiche). Il contesto Europa vede la popolazione
in miseria.
Il proletariato di tutta Europa vive in condizione misere. Condizioni migliori non si vivono nelle
campagne, non sono proprietari di nulla (terra o strumenti), come gli operai della città vivono il
problema di una vita di stenti e salari scarsi.
Nell’Europa del 900 ci sono un sacco di epidemie di colera, per far capire che miseria c’era.
- Un altro fattore di questo scollamento è dato dalla migrazione, che di fronte alle crisi agrarie
che segnano l’inizio del ‘900, spopolano l’Europa (inizio 900 c’è un nuovo soggetto
internazionale: gli Stati Uniti, che sono usciti dal suo isolamenti e hanno iniziato a comprare
mercati e che ha messo in crisi il mercato europeo). L’Europa soffre ciclicamente di crisi
economiche, per via degli Stati Uniti. Questo fenomeno della migrazione, dovuto alla fame, è
alimentato dalla nuova potenza degli Stati Uniti che schiaccia la competitività dei prodotti
europei. I migranti vanno negli stati uniti, una crescita esponenziale, una fuga che toglie
all’Europa quelle giocano generazione che avrebbero contribuire a sviluppare e migliorare la
produzione in Europa.
L’industrializzazione che conosce l’Europa è una brutta, ci sono odori malleoranti, ci sono bambini e donne
che vivono una situazione più misera, la mortalità dei fanciulli tra i 9 e i 10 che vengono coinvolti in questo
processo di industrializzazione è alto.
I governi cercano di reagire, di far approvare le leggi per la tutela dell’infanzia e delle donne.
Vengono varate le prime leggi per la tutela dei lavoratori, le prime leggi per l’orario e il salario, che
riguardano le assicurazioni di infortunio, una pensione.
Nel nuovo secolo in tutta Europa si inizio a rallentare i freni dei palmenti 800 europei. Il re non è più un re
assoluto, in tutta Europa i parlamenti vedono delle leggi molto rigide per l’ingresso in questa nuova
assemblea elettorale. Stabiliscono dei limiti censitari per poter accedere al voto.
Viene imposto il limite per in piena epoca liberare perché soltanto chi può pagare un certo livello di tasse sa
fare bene gli interessi.
Sono sistemi elettorali di tipo censitario.
Vi è una massa di poveracci, che non può accedere al voto. Chi accede al voto è una classe sociale che può
pagare le tasse e ha un certo livello di cultura.
La classe bassa è facilmente manipolabile, con idee rivoluzionare.
Questi paletti vengono ridotti tra l’800 e il ‘900, si vede sempre più allargarsi il numero di cittadini che può
accedere al voto. Sempre di più si va verso forme di suffragio universale, che comincia a raccogliere strati
della bassa popolazione (lento), ma anche legato al fatto che i processi europei hanno cominciato a
sviluppare processi di istruzione pubblica e far in modo che una vasta gamma di popolazione può leggere e
scrivere, così da poter sviluppare una propri opinione pubblica.
Allargamento del diritto del voto -> suffragio universale.
Incomincia ad essere più presenti i partiti socialisti, perché si fanno promotori degli interessi della classe di
operai schiacciati da questa economia.
I partiti cattolici si fanno promotori di quello che viene definito il cattolicesimi sociale, anche la chiesa deve
farsi promotore politiche che si interessano dei diseredati.
Il cattolicesimo riesci di perdere consenso perché se non si preoccupa degli ultimi, questi cominceranno a
rivolgersi a chi è disponibile a tutelarli (i socialisti).
I partiti socialisti mandano i loro rappresentati in parlamenti anche perché sono estremamente organizzati.
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