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Debito pubblico: deficit e vincoli

La dinamica del debito pubblico

Bt = Bt-1 + i * Bt-1 + Gt - Tt

Spesa interessi

Saldo primario

dove: Bt: stock debito al tempo t i: tasso d'interesse sul debito Gt: spesa pubblica al netto degli interessi Tt: entrate pubbliche

bt - bt-1 = bt-1 (i - z)/(1 + z) + (gt - tt)

Le variabili che definiscono il segno del rapporto debito/PIL

  • Saldo primario
  • Livello del rapporto debito/PIL al periodo precedente
  • Tasso di crescita PIL
  • Tasso di interesse pagato sui titoli di debito

Debito pubblico - deficit e vincoli

Bt = Bt-1 + i * Bt-1 + Gt - Tt

Spesa interessi

Saldo primario

bt - bt-1 = ... (formula continues)

Bt/Yt - Bt-1Yt-1 ... (formula continues)

z = Yt - Yt-1 / Yt-1 (Crescita PIL)

bt - bt-1 = ... (formula continues)

Positivo - effetto positivo

Negativo - effetto negativo

bt - bt-1 = bt-1 * (i - z / 1 + z) ... (formula continues)

Le variabili che definiscono il segno del rapporto debito - PIL

  • Saldo primario
  • Livello del rapporto debito/PIL al periodo precedente
  • Tasso di crescita PIL
  • Tasso di interesse pagato su titoli di debito

Considerazioni

  1. Disavanzo primario (g > t) e i t-1)
  2. Disavanzo primario (g > t) e i > z: Il rapporto debito/PIL esplode
  3. Avanzo primario (t > g) e i > z: Saldo positivo, Il rapporto debito/PIL si riduce
  4. Saldo negativo: Il rapporto debito/PIL esplode
  5. Avanzo primario (t > g) e i

L'evoluzione del debito pubblico (in rapporto al PIL) fino ai primi anni '80

Il periodo tra 1970 e inizio '80 è quello che caratterizza per i peggiori saldi primari. Record negativo oltre il 9% nel 1975.

Effetto dell'estensione della spesa sociale, non adeguatamente compensato sul lato delle entrate. Rispetto alle dimensioni del deficit primario, l'impatto sul debito è relativamente limitato da due fattori:

  1. Livello relativamente contenuto del rapporto debito/PIL all'inizio degli anni '70 (Era ancora il 58% nel 1980).
  2. Gli elevati tassi di inflazione legati a una politica monetaria accomodante, che hanno portato a tassi di interesse reali molto bassi e talvolta negativi (i < z).

Dai primi anni '80 al 1992

  1. Le due circostanze favorevoli rispetto al contenimento dell'espansione del debito vengono meno all'inizio del '80, con una politica monetaria più restrittiva. Scopo: abbassare i tassi d'inflazione.
  2. Incremento dei tassi d'interesse che ne risulta, e lo stock di debito precedentemente accumulato - Fanno sì che, a fronte di disavanzi primari più contenuti rispetto al periodo precedente, la crescita del rapporto debito/PIL sia più rapida. Il rapporto debito/PIL passa dal 58% al 118% (1980-1993).

1993 - Svolta

La tendenza della finanza pubblica italiana cambia all'inizio degli anni '90 sotto la pressione di due fattori che intervengono in rapida successione.

  1. Il rischio di crisi finanziaria per l'Italia.
  2. La definizione di un percorso di unificazione monetaria a livello europeo.

Il secondo processo porta alla definizione di vincoli ben precisi per la partecipazione all'Unione Monetaria Europea (UME), definiti nell'ambito del "Trattato di Maastricht" e del "Patto di Stabilità e Crescita".

Condizioni per l'accesso all'UME:

  1. Deficit/PIL
  2. Debito/PIL
  3. Altre relative a: Max tasso inflazione, Max oscillazione tasso di cambio, Max tasso di interesse di lungo termine.

Il concetto di disavanzo strutturale

Fin dall'inizio, ma in misura crescente nel tempo, l'attenzione doveva essere principalmente sulla misura strutturale del disavanzo. Il motivo è che la misura effettiva del (dis)avanzo è influenzata dal ciclo economico che tende spontaneamente, a parità di politiche, a far:

  • Peggiorare il saldo in coincidenza delle fasi cicliche negative.
  • Migliorare il saldo in coincidenza delle fasi cicliche positive.

Non tener conto della fase ciclica rischierebbe di portare a reazioni "pro-cicliche" (di tipo restrittivo in fasi negative ed espansivo in fasi positive). L'aspettativa è quindi che i paesi dell'UME abbiano saldi strutturali in pareggio in modo da permettere l'operare degli stabilizzatori automatici.

L’impatto del ciclo sul saldo di bilancio deriva dall’operare degli stabilizzatori automatici, ossia elementi che tendono ad aumentare (diminuire) la spesa o diminuire (aumentare) le entrate in coincidenza con fasi negative (positive) del ciclo.

Schema di stabilizzatore automatico:

  • Imposte progressive
  • Indennità di disoccupazione

La correzione per il ciclo

La teoria delle aree valutarie ottimali

Secondo la teoria economica, un’area valutaria comune dovrebbe avere le seguenti caratteristiche per assorbire in modo efficace shock di tipo simmetrico e asimmetrico:

  1. Flessibilità nei prezzi, incluso il fattore lavoro (per compensare la perdita dello strumento monetario e della flessibilità sui tassi di cambio).
  2. Mobilità dei fattori all’interno della AVO.
  3. Bilancio centrale di dimensioni adeguate per poter assorbire shock asimmetrici e la redistribuzione tra regioni diverse.

Ragioni economiche dei vincoli

L'UME manca in buona parte delle caratteristiche desiderabili delle AVO. La funzione svolta dal bilancio centrale potrebbe essere compensata dalla possibilità per i paesi di generare disavanzi in occasione di tassi recessive, che però è precusa dai trattati. Il senso della previsione è di evitare comportamenti opportunistici da parte dei singoli paesi, che potrebbero non avere sufficenti incentivi ad evitare deficit eccessivi nell'aspettativa di un salvataggio da parte di altri paesi e/o della banca centrale.

Il salvataggio comporterebbe comunque un costo per gli altri paesi che può assumere diverse forme i quali:

  • Il costo del debito del paese salvato o di parte di esso.
  • Un aumento dei tassi di interessse.
  • Un aumento dei tassi di inflazione.

Revisione del PSC del 2005

Punti principali

  • Per i paesi con debito > 60% > taglio del deficit strutturale al netto delle misure temporanee dello 0,5% PIL.
  • Definizione meno restrittiva delle circostanze di crisi che comportano possibilità di deroga ai vincoli.

Interventi Anno 2011-2012

In questo periodo è stata introdotta una serie di modifiche alle regole attraverso una serie di interventi (six-pack, patto euro plus, fiscal compact) che hanno comportato le seguenti principali novità:

  1. Estensione del monitoraggio aspetti indicatori macro-economici (oltre che al debito e deficit).
  2. Definizione di obiettivi di medio termine sui deficit (medium-term-objective = MTO).
  3. Definizione più precisa delle condizioni e procedure per l'avvio della procedura per deficit eccessivo.
  1. Detinzione precisa delle sanzioni per mancato rispetto delle regole (sanzioni fino ad un max di 0,5% del PIL).
  2. Obiettivo su rapporto deficit strutturale: max 0,5% PIL (1% per i paesi con rapporto molto < 60%).
  3. Previsione di meccanismi automatici di correzione in caso di deviazione dall’obiettivo (es. aumento aliquote IVA).
  4. Recepimento delle regole in norme nazionali preferibilmente di rango costituzionale.

Il nuovo Articolo 81 - Costituzione

  1. Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
  2. Il ricorso all’indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei componenti al verificarsi di eventi eccezionali.
  3. Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede al mezzo per farvi fronte.

La legge di bilancio

Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. La legge di bilancio è dunque lo strumento fondamentale di manovra per la finanza pubblica. La legge di bilancio si articola in 2 sezioni:

  1. Innovazioni legislative e definizione del saldo da finanziare (Legge di Stabilità).
  2. Previsioni di bilancio correnti.

Dal 1992 agli anni 2000

Italia intraprende uno straordinario sforzo di risanamento, con l'obiettivo di centrare i parametri per entrare all'UEM. Si generano ampi avanzi primari e disavanzi che convergono verso l'obiettivo del 3%, grazie soprattutto all'aumento della pressione fiscale. L'unica spesa ridotta: investimenti. La prospettiva di ingresso nell'UEM riduce sensibilmente i tassi di interesse sul debito.

Fino a metà '90 c'è crescita economica soddisfacente. Il trend del rapporto debito/PIL si inverte e cala fino al 2004.

Dai primi 2000 alla crisi

Raggiunto l'obiettivo di ingresso nella UEM, la tensione verso il rigore di bilancio si attenua. La fase congiunturale relativamente positiva non viene sfruttata per consolidare il risanamento. L'avanzo primario arriva ad annullarsi nel 2005 e il tasso di crescita non è tale da consentire di continuare a ridurre il rapporto debito/PIL nonostante i tassi di interesse rimangano bassi.

Crisi economico - finanziaria

Z è negativo (il PIL si riduce). Sul saldo primario grava l'effetto dell'operare degli stabilizzatori automatici. Il rischio di crisi finanziaria dell'intera area euro costringe ad adottare politiche pro-cicliche (restrittiva in caso negativo). (Saldi primari positivi, con l'eccezione del 2009). A prevalere è la crescita negativa che implica una nuova rapida crescita del debito, verso il 132,6% nel 2012.

Ridistruzione disuguaglianza e redistribuzione

La funzione redistributiva dell’intervento pubblico ha storicamente ricevuto grande attenzione. In tempi recenti, l’interesse è ulteriormente cresciuto come conseguenza del fatto che i dati mostrano un trend crescente di disuguaglianza all'interno della gran parte dei paesi, e tra diversi paesi.

Lo scopo di questa lezione è fornire fondamenti teorici essenziali per interpretare la funzione redistributiva del settore pubblico, particolarmente rilevante ai fini dello studio della tassazione. Parte I come strumento di raccolta di gettito da redistribuire.

Disuguaglianza rispetto a cosa?

Le conclusioni a cui si giunge attraverso l’analisi della disuguaglianza possono essere radicalmente diverse a seconda della grandezza di cui si analizza la distribuzione. Tipi grandezze analizzate sono:

  1. Reddito individuale (annuale vs. sul ciclo di vita)
  2. Reddito familiare (annuale vs. sul ciclo di vita)
  3. Capitale...

Disuguaglianza in crescita, perché?

Nonostante l'enorme interesse che il tema ama, non esiste ancora un consenso unanime nelle misure di disuguaglianza sulle determinanti del trend crescente. Tra le possibili spiegazioni:

  • La domanda di professionalità qualitativamente elevata della "knowledge economy" è cresciuta più rapidamente rispetto all’offerta, e questo non potrà essere adeguato nel breve termine.
  • In un contesto di movimentazione globale dei capitali i gran movimenti sono riusciti a sfruttare meglio di altri le opportunità di arbitraggio offerte dai diversi regimi fiscali.

Dall'utilità individuale alla funzione di benessere sociale

Nel campo dell'economia del benessere è strumento fondamentale per lo studio della redistribuzione la funzione di benessere sociale (TBS). Il fondamento individualistico dell'economia del benessere implica che gli argomenti della TBS sono le utilità degli individui, W = F(U1, U2, U3, ..., UN) dove: Ui indica l'utilità dell'individuo i-esimo ed N è il numero di soggetti appartenenti alla collettività di riferimento.

La TBS è tipicamente crescente nelle utilità degli individui (∂W/∂Ui ≥ 0) ∀i

La funzione è generica. La forma specifica assunta dalla funzione dipende dal grado di avversione alle disuguaglianze che caratterizza la società in questione.

3 possibili esempi di TBS:

  1. TBS additiva Nel caso della TBS additiva F(.) è definita in modo tale che: W = U1 + U2 + U3 + ... + UN. Il benessere sociale risulta indipendente dal modo in cui utilità è distribuita tra i diversi soggetti. Attività di uno o dell'altro ha lo stesso impatto sul benessere di entrambi. Passando da A a B il benessere sociale aumenta nonostante il soggetto 2 stia peggio.

Il livello di benessere sociale come valutato sulla base di una TBS additiva è inferiore se la combinazione di livelli di utilità è tale che A troviamo nel punto A rispetto a C e B. Il livello di benessere sociale è lo stesso nei punti B e C poiché è la somma delle utilità è la stessa.

Implicazioni

Il fatto che la TBS additiva sia invariante rispetto alla distribuzione dei livelli di utilità non implica che la distribuzione dei redditi sia in generale irrilevante. Un ruolo fondamentale può essere giocato dall'ipotesi di utilità marginale decrescente. Fino a quando MU1 = MU2 da quel punto non mi sposto più (Q) in cui max = benessere sociale.

2. TBS Rawlsiana (criterio del maximin)

Nel caso della TBS Rawlsiana f(.) è definita in modo tale che: W = min { U1, U2, U3,..., Un }. Conta esclusivamente il livello di benessere dell'individuo che sta peggio rispetto a tutti gli altri. Il passaggio da A a B non solo il soggetto 1 sta meglio, non ha alcun impatto sul livello di benessere sociale.

3. Un caso intermedio

Un caso intermedio rispetto all'avversione alla disuguaglianza rispetto ai livelli di utilità dei diversi soggetti è dato dalla: W . U1, U2, U3, ..., Un. L'incremento di utilità di un soggetto impatta sempre positivamente su benessere sociale, ma a tassi decrescenti. Punti B e C corrispondono allo stesso livello di benessere sociale e sono entrambi superiori ad A. Aumenti del benessere sociale possono essere conseguiti nei casi in cui entrambi stiano meglio (da A a C), ma anche se uno dei due sta peggio (da A a B).

Trade-off tra equità ed efficienza

Uno dei problemi più rilevanti in relazione agli obiettivi redistributivi è quello del cosiddetto trade-off tra equità ed efficienza. Il problema consiste nel fatto che in alcune circostanze il fatto di prelevare da un soggetto parte del reddito può limitare l'incentivo a produrre reddito. Il prelievo di risorse da uno destinate a due modifica la frontiera delle utilità possibili. Il risultato è che la somma delle utilità dei due soggetti risulterebbe inferiore nel punto B rispetto al punto A (e quindi se la TBS fosse additiva non sarebbe stimabile uno spostamento di questo tipo). Per descrivere questo fenomeno è stata utilizzata la metafora del "secchio bucato".

Approcci alternativi

Fino a questo punto, l'analisi delle implicazioni della redistribuzione è stato condotto avendo come riferimento l'obiettivo di massimizzazione del benessere sociale. Visioni alternative del ruolo dello Stato nella redistribuzione comprendono:

  1. Ruolo dell'assicurazione sociale

La redistribuzione del reddito è un meccanismo assicurativo che garantisce una quantità minima di risorse a chi dovesse trovarsi in condizioni di regressività a fronte di pagamenti effettuati quando l'individuo è in condizioni economicamente vantaggiose.

Vantaggio informativo

Se gli individui sono altruisti, possono desiderare di trasferire risorse ai più bisognosi (redistribuzione come bene pubblico). Lo Stato ha un vantaggio informativo sulle caratteristiche di chi necessita risorse e permette di effettuare il trasferimento a costi contenuti rispetto al mercato privato. I trasferimenti sono effettuati dal settore pubblico a favore dei cittadini e si distinguono in:

  • Trasferimenti monetari
  • Trasferimenti in natura

Somme di denaro trasferite a vantaggio di soggetti o gruppi di soggetti in base alle caratteristiche degli stessi. Servizi offerti ai cittadini gratuitamente o a prezzi sensibilmente inferiori al costo di produzione. Es. istruzione, sanità.

Unico con trasf. monetario Unico con trasf. in natura

KCK2K0K1 Curva di Lorenz

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

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