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Geografia culturale

Cos'è la geografia?

È la scienza che studia la Terra descrivendo e rappresentando la sua superficie e la distribuzione spaziale dei fenomeni relativi alla vita umana, animale e vegetale. Studia la forma e il funzionamento della Terra, la distribuzione della popolazione, la sua crescita, la sua organizzazione del territorio, il suo modo di produrre o di spostarsi, le sue criticità, i suoi problemi, i suoi cambiamenti, le sue caratteristiche, le sue risposte all'ambiente, le sue manifestazioni culturali.

L'uomo e il territorio

Gli animali hanno bisogno di un territorio. Anche l'uomo è un animale territoriale: deve poter usufruire di una porzione di superficie per soddisfare le proprie esigenze primarie. Oltre ad essere territoriale, l'uomo è anche speculativo e tecnico: memorizza e trasmette le informazioni e impara ad organizzare e gestire il territorio. Trovando la soluzione ad un problema e tramandandola, crea una cultura.

La nascita della geografia

La geografia nasce con l'uomo: è l'incontro fra la sua natura territoriale e la sua capacità speculativa; è organizzazione del proprio spazio. Ad oggi, la geografia spiega i rapporti fra l'uomo e l'ambiente in cui vive.

Geografia culturale

La geografia culturale è la branca che studia le manifestazioni geografiche della cultura. “È l'applicazione dell'idea di cultura ai problemi geografici” (Carl Sauer, 1931). Analizza anche la diversità fra i popoli.

Determinismo geografico

Il determinismo geografico è una teoria (errata) secondo la quale la storia, le azioni e i valori dell'uomo e delle società umane sono conseguenza diretta, obbligata e necessitante dei fenomeni fisici e naturali (clima, morfologia, suolo, idrografia) (es. “i messicani non hanno voglia di fare niente perché è troppo caldo). Questa teoria dura fino al XIX secolo, ma non è ancora scomparsa del tutto. Le differenze culturali non sono riconducibili all'ambiente fisico.

Cultura

La cultura è l'insieme di valori, simboli, attività materiali che caratterizzano il modo di vita di un gruppo sociale (in etnologia, sociologia, antropologia culturale). È il complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, religiose, ecc., che caratterizzano una società in un certo momento storico.

La cultura è astratta quasi del tutto ma ha risvolti concreti:

  • Crea differenze sociali (caste)
  • Costruisce il paesaggio
  • Mostra l'interazione fra uomo e natura
  • Crea la differenziazione dell'organizzazione territoriale delle varie parti del mondo

È quindi un insieme di conoscenze e abilità formatesi generazione dopo generazione. È la base della risposta dell'uomo alle sfide poste dall'ambiente naturale e viene trasmessa. Fisiologicamente gli uomini sono tutti uguali e hanno le stesse esigenze, le diverse risposte ad esse derivano dalla cultura.

La geografia culturale studia

La geografia culturale quindi studia:

  • La diversità culturale fra popoli (cultura = elemento di mediazione fra uomo e ambiente)
  • Gli elementi del territorio letti alla luce della cultura dell'uomo che lo abita

In base a culture/esigenze diverse si creano territori diversi. Es: tetti piatti ~ tetti spioventi. Le grandi differenze culturali si hanno nella religione, nell'etnia (non si parla di razza). Anche il modo di abitare o insediarsi nel territorio è manifestazione culturale (abitare = trovare riparo ed insediamento).

La città come manifestazione culturale

La città, quindi, ad oggi, è uno degli aspetti più appariscenti di come i gruppi umani e le loro culture organizzano lo spazio. Ha in sé, mostra e trasmette, attraverso una serie di segni, quelli che sono i valori e i caratteri del gruppo umano che la vive, e quindi della sua cultura. Esiste una sintassi/grammatica urbana, ci sono elementi sempre uguali che nelle città più diverse compaiono ricorsivamente.

Le città variano nel centro storico, nel discorso ambientale (monti/mare), nella cultura che l'ha generata. Spesso le differenze non sono dovute al rapporto con l'ambiente ma all'espansione culturale del popolo che le ha create. Ciò ne definisce un po' il carattere.

Oltre ad essere luogo di offerta di servizi, la città è il fulcro di tutti i grandi mutamenti (economici, politici, sociali) della società umana. È nella città che si fa la modernità, il cambiamento. In essa si concentrano le forze intellettuali ed economiche che trasformano la società. È il luogo della complessità per eccellenza.

Urbanizzazione e città

Secondo l'ONU:

  • Nel 2010 il 50,5% della popolazione mondiale vive in città (3,5 miliardi). La metà di essi vive in città con più di mezzo milione di abitanti (958 città)
  • Il 9% della popolazione (324 milioni) vive nelle 21 città con più di 10 milioni di abitanti
  • In Italia la popolazione urbana ammonta al 67,5% del totale (quindi 30 milioni)

Se c'è tanta urbanizzazione vuol dire che l'uomo è meno legato alla terra. Le città inoltre vanno ingrandendosi. La città è studiata dalla geografia urbana (della città, quindi studia l'aspetto geografico, e delle città, quindi studia reti urbane, distribuzione, rapporti, gerarchie).

Cos'è la città?

Tutti sappiamo riconoscere una città da una non-città: strade commerciali (con negozi, bar, servizi...), servizi professionali (studi legali, studi tecnici/medici, enti, associazioni...). Non esiste una definizione valida ovunque nel tempo e nello spazio. La città è un agglomerato di persone: posso quindi pensare ad una soglia minima di abitanti. Quale? Secondo l'ONU si va da 200 a 50.000 abitanti (almeno 1.000 in Italia, Spagna, UK, Svizzera; 2.000 in Argentina e Portogallo; 50.000 in Sud Corea; 5.000 in Bangladesh, Belgio, Arabia; 1.000 in Irlanda; 200 in Danimarca; 2.500 in USA, Messico, Venezuela).

Si può essere popolosi ma non città (es. Capannori, con 46.252 abitanti). Magari sono agglomerati di paesini sparsi, senza centri grossi. Ad esempio, possono non avere le scuole. Viceversa, si può essere città anche se piccoli: Castelnuovo Garfagnana (5.950). Per quanto piccola, ha tutto.

Criteri per definire una città

  • Economico: la città è un luogo ove le attività sono extra-agricole
  • Edilizio: la città è un agglomerato di edifici (con o senza criteri di distanza, es. in Francia le case non possono distare più di 200 metri l'una dall'altra, mentre in Groenlandia si hanno città larghissime)
  • Legale: la città è tale in quanto definita per legge (Bulgaria, Ungheria)
  • Amministrativo: la città è tale in quanto coincide con un'unità amministrativa (es. comune)

Non esiste un criterio univoco e ciò crea caos. Tutte le città sono accomunate dall'offerta di servizi e funzioni non banali. Negli ultimi 60 anni è cresciuta sempre più la popolazione urbana, non più solo nel Nord del mondo ma adesso anche (e soprattutto) in zona Equatore. Una volta c'era rapporto fra crescita urbana e sviluppo, adesso no: spesso le città grandi non sono così sviluppate (es. favelas a Rio de Janeiro, slums a Mumbai, banlieue a Parigi, Quarto Oggiaro a Milano). In 50 anni è aumentato il gigantismo, ossia la crescita di grosse città con più di 10 milioni di abitanti. Le città, quindi, sono sempre di più e sempre più grandi.

Densità di urbanizzazione

Popolazione urbana per comuni. Secondo Bairoch la storia dell'urbanizzazione è da dividersi in quattro fasi:

  • Proto-urbanizzazione (V millennio a.C.-I millennio a.C.)
  • Città antica (metà del I millennio a.C.-Rivoluzione Industriale)
  • Città moderna (Rivoluzione Industriale-XX secolo)
  • Urbanizzazione del mondo povero

Origini delle città

Cos'è che fa nascere la città? La scoperta dell'agricoltura, avvenuta nella Mezzaluna Fertile (dalla Siria alla Valle dell'Eufrate) nel 10.000 a.C. Prima l'uomo viveva di caccia, pesca e raccolta: c'era nomadismo; successivamente c'è sedentarietà, l'uomo addomestica gli animali. Con l'agricoltura cresce la produzione, c'è più cibo a disposizione => si possono nutrire più persone => crescita demografica. Posso scambiare il cibo in eccedenza => nasce il commercio.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Samma00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Macchia Paolo.
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