GEOGRAFIA CULTURALE
Appunti anno 2020/2021
Daniela Santus
Appunti lezioni + appunti libri
Il gusto della fede
Il corano e le donne
In cammino
IL GUSTO DELLA FEDE
L’EBRAISMO
Lezione 5 ottobre
Le regole alimentari ebraiche che troviamo scritte sulla Bibbia.
Nell’antico testamento (l’intera Bibbia ebraica.) per gli ebrei la loro Bibbia
viene divisa in tre parti = la TORAH (costituita dal Pentateuco dei cristiani (i
primi 5 libri della Bibbia), la parte dedicata ai profeti e gli scritti Agiografi.
Le regole alimentari sono esposte in due dei 5 libri della Torah = nel
LEVITICO e nel DEUTERONOMIO (anche in piccola parte nella genesi)
Quando gli ebrei fanno riferimento alla torah non fanno riferimento solo alla
parte scritta (5 libri) ma anche alla Torah orale = quando Mosè ricevette la
legge (Decalogo) in realtà ricevette anche tutta la torah scritta e orale (tutti
gli insegnamenti che saranno messi per iscritto dai maestri rabbini nei secoli
successivi) = ambito della tradizione e non della storia.
La tradizione ci dice che i primi 5 libri della Torah siano scritti da Mosè. Gli
studiosi, nel 17° secolo, hanno messo in discussione questa teoria, perché
per esempio troviamo nei libri la descrizione della morte e della sepoltura
della sua morte. Nei secoli successivi si comincia a pensare che ci possano
essere stati piu autori, che abbiano scritto in epoche diverse i libri e che
poi siano state unite.
Anche secondo gli archeologi dopo parecchi secoli si è giunti a una
conclusione = si è messa in discussione l’esistenza di Mosè ma anche
l’esodo dall’Egitto sia mai esistito.
Cosa dice l’archeologia
Anati (archeologo italiano) sostiene che attraverso l’archeologia si possa
confermare la storia dei patriarchi. Non si hanno prove inconfutabili.
L’archeologia ci dimostra che in qualche modo ci sono state parecchie
migrazioni nell’antichità, verso e dall’Egitto. Questo non dimostra nulla
riguardo la veridicità del racconto biblico. È semplicemente un fatto storico
che si verifica per varie ragioni. Una scoperta significativa di Anati è la
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Martina Cargiolli
scoperta del monte Sinai (dove Mosè ricevette le tavole della legge). Grazie
ai suoi scavi ha scoperto un luogo effettivamente molto sacro nel deserto
dello stato di Israele. Scopre che nel età del bronzo c’è stato intorno a questo
monte una vera e propria esplosione di sacralità. Siamo nel periodo in cui il
popolo di Israele arriva in questo luogo e comincia a adorare il dio della
bibbia. Anati pensa che queste scoperte ci dimostrano che l’esodo
sia avvenuto in un periodo diverso da quello della bibbia (almeno
800 anni prima). Sappiamo anche che però i monti come i fiumi come i
deserti sono luoghi considerati sacri da la maggior parte dei popoli antichi.
Per verificare ciò dobbiamo confrontare queste fonti con altre; e quello
che appare certo è che nell’antichità vi siano state diverse migrazioni da
Canaan verso l’Egitto e sappiamo che gli egizi hanno cacciato a forza un
gruppo di questi immigrati. Considerato che il popolo egizio era all’epoca
il popolo con capacità di scrittura piu avanzata, grazie a questi, sappiamo
che gli egizi narrano di un popolo che era entrato in Egitto e che era stato
cacciato. Questo popolo erano gli Hyksos, non vengono menzionati gli
israeliti e quindi non ne abbiamo la certezza.
Lo storico egizio Manetho nel 3 secolo d.C. narra di un invasione in Egitto
avvenuta 15 secoli prima. Identifica questa invasione con il popolo degli
Hyksos. Recenti scavi affermano che in realtà non vi sia stata una vera e
propria invasione, ma piuttosto una lenta migrazione da Canaan verso
l’Egitto. Manetho descrive l’invasione come una campagna militare (non
preciso perché eventi troppo lontani e senza fonti certe, ma sulla base di
narrazioni orale).
Questo viene collocato nel 1670 e il 1570 a.C. 500/600 anni dopo
l’esodo degli israeliti secondo gli studiosi moderni e 300/400 anni
prima dell’esodo secondo la tradizione della bibbia. Risulta difficile
immaginare che gli Hyksos siano in realtà gli israeliti.
Ci aiuta la stele di Merneptah (figlio di Ramsete II), che serviva per
presentare i nemici e le popolazioni assoggettate dell’Egitto verso la fine 13°
secolo a.C.
Se gli ebrei fossero stati schiavi in Egitto o fossero riusciti ad uscire
dall’Egitto certo sarebbero stati segnati nell’elenco. In questa stele Israele
non compare, nemmeno in testimonianze posteriori, ma viene nominata
per spiegarci che Israele è un popolo residente a Canaan.
Da dove nasce la narrazione dell’esodo?
Donald Redford = ha ipotizzato che la violenta espulsione degli Hyksos
dall’Egitto sia stata un evento tanto importante che è stata tramandata nei
secoli ed è diventata parte del vissuto dei popoli. Si pensa che il racconto
biblico diventi una specie di rielaborazione e diventi cosi un racconto di
identità e di speranza (non per gli Hyksos), per un popolo che a Canaan
stava cercando di cambiare la sua condizione di vita.
Da qui l’ipotesi che l’esodo e la conquista di Canaan da parte degli israeliti
non sia realmente avvenuta. Fatti a favore sono: le citta cananee non erano
fortificate, da qui l’impossibilità che le mura potessero crollare al suono della
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Martina Cargiolli
tromba di Giosuè. Inoltre un altro fatto che bisogna considerare che il popolo
ebraico secondo il racconto biblico dopo la libertà peregrina nel deserto per
40 anni. Il popolo in 40 anni invecchia, nascono bambini e inoltre è
impossibile che il popolo composto da vecchi, donne e bambini possa
combattere e insediarsi contro le popolazioni che incontrano nel cammino.
Questo racconto ha un forte valore dal punto di vista della fede, ed è
giusto che i credenti possano continuare a pregare e a credere la liberazione
dell’Egitto. Dal punto di vista dello studioso si può soltanto valutare i
resoconti storici e le testimonianze archeologiche, andando in contro alla
verità scientifica che si basa sulle fonti.
Gli archeologi hanno ipotizzato qual era la struttura sociale di Canaan
nell’età del bronzo = società stratificata, caratterizzata da disparità e
tensioni, in cui i piu poveri non avevano niente nemmeno diritti. Da qui
l’ipotesi di una nuova migrazione, da Canaan verso l’altopiano di
Canaan = che prenderanno il nome di Giudea e Samaria. Sono le regioni
che oggi chiamano Cisgiordania e che geopoliticamente riconosciamo come
territori contesi tra Israele e la Palestina. Ma siamo in un epoca in cui i
palestinesi non esistevano e in cui gli altopiani erano totalmente
disabitati.
Gli israeliti
Gli archeologi scoprono che siamo in presenza di una immigrazione di parte
della popolazione cananaica che lascia questa società ingiusta. Qui i rifugiati
cercano di costruire una società piu rispettosa dei diritti.
Sono stati scoperti una fitta rete di villaggi sull’altopiano sorti in pochissime
generazioni intorno al 1200 a.C.
Troviamo una rivoluzione del modo di vivere. Questi sono molto
probabilmente i primi israeliti. Non arrivano quindi dall’Egitto verso Canaan,
conquistandola, ma emergerà dal suo interno, perseguendo un sogno di
equità e giustizia.
Da qui, dai primi israeliti, nasce la Legge.
La bibbia ci narra un'altra storia = che è stato Mosè a scriverla ma è stato
Dio a codificarla e Gesù la riaffermerà.
Il nucleo della Legge è il decalogo, cioè i 10 comandamenti, da cui sono stati
creati i 613 precetti, che indicano cosa e cosa non fare.
Qui troviamo parecchie regole alimentari, molte delle quali sono simili a
quelle egizie. Ma se non sono stati schiavi in Egitto come hanno fatto ad
avere contatti con il popolo egiziano tanto da avere delle regole alimentari e
non solo in comune. In realtà gli egizi, fino al 13 a.C. avevano delle fortezze
dislocate ovunque a Canaan e gli ufficiali egizi amministravano il territorio
(difficilmente gli israeliti avrebbero potuto passare dall’Egitto verso Canaan
senza che gli egiziani si fossero mossi come dice la Bibbia).
Era ovvio che quindi i cananei che diventarono il popolo ebraico
conoscessero gli usi e i costumi degli egizi.
Gli israeliti volevano però distinguersi dagli altri popoli cananei, vi era un
esigenza di specificità; una recente scoperta ci permette di confermare
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Martina Cargiolli
questa tesi: recenti scavi hanno notato che nella pianura si trovavano ossa di
maiale, mentre nell’altopiano non compaiono ossa di maiale (non
venivano piu né cucinati né allevati).
I moderni ebrei che continuano a non mangiare maiale continuano la più
antica pratica culturale attestata dalla bibbia e dall’archeologia.
La legge del sabato è però la regola che distingue maggiormente il popolo
ebraico con le altre popolazioni. Lo Shabbat è il giorno sacro in cui cessano
tutte le attività umane e animali.
Le regole ebraiche sono il modo per appannare la religiosità dell’ebreo
osservante: l’ebreo osservante sarà tale se metterà in pratica le leggi. Una di
queste è la kosherut.
Importanza della donna nell’ebraismo.
Con una rapida lettura, ci sembra che il ruolo della donna sia inferiore a
quello dell’uomo. Ma non è realmente cosi.
L’uomo in ebraico si dice ish mentre donna si dice ishà = sembra una
volontà divina di sottomissione femminile, in quanto ishà deriva da ish.
Ma studiando piu approfonditamente la bibbia, si nota che la donna è l’unico
essere vivente sulla terra che è stato creato da essere già vivente
questo suo nascere dalla costola fa sia che sia una sorta di perfezionamento
di materia vivente.
(racconto, in cui la figlia del rabbino risponde a un funzionario, dicendo che
Dio ha tolto una costola a Adamo ma gli ha dato qualcosa di infinitamente
piu importante)
Inoltre la donna viene chiamata Eva che in ebraico si dice Havah = che
significa la madre di tutti i viventi
Per l’ebraismo inoltre, il fatto che Eva abbia mangiato la mela sotto consiglio
del serpente viene chiamato il Merito di Eva, perché dato che dio è
onnisciente sapeva già che il destino degli uomini era quello di popolare la
terra e quello era il mezzo attraverso il quale si sarebbe compiuto il loro
destino.
I maestri rabbini affermano che la donna ha una dote in piu, che è quella
di saper analizzare e capire le situazioni in profondità, dono che gli uomini
non hanno. (le donne non indossano la Kippah, copricapo tipico, perché la
donna avendo questa dote in piu non hanno bisogno di indossare qualcosa
che gli ricordi che sopra di loro c’è Dio)
Nella Bibbia ebraica non vi è alcuna condizione che sia stata preclusa alla
donna, viene definita come sapienti, illustri, governatrici indipendenti,
fondamentali…
Le cose cambiano durante i secoli, quando l’impostazione tradizionale
ortodossa rabbinica differenzia un poco la posizione dell’uomo e della
donna nei confronti della legge; si dice che serve per favorire la donna in
quanto ci sono regole che impongono orari prestabiliti e se la donna è
impegnata ad allattare i bambini non può interrompere per pregare. È molto
logico ma porta già alle prime disparità tra uomo e donna tanto che ci sono
stati casi in cui il diritto e il dovere dello studio della torah è stato negato alle
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Martina Cargiolli
donne. Questa disparità è stata però spazzata via con l’ebraismo
riformato che hanno riportato alla parità di genere assoluta (la donna può
accedere al rabbinato)
Cibi kosher
È la donna ad occuparsi della casa della cucina e quindi della Kosherut,
dell’alimentazione e di tutte le regole che ne fanno parte.
Un alimento per essere consumato deve essere Kosher. I cibi Kosher si
dividono in tre categorie: a base di carne, a base di latte e i cibi parve
cioè neutro (se viene cucinato con latte o con carne diventa parte delle due
categorie).
Queste leggi sono illustrate nella torah e ci vengono illustrate anche le
regole che sono necessarie affinché un cibo sia Kosher.
I Quadrupedi devono essere ruminanti (ruminare è associato all’atto del
ricordare, uno dei precetti) e avere lo zoccolo diviso in due (divisione bene
e male). Per essere certi che l’animale sia un ruminante devono mancare gli
incisivi davanti.
Per essere kosher devono anche essere macellati in modo particolare (i
cervi sono Kosher ma non possono essere macellati secondo le regole quindi
non si possono mangiare)
Per quanti riguarda i Volatili non devono essere rapaci. E le uova possono
essere consumate se covate da un uccello Kosher.
Per quanto riguarda gli Animali d’acqua sono Kosher se hanno pinne e
squame. (il pesce spada non è Kosher anche se ha le squame, ma non viene
consumato perché le squame sono talmente piccole che possono essere
viste solo al microscopio e quando sono stati imposti i precetti non vi erano
queste risorse tecnologiche)
Per quanto riguarda il latte e tutti i suoi derivati se provengono da un
animale Kosher può essere consumato. Ma una volta munto non si può
essere sicuri, quindi per essere kosher deve essere controllato dalla
mungitura al confezionamento (si trova in commercio con la dicitura Allah
israel)
È importante non mescolare carne e latte. “non cuocerai un capretto nel
latte della madre”. Non si può cuocere carne nel latte ma non si può
nemmeno mangiare carne e dopo un pezzo di formaggio. Devono passare
almeno 6 ore. Le regole della separazione si estendono anche agli utensili.
Molte di queste regole non hanno una motivazione scientifica, ma gli studiosi
hanno pensato che il latte sia il primo alimento dell’essere umano che viene
prodotto spontaneamente e non deriva da un atto cruento, la carne invece
presuppone la morte dell’animale stesso. Per cui cucinare la carne e il latte
insieme potrebbe essere stato visto come mescolare l’innocenza e la
crudeltà.
Il pane deve essere sempre parve cioè neutro, non cucinato con latte o
carne. E soprattutto non può essere cotto negli stessi forni in cui vengono
cucinati alimenti non kosher. 5
Martina Cargiolli
Lezione 6 ottobre
La macellazione degli animale
Shechitah = taglio piu rapido possibile alla gola dell’animale, che
provoca una morta istantanea e indolore per dissanguamento. Inoltre
l’animale deve essere privo di difetti fisici e privo di qualsiasi malattia.
Deve essere eseguito da un macellaio esperto uno shochet
Simile alla macellazione islamica, ma a differenza degli ebrei la macellazione
può essere un qualsiasi maschio adulto.
Per gli ebrei non può essere compiuta da tutti, ma ha lo scopo di far
comprendere la crudezza dell’atto che si sta compiendo. Nella bibbia ebraica
notiamo che l’umanità pare essere stata creata vegetariana (genesi). Pare
essere diventata onnivora successivamente e solo dopo un ulteriore
autorizzazione divina. Non viene considerato come un diritto scontato e
un fatto naturale.
Sappiamo che la popolazione israelita che si distaccata da Canaan, non
mangia maiale per l’archeologia, ma secondo la tradizione sappiamo che il
popolo ebraico scappato dall’Egitto vaga per il deserto per 40 anni e nel
testo biblico si afferma che gli Ebrei nel deserto potevano mangiare la carne
dei quadrupedi domestici solo se l’animale veniva offerto in sacrificio. Proprio
in riferimento all’epoca sacrificale gli ebrei stabilirono che non tutte le
parti degli animali potessero essere consumate. Sono proibite tutte
le parti di grasso che venivano bruciate sull’altare. Un'altra parte che non
può essere consumata è il nervo sciatico. Questo perché la bibbia ci
racconta che proprio nel nervo sciatico, Giacobbe venne colpito dall’angelo
durante un combattimento. Per ricordare il suo coraggio e la punizione che
ha ricevuto il nervo non viene mangiato. (in pratica i quarti posteriori non
vengono mangiati). Questa viene considerata come una legge eterna.
Come il divieto del sangue. Vi sono dure regole: quella dell’arrostitura, in
cui la carne viene cotta su fiamma viva (fegato), diversamente è possibile
farlo con la salatura; secondo questa regola la carne va immersa in acqua
per mezzora, dopodiché appoggiarla su una superficie perforata e coprirla
con sale grosso. Dopo un’ora si dovrà sciacquare la carne sotto acqua
corrente e solo allora si potrà mangiare.
Paradossalmente molti stereotipi antisemiti che si sono creati per
colpire gli ebrei sono basati sulla consumazione del sangue; si dice
che gli ebrei per cucinare gli ebrei hanno bisogno di utilizzare il sangue per
esempio dei bambini cristiani. Se si fosse conosciuto un minimo delle
pratiche ebree queste accuse non sarebbero esistite.
Le regole dell’ebraismo riformato
È la corrente che nasce all’interno dell’ortodossia in Germania, nei primi
anni del 19 secolo, anche se dopo la Prima guerra mondiale, si sposterà in
America.
Hanno un egualitarismo tra i sessi. Ma si distinguono anche per l’attesa
del Messia, essi sono piuttosto in attesa di un era messianica, un era di
giustizia e misericordia; si ha l’accettazione dell’omosessualità, si
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Martina Cargiolli
celebrano infatti matrimoni omosessuali in chiesa (danno anche rifugio in
Israele per chi è discriminato e perseguitato).
Si differiscono anche per quel che riguarda l’inclusività. Per gli ortodossi si
è ebrei soltanto se si è figli di mamma ebrea. Per gli ebrei riformati questo
non sussiste, se il bambino &egrav
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