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fortificazione in pietra, nome usato ancora oggi per definire il confine tra Inghilterra e

Scozia anche se non segue precisamente il percorso del muro romano)

Crollo del potere politico -> insicurezza generale e territorio poco curato (anche

l’”armatura urbana” perde cura), un esempio tipico è Luni che venne abbandonata

perché troppo esposta agli attacchi nemici (oggi vediamo ad es. chiaramente i resti

dell’anfiteatro).

QUESTO ESEMPIO CHIARISCE PERCHÉ

nel Medioevo le città si ritirano sulle alture: si evitano i malanni della palude e si è più

sicuri, potendo controllare meglio il territorio ed essere difficilmente raggiungibili

Medioevo -> tipico l’incastellamento es. San Marino o la rinnovata Volterra (Veláthri in

etrusco, Volterrae in latino), il quale porta ad es. ad un cambio di architettura –> poco

spazio, si costruiva verso l’alto

PERÒ

“il modo d’essere” di una città non cambia, rimane staccata dalla campagna

(l’industria romperà questo rapporto di distinzione, allargando la città in campagna

ecc)

Città all’antica (Bairoch): spesso qualità della vita peggiore della campagna, meno

risorse per chi è povero, meno solidarietà, sanità, cibo, più malattie

Es: la peste nera da Messina a Marsiglia ecc -> popolazione soprattutto urbana

decimata, alcune città quasi scomparvero [cercare “Trionfo della Morte”, tema che in

alcuni casi anticipa, in altri è conseguenza della peste nera del 1348 [“eravamo come

voi, sarete come noi”]

Città medievali poi cambiano, certo ogni Paese poi ha le sue caratteristiche, ad

esempio da noi

RINASCIMENTO

prime Signorie, piccole capitali, potere e prestigio della città sono diversi (si riscopre il

classicismo e lo splendore), es: Urbino (città natale di Raffaello), Mantova (Gonzaga),

Orvieto

Rivoluzione industriale (fine 1700-inizio 1800)

Successiva alla rivoluzione agricola con illuminismo, giusnaturalismo [cerca Granduca

Pietro Leopoldo], nasce con motore a vapore (noto come macchina a vapore), specie in

Paesi che oggi sono ad es. Benelux, Inghilterra, Nord della Francia, Germania centrale

(ricchi ad esempio di carbone!)

“Patatrac” urbano -> Bairoch lo fa scattare proprio fra fine ‘700-inizio ‘800, in quello

che lui inquadra come passaggio città antica -> città industriale

L’industria abbisogna di manodopera, la città attrae lavoratori dalle campagne spesso

sovrappopolate, il tutto tenendo conto del “moltiplicatore urbano” (1 posto in industria

-> 4 nelle attività che forniscono servizi generali non banali) e delle famiglie intere che

si spostavano.

[Vedi foto Tavola 2, nota l’esclusione della Russia, da sempre mondo poco compreso e

per questo “lontano”, dall’antichità ad oggi]

Le città “esplodono” in tutti i sensi dopo la rivoluzione industriale (ad es. succede

molto dopo in ITA e URSS). Per la prima volta le città “sfondano le mura” (prima lo

schema era: città, mura, fossato, campagna)

La città si fonde alla campagna

Es. Sewell (Cile) costruita dal nulla (protetta dall’UNESCO, risorse minerarie), Bannack

(USA) città mineraria e fondiaria, oggi fantasma, Rosignano Solvay, fondata dalla

Solvay, presenta le tipiche “case tutte uguali”, Crespi, Wolsfburg (sede Wolkswagen,

fondata dai nazisti)

Tipico degli anni ‘800 e ‘900

Inizialmente le città industriali sono “monofunzionali”, quindi crescono se cresce

industrializzazione, poi però problemi tipo periferie (es. Banlieu parigine e simili,

quartieri novecenteschi costruiti apposta per l’industria, posti poco belli in generale e

quindi abitati successivamente da persone povere, escluse ecc per questo molto

problematiche come zone)

Es. Roma anni ’60 con le sue “baracche”, abitate es. da meridionali che lavorano lì

ecc, questa parte di popolazione poi va ad abitare le famose “borgate” [nota: guarda il

film “Fantasmi a Roma”]: certamente per allora era un grande miglioramento, ma

pensiamo alle odierne Tor Bella Monaca, Quarto Oggiaro, Le Vele di Napoli e il Corviale

a Roma.

Nota: nel 1975 Milano era la 25° città al mondo per popolazione, oggi straeisima

Nota: Napoli nel 1950 era la prima città del Mediterraneo come popolazione, oggi ha 1

milione di persone e Il Cairo 12 milioni

Nota: Bangladesh “è tutto quello che un Paese non dovrebbe essere”, dal punto di

vista del sito e della situazione sociale ed economica (es. monsoni e

sovrappopolazione) [approfondire…?]

Fino al periodo della città antica, città era sinonimo di sviluppo, oggi in un certo senso

è il peggio del peggio

Nota importante: Bairoch ci mostra come evolve il fenomeno “città”, Veron quello più

attuale

Riprendendo un punto precedente

Geografia urbana si occupa della città e delle città

Esiste quindi una “sintassi” urbana

Guardiamo/osserviamo per iniziare, le caratteristiche fisiche morfologiche (clima,

ecologia ecc) del sito urbano (preciso punto della superficie terrestre), i quali

condizionano la vita di tutti i giorni (es. usare bici in montagna, mancanza d’acqua). Ad

esempio è sbagliata quella di San Francisco: ottima la baia ecc ma costruita su una

falda (terremoti distruttivi)

Scelta del sito cambia per via di condizioni storiche (tempo) e spaziali (spazio): es.

costa vs cucuzzolo (la costa è uno dei siti privilegiati specialmente in certe epoche es

fenici, greci, repubbliche marinare, città portuali attuali).

La scelta del sito è figlia delle esigenze di quel periodo (Pisa esempio classico)

MA la bontà del sito non sempre coincide con quella della posizione

Cremona: piatta quindi espansione circondata da campagna (cibo), acqua PERò ha i

suoi svantaggi

Lucca: ha le mura perché in pianura, quindi fortificata in passato per difesa

Grosseto: mura perché pianura

Budapest: lungo il fiume Danubio

Verona: difesa naturale su tre lati del fiume (nel lato dove c’è terraferma c’erano le

mura) [nota: si notano il castrum e l’arena]

Nota le confluenze dei fiumi, es. Cuneo di nome e di fatto

Antiche civiltà costruivano sul fiume per irrigazione e movimento, alcune note ulteriori

sono ad es. l’Isola Tiberina e l’Ile de France, isolotti in mezzo al fiume, ideali perché

bisognava costruire ponti più corti per collegare le sponde e anche per difesa

Città sui laghi es. Como, Chicago (60% dei traffici mondiali nei laghi americani!)

Genova: insenatura naturale, baia, protetta (porto vecchio e città vecchia) o La Spezia

con il grande golfo e la diga foranea

Città fortificate sul mare: es Alghero o Portoferraio

San Francisco: riparata dalla baia ma terremotata (distrutta nel 1906)

Taranto: ha lagune interne (vi è ad es la marina militare)

Amsterdam: (classica città rinascimentale pianificata!) che ha sfruttato estuari naturali

come Rotterdam, Londra [eventualmente approfondire Arsenal]

Monaco (Montecarlo): nucleo in basso ma città in alto

Es città sullo sperone quindi ??????? come Otranto

Livorno fondata come porto alternativo a Pisa che si stava insabbiando ma si voleva

anche affondare

Il sito/luogo d’origine spiega molto il perché la città sia nata lì

A volte però è negativo es. Pisa -> basso, piatto, sul fiume -> subsidenza (vedi la

torre, San Michele degli Scalzi, Palazzo Agostino ecc], inondazioni, zanzare, umido,

nebbia MA posizione eccezionale (confina con Val D’Arno, Valle del Serchio, costa…

posizione ottima, sito orribile) [1944 allagata, 1966 allagata e crollo del Ponte

Solferino, perché l’Arno ha i suoi vantaggi ma è un “torrentaccio”, fiume piccolo e

corto, con pochi giorni di pioggia può diventare pericoloso]

Siena è il contrario, sito scomodo ma posizione ottima (non ha autostrada diretta,

“autostrada della morte”, no ferrovie principali ecc.) [anche se qui passava una via

romana e Siena è stata importantissima e fiorentissima in passato, nel periodo romano

e medievale, vedi ad es. prima banca d’Italia, Monte dei Paschi…con il governo

Fanfani, aretino, le vie principali furono fatte passare da lì. Un tempo era una capitale,

oggi è accantonata. Nota: la via Francigena invece passava da Arezzo]

Quindi risente delle priorità del momento, ha vantaggi e svantaggi

Durban: città di mare diversa da Genova, Livorno, Marsiglia (portuali, ma la prima ha

sviluppo principalmente costiero per il turismo)

Rimini: (anche se Riminum era ed è più interna) più recentemente costiera per turismo

di massa, familiare [vedi “riminizzazione” del turismo]

Siracusa: è particolare, colonia greca fondata sull’isoletta Ostigia, difendibilissima

Orbetello uguale

Venezia: fondata dai profughi di Adria, sfruttando le isolette e con imponenti lavori per

essere costruita, purtroppo lentamente va a fondo

Hong Kong: spettacolare, capitalismo occidentale sfrenato con mentalità da cinesi

Istanbul: sfrutta il Bosforo, forse unica città bicontinentale al mondo, SEMPRE

importante per la storia europea

Siti sotto le alture

Atene: costruita sotto l’altura (sacra), anche perché alla fondazione ???

Cerro Santa Lucia (Santiago del Cile) uguale, costruita sulla collinetta per difesa

Siti di altura (tipici dell’incastellamento medievale, salubri e difendibili)

Es. Begamo, Assisi, Pitigliano (sul bastione di tufo), Macerata (paesaggio “toscano”

mediterraneo), Matera (paesaggio calcareo, arido e quindi anche duro da coltivare),

San Miniato (capre “lanternate”), Enna (capoluogo più alto d’Italia, +1000 mslm).

Questi poi però diventano ostacoli nel mondo moderno!

Note particolari:

Male (Maldive), città su isola interamente edificata, oggi per espanderla e darle un

nuovo aeroporto bisogna costruire isole artificiali

Muro fra USA e Messico (impropriamente muro di Trump, c’era già): due città, El Paso e

Ciudad Juarez, la frontiera chiude i confini ma questo crea un mercato molto

particolare che fa fiorire le città sui lati opposti

Gorizia: tagliata in due fra ITA e JUG (ad es. ferrovia in Jugoslavia poco più in qua del

fino spinato, resto della città italiana al di là del filo spinato), questa situazione è

cessata con l’ingresso della Slovenia nell’UE

Volterra: problematica nel 2014 (su arenaria che crolla e crea le “balze” di Volterra,

bisogna stare attenti a dove si costruisce MA ANCHE A COME si costruisce)

Giappone tsunami 2011, città costiere floride e privilegiate per via della posizione sul

mare, purtroppo anche esposte in periodi di pace a fenomeni distruttivi

Otranto: [ossario (1965), dopo il cruento massacro dei saraceni]

Firenze: l’Arno è e porta ricchezza ma alluvione 1966

Galtur (Austria): valanga 1999, 40 morti (più grande tragedia per valanga), la

tranquilla valle alpina è un’eventuale trappola [così come l’albergo in Abruzzo 2017]

Sarno: frana del 1998 (indubbiamente per problemi naturali, non studiati!]

L’Aquila: sismicità 2009

Milano: clima con nebbia e neve (tipico della Val Padana) [nota: l’aeroporto di Pisa

chiude molto raramente per nebbia, invece Malpensa, Linate e Bergamo più spesso,

quindi come aeroporto “minore” spesso funge da supporto]

La posizione è relativa, dipende dalle relazioni con il territorio nel quale la città è

inserita (rete urbana, stradale…)

Ad ogni modo cambia nel tempo e nella storia al mutare delle condizioni del territorio:

città con posizione ottima in un’epoca, magari in un’altra…(es. Volterra)

Ad esempio i maestri romani fecero strade con cui Roma ha organizzato e connesso il

territorio (e determinano anche le nostre)

Es: Bologna sulla Via Emilia, direttrice da Milano all’Adriatico e dall’Appennino in su è

un nodo importantissimo (motivo per cui fu colpita dall’attentato terroristico del 1980

che blocco la circolazione ferroviaria) MA SE un altro diventasse più importante,

questo verrebbe dimenticato (vedi Siena)

Es: da Pisa partono vie di comunicazione di tutti i tipi in tutte le direzioni (strade,

autostrade, ferrovie, aeroporto internazionale) [il prof aveva un prof che la definisce

Repubblica viatrice…o aviatrice? Non ho capito]

Forma della città (guardando la pianta come fosse una persona: dov’è, cosa può fare lì

ma prima di tutto com’è fatta)

Pianta urbana

Es:

- Amsterdam: noto delle forme (alternanza geometrica: canali, costruzioni)

- Pisa: se la guardassi dall’alto saprei riconoserla? (difficile)

- Roma: riconosco i tratti “mondiali”, per il resto è abbastanza difficile

- Acropoli con sotto città moderna, brutta e caotica

- Milano: noto la parte vecchia e downtown

- Monaco (Montecarlo): sopra città vecchia e sotto vecchio porto, in mezzo città

moderna

San Marino: città di altura

Francoforte: vecchia e downtown

Santiago del Cile: coloniale, Cattedrale ???, classico palazzo, palazzo in vetro

MA RISCHIO DI NON CAPIRE NULLA!

ma, anche quando molti caratteri mutano anche radicalmente, spesso persiste la

forma della città

QUINDI

l’analisi della pianta urbana e del suo sviluppo topografico permette di ricostruire

molto della storia della città (così come se guardassi un ragazzo giovane, dopo 20 anni

invecchiato, dopo altri 20 anni diventato donna)

Ogni città è unica: sito, edifici, attività ecc ?????

Testimonianza di inerzia urbana è ad es la persistenza delle sue planimetrie

(centuriatio romana nella campagna emiliana o a Terracina, a sud di Latina). Ad

esempio a Colonia si notano ancora centro antico senza foro e palazzo ecc ma con

cardo e decumano, Firenze è mutata (Piazza della Repubblica 1860 (stile sabaudo ->

“un pezzo” di Torino a Firenze) quando Firenze non ha “gli attributi” da capitale),

Brescia o Verona città romane

Quindi grazie a cartina/pianta e all’aiuto delle foto satellitari posso notare ad esempio

un consueto antico modo di pianificare e costruire

Es. Micene (come Troia): costruita su un’altura, fortificata, al centro (estremamente

sviluppato poiché dominava in un periodo di Monocrazia politica, economica, morale

ecc) palazzo reale e attorno l’abitato

Es. Mileto (oggi Turchia): nel V aC fu distrutta e saccheggiata dai persiani, Ippodamo

(urbanista e architetto, il primo a teorizzare ed utilizzare schemi planimetrici regolari

nella pianificazione), propose la “pianta a scacchiera” con i famosi isolati compresi fra

strade che giravano a 90°.

[comunque al centro della città greca vi era il palazzo del potere, i luoghi pubblici, i

ceti più abbienti godevano di spazi maggiori]

Pella assomiglia, ma per la prima volta ha l’agorà (piazza significa anche riunione di

persone), non c’è più il palazzo del re (da monocrazia ad aristocrazia/oligarchia, poi

democrazie). Agorà diventa centro del potere politico (discussioni e giustizia) e del

commercio, cuore della vita urbana [es. a Pescara l’emblematica “Piazza Salotto”,

oppure anche da noi nel periodo romano e medievale la piazza presenta questa

caratteristica]

Colonizzando il circondario si esporta il modello, a Roma c’era il forum (foro)

Caratteristica romana nella pianificazione era invece la centuriazione (tramite gli

agrimensori): praticata secundum coelum (seguendo i punti cardinali) o secundum

naturam loci (assecondando la morfologia del territorio) [ad esempio si vede

benissimo nella pianura emiliana, dove il punto di riferimento è l’antica Via Aemilia,

187 aC)

I romani trasferirono la centuriazione nella pianificazione urbana (schema

quadrangolare con cardine e decumano) [costruzione “a caserma”]

[ad esempio in una carta di Probeta (Romania) si legge castrul roman DRVBETAE ed ha

cardine, decumano ecc]

Esempi

[città etrusche “a cuneo”]

Lucca, Rimini, Como, Imola, Piacenza, Verona: quadrato e anfiteatro fuori

Luni: abbandonata dopo il crollo sociale dell’impero, oggi si notano le antiche vestigia

fra cui l’anfiteatro

Bologna: quadrato romano con foro

Torino: Augusta Taurinorum

Timgad (Algeria) è rimasta inalterata la parte romana (distrutta dal tempo ma si vede

benissimo), qui l’anfiteatro è all’interno del cardine e decumano

EVIDENTEMENTE ERA UN’ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE, RIMANE!

Ovvio che ad esempio nel Nord e Sud America non sono stati i romani a costruire con

lo schema che si nota ancora oggi ma…è un fatto culturale che hanno appreso!

24/10/17

Ben presto si sfascia però l’Impero Romano d’Occidente, una serie di popoli stranieri

invade il territorio approfittando del momento di debolezza.

Rutilio Namaziano descrive il suo ritorno da Roma alla Gallia (De Reditu), racconta di

come ha dovuto viaggiare via mare perché le strade erano pericolose e non c’era più

manutenzione in città né in campagna.

Alcune città vennero abbandonate perché in siti comodi ma in posizione peggiorata

dal corso della storia (es. Luni oggi rimane poco di una città costiera, un tempo in

ottima posizione).

Le città cominciano a ergersi sulle alture (San Marino, San Miniato ecc) poiché in

sicurezza (maggiormente difendibili) e con aria più salubre.

Le città che non “si spostano” si fortificano, es. ???, circondata da lunghe mura e

numerosissime torri. Le mura medievali sono alte e poco spesse, con una chiara

funzione di difesa (piuttosto simili nelle città medievali). Le mura pisane sono un po’

squadrate, rispetto alle tipiche circolari che ottimizzano spazio e lavoro: questo tipo di

mura è tipico delle città di alture seguendo quindi il corso del monte.

L’esempio più lampante è Cittadella, con le mura quasi a formare un cerchio perfetto:

ha la costruzione tipica di un accampamento militare, con il foro al centro, il cardo e il

decumano che tagliano il quadrato.

Bari è una “doppia città”, una parte “alla romana” ma moderna e una Bari “vecchia”,

ammassata sul punto più alto della costa e disposta in maniera caotica.

Monopoli è costruita allo stesso modo e così Alghero. La città medievale è compatta e

difesa dalle mura, non c’è un parco, le strade sono strette e sporche perché lo spazio

era poco all’interno delle mura. Riducendo lo spazio si costruiscono principalmente

case sviluppate in altezza (es case-torri).

Una conformazione così caotica disorientava i nemici = più difendibile. Possono essere

costruite barricate in strade strette rendendo super efficaci le guerriglie urbane. Una

città che era romana deve quindi “abituarsi” alla forma delle mura. Bologna: si nota il

foro, il cardo e il decumano, vengono poi costruite le mura e le strade si adattano

diventando “raggi” che collegano le porte al cuore della città, di conseguenza le case

non vengono costruite seguendo il modello degli scacchi.

La piazza centrale rimane, le vecchie strutture non vengono rase al suolo ma

riutilizzate, cambia l’epoca e i valori culturali: non c’è più il tempio e il palazzo del

console, ma la chiesa e il comune (Montepulciano e San Gimignano). Sono simboli del

potere: comanda il potere civile, spirituale ed economico (piazza del mercato).

Rinascimento: viene inventata la polvere da sparo, nascono i cannoni e le armi da

fuoco. Le difese devono perciò adeguarsi. Mura alte e strette diventano vulnerabili e

nascono i bastioni: mura grosse e spessissime piene di spigoli. Neanche a dirlo un

esempio è Lucca, mura basse e spessissime con molti spigoli perché più resistenti. Per

tenere lontano i cannoni c’è una zona libera (zona di rispetto) per vedere arrivare il

nemico e attaccarlo dalle mura.

Le mura rinascimentali spesso vengono costruite ingrandendo la cerchia medievali, si

allarga la città risolvendo il problema degli spazi. Livorno nasce come città

rinascimentale, con grossi bastioni per difendersi dai nemici provenienti dal mare. La

pianta della città (fondata dai pisani) è a forma pentagonale e fu colonizzata da

prostitute, ladri ecc che ricevettero l’immunità purché colonizzassero la città (infatti

oggi è una città cosmopolita).

Con la nascita degli Stati Nazionali e la mancanza di necessità di difendersi, le mura

diventano “un peso”, vengono perciò tirate giù in favore di viali e vialoni (es Firenze

Viali di Circonvallazione), le porte vengono lasciate come vestigia. Ritorna un gusto

classicheggiante e bello. Nascono stati più grandi e stabili, le Signorie, rappresentate

da famiglie potenti e ricche. Le città vengono “ricostruite” seguendo un modello ideale

di bellezza, non più “vivere per sopravvivere” perciò il modello medievale “cade”. Si

costruiscono strutture di tipo monocratico, torna in auge il Palazzo del Signore:

simbolo del potere, quindi alto e bello a dimostrare potenza e ricchezza. Il palazzo e le

piazze reali dovevano avere la funzione di simbolo e dovevano impressionare. Questo

atteggiamento muta la cultura: città ideale -> funzionale, sicura, comoda, vivibile e

soprattutto bella.

Nuove città dovevano essere costruite [approfondire Sforzinda, città immaginaria

ideale che il Filarete – architetto “amante della virtù” - donò alla famiglia Sforza nel

1460] per mostrarsi potenti, ma per via degli alti costi opere come Sforzinda non

videro mai la luce. Gli architetti si sforzarono per progettare “città d’arte”. L’unica

costruita fu Palmanova [dalla Serenissima], contesa varie volte nei secoli e ora

patrimonio mondiale. Concepita come piazzaforte militare con tutte le strade che

convergono alla piazza delle armi; visto il luogo e il tempo dell’edificazione è si bella

ma anche dotata delle giuste difese. [Neuf-Brisach]

Ad esempio, Pienza fino al 1462 era un piccolo borgo: Corsignano. L’evento che la

stravolse fu la nascita di Enea Silvio Piccolomini, che a 53 anni divenne Papa Pio II,

quando questi fece un viaggio come pontefice verso Mantova, visto il degrado del

luogo, decise di costruire sopra il vecchio borgo una “città ideale” [Arch. Bernardo

Rossellino], ancora oggi vediamo il lavoro compiuto in quattro anni che ci ha regalato

una città tipicamente quattrocentesca (il Papa morì prematuramente e per questo da

allora non ci sono stati grandi novità)

Urbino è uno dei centri rinascimentali più belli d’Italia grazie al suo Palazzo Ducale.

Molte città vennero ricostruite seguendo lo schema rinascimentale (cambio culturale

in tutta Italia!) [un terremoto nel 1693 purtroppo ha distrutto numerose città siciliane].

Dalle Signorie si arriva a stati più grandi e potenti con monarca assoluto: cambia

anche la città.

?????: sogno di Carlo (quiete di Carlo): palazzo circondato da grande giardino e abitato

intorno al palazzo. Non c’è più la piazza centrale, al “centro” c’è il palazzo e da lì

partono i raggi sui quali si ergeranno le case. Sembra una metafora per il re seduto al

trono che guarda tutti i sudditi.

Il potere è uno solo, la Chiesa non ha ruolo centrale, semmai si trova all’interno del

palazzo. Esempio più grande è Versailles con un “retro” e un “fronte” (in qualunque

punto io mi trovi dirigo reggia e palazzo) [esistono copie es Colorno o Schönbrunn]

Reggia di Caserta (reggia barocca del XVIII secolo, oggi trascurata e “vittima” di

venditori ambulanti e con libero accesso): collegata a Napoli con una strada

così ?????, con un gioco simbolico il Re di Napoli guardava la sua reggia estiva e

viceversa. Oggi una stazione ferroviaria è stata costruita di fronte alla reggia,

interrompendo il legame tra Napoli e “nuova Napoli” [guarda su Google!]

26/10/17

Con il Rinascimento si riscopre il classico nella bellezza di ogni cosa, nasce anche

l’assolutismo [sogno di Carlo ma “quiete di Carlo”]

Rivoluzione industriale

Comincia nel punto 3 di Bairoch, qui si gettano le basi della nostra epoca anche in

senso urbano (ambienti da statici a dinamici).

Invenzione della macchina (motore) a vapore: si riesce a produrre di più, forte cambio

del lavoro (nonostante le macchine serviva tantissima manodopera, si pensi alla

catena di montaggio) [famosa foto operai sulla trave di inizio ‘900 è emblematica:

poca sicurezza e consapevolezza, non è più la fabbrica ma il suo riflesso]. Fino a prima

la produzione, seppur innovata, era manuale ed artigianale. Tanta manodopera ->

fulcro del riflesso urbano

Tutto nasce in ING centrale (finanza, specializzati e materie prime es carbone) e nella

GER centrale, Nord FRA, Benelux

In ITA fine ‘800 dopo l’Unità, la vera rivoluzione industriale arriva però nel XX secolo

Carbone, minerali ecc spingono industria di alto consumo (es. tessile!), industria

leggera, di cui hanno bisogno tutti [ING sud: miniere e pecore per lana, ING si oppose

a indipendenza USA anche per via del cotone a basso costo]

Immagini: industrie, ciminiere, ampi spazi e città es. Sheffield, Widnes, Braddock

(Pennsylvania).

Nascono inquinamento, classe operaia, sfruttamento [leggi Charles Dickens]

“Immigrazione” nelle città, nuove città industriali (le campagne erano sovrappopolate

anche grazie alla rivoluzione agricola, quindi, “per osmosi” ha agito in modo salvifico

per entrambe), dopo staticità millenaria si ribalta la situazione (città che crescono a

ritmi forsennati)

Città da “minoritaria” a “maggioritaria”, oggi la rivoluzione è completa (staccati dalle

altre specie, ci procuriamo il cibo senza produrlo direttamente). Anche città non

propriamente industriali esplodono. Nascono le enormi fabbriche, ad es. in ITA anni ’20

(Alfa Romeo), ’30, dopoguerra…altrove invece prima. Queste nuove strutture

assumono centralità nel contesto urbano. [ad es. FIAT a Torino oggi inglobata nel

sistema urbano]

Ovviamente i centri storici non contengono tutta questa gente: nascono periferie e

sobborghi -> la città “sconfina” in campagna, prima erano tipicamente separate

[alcune eccezioni, ad es. a Lucca Borgo Giannotti è molto vecchio -> le concerie erano

“brutte” in città] [es. sobborghi inglesi, precisi e uguali ma non alienanti]

Nota: le mura spesso diventano un ostacolo, almeno nelle città non di confine (periodo

dei moderni Stati nazionali) [ad es Milano rinascimentale: mura medievali, fuori mura

rinascimentali con Castello Sforzesco; nel ‘900 non ha più le mura rinascimentali ma al

loro posto viali, si sfruttano i materiali per nuove edificazioni e solitamente si salvano

le porte, le parti più belle ed emblematiche dei bastioni. Oggi non solo non ha mura,

ma ingloba città distanti e distinte come Monza] [altro esempio è Firenze, al posto di

mura “viali di circonvallazione” salvando le porte] [altro es Lucca, sulle mura oggi si

passeggia, ieri con auto] [prima ZTL italiana Siena 1965-6]

Esempi:

- Pisa: esce dalle mura fine ‘800 ma “espansione interna” finisce negli anni ’30. I

maggiorenti escono e si costruiscono ville (es. liberty) [ovvio che non c’erano mura

rinascimentali, fu conquistata da Firenze prima che le avesse] [il Catasto del

Granducato ci mostra come nel 1830 la città non ha riempito lo spazio interno alle

mura: la Repubblica marinara fortificò “in largo”] [nel 1878 cambiano le cose, nel 1861

Stazione Centrale a Sud, quindi espansione verso di essa e all’interno delle mura MA in

parte mura già tirate giù. Il grande boom si avrà nella seconda metà del ‘900, sviluppo

caotico causa mancata pianificazione. Città industriale tessile (Marzotto) che però non

può competere con altre realtà]

Nel 1889 la Saint-Gobain è la più grossa industria europea di vetro. All’inizio del ‘900

la città venne ammodernata sostituendo il vecchio con palazzi moderni, visibili e

utilizzati ancora oggi es da enti pubblici e banche

- Parigi (esempio fuori dagli schemi!): seconda metà ‘800 si vuole modernizzare e

rendere efficiente la città, sconvolgendola (Arch. Haussmann) aprendo i Boulevard

(strade immense che favoriranno circolazione per spostamento militare [controllare

rivolte, anarchici ecc dopo la Comune] con cavalleria e truppe) buttando giù gran

parte della Parigi medievale, creando città ariosa, moderna…”LA” città per eccellenza

a livello europeo (grande città, grandi palazzi, ornamenti). Osservando la carta

dall’Arco di Trionfo si nota l’impianto geometrico (inoltre l’Arco simboleggia l’era

napoleonica, “conquista” l’Europa -> nazionalismo e sciovinismo), forte simbolo

culturale [così come la Statua della Libertà a NY]). Da “troiaio” a “simbolo”.

- Barcellona: crea un’espansione “a scacchiera” con le Ramblas, spaziosa, ariosa,

moderna, bella

- Firenze (1865): Capitale, ritenuta inadeguata per un’Italia unita per la prima volta

(sotto i Savoia), si demolì ghetto ebraico per tirar su Piazza della Repubblica (cercando

di rendere essa un simbolo di unità, purtroppo su modello sabaudo, “pezzo di Torino” a

Firenze -> pugno in un occhio)

Con la Rivoluzione Industriale si assiste ad un nuovo fenomeno: in varie parti del

mondo (emblematiche cittadine in Sudamerica o in Siberia per le miniere) nascono

insediamenti funzionali ad uno scopo speculativo, in Italia ad esempio Pontedera

(medievale) vede uno sviluppo della Piaggio ENORME in confronto alla cittadina (non

solo in senso topografico ma generale); Piombino le acciaierie (esempio di one

company town, dove se va a rotoli quell’indotto è finita)

Molto spesso viene quindi creata una città, spesso dalla stessa azienda che crea “città

operaie”, figlie dell’idea anche ipocrita del “paternalismo aziendale” (operaio contento

lavora meglio)

Il padrone vuole che tutto sia ordinato, fornisce abitazioni più che dignitose per le

maestranze, le cittadine sono autosufficienti, c’è scuola e dopolavoro. Niente piazza…

al centro l’industria!

Esempi:

- Villar Perosa: nasce intorno alla fabbrica di cuscinetti a sfera

- Crespi d’Adda (cotonificio) addirittura prende il nome dalla famiglia

- Rosignano Solvay (industria chimica belga, sede italiana creata da Ernest Solvay):

nasce grazie all’apertura della linea ferroviaria “Livorno-Vada-Cecina” (1910) e

l’accresciuto interesse per l’area costiera di Castiglioncello, unito alle cave per

l’estrazione di calcare a Rosignano Marittimo e San Carlo, il sale a Ponteginori e

l’acqua marina da sfruttare per il raffreddamento degli impianti. I terreni agricoli

furono acquistati velocemente per pochi soldi, fu costruita una cittadina intorno alla

fabbrica: case con acqua, riscaldamento, orto, da 8 famiglie quelle degli operai, da 4

quelle degli impiegati, dirigente in villa liberty, scuole primarie e scuola superiore

(“chimico”), teatro dedicato a Ernest in via Ernesto Solvay. [logica fantozziana]

- Wolfsburg (Germania nazista): creata dal regime per costruire le auto del Reich

- Zingonia (BE): ambizioso progetto urbano voluto dall’imprenditore Renzo Zingone,

amministrato da cinque Comuni interessati, negli anni ’60, a creare insieme questa

particolare città vicina a numerose unità produttive, per dare ai lavoratori non di

un’azienda ma più in generale del luogo, una città con i servizi. Il progetto non decollò

e oggi metà della popolazione è straniera, il luogo è in degrado. Declassata da “città

del futuro” a luogo non-ideale, metà degli abitanti sono stranieri, perlopiù africani

[oggi spaccio e degrado, ritenuta pericolosa giorno e notte]

31/10/17

La Rivoluzione industriale in Europa e Italia sconvolge e fa esplodere le città

(demografia, topografia, forma)

Vespucci e Colombo iniziano le conquiste, il Nord America prevalentemente

conquistato da inglesi e francesi, il Sud America dagli spagnoli. Il Nord America era

abitato da popoli seminomadi (chiamati impropriamente Indiani d’America o

Pellerossa), quindi mobili, anche i confini fra tribù erano mobili. I Nativi lo vivevano e

organizzavano. Il Sud America aveva come protagonisti alcuni grandi imperi (Maya,

Incas ecc)

Al momento della colonizzazione si stimano in tutte le Americhe circa 100 mila

persone, concentrate soprattutto tra Ande e Messico. Gli europei creano teste di ponte

(specie militari?) [sono militari!]

Tutte le città spagnole dell’America meridionale (es. Quito, capitale dell’Ecuador) sono

quadrangolari, ovviamente non perché romane ma perché comodo e funzionale, con al

centro la Plaza de Armas avente i suoi palazzi (poteri politico e religioso, economico)

ed edifici tutti uguali in ogni città di fondazione.

Santiago del Cile, fondazione 12 Febbraio 1541 da parte del Capitano Pedro de

Valdivia, uno dei due tenenti di Francisco Pizarro; nella Plaza de Armas vi è la

Cattedrale di San Giacomo, stile neoclassico.

Anche oggi quindi, le città di fondazione hanno questo stile che simboleggia i valori

ecc (il cuore nella Plaza de Armas). Esempi: San Salvador (capitale El Salvador), si

ricorda il Cardinal Oscar Romero, assassinato mentre celebrava la messa perché

denunciava le atrocità del regime; Caracas (capitale Venezuela), L’Avana (capitale

Cuba) ha anche le case colorate tipiche caraibiche (sincretismo di stili, culture, civiltà).

Invece in America del Nord si sceglie la griglia orizzontale, in controtendenza con

l’Europa. Molte città di inizio ‘800 in Europa hanno il modello radiale (es. Parigi con

l’Arco di Trionfo):

- un motivo è territoriale, la terra è vergine e non vi è da rifondare ma solo da fondare

città;

- un motivo è politico “our land of freedom” (cit. inno nazionale USA), repubblica in

antitesi con monarchia (gli USA nascono 1776 poco prima della prima rivoluzione

francese 1789)

Esempi

- NY, Toronto regolarissime, San Francisco anche seppur “tagliata” dalle salite (mentre

in EU non era così), Manhattan (adeguamento delle “punte” a parte) divisa da strade

numerate tranne in rari casi, a loro volta suddivise fra street (orizzontali, si contano dal

basso verso l’alto) e avenue (verticali, si contano da destra verso sinistra). Anche città

recenti come Salt Lake City. La città per eccellenza a griglia anche nel cuore

(downtown) è Chicago.

Anche in Australia (es. Adelaide, Melbourne), in Sudafrica (gli inglesi fondano città es

Pretoria, capitale amministrativa, Città del Capo invece è legislativa e Blomfontein

giudiziaria), noi ad esempio in Eritrea (con Asmara).

Molti Paesi nuovi hanno bisogno di una capitale (erano coloniali quindi le capitali erano

simbolo di oppressione!), a volte bisogna fondarne una ex novo perché le città già

presenti “litigano”. Le nuove capitali devono essere: funzionali (che abbiano palazzi

ecc), facilmente espandibili, sicure (per i potenti) e difendibili (lontane dai confini).

Inoltre devono mostrare i simboli nazionali, devono mostrare l’identità della Nazione

[così come l’Altare della Patria a Roma o Piazza della Repubblica a Firenze, che però fu

una città problematica: i prezzi delle case andarono alle stelle per via della troppa

domanda generata dalla difficoltà di espandere la città]

- USA fondano Washington nel 1800 (Philadelpia, Chicago, NY litigavano): la città è a

griglia ma presenta assi trasversali, perché? Perché ogni Stato (allora 13), si prese a

carico la costruzione di una parte della città mostrando se stesso.

US Capital (Campidoglio: il “cupolone” bianco) con Constitution Avenue (est-ovest)

verso la Casa Bianca (potere esecutivo-legislativo); i giardini di entrambi i palazzi

puntano su Washington Monument, all’interno di questi giardini c’è la parte culturale

(gallerie, musei); in fondo i memoriali (Lincoln, Guerra Korea, Guerra Vietnam) [se

stessa all’ennesima potenza]

- Australia fonda Camberra con lago artificiale ameno. Da una parte Monumento

Caduti di Tutte le Guerre, dall’altra parte palazzo del potere, in mezzo un ministero

- Islamabad (capitale Pakistan) [Paese nato da India e poi a est (Pakistan Orientale)

diventa Bangladesh), già il nome dice tutto (città dell’Islam): purtroppo ha avuto una

pianificazione parzialmente avvenuta (paese povero)

- Tel Aviv (ebraico “la collina della primavera”): inizio XX secolo con colonizzazione

europea (stampo europeo) [cerca il cerchio al centro], ha architettura anni ‘20/’30

(grazie agli ebrei scappati dall’Europa) in stile europeo

- Brasilia sostituì Rio (ex capitale portoghese, sbilanciata dal punto di vista di

posizionamento geografico e malvista essendo appunto simbolo dei dominatori): già il

nome è emblematico, fu costruita a partire dal 1956 e diventò capitale nel 1960

(ancora in costruzione!) [Niemeyer progettò gli edifici e Costa la pianta urbanistica]. Il

sito è stato scelto perché San Giovanni Bosco sognò un luogo ecc ecc. Quindi carica

anche di valore divino. Fondata all’interno (non costiera, non coloniale, non guarda

all’Europa ma a se stessa), ha forma di “freccia con arco”, punta quindi verso quello

che ha (risorse, popolazione ecc), nonostante povertà ecc le prime favelas sono a 50

km, anche in questo caso, dopo la punta della freccia vi sono ai lati i ministeri e in

fondo Parlamento, Palazzo della Repubblica e [palazzo del potere giudiziario…nome?].

L’architettura della Cattedrale e del Palazzo della Repubblica è originale e sicuramente

moderna.

Anche la Nigeria spostò (per accentrare il potere) la capitale da Lagos ad Abuja nel

1991 (pianificata), Belize da Belize City (distrutta da uragano) a Belmopan

E da noi? Italia fascista

Con il ‘900 in Italia grande vivacità urbanistica, grazie al fascismo che voleva ricreare

l’Impero, anche se il progetto fu strano e “folle”, ancora oggi le opere hanno il loro

fascino, ad es il quartiere Eur a Roma, Palazzo della Civiltà italiana (Eur) con il suo

messaggio [pensando alla Boldrini…] Lo stile è particolare, la corrente è quella del

“razionalismo”. Esempi: Firenze SMN, Roma Termini, Torre Littoria (Torino) [ha il senso

del “matitone” di vetro di Santiago], stazione di Viareggio, Milano Centrale, Livorno

(Ciano) è fascistissima, municipio di Ventimiglia.

Nota: la famosa “littorina” (a forma di stronzo), fu progettata nel periodo fascista,

l’automotrice ETR 200 nel 1939 raggiunse il record mondiale di velocità. Il paese vuole

dimostrarsi moderno agli occhi del mondo.

Vi è un’ossessione per le nascite (+ siamo…), cura dell’infanzia, dell’aspetto fisico

(sport, corpo) [Sabato mattina parate pseudo-militari]

Da Paese ottocentesco, arretrato, con realtà regionali a paese moderno!

Es. le colonie per mandare al mare i bambini di chi non se lo poteva permettere (quella

di Tirrenia si chiamava Villa Maltoni Mussolini, nome della madre di Benito)

I motti: credere, obbedire, combattere. È l’aratro che traccia il solco ma è la spada che

lo difende.

Dopo l’embargo imposto dalla Società delle Nazioni (1935) Mussolini velocizzò il

processo instaurazione dell’anarchia del paese (di fatto comunque l’embargo non

provocò grandi problemi e fu revocato nel 1936).

L’autarchia era uno dei principi cardine della politica economica e finanziaria del

fascismo, grazie al quale si voleva proteggere lo Stato dagli “scossoni” finanziari

internazionali [vedi crisi del ‘29]. Il Duce fece molta propaganda (si ricorda il Duce

agricoltore, macho, rasato) e per massimizzare la possibilità di produzione vennero

effettuate le famose bonifiche nel Paese (le più note Delta del Po, Maremma, Agro

Pontino, Sardegna), in modo da aumentare il numero di terre coltivabili per i contadini

(si ricordano i contadini veneti, regione più povera d’Italia, trasferiti nell’Agro Pontino)

[cerca Idrovore a Coltano (PI)]

Quindi, per motivi agricoli o industriali, bisognava costruire nuove città: questo fu

l’ultimo grande periodo di fondazione di città in Italia (fine anni ’20, fine anni ’30).

Alcune città di fondazione fascista: Littoria (Latina), Sabaudia, Pontinia, Aprilia,

Carbonia, Pomezia, Guidonia, Arsia, Fertilia, Mussolinia (oggi Arborea).

La più importante fu sicuramente Littoria, Piazza Littorio al centro e radialità, città

“figlia del Duce”. Nella Piazza vi sono i soliti palazzi del potere, Chiesa, balcone e il

popolo qui si riunisce. Oggi Latina mantiene l’impianto, è ariosa e verde (è stato

richiesto un referendum per ripristinare il nome originale).

Es. Sabaudia “asse verticale” [?], Carbonia oggi miniere chiuse ma rimane la città.

Quindi anche nell’Italia fascista fungevano da centri.

2/11/17

Europa socialista

Sistema innovativo -> realismo socialista. Città assolutamente riconoscibili, portano

forti valori ideologici (es. Dresda con statua di Lenin)

La DDR (paese più avanzato fra i paesi “fratelli”) ha le più grandi opere anche

urbanistica.

Come nell’architettura fascista, anche qui regna il sobrio, modesto, essenziale, il

paesaggio portava con se tristezza e cupezza. Il socialismo predicava la non differenza

fra le classi sociali -> città uguali con tutte case uguali (quasi come a dire “vedi la

nostra città e vedi che tutti siamo uguali”)

Es. Budapest alto tasso di suicidi dopo caduta del muro, palazzoni spesso ridipinti ecc

[sarebbe da approfondire perché i suicidi ungheresi sono altissimi soprattutto fra i

maschili]

Es. Belgrado popolo non viveva nelle villette dei dirigenti

Chiaro che oltre al messaggio vi è anche l’economicità (modello IKEA)

Dopo la destalinizzazione, il suo nome in città, opere, vie ecc venne rimosso.

Dopo il crollo dell’URSS, il mondo in quei Paesi mutò radicalmente e molte città hanno

perso popolazione a causa del fallimento o del cambiamento degli indotti lavorativi

sovietici [dopo il ’91 anche Lenin subisce quasi sempre la rimozione]

Es. Nowa Huta (Polonia): fondata come cittadina autonoma distaccata da Cracovia,

fortemente voluta da Stalin come simbolo del regime socialista in un Paese fortemente

cattolico. La città ideale socialista presentava e presenta (oggi è un distretto di

Cracovia) i caratteri tipici, ma fu attraversata da storie di avversione al regime: dopo

la destalinizzazione, nel 1957 i cittadini ottengono il permesso di costruire una Chiesa

e depongono una croce dove dovrà essere costruita la chiesa, dopodiché il regime

tenta di reprimere la volontà popolare e rimuovere la croce ma non vi riesce, fra gli

altri anche Wojtyla si ribellò al regime si unì ai ribelli, la chiesa venne cominciata nel

1967 e finita nel 1977. Nel 1989 viene rimossa la statua di Lenin ma viene lasciato il

piedistallo, dopo il crollo del regime la piazza centrale da “Josif Stalin” diventa “Ronald

Reagan”.

In Venezuela Chavez fece opere simili, Ceausescu a Bucarest costruì il palazzo del

potere assolutamente in contrasto con gli ideali socialisti.

Nel ‘900 però si comincia a capire che le città non possono crescere all’infinito

Si verificano retroazioni negative (crescita: inquinameto, prezzi, invivibilità…)

Ad es a Londra nel 1952 morirono più di 5000 persone per lo smog, si decise quindi di

spostare le industrie più inquinanti fuori e creare una “cintura verde” attorno alla città,

all’interno della quale non si poteva costruire, così da impedire la crescita smisurata

della città. Allo stesso tempo vennero fondate delle new town, con la logica della città

giardino (con infrastrutture per il tempo libero). Un esperimento unico nel suo genere

che riuscì, diede modo alla gente di vivere in luoghi migliori, raggiungendo attraverso i

trasporti efficienti i soliti luoghi di lavoro [forse unico nel suo genere]

In Francia non riuscì: in terreni meno costosi (più poveri) si costruirono alloggi, senza

però creare infrastrutture e collegamenti: così facendo aumentò il disagiò e nelle

banlieu peggiori, dove c’è più degrado, gli stessi terroristi affermano di trovare il

terreno ideale per crescere nuovi soggetti criminali.

Quindi quando Bairoch fa terminare la città antica cominciano strade ideologiche,

economiche ecc ma soprattutto di espansione, grazie alla riv ind ‘800 e

consolidamento del ‘900. Quello che maggiormente colpisce è l’espansione esterna

delle città, il centro difficilmente cambia radicalmente, questo è possibile grazie ai

trasporti: se pensiamo ai treni ad es giapponesi, ci rendiamo conto come le distanze

siano mutate, quindi in un certo senso cambiano i confini. Le differenze culturali,

ideologiche e sociali si notano, ma gli obiettivi che trattiamo sono gli stessi: palazzoni

socialisti, fascisti, popolari durante il libero mercato, le tipiche villette con giardino USA

ecc

I problemi si hanno sempre e soprattutto con la mancata o scarsa pianificazione, o

realizzazione della stessa: pensiamo a Trenno (MI), ex-cascina ora terribile perché

malamente inglobata e rovinata dalla tangenziale che le passa accanto [abbiamo visto

che la stessa tangenziale passa SOTTO a dei palazzi]; il Bronx a NY è composto da

palazzi enormi ed anonimi, zona poco curata (si può notare già dall’incuria del verde),

chiaro che come per altre situazioni già citate ci sarà un “gioco al ribasso” (chi può

scappa e prende il suo posto chi sta peggio di lui -> circolo vizioso); a Chicago negli

anni ’50 furono edificati 12 palazzoni: l’idea era quella di farli diventare come

comunità (1 palazzo aveva più abitanti di un piccolo comune!), purtroppo non andò

bene più o meno per i soliti motivi e si decise poi di abbatterli, facendo sorgere al loro

posto un parco.

Potremmo quasi definire questi posti come “terre di nessuno” (anche in Italia ci sono

state e ci sono, un esempio è lo ZEN (Zona Espansione Nord) di Palermo (progettato

dall’Arch. Vittorio Gregotti e sorto nel 1969 per opera dell’IACP palermitano, Istituto

Autonomo Case Popolari), ospita 16000 persone, però non sono mai state completate

le opere di creazione di vere infrastrutture e collegamenti (ci sono problemi con le

fogne!), per cui è stato soprattutto negli anni ’90 al centro dell’attenzione mediatica.

Altri quartieri tristemente noti sono Vele di Scampia (Napoli), Corviale (Roma), Quarto

Oggiaro (Milano).

OGNI STATO DEFINISCE A MODO SUO LA CITTÀ

Definizione di città: luogo di offerta di servizi e funzioni non banali

Definizione “furbetta”, nel senso che è vaga, dice tutto e niente, però va bene per

Babilonia come per New York.

Funzione urbana: attività che risponde ad esigenze interne ed esterne (governo

territoriale, industria, welfare ecc) e che giustifica l’esistenza della città stessa come

unità sociale organizzata nei suoi rapporti con enti territoriali più vasti (es Province,

Regioni, Stato, enti sovranazionali…) Ogni funzione ha un raggio d’azione (o portata)

con diversa ampiezza territoriale.

Pensiamo ad esempio ad un piccolo Comune: le sue funzioni solitamente interessano

gli abitanti di quel piccolo territorio, mentre un governo della Capitale interessa tutta

la popolazione dello Stato (possiamo pensare anche ad una piccola impresa rapportata

ad una multinazionale, oppure alle elementari e paragonarle all’università).

Quello che è diverso è il raggio d’azione.

Potremmo dividere le funzioni di base dalle funzioni esportatrici, ogni funzione ha

bisogno di tot clienti (soglia minima), pensiamo ad un panificio, solitamente presente

più volte nello stesso posto contro alla gioielleria, soglia piccola contro soglia grande.

Questo dipende dal tipo di servizio e quindi dalla funzione e anche dal cliente: se ho €

1 in tasca e per andare a comprare il pane non posso prendere l’autobus ad € 1,5,

possiamo pensare ad un rapporto di quantità/distanza: per comprare una Ferrari sono

disposto ad andare a Milano e pagare anche un tot di viaggio; quindi ho funzioni di

rango elevato (o ordine elevato) che richiedono un’area di mercato piuttosto estesa.

Quindi l’importanza di una città si desume dai servizi, possiamo dire che Amsterdam o

Zurigo siano più importanti di Bombay o Calcutta (se guardassimo il numero di abitanti

la situazione sarebbe inversa!)

Tetragiro: settore primario (sostentamento dalla terra, agricoltura, caccia,

allevamento, estrazione risorse), secondario (trasformazione in bene), terziario (offerta

di servizi non materiali), quaternario (il “top”, parte più qualificata, innovativa,

importante ecc dei vari settori)

Quindi ai vertici ci sono le città che offrono/hanno questi servizi quaternari.

Solitamente la città è multifunzionale (serve la propria popolazione ed attrae quella

esterna), alcuni centri sono specializzati in ogni senso, ad esempio a Pisa è

predominante l’università, alcune città sono specializzate in funzioni economico-

finanziarie internazionali (es Francoforte, Londra, Zurigo), alcune sono in situazioni più

“equilibrate” (es Milano), alcune sono considerate città d’arte (es Firenze) ecc

Riassumendo: funzione, servizio, soglia e portata. Gerarchia elevata -> centro di

influenza più ampia

07/11/17

Città industriale e città globale: a cosa servono oggi le città

Se guardiamo dal satellite Torino vediamo il Po, gli stadi e i grandi capannoni: da

questo capiamo che Torino è (meglio dire era visto che lo sappiamo) industriale. La

città industriale nasce con la FIAT (Mirafiori), negli anni ‘60/’70 (grazie alla

motorizzazione [e grazie al fatto che gli Agnelli erano dappertutto anche in politica]) le

industrie erano poco automatizzate quindi servivano tanti operai.

Torino aveva quindi il profilo di una città operaia, diversa da una industriale o

impiegatizia [colletti bianchi] culturalmente parlando [si riflette poi in tutto: ambiente,

attività presenti, periferie operaie]. Da Torino (guarda caso!) sono partite lotte e

rivendicazioni sindacali ecc.

Però è un classico (e visto il momento storico anche rapido) esempio di come le cose

non sono eterne (Mirafiori da più di 20000 operai a meno di 10000) ed è forse l’unica

città operaia colpita dal declino industriale che si è completamente reinventata: oggi

Torino riutilizza vecchie strutture (es Centro Congressi Lingotto, progettato da Renzo

Piano, è oggi forum di economia, finanza ecc), oggi è città-salotto, centro

enogastronomico, si pensi al vino o al cioccolato, è turistica (pensiamo solo al museo

egizio, alla Sindone, alla Mole Antonelliana).

Esempi:

- Detroit: fondata sull’industria automobilistica ed oggi è in uno stato allucinante;

- Terni: dipende ancora molto dalle acciaierie;

- Piombino: solo acciaierie (oggi malissimo);

- Pontedera: zona operaia e industriale di Pisa (Piaggio);

- Milano: è ed era non solo industriale, quindi meno vulnerabile.

Dove l’industria portava avanti la vita della città (lavoro, case popolari e indotto) e non

c’è stato rinnovamento, il degrado è avanzato.

Pisa, molte industrie sono state chiuse e il riutilizzo delle strutture è passato in mano

all’attività più importante, redditizia, con portata maggiore: l’università (il Polo

Fibonacci è nel Complesso Marzotto [notiamo il razionalismo delle strutture degli

impianti ad esclusivo uso industriale o tecnico, poi notiamo un po’ più di “aulicità”

nell’edificio di rappresentanza, attuale sede del Dipartimento di Matematica]).

Chiquicamata (Cile): miniera di rame a cielo aperto (una delle più grandi del mondo),

popolazione “mobile”, maschile (7 a 1) [ecco perché nei film sul far west sono tipiche

le “donnine”…facevano affari “facilmente”!], povera, costruita in modo

“abborracciato”, rischierebbe estinzione se crollasse l’attività.

Carbonia è stata fondata (dal nome) per la miniera di carbone, però ha altre

infrastrutture (saprebbe riciclarsi più facilmente).

Nota sulle città italiane fondate o sostenute sull’/dall’attività

Per quanto riguarda l’estrazione, intanto l’Italia è un Paese geologicamente giovane

(miniere presenti comunque limitate) e il lavoro è costoso, rischioso, sindacalizzato,

esistono leggi sull’ambiente -> quindi conviene l’importazione; c’è da dire che a parte

Carrara che è un centro mondiale (non per grandezza delle cave ma grazie a borsino

mondiale del marmo e prestigio consolidato) le città sono comunque solitamente

miste: Livorno è ad es industriale e portuale, Genova non ha solo Ansaldo, quindi,

anche nei casi come Piombino non si può dire che esista una Chiquicamata italiana.

Oggi la portualità è cambiata!


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in informatica umanistica (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali)
SSD:
Università: Pisa - Unipi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher filippinotedesco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pisa - Unipi o del prof Macchia Paolo.

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