- Fondamenti di Glottologia e Linguistica
La materia descrive come funziona una lingua naturale, la quale definizione verrà data da F. De Saussure nel
“Corso di linguistica generale”
libro (una raccolta di appunti dei suoi studenti).
Secondo molti grandi linguisti, questo libro è solo parzialmente attendibile, in quanto condizionato da una
del linguaggio (essendosi l’autore formato nel Positivismo).
visione sociologica “Où tout se tient”.
Secondo Saussure, la lingua è un SISTEMA DI SEGNI Andiamo a definirlo.
termine comune (sistema nervoso, “il sistema ci opprime”), insieme di elementi i quali
SISTEMA= lavorano
insieme allo stesso scopo. Se uno di questi non funziona, l’intero sistema collassa. Questo,
parlando di lingue, porta alla “morte” di una lingua e alla nascita di nuove lingue.
SEGNI= Segno linguistico, unione inscindibile di SIGNIFICATO e SIGNIFICANTE.
Il segno linguistico
Il segno linguistico ha tre proprietà:
Arbitrarietà: Non esiste nessuna legge di necessità nella associazione di un determinato significante ed
un significato.
“gatto” non è detto allo stesso modo in tutti i paesi, anche se alcuni fonemi si
In Europa, ad esempio …); andando a parlare delle lingue slave, ci
somigliano (spagnolo gato, inglese cat, tedesco katze,
кашка, кот, …).
allontaniamo dalle somiglianze (es. Russo polacco albanese mace,
Questo dimostra che non esiste nessuna necessità per le lingue di istituire lo stesso significante al
“gatto”.
significato
Per i suoni onomatopeici, a volte, vengono usati significanti molto simili tra loro, ma, per la proprietà
dell’arbitrarietà, non tutti i paesi sono costretti ad usare lo stesso fonema onomatopeico scelto dagli altri
paesi per “necessità”.
Distintività: ogni segno linguistico non deve essere ambiguo e deve distinguere significati diversi.
però casi particolari. Prendiamo la parola “cane”: essa ci riporta all’animale, ma può essere usata
Esistono
per descrivere negativamente il comportamento di qualcuno. Queste sono necessità di carattere
comunicativo che riguardano la stilistica e la pragmatica. Il contesto disambigua il segno.
il segno linguistico ha un “vettore” e quindi una direzionalità sia nello spazio (quando
Linearità: viene trascritto) sia nel tempo (quando viene pronunciato).
Se scrivo <ramo> o dico [‘ra:mo] è diverso dallo scrivere <mora> [‘mᴐ:ra].
o dire Quindi ha una
direzionalità sia nello spazio (il modo in cui trascrivo le sillabe) e sia nel tempo (il modo in cui
pronunciamo le lettere)
Lo studio delle lingue di Saussure procede per dicotomie (separazione in due parti opposte di un elemento):
1. SIGNIFICANTE/SIGNIFICATO
2. SINCRONIA/DIACRONIA
3. LANGUE/PAROLE
1. SIGNIFICANTE/SIGNIFICATO
Dobbiamo fare prima una distinzione tra ciò che è linguistico (significante e significato) e ciò che non lo è
(referente).
Referente Significante
Cerco
Significato
(Tutto ciò (Che si divide
qualcosa
che è reale in forma
(Il concetto
Crea una che mi
e al quale scritta
che voglio
immagine permetta di
faccio <gatto>
esprimere.
mentale e
comunicare
riferimento. “gatto”,
es. forma orale
il significato
Es. gatto, “libertà”) [‘gatto] )
libertà)
“il”
Anche è un segno linguistico, detto grammaticale:
[il] “Articolo+determinativo+maschile+singolare”
SIGNIFICANTE SIGNIFICATO
Esistono dunque, diversi segni linguistici tra cui: lessicale, grammaticale, morfologico.
2. SINCRONIA/DIACRONIA
Letteralmente “simultaneità/cambiamento e risultato di quella evoluzione”.
l’italiano prima era il latino). Lo studio
Le lingue che conosciamo ora, prima erano altre (come, ad esempio,
del linguaggio può essere fatto in modo sincronico e diacronico. Il primo, studia il funzionamento dei segni
linguistici di una lingua, mentre il secondo studia il modo in cui essi sono mutati nel tempo.
Secondo Saussure, questi due studi non possono assolutamente coesistere. l’italiano e
Un esempio di studio sincronico potrebbe essere quello delle differenze tra alcune lingue diverse:
il creolo Hїndi.
L’italiano è una lingua flessiva, cioè cambia una parola tendendone una parte fissa (radice) ed una variabile
gatt+o, gatt+i, gatt+a, …) e usa
(desinenza) (es. la forma verbale coniugata per rendere una azione attiva o
passiva.
Nel creolo, invece, la forma corretta della frase “il gatto ha mangiato” sarebbe “chat te manger” (gatto
mangiare). Questo perché non è una lingua flessiva e quindi non coniugano il verbo e usano parole per noi
intraducibili (te) per determinare il tempo in cui è avvenuta una azione e anche la sua attività o passività.
3. LANGUE/PAROLE
“Langue” e “Parole” sono due termini francesi che indicano rispettivamente “Insieme di segni linguistici
e “Uso individuale che viene fatto della
condivisi da una comunità di parlanti (una lingua o un dialetto)”
Langue”.. “libero” all’individuo di poter modificare a suo piacimento le
La Parole è un atto linguistico che permette
regole grammaticali/linguistiche/ortografiche della Langue.
Es. Le frasi italiane si formano seguendo lo Io ho visto quel film.
schema ortografico del
SOGGETTO+VERBO+OGGETTO
Con la ‘parole’, Quel film io l’ho visto.
un individuo può scegliere Questa frase, per
liberamente di utilizzare lo schema esempio, potrebbe
OGGETTO+SOGGETTO+VERBO aiutarmi a mettere in
evidenza il fatto di aver
visto PROPRIO QUEL
film.
Questo fenomeno è
detto
TOPICALIZZAZIONE.
Per Saussure un linguista scientifico deve occuparsi solo della Langue; la Parole è secondaria.
Quest’ultima, però, è realisticamente fondamentale al fine di studiare una lingua in modo Diacronico, dato
non è altro che l’evoluzione di più
che una lingua Parole accettate sempre da più persone.
- La Fonetica
Il linguaggio si manifesta attraverso i suoni (i significanti).
La fonetica studia quali sono i suoni riprodotti, studia inoltre anche come sono e quali sono le loro
caratteristiche.
I suoni vengono prodotti attraverso il cosiddetto apparato fonatorio ed esso è identico per tutti gli esseri
umani.
Per questo è stato istituito l’API (Alfabeto fonetico internazionale). Esso è un insieme di simboli che
rappresentano in modo univoco ognuno dei suoni che produciamo.
Ogni lingua naturale ha regole ortografiche differenti. La necessità dell’API sta proprio nel fatto che in
questo modo siamo in grado di rappresentare foneticamente in modo univoco ogni lettera o gruppo di suoni
che ogni lingua rappresenterebbe diversamente.
ʃ
[ ],
Prendiamo come esempio il suono che per definizione è una consonante fricativa palatale sorda.
[‘ʃarpa]
Italiano: <sci> o <sce> <sciarpa> [‘ʃe:mo]
<scemo>
Questi sono detti TRIGRAMMI
perché usano TRE GRAFEMI per
rappresentare un solo suono. [‘ʃi:t]
Inglese: <sh> <sheet>
Questi sono detti DIGRAMMI
perché usano DUE GRAFEMI per
rappresentare un solo suono. [‘ʃe]
Francese: <ch> <chez> [‘ʃule]
Tedesco: <sch> <schule>
ʃ [‘ʃte:n]
<stehen>
(le in parole come sono un
caso particolare)
<š> <šuba> [‘ʃuba]
Russo: <ш> <шуба> [‘ʃmer]
Polacco: <sz> <szmer>
L’API usa simboli univoci per ogni suono anche perché un semplice suono può cambiare l’intero significato
di una parola.
ɛ [‘pɛska]
[ ] <pesca>
(vocale anteriore medio-bassa frutto
non arrotondata)
vs [‘peska]
[ e ] (vocale anteriore medio-alta atto di pescare
non arrotondata) [‘vɛnti]
<venti> vento
[‘venti] numero
ɔ [‘bɔtte]
[ ] <botte>
(vocale posteriore medio-bassa percosse
arrotondata)
vs [‘botte]
[ o ] (vocale posteriore medio-alta per il vino.
arrotondata)
Nello studio della nascita delle lingue, il passaggio dalla oralità alla scrittura è presente, ma non necessario.
Esso risponde a ragioni di carattere non linguistico. dell’America del
Alcune lingue non sono mai state scritte. Alcune di esse, invece, (come per alcune lingue
nord o dell’Africa) non sono state trascritte prima degli eventi storici coloniali, quindi non prima che
arrivassero i coloni e iniziassero a studiarle.
Quindi, in pratica, le ragioni che portano alla trascrizione di una lingua solo orale sono di carattere
solitamente religioso e politico.
A testimonianza di ciò, possiamo prendere in considerazione tutti i primi documenti conosciuti di una
qualsiasi lingua naturale. Tranne che per poche eccezioni, si tratta o di testi giuridici o di testi religiosi.
La necessità dell’alfabeto IPA nasce anche in riferimento al vecchio alfabeto usato prima di quello, cioè
l’alfabeto che l’hanno pensato (il primo era un italiano ebreo,
Ascoli-Goidanich, dal nome dei due linguisti
fondatore della prima rivista di linguistica italiana; Goidanich fu un suo allievo). Esso venne inventato
intorno all’800 e venne usato fino all’invenzione dell’IPA (intorno ai primi anni sessanta).
l’alfabeto e l’Ascoli-Goidanich
La differenza tra IPA è che nel primo abbiamo due simboli diversi per ogni
suono, mentre il secondo usa lo stesso simbolo aggiungendo quelli che si chiamano SEGNI DIACRITICI. Il
valore fonetico di aperto o chiuso nelle vocali viene affidato quindi a dei segni distintivi aggiunti al simbolo
fonetico della lettera. <botte> [ʹbɔtte] vs [ʹbotte]
IPA ASCOLI-GOIDANICH
[ɔ] vs [o] [ǫ] vs [ợ]
- Apparato Fonatorio
L’apparato fonatorio distingue organi mobili e organi fissi che producono i suoni.
L’aria parte dai polmoni, passa attraverso la laringe e arriva alle pliche (corde) vocali.
Esse sono delle membrane che normalmente assumono una posizione verticale. Quando l’aria passa
attraverso le pliche vocali possono succedere due cose:
L’aria passa attraverso le piche vocali
1. lasciandole verticali;
L’aria quando sbatte contro
2. le corde vocali le muove e le fa passare da una posizione verticale ad
una arcuata. Quando questo succede, le corde vocali vibrano.
La presenza o meno di una vibrazione ci permette di classificare i suoni attraverso due parametri:
1. Suoni sordi
2. Suoni sonori
Per distinguerli fisicamente, basta poggiare un dito sulla gola ed emettere suoni.
Tutte le vocali sono suoni sonori. Le consonanti possono essere sia sorde (come per la s e la f), ma possono
anche essere sonore (come d, g, b).
le corde vocali, l’aria arriva nella faringe e si trova d’avanti ad un bivio: può passare
Dopo essere passata per
nella cavità orale ed uscire dalle labbra o può indirizzarsi (parzialmente o totalmente) verso la cavità nasale
ed uscire dalle narici. (o velo del palato) che è l’organo che termina in basso con l’ug
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