FARMACOLOGIA
FARMACOLOGIA
scienza che studia i farmaci e i loro effetti sugli organismi viventi.
Scienza applicata alla cura, prevenzione e alla diagnosi delle malattie umane e
veterinarie. Si basa sull’ottenimento di un miglioramento clinico del pz.
L’obiettivo è quello di ripristinare uno stato di salute che la malattia ha
fatto perdere
Applicata alla Prevenzione: abbiamo dei metodi che possiamo prevenire le
malattie. Una classe di farmaci sono i vaccini.
Applicata alla diagnosi: i mezzi diagnostici sono farmaci, ossia i radiofarmaci
ossia i mezzi di contrasto. Ci servono come aiuto diagnostico. Anche i mezzi di
contrasto hanno una loro legislazione molto precisa, sono farmaci la cui
sicurezza è relativa. Farmaci ampiamente studiati. Vanno incontro ad
aggiornamenti.
FARMACO
sostanza chimica dalla struttura nota (vuol dire che il farmaco ha una struttura
chimica ben precisa che dobbiamo conoscere molto bene, perché avendo la migliore
conoscenza possibile della struttura fisica e proprietà fisico chimiche della
molecola del farmaco che possiamo immaginare e prevedere quali sono le azioni
farmacologiche che quella sostanza produrrà all’interno del nostro organismo e
altrettanto quali saranno le azioni che noi definiamo effetti collaterali) che
produce un effetto biologico (vuol dire che il nostro farmaco sarà in grado di
modificare, modulare le funzioni fisiologiche che sono alterate dalla malattia,
per esempio se ho un pz iperteso e uso un farmaco antiipertensivo, andrà a
calare i livelli di pressione del pz) quando somministrato ad un organismo
vivente (sia specie umana sia specie animale).
La differenza tra la farmacologia di oggi e quella del 1950 è che oggi noi
grazie all’incremento che ha avuto la biologia molecolare, fisiologia,
biochimica, siamo in grado di conoscere esattamente le caratteristiche fisico
chimiche di una sostanza farmacologicamente attiva.
PRODUCE UN EFFETTO BIOLOGICO: MODULA LA FUNZIONE FISIOLOGICA: I FARMACI non
creano nuove funzioni fisiologiche, ossia che il nostro organismo non conosce.
OMS: farmaco: sostanza o prodotto usato per modificare o esaminare sistemi
fisiologici o patologici con beneficio di chi lo riceve.
Nel momento in cui al farmaco viene data una forma farmaceutica (compressa,
capsula, sciroppo, supposta, gocce) utile a somministrarlo ad un individuo (uomo
o animale) a fini terapeutici, preventivi, diagnostici il farmaco viene chiamato
MEDICINALE.
Un farmaco una forma iniettabile ad uso intramuscolare, non sempre è
sovrapponibile (non sempre si equivalgono) con la via endovenosa.
Farmaco principio attivo
Non tutte le compresse possono essere divise. Dipende da come è costituita la
compressa
Una forma farmaceutica contiene:
1 Uno o più principi attivi, i farmaci antipertensivi (betabloccante e un
diuretico); terapia dell’asma, nell’erogatore ci sono dentro due principi
attivi ossia il broncodilatatore e il glucocorticoide.
2 Una serie di componenti inerti (non può avere un’azione farmacologica, non
fa niente) privi di attività farmacologica: ECCIPIENTI (se la forma
farmacologica è solida), VEICOLI (se la forma farm è liquida).
• Danno al prodotto un determinato stato fisico, o caratteristiche
organolettiche o proprietà particolari
• Possono essere importanti per la sicurezza d’uso di un farmaco: es.
saccarosio nel diabetico; lattosio nel soggetto con intolleranza al
lattosio; parabeni, possono dare allergie.
Gastroprotettori: Sono costruite in modo tale che l’acido cloridrico che c’è
nello stomaco non vada a modificare il principio attivo, inattivandolo.
L’eccipiente non ha azione farmacologica
FARMACOLOGIA
IL NOME DEI FARMACI
• LA R cerchiata (®) vicino al nome commerciale del farmaco significa che è
stato registrato, che si tratta di una specialità medicinale. Che non è
generico.
• Nome chimico: si riferisce alla natura chimica del farmaco, e ne descrive
la struttura fisica e la disposizione dei suoi farmaci. Es. acido
acetilsalicilico (aspirina)
• DENOMINAZIONE COMUNE INTERNAZIONALE (DCI): creata dall’OMS, si riferisce
al principio attivo del farmaco ed è uguale in tutti i paesi del mondo.
Consente al personale sanitario e al pz di identificare senza possibilità
di errore il farmaco. Si scrive in minuscolo (es. nimesulide,
tetraciclina, paracetamolo).
Es.: furosemide, principio attivo del lasix, diuretico dell’ansa.
CLASSIFICAZIONE DEI FARMACI:
in base al:
• Uso per scopi non terapeutici (farmaci di abuso, illegali)
• Regime di prescrivibilità/non prescrivibilità (farmaco da banco -quello
che sta sul banco della farmacia; SOP- senza obbligo di prescrizione)
• Sistema anatomico su cui esercitano l’azione principale
• Impiego terapeutico (antibiotici, diuretici,..)
• Meccanismo d’azione (bloccanti i canali del calcio, ACE-inibitori)
ORIGINE DEI FARMACI
• NATURALE: l’80 % sono di origine naturale, dal regno vegetale
prevalentemente; naturale non è sinonimo di sicuro poiché può comunque
provocare effetti collaterali, la differenza sulla sicurezza di un farmaco
non sta nella sua origine ma sta nel suo principio attivo.
• Esempi di origine naturali ma tossici: Vincristina ANTITUMORALE, uno dei
più potenti, deriva da una pianta velenosa. Adriamicina, sostanza che
viene estratta dalle spugne che crescono nell’Adriatico, veleno cellulare
(ANTITUMORALE)
• SEMISINTETICI o di semi-sintesi: se ne elabora una parte della molecola
per migliorarne le caratteristiche chemo-cinetiche
• TOTALMENTE SINTETIZZATI IN LABORATORIO: anche se viene sintetizzato in
laboratorio trae sempre origine da animale o vegetali.
• BIOTECNOLOGICI, di produzione biotecnologica, caratteristiche particolari.
REAZIONI AVVERSE AI FARMACI - ADR= ADVERSE DRUG REACTION
Reazioni che comprendono qualsiasi risposta non desiderata che si verifica in
seguito all’assunzione di un farmaco in dosi terapeutico in usi appropriati.
Esempio: paziente cardiopatico che ha già avuto un infarto che viene messo in
terapia con acido acetilsalicilico come antiaggregante piastrinico. Quindi per
una profilassi secondaria, per minimizzare la possibilità che le piastrine si
aggregano che creano trombo, e quindi un nuovo infarto.
Il paziente sostiene che gli provoca mal di stomaco (DISPERSIA). Questo sintomo
è una reazione avversa, un effetto collaterale, un’azione del farmaco che non
vorremmo che si presentasse, è quindi un’azione farmacologica che non ci
interessa dal punto di vista terapeutico, ma che è tuttavia legata e correlata
al meccanismo di azione del farmaco.
Criteri fondamentali per la definizione di ADR sono legati a:
1 PERICOLOSITA’ dell’evento per il pz
2 INDESIDERABILITA’ del fenomeno
3 NESSO DI CAUSA fra la somministrazione di un certo farmaco e l’insorgenza
della reazione avversa
Segnalazione di farmaco-vigilanza: inviato al database, arriva in un centro
specifico che per tutta l’Europa va ad approfondire se la segnalazione ha un
nesso di causalità.
Magari ci si trova di fronte ad una reazione avversa rarissima, ma
fondamentale!!!(Guardare il sito di AIFA)
FARMACOLOGIA
L’aspetto che caratterizza principalmente è la gravità dei sintomi.
Sulla base della gravità dei sintomi, le ADR si definiscono:
• Lievi: non richiedono cambiamenti della terapia ESEMPIO dell’aspirina
• Moderate, richiedono cambiamenti posologici del farmaco o trattamento
specifici aggiuntivi per limitare quel danno oppure richiedono la
ospedalizzazione del paziente o un aumento dei giorni di degenza se il
paziente era già ricoverato
• ESEMPIO: un paziente che prende un antipertensivo, gli ACE-inibitori in
alcuni soggetti possono dare effetto collaterale come la tosse. Tosse
continua.
• Gravi: richiedono la sospensione immediata del farmaco, un trattamento
specifico, in quanto potenzialmente sono pericolose per la vita del pz o
per la prognosi, nel senso che potrebbero causare disabilità. ESEMPIO:
sovradosaggio da paracetamolo (è un FANS, utilizzato come antipiretico e
antidolorifico) se preso in modo inadeguato, può essere tossico,
epatotossico, quindi si può arrivare al trapianto di fegato
In base alla loro prevedibilità o meno, le ADR si classificano in 2 gruppi
principali:
• REAZIONI DI TIPO A, e hanno le seguenti caratteristiche:
1. Prevedibili: perché in alcuni pz provoca problemi alla mucosa
gastrica come delle lesioni
2. Dose-dipendenti: aumento la dose del farmaco, aumento la
probabilità che si verifichi
3. quella reazione avversa
4. Principalmente correlate alle proprietà di quella specifica
molecola di quel farmaco e al suo meccanismo di azione.
Chiamate anche effetti collaterali
Hanno ALTA MORBILITÀ e BASSA MORTALITÀ.
• REAZIONI DI TIPO B, BIZZARRE, di tipo II e hanno le seguenti
caratteristiche:
1. Imprevedibili (shock anafilattico)
2. Dose-indipendenti, non dipendono dalla dose che ho inserito
nell’organismo
3. Non sono correlate al meccanismo d’azione del farmaco ma, al
contrario, dipendono dalla risposta individuale del soggetto a quel
farmaco (es. reazioni allergiche, ecc.)
Hanno BASSA MORBILITÀ, si manifestano raramente, e ALTA MORTALITÀ.
Le allergie ai farmaci sono scatenate dell’interazione antigene anticorpo.
Alcune non sono prevedibili, ma spesso una approfondita racconta della storia
clinica del pz e un’accurata anamnesi farmacologica può far sospettare la
possibilità che si verifichino.
I farmaci di natura proteica, spesso di origine ricombinante, possono causare
sensibilizzazione del sistema immunitario e determinare una risposta
immunologica cellulo-mediata o attraverso la produzione di anticorpi.
IDIOSINCRASIA = reazione avversa inaspettata rispetto al meccanismo d’azione del
farmaco, e neppure di natura inequivocabilmente allergica (es. neuropatia
periferica da isoniazide, emolisi acuta da sulfamidici, anemia aplastica da
cloramfenicolo)
Non si usa più perché in alcuni pazienti può dare l’anemia aplastica (che il
farmaco induce un danno al midollo osseo alle cellule emopoietiche del midollo
osseo che non producono più la parte corpuscolata del sangue, ossia i globuli
rossi).
La scelta del tipo di farmaco, della forma farmaceutica, della via e della
modalità di somministrazione, dello schema posologico (dosaggio del farmaco, vie
di somministrazione, modalità di somministrazione, gli orari, durata della
terapia) SONO DI PERTINENZA ESCLUSIVA DEL MEDICO (laureato in medicina e
chirurgia, oppure un odontoiatra, un veterinario)
FARMACOLOGIA
TOSSICOLOGIA
branca della farmacologia che studia gli effetti dannosi causati agli esseri
viventi da agenti chimici, fisici, biologici.
Tossicità da agenti:
• Chimici: se esce fumo di diossina da un’azienda.
• Fisici: radiazioni
• Biologici: l’antrace, un batterio facile da spandere ed è dannosissimo
Gli studi di tossicità acuta (vado a somministrare il prodotto per un breve
periodo di tempo in dosi che immagino possano dare tossicità), subacuta
(somministro il farmaco o meglio xenobiotico per tre mesi e poi vado a vedere i
danni su organi e tessuti), cronica (quello xenobiotico è stato somministrato
per più di tre mesi o sei mesi o di più e vado a vedere che danno induce sui
vari organi o tessuti), non si eseguono sull’uomo, ma si tratta di studi pre-
clinici.
Così come studi di:
• Mutagenesi = che induce mutazioni del patrimonio genetico
• Teratogenesi = che induce modificazioni strutturali del feto
• Carcinogenesi = che induce la formazione di tumori
(DOMANDA D’ESAME: questo farmaco si usa nella donna gravida?)
VELENO
sostanza che causa effetti nocivi sui processi biologici delle cellule viventi.
TOSSINA = veleno di origine biologica che viene prodotto dalle piante (alcune
piante che contengono le bacche hanno delle tossine es. le piante di alloro,
anche il ginepro) o da animali (tossine che spesso sono letali, contenute nel
veleno dei serpenti; tossina botulinica prodotta dal botulino, che si trova nei
cibi avariati)
LE PROPRIETA’ DEI FARMACI:
• Fisiche = peso molecolare. Il peso molecolare di un farmaco deve essere
per forza basso. Devono attraversare una serie di barriere biologiche, le
membrane cellulari, è un’azione molto difficile se la molecola è grossa.
• Fisico-chimiche = una molecola può essere idrofila ossia si trova bene in
un ambiente dove c’è l’acqua; le fibre muscolari sono ricche di acqua e
prive di lipidi, quindi un farmaco che deve agire sul cuore, riesce a far
entrare l’acqua in modo facile. Oppure: tessuto bersaglio il SNC, FARMACO
ANTIPSICOTICO: il tessuto del SNC è ricco di lipidi, quindi sono molecole
prevalentemente lipofile
• Chimiche = la maggior parte dei farmaci sono acidi deboli o basi deboli il
cui grado di ionizzazione influenza la capacità del farmaco di diffondere
attraverso le membrane cellulari.
Stomaco vuoto: pH gastrico è basso quindi è un pH acido; quando invece contiene
bolo alimentare il pH si alza. Quindi c’è una differenza tra prendere un farmaco
a stomaco pieno o vuoto.
Maggior parte dei farmaci con un PM (PESO MOLECOLARE) < 1.000 dalton (passano
più facilmente le membrane cellulari).
Queste proprietà condizionano la via di somministrazione del farmaco, la
farmacocinetica e la capacità del farmaco di interagire con il bersaglio
biologico.
AZIONE FARMACOLOGICA
Per poter compiere in modo SELETTIVO ED EFFICACE la sua azione farmacologica il
farmaco deve:
• Raggiungere il sito in cui svolgere la sua attività
• Essere in questo sito in quantità (concentrazione) adeguata
Se uno di questi passaggi non avviene il farmaco non farà alcuna azione
L’azione farmacologica di un composto dipende da:
1 Concentrazione del farmaco al sito di azione
2 Durata della sua azione
3 Intensità della sua azione
FARMACOLOGIA
Devono verificarsi questi tre eventi affinché si possa dire che un farmaco
compia un’azione farmacologica o non la compia.
Questi tre passaggi dipendono da 4 fondamentali processi:
1 Assorbimento dal sito di somministrazione
2 Distribuzione nell’organismo
3 Metabolismo del farmaco
4 La sua eliminazione dall’organismo
FARMACOCINETICA
1 ASSORBIMENTO: passaggio del farmaco dall’esterno dell’organismo al circolo
sanguigno sistemico, attraversando le membrane cellulari di vari organi e
tessuti fino ad arrivare al suo tessuto bersaglio dell’azione farmacologica.
Nella somministrazione per via endovenosa, l’assorbimento non si verifica.
• Vantaggi della somministrazione endovenosa:
1) certezza che tutto il farmaco che dovevo somministrare, è
arrivato nella circolazione sistemica, quindi la sicurezza che
la giusta dose di farmaco è arrivata all’interno del sistema
circolatorio;
2) i tempi dell’inizio dell’azione farmacologica saranno molto
rapidi, in quanto il farmaco viene immesso nella grande
circolazione, il farmaco viene portato in giro per i tessuti e
organi, e quindi rapidamente arriverà al suo tessuto bersaglio,
quindi l’azione farmacologica sarà molto veloce.
La via endovenosa sarà la via che si utilizzerà nelle situazioni di emergenza
medica, perché si ha bisogno che tutto il farmaco arrivi al bersaglio in modo
rapido altrimenti si perderebbe il paziente.
2 DISTRIBUZIONE: dopo l’assorbimento, il farmaco veicolato dal sangue si
distribuisce nell’organismo, localizzandosi nei fluidi interstiziali
extravascolari ed extracellulari. Una volta che il sangue ha portato il
farmaco a livello delle cellule bersaglio dell’azione farmacologica, la
molecola di farmaco esce dal torrente circolatorio per andare a localizzarsi
nel liquido interstiziale che bagna le cellule (es. le fibrocellule
muscolari del cuore), al di fuori del torrente circolatorio. Sulla membrana
di ogni singola cellula si trovano i recettori, ossia quelle macromolecole
proteiche alle quali il farmaco si lega per poter svolgere la sua azione
farmacologica.
3 METABOLISMO: processo mediante il quale l’organismo modifica i farmaci per
attivarli (vuol dire che alcuni farmaci che noi somministriamo non sono
immediatamente attivi ma devono subire un primo passaggio metabolico per
poter diventare farmacologicamente attivi) /inattivarli (allora si formano i
cosiddetti metaboliti), grazie ad enzimi presenti nelle cellule di numerosi
organi (fegato, intestino, polmone).
4 ESCREZIONE: il farmaco o i suoi metaboliti vengono eliminati dall’organismo
(da alcune vien principali di eliminazione) prevalentemente attraverso il
rene (attraverso l’urina), il fegato (bile, feci), i polmoni (i farmaci che
vengono eliminati attraverso i polmoni sono gli ANESTETICI GENERALI,
cosiddetti quelli gassosi somministrati attraverso le vie respiratorie,
eliminati attraverso l’aria espirata), la saliva (un farmaco che tra le vie
di eliminazione ha la saliva, può essere un modo intelligente per monitorare
la quantità di farmaco contenuto nell’organismo; es. alcuni farmaci
antiepilettici raggiungono nella saliva una concentrazione stabile e certa
che ci permette di andare a monitorare la quantità di farmaco presente nel
nostro organismo attraverso un prelievo di saliva; esempio nei bambini
invece di fare un prelievo venoso, ed è molto preciso), il latte materno
(alcuni farmaci possono benissimo passare nel latte materno; il latte
materno è una miscela al 50% è costituita da acqua e l’altro 50% da
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