FARMACOLOGIA GENERALE
FARMACOLOGIA = scienza che studia i farmaci e comprende:
- Farmacodinamica, studia i meccanismi d’azione dei farmaci e gli effetti biochimici e fisiologici
degli stessi
- Farmacocinetica, studia i movimenti del farmaco nell’organismo
- Farmacoterapia, studia l’impiego dei farmaci nella prevenzione e trattamento delle
patologie
- Tossicologia, studia l’effetto nocivo dei farmaci nella prevenzione e trattamento delle
patologie
Ma la farmacologia oggi include anche:
- BIOTECNOLOGIA = uso delle tecnologie del DNA ricombinante per costruzione di proteine a
uso terapeutico, la diagnosi, la produzione di animali transgenici
- FARMACOGENETICA = studio dell’influenza genetica nella risposta ai farmaci
- FARMACOGENOMICA = uso delle informazioni genetiche per guidare la scelta della terapia
farmacologica su basi individuali
- FARMACOEPIDEMIOLOGIA = studi gli effetti dei farmaci sulla popolazione
- FARMACOVIGILANZA = studia le reazioni avverse dei farmaci
Che cos’è un farmaco?
Un farmaco è qualunque sostanza usata allo scopo di modificare o studiare funzioni fisiologiche o
stati patologici a beneficio di chi la riceve.
Quali sono i farmaci?
- Medicinali (noi ci occuperemo di questi)
- Prodotti erboristici (fitoterapia)
- Prodotti omeopatici
- Cosmetici
- Integratori alimentari
- Integratori per l’attività fisica
- Cellule (es. staminali)
Dire che sono farmaci/medicinali non vuol dire che sono utili o efficaci per l’utilizzo
PLACEBO = Sostanza farmacologicamente inerte (dal punto di vista farmacologico) che può
provocare un effetto sul paziente, sintomo, malattia (una sostanza che può provocare sia effetto
benefico che negativo, sostanza che non è un farmaco e che non ha effetto farmacologico, può
essere giustificato eticamente)
L’effetto di un farmaco è legato sia alla sua attività specifica che all’effetto placebo.
Tutti questi “farmaci” hanno un effetto placebo cioè un effetto positivo di un trattamento che nasce
dalle aspettative del paziente sul trattamento stesso e che si manifesta anche quando il trattamento
è privo di (finisci)
Il placebo può avere anche un effetto negativo detto nocebo
Come si distingue un farmaco da un placebo?
Sulla base delle evidenze scientifiche, cioè verificare se il farmaco modifica in senso positivo
l’andamento di una patologia, eliminando sintomi, durata della patologia, mortalità e aumentando
la qualità di vita del paziente.
L’EFFICACIA CLINICA di un farmaco si può determinare solo attraverso le sperimentazioni cliniche
condotte secondo regole precise.
Prima che un nuovo farmaco venga registrato, cioè prima che ne venga autorizzata la
commercializzazione da parte delle autorità sanitaria, in Italia l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco),
in Europa l’EMA (European Medicines Agency), l’industria farmaceutica deve presentare una
documentazione che attesti che il farmaco è stato sottoposto a diverse fasi di sperimentazione.
Le fasi di una sperimentazione di un farmaco si possono dividere in:
• Studi pre-clinici in vitro (cellule, organi isolati) e in vivo (animali di laboratorio)
• Studi clinici (persone) suddivisi in tre fasi
STUDI PRE-CLINICI
Chi valuta se un farmaco ha un’efficacia clinica?
Le autorità regolatrici del farmaco, cioè degli enti dello stato che si occupano dei farmaci per
esempio:
- In Italia, l’AIFA (agenzia italiana del farmaco)
- In Europa, l’EMA
Questi enti ricevono falle aziende farmacologiche gli studi che hanno fatto e l’effettivo
funzionamento e questi enti devono attestare il loro vero funzionamento attraverso prove.
STUDI CLINICI
Definizione di “Clinical trial” ovvero gli studi clinici sul genere umano
Qualsiasi forma di esperimento pianificato che coinvolge persone, disegnato per chiarire il
trattamento più appropriato per futuri pazienti con una determinata condizione patologica
Sperimentazioni cliniche di fase 1
Si studia su un numero limitato di persone sane, circa 100, le quali riceveranno un compenso.
La durata di questo studio in questa fase di solito dura 1-2 anni
In questa fase si ha l’obiettivo di verificare:
• la tollerabilità nell’uomo
• dati di farmacocinetica e farmacodinamica
• dosaggio da impiegare nella fase 2
Sperimentazioni cliniche di fase 2
Si studia su un numero di 100-200 persone
Durata 1-2 anni
Determinando:
• il rapporto dose/effetto
• tollerabilità e la sua efficacia nei pazienti
Sperimentazioni cliniche fase 3
Sperimentazioni decisive sulla scelta del farmaco che si sta sviluppando
Si studia su un numero di 1000-3000 persone ma anche di più
Durata 3-4 anni
Obiettivi:
• acquisizione di dati di efficacia e tollerabilità su un ampio campione
• verifica del significato clinico delle interazioni farmacologiche prevedibili
• rapporto finale dose/effetto
Di solito questo è un percorso molto lungo perché dalle presentazioni dei farmaci agli enti, all’inizio
dello studio e validazione, quelli effettivamente prodotti e commercializzati di solito sono 1-2
farmaci
Criteri fondamentali per una corretta sperimentazione clinica sui farmaci
1. Presenza di un gruppo di controllo
Il controllo viene effettuato attraverso due metodi:
Gruppi paralleli, ciascuno dei farmaci assume un trattamento diverso (metodo più utilizzato)
Crossing-over, ciascun gruppo riceve entrambi i trattamenti perché poi vengono incrociati
tra loro (metodo utilizzato per malattie croniche)
Sperimentazioni non controllate prospettabili solo se:
• Malattia con decorso esattamente prevedibile
• Efficacia del nuovo trattamento drammaticamente
evidente in osservazioni iniziali
• Effetti sfavorevoli accettabili in confronto al beneficio terapeutico
• Assenza di trattamenti alternativi di confronto
• Plausibilità biologica e farmacologica di efficacia
2. Randomizzazione dei pazienti, assegnazione casuale, che è il modo migliore per ottenere
gruppi confrontabili (simili tra di loro)
3. Cecità
La cecità:
- a singolo cieco, il soggetto di sperimentazione non deve sapere quale trattamento sta
ricevendo
- a doppio cieco, sia il soggetto di sperimentazione e gli sperimentatori non sanno quale
trattamento si somministra. Anche i valutatori devono essere in cieco per non essere
influenzati
- doppio simulato, metodica utilizzata per mantenere la cecità quando si confrontano
farmaci somministrati per vie o con formulazioni diverse tra loro
- in aperto, sperimentazione senza cecità. Accettabile quando si confrontano terapie
diverse e complesse. Valutatori sempre in cieco
4. Definire dei criteri di inclusione ed esclusione dei pazienti
5. Rappresentatività del campione rispetto alla popolazione che assumerà il farmaco e la sua
adeguata dimensione
La popolazione che studiamo è scelta in base a criteri di inclusione/esclusione detti criteri di
eleggibilità quindi vado a scegliere un sottogruppo dell’effettiva popolazione generale,
arruolando un campione di popolazione che mi potrà servire.
6. Definizione chiara degli obiettivi e delle misure di esito (end-points) dello studio, presenza
di obiettivi primari e secondari
End-points (obiettivi di esito):
- diretti, misurano la clinica del farmaco quindi sintomi o mortalità
- indiretti o surrogati, misurano le variazioni dei parametri di laboratorio
- hard o duri, di sicura determinazione per la verifica dei quali l’errore è minimo (mortalità)
- soft o deboli, possono essere influenzati da imprecisioni o soggettività del dolore o
sintomatologia
7. Eticità della sperimentazione
Eticità:
- non è etico effettuare una sperimentazione mal pianificata o mal eseguita
- non è etico condurre una sperimentazione che non si preveda possa portare dei
benefici reali alla collettività (etica collettiva)
- non è etico non assicurare il miglior trattamento a ciascun paziente (etica individuale)
- uno degli aspetti più problematici è quello di assicurare un giusto bilanciamento tra
l’etica collettiva e quella individuale
etica collettiva = progresso scientifica, potenziale benefico per i pazienti futuri
etica individuali = tende ad assicurare il miglior trattamento per ciascun paziente
8. Consenso informato scritto dei partecipanti
Come salvaguardare i diritti dei pazienti?
• Tramite il consenso informato
• Ruolo dei comitati etici
• Data safety and monitoring boards
Possibili fattori alla base dell’eccesso di risultati favorevoli ai farmaci delle industrie sponsor degli
studi:
- scelta di farmaci di controllo “deboli” o del placebo
- scelta di end-points surrogati favorevoli
- tutti i dati devono essere pubblicati anche quelli negativi
FASE REGISTRATIVA
Chi decide l’immissione dei farmaci sul mercato?
L’EMA, ente europeo, dal 1995 con 28 stati membri, ente responsabile per la valutazione scientifica
e il controllo dei medicinali
I suoi compiti principali sono:
- controllo scientifico sullo sviluppo dei medicinali
- valutazione dell’immissione sul mercato dei farmaci
- controllo sulla sicurezza dei farmaci (farmacovigilanza) a livello europeo
- fornisce informazioni sui farmaci ai pazienti e operatori sanitari nelle diverse lingue
Immissione nel commercio dei farmaci:
• i farmaci a procedura centralizzata devono comunque essere approvati dall’autorità
nazionale che ne decide prezzo e rimborsabilità
• in Italia c’è l’AIFA con le sue commissioni scientifiche CTS e CPR
• tutti i farmaci per essere venduti devono avere una autorizzazione all’ammissione in
commercio (AIC)
ORIGINE DEI FARMACI
La farmacologia nasce con l’uomo molto tempo fa.
L’origine dei farmaci parte da:
• erbe
• minerali
sostanze utilizzate per molto tempo
• sostanze chimiche
• sintesi chimica dei farmaci, nel XIX nasce l’industria farmaceutica
• farmaci biotecnologici (oggi)
I farmaci possono essere NATURALI o di SINTESI
I farmaci naturali possono essere di origine:
- minerale
- vegetale
- animale
- biologica
I farmaci di sintesi o sintetici chimica possono essere:
- analoghi di sostanze naturali
- molecole chimiche non presenti in natura
FARMACI BIOLOGICI E BIOTECNOLOGICI
I farmaci biologici sono macromolecole prodotte da organismi viventi (es. batteri, muffe, cellule
umane) ottenuti mediante procedimenti di produzione diversi dalla sintesi chimica.
I farmaci biotecnologici sono una sottocategoria dei farmaci biologici ottenuti mediante processi di
estrazione e purificazione a partire da cellule/animali che hanno subito un processo di
ingegnerizzazione genetica (inserimento del gene di interesse) o modifica (fusione cellulare,
anticorpi monoclonali) di varia entità.
I prodotti biotecnologici siamo riusciti ad ottenerli grazie alla tecnica DNA ricombinate, il primo
farmaco di questo tipo fu l’insulina umana nel 1982. Prima di utilizzare questa tecnica l’insulina
veniva estratta dal pancreas di suini e bovini.
Subito dopo viene prodotta in questo modo anche l’ormone della crescita (somatotropina).
Esempi di farmaci biotecnologici:
- ormoni polipeptidici
- citochine
- proteine del sangue
- enzimi terapeutici
- vaccini
- anticorpi monoclonali, sono molecole prodotte in laboratorio, a partire dai linfociti B estratti
dalla milza del topo (murino), e fuse con cellule tumorali del sangue che hanno la
caratteristica di essere immortali. Queste cellule fuse, chiamate ibridoma, sono coltivate
singolarmente, in altre parole sono clonate. La singola cellula divenuta immortale
successivamente si divide formando un clone di cellule identiche capaci di produrre quantità
illimitate dello stesso anticorpo chiamato, appunto, monoclonale che può essere purificato.
Gli anticorpi monoclonali sono progettati per riconoscere specificamente un unico,
determinato antigene e si legano ad esso neutralizzandolo.
Gli anticorpi monoclonali hanno una loro nomenclatura per farci capire qual è il loro bersaglio
molecolare
1. omab = MAb murino, derivati da cellule di topo e possono portare una reazione allergica
negli esseri umani
2. ximab = MAb chimerico, ottenuti mediante tecniche di biologia molecolare che
consentono di sostituire alcune parti dell’anticorpo monoclonale derivato da cellule di
topo (proteina murina 25-30%) con la corrispondente parte di proteina di origine umana.
Possono causare allergia
3. zumab = MAb umanizzato, derivati principalmente da cellule umane ad eccezione della
parte dell'anticorpo che si lega all'antigene bersaglio. Proteina murina 5-10%.
4. umab = MAb umano, non hanno la proteina murino e derivati da cellule umane
La produzione di un prodotto biologico segue un procedimento complesso.
I farmaci biologici sono complessi perché:
- Sono molecole molto grandi
- Mancanza di informazioni chimiche dettagliate
- Derivate da organismi viventi e perciò difficili da produrre e replicare
- Ogni linea cellulare è unica
Applicazione terapeutica dei farmaci biologici
Ad oggi milioni di pazienti nel mondo hanno già beneficiato di farmaci biologici/biotecnologici
approvati per la cura o prevenzione di molte malattie.
I più importanti ambiti di applicazione sono:
• Oncologia
• Malattie autoimmuni
• Patologie infiammatorie (in particolare dermatologiche, gastrointestinali, reumatologiche)
• Terapia anti-rigetto nei trapiantati
• Sclerosi multipla
• Carenze ormonali
• Deficit proteici/enzimatici ereditari
• Osteoporosi
• Ipercolesterolemia
Con l’avanzare degli anni i farmaci biologici sono aumentati rispetto ai farmaci di sintesi chimica che
sono in diminuzione.
COSA SONO I MEDICINALI?
Un medicinale è costituito dal farmaco o principio attivo (sostanza che produce un effetto
farmacologico) e da eccipienti (sostanze inerti farmacologicamente perché danno la forma al
medicinale, sostanza solida) o veicoli (danno una forma farmaceutica liquida al nostro farmaco,
acqua, olio, alcool). In genere le industrie farmaceutiche commercializzano i farmaci dandogli un
nome di fantasia.
Esempio
VALIUM (nome di fantasia) in capsule contiene DIAZEPAN (principio attivo) + amido, talco, lattosio
(eccipienti)
Un medicinale può essere presente sul mercato sotto forma di diverse confezioni che differiscono
tra loro o per la forma farmaceutica e/o per il dosaggio.
Esempio
TENORMIN (atenololo, beta-bloccante)
Compresse da 100mg
Fiale per somministrazione endovenosa 5mg/10ml
Uno stesso farmaco (principio attivo) può essere contenuto in più medicinali, che possono essere
identici tra loro o differire per il dosaggio e/o formulazione.
Esempio
AMOXICILLINA + ACIDO CLAVULANICO
Abba, Abioclav, Acadimox, Homer, ecc.
ATORVASTATINA
Arkas, Coleama, Lipitor, Torvast, ecc.
Naturalmente i medicinali con lo stesso principio attivo, la stessa dose e con la stessa forma
farmaceutica sono nella pratica da considerare uguali anche se il nome è diverso.
I medicinali possono essere: (domanda in esame)
• Monocomposti, cioè contengono un solo principio attivo
• Policomposti o di associazione, cioè contengono due o più principi attivi.
Esempi
BACTRIM contiene due principi attivi con attività antibatterica
RIFATER contiene tre principi attivi con attività antitubercolare
BLOPRESID contiene due principi attivi con attività anti-ipertensiva
Farmaci LASA (Look alike – Sound alike) sono quei medicinali che sono simili come
aspetto/confezioni e come nome/suono ma che in realtà sono completamente diversi.
Quando entra in commercio un farmaco è di proprietà di un’industria farmaceutica che ne detiene
il brevetto. Il brevetto di un farmaco dura 20-25 anni.
Alla fine del periodo coperto dal brevetto, il farmaco può essere prodotto anche da altre ditte come
farmaco equivalente o generico con la stessa forma farmaceutica e le stesse indicazioni.
Il farmaco equivalente può essere venduto sia con un nome di fantasia che con il nome del principio
attivo (denominazione comune) seguito dal nome della ditta produttrice. Nella confezione esterna
deve però comparire la dicitura “medicinale equivalente”.
Tutto questo è regolato da leggi e norme
“Un medicinale che ha la stessa composizione qualitativa e quantitativa di sostanze attive e la stessa
forma farmaceutica del medicinale di riferimento nonché una bioequivalenza con il medicinale di
riferimento dimostrata da studi appropriati di biodisponibilità”.
BIOEQUIVALENZA
Due medicinali si definiscono bioequivalenti se contengono lo stesso principio attivo e, se dopo la
somministrazione della stessa dose in identiche condizioni, i loro profili di concentrazione/tempo
(biodisponibilità) sono così simili da non comportare differenze significative in termini di efficacia e
sicurezza.
Gli studi di bioequivalenza si basano sulla biodisponibilità.
Gli studi di bioequivalenza sono basati sul confronto di parametri farmacocinetici che caratterizzano
la biodisponibilità:
concentrazione plasmatica massima (C )
o max
tempo necessario per raggiungerla (T )
o max
area sotto la curva di concentrazione plasmatica/tempo (AUC).
o
Comunità scientifica concorde nel sostenere che due farmaci sono bioequivalenti quando le
differenze riscontrate dal confronto della loro biodisponibilità non superano il limite prefissato di
+/- 20%, che equivale all’intervallo 0,8 - 1,25 su scala logaritmica, se si considera il rapporto tra la
media di AUC o C *
max
Variabilità intra e inter- individuale:
medesima formulazione sommini
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.