L'Europa linguistica
Famiglia germanica
Nella preistoria si trovano a sud della Scandinavia, sulle coste del mar Baltico. Una parte attraversa la Russia, una parte arriva in Germania sul confine tra il Reno e il Danubio. Ai tempi di Mario i romani passano il Reno, le madri impiccano i figli piuttosto che darli schiavi. Modi animaleschi raccontati da Tacito in Germania nel 100 d.C., vivono nella foresta, venerano Mercutio, interpretatio romana. Wulfila traduce i Vangeli nel 375 d.C., ma il primo testo germanico in assoluto è l’elmo b di Negau datato intorno al 50 a.C. con una dedica a un dio non in alfabeto runico [fuzarc], antico nordico, trovato su pietre e oggetti, ad esempio una freccia con su scritto “uccidi”, scrittura che resta legata a maledizioni/cattivi auspici. 842 d.C. Giuramenti di Strasburgo giuramento di fedeltà tra Carlo II il calvo e Ludovico II il germanico, una parte in lingua germanica e una in lingua romanza, per farsi comprendere dai rispettivi eserciti.
Settentrionale (lingue scandinave)
Danese: 1550 Bibbia di Cristiano III dà inizio alla fase moderna, diffusa a classi alte, quindi diglossia, che terminerà con istruzione pubblica nell’800. Romanticismo fa riscoprire letteratura antico-islandese, ma danese resta più importante politicamente, ricettiva a influenze europee. Minoranza tedesca nello Schleswig.
Svedese: 1541 Bibbia di Gustavo Wasa, scelta varietà dell’Uppland. Contatti con il latino, poi con il tedesco, oggi con l’inglese. Diglossia con dialetti. 1906 riforma ortografica, adattato il parlato alla pronuncia.
Norvegese: inizio fase moderna con sovranità nazionale nel 1814. Diglossia tra lingua dei libri (bokmal) derivata dal danese e il neonorvegese (nynorsk). Nel 1951 istituita una commissione per equilibrarle in media e testi scolastici.
Islandese: lingua isolata, dominazione danese non ha influito, coscienza della tradizione antico-islandese. 1200 poeta e politico Snorri scrive l’Edda in prosa, e dalle prime attestazioni scritte si accetterà il cristianesimo. 1548 traduzione Bibbia, reazione purista dal Danese, no termini comuni con lessico europeo. 1929 riforma ortografica restaura grafia antica.
Feroese: isole Faroer, tradizione letteraria propria dall’800. Modello islandese di scrittura, si evita il danese. 1948 autonomia, diventa prima lingua, danese solo per contatti esterni.
Occidentale
Tedesco: raggiunge l’unità letteraria nel ‘700, con impero nazioni frammentate. 1522 Bibbia di Lutero sceglie la varietà intermedia della Turingia e dell’alta Sassonia, accettata sia dai parlanti dell’alto che del basso tedesco. Queste due varietà sono distinte, basso tedesco a nord e alto a sud, che comprende tedesco mediano, francone, alemanno, austro-bavarese. Resta una diglossia tra la varietà alta e quella bassa, che influenza accento e pronuncia secondo la zona. I dialetti specifici sono limitati nelle campagne, diminuiti dal dopoguerra. Restano forti influenze romanze che erano avvenute con il francese, non del tutto eliminate dal nazionalismo nazista, che aveva anche tentato di eliminare minoranze interne ottenendo solo la reazione successiva inversa. Il Rotwelsch è il gergo degli emarginati.
Lussemburghese: indipendente dalla Germania dal 1919, lingue ufficiali tedesco e francese, lingua d’uso è il lussemburghese, dialetto francone-renano.
Neerlandese: Paesi Bassi, tradizione linguistica dal basso francone. 1550 sotto la corona di Spagna, cattolicesimo conservativo. Predicazione Calvino e rivolta di Guglielmo d’Orange, che divide l’Olanda dalle Fiandre fino al concilio di Vienna 1815, quando olandese e fiammingo prendono il nome di neerlandese.
Frisone: Frisia, regione dell’Olanda, minoranza parla frisone. L’occidentale è l’unico ad aver assunto lo statuto di lingua con letteratura. Nel 1937 introdotto nelle scuole. Parlanti bilingui usano neerlandese per comunicazione esterna.
Inglese: l’Inghilterra aveva popolazioni celtiche, è stata romanizzata fino al Vallo di Adriano. Nel 300 romani lasciano l’Inghilterra e nel 450 arrivano angli, iuti e sassoni (popoli germanici) che fondano regni: epoca Old English. Nel 1066 si insediano i Normanni parlanti lingua francese nelle principali città, peste 1348 li stermina e rimangono i parlanti inglesi delle campagne, al via l’epoca del Middle English. Dalla Guerra dei Cent’anni 1430 si abbandona il latino e il francese nei documenti, si inizia ad adottare la grafia odierna e si verifica il Great vowel shift. La varietà utilizzata dalla corte è il dialetto di Londra. Con la Riforma Anglicana del ‘500 l’inglese diventa anche lingua della Chiesa e porterà gradualmente all’unità linguistica. Ci sono pochissimi dialetti ad eccezione dello scozzese (indipendente fino al ‘600) e le differenze di parlata sono dovute più a fenomeni e stratificazioni sociali, slang. L’inglese è assegnato al ramo occidentale ma ha un’evoluzione indipendente, è più simile al frisone che non al tedesco. Nel tempo si è verificata una perdita di morfologia e l’uniformazione dei paradigmi. Ha accento intensivo. Nel mondo prevale la varietà americana.
Famiglia celtica
In via di estinzione nell’ultimo secolo per espansione inglese.
Ramo britannico
Gallese: segue cronologia parallela all’inglese. 1536 Galles va sotto il dominio della corona inglese. Nel 600 diventerà lingua di predicazione della chiesa metodista. Introdotto nell’insegnamento scolastico dall’800. Oggi la classe rurale preferisce l’inglese per il prestigio sociale, ed è la classe colta ad essere bilingue. Si tenta di equilibrare con l’educazione scolastica.
Cornico: della Cornovaglia, è estinto, non è mai stato lingua ufficiale. Oggi promosso.
Bretone: suolo francese, che resta lingua dominante, popolazione bilingue. Ha quattro diversi dialetti. Inserito nella scuola dagli anni ’50.
Ramo gaelico
Irlandese: governo inglese sempre in tensione con Irlanda, fin dai Tudor. Dal 1600...
-
Linguistica Generale - Appunti
-
Appunti linguistica generale magistrale
-
Appunti di Linguistica
-
Linguistica generale - Appunti