Struttura sillabica
La sillaba è una sequenza di vocali e consonanti che si raggruppano in unità, e corrisponde a schemi di combinazioni possibili di consonanti e vocali. La si può considerare come un costrutto fonologico intermedio tra il segmento singolo e l’enunciato.
Definizione di struttura sillabica
La sillaba presenta due costituenti: la rima, che comprende il nucleo vocalico ed eventualmente una consonante detta coda, e l’attacco, ovvero la posizione consonantica che si può trovare prima della rima. È proprio la struttura interna della rima che influenza diversi fenomeni fonologici. In particolare, in molti sistemi fonologici l’assegnazione dell’accento tiene conto della differenza tra rima a una posizione (rima leggera) e rima a due posizioni (rima pesante). Per esempio, in latino in una parola trisillaba, l’accento va sulla terzultima vocale solo se la sillaba intermedia è breve, mentre una penultima sillaba lunga, cioè con vocale lunga o coda consonantica, attrae l’accento.
Turco e armonia vocalica
Nel turco si verifica un processo di assimilazione vocalica detto armonia vocalica. In questo processo, la vocale della base lessicale influenza le proprietà vocaliche dei suffissi. Specificamente nel caso del turco, la vocale del suffisso si accorda con quella tonica della base lessicale, come nel caso del morfema di plurare. Esso presenta due forme, ovvero -lar se è preceduto da [u o a u] o -ler se preceduto da [i y e o]; in più le vocali alte si arrotondano se seguono una vocale arrotondata.
Regole di armonia vocalica
- La variabile α riguarda la scelta tra i due valori ‘+’ o ‘-’.
- Nella seconda regola, poi, introduce la restrizione +alto, per cui solo le vocali con quel tratto permettono la realizzazione del fenomeno di armonia di arrotondamento:
- [+ vocalico] à [α posteriore] / [+ vocalico, α posteriore] X.
- [+ vocalico] à [α arrotondato] / [+ vocalico, α arrotondato] X [+ alto].
Tipi di frasi
Prima classificazione
- Frase semplice: frase che non contiene altre frasi (costituita da uno strato SV, uno ST se flessa, uno SC la periferia sinistra, che può essere lessicalizzato o meno).
- Frase complessa: frase costituita da più di una frase semplice. La frase che contiene altre frasi ma non è contenuta è detta matrice o principale, invece quella contenuta è detta subordinata o incassata. Le subordinate possono essere di primo grado, secondo e così via secondo il principio di ricorsività.
Secondo la posizione delle frasi
- Subordinate completive verbali: sono saldate nella posizione di complemento di un verbo (Es: Nico dice che Filu guarda la luna).
- Subordinate completive nominali: frasi che sono complemento di un nome (Es: Filu ha fatto la promessa che guarderà la luna).
- Subordinate soggettive: subordinate in posizione di soggetto (Es: Che Filu guardi la luna preoccupa Nico).
- Subordinate aggiunte: frasi avverbiali (temporali, locative, finali causali) (Es: Filu guarda la luna quando ha tempo).
Secondo la diatesi
- Frasi attive
- Frasi passive
Secondo la flessione
- Frasi flesse: frasi che presentano il verbo flesso.
- Frasi infinitivali: frasi in cui c’è il verbo al modo infinito, solo subordinate.
Secondo la modalità
- Frasi dichiarative: i fatti espressi vengono affermati.
- Interrogative: vengono posti in questione i fatti espressi. In posizione matrice sono dirette, subordinata indirette.
Secondo la polarità
- Affermative
- Negative
Frasi coordinate
Due frasi matrice unite da una congiunzione. Ci sono controversie in merito a che tipo di struttura possa interpretare questo tipo di frasi. Alcuni pensano alla paratassi, quindi considerare una struttura piatta, altri invece sostengono sia preferibile una struttura conforme allo X-barra, dove i due congiunti siano disposti asimmetricamente.
Posizione Unesco e multilinguismo in Europa
L’Unesco promuove il multilinguismo, lo identifica come necessario per una pacifica e rispettosa convivenza tra popoli. L’Unesco dal 1999 ha promosso per il 21 febbraio la giornata internazionale della lingua madre sullo stato delle lingue; questa giornata è stata creata nella XXX sessione della Conferenza generale Unesco, con le risoluzioni 12 e 37. Il documento che stabilisce l’istituzione di questa giornata auspica alla creazione di un pianeta basato sul multilinguismo; in particolare la risoluzione 12 individua nella differenziazione delle lingue un valore da proteggere e un principio di convivenza e mutuo rispetto tra popoli.
L’Unesco infatti nella risoluzione avverte del pericolo di scomparsa in cui molti idiomi locali stanno incorrendo a causa della globalizzazione, e sostenendo l’importanza del plurilinguismo anche per un accesso democratico al sapere, sostiene la necessità di promuoverlo attraverso un contesto sociale, intellettuale e mediatico favorevole. La risoluzione 37 introduce il problema dell’accesso multilingue alla rete ai fini “della promozione del pluralismo culturale nelle reti d’informazione mondiali” e per “la promozione dell’accesso universale all’informazione, in particolare a quella che ricade nel dominio pubblico”.
I tratti
I tratti sono proprietà che individuano particolari classi di unità fonologiche. Costituiscono una rappresentazione delle proprietà universali dei sistemi fonologici delle lingue naturali. Indicano il contenuto fonologico dei segmenti, creando le cosiddette classi naturali, ovvero insiemi di segmenti che condividono uno o più tratti, e determinandone le differenze.
Una teoria dei tratti è stata inizialmente formulata da Jakobson, Fant e Halle nel 1952, e successivamente sviluppata da Chomsky e Halle nel 1968: questi ultimi proposero un insieme di tratti fondati su criteri di articolazione, e questa classificazione è tutt’oggi utilizzata.
Tratti delle classi maggiori
- [±vocalico]: i segmenti [+vocalico] sono prodotti con una cavità orale in cui il massimo restringimento possibile è quello corrispondente a [i] e [u]; gli altri sono [-vocalico].