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2 marzo - Linguistica

Come si struttura il corso:

Marzo

Individuare, contare, descrivere le unità costitutive dei codici di base.

Tappe fondamentali del pensiero linguistico. Escursus nella storia del pensiero

linguistico dall’inizio del 900 fino ad oggi.

Aprile

Scienze linguistiche: De Saussure - Strutturalismo

Maggio

Sociolinguistica – Tesina sul linguaggio giornalistico

Capacità di analizzare i testi giornalistici

Lingua, comunicazione e cultura: non esiste linguaggio e comunicazione se non c’è

un processo cognitivo di elaborazione del sapere, quindi culturale. Le lingue sono

oggetti complessi, articolati, sono sistemi semiotici di alta complessità. La linguistica

è lo studio di questo, per poter avviare questa ricerca in maniera sistematica bisogna

“salvare i fenomeni”. Si devono osservare i SINGOLI fenomeni per poter partire in

uno studio serio ed efficace. Come funziona una lingua: essa serve ad elaborare

pensieri, a immaginare mondi impossibili, a mentire. Le lingue sono nate per

costruire “l’isola che non c’è”, pertanto è necessario analizzare i processi che sono

alla base delle lingue.

Nel manuale di Lyons ci sono 5 definizioni:

Sapir (1921) metodo umano, non istintivo che si serve di simboli per

COMUNICARE IDEE, DESIDERI, ecc.

Bloch (1942) sistema di simboli vocali arbitrari attraverso il quale un gruppo sociale

COOPERA.

Hall (1968) istituzione attraverso il quale gli esseri umani INTERAGISCONO.

Robins (1979) qualsiasi definizione è banale, qualunque definizione si dia di lingua si

cade nella banalità e nell’approssimazione.

Ogni scuola di pensiero si è costruita una definizione di LINGUA nel corso dei

decenni.

Lo studio scientifico delle lingue e del linguaggio che cos’è?

Era scientifico il discorso: 1

del Cratilo di Platone

delle Institutio oratoria di Quintiliano

del De Vulgari Eloquentia o il Convivio di Dante

della Grammaire di Port Royal

della Relazione di Manzoni.

Cosa vuol dire? Tutta questa riflessione precedente, alla fine dell’800, è da ritenersi

uno studio scientifico del linguaggio o no? Il termine linguistica deriva dal francese e

risale ai primi dell’800

In Italia: Panlessico 1839, Ugolini 1848; Ascoli 1854

La declaratoria ministeriale dice che la glottologia e la linguistica comprendono:

- gli STUDI TEORICI sul linguaggio;

- LA STORIA DEL PENSIERO LINGUISTICO e gli studi di linguistica storica;

- il plurilinguismo;

- LO STUDIO DEGLI ASPETTI FONO-ACUSTICI, MORFOSINTATTICI E

LESSICOGRAFICI CON APPLICAZIONI DESCRITTIVE A LINGUE E

DIALETTI;

- la psicolinguistica, lo studio delle patologie linguistiche, delle interazioni tra

linguistica e informatica e delle problematiche dell’educazione linguistica.

La lingua è un oggetto semiotico complesso:

Sistema linguistico 1:

1) Glottologia, studio diacronico attraverso il metodo comparativo con un sistema

linguistico 2;

2) Sociolinguistica: studia le relazioni tra il sistema sociale extra-linguistico, cioè

i cambiamenti all’interno della lingua dovuti a motivi extra-linguistici. Essa si

divide in quella che vede dentro il sistema sociale, cioè il sistema sociale come

parte della lingua e non esterno. Ci sono invece studiosi che vedono la società

al di fuori della lingua.

3) Neurolinguistica: studio delle attività neurolinguistiche correlate

all’elaborazione della parola, aree del cervello deputate all’elaborazione del

linguaggio e a come esso si correla ad altre attività cerebrali.

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Noi costruiremo una serie di metodologie e di analisi dei percorsi attraverso i quali si

può conoscere una lingua: suddivisione in varie unità, sintagmatiche, lessicali,

fonematiche ecc.

Giovanni Nencioni 1983 afferma che “le linguistiche sono tante quanto le

specializzazioni che vanta questa disciplina. Una disciplina non è ma si fa, si fa

incessantemente e si plasma…. E così la lingua alla luce del sensismo di Condillac,

dell’idealismo di Schleicher e dei neogrammatici: la lingua è energia, è procedura,

non è prodotto ma creazione continua.” Egli coniuga i due elementi della glottologia

e della psicolinguistica, analizzando i due diversi livelli della costruzione della

lingua, quello individuale e personale e quello collettivo.

OBIETTIVI (Simone)

1) SPECIFICARE LA NATURA DEL LINGUAGGIO

2) IDENTIFICARNE I MECCANISMI E LE REGOLE

3) DESCRIVERNE E SPIEGARNE I CAMBIAMENTI (hanno origine

all’interno delle lingue stesse o da fattori sociali e culturali?) Alcune modifiche

sono dovute a fattori sociali, altre alla lingua stessa, che per sopravvivere ha

bisogno di modificarsi, altrimenti la lingua rischia di morire se non si evolve,

perché non avrebbe più la possibilità di elaborare il pensiero.

LA COMUNICAZIONE E I CODICI: modello di Shannon e Weaver.

Schema di Berlo: il messaggio è il risultato di una serie di caratteristiche, se passa

è perché chi ha elaborato il testo lo ha fatto secondo particolari conoscenze,

attitudini, cultura ecc . Chi riceve è in grado di codificare solo se possiede lo

stesso tipo di caratteristiche, cioè se è in grado di recepire quel messaggio.

Secondo altri modelli il msg passa invece se il CONTESTO dei saperi è

CONDIVISO.

Secondo altri il vero modello dei processi comunicativi è una sorta di spirale in

cui il ricevente è anche emittente, il processo non è mai univoco ma biunivoco,

non si sa bene dove inizia e dove finisce (modello di Dance).

Il termine Comunicazione, che viene dal latino cum munus, si può definire un:

- Insieme complesso di attività lavorative che spaziano dal giornalismo,

all’editoria, alla pubblicità ecc

- Processo di trasmissione di informazioni

Ma fino a che punto nella comunicazione quotidiana il linguaggio ha un ruolo

fondante? 3

La maggior parte della comunicazione è dovuto al canale della visualizzazione e

non a quello fonico-acustico.

Lezione del 4 marzo

Il linguaggio degli animali

Il linguaggio impone dei LIMITI, dovuti alla nostra struttura fisica di esseri

umani, limiti che non hanno gli animali. Essi comunicano attraverso codici

gestuali, prossemici, emissioni di onde: si chiama zoosemiotica la disciplina che

studia gli animali, ed è una scienza a sé stante. Esempio della scimmia wash la

quale ha appreso l’uso della lingua dei segni: in quattro anni ha appreso l’uso di

circa 400 segni, si è pensato però che fosse una sorta di meccanismo

AUTOMATICO sollecitato da coloro che l’avevano addestrata. La scimmia

probabilmente muoveva solo le mani in un certo modo, in ogni caso su questa

questione la discussione è aperta, poiché essa riguarda molte altre tematiche oltre

a quella linguistica. Si tornerà sul tema con esperimenti fatti con altre scimmie. Si

è parlato del linguaggio degli animali con riferimento alla “danza delle api”, che

ha un significato ben preciso. In altri casi non si è ancora riuscito a capire il

significato di molti “linguaggi” utilizzati dagli animali per comunicare tra loro.

Qual è la differenza tra il linguaggio umano e quello animale? In quello umano c’è

una maggiore elaborazione, a tutti i livelli, culturale, sociale (v. slides). Un dato di

fatto molto importante, diremo fondante, è il seguente: al di fuori del contesto il

messaggio dell’animale non ha possibilità di passare, perché nella sua mente

manca la rappresentazione. Infatti, un messaggio sonoro, visivo, non lascia traccia

nella memoria dell’animale, cosa che non succede con gli esseri umani.

Un dato molto importante è che è stato individuato il gene, universale, che

caratterizza gli umani e gli animali nei processi di comunicazione; esso è

incancellabile, non apprendibile, indifferente alle situazioni esterne, concrete (pag.

21-23 del libro). Questo fattore è fondamentale per l’apprendimento della facoltà

di elaborare il linguaggio, anche se sappiamo bene che i codici linguistici possono

cambiare, modificarsi nel tempo; infatti le lingue cambiano. Questa capacità

innata nell’uomo potrebbe diminuirsi solo in caso di trasformazioni epocali,

antropologiche del nostro modo di elaborare il linguaggio, di modificare il codice

linguistico che fa parte del nostro patrimonio genetico.

I CODICI

L’espressione (la realtà fonica, il suono) nel codice primario si trasforma in

contenuto nel codice secondario. La lingua ha la capacità di elaborare, oltre a

quelli primari, codici secondari, come la scrittura. Nel momento in cui uso la

scrittura, l’elemento fonico del codice primario si trasforma, attraverso la

ricezione, in un contenuto. Questo suono trasformato in contenuto dal codice

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scrittorio (codice secondario) lo possiamo correlare, quando leggiamo, ad un

piano espressivo, cioè lo trasformiamo di nuovo in suono (es. pag 31 del libro).

Lezione 5 marzo

Tre tipi di descrizione dei codici semiotici. I tipi, dal punto di vista

dell’astrazione, si possono classificare in maniera semplice: dal punto di vista

dell’espressione, del contenuto o del rapporto contenuto-espressione. Vediamo

sulla prima slide i tipi di codice dal punto di vista dell’espressione, cioè del suono:

- Codice semplice: acceso o spento

- Codici articolati: ci sono differenti tipi di unità, di elementi e di combinazioni

che veicolano contenuti diversi (le lingue sono codici articolati)

- Codice stand by, codice che prevede l’inserimento di un altro pacchetto di

informazioni e poi la ripresa del discorso: nella lingua scritta o verbale è

rappresentato dagli incisi, dalle virgole, ecc. Si dice inserire una sub-routine

(nella retorica classica si chiamava digressione).

- Per poter funzionare in questo modo i codici articolati devono essere

SEGMENTABILI, quindi si parla di unità DISCRETE. Questa segmentazione

delle unità discrete deve essere ben SINCRONIZZATA tra emittente e

ricevente, altrimenti avviene un errore nel processo comunicativo. Questi

fenomeni sono all’ordine del giorno, molto utilizzati dai comici, per esempio,

per suscitare l’ilarità nel pubblico.

Seconda slide sul rapporto contenuto-espressione

- Codici iconici e arbitrari: nei codici iconici il significato e l’espressione si

somigliano, come negli ideogrammi, nelle emoticons. Questi codici vengono

molto utilizzati in pubblicità. Le lingue sono invece codici in gran parte

arbitrari, cioè le unità devono essere ben SEGMENTABILI: questa è la loro

grande potenza semantica, anche se in alcuni casi, per esempio le onomatopee,

c’è una direzione speculare tra l’immagine e la parola. Esempio di iconicità la

parola TUTA, inventata all’inizio del 900. La forma della T del taglio

dell’indumento ha dato il nome all’abito stesso. Questa è una strategia iconica,

importantissima in pubblicità.

- Aperti/chiusi: i codici chiusi, tipo il codice della strada, rappresentano degli

obblighi oppure delle autorizzazioni. Il linguaggio verbale invece è un esempio

di codice è aperto.

- Sinonimia/non sinonimia: la sinonimia perfetta non esiste, nella maggior parte

dei casi tutte le parole hanno dei quasi-sinonimi. Da considerare poi i

geofenomeni, che sono delimitati da una linea ISOGLOSSA, cioè la linea di

confine di massima espansione di un fenomeno linguistico o di una forma

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d’uso linguistica. I GEOSINONIMI sono parole che hanno lo stesso significato

ma si modificano spostandosi da un’area geografica all’altra. I fenomeni della

geosinonimia sono certamente legati al contatto con i dialetti, ma in ogni caso

sono da considerarsi termini italiani a tutti gli effetti.

PERTINENZA (concetto fondamentale nei codici semiotici)

Perché ci sia pertinenza è necessario che l’elemento preso in considerazione sia

funzionalmente utile ad esprimere quel contenuto e niente altro. Nel linguaggio delle

api, per esempio, è pertinente il numero di giri che l’animale compie e la sua

posizione rispetto al sole, non l’aspetto dell’ape, se ha una zampa in meno o le ali

danneggiate.

CODICI ANALOGICI E DIGITALI: codici visti dal punto di vista del solo

contenuto. Il codice analogico ci riporta a qualcosa di simile, di analogo: l’orologio è

un sistema semiotico che funziona analogicamente, in un “continuum” di tempo e

spazio. Invece l’orologio digitale indica in modo preciso l’ora, quindi non c’è

un’analogia approssimativa con ciò che è compreso tra un orario preciso e l’altro. I

linguaggi degli animali sono analogici. I codici digitali e iconici danno delle

informazioni immediate, contrariamente ai codici verbali.

LIS ASL BLS: nelle lingue dei segni, elaborate dal 700 in poi, c’è stata una grande

svolta nel momento in cui è stato possibile individuare l’unità distintiva del gesto,

cioè il cherema.

I CHEREMI: si distinguono TRE classificazioni importanti. V. slide con esempio

articolazione dei verbi.

Per concludere, la facoltà del linguaggio è innata e congenita ma le lingue, i sistemi

semiotici, inevitabilmente si costruiscono con l’interazione, il contatto con

l’ambiente, la cultura dei differenti paesi, il modo di percepire il mondo delle

differenti comunità. Questo è uno dei motivi per i quali esiste un numero così elevato

di lingue. L’arbitrarietà del significante rispetto al significato è importantissima,

perché è scelta da ogni comunità in modo diverso.

4 marzo

Il linguaggio degli animali

Il linguaggio impone dei LIMITI, dovuti alla nostra struttura fisica di esseri umani,

limiti che non hanno gli animali. Essi comunicano attraverso codici gestuali,

prossemici, emissioni di onde: si chiama zoosemiotica la disciplina che studia gli

animali, ed è una scienza a sé stante. Esempio della scimmia WASH la quale apprese

l’uso della lingua dei segni: in quattro anni ha appreso l’uso di circa 400 segni, si è

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pensato però che fosse una sorta di meccanismo AUTOMATICO sollecitato da coloro

che l’avevano addestrata. La scimmia probabilmente muoveva solo le mani in un

certo modo, in ogni caso su questa questione la discussione è aperta, poiché essa

riguarda molte altre tematiche oltre a quella linguistica. Si tornerà sul tema con

esperimenti fatti con altre scimmie. Si è parlato del linguaggio degli animali con

riferimento alla “danza delle api”, che ha un significato ben preciso. In altri casi non

si è ancora riuscito a capire il significato di molti “linguaggi” utilizzati dagli animali

per comunicare tra loro. Qual è la differenza tra il linguaggio umano e quello

animale? In quello umano c’è una maggiore elaborazione, a tutti i livelli, culturale,

sociale (v. slides). Un dato di fatto molto importante, diremo fondante, è il seguente:

al di fuori del contesto il messaggio dell’animale non ha possibilità di passare, perché

nella sua mente manca la rappresentazione. Infatti un messaggio sonoro, visivo, non

lascia traccia nella memoria dell’animale, cosa che non succede con gli esseri umani.

Un dato molto importante è che è stato individuato il gene, universale, che

caratterizza gli umani e gli animali nei processi di comunicazione; esso è

incancellabile, non apprendibile, indifferente alle situazioni esterne, concrete (pag.

21-23 del libro). Questo fattore è fondamentale per l’apprendimento della facoltà di

elaborare il linguaggio, anche se sappiamo bene che i codici linguistici possono

cambiare, modificarsi nel tempo; ad esempio le lingue cambiano. Questa capacità

innata nell’uomo potrebbe diminuirsi solo in caso di trasformazioni epocali,

antropologiche del nostro modo di elaborare il linguaggio, di modificare il codice

linguistico che fa parte del nostro patrimonio genetico.

I CODICI

L’espressione (la realtà fonica, il suono) nel codice primario si trasforma in contenuto

nel codice secondario. La lingua ha la capacità di elaborare, oltre a quelli primari,

codici secondari, come la scrittura. Nel momento in cui uso la scrittura, l’elemento

fonico del codice primario si trasforma, attraverso la ricezione, in un contenuto.

Questo suono trasformato in contenuto dal codice scrittorio (codice secondario) lo

possiamo correlare, quando leggiamo, ad un piano espressivo, cioè lo trasformiamo

di nuovo in suono (es. pag 31 del libro).

5 marzo

Tre tipi di descrizione dei codici semiotici. I tipi, dal punto di vista

dell’astrazione, si possono classificare in maniera semplice: dal punto di vista

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della relazione, del contenuto, o del rapporto contenuto-espressione. Vediamo

sulla prima slide i tipi di codice dal punto di vista dell’espressione, cioè del suono:

- Codice semplice: acceso o spento

- Codici articolati: ci sono differenti tipi di unità, di elementi e di combinazioni

che veicolano contenuti diversi (le lingue sono codici articolati)

- Codice stand by, codice che prevede l’inserimento di un altro pacchetto di

informazioni e poi la ripresa del discorso: nella lingua scritta o verbale è

rappresentato dagli incisi, dalle virgole, ecc. Si dice inserire una sub-routine

(nella retorica classica si chiamava digressione).

- Per poter funzionare in questo modo i codici articolati devono essere

SEGMENTABILI, quindi si parla di unità DISCRETE. Questa segmentazione

delle unità discrete deve essere ben SINCRONIZZATA tra emittente e

ricevente, altrimenti avviene un errore nel processo comunicativo. Questi

fenomeni sono all’ordine del giorno, molto utilizzati dai comici per esempio

per suscitare l’ilarità nel pubblico.

Seconda slide

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LucA1338 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica e comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Catricalà Maria.
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