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STORIA DELLA LINGUISTICA

‘800 ‘900.

La linguistica generale tra e < ‘800

- Grammatiche - studio comparato delle lingue classiche

‘800

- Lingue parlate: leggi fonetiche seconda metà del

> – ‘800

- Positivismo: metodi sperimentali fine – ‘900

- Approcci strutturali, cognitivi, multi-disciplinari

- Linguistica Saussuriana 1916 LANGUE-PAROLE

- Strutturalismo (varie scuole, Jackobson) 1929….1946-52 CODICE-MESSAGGIO

- Generativismo (Chomsky, varie correnti) 1957..1977 COMPETENA-ESECUZIONE

– ‘90

- Approcci funzionalisti e cognitivi

La linguistica generale nasce nell’800. Prima si aveva un approccio glottologico, cioè le lingue erano viste come letterarie e si

l’interesse

studiavano le lingue classiche. I glottologi studiavano le lingue antiche. Alla fine dell’800 si sviluppa, invece, per le

lingue viventi, motivato anche da ragioni politiche.

La linguistica generale nasce nella Germania dell’800 con i fratelli Grimm, che nel 1808-09 hanno pubblicato la prima raccolta

di testimonianze di lingua parlata nei vari dialetti della Germania.

Questa linguistica è orientata allo studio della storia della lingua . la linguistica generale prende le distanze dalla diacronia: vi è

adesso un interesse per la sincronia. Saussure parlava dell’interesse nello studiare le lingue viventi sulla base di come erano

parlate.

Saussure risente dei progressi della scienza, adotta quindi un approccio scientifico. È un periodo di grande fermento per

la linguistica.

Strutturalismo: a partire dagli studi di de Saussure si diffonde un approccio strutturalista: si cerca la struttura, un insieme di

regole che funzioni in base a criteri descrivibili.

Lo strutturalismo fu fondato da Martinet (colui che parlò per primo di doppia articolazione del significante)

’46-52:

Anni si cercano tutte le forme di regolarità, ma si lavora su lingue stereotipate.

’50

Generativismo: Chomsky: negli anni va negli Stati Uniti e lavora con i padri fondatori della cibernetica, comunicazione

che avviene tra macchine. Chomsky inizia a guardare gli umani come se fossero macchine e ad analizzare il parlato come se

fosse il prodotto di comunicazione tra due macchine. Si lavora su dati registrati.

Variazionismo: Eugenio Cosceriu: linguista romeno che studia le lingue distinguendo quello che è normativo da ciò che è

variazione. De Saussure aveva detto lavoriamo sulla sincronia. Il generativismo lavora su una lingua stereotipata. Il variazionsmo

fa distinzione tra lingua scritta e parlata e studia la lingua parlata.

La linguistica storica si occupa di quattro variazioni:

- Diatopia: variazione nello spazio. In Italia abbiamo varietà di dialetti diversi dall’italiano.

Variazione diatopica della lingua italiana (in diverse zone).Es: differenza di pronunce tra Sicilia e

Piemonte.

- Diastratia: Differenza tra gli stati sociali.

In alcuni paesi è più presente la diatopia ( in Italia) mentre in altri la distratia (in Inghilterra)

- Diafasia: uno stesso parlante che sa usare uno stile diverso quando parla con i suoi pari o con i

suoi superiori. Variazione di una stessa lingua a seconda del contesto.

- Diamnesia: variazione della lingua legata al mezzo. Es nello scritto e nel parlato. Il mezzo

di comunicazione scritto implica uno stile diverso.

Da De Saussure ai giorni nostri:

- Langue / Parole (’70-’90)

- Sincronia/ Diacronia, le quattro variazioni Cosceriu

Scritto-Parlato (M. Halliday)

- Lingue come sistemi di segni

- Segno linguistico: significato-significante

- Modelli della comunicazione linguistica

- Strumenti e metodi

Cosceriu si interessa ad aspetti accademici, alla norma della lingua (definisce NORMA E VARIAZIONE)

Michael Halliday è un linguista australiano molto eccentrico che con pochi esempi spiega le differenze tra scritto e

parlato. Visione delle lingue come sistemi di segni: Significato e Significante (De Saussure)

’50:

Anni si definisce il primo modello di comunicazione degli esseri umani. Modello della comunicazione audio-verbale: 6

elementi della comunicazione. Canale, messaggio, codice, referente, sorgente e destinatario (Jackobson).

LINEA DEL TEMPO:

ASTRATTO-CONCRETO:

• De Saussure: langue e parole (1916)

• Jackobson: codice e messaggio

• Chomsky: competenza e esecuzione (competence and performance)

SCRITTO-PARLATO

Le prime opere di trascrizione sono nate in abito giudiziario. La forma scritta è il risultato di una

convenzionalizzazione di scelte tipografiche diverse. Trascrivendo e lavorabdo su parlato, ci si rende conto che le

parole non esistono come noi ce le immaginiamo o non esistono proprio, la lingua non è un insieme di parole separate

da spazi. Non sono gli spazi, ma gli altri elementi che ci fanno capire dove sono le parole. LA FRASE è una cosa che

scrive. L'ENUNCIATO è una cosa che si dice. Il parlante produce enunciati.

FONEMA:

Il FONEMA è l'oggetto di studio della FONOLOGIA, che studia i SUONI SEMANTICAMENTE DISTINTIVI di una

lingua (i fonemi sono elementi astratti).

nel 1939 Trubeckoj definisce il fonema come UN FASCIO DI TRATTI.

Jackosbon lo definisce SUONO INTENZIONALE (un suono che pensiamo di pronunciare)

DIALETTI TERRITORIALI E SOCIALI:

“repertorio

è nel quadro di un linguistico” che potremmo vedere le relazioni che si stabiliscono in molti casi tra

l’italiano standard e alcuni dialetti diffusi sul nostro territorio, includendo forme ibride che nascono dalle

contaminazioni tra questi codici.

Celebre distinzione proposta da Pellegrini tra un modello nazionale d’italiano, un italiano regionale più o meno

dialettalizzato, un dialetto locale più meno italianizzato e un dialetto locale che conserva le sue tradizionale

caratteristiche.

Stiamo parlando di dialetti storici, cioè di parlate romanze diffuse nel nostro territorio per evoluzione dei volgari

originati dal latino (per variazione diacronica) e non di forme dialettali di una lingua nazionale, che, nel nostro caso,

si è imposta solo in tempi recenti. La dialettologia italiana si occupa principalmente di quei dialetti che,

indipendentemente dal numero di parlanti, presentano caratteristiche comuni all’interno di ciascuna delle aree

geografiche in cui sono tradizionalmente delimitati (dialetti d’Italia).

Diversamente da ciò che accade in altri spazi linguistici, come quello anglosassone, i dialetti italiani hanno una

scarsa variabilità sociolinguistica (diastratica), ma conservano forti contrasti su scala geolinguistica (diatopica).

l’italiano

È dal loro incontro con standard che sono nate situazioni di contaminazione reciproca. Dall’uso alternato

di questi codici nasce la definizione di codici ibridi.

In seguito allo stabilirsi di queste condizioni la lingua nazionale ha raggiunto gli strati popolari definendo registri

meno controllati, colloquiali o familiari, e registri più sorvegliati, utilizzati in contesti ufficiali e formali (variazione

diafasica).

Vi è inoltre una separazione di stili di lingua in base al mezzo ( variazione diamesica), tra la lingua scritta e parlata.

Pellegrini (1960):

• un modello nazionale di italiano

• un italiano regionale più o meno dialettalizzato

• un dialetto locale più o meno italianizzato

• un diletto locale con le sue tradizionali caratteristiche.

Dialetti-variazioni

• VARIAZIONE DIACRONICA: forme dialettali originate dai volgari nati dal latino

• VARIAZIONE DIASTRATICA: l'italiano ha scarsa variabiltà diastratica

• VARIAZIONE DIATOPICA: l'italiano e suoi dialetti presentano forti contrasti geolinguistici

• VARIAZIONE DIAFASICA: in base al contesto ( più o meno formale, colloquiale)

• VARIAZIONE DIAMESICA: in base al mezzo (scritto-parlato)

Riassunto INVENTARI SONORI DELLE LINGUE

I. L'OSSERVAZIONE FONETICA DEI MESSAGGI LINGUISTICI

La parte fisica dei messaggi linguistici è costituita da onde sonore che possono essere analizzate. La disciplina che studia

questi fenomeni si chiama FONETICA e contribuisce a descrivere la struttura sonora del messaggio.

FONETICA ARTICOLATORIA: osserva le produzioni linguistiche di un parlante al momento dell'emissione del messaggio.

FONETICA ACUSTICA: analizzare i suoni del messaggio linguistico dal punto di vista fisico.

FONETICA UDITIVA O PERCETTIVA: si pone dal punto di vista dell'ascoltatore e della prima decodifica generale.

FONOLOGIA: categorizzazione delle unità sonore da parte del ricevente e del loro uso funzionale da parte dei parlanti di una

lingua.

FONETICA ARTICOLATORIA: La produzione dei messaggi linguistici avviene attraverso un processo che si divide in fasi

distinte. Il processo è controllato da attività cerebrali. Gli scambi gassosi che avvengono durante la respirazione vengono

intercettati dalle pliche vocali all'interno della laringe. È proprio questa alterazione subita dall'aria mentre si trova nella glottide

(spazio tra le pliche vocali) che permette la fonazione, cioè la generazione della voce.

Mediante l'articolazione possono essere prodotte diverse configurazioni articolatorie suoni ( FONI) distinti.

COORDINAZIONE OROLARINGEA:

vi è un alto grado di sincronizzazione tra le varie parti della laringe e gli altri organi interessati durante la fonazione. Grazie a

questa coordinazione orolaringea si ha un continuum sonoro. In questo continuum riusciamo ad individuare dei suoni.

Il modo più riconosciuto internazionalmente per trascrivere i suoni esistenti in tutte le lingue del mondo in modo univoco e

disambiguo è l'alfabeto IPA (International Phonetic Alphabet).

I suoni possono essere sordi: il flusso d'aria egressivo può fluire verso l'esterno senza incontrare impedimenti nella laringe

(suoni prodotti in uno stato di inattività della laringe) o sonori: quando al passaggio dell'aria le pliche vocali si trovano

accostate e quindi

vibrano.

Pliche vocali chiuse: SUONO

SONORO

Pliche vocali aperte:

SUONO SORDO

In entrambi i casi il suono viene convogliato nelle cavità supralarinee dove può essere modificato in diversi MODI DI

ARTICOLAZIONE o PUNTI DI ARTICOLAZIONE.

MODI DI ARTICOLAZIONE: (in base alla modalità con cui il flusso viene ostacolato, in base all'assetto degli organi)

1. Occlusivo: occlusione totale e rilascio esplosivo (p,b,t,d,k,g)

2. Vibrante: occlusione intermittente (r) dʒ)

3. Semi-occlusivo o affricato: occlusione con rilascio graduale (ts, dz, tʃ,

4. Costrittivo o fricativo: costrizione con passaggio stretto (f,v,s,z,ʃ,ʒ)

5. Approssimante: j

6. Nasale: m-n...

7. Laterale approssimante: l y

8. Laterale costrittivo o fricativo l’ost

PUNTI DI ARTICOLAZIONE: (In base alla posizione in cui è presente a c olo)

– –

1. Bilabiali: p b m

2. Labiodentali: f v

3. Dentali: t d

– – – – – – –

4. Alveolari: s z ts dz n l r

ʃ – –

5. Palato alveolari: tʃ dʒ

ʎ – ɲ – ȷ

6. Palatali: – –

7. Velari: k g w

A questo punto il suono transita attraverso la faringe, da dove può proseguire per le cavità orali o nasali, a seconda della posizione

del velo palatino ( o velo pendulo): se il velo è innalzato il suono prosegue verso le cavità orali e sarà un suono ORALE. Con il

l’altro

velo abbassato il suono può dividersi in due percorsi: uno ancora orale e nasale. Questi suoni orali vengono chiamati

NASALIZZATI. Mentre se il condotto vocale è completamente chiuso, il flusso del suono va direttamente alle cavità nasali, e

questi sono suoni NASALI.

VOCOIDE: quando il flusso d'aria non viene interrotto.

.

CONTOIDE: quando il flusso d'aria viene interrotto e

VOCOIDI: I vocoidi si distinguono in alte (i. y. u), medio-alte (e Ø o), medio-basse (ɛ) basse (a) le posizioni ANTERIORE, CENTRALE

O POSTERIORE.

In italiano il sistema vocalico permette di distinguere fino a sette timbri vocalici.

VOCALI PROCHEILE: con protusione e arrotondamento delle labbra

VOCALI APROCHEILE: senza protusione e con stiramento orizzontale delle labbra.

APPENDICE A: LA FONAZIONE E LA LARINGE:

Fonazione: stati della laringe e meccanismo di vibrazione delle pliche vocali

è l’organo

La laringe che presiede alla produzione della voce (fonazione). La laringe può essere descritta come un insieme di

cartilagini e di tessuti connettivi disposti nella regione in cui la trachea si collega con la faringe e con il cavo orale. Una parte

molto importante della laringe è il cricoide, un anello di cartilagine su cui poggiano tutte le altre parti. La cartilagine tiroidea si

chiude attorno alla cartilagine cricoidea e al suo interno vi sono le aritenoidi e le pliche vocali ( che sono i collegamenti tra le

aritenoidi e il pomo d’Adamo o prospicienza tiroidea). Lo spazio che assicura il passaggio tra le pliche vocali viene detto

glottide.

Meccanismo di vibrazione delle pliche vocali:

1. L’innesco della vibrazione è dovuto ad un gesto volontario con cui si applica una tensione muscolare alle pliche vocali,

che una volta tese permettono di ostruire il punto ideale in cui avviene lo scambio gassoso (glottide). A questo gesto si associa

un aumento di pressione delle cavità respiratorie.

2. L’aumento dello squilibrio di pressione forza le pliche vocali a divaricarsi dal basso.

3. Una piccola quantità di aria passa attraverso la glottide e si ristabilisce così un equilibrio di pressione.

4. Si produce quindi una specie di risucchio che porta alla chiusura della glottide. Ciò rappresenta un ostacolo per

il flusso d’aria e ricomincia così a crearsi uno squilibrio tra pressione sublaringale e pressione sopralaringale.

5. Le pliche vocali si riaccostano fino a chiudere completamente il passaggio e la pressione si ristabilizza come all’inizio

del ciclo.

6. A questo punto si ha di nuovo lo squilibrio di pressione iniziale ed il ciclo può ripetersi.

Il locutore controlla inconsciamente energia e velocità della fonazione. FREQUENZA FONDAMENTALE: frequenza dei

cicli. Il locutore può controllare frequenza fondamentale e quantità d’aria (che corrisponde all’intensità della voce)

Registri di fonazione:

Respirazione forzata: divaricazione delle pliche vocali che si ottiene respirando a pieni polmoni

Aspirazione; le inspirazioni

Sonorità: lo spazio tra le pliche si riduce a minimo o nullo

Occlusione glottidale: decisa chiusura della glottide che impedisce la sonorità.

Cricchiato: o creaky voice/ voce laringalizzata: stato di vibrazione parziale o irregolare delle pliche

vocali. Falsetto: le corde vocali sono molto tirate ed il suono è più acuto.

Bisbiglio, sussurro, mormorio: breathy voice o whispering voice

Glottogramma: diagramma del volume istantaneo che attraversa la glottide.

Per illustrare graficamente alcune delle disposizioni articolatorie corrispondenti ai luoghi di articolazione sopra elencati

possiamo avvalerci degli OROGRAMMI.

LA VERIFICA STRUMENTALE DELL’ARTICOLAZIONE DEI SUONI:

Alla fine dell’800 un abate francese fece i primi studi strumentali per osservare come vengono prodotti i suoni nel parlato. Nel

1900 un suo allievo, Freeman Jocelyn, pubblica uno studio sperimentale.

Oggi utilizziamo la palatografia per capire come vengono prodotti i suoni: una protesi viene fatta su misura della persona e

viene dotata di sensori. Gli studi condotti tramite palatografia, però, interferiscono con le osservazioni.

Sono state provate altre tecniche, ad esempio la RX o la IRM, cioè osservando i suoni esponendo le persone a raggi x.

Questa tecnica non viene più utilizzata oggi perché pericolosa, ma abbiamo le radiografie di tutti i suoni dell’italiano.

Si passò poi alla risonanza magnetica, che ci permette di analizzare la disposizione della lingua e degli altri organi. Vi sono però

due grossi svantaggi nell’utilizzare la risonanza magnetica: 1 la posizione supina non è la stessa di quando parliamo in pedi. 2 la

persona viene esposta a risonanza per periodi brevi, ottenendo un’immagine statica. Le immagini statiche non sono molto

attendibili (iperarticolazione).

IPERARTICOLATO E IPOARTICOLATO

Parlato iperarticolato: quello, per esempio,

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

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