Etica dei mercati finanziari
Informazioni
Orario: 16-17:30
Materiale didattico: su Moodle + materiale di supporto per non frequentanti
No distinzione frequentanti e non
Esame: scritto, durata 45 minuti composto da 5 domande, ognuna da 6 punti con un titolo di una lezione. Se la domanda è ampia, rispondere per punti.
Introduzione
Partiamo da due frasi dall'enciclica di Benedetto XVI "Caritas in Veritate" del 2009, par.65:
“Tutta l’economia e tutta la finanza, non solo alcuni loro segmenti, devono, in quanto strumenti, essere utilizzati in modo etico così da creare le condizioni adeguate per lo sviluppo dell’uomo e dei popoli.”
L’accento è posto sul “tutta”. Questa frase si contrappone alla seconda, riferita all’ambito più ristretto della finanza, in cui è più facile trovare elementi positivi ed eticamente validi.
“È certamente utile, e in talune circostanze indispensabile, dar vita ad iniziative finanziarie nelle quali la dimensione umanitaria sia dominante. Ciò, però, non deve far dimenticare che l’intero sistema finanziario deve essere finalizzato al sostegno di un vero sviluppo.”
Analizzeremo i grandi aspetti della finanza e verificheremo che questa sia esercitata eticamente. Il mondo dipende infatti da una finanza non sempre etica. Ci occuperemo anche di nicchie etiche come il microcredito, banche e fondi etici, la lotta all’usura e il riciclaggio. Questi elementi però rappresentano solo una piccola fetta della finanza.
Le due anime del corso saranno:
- Mostrare in negativo come la finanza non debba agire, per evitare il ripetersi di crisi e scandali: ogni anno ci sono nuovi scandali. Si pensi alla crisi subprime, un disegno criminale che ha coinvolto quasi tutti gli attori (la madre di tutte le crisi). Ci sono anche le ricorrenti crisi dei debiti sovrani (si pensi alla Grecia e il caso Italia). Vedremo anche la truffa che prima o poi si presenta, lo schema Ponzi (ci sono state applicazioni più scientifiche come il caso Madoff, attualmente in galera). Parleremo anche dei casi più recenti italiani: Montepaschi, Banca Etruria e dintorni e le due banche venete.
- Illustrare in positivo le “iniziative finanziarie nelle quali la dimensione umanitaria è dominante”: microcredito, banche e fondi etici, Tobin tax (finalità etiche), antiriciclaggio e antiusura, arbitro bancario e finanziario (ABF - strumento extragiudiziale gestito da Banca d’Italia).
Definizione etica
“Dottrina o indagine speculativa intorno al comportamento pratico dell’uomo di fronte ai due concetti del bene e del male” (dizionario Devoto-Oli)
L’obiettivo implicito è quello di evitare gli aspetti negativi ed enfatizzare quelli positivi.
Caritas in veritate (2009)
La Chiesa, da un secolo circa, ha esaminato la società secondo la sua dottrina che va sotto il nome di dottrina sociale della Chiesa, dando indicazione su temi su cui non si era mai soffermata. Questo è il nostro punto di partenza, a fine corso vedremo anche la finanza islamica. Vediamo ora i documenti più rilevanti della dottrina:
- Rerum Novarum di Leone XIII (1891): si tratta di una lettera enciclica sulla condizione degli operai. In quegli anni si sono verificati numerosi accadimenti: la rivoluzione industriale, l’avvento di Marx, l’ascesa dei partiti socialisti ecc. È la prima volta che la Chiesa si pronuncia sulla condizione sociale.
- Populorum Progressio di Paolo VI (1967): in riferimento agli accadimenti di quegli anni ci sono state le decolonizzazioni e la conquista di indipendenza di molti paesi, soprattutto africani.
- Sollicitudo Rei Socialis di Giovanni Paolo II (1987) su temi sociali.
- Laudato Sì di Francesco (2015): prima enciclica ambientale con quattro paragrafi sulla finanza.
In “Caritas In Veritate” del 2009 si riportano i criteri orientativi dell’azione morale: “la carità eccede la giustizia, ma non è mai senza la giustizia” (par.6).
Giustizia: La carità è da intendersi come l’amore, il dono. Il messaggio è rivolto al filantropo (colui che fa attività benefica). Il requisito fondamentale è che i soldi devono essere guadagnati onestamente. L’imprenditore che ha fatto soldi schiavizzando gli operai o non pagando le tasse, e poi fa carità, eccede nel senso che fa un qualcosa di più ma, mancando la giustizia, non è da ritenersi un comportamento corretto.
Bene comune: “Accanto al bene individuale, c’è un bene legato al vivere sociale, il bene delle persone: il bene comune” (par.7). Noi italiani abbiamo poco senso del bene comune, anche se in crescita.
Populorum Progressio (1967)
È l’enciclica scritta da Paolo VI.
Capitolo primo: il messaggio della Populorum Progressio
- “L’autentico sviluppo dell’uomo riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione” (par.11). Uno sviluppo che deve dunque essere totalizzante.
- “Se non è di tutto l’uomo e di ogni uomo, lo sviluppo non è vero sviluppo” (par.18).
- “La dottrina sociale della Chiesa illumina con una luce che non muta i problemi sempre nuovi che emergono” (par.12).
Capitolo secondo: lo sviluppo umano nel nostro tempo
- “La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino” (par.21). Come sappiamo, la crisi dei mutui sub-prime scoppia nel 2008. L’enciclica doveva uscire nel 2007 ma, a seguito dello scoppio della crisi, viene pubblicata due anni dopo, tenendo conto di quanto successo. La riprogettazione del nostro cammino è una visione positiva.
- Rinnovata valutazione del ruolo dei pubblici poteri (par.24). Nei primi anni 80 il mondo aveva cambiato direzione: deregolamentazioni, liberalizzazioni e minor ruolo dello Stato. Ciò perché si pensava che il mercato avesse gli strumenti per progredire e curarsi da problemi. Dopo la crisi sub-prime, ci sono stati invece interventi dello Stato massicci e ci si è accorti che lo Stato, che si era cercato di marginalizzare, nel momento del bisogno serve eccome. Allora, anche l’enciclica tiene conto di questa valorizzazione del ruolo dello Stato. Si ricordi che una delle principali cause della crisi sub-prime è una sfrenata deregolamentazione. Perciò occorre correggere errori e disfunzioni dei protagonisti del mercato.
- Interazione tra le culture, con 2 pericoli: eclettismo e appiattimento (par.26). Con eclettismo si intende il prendere elementi da più sistemi anziché seguire un’unica direzione.
- “L’uomo non è un atomo sperduto in un universo casuale” (par.29).
- “Allargamento” del concetto di ragione (par.31).
- Appiattimento delle culture sulla dimensione tecnologica (par.32).
- Pericoli di un’economia del breve, talvolta brevissimo termine (par.32). Dà frutti migliori una politica economica lungimirante e attualmente, l’unico paese al mondo che fa ciò è la Cina in quanto ha direzione politica monolitica comunista e riesce ad intravedere il risultato delle azioni a 20-30 anni.
Capitolo terzo: fraternità, sviluppo economico e società civile
- “La carità nella verità pone l’uomo davanti alla stupefacente esperienza del dono. La gratuità è presente nella sua vita in molteplici forme, spesso non riconosciute a causa di una visione solo produttivistica e utilitaristica dell’esistenza” (par.34). Si evidenzia come la fraternità faccia a pugni con la realtà economica. Nella nostra vita ci sono elementi di gratuità senza i quali la vita sarebbe peggiore (ad esempio le onlus).
- Pensiero del Papa sul “mercato” (par.35).
- “Possono essere vissuti rapporti autenticamente umani, di amicizia e di socialità, di solidarietà e di reciprocità, anche all’interno della sfera economica e non soltanto fuori di essa o “dopo” di essa” (par.36). Si pensi ad esempio al manager di successo che fino alle 5 fa il suo lavoro ma tratta tutti con aggressività, dopo cambia e va a fare il volontariato (ciò è sbagliato, deve essere tutta la vita così anche sul lavoro).
- Mercato, Stato e società civile (par.38).
- Impresa (par.40).
- “La globalizzazione, a priori, non è né buona né cattiva” (par.42). Non c’è condanna alla globalizzazione, i risultati dipendono da ciò che le persone ne faranno. I processi di globalizzazione se concepiti bene offrono opportunità di distribuzione di ricchezza mai prima avvenuti, se gestiti male portano a disuguaglianza e povertà nell’intero mondo. In questi anni si è accumulata tuttavia tanta ricchezza che però non è stata redistributa anzi è stata ulteriormente concentrata in poche mani. Ci sono dunque le premesse per una globalizzazione con effetti negativi.
Capitolo quarto: sviluppo dei popoli, diritti e doveri, ambiente
- “L’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento; non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona” (par.45).
- Importanza del “terzo settore” (par.46). Viene dato rilievo al terzo settore perché chi scrive è anche Zamagni che è uno dei principali teorizzatori del terzo settore, il quale deve essere valorizzato.
Capitolo quinto: la collaborazione della famiglia umana
- La finanza deve essere utilizzata in modo etico: importanza della regolamentazione, della trasparenza e della “retta intenzione” (par.65).
- L’esperienza della microfinanza.
Capitolo sesto: lo sviluppo dei popoli e la tecnica
- “Attratta dal puro fare tecnico, la ragione senza la fede è destinata a perdersi nell’illusione della propria onnipotenza. La fede senza la ragione rischia l’estraniamento dalla vita concreta delle persone” (par.74).
Evangelii Gaudium
Si tratta dell’esortazione apostolica di Papa Francesco del novembre 2013. Si osserva subito un cambio di linguaggio che risulta più passionale. L’umanità vive una svolta storica che possiamo vedere nei progressi che si producono in diversi campi.
Non possiamo tuttavia dimenticare che la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo vivono una quotidianità precaria (par.52). Il Papa riconosce che siamo in una svolta storica in quanto la globalizzazione e la tecnologia hanno avuto grandi risultati in termini di produzione della ricchezza. Tuttavia, a fronte di questa crescita, non è corrisposto per tutti, il potere di acquisto (quotidianità precaria). Si tratta dunque di una mancata equa distribuzione.
No a un’economia dell’esclusione
- Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questa è esclusione. I tre paragrafi seguenti, in modo diretto, parlano di come l’informazione che ci viene fornita è molto contingente ovvero con un orizzonte brevissimo. Ad esempio si enfatizza una variazione di borsa quando poi il giorno dopo le cose si ribaltano. Non fa notizia invece la disperazione di un escluso.
- Non si può più tollerare il fatto che si getti il cibo, quando c’è gente che soffre la fame. Questo è inequità. Inequità è un vocabolo inventato dal papa.
- Cultura dello “scarto” (tipica dei paesi occidentali): gli esclusi non sono “sfruttati” ma rifiutati, “avanzi” (par. 53).
- Si è sviluppata una “globalizzazione dell’indifferenza”.
- La cultura del benessere ci anestetizza.
- Alcuni ancora difendono le teorie della “ricaduta favorevole”: fiducia grossolana e ingenua nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante. Nel frattempo, gli esclusi continuano ad aspettare (par.54). In riferimento al campo economico il Papa critica le teorie della ricaduta favorevole: fiducia ingenua nei meccanismi del sistema economico (capitalista o del libero mercato). Si contrappone all’idea che il mercato liberalizzato crea ricchezza e la distribuisce. Questa è comunque ancora una situazione migliore rispetto a quella dell’Unione Sovietica in cui non c’era distribuzione di ricchezza perché il sistema non produceva neanche ricchezza (l’alternativa al nostro sistema capitalista).
No alla nuova idolatria del denaro
- L’adorazione dell’antico vitello d’oro ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di un’economia senza volto e senza uno scopo veramente umano (par.55).
- Qualunque cosa che sia fragile, come l’ambiente, rimane indifesa rispetto agli interessi del mercato divinizzato (par.56). Il Papa se la prende poi col denaro: il vitello d’oro è una figura appartenente al mito ebraico. Il feticismo del denaro si è accentuato perché tale oggetto è ora alla portata di molte più persone. L’ambiente viene attaccato per questo fatto.
No ad un denaro che governa invece di servire
- All’etica si guarda di solito con un certo disprezzo beffardo (par.57).
- Una riforma finanziaria che non ignori l’etica richiederebbe un vigoroso cambio di atteggiamento da parte dei dirigenti politici.
- Il Papa ama tutti, ricchi e poveri, ma ha l’obbligo, in nome di Cristo, di ricordare che i ricchi devono aiutare i poveri, rispettarli e promuoverli (par.58). La finanza oggi domina il mondo ed è in grado di condizionarlo pesantemente in quanto di dimensioni molto maggiori rispetto all’economia reale. Solo per questo fatto è il settore più influente. Sopra i dirigenti politici c’è una sovrastruttura finanziaria che è in grado di condizionare le scelte dei parlamenti. Ad esempio, molte regolamentazioni non sono passate per i poteri forti della finanza. Il mondo attuale avrebbe l’occasione unica di volgere per il meglio perché è riuscito dopo secoli a trovare tecnologie per produrre tantissimi beni. Purtroppo non ci riesce.
Crisi sub-prime
È la più grossa crisi dell’ultimo mezzo secolo. Vedremo che questa vicenda ha connotati criminali sin dal suo nascere (dai primi anni 2000 era chiarissimo a tutti che il sistema sarebbe andato allo sfascio). Greed kills: regola nel mercato dei derivati. L’avidità uccide.
Sistema articolato
Le operazioni che hanno innescato la crisi, durate per almeno 7-8 anni, hanno coinvolto tantissimi soggetti, istituzioni e strumenti, tutti conniventi, tutti volevano trarne cioè un profitto. Si tratta di:
- Mutuatari: vennero concessi mutui per la casa a clienti non prime ma di standing creditizio inferiore, cioè a coloro che, precedentemente agli anni 2000, non avrebbero mai ottenuto un mutuo non avendo la fonte di reddito utile a ripagare le rate dello stesso.
- Banche originators: banche che originano la catena delle operazioni di concessione mutui.
- SIV/conduits: si tratta degli structured investment vehicles ovvero un anello della catena.
- Intermediari mobiliari come JP Morgan, i quali acquistano temporaneamente i titoli contenenti i mutui, per piazzarli alla clientela in tutto il mondo.
- Strumenti specifici inventati ad hoc (innovazione finanziaria).
- Investitori a cui rifilare il prodotto del processo.
- Managers delle banche originators e di investimento.
- Azionisti delle banche ampiamente remunerati a fronte dei guadagni alti dei managers.
- Agenzie di rating: senza non sarebbe avvenuto ciò che si è concretizzato in termini negativi.
- Fornitori di protezione (CDS): si tratta dei protettori da rischi tra cui in particolare il rischio di insolvenza. In tale contesto fu inventato il derivato CDS over the counter per spostare il rischio su di loro.
- Analisti che con analisi fasulle affermavano che tutto funzionava e che era solo questione di imbrigliare il rischio.
- Modelli di risk management.
- Consulenti legali e tributari: numerosissimi con la funzione di dire per ogni singola emissione che era tutto regolare.
- Servicing agencies: società che si occupavano di gestire immobili o recupero crediti (tutto ciò che ha che fare con gli immobili che poi erano la garanzia ultima dell’operazione).
- Autorità di vigilanza le quali avrebbero dovuto vigilare e lo hanno fatto poco.
Questo per dire che era un sistema articolato per creare:
- Convenienti soluzioni ovvero innovazioni finanziarie per bypassare la regolamentazione.
- Opportunistici comportamenti.
3 antecedenti: deregulation, easy money, casa
Si riconoscono 3 antecedenti che hanno favorito il meccanismo. In assenza, forse, non sarebbe accaduto tutto ciò. I tre avvenimenti si verificano tutti a cavallo tra la fine del novecento e i primi anni duemila.
Deregulation
Processo iniziato nei primi anni 80 e aumentato sempre di più. Le amministrazioni democratiche e repubblicane iniziano cioè a prendere provvedimenti che accentuano la deregolamentazione in ambito finanziario:
- 1999, Amministrazione Clinton: Gramm-Leach-Billey Act (via controlli su banche d’investimento e istituti di credito ipotecario).
- 2000: CFMA (Commodity Futures Modernization Act-Modernizzazione del mercato dei derivati), via controlli della SEC e CFTC su derivati, in particolare “credit default swap”. CFTC = Commissione di Vigilanza sui derivati.
I derivati da quando sono nati sono accusati di creare instabilità e speculazione. Tuttavia occorre porre una differenza tra i derivati standardizzati trattati sulle borse dei derivati e quelli OTC:
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