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La penisola coreana e la stabilità del Nordest asiatico

Il Nordest asiatico ha sperimentato un processo di adattamento alle nuove circostanze date dalla fine della guerra fredda molto lento, dovuto in gran parte al conflitto tra le due Coree: la Corea del Nord o DPRK (Democratic People's Republic of Korea) e la Corea del Sud o ROK (Republic of Korea). Queste sono divise fin dall'inizio del secondo dopoguerra e i loro orientamenti influenzano direttamente la sicurezza nella regione.

La crisi nucleare nordcoreana

La crisi nucleare nordcoreana è stata un catalizzatore per il dialogo e la cooperazione sulla sicurezza. Negli anni '70 prese avvio il programma nucleare della Corea del Nord con la costruzione del primo reattore nucleare. Negli anni '80 viene sviluppato un arsenale atomico che è usato sia come strumento di affermazione della propria supremazia, sia come strumento negoziale e garanzia di sopravvivenza.

Nello stesso periodo, si indeboliscono le relazioni con la RPC a seguito del lancio della nuova politica di Deng Xiaoping e quelle con l'URSS per l'ascesa al potere di Gorbaciov. Allo stesso tempo, la Cina sperimentava la crescita economica e una crescente rilevanza sulla scena internazionale, e la Corea del Sud acquisiva lo status di potenza emergente, mentre la Corea del Nord veniva progressivamente emarginata all'interno del Movimento dei Non-Allineati.

Primo dialogo e cooperazione

In occasione della prima crisi nucleare nordcoreana e la minaccia della DPRK di ritirarsi dal Non Proliferation Treaty (NPT), nel 1993 la IAEA riportò la questione all’ONU e il Consiglio di Sicurezza richiamò al dialogo le parti interessate. L’allora amministrazione USA Clinton diede avvio a un dialogo bilaterale con Pyongyang che portò all'Accordo Quadro di Ginevra, il quale suggeriva l'istituzione del consorzio multilaterale Korean Peninsula Energy Development Organization (KEDO) per realizzare i termini dell'accordo.

La Corea del Sud e il Giappone non sottoscrissero. Al tavolo dei negoziati, l'UE si unì a quest’ultime, mentre Russia e la Cina rimasero fuori.

Four Party Talks (FPT) e cooperazione multilaterale

Nel 1997 viene fatto un ulteriore passo avanti per la soluzione delle questioni di sicurezza nella regione del Nordest asiatico, con la costituzione dei Four Party Talks (FPT) fra le due Coree, USA e Cina. Tuttavia, fu solo parziale in quanto la Corea del Nord diede priorità alla lotta alla carestia e l’FPT si rivelò utile più alla promozione della cooperazione fra Cina da una parte e USA e Corea del Sud dall'altra, che non alla risoluzione dei problemi nordcoreani.

Un’altra forma di cooperazione multilaterale fu il Trilateral Coordination and Oversight Group (TCOG) tra gli USA, la Corea del Sud e il Giappone, la cui istituzione nel 1999 fu accelerata dai sospetti di attività nucleari segrete nordcoreane a Keumchangri, che più tardi si rivelarono infondati, e il lancio del Taepodong nel 1998.

Seconda crisi nucleare e Six Party Talks (SPT)

La seconda crisi nucleare nordcoreana dell'ottobre 2002 per il ritiro della DPRK dal NPT ha portato a una maggiore promozione della cooperazione multilaterale e alla costituzione nel 2003 dei Six Party Talks (SPT), ovvero del dialogo a 6 tra le due Coree, RPC, USA, Giappone e Russia, con la Cina che assunse il ruolo di mediatore nel processo di dialogo. Questa volta, tutti gli stakeholders principali della regione partecipavano alla struttura multilaterale di mediazione.

Inizialmente, i progressi furono scarsi per la mancanza di mezzi diplomatici a disposizione di Pechino per influenzare Pyongyang e Washington nel tentativo di far arrivare le due parti a posizioni più concilianti. Nel 2005, molti critici sostenevano addirittura che gli SPT avessero fallito. Tuttavia, nel maggio dello stesso anno, l’allora Segretario di Stato USA Condoleezza Rice riconobbe la Corea del Nord in qualità di stato sovrano.

Poche settimane più tardi, il vice Segretario di Stato Cristopher Hill ebbe un incontro bilaterale con il suo omologo nordcoreano, il viceministro Kim Kye Gwan, nel quale venne annunciata la ripresa degli SPT. Dopo diversi negoziati, a settembre si giunse all'intesa su una Dichiarazione di Principi Congiunta i cui obiettivi erano la denuclearizzazione della penisola coreana, la normalizzazione delle relazioni fra tutti gli stakeholders della regione, lo sviluppo economico soprattutto nordcoreano e il raggiungimento della pace nella penisola coreana e in tutto il Nordest asiatico.

Tali obiettivi di sicurezza regionale rimasero però sulla carta in quanto non c'era la chiara volontà delle parti di intraprendere azioni concrete verso gli obiettivi identificati. Nello stesso 2005, si venne a creare una situaz...

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Scienze politiche e sociali SPS/14 Storia e istituzioni dell'asia

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