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La presenza ebrea in Nord Africa e la strategia di Israele in Africa

Gli ebrei erano presenti in Nord Africa già dal 570 a.C., come ad esempio in Tunisia. Il primo governo Bourghiba ebbe anche un ministro ebreo, e a differenza degli altri stati africani la Tunisia permise agli ebrei di migrare liberamente. Tuttavia, dopo la guerra dei sei giorni, in Tunisia vennero bruciate le sinagoghe, il che rappresentò un primo momento di rottura.

In Algeria, gli ebrei si erano schierati contro la decolonizzazione; in Libia e in Egitto vennero cacciati, mentre in Marocco erano legatissimi al re.

Strategia di Israele in Africa

La strategia di Israele in Africa puntava ad aprire breccia nei paesi africani occidentali e era legata alla collaborazione con Amin Dada dell’Uganda, successivamente in quelli orientali; che tuttavia termina quando Dada inizia ad appoggiare i palestinesi.

Il secondo momento di rottura si ebbe con la guerra del Kippur nel '73. Gli errori di Israele furono dovuti all’apertura di ambasciate che comportava anche politiche di tipo commerciale oltre quelle sul piano diplomatico le quali non sempre ebbero successo, all’appoggio ai regimi instabili come ad esempio in Uganda e all’impegno eccessivo non sostenibile in certe operazioni che lo ha portato inevitabilmente al crollo.

Nel 1964, ad esempio, l’Uganda chiese l’addestramento israeliano del suo esercito dopo aver rifiutato quello britannico. Secondo il Foreign Office, gli israeliani avevano corrotto il ministro degli interni ugandese distribuendo anche armi personali e capi di abbigliamento agli ufficiali e ai ministri del governo.

Israele fu ostile all’apartheid in Sudafrica anche per la presenza di una comunità ebraica bianca. La politica israeliana è riuscita a inserirsi anche in paesi come l’Etiopia dove vi erano i fallascià, una comunità ebraica considerata una delle 12 comunità ebraiche sparse nel mondo che si riteneva avesse avuto legami con la regina di Saba e Salomone. Israele ha venduto armi in cambio dell’addestramento dell’esercito imperiale etiope.

Nel 1985, con l’Operazione Mosè dal Sudan e nel 1991 con l’Operazione Salomone dall’Etiopia, ha riportato rispettivamente 8.000 e 14.500 ebrei etiopi in Israele. Con riguardo alla prima operazione, i punti di raccolta erano fissati lungo la frontiera tra l’Etiopia e il Sudan; con riguardo alla seconda, sono state necessarie solo 36 ore in cambio di denaro e armi.

Interesse di Israele verso l'Africa

Israele era anche interessato a diversi altri paesi africani. Nel 1957 stabilisce il suo consolato ad Accra che sarà la sua prima ambasciata in Africa. Nel 1958, in Ghana venne istituita la Black Star Line, una compagnia di navigazione congiunta e vennero compiuti ulteriori sforzi per ampliare la presenza israeliana nel continente.

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Scienze politiche e sociali SPS/13 Storia e istituzioni dell'africa

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